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"Ho fatto un casino" .... e ne farai anche di peggiori

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"Ho fatto un casino" .... e ne farai anche di peggiori

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Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica interna · Venerdì 01 Nov 2024 · Tempo di lettura 3:30

L'affermazione di Giorgia Meloni alla "quarta camera" della Repubblica Italiana, la trasmissione Porta a Porta di Bruno Vespa, va oltre il classico lapsus freudiano e mostra quanto LA presidente del consiglio sia confusa in merito alle politiche attuate in questi due anni di governo. In particolare la confusione imperversa sui conti relativi alla sanità: vero il fondo destinato alla sanità è stato aumentato come ha fatto qualsiasi altro governo negli ultimi 30 anni, ma il valore assoluto del fondo va incastonato rispetto al Pil del paese altrimenti non si può avere una misura oggettiva della spesa destinata alla sanità. E qui casca l'asino perché si è tornati indietro ai livelli pre pandemia con un misero 6,3% del Pil destinato alla sanità dopo aver raggiunto il 7% ed oltre.
Però l'affermazione della Meloni "Ho fatto un casino" va oltre il problema della sanità e investe ogni settore della vita socio/culturale del paese. E' vero anche che il "casino" avrebbe anche potuto essere molto più tragico se Giorgia Meloni avesse mantenuto tutte le sue "false" promesse soprattutto riguardo all'economia. Avremmo dovuto abbandonare l'europa, avremmo dovuto forse uscire dall'europa, avremmo dovuto forse entrare in guerra con tutti i paesi che si affacciano sul mediterraneo con il tanto sbandierato blocco navale. Su tutti questi argomenti però la Giorgia presidente del consiglio ha eseguito una rapida inversione di marcia disattendendo (per fortuna) tutte le sue più funeste promesse. In campo economico si è allineata con la politica di Draghi e si è assoggettata ad un nuoco pattò di stabilità europeo, sull'immigrazione ha abbandonato l'idea folle del blocco navale ed in questo modo non ha portato l'Italia al fallimento ed all'isolamento totale. Non per questo ha evitato tutta una serie di casini e soprattutto si appresta a provocarne uno più grave e distruttivo per il nostro paese e la sua democrazia: il premierato. Ecco un rapido elenco dei temi toccati dal governo nei quali i casini combinati ormai non si contano più.
Giustizia. Ormai lo scontro è quotidiano: da una parte la magistratura che svolge il suo ruolo come sancito dalla costituzione dall'altra il governo che interpreta il voto popolare come un lasciapassare per agire al di fuori delle regole costituzionali e internazionali.
Immigrazione. Una volta arrivata al governo, Giorgia Meloni ed i suoi camerati, si sono resi conto (ma forse già lo sapevano) quanto fosse impraticabile la loro soluzione al problema: il blocco navale. Per dimostrare che comunque il governo si  dava da fare si è arrivati al campo di concentramento in Albania, miseramente fallito per le regole europee e internazionali.
Sicurezza. Dopo aver visto "fantasmi" da ogni parte tanto che LA presidente del consiglio ha allontanato dal suo ufficio le forze dell'ordine in quanto presunte spie, ecco che arriva lo scandalo dei dossieraggi portati avanti da un suo uomo.
Cultura. Dopo aver sbandierato ai quattro venti la tanto egemonia culturale della sinistra che sarebbe stata smantellata dalla nuova maggioranza, ecco che un ministro della cultura si deve dimettere perché si innamora e va in televisione a chiedere scusa e perdono sia alla moglie che alla presidente del consiglio.
Legalità. La destra di Giorgia Meloni era quella della legalità e del rispetto delle leggi e dopo due anni che accade ? Viene cancellato il reato di abuso d'ufficio e per esempio la Presidente della Regione Umbra, Donatella Tesei, può permettersi di elargire fondi regionali ad un'azienda dove lavora il figlio. Per non parlare del poliziotto che schiaffeggia un automobilista fermato per un semplice controllo o del vigile urbano che toglie una multa al boss locale della 'ndrangheta. Per non parlare degli oltre venti condoni concessi agli evasori fiscali.

Insomma i casini sono tanti ma forse il bello deve ancora arrivare con la famosa riforma del premierato.




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