Alla caccia dei magistrati su tutto il globo terracqueo
Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica interna · Domenica 09 Feb 2025 · 3:00

Sono ormai oltre trent'anni che si sente parlare da parte della destra di una magistratura politicizzata che però avrebbe come obiettivo solo la destra, soprattutto quando questa si trova al governo. La storiella ha iniziato a raccontarla Berlusconi sebbene poi la magistratura avesse nel mirino le sue innumerevoli truffe, corruzioni e finanziamenti della mafia per un unico scopo: tenersi lontano dalla galera e difendere le proprie aziende. Uscito di scena Berlusconi si pensava che questa incredibile guerra fra poteri dello Stato terminasse e si aprisse una nuova stagione. Purtroppo non si erano fatti i conti con uno dei tanti ricatti ai quali la presidente del consiglio deve sottostare: in questo caso quello di Fratelli d'Italia, partito della famiglia Berlusconi, indispensabile per stare al governo. Ecco allora anche Giorgia Meloni e Matteo Salvini se la prendono con i magistrati che altro non fanno da sempre il loro dovere: far rispettare le leggi anche da parte di chi ha il compito di governare. Berlusconi doveva difendere i propri interessi, Meloni e Salvini invece fondano la loro guerra verso la magistratura sul principio che coloro che governano, in virtù di un voto popolare, dovrebbero avere campo libero in qualsiasi iniziativa senza dover sottostare alle leggi nazionali e internazionali. Una visione autoritaria e di stampo fascista che incarna nel governo e nel presidente del consiglio una sorta di "comandante" al quale tutto è consentito. In democrazia però non funziona così: il governo riceve una investitura popolare che ha i suoi limiti nella Costituzione, nelle norme europee e internazionali che sono al di sopra delle norma nazionali. I magistrati hanno il dovere di controllare che l'azione di governo si muova entro queste norme. E' tutto molto semplice per chi crede nella democrazia, diventa molto complicato per chi invece pensa di avere mano libera su tutto in virtù di una elezione democratica.
Ecco allora che la guerra fra governo fascista di Meloni e magistratura è ormai quotidiana, scoppiata con la vicenda Albania e arrivata al culmine, almeno per ora, con la vicenda Almasri. Giorgia Meloni che aveva promesso la caccia ai trafficanti di esseri umani su tutto il globo terracqueo, in realtà appena ha potuto mettere le mani su uno di questi trafficanti lo ha immediatamente liberato e si è scagliata ancora una volta contro i magistrati che, secondo lei, vogliono impedire al governo di mettere in campo le politiche anti immigrazione. Ma il governo in questa occasione è andato oltre e non si è limitato ad una caccia sul territorio italiano, andando ben oltre. In seguito alle sanzioni contro la Corte Penale Internazionale varate da Donald Trump, circa 80 paesi si sono opposti a questa iniziativa firmando una lettera di protesta e di sostegno alla Corte, la lettera non è stata firmata in Europa da Ungheria, Repubblica Ceca e .... Italia, il paese cioè dove è nata la Corte Penale Internazionale. Un fatto gravissimo che ponte l'Italia al di fuori di ogni regola internazionale senza avere il coraggio poi di revocare il trattato che ha sancito il riconoscimento della Corte.
La caccia al magistrato su tutto il globo terracqueo è iniziata, mentre per i trafficanti di esseri umani ... via libera.
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