Caro PD o sei affetto da Alzheimer o sei masochista
Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica interna · Sabato 31 Ago 2024 · 4:30

A volte ritornano. In questi ultimi giorni si è visto un ritorno alle Feste dell'Unità di un personaggio ambiguo che qualcuno definisce anche intelligente. Il problema è l'uso che il personaggio in questione fa della sua intelligenza. Il personaggio è il funambolico Matteo Renzi che inizia le sue manovre per scomparire dai radar delle tornate elettorali di varia natura. Dopo aver tentato di farsi accettare dalla destra di governo, ma che saggiamente ha rimandato al mittente le sue advances, ora il giovanotto di Rignano ci riprova con il Partito Democratico ed il Pd abbocca all'amo nonostante la storia passata. Ecco un breve riassunto della storia dimenticata come se il partito e la sua segretaria Elly Schlein fossero improvvisamente colpiti dall'Alzheimer.
Matteo Renzi diventa segretario del Partito Democratico nel 2013 dopo aver "costretto" il partito ha modificare le regole delle primarie: chiunque avrebbe potuto votare per il segretario e non solo gli iscritti. Una regola assurda che non è più stata cambiata e che ha permesso anche a Elly Schlein di diventare segretaria del partito. Renzi si battè per questa apertura ben sapendo che avrebbe ottenuti tantissimi voti soprattutto dai militanti di Forza Italia che contavano sulla forza distruttrice di Matteo.
Arrivato alla segreteria del Pd il primo impegno di Matteo Renzi fu quello di sfiduciare il governo guidato dal suo compagno di partito, Enrico Letta, per ottenere l'incarico per la formazione del nuovo governo. Diventato quindi in pochi mesi segretario del partito di maggioranza e capo del governo, Matteo Renzi iniziò la sua opera distruttrice. Come primo colpo fregò nientepopodimenoché Silvio Berlusconi al quale promise il suo appoggiò per l'elezione del Presidente della Repubblica, salvo poi cambiare opinione e lavorare per la riconferma di Giorgio Napolitano. Ma il suo vero capolavoro fu la cancellazione dello statuto dei lavoratori e dell'articolo 18 rendendo di fatto il lavoro nel nostro paese solo un lavoro di tipo precario. Questa sua battaglia provocò la scissione del Partito Democratico dal quale se ne andarono Pippo Civati, Roberto Speranza e soprattutto Pier Luigi Bersani. Una ferita in parte mascherata dal successo alle elezioni europee nelle quali il Pd ottenne il 40% ma solo in virtù di una specie di voto di scambio: i famosi 80 euro che Matteo Renzi fece arrivare nelle buste paga del ceto medio italiano, non dei più poveri ma quelli rappresentavano una minoranza dal punto di vista elettorale.
Forte di questo successo Renzi tentò un ulteriore assalto alla democrazia: cambiare la Costituzione per creare un Senato non più eletto dai cittadini ma dalle singole regioni. Lo sbruffone mise la questione su un piano personale e quindi fu sonoramente bocciato al referendum popolare. Come suo solito non mantenne le promesse fatte in diretta tv nazionale: quella di lasciare la politica, insieme alla sua vestale la Boschi, qualora avesse perso il referendum. Non lasciò la politica anzi si fece eleggere senatore, proprio in quel senato che secondo le sue false promesse, avrebbe voluto cancellare.
Nonostante le sue sconfitte alle elezioni del 2018 fu nuovamente eletto e continuò a fare danni: spinse il M5S fra le braccia della Lega per due anni terribili. Fortunatamente Matteo Salvini si prese una sbornia di mojito nell'estate del 2019 e costrinse Conte a far cadere il governo. Ecco allora il colpo di genio di Matteo Renzi. Non si poteva andare a nuove elezioni perché il buon Matteo avrebbe perso tutti i suoi parlamentari ed allora convinse il segretario del Pd, Zingaretti, a partecipare ad un governo M5S-Pd salvo poi un mese dopo portare via tutti i suoi leccapiedi e dare vita ad un nuovo partito: Italia Viva. La pandemia bloccò l'azione del giovanotto di Rignano che sicuramente avrebbe fatto cadere il governo, ma appena il Covid allentò la presa e Giuseppe Conte riuscì nell'impresa del PNRR, Renzi fece cadere il governo aprendo la strada a Mario Draghi.
Ora dopo tutte queste vicende in un paese normale alle elezioni politiche del 2022 Renzi sarebbe stato relegato dietro la lavagna ed invece in Italia Matteo trovò un altro agnello sacrificale: Carlo Calenda. Lo illuse con il progetto del nuovo centro poi, appena raggiunto il suo obiettivo, avere una poltroncina in senato, mollò anche il povero Carlo.
Ora caro PD e cara Elly davvero sareste disponibili a caricarvi sulle spalle un soggetto come Matteo Renzi che, il giorno dopo le elezioni, sarebbe subito pronto a piantarvi un coltello nelle scapole ?
Renzi è un opportunista, uno sbruffone, un fiancheggiatore della destra berlusconiana, lanciato nella mischia proprio con l'intento di distruggere dall'interno quel poco che ancora è rimasto della sinistra. Liberatevene il prima possibile o davvero Meloni e Salvini governeranno questo paese fino alla sua autodistruzione ed al ritorno del fascismo versione terzo millennio.
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