Chi era davvero il superfluo ?
Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica interna · Sabato 07 Feb 2026 · 2 minuti

«Superflue». Così il ministro Nordio aveva liquidato le oltre 500.000 firme raccolte contro la riforma della giustizia. Oggi, dopo la sentenza della Cassazione, quella parola torna indietro come un boomerang.
Superflui non erano i cittadini, ma l’arroganza di una politica che ha tentato di forzare le regole democratiche.
La maggioranza aveva provato a portare il Paese al referendum con un quesito ingannevole: semplice solo in apparenza, perché ometteva di indicare gli articoli della Costituzione che sarebbero stati modificati. Un trucco grave, pensato per chiedere un sì senza spiegare davvero a cosa. Non informare i cittadini non è semplificare: è manipolare.
Proprio quelle firme, considerate inutili, hanno invece smascherato l’inganno. La Cassazione ha ristabilito un principio elementare ma fondamentale: su una revisione costituzionale si vota sapendo esattamente cosa cambia. Senza trasparenza non c’è scelta, senza scelta non c’è democrazia.
In questa vicenda la magistratura ha fatto ciò che la politica non ha voluto fare: difendere le regole e i diritti dei cittadini. Ed è per questo che l’indipendenza della magistratura dal potere politico non è un dettaglio tecnico, ma una garanzia essenziale per tutti.
Forse non è la giustizia a dover essere riformata con urgenza.
Forse è una politica che considera i cittadini un fastidio e la Costituzione un ostacolo.
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