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Clima estremo: il 2024 segna il punto di non ritorno confermato da 2025

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Clima estremo: il 2024 segna il punto di non ritorno confermato da 2025

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Pubblicato da Edoardo Pisani in Clima · Sabato 12 Lug 2025 · Tempo di lettura 3:45


Nel 2024 il clima ha lanciato un messaggio chiaro e ineludibile: il riscaldamento globale non è più un'ipotesi, ma una realtà che avanza a ritmo accelerato. Il “Rapporto sullo Stato del Clima in Europa 2024” realizzato dal Copernicus Climate Change Service (C3S) in collaborazione con la World Meteorological Organization (WMO), fotografa una situazione allarmante: il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato sia a livello globale che in Europa. E non è tutto: il mese di giugno 2025 in Italia ha infranto ogni record, con picchi di temperatura che hanno messo in ginocchio territori e popolazioni.
Se il mondo intero ha superato per la prima volta la soglia critica di +1,5°C rispetto all’epoca pre-industriale, l’Europa sta vivendo un riscaldamento doppio rispetto alla media globale. In particolare, dagli anni ’80, il Vecchio Continente si è trasformato nella regione con il riscaldamento più rapido del pianeta, a causa di fattori geografici, atmosferici e umani.
Eventi estremi come ondate di calore, siccità, inondazioni e incendi si sono moltiplicati:
- Alluvioni devastanti (come quelle causate dalla Tempesta Boris in settembre) hanno coinvolto ben otto paesi, mentre la sola provincia di Valencia ha contato 232 vittime in un solo evento di pioggia estrema;
- I ghiacciai europei, soprattutto in Scandinavia e Svalbard, hanno subito la più alta perdita di massa annuale al mondo;
- Gli incendi in Portogallo hanno distrutto 110.000 ettari;
- I laghi e il Mar Mediterraneo hanno registrato le temperature superficiali più alte mai misurate.
Italia, giugno 2025: un mese di fuoco
Nel nostro Paese, il giugno 2025 è stato il più caldo dal 1950, con una temperatura media di 22,8°C, ben 3,5°C oltre la norma trentennale. Il 30 giugno si è toccata una media giornaliera di 26,2°C, 5 gradi sopra la media storica.
Il caldo ha colpito tutto il territorio nazionale, con effetti più marcati nelle zone montane:
Valle d’Aosta: +48% rispetto alla media storica;
Grandi città: +3,2°C a Torino e Napoli, +3,5°C a Milano, +3,6°C a Roma, con Aosta che ha superato i +5°C.
In risposta all’emergenza, il Ministero della Salute ha attivato una task force con la Protezione Civile per monitorare le ondate di calore e coordinare l’informazione dei rischi, nessun provvedimento o intervento pratico.
Il rapporto evidenzia come le città europee stiano diventando i veri laboratori della resilienza climatica. Nel 2024, il 51% dei centri urbani aveva già un piano di adattamento al clima (contro il 26% del 2018). Tuttavia, ostacoli come la mancanza di fondi e l’insufficiente volontà politica rallentano il progresso.
La transizione energetica segna un risultato positivo: il 45% dell’elettricità europea è stato prodotto da fonti rinnovabili nel 2024, superando il 43% del 2023. Tuttavia, permangono squilibri:
- L’energia solare è aumentata a est e diminuita a ovest;
- L’Europa nord-occidentale ha vissuto una “siccità di vento”, con la produzione eolica crollata del 75% rispetto alla media;
- Il governo italiano ma la stessa Europa stanno tornando indietro sul Green Deal mettendo a repentaglio i pur modesti risultati ottenuti
Nel 2024, l’Artico ha registrato il suo terzo anno più caldo di sempre. La riduzione dei ghiacci marini e gli incendi artici senza precedenti hanno contribuito in modo significativo alle emissioni di carbonio, amplificando il riscaldamento globale.
Conclusioni: il tempo è scaduto
I dati sono inequivocabili. Il cambiamento climatico è in atto, i suoi effetti sono già tangibili e i margini per intervenire si stanno assottigliando. Il rapporto suggerisce cinque azioni urgenti:
-Ridurre le emissioni in linea con l’Accordo di Parigi;
- Investire nell’adattamento climatico, soprattutto in città e infrastrutture critiche;
- Potenziare i sistemi di allerta precoce per salvare vite e ridurre danni economici;
- Accelerare la transizione alle energie rinnovabili, garantendo equilibrio tra regioni;
- Coinvolgere attivamente i cittadini, con informazione e partecipazione.
Il 2024 non dovrebbe essere solo un anno da ricordare, ma un punto di svolta per agire. Perché il clima non aspetta, e il futuro dipende da ciò che facciamo ora, ma i governi di tutto il mondo sembrano ormai ignorare questa emergenza presi come sono dalle guerre che non fanno altro che peggiorare la situazione climatica


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