Dal bacio di Biden, al "Sei bellissima" di Trump, alla figura di cacca con la Libia
Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica internazionale · Giovedì 06 Nov 2025 · 2:30

La narrazione del governo guidato da Giorgia Meloni racconta che l'Italia ha riguadagnato una credibilità internazionale senza precedenti. L'Italia, secondo la carciofara della garbatella, è tornata ad essere protagonista e credibile a livello internazionale. Questi sono i discorsi, che come dice un detto toscano "li porta via il vento", poi ci sono i fatti quelli incontrovertibili che sconfessano la narrazione propagandistica.
Giorgia Meloni è passata dai baci in fronte elargiti da Joe Biden, con lei bambina sorridente, ai complimenti fasulli di Donald Trump che l'ha definita "una donna bellissima", un apprezzamento accolto con lo stesso sorriso con il quale Giorgia si prendeva i bacetti del nonno Biden. Queste manifestazioni sono state sufficienti alLA presidente del consiglio per sbandierare ai quattro venti la nuova stagione dell'Italia tornata al centro delle relazioni internazionali. Tutto bellissimo se poi non ci fossero i fatti e la realtà. E questa proprio in questi giorni posiziona l'Italia addirittura dietro la Libia come reputazione a livello internazionale.
Tutto a causa di un torturatore, carceriere, stupratore libico: il generale libico Almasri. "Sfortuna" ha voluto che il generale, dopo la condanna della Corte penale internazionale fosse catturato ed arrestato dalla polizia italiana. Un'operazione degna di encomio, come solitamente fanno esponenti del governo (Salvini in primis) ad ogni operazione simile da parte delle forze dell'ordine italiana, se l'arrestato non fosse uno di quei criminali libici con i quali il governo ha stretto un patto affinché impediscano la fuga verso l'Italia di migranti dalle coste libiche. Alla notizia dell'arresto Meloni, Nordio e Piantedosi se la sono fatta nelle mutande e, disattendendo il diritto internazionale e incapaci di far valere la legge, non solo hanno liberato il criminale Almasri ma addirittura lo hanno rimpatriato con tutti gli onori e riservandogli un volo di Stato. Poi Piantedosi e Nordio sono andati in Parlamento (Giorgia Meloni no perché lei è allergica alla democrazia) il primo a elogiare la Polizia che aveva arrestato il generale libico soggetto pericoloso, il secondo invece a spiegare come, proprio a causa della pericolosità, fosse stato necessario liberarlo e riportarlo in Libia con tutti gli onori del caso. Poi accade che proprio in Libia i magistrati, rispettando il mandato di cattura della Corte penale internazionale, ordino il suo arresto.
Insomma in buona sostanza la Libia da una bella lezione di diritto internazionale all'Italia. Si proprio all'Italia quel paese tanto bistrattato che grazie a Giorgia Meloni è tornato ad occupare posizioni di rilievo sullo scenario internazionale. Certo ma sempre un passo dietro la Libia.
Come sempre i fatti surclassano le parole, ma le parole servono per abbindolare le teste vuote dei cittadini che ancora sostengono questo governo.
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