Difendere la democrazia non significa affossarla ma salvarla
Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica internazionale · Sabato 03 Mag 2025 · 2:00

I servizi segreti tedeschi (BfV) hanno compiuto un passo epocale: dopo tre anni di indagini, hanno certificato che Alternative für Deutschland (AfD) è un partito di estrema destra che viola la dignità umana e discrimina sistematicamente chi ha origini straniere, ebrei, musulmani e migranti. Una conclusione inequivocabile, messa nero su bianco in oltre mille pagine. Ma per milioni di cittadini tedeschi, scesi in piazza lo scorso gennaio, non è una rivelazione: è la conferma che il rischio per la democrazia è reale e urgente.
Eppure, da noi in Italia, il ministro Salvini strumentalizza questa notizia per lanciare l’allarme su una presunta "deriva liberticida". Ma è esattamente il contrario.
Quando un partito usa la libertà democratica per distruggere i principi della democrazia stessa, non siamo più nel campo del confronto politico, ma della tutela costituzionale.
La Germania ha vissuto sulla propria pelle la tragica lezione del secolo scorso: i padri della sua Costituzione hanno previsto con lucidità che la democrazia non possa essere lasciata in balia del solo consenso popolare, ma debba essere difesa anche dai nemici interni. Il principio è chiaro: non può esistere libertà per chi vuole abolire la libertà.
Ecco perché il lavoro del BfV è un atto di responsabilità e di salvaguardia dell’ordine democratico. Non è un tentativo di affossare la democrazia, ma di proteggerla da chi la strumentalizza per tornare a un passato che l’Europa intera ha giurato di non rivivere più.
Non è la forza dei numeri nei sondaggi a definire la legittimità politica, ma la fedeltà ai valori costituzionali.
La messa al bando di un partito è una scelta estrema e difficile, lo sanno bene anche i democratici tedeschi. Ma oggi quella scelta si profila come una necessità, proprio per evitare che il consenso cieco diventi un grimaldello per lo smantellamento dello Stato di diritto.
Difendere la democrazia a volte significa prendere decisioni impopolari. Ma necessarie.
E la Germania, ancora una volta, dimostra di aver imparato dal suo passato.
L'Italia, invece, vuole davvero imparare qualcosa?
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