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Due sentenze che sbugiardano il governo

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Due sentenze che sbugiardano il governo

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Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica interna · Domenica 23 Feb 2025 · Tempo di lettura 3:00


La favola della magistratura politicizzata, della magistratura che vorrebbe fare politica, degli avvisi di garanzia ad orologeria e via dicendo inizia quando nel novembre 1994 Silvio Berlusconi riceve un invito a comparire dalla Procura di Milano durante un incontro internazionale a Napoli. Le fake news e le falsità sul rapporto magistratura e politica iniziano proprio da quell'episodio. Si parla di avviso di garanzia mentre in realtà si tratta solo di un invito a comparire, si parla di G7 a Napoli mentre è solo un incontro internazionale in quanto il G7 si è tenuto qualche settimana prima e si parla di una magistratura di sinistra che intende contrastare il governo di destra da poco insediato. Questa è l'arma che Silvio Berlusconi e tutta la destra impugnano per iniziare la guerra contro un potere indipendente dello Stato previsto dalla Costituzione come appunto la magistratura. La destra è da sempre allergica alle regole e vorrebbe governare senza alcun controllo in virtù di un voto popolare che, secondo la loro visione autoritaria e reazionaria, non dovrebbe sottostare a nessun altro potere intermedio. Purtroppo la nostra Costituzione non prevede questa visione dittatoriale di stampo puramente fascista. Giorgia Meloni e la sua maggioranza hanno fatto propria questa visione distorta delle nostre istituzioni e in questi due anni sono andati spesso in contrasto con le norme nazionali ed europee che la magistratura invee ha il dovere di far rispettare. E questo compito viene svolto non per una presa di posizione politica quanto semplicemente nell'ottica di far rispettare quelle leggi alle quali anche il governo deve sottostare. Purtroppo poi ci sono i fatti e le dichiarazioni che contrastano dimostrando quello che dovrebbe ormai essere chiaro: la destra italiana non intende governare ma semplicemente comandare assoggettando tutte le istituzione al Comando del capo.
Dicembre 2024: il pubblico ministero del processo Open Arms a Matteo Salvini chiede la condanna a 6 anni di carcere per il ministro, il giudice assolve il ministro perché il fatto non sussiste.
Febbraio 2025: il pubblico ministero chiede l'assoluzione per il sottosegretario Andrea Del Mastro, il giudice condanna il sottosegretario a 8 mesi di carcere per diffusione di documenti riservati.
Nel caso di Matteo Salvini il giudice viene lodato dalla destra che parla di un processo inutile per il quale il pubblico ministero dovrebbe pagare, nel caso di Del Mastro è il giudice ha cadere sotto gli strali della destra e accusato di essere un magistrato di sinistra che condanna un rappresentante del governo.
Entrambi i casi dimostrano quanto sia inutile e puramente ideologica la riforma della giustizia che il governo tenta di far approvare e che riguarda la separazione delle carriere. Le due sentenze dimostrano ampiamente quanto le carriere siano di fatto già separate e questa commistione fra pubblici ministeri e giudici in realtà non esiste. L'unica riforma dela quale avrebbe bisogno la giustizia italiana sarebbe quella che consenta di accelerare i processi per il resto si tratta solo di propaganda politica e del tentativo della maggioranza di sottrarsi alla giustizia italiana che nei casi sopra citati ha dimostrato ampiamente di funzionare.



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