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Europa: altra occasione persa per liberarsi dagli USA

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Europa: altra occasione persa per liberarsi dagli USA

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Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica internazionale · Sabato 15 Mar 2025 · Tempo di lettura 3:15


L'Europa perde la seconda occasione per liberarsi definitivamente dal giogo degli Stati Uniti d'America, i veri criminali che da oltre 80 anni provocano disastri nell'intero pianeta. La prima volta è stata dopo la caduta del muro di Berlino. Quella sarebbe stata l'occasione per liberarsi della Nato e del Patto Atlantico per provare a vestire finalmente i panni di una vera e propria potenza mondiale. E invece si è continuato ad andare a rimorchio degli Stati Uniti facendoci trascinare in varie guerra insulse e inutili. L'arrivo per la seconda volta alla Casa Bianca del criminale Donald Trump poteva rappresentare  un'altra imperdibile occasione per diventare finalmente grandi. Ed invece ecco ancora una volta l'Europa che si assoggetta ai voleri del Presidente degli Stati Uniti d'America.  
Il Parlamento Europeo infatti ha approvato il piano "ReArm Europe", che prevede lo stanziamento di 800 miliardi di euro per il rafforzamento militare degli Stati membri nei prossimi quattro anni. Il piano impone ai governi nazionali di aumentare la spesa per la difesa fino all’1,5% del PIL (come richiesto da Trump), mobilitando 650 miliardi di euro, mentre ulteriori 150 miliardi arriveranno sotto forma di prestiti dell’UE per investimenti congiunti in difesa aerea, sistemi missilistici e droni. Una decisione che porta alla luce una grande contraddizione dell’Unione Europea: l’austerità, applicata con rigidità per anni nei settori essenziali come sanità e istruzione, viene rapidamente abbandonata quando si tratta di spese militari.
Contraddizioni che sono amplificate in Italia incapace di prendere una posizione univoca non solo da parte dell'opposizione ma nemmeno da parte della maggioranza che governa il paese mostrando tutte le contraddizioni interne.
La votazione ha infatti reso evidente le divergenze interne alla maggioranza di governo nel Parlamento Europeo:
  • Forza Italia ha votato a favore del piano;
  • Fratelli d’Italia ha espresso un sostegno con riserva;
  • La Lega si è opposta.
Se nella coalizione di centrodestra la frammentazione è evidente, la situazione nell’opposizione è ancora più caotica. Il Partito Democratico, con la segretaria Elly Schlein, aveva indicato l’astensione come posizione ufficiale, ma solo 11 eurodeputati su 21 hanno seguito la linea. Gli altri hanno votato a favore, dimostrando che le spaccature attraversano anche il principale partito di opposizione.
Quindi anche in Italia così come in Europa, il contrasto è particolarmente evidente. Mentre si fatica a trovare fondi per sanità e istruzione, e i cittadini subiscono tagli ai servizi essenziali, quando si tratta di investire in armamenti le resistenze sembrano scomparire.
Basti pensare che:
  • Gli ospedali sono in affanno per mancanza di personale e risorse, con tempi di attesa sempre più lunghi.
  • Le scuole e le università affrontano tagli e precarietà, con insegnanti e ricercatori costretti a lavorare con stipendi bassi e contratti instabili.
  • L’Italia continua ad avere uno dei più alti debiti pubblici d’Europa, il che viene usato come giustificazione per imporre politiche di austerità in ogni settore… tranne che nella difesa.
Le profonde divisioni politiche italiane e la mancanza di una strategia chiara in Europa indeboliscono ulteriormente il peso politico del Paese nelle decisioni dell’UE. Se a questa mancanza di una strategia comune, si aggiunge il fardello del debito pubblico, che limita la capacità di negoziazione dell’Italia, si può facilmente capire quanto il peso politico del nostro paese in Europa, sia ininfluente nonostante le dichiarazioni trionfalistiche sul ruolo delLA presidente del consiglio Giorgia Meloni-
Se l’Italia vuole contare davvero nell’UE, deve superare le divisioni interne, elaborare una politica più coesa e decidere dove realmente investire le proprie risorse. Altrimenti, continuerà a subire decisioni prese altrove, senza alcuna possibilità di influenzarle.


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