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Giogia Meloni prende a picconate l'ultimo spiraglio di democrazia

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Giogia Meloni prende a picconate l'ultimo spiraglio di democrazia

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Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica interna · Mercoledì 29 Gen 2025 · Tempo di lettura 2:15

Quanto avvenuto ieri non è un complotto, come falsamente accusa a reti unificate, LA prima Presidente del Consiglio donna della Repubblica Italiana Giorgia Meloni (a proposito aridateci un uomo), ma semplicemente una dimostrazione che ancora una parvenza di democrazia esiste in Italia. Sarà il caso che opposizioni e cittadini si attrezzino per salvare questi piccoli resti di repubblica parlamentare democratica prima che tutto sia spazzato via dalle riforme di questo governo fascista e reazionario. Un avvocato, Luigi Li Gotti (fra l'altro con passato fascista e di destra) invia un esposto alla magistratura contro Meloni, Piantedosi e Nordio in merito alla gestione del caso AlMasri ipotizzando una serie di reati per i tre esponenti del governo. Il procuratore Francesco Lo Voi fa quello che una legge costituzionale, ancora vigente in Italia, gli impone: trasmette gli atti "senza alcuna indagine" (come imposto dalla legge) al tribunale di ministri. Tutto regolare e normale. Ma per LA vittima predestinata Giorgia Meloni non è altro che un ulteriore dimostrazione del complotto contro il suo governo e si presenta in video senza alcun contraddittorio a sparare una serie infinita di cavolate. Naturalmente sul banco degli imputati per lei ci sarebbe la magistratura e le toghe rosse, anche se in questo caso si tratta solo di toghe nere, che gli trasmesso un "avviso di garanzia" per metterla sotto processo. Niente di tutto questo ma semplicemente il foglio che ha ricevuto è una semplice comunicazione dovuta relativa al fatto che un cittadino ha esposto una denuncia contro di lei ed alcuni suoi ministri e quindi lei è stata semplicemente informata che la denuncia è stata trasmessa al tribunale dei ministri che dovrà decidere come procedere. Nessun complotto, nessuna toga rossa, nessun fatto scandaloso ma semplicemente un accadimento che si può verificare in uno stato democratico: un cittadino ravvede un comportamento non legale di un governo e sporge regolare denuncia
Conclusione: LA prima Presidente del Consiglio donna della Repubblica Italiana è allergica alla democrazia, come le sue proposte di riforma dimostrano, e per abbatterla si scaglia contro uno dei poteri indipendenti previsti dalla nostra Costituzione, giustificando il suo attacco con una sfilza incontenibile di falsità.
E' GIORGIA MELONI IL VERO PERICOLO PER QUESTO PAESE


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