Giorgia Meloni e la fissazione della "sinistra che rosica"
Pubblicato in Politica interna · Martedì 16 Dic 2025 · 3:00

Cara Giorgia Meloni, a conclusione della festa del suo partito domenica 14.12.2025, ancora una volta non ha saputo trattenersi dal "fare riferimento" al suo avversario politico identificato come la sinistra. Come al solito però non si è trattato di un normale confronto o di una normale contrapposizione di idee, come la politica sana richiederebbe, ma della solita tiritera sulla sinistra che "rosica" per un presunto successo del suo governo. Presunto perché spesso, come in questo caso, l'azione del suo governo è praticamente nulla. Certo che deve essere molto faticoso per lei preparare un discorso, per una qualsiasi occasione, se deve ogni volta cercare un giro di parole o un motivo per infilarci un attacco sgangherato, fuori luogo, sguaiato oltre che sempre offensivo alla sinistra. Un attacco che non fa parte della dialettica politica ma semplicemente di una sua mania che probabilmente deriva da qualche trauma subito da piccola. Forse è per questo che di discorsi pubblici ne fa veramente pochi e sfugge ai giornalisti. Si rilassi. E' al governo da tre anni ed a sentire la sua narrazione e quella dei suoi camerati sono stati tre anni di successi in tutti i campi della vita pubblica, sociale e culturale. Parli allora di quelli e lasci al suo destino la sinistra. O forse non ha tante frecce all'arco del suo governo da poter mostrare in pubblico ? Nel caso in questione, quello del riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio immateriale dell'umanità, la sinistra non ha rosicato come non rosica mai, caso mai si incazza per come gestisce il paese e per come tenterà di trasformarlo, ma rosicare mai. Se lo lasci dire da un "vecchio comunista", io si lo sono non quei ragazzotti apostrofati dalla ministra Bernini perché la contestavano. Quei ragazzi probabilmente non sanno nemmeno che cosa sia il comunismo come, senza ombra di dubbio, non lo saprà nemmeno la ministra Bernini che può sparare le sue minchiate grazie proprio ai comunisti che insieme a molti altri, esclusi i vostri mentori fascisti, hanno liberato l'Italia dalla dittatura fascista e scritto la Costituzione della Repubblica Italiana.
Tornando a lei Presidente Meloni, discorsi come i suoi non si sono mai sentiti nella storia della Repubblica Italiana. Mai un Presidente del Consiglio di qualsiasi colore ha usato certi termini offesivi da scaricatore di porto, come quelli che usa lei. I suoi atteggiamenti ed il suo linguaggio non fanno certo rosicare ma sicuramente fanno incazzare. Avrei voluto scrivere che lei mi fa pena ma in realtà quelli che mi fanno veramente pena sono altri. Sono coloro che nell'ultima settimana sono saliti sul palco della sua festa, sbeffeggiati dalla padrona di casa che non si è degnata di presentarsi a nessuno di loro. Mi fanno pena coloro che dalla platea ridono alle sue battute sull'avversario politico con quelle facce imbambolate dalle quali si percepisce che non hanno capito niente di quello che lei sta dicendo. Mi fanno pena perché non si rendono conto che sta loro parlando la Presidente del Consiglio che, invece di parlare di politica e degli "obiettivi" raggiunti dal governo, fa la saltimbanco talmente ridicola che non sarebbe scritturata nemmeno nel più infimo circo di periferia.
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