Giorgia Meloni silenziosa con la lingua ma non con i fatti
Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica internazionale · Lunedì 13 Ott 2025 · 4:45

Oggi 13 Ottobre 2025 con una rappresentazione scenica senza precedenti va in onda la firma del "cessate il fuoco" a Gaza. Intanto mancano gli attori principali come Netanyahu e Hamas, ma intorno al bullo Donald Trump svolazzano vari attori fra i quali la vestale Giorgia Meloni. Che sia una farsa lo dimostra un fatto singolare: il Presidente degli USA, in questo caso Donald Trump ma poteva essere un altro e la sostanza non sarebbe cambiata, colui cioè che ha autorizzato il genocidio del popolo palestinese, oggi viene presentato come l'angelo che sceso dal cielo ha portato la pace. Una schizofrenia tipica dei nostri tempi, quella stessa schizofrenia che vorrebbe far passare Giorgia Meloni come la tessitrice silenziosa di questa "pace". In realtà Giorgia Meloni è stata si silenziosa in questi due anni ma nei fatti ha fatto di tutto per assecondare il Presidente Trump. Ecco la cronologia dei fatti che identificano Giorgia Meloni come complice del genocidio (non l'unica sia chiaro).
- 19 settembre 2024, Giorgia Meloni si è rifiutata di votare in favore di una risoluzione Onu che chiedeva a Israele di porre fine all’occupazione dei territori palestinesi in solidarietà con Netanyahu che, in quei luoghi, uccide i palestinesi tutti i giorni.
- 11 ottobre 2024 Giorgia Meloni, nel MeD9 a Cipro, ha impedito l’inserimento di un brano contro la vendita di armi a Israele, richiesto da Macron e dal premier spagnolo Sanchez, nella nota con cui Francia, Italia e Spagna hanno condannato l’attacco israeliano contro Unifil in Libano.
- 15 ottobre 2024 Giorgia Meloni ha dichiarato di avere fornito assistenza militare a Netanyahu durante tutto il bombardamento di Gaza nel suo discorso alla Camera dei deputati, sebbene Israele fronteggiasse un processo per genocidio all’Onu.
- 21 novembre 2024, quando la Corte penale internazionale ha spiccato il mandato di cattura contro Netanyahu, Meloni si è affrettata a delegittimare i suoi giudici per bocca di Tajani. Secondo Meloni e Tajani, quel mandato di cattura è l’atto politico fazioso di un gruppo di giudici che vuole attaccare ingiustamente Netanyahu.
- 20 dicembre 2024, Netanyahu ha dilaniato con le bombe 12 membri di una famiglia a Jabalia tra cui 7 bambini, nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Due giorni dopo, il 22 dicembre, Giorgia Meloni ha inviato Crosetto a Tel Aviv per rinnovare il sostegno del governo italiano al ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, il responsabile delle stragi.
- 6 maggio 2025 gli eurodeputati di Fratelli d'Italia hanno votato contro la richiesta di discutere nel Parlamento europeo la situazione dei palestinesi a Gaza dopo l’annuncio di Netanyahu di bloccare tutti gli aiuti umanitari, inclusi cibo, acqua e medicinali, e di occupare la città permanentemente.
- 21 maggio 2025 Kaja Kallas, su impulso dei Paesi Bassi, ha proposto di rivedere l’accordo di associazione con Israele per punire Netanyahu, ma Giorgia Meloni si è opposta per difendere il premier israeliano.
- Da novembre 2023 a marzo 2025, Meloni ha anche fornito a Israele materiali per esplosivi nonché per lo sviluppo di bombe termonucleari classificati come esportazioni di forniture civili e dunque non soggette al controllo dell’Uama (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento) come da legge 185 del 1990 e quindi all’approvazione del Parlamento.
- Durante lo sterminio dei palestinesi a Gaza, Meloni ha manifestato il suo sostegno a Netanyahu comprando una quantità sempre maggiore di armi da Israele. Nel 2024, Meloni ha trasformato Israele nel secondo Paese da cui l’Italia acquista più armi. Nel 2023 Israele era il settimo Paese da cui l’Italia acquistava più armi. Nel 2024 Israele è diventato il secondo Paese fornitore di armi per l’Italia. Nel 2024 Meloni ha rilasciato 42 nuove autorizzazioni per importare armi da Israele per un totale di 154 milioni di euro pagati a Netanyahu.
Tutti fatti che sommati al silenzio assoluto di Giorgia Meloni sia sulla stampa che in parlamento, pongono la Presidente del Consiglio in prima linea nel lisciare il pelo a Trump.
Qualcuno allora si chiederà: ma perché Donald Trump ad un certo punto ha cambiato strada prendendo il telefono e imponendo a Netanyahu di farla finita ?. Non è difficile da capire se ci si informa e si mettono da parte le semplificazioni e le fake news messe in giro dalla destra del governo italiano.
Il primo fatto è stato l'accordo fra Arabia Saudita e Pakistan, che rappresenta una potenza nucleare. Dopo il bombardamento in Qatar autorizzato da Trump, gli arabi si sono visti in pericolo ed hanno stretto accordi con una potenza nucleare mettendo in un angolo il loro presunto amico Trump.
Il secondo fatto sono state le imponenti manifestazioni di cittadini in tutto il mondo stanchi di assistere inermi al genocidio ed alla sudditanza dei loro governi agli Usa. Ma un fatto in particolare ha smosso Donald Trump, un fatto ignorato dai media che vanno per la maggiore: il blocco dello stoccaggio di armi nella base militare di Camp Derby messo in atto dai portuali livornesi e dagli aeroportuali di Pisa. Un'alleanza inedita ma che ha messo in ginocchio una della principali basi americane in Europa.
Altro che Giorgia Meloni che oggi va a festeggiare una presunta pace, una delle tante di questi ultimi 50 anni che alla fine non hanno funzionato.
Non sono presenti ancora recensioni.
