Gli sconti delle compagnie petrolifere un cerotto che non cura la malattia
Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica internazionale · Mercoledì 30 Set 2026 · 3 minuti

Adesso Giorgia Meloni festeggia gli sconti sui carburanti annunciati da Eni, IP e Q8 come se fossero il grande risultato dell'azione del suo governo, in realtà si tratta di una cura palliativa che non affronta alla radice la vera patologia: la politica criminale di Donald Trump.
Gli sconti poi non arrivano per carità cristiana. Arrivano mentre il governo sta valutando di colpire con una tassazione gli extraprofitti delle società energetiche. E le compagnie petrolifere, di fronte alla prospettiva di una tassa sui profitti straordinari, hanno tutto l'interesse a mostrarsi disponibili e a calmierare i prezzi alla pompa.
Del resto Eni ha annunciato un tetto di 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il gasolio, inizialmente per 30 giorni. Ben vengano gli sconti, naturalmente, ma non prendiamoci in giro: sono una terapia palliativa. Perché il problema non è soltanto quanto paghiamo oggi alla pompa. Il problema è perché il petrolio è arrivato a questi livelli. E la risposta porta direttamente alla guerra tra Stati Uniti e Iran, alla crisi dello Stretto di Hormuz e alle decisioni di Donald Trump.
Quindi possiamo anche applaudire i 10, 15 o 20 centesimi di sconto. Ma se contemporaneamente non si interviene sulla causa della crisi, domani il problema sarà ancora lì. È come avere un malato con una febbre altissima e festeggiare perché gli abbiamo abbassato la temperatura di mezzo grado senza intervenire sulle cause della febbre alta. Il vero problema è la malattia.
L'Europa e l'Italia hanno certamente margini di intervento limitati. Ma avere margini limitati non significa non fare nulla. Perché mentre l'Europa ha avuto una linea durissima nei confronti della Russia, fino a ridurre drasticamente la propria dipendenza energetica da Mosca, oggi dovrebbe almeno interrogarsi sulle conseguenze delle scelte di Washington quando sono gli europei a pagarne il prezzo. Perché acquistare il petrolio da uno stato, gli Usa, che si sono dimostrati criminali al pari della Russia ?
Giorgia Meloni ed il suo governo sono complici e responsabili di questa crisi energetica causata dagli Stati Uniti di Donald Trump per due motivi: il primo perché hanno ingannato i cittadini non cancellando le accise sui carburanti come promesso, il secondo per non prendere alcuna iniziativa contro gli Stati Uniti tanto che La presidente del consiglio non si è nemmeno recata all'assemblea dell'Onu dove avrebbe potuto almeno alzare la voce contro chi ha causato questa crisi senza motivi seri.
Ora Giorgia Meloni potrà anche presentarsi alla pompa di benzina per celebrare lo sconto, ma gli italiani continueranno a pagare il conto. Il cerotto può nascondere la ferita. Non può guarirla.
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