I fascisti di Fratelli d'Italia alzano il tiro: attacco diretto al Presidente della Repubblica
Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica interna · Mercoledì 19 Nov 2025 · 2:30

L’attacco del capogruppo di Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami, quello che ama travestirsi da nazista, al Presidente Mattarella non è un incidente: è l’ennesimo passo di una strategia che da due anni mira da una parte a indebolire ogni contro-potere della democrazia e dall’altra a glissare sui temi della situazione disastrosa del paese totalmente diversa dalla narrazione trionfalistica che Giorgia Meloni illustra durante i suoi comizi elettorali. Quindi mentre non si parla dei dati economici certificati dall’Istat che danno un Pil fermo a 0, o delle stime dell’Europa che ci condannano all’ultimo posto per crescita economica, mentre la presidente del consiglio narra una classifica addirittura ribaltata, ecco che arriva l’attacco al Quirinale dopo quelli alla magistratura, alla Corte dei Conti, alla stampa indipendente e a qualsiasi altro organismo di controllo previsto dalla nostra Costituzione.
Lo spunto sono le parole, scellerate se vere, di un consigliere del Presidente della Repubblica sull'opportunità di liberare il paese da questo governo di incompetenti. Mattarella fino ad ora ha scelto sempre la prudenza—una prudenza attiva, vigile—promulgando leggi pur criticandole, correggendo errori, richiamando il governo quando violava norme europee o principi costituzionali. Ha evitato crisi istituzionali che avrebbero danneggiato il Paese, mantenendo saldo il ruolo di garante visto però da Giorgia Meloni come un ostacolo all’azione di governo invece di garante della democrazia.
La sua cautela non è bastata quindi a frenare l’insofferenza della maggioranza verso la separazione dei poteri. Il premierato che riduce il Presidente a un notaio, la scheda con il nome del “capo del governo”, la continua delegittimazione delle istituzioni fanno parte di un progetto di questa maggioranza chiaro e incontrovertibile: verticalizzare il potere e rendere marginali se non abolire i controlli. Un progetto non ancora passato dal parlamento ma che oggi vede avviati i lavori preparatori per essere approvato e imposto al paese. Di fatto un tentativo di sovvertire l'ordine democratico
Singolare poi che FdI attacchi il Colle basandosi su un articolo di giornale, quando di solito evita i giornalisti e le domande scomode. Ma se la fonte è “amica”, La Verità in questo caso giornale diretto da Belpietro, allora diventa improvvisamente credibile tanto da portare le sue illazioni scandalistiche addirittura in parlamento.
Il vero punto è questo: ogni volta che si colpisce un’istituzione di garanzia, si indebolisce un pezzo della nostra democrazia. E oggi, con lo scontro aperto con il Quirinale, il segnale è più chiaro che mai e uno dei più pericolosi. Ci aspettano due anni veramente terribili ai quali può rispondere solo il voto popolare che per il momento pare pervaso da un letargo senza precedenti.
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