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I governi occidentali complici del terrorismo di Israele, ora tocca ai cittadini

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I governi occidentali complici del terrorismo di Israele, ora tocca ai cittadini

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Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica internazionale · Giovedì 02 Ott 2025 · Tempo di lettura 2:30


Quello che è accaduto alla Global Sumud Flotilla è solo l’ennesimo tassello di una lunga catena di soprusi, abusi e crimini perpetrati da Israele nel silenzio – o meglio, nella complicità – del mondo occidentale.
Un attacco compiuto in acque internazionali, contro ogni norma di diritto internazionale, contro ogni principio di libertà di navigazione sancito dalla Convenzione Onu sul diritto del mare. Le imbarcazioni della Flotilla, cariche di aiuti umanitari per la popolazione di Gaza, non violavano alcuna regola: erano nel pieno rispetto delle norme internazionali. Eppure sono state assaltate, sequestrate, minacciate, i loro equipaggi trattati da criminali.
Sequestrare navi civili in mare aperto equivale a sequestro di persona. Confiscarle o affondarle è una rapina. Ma la comunità internazionale tace. Non solo: governi come quello italiano hanno avuto la possibilità – e il dovere – di difendere cittadini, imbarcazioni e principi di diritto. Avrebbero potuto portare il caso davanti alla Corte Penale Internazionale, alle Nazioni Unite, alle sedi competenti. Non lo hanno fatto. Anzi, hanno preferito voltare lo sguardo altrove, quando non addirittura criminalizzare le vittime, come accaduto con le parole e le azioni del governo Meloni.
Questa non è una vicenda isolata. Dal 2007 Israele impone un blocco navale a Gaza dichiarato illegale dalla Corte internazionale di giustizia e da numerosi organismi indipendenti. Un blocco che priva più di due milioni di persone di cibo, acqua, cure, prospettive di vita. Un assedio che, unito ai bombardamenti e all’occupazione militare, configura un genocidio, come denunciato formalmente dal Sudafrica davanti alla Corte dell’Aia.
E non è dal 7 ottobre 2023 che tutto questo è iniziato. È dal 1948 che la progressiva occupazione della Palestina si è trasformata in una politica sistematica di apartheid, segregazione, espulsioni, distruzione di villaggi, negazione di diritti fondamentali. Una violenza strutturale che ha alimentato disperazione e reazioni violente, bollate poi come terrorismo, senza mai riconoscerne la causa originaria.
Oggi, l’ennesimo attacco alle barche pacifiche della Flotilla ci mostra un dato sconvolgente: non è solo Israele a violare la legalità internazionale, ma l’intero mondo occidentale a farsi complice. Con le armi fornite, con la tecnologia acquistata, con il silenzio assordante che legittima l’illegittimo.
La domanda è semplice: fino a quando la comunità internazionale continuerà a tollerare – e a sostenere – questa politica criminale, antidemocratica e contraria a ogni principio di diritto e di umanità ? Nel frattempo però i cittadini si ribellano e manifestazioni sono in corso in tutta Italia e non solo: è venuto il momento di dire basta e se non lo fanno i governi lo farà il popolo.


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