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Il coerente, l'ipocrita e il falso

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Il coerente, l'ipocrita e il falso

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Pubblicato in Politica internazionale · Venerdì 19 Lug 2024 · Tempo di lettura 2:45


La conferma alla presidenza della Commissione Europea di Ursula Von Der Leyen mette all'angolo l'Italia che, per la prima volta, non vota a favore del candidato alla presidenza. I tre leader della maggioranza di centro destra al governo del paese hanno finalmente svelato la loro profonda divisione che, a livello nazionale, è tenuta nascosta con votazioni unanimi con il solo obiettivo di mantenere le poltrone conquistate dopo tanto tempo. Parafrasando il famoso western all'italiana il bello, il brutto ed il cattivo si potrebbe dire che in questo caso siamo in presenza del coerente, l'ipocrita ed il falso.
Il coerente è sicuramente il leader di Forza Italia, Antonio Taiani. Durante la campagna elettorale delle elezioni europee Taiani ha schierato il suo partito all'interno del gruppo PPE ed a favore della Von Der Leyer. Così è stato oggi nella votazione per la presidente della commissione.
L'ipocrita è la presidente del consiglio Giorgia Meloni che anche in ambito europeo ha compiuto l'ennesima voltafaccia. Il gruppo di Fratelli d'Italia all'interno del gruppo dei conservatori non ha svelato il proprio voto nemmeno prima che la votazione iniziasse. Giorgia avrebbe voluto votare a favore di Ursula ma temeva di perdere consensi, così ha messo in ballo il silenzio dei parlamentari europei per capire se la sua amica ce l'avrebbe fatta anche senza i voti di FdI. Quando è stato chiaro che i voti dei camerati meloniani non sarebbero serviti è partito l'ordine di scuderia per votare contro la riconferma di Ursula. Ed ora la Giorgia nazionale è rimasta con il cerino in mano e difficilmente otterrà qualche nomina di prestigio.
Il falso non può che essere Matteo Salvini. Falso due volte. La prima volta perché ha aderito al gruppo dei Patrioti formato da Orban ma lo ha fatto dopo il risultato delle elezioni. Il risultato deludente della Lega rischiava di mettere ai margini il cazzaro verde che, aderendo al gruppo appena nato, rimane ai margini e per di più che l'esclusione del suo pupillo Vannacci alla vicepresidenza del gruppo nazifascista. Ma Salvini non sarebbe Salvini se non sparasse anche qualche altra cavolata delle sue. Appena è stato chiaro che Ursula avrebbe avuto i numeri per essere rieletta ha cominciato a targare questa rielezione come un inciucio dei parlamentari del PPE, dei Socialisti, dei Liberali e dei Verdi che non avrebbero in questo modo rispettato il voto popolare. Come se i voti ottenuti dai quattro gruppi non fossero voti dei cittadini europei e voti che comunque hanno rappresentato la maggioranza del parlamento europeo. Il Matteo verde pensava di salire agli onori della cronaca scavalcando a destra la Meloni ed invece ha fatto l'ennesimo salto nel nulla. Ma tranquilli a livello nazionale voterà ancora in accordo con FI e FdI, il papete due è lontano anche se con Salvini le sorprese sono dietro l'angolo.


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