Il grande inganno: 7 articoli della Costituzione per 40 persone
Pubblicato in Politica interna · Lunedì 23 Feb 2026 · 3 minuti
Sono molti i lati oscuri di questa riforma che consigliano di riflettere bene e non fermarsi al testo nudo e crudo dei ben 7 articoli della Costituzione che si andranno a modificare.
Il metodo. Si parte da come si è arrivati all'approvazione del testo. Una procedura inconsueta, già percorsa da Matteo Renzi, che vede protagonista non il parlamento ma il governo. Il testo arriva in parlamento proposto da un ministro ed il parlamento rimane ai margini in quanto impossibilitato ad effettuare qualsiasi correzione o modifica. Le riforme costituzionali sono materia parlamentare e non governativa.
La separazione delle carriere. La propaganda governativa insiste sull'urgenza di introdurre la "separazione delle carriere", ma omette di dire ai cittadini che la separazione è di fatto già attuata. Oggi, quei pochissimi magistrati che decidono di passare da una carriera all'altra (da pubblico ministero a giudice o viceversa) possono farlo una sola volta e sono obbligati a cambiare regione. Basta guardare i numeri: stiamo parlando di una percentuale irrisoria che varia tra lo 0,2% e lo 0,48% dell'intera platea, ovvero appena qualche decina di persone ogni anno su un totale di oltre 9.000 magistrati. Per bloccare questi passaggi si stravolge l'istituzione del CSM: si duplica e si crea un organismo superiore l'Alta Corte. Come sempre si aumenta la burocrazia, proprio quella burocrazia della quale poi i politici si lamentano, oltre ad aumentare i costi oltre che le .. poltrone.
Il sorteggio. Questo è il colpo di genio: per eliminare le correnti, si dice, si procederà al sorteggio per eleggere i due CSM e l'Alta Corte. Peccato che il sorteggio puro sarà valido solo per i magistrati: i rappresentanti nei tre organi di governo saranno sorteggiati fra tutti gli aventi diritto. E la parte laica ? In questo caso il sorteggio verrà effettuato da un elenco indicato dal parlamento e quindi dalla maggioranza: di fatto quindi la maggioranza politica di turno potrà stilare una lista cortissima e blindata, trasformando di fatto il sorteggio in una nomina politica mascherata.
Il sospetto che con questa riforma si tenti di indebolire il terzo potere indipendente dello Stato, la magistratura, diventa una certezza. Un disegno, che non poteva essere esplicitato con norme ad hoc e palesi, che si evince però da questo meccanismo cervellotico e dalle stesse dichiarazioni del ministro Nordio. Il ministro candidamente dichiara che non capisce la contrarietà dell'opposizione a questa riforma che potrà tornare utile anche a loro quando saranno al governo. Più chiaro di così.
Per sconfiggere questo disegno autoritario è necessario votare NO, non tanto per la separazione delle carriere in quanto tale, ma per come verrà attuata indebolendo la magistratura rispetto alla politica.
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