Italia, retrovia del genocidio: soldati israeliani coccolati nei nostri resort
Pubblicato in Politica internazionale · Mercoledì 10 Set 2025 · 2:45

Negli ultimi giorni è emerso un fatto tanto grave quanto inaccettabile: soldati israeliani, reduci dalle operazioni militari a Gaza, stanno trascorrendo soggiorni di vacanza in Italia, in particolare nelle Marche e in Sardegna.
Parliamo di uomini e donne che hanno preso parte – direttamente o indirettamente – a un conflitto che ha devastato la Striscia di Gaza, causando migliaia di vittime civili palestinesi, tra cui un numero enorme di bambini. Mentre il mondo discute di crimini di guerra e di responsabilità politiche, l’Italia, Repubblica democratica fondata sulla Costituzione antifascista, apre le porte e garantisce ospitalità, sicurezza e protezione a questi soldati.
Resort di lusso e protezione speciale. Dalle Marche alla Gallura, il copione si ripete: resort a 5 stelle, piscine a sfioro, yoga e massaggi, pacchetti da 400-500 euro a notte. Una cornice di lusso, lontana anni luce dal sangue e dalle macerie di Gaza.
Secondo fonti giornalistiche e testimonianze interne alle strutture, i nostri apparati di sicurezza – Digos e Carabinieri – hanno sorvegliato gli ingressi per “proteggere” questi militari, definiti addirittura “obiettivi sensibili”. Ma proteggere da chi? Dai cittadini italiani indignati che non accettano di vedere il nostro Paese trasformato in rifugio di chi partecipa a un genocidio?
Il silenzio del governo. Tutto questo è avvenuto senza alcuna comunicazione ufficiale. Il governo non ha informato il Parlamento, non ha chiesto un confronto democratico, non ha spiegato i termini di eventuali accordi con Israele.
È legittimo allora domandarsi: esiste un patto segreto tra Italia e Israele? Un patto che trasforma il nostro territorio in una retrovia discreta dove i soldati di Netanyahu possono “decomprimere” e curare lo stress post-traumatico della guerra, mentre le vittime palestinesi cercano di sopravvivere sotto le bombe?
Una questione di dignità nazionale. La questione non è solo diplomatica, ma etica e politica. Ospitando e proteggendo i militari dell’IDF, l’Italia rischia di diventare complice del genocidio in corso a Gaza.
Non è accettabile che una Repubblica democratica garantisca sicurezza e anonimato a chi contribuisce alla sofferenza ed alla distruzione di un intero popolo. Non è accettabile che si mettano a rischio i cittadini italiani, attirando possibili tensioni internazionali, per “coccolare gli aguzzini del boia israeliano”.
Domande inevase
-
Perché il governo ha taciuto?
-
Perché il Parlamento non è stato coinvolto?
-
Perché i cittadini italiani non sono stati informati?
-
Perché si proteggono i soldati israeliani invece di proteggere i valori della nostra Costituzione?
Italia non può e non deve trasformarsi in un “resort militare” per chi porta sulle mani il sangue di Gaza. Il nostro Paese deve scegliere da che parte stare: dalla parte del diritto internazionale, della pace e dei diritti umani, o dalla parte di chi commette atrocità e trova nelle nostre coste un luogo di ristoro.
Continuare a tacere significa essere complici.
Non sono presenti ancora recensioni.
