L'ipocrisia di Donzelli e Crosetto sbugiardata dal silenzio di Giorgia Meloni
Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica interna · Sabato 01 Nov 2025 · 2:30

A Parma nella sede di Fratelli d'Italia un gruppo di giovani criminali fascisti inneggia al duce e si esibisce a cori fascisti. Niente di nuovo sotto il sole: si tratta solo dell'ultimo episodio di una lunga serie che ha preso avvio da quando la maggioranza di destra, guidata dalla camerata Giorgia Meloni, si è insediata al governo del paese. Subito parte la condanna formale da parte di esponenti di FdI, dichiarazioni destinate alla stampa, ma l'assenza di dichiarazioni in merito da parte della leader del partito nonché presidente del consiglio, Giorgia Meloni, sancisce la realtà dei fatti: il fascismo rimane una componente fortemente identitaria del partito, tollerata nella vita interna del partito stesso ed anzi incentivata come dimostrano certi discorsi fatti davanti alla platea dei giovani di Fratelli d'Italia. Un doppio volto che crea le condizioni ideali per episodi come quello di Parma e crea le condizioni ideali per una escalation della violenza fascista. Forse sarebbe i caso che i media e soprattutto l'opposizione si rendessero conto di una fatto ormai inalienabile: Fratelli d'Italia è un partito fascista e Giorgia Meloni non solo è cosciente di questa identità ma la incentiva soprattutto nei suoi discorsi davanti alle frange giovanili del suo partito.
Le dichiarazioni dei vari Donzelli e Crosetto che si sbracciano per affermare che in FdI non c'è spazio per i nostalgici si infrangono contro la realtà: Fratelli d'Italia nel suo simbolo ha la fiamma che fu del Movimento Sociale e del fascista Giorgio Almirante, uno degli esponenti più rappresentativi del partito, Ignazio La Russa Presidente del Senato, ogni sera quando torna a casa si inchina davanti ai busti di Benito Mussolini. Oltre a queste manifestazioni di facciata c'è poi l'azione di governo che rafforza l'identità fascista del partito di Giorgia Meloni. I decreti sicurezza, la lotta al dissenso, la disertazione continua dal confronto con il mondo dell'informazione, la riforma della giustizia e la prossima riforma del premierato sono i fatti concreti che dovrebbero preoccupare tutti coloro che tengono alla democrazia. Si tratta di provvedimenti ognuno dei quali smantella un piccolo pezzo di democrazia nel tentativo di instaurare un nuovo regime di stampo fascista. Certo non ci sarà una nuova marcia su Roma ma la direzione intrapresa dall'azione di governo ha le stesse finalità: smantellare la repubblica democratica con picconate ai vari poteri di controllo, primo su tutti la magistratura, per arrivare ad un uomo/donna unico/a al comando senza i laccioli del parlamento, della giustizia, della corte dei conti e via dicendo.
E' ora di prendere atto di questa triste realtà e di iniziare una nuova resistenza che ostacoli questo nuovo fascismo prima che sia troppo tardi.
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