Vai ai contenuti

L'odio come strumento di governo: il caso Kirk e l'Italia di oggi

Salta menù
Salta menù

L'odio come strumento di governo: il caso Kirk e l'Italia di oggi

Mio sito personale
Pubblicato in Politica interna · Domenica 14 Set 2025 · Tempo di lettura 3:15


L’omicidio dell’attivista americano Charlie Kirk, per quanto tragico, riguarda la cronaca statunitense. Eppure, in Italia, è diventato immediatamente benzina per un incendio politico che brucia da anni: quello dell’odio immancabilmente scatenato dalla destra italiana con la complicità vergognosa della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
A scatenare le scintille infatti non sono state le opposizioni, come vorrebbe far credere la destra, ma la stessa maggioranza di governo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha addirittura parlato di “clima d’odio insostenibile”, accusando la sinistra di “giustificazionismo” e chiedendo “pene più severe per chi spara a un esponente di destra” lasciando sotto intendere che esistono uccisioni di seria A e uccisioni di serie B. Il ministro Ciriani si è inoltre spinto a paragonare il dibattito parlamentare e le critiche politiche addirittura agli anni di piombo e alle Brigate Rosse, mentre altri esponenti dell’esecutivo – da Crosetto a Tajani – hanno rincarato la dose evocando complotti, cattivi maestri e toni violenti dell’opposizione.
Ma i dati e le analisi dell’intelligence italiana raccontano tutt’altra storia: i reati di piazza sono in calo, le manifestazioni problematiche pure, e la vera minaccia individuata dai servizi è quella dell’estrema destra suprematista e fascista, con preoccupanti legami internazionali e perfino contatti con il jihadismo. Altro che “odio della sinistra”.
Ma questo non è che l'ultimo episodio di trenta anni i storia della repubblica italiana. Dalla “discesa in campo” di Silvio Berlusconi in poi, la politica italiana ha smarrito il senso del confronto civile. Il linguaggio aggressivo – “coglioni” per gli elettori avversari, insulti quotidiani agli avversari politici – è diventato un marchio di fabbrica della destra, oggi portato all’estremo da Meloni, Salvini e Vannacci. Il risultato è un clima avvelenato in cui la premier, pur rappresentando l’intero Paese, parla solo alla propria tifoseria, come se fosse in campagna elettorale permanente e come se non ricoprisse un ruolo istituzionale di rilievo.
Questa escalation non è innocua. Alimentare la paura e il rancore serve a coprire i problemi reali: l’economia stagnante, le difficoltà sociali, l’isolamento europeo. Serve a giustificare misure restrittive, a comprimere gli spazi di dissenso, a trasformare l’opposizione democratica in un nemico da criminalizzare.
Di fronte a tutto questo, la memoria storica dovrebbe farci riflettere. Nemmeno negli anni di piombo, quando il Paese contava i morti del terrorismo, la dialettica politica scese a questi livelli. Oggi, invece, una presidente del Consiglio risponde pubblicamente alle provocazioni di alcuni “cretini” sui social e un ministro paragona i partiti d’opposizione ai brigatisti.
L’odio non nasce a sinistra. L’odio è diventato il carburante di una destra di governo che non si limita a governare, ma cerca un nemico quotidiano per restare al potere. Ed è un gioco pericoloso: perché quando le parole superano ogni limite, la democrazia diventa fragile. Oggi poi la destra trova una sponda di rilievo nella presidenza degli Stati Uniti. Donald Trump impersonifica
Serve un cambio di passo. Servono istituzioni che tornino a parlare per tutti, che non cavalchino la paura ma ricostruiscano fiducia. Perché un Paese diviso dall’odio non è più un Paese libero e se le istituzioni non sono in grado di riportare lo scontro politico ad un livello di civiltà, dovrebbero essere i cittadini a stemperare l'odio ma dopo anni di picconate all'istruzione sembra proprio impossibile uscire da questo circuito di contrapposizione che rischia di portarci ad una guerra civile.


Non sono presenti ancora recensioni.
Voto:
Numero di voti:0
Voto:
Numero di voti:0
Voto:
Numero di voti:0
Voto:
Numero di voti:0
Voto:
Numero di voti:0
Torna ai contenuti