L'ultimo baluardo al governo Meloni: Landini con la rivolta sociale
Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica interna · Domenica 01 Dic 2024 · 2:15

L'ultima settimana del mese di Novembre del 2024 ha definitivamente sancito che l'unica vera opposizione al governo Meloni viene dal sindacato di Maurizio Landini.
Giovedì 28 l'opposizione perdeva un'occasione unica per mettere in crisi il governo fascista di Giorgia Meloni. Invece di inserirsi nella frattura della maggioranza in merito al voto sulla Commissione europea (la Lega votava contro), il maggior partito di opposizione italiano, il Partito Democratico, votava insieme a Fratelli d'Italia e Forza Italia a favore di Ursula Von Der Leyen. Un'opportunità gettata al vento da parte del Partito Democratico che, sfruttando l''asse unico con Il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, avrebbe potuto fare leva sul voto contrario anche della Lega per aprire una crisi di governo e mettere all'angolo il governo Meloni.
Venerdì 29 lo sciopero generale indetto da CGIL e UIL con la parola d'ordine lanciata da segretario Maurizio Landini in merito alla rivolta sociale. Una parola forte che tutti i partiti dell'opposizione non hanno avuto mai il coraggio di lanciare ma che sempre più appare come l'ultima carta da giocare per contrastare l'autoritarismo senza precedenti di questo governo. Le reazioni alle parole di Landini dimostrano quanto in realtà sia temuta la strada intrapresa dal segretario della CGIL che non vede altra possibilità di confronto con un governo di stampo fascista e antidemocratico. Le stesse parole del ministro dei trasporti, Matteo Salvini, dimostrano che non esiste un terreno di dibattito civile e democratico con l'attuale maggioranza che persegue un unico obiettivo nella sua azione: reprimere le voci di dissenso e di protesta da qualsiasi parte provengano (giornali, sindacati, organizzazioni, semplici cittadini). L'unica risposta che il governo riesce a dare in merito agli scioperi dei vari sindacati è: la precettazione.
Unico aspetto negativo della proposta di Landini sta nel fatto che la rivolta sociale difficilmente nasce perché qualcuno la organizza o la chiama. La rivolta in quanto tale nasce spontaneamente direttamente dai cittadini, ma in un paese come l'Italia, nel quale ormai la maggioranza nemmeno si scomoda per andare a votare, figuriamoci se qualcuno possa rispondere ad una chiamata alla rivolta.
Il governo avrebbe tutti gli strumenti per evitare gli scioperi e le proteste da parte delle classi più povere, ma preferisce utilizzare la repressione e alimentare in questo modo lo scontro sociale. Se Landini parla di rivolta non fa altro che usare le stesse armi che utilizza il governo.
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