La politica che lavora per favorire l'astensione
Pubblicato in Politica interna · Giovedì 28 Nov 2024 · 2:30

Le ultime vicende della politica italiana dimostrano ancora una volta quanto siano distanti le promesse elettorali rispetto alle azioni intraprese durante la legislatura. Fino a ieri la più grande protagonista della mancanza di coerenza era proprio la presidente del consiglio, Giorgia Meloni che ha disatteso tutti i suoi programmi pre elettorali, ma da oggi Giorgia si trova in buona compagnia, quella di Ely Schlein. Il più grande inganno da parte delle due leader verso il proprio elettorato si è consumato ieri quando sia FdI che Pd si sono trovati al Parlamento Europeo a votare a favore della nuova Commissione Europea guidata ancora da Ursula Von Der Leyen.
"Con la sinistra non posso starci né in Italia né in Europa né da nessuna parte. Quando diciamo ‘mai con la sinistra’ vale a Roma e vale a Bruxelles. FdI non potrà mai far parte di una maggioranza con i socialisti e i verdi”. Strillava l'indiavolta Giorgia con gli occhi in fuori.
"Con la famiglia socialista europea abbiamo sottoscritto un impegno chiaro: mai alleanze con le destre nazionaliste. I socialisti europei non sono disposti nemmeno a sedersi a un tavolo di trattativa con chi nega i fondamenti dello stare insieme dell’Ue. Vale sia per i conservatori guidati da Meloni che per il gruppo di Salvini e Le Pen" Dichiarava più pacatamente ma non con meno forza la sorridente Elly.
Oggi dopo 5 mesi ecco invece che le due leaders si ritrovano a sostenere la Commissione Ursula rinnegando quanto avevano sostenuto con forza a giugno prima delle elezioni europee.
Uno schiaffo ai loro elettori che diventa una sonora sberla se si pensa che sia la coalizione di governo (FdI, Lega e FI) che l'opposizione (PD, M5S, AVS) votano in maniera diversa: FdI, FI e Pd a favore della commissione, Lega, M5S, e AVS contro la commissione, un guazzabuglio incredibile.
Il caos si ripropone a livello nazionale dove il governo è diviso sul canone Rai e sulla sanità tanto che i tre partiti si votano l'uno contro l'altro sulla pelle dei cittadini. Il canone Rai è emblematico in quanto la Lega aveva nel suo programma la sua abrogazione, giusta o sbagliata che sia, ma gli altri due partiti Fdi e soprattutto Forza Italia si sono opposti rappresentando gli interessi di Mediaset. Di fatto la maggioranza così solida non esiste più, ma, purtroppo, non esiste più nemmeno l'opposizione che va in ordine sparso soprattutto sulle tematiche che potrebbero essere utilizzate come leva per far cadere il governo.
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