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Le giravolte di Giorgia Meloni e il premierato che già esiste

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Le giravolte di Giorgia Meloni e il premierato che già esiste

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Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica interna · Giovedì 09 Gen 2025 · Tempo di lettura 3:00


La fine del 2024 e l'inizio del 2025 di fatto sanciscono un cambiamento radicale nell'assetto della nostra repubblica. Un cambiamento attuato dalla presidente del consiglio e dalla maggioranza che la sostiene senza passare per le vie istituzionali che prevederebbero prima una modifica della Costituzione Italiana. Di fatto la repubblica parlamentare non esiste più come ormai è stato dimostrato sia dall'approvazione della legge di bilancio del per il 2025 sia dai fatti che hanno ruotato in questi giorni intorno al rapimento della giornalista Cecilia Sala. Giorgia Meloni, grazie anche alla inconcludenza delle opposizioni, ed alla inadeguatezza di tutti i ministri dei quali si è circondata, di fatto agisce in maniera autonoma e da vera e propria "ducetta" della ex-Repubblica italiana.
La legge di bilancio per il 2025 è stata approvata senza alcuna discussione parlamentare, evitata con la fiducia alla Camera e senza alcun passaggio al Senato. Un pratica in realtà già adottata dai precedenti governi Conte e Draghi. Ma in questa legislatura la sistemazione in un angolo del parlamento è stata ed è una pratica perseguita costantemente. Non esiste più una legge di iniziativa parlamentare ma tutti i provvedimenti arrivano dall'esecutivo che in questo modo occupa quello spazio che sarebbe prerogativa, secondo la Costituzione vigente, di Camera e Senato.
Un atteggiamento che viene esercitato dalla Presidente del Consiglio anche per quanto riguarda le relazioni internazionali e i relativi problemi che si presentano di volta in volta. L'arresto di Cecilia Sala da parte del regime iraniano ne è stata l'ennesima dimostrazione. Giorgia Meloni ha messo in un angolo i servizi segreti ed il ministro degli esteri che non hanno toccato palla nella vicenda Sala, è voltata dal suo "padrone" Trump che le ha concesso di non estradare l'ingegnere iraniano Abedini per riportare a casa Cecilia. Oggi tutti i giornali inneggiano al successo della Meloni ma chi ha creato il problema ubbidendo agli Stati Uniti ed arrestando Abedini ? Chi, in seguito all'arresto, non si è minimamente preoccupato di mettere al sicuro Cecilia Sala ? Ed alla fine senza l'ok di Trump davvero la Sala sarebbe stata liberata ?
Nel frattempo LA Presidente del Consiglio ha sfruttato il suo volo andata e ritorno in 24 ore negli States per assicurare Musk sull'acquisizione del suo sistema Starlink per le comunicazioni satellitari. Naturalmente fregandosene del parlamento e dei suoi ministri (in questo caso forse meglio così perché avrebbe dovuto coinvolgere nientepopòdimenoche Matteo Salvini. Al suo ritorno smentisce alla sua maniera l'accordo definendo ridicoli coloro che ne parlano, poi ci pensa Salvini a smentirla, perché si sa Matteo Salvini è un incontinente e non regge nemmeno il semolino.
La questione Musk fra l'altro conferma uno dei punti di successo del governo Meloni: aver disatteso tutte le promesse e tutti le idee manifestate mentre FdI stava all'opposizione. Nel 2018 Giorgia Meloni sosteneva che la rete di comunicazioni doveva essere nazionalizzata ed annunciava "e' finita la pacchia dei governi asserviti agli interessi stranieri", oggi in realtà la pacchia continua è cambiato solo il "padrone": dai francesi di Telecom a Elon Musk. Addio al sovranismo dei camerati meloniani e salviniani, addio definitivamente al famoso Made in Italy e addio all'Europa che Giorgia Meloni insieme a Trump si appresta a distruggere.


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