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Le trappole della tecnologia

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Le trappole della tecnologia

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Pubblicato da Edoardo Pisani in Tecnologia · Venerdì 16 Feb 2024 · Tempo di lettura 11:30

 
La pandemia ci ha avvicinato velocemente all’utilizzo delle tecnologie informatiche. Parole come transizione digitale, fibra, banda larga, router, smart working, videoconferenza, zoom, meet sono diventate magicamente molto comuni mentre computer, smartphone e tablet sono diventati strumenti di uso quotidiano per tentare di scongiurare l’isolamento sociale al quale siamo stati sottoposti. E’ stato così semplice e straordinariamente alla portata di tutti ? Nel momento in cui tutto funziona alla perfezione sicuramente si, ma quando qualche dispositivo si prende delle libertà non previste allora si rischia di entrare in un tunnel senza via d’uscita. Ecco la breve storia di una di queste disavventure.

Tutto ha inizio in un giorno di luglio. Mi trovavo davanti al computer per consultare le solite pagine web di notize, quando sul monitor compare la fatidica scritta che tutti hanno visto almeno una volta:
“Nessuna connessione internet”.
Panico. Contemporaneamente sulla barra di stato in basso a destra un altro messaggio minaccioso fa bella mostra di sè:
“Connessione internet assente”


Lo sguardo si sposta sul router che non vuole essere da meno: una malefica lucina rossa mi strizza l’occhio certificando anche lei, con un certo orgoglio, l’interruzione del collegamento.

“Calma” mi dico “Si tratterà sicuramente di una momentanea caduta della linea, come quando all’improvviso manca la corrente poi magicamente torna”. Faccio altro anche se “l’amico” router sembra una calamita dalla quale il mio sguardo non riesce ad allontanarsi: imperterrito il led di colore rosso continua a fare l’occhiolino mentre le lucette verdi sembrano impazzite. Naturalmente è un venerdì per altro di metà luglio. Quando realizzo questo aspetto temporale non trascurabile, mi decido ad aprire una segnalazione. Tutto avviene molto velocemente. Dallo smartphone accedo al sito del gestore della linea fissa, Fastweb. Clicco su assistenza. “Vuoi essere richiamato ?” è la domanda. Certo che si. Inserisco il numero. Trascorrono due minuti ed il telefono squilla.
“Però che efficienza” mai pensiero fu più funesto. Uno scambio veloce di battute con l’operatore che tenta di rassicurarmi. La segnalazione del malfunzionamento è aperta, ho il mio bel numero identificativo della segnalazione stessa, tutto semplice e rapido. Soddisfatto scendo al piano di sotto almeno non ho il router sul quale rivolgere continuamente lo sguardo speranzoso.

Avevo però dimenticato la situazione della mia casa ormai “connessa”. In soggiorno lo schermo del Nest Hub Google fa bella mostra di sè, ma invece della carrellata di immagini prese in giro per la rete, una scritta, che ricorda la situazione nella quale sono appena precipitato, occupa tutto lo schermo:
“Connessione internet Assente. Controlla la tua rete”
Mi scappa detto “Ok Google tranquillo fra poco il Sig. Fastweb risolverà tutto” e lui prontamente risponde “Mi spiace non sono riuscito a collegarmi a internet, controlla la tua connessione”. Calma calma tutto si risolverà presto. Nel frattempo siamo alle 22 del venerdì sera ed avevo in programma la visione di un bel film in streaming appena uscito: il router con l’occhiolino rosso e la latitanza del Sig. Fastweb mi avvisano che per stasera niente film. Sconforto seguito immediatamente dopo da un’improvvisa illuminazione.

C’è San Smartphone che può funzionare da router e quindi posso collegare la smart tv ed anche il portatile. Prendo il prezioso oggetto che subito protesta vigorosamente. A quest’ora solitamente lui ha terminato il lavoro e sembra rivolgermi le sue rivendicazioni sindacali: “Sei a casa, hai la linea Fastweb, il computer fisso, il portatile, Google Home, che vuoi da me ? Io ho lavorato tutto il giorno mentre eravamo in giro ed ora è arrivato il momento del mio meritato riposo”.
“Mi spiace caro Smartphone One Plus stasera dovrai fare gli straordinari e poi tu non sei un cellulare qualsiasi: hai 16Mb di Ram, 256GB di Rom, 120Gbyte di traffico dati mensile per non parlare del super processore … e allora usiamola tutta questa potenza e questi Giga invece di tenerli da parte per poi perderli alla fine del mese. Su via fai vedere di che cosa sei capace, sono nelle tue mani e solo tu puoi tirarmi fuori dai guai”.
Colpito dal mio accorato appello, rinfrancato dai miei complimenti (le diavolerie tecnologiche ormai sono fornite di Intelligenza Artificiale, quindi vanno trattate con delicatezza e con un po' di compiacenza per evitare una loro possibile vendetta), il buon smartphone si mette a disposizione e risponde subito ai miei comandi.
Abilitato il collegamento Tethering, lo smartphone diventa Hotspot (sembrano parolacce ma hanno il potere di trasformare il dispositivo in un router), collego la smart tv e mi guardo il film programmato. Terminata la visione, ringrazio adeguatamente il dispositivo per l’ottimo lavoro svolto, disattivo le varie funzioni di Tethering e lo lascio al suo meritato riposo. Prima di andare a dormire un rapido sguardo al router la cui spia rossa sembra di una rosso ancora più acceso. Non se la sarà presa perché l’ho sostituito con lo smartphone ? Gli dico due paroline di conforto per farlo sentire più importante, il rosso diventa meno acceso e vado a dormire.

Il sabato mattina appena alzato il mio occhio cade subito speranzoso sul router. L’occhiolino rosso è ancora lì. “Va beh” mi dico “in mattinata il Sig. Fastweb risolverà sicuramente”. Troppo ottimista e soprattutto inconsapevole dell’inferno che si sarebbe scatenato di lì a poco. Accendo lo smartphone ed è subito un tripudio di notifiche e allarmi.  
Impianto fotovoltaico produzione zero.
Prese e lampadine smart tutte off line.  
La caldaia, che si collega a internet per verificare la temperatura esterna e regolare quella dei termosifoni (per fortuna siamo in estate), lancia il suo grido di allarme.  
Le telecamere del sistema anti intrusione strillano anche loro.
Un delirio. Dovrei anche stampare un documento ma la stampante è naturalmente di ultima generazione: niente cavo per la porta Usb (come era facile stampare allora !), si collega al wifi e puoi stampare anche da qualsiasi dispositivo e addirittura anche da internet inviando il documento ad un certo indirizzo email. Tutto magnifico, quando internet funziona, altrimenti un disastro totale. L’unica ancora di salvezza è lo smartphone che continua a fare il suo lavoro ed anche un po' di straordinari per consentire quelle attività ormai normali come leggere la posta, consultare qualche sito di informazione, vedere qualche evento sportivo e film, comunicare utilizzando programmi di messaggistica.

La disperazione si trasforma ben presto in rabbia soprattutto per l’assoluto silenzio del latitante Sig. Fastweb. Prendo il telefono e provo di nuovo a conttattarlo. Fastweb risponde, mi avvisa gentilmente che solleciterà l’intervento e poi di nuovo silenzio assoluto. Sono entrato nel tunnel dell’indifferenza. I giorni seguenti sono costellati dai continui allarmi dei vari dispositivi, dai lamenti del cellulare per il troppo lavoro, dai miei sproloqui telefonici verso i collaboratori del Sig. Fastweb, poi giovedì la svolta. Scopro il canale WhatsApp dell’assistenza Fastweb e inizio a tempestarlo di messaggi fino a che cede e …. finalmente manda un tecnico al mio domicilio.
Il tipo arriva sudato e super agitato, maltratta il mio router tanto che per un attimo temo la sua dipartita prematura, dopo qualche minuto abbandona tutto e si reca presso una fantomatica centrale. Quando ormai lo avevo dato per disperso, il tecnico torna più sudato di prima e mi avvisa che il problema è serio e ci vorranno almeno altri tre giorni per risolverlo. Dopo questa entusiasmante notizia se ne va senza darmi tempo di replicare.

Colto da una assoluta disperazione arrivo ad una decisione drastica: dopo 7 anni con Fastweb forse è arrivato il momento della crisi del settimo anno, non c’è dubbio. Prendo il telefono e chiamo una signorina che negli ultmi giorni mi ha spesso tempestato di telefonate: la Sig.na TIM. In meno di 10 minuti concludo il mio passaggio al nuovo operatore.


Chiudo la telefonata soddisfatto e magicamente riparte tutto: la lucetta rossa del router diventa verde, le lampadine e le prese smart di tutta la casa tornano alla vita, Google Nest Hub mi avvisa che è tornato operativo, l’impianto fotovoltaico riprende a scaricare i dati sui consumi, la stampante manda tre bip per avvisarmi che è di nuovo pronta per stampare qualsiasi documento, la caldaia soddisfatta cancella il suo errore, lo smartphone tira un sospiro di sollievo rendendosi conto che il suo lavoro straordinario è finalmente terminato. E ora ? Ancora un attimo di panico prima di rilassarmi sul divano: il dado è ormai tratto non resta che attendere l’arrivo della signorina Tim che forse non ha idea in che guaio si sia cacciata assicurandomi il passaggio sotto la sua protezione.

Il giorno ormai tanto atteso finalmente arriva. Dopo 7 anni lascio il Sig. Fastweb e passo sotto la tutela della Sig.na Tim, ammesso che la signorina non abbandoni il campo appena si renderà conto con chi avrà a che fare. Alle 10.30 arriva il messo della Tim e iniziano le danze. O meglio non fanno in tempo ad iniziare che subito si interrompono. Anche questo tecnico dopo pochi minuti pianta tutto in asso e si reca alla fantomatica centrale. Per un attimo mi assale un dubbio: ma non sarò io il problema ? Mi metto in modalità attesa e guardo con nostalgia il vecchio router che ora allegramente funziona con le sue lucette verdi lampeggianti. Sarà una mia impressione ma sono certo che si sta prendendo gioco di me: una specie di messaggio in codice “Chi lascia la vecchia strada per la nuova sa quel che lascia ma no sa quel che trova”. Il tempo scorre molto lentamente quando finalmente il tecnico della Sig.na Tim torna portando con se una scatola di una certa dimensione. Dalla scatola esce magicamente il nuovo router. Un signore imponente, quasi il doppio per grandezza del precedente. Elegante, vestito di nero come se dovesse andare ad una serata di gala, il logo della TIM ben visibile in rosso stilizzato. Bella presenza non c’è che dire. Cerco di farmi vedere soddisfatto: al suo cospetto l’altro router sembra un ragazzino scapestrato. Scolleghiamo tutti cavi dal ragazzino e li passiamo al signore ben vestito che li accetta tutti senza battere ciglio. Per ultimo colleghiamo il cavo più importante: l’alimentazione.
Il signore prende vita: prima una lucetta arancione poi di seguito ed in sequenza le altre lucette verdi che però, a differenza del ragazzino precedente, hanno dei simboli che ne indicano la funzione. Altra classe non c’è che dire. Ad uno ad uno i led si accendono tutti ed infine la lucetta arancione prima diventa rossa e poi magicamente verde. Ci siamo. Colleghiamo il computer e … internet funziona. Collego lo smartphone al Wi-Fi e, trascorso un attimo di smarrimento, anche lui si rianima e si avvia. Il tecnico, verificato che il nuovo router funziona, frettolosamente raccoglie tutte le sue cosine e se ne va più in fretta di come sia arrivato. Ed ora ecco il bello. Sorvolo sulla riconfigurazione di tutti i dispositivi collegati tramite Wi-Fi e dico solo che ci sono voluti due giorni per riattivare tutto (lampadine smart, prese smart, impianto fotovoltaico, Google Nest Hub, Caldaia, Stampante) quindi prima di cambiare operatore, se in casa avete qualche diavoleria tecnologica, pensateci bene e poi non fatene di niente.
Dopo tre giorni di funzionamento a pieno regime con efficienza abbastanza migliore rispetto a Fastweb, ecco che all’improvviso anche il Sig. Router elegante mi fa il solito occhiolino con la lucetta rossa, quella che doveva essere verde. E indovinate un po' che giorno è ? Naturalmente venerdì intorno alle 15.30 a ridosso dell’ormai fantomatico weekend. Sarà la maledizione del Sig. Fastweb o quella dei router che si sono messi d’accordo per delle rivendicazioni salariali in merito al lavoro prefestivo e festivo ?

Si riparte. Questa volta la segnalazione è immediata senza concedermi però una chiamata diretta con un operatore. Forse la Sig.na Tim è meno socievole oppure ha preso informazioni su di me ed evita di parlarmi. Naturalmente i vari allarmi si scatenano di nuovo in un tripudio di notifiche, di beep, di email come a dire “Hai voluto cambiare mentre tutto era tornato funzionante ? Ora sono problemi tuoi”. Faccio un rapido conteggio e scopro che sono solo sette giorni che la Sig.na Tim si occupa delle mie connessioni smart, avrà già abdicato o sarà la maledizione del numero 7 ? Tutto però riparte dopo poche ore, ma rimane la preoccupazione del 7: che accadrà fra sette settimane, fra sette mesi e fra sette anni ?


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