Lo Show di Pinocchio a Palazzo Chigi - Secondo Atto
Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica interna · Sabato 10 Gen 2026 · 2:30

Atto I – “Il Quirinale? No, Mattarella. No, il Quirinale. Insomma… vedete voi.”
La premier apre la serata con un numero di equilibrismo lessicale: prima dice di avere “ottimi rapporti con il Quirinale”, poi si corregge di corsa: “volevo dire con il Presidente della Repubblica”.
Un dettaglio? Forse.
O forse era semplicemente Mattarella che tossiva educatamente da lontano mentre tutto il resto del Colle faceva facepalm. Del resto, tra complotti inventati, sospetti e frecciatine varie, in quei corridoi non si respira proprio aria di abbracci.
La premier apre la serata con un numero di equilibrismo lessicale: prima dice di avere “ottimi rapporti con il Quirinale”, poi si corregge di corsa: “volevo dire con il Presidente della Repubblica”.
Un dettaglio? Forse.
O forse era semplicemente Mattarella che tossiva educatamente da lontano mentre tutto il resto del Colle faceva facepalm. Del resto, tra complotti inventati, sospetti e frecciatine varie, in quei corridoi non si respira proprio aria di abbracci.
Atto II – Vannacci appare sul palco (e finalmente qualcuno lo nota)
Dopo due anni di silenzio glaciale — praticamente il ghosting politico più lungo della storia repubblicana — Meloni decide che è il momento di parlare di Vannacci. E sceglie la via morbida: lo bastona.
“Mi stupisce che lo dica un generale…”, riferendosi alle dichiarazioni del generale contrario ad un nuovo invio di armi in Ucraina e via di rampogna, mentre di fianco apre a Salvini sulla Russia, così almeno un alleato lo tiene buono. Insomma: una carezza al capo, uno scappellotto al vice.
Gestione familiare.
Dopo due anni di silenzio glaciale — praticamente il ghosting politico più lungo della storia repubblicana — Meloni decide che è il momento di parlare di Vannacci. E sceglie la via morbida: lo bastona.
“Mi stupisce che lo dica un generale…”, riferendosi alle dichiarazioni del generale contrario ad un nuovo invio di armi in Ucraina e via di rampogna, mentre di fianco apre a Salvini sulla Russia, così almeno un alleato lo tiene buono. Insomma: una carezza al capo, uno scappellotto al vice.
Gestione familiare.
Atto III – I giornalisti: “Nel 2026 ci vedremo di più?”
Un cronista osa chiedere più conferenze stampa. Meloni risponde più o meno: “Guarda, anche l’anno scorso lo speravi. Sei un tipo ottimista.” Poi, per ricordare a tutti come la pensi davvero, aleggia la sua frase preferita, detta alla Casa Bianca:
“Io non voglio mai parlare con la stampa.”
Ed è probabilmente l’unica promessa mantenuta con una coerenza kirschiana.
Un cronista osa chiedere più conferenze stampa. Meloni risponde più o meno: “Guarda, anche l’anno scorso lo speravi. Sei un tipo ottimista.” Poi, per ricordare a tutti come la pensi davvero, aleggia la sua frase preferita, detta alla Casa Bianca:
“Io non voglio mai parlare con la stampa.”
Ed è probabilmente l’unica promessa mantenuta con una coerenza kirschiana.
Atto IV – Pomeriggio a sorpresa: le pensioni e… i pannolini?
Quando le ricordano la promessa di superare la Fornero, Meloni cambia argomento come un prestigiatore che nasconde la colomba: puf! si parla di IVA sui pannolini. Un collegamento logico che nemmeno Aristotele riuscirebbe a spiegare. Alla fine, con un sorriso, racconta che l’età pensionabile non è aumentata. Peccato che nella realtà sia stato solo distribuito meglio il disastro. E le quote flessibili sono sparite come la magia di prima.
Quando le ricordano la promessa di superare la Fornero, Meloni cambia argomento come un prestigiatore che nasconde la colomba: puf! si parla di IVA sui pannolini. Un collegamento logico che nemmeno Aristotele riuscirebbe a spiegare. Alla fine, con un sorriso, racconta che l’età pensionabile non è aumentata. Peccato che nella realtà sia stato solo distribuito meglio il disastro. E le quote flessibili sono sparite come la magia di prima.
Gran Finale – Gli annunci già annunciati
Il palco si illumina: arrivano i “nuovi provvedimenti”. Peccato che:
– il decreto contro i rincari energetici esiste solo nelle profezie da luglio 2025;
– il Piano Casa è la versione politica della cometa di Halley: se ne parla, ma non lo vede nessuno.
Il palco si illumina: arrivano i “nuovi provvedimenti”. Peccato che:
– il decreto contro i rincari energetici esiste solo nelle profezie da luglio 2025;
– il Piano Casa è la versione politica della cometa di Halley: se ne parla, ma non lo vede nessuno.
Meloni assicura che “arriveranno nei prossimi Consigli dei ministri”. Che poi è la versione istituzionale di “domani inizio la dieta”.
Fine spettacolo.
Applausi registrati. Sipario. Gli annunci sono sempre gli stessi, cambiano solo i titoli. E mentre il governo sembra fermo al primo teaser, al Paese tocca continuare a vedere la stessa puntata in replica.
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