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OMS: il sovranismo del governo Meloni isola l'Italia

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OMS: il sovranismo del governo Meloni isola l'Italia

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Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica internazionale · Lunedì 21 Lug 2025 · Tempo di lettura 2:15


Il governo Meloni ha deciso: niente emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale e astensione sull’Accordo sulle Pandemie dell’OMS. Una doppia scelta che il centrodestra vende come “difesa della sovranità”, ma che in realtà rischia di trasformarsi in un boomerang per l’Italia e per la salute pubblica.
Dietro la retorica roboante di un’Italia “protagonista” che “non si fa comandare da Bruxelles o Ginevra”, si nasconde un provincialismo miope, un sovranismo di maniera che in realtà non difende i cittadini, ma li espone a rischi maggiori in caso di future emergenze sanitarie. E non è un caso che, ancora una volta, il governo italiano si accodi pedissequamente alle posizioni di Donald Trump, il campione globale del "me ne frego", che durante la pandemia ha messo più volte in crisi la risposta internazionale al Covid-19 per puro calcolo elettorale.
Ma davvero possiamo permetterci di affrontare da soli la prossima pandemia?
Mentre il mondo cerca di costruire strumenti condivisi per prevenire e gestire crisi sanitarie globali — un sistema di regole, risorse e ricerca da attivare rapidamente — l’Italia si tira indietro. Non solo: rischia di restare fuori dalla governance internazionale, di non avere voce nei processi decisionali, di arrivare ultima nella distribuzione delle scorte di emergenza e di perdere importanti canali di cooperazione scientifica e finanziaria.
Siamo di fronte a una scelta ideologica e antistorica, che ignora volutamente le lezioni del Covid. Perché se c’è una verità che la pandemia ci ha sbattuto in faccia è questa: nessuno si salva da solo. Eppure, il governo Meloni, proprio come il suo mentore d’oltreoceano, sceglie di agire contro la scienza, contro il buon senso e contro la logica della cooperazione globale.
E mentre la propaganda parla di “difesa della Costituzione”, chi conosce davvero le dinamiche sanitarie e internazionali sa che la Costituzione non si difende isolandosi, ma partecipando attivamente ai processi democratici sovranazionali che possono salvare vite. La "sovranità" invocata in questo caso è solo una foglia di fico per nascondere una sudditanza ideologica verso modelli politici autoritari e antiscientifici.
In nome di un sovranismo tossico, l’Italia rischia di diventare una periferia della comunità internazionale, un paese che rinuncia a incidere per paura di sedersi al tavolo delle decisioni globali.
La salute pubblica non ha confini. Le pandemie nemmeno.
Isolarsi oggi vuol dire essere più fragili domani.


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