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Più che incompetenti sovversivi e autoritari

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Più che incompetenti sovversivi e autoritari

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Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica interna · Domenica 20 Ott 2024 · Tempo di lettura 3:30


La vicenda del Centro di Permanenza per il Rimpatrio, che il governo ha voluto in Albania e che si è trasformato in un clamoroso flop per Giorgia Meloni, viene bollato da diversi analisti come una segnale di "ignoranza" e/o incompetenza Costituzionale da parte della maggioranza di destra che governa il paese. Potrebbe essere e non sarebbe certo la prima volta che un governo o un parlamento dimostra la propria ignoranza costituzionale. L'episodio più clamoroso di questi ultimi anno è stata senz'altro la legge elettorale di Calderoli, definita da lui stesso come un porcellum, e che è stato bollata come anticostituzionale ma dopo che ben tre parlamenti sono stati eletti con quella legge. Di fatto quindi l'Italia ha avuto per quasi 13 anni un parlamento INCOSTITUZIONALE per cui tutte le leggi emanate da quei parlamenti avrebbero dovuto essere annullate. Se quindi anche questo governo avesse emanato un provvedimento anticostituzionale non sarebbe un evento straordinario, sebbene poi questo provvedimento sia costato quasi un miliardo allo Stato italiano in un periodo di ristrettezze nel quale non si trovano soldi a sufficienza per finanziare adeguatamente sanità e scuola.
Purtroppo però il provvedimento Albania si inquadra in un contesto di altri provvedimenti che disegnano un quadro ben preciso ed un progetto molto chiaro di questo governo: picconare la Costituzione italiana, abbattere la democrazia parlamentare che la Costituzione difende e le sue istituzioni di garanzia come la magistratura, instaurare un regime autoritario sotto il paravento del voto popolare. Il progetto Albania si incardina infatti in maniera perfetta con le altre riforme previste dal governo Meloni, Autonomia Differenziata e Premierato, sostenute a tal proposito dal Decreto Sicurezza.
L'autonomia differenziata ha l'obiettivo di smembrare lo Stato Italiano dando vita a 23 staterelli con legislazioni diverse non solo in termini di sanità come è già attuale, ma anche in termini di istruzione, sicurezza, politiche industriali, protezione civile e via dicendo. Di fatto le 23 regioni diventano 23 stati che saranno fagocitate a livello internazionale, un modo meno appariscente per uscire dall'europa.
Il premierato, in nome del voto popolare, cancella sia il Presidente della Repubblica che il Parlamento assegnando al capo di governo eletto dai cittadini quei pieni poteri che Salvini evocava al Papete. Altro che le disastrose riforme di Berlusconi prima e di Renzi poi, in questo caso la democrazia sarà veramente cancellata ed i cittadini avranno voce solo ogni 5 anni a meno che il capo del governo con il parlamento al suo servizio non approvi nel frattempo riforme più stringenti.
Il decreto sicurezza infine è lo strumento tecnico per soffocare tutte le voci di dissenso che potrebbero trovare l'energia per contrapporsi a questo disegno sovversivo e autoritario di Giorgia Meloni e dei suoi camerati.
Il progetto Albania si inquadra perfettamente in questo progetto eversivo, è stato creato appositamente per arrivare allo scontro con la magistratura che non avrebbe potuto non intervenire. Addirittura i magistrati, e non solo loro, avevano già avvisato il governo che quel progetto non avrebbe potuto arrivare a buon fine in quanto sarebbe andato contro la normativa internazionale ed europea. Un ultimo avviso era stato emanato il 4 ottobre in occasione della sentenza della Corte Europea che aveva indicato l'elenco dei paesi non sicuri. Giorgia Meloni ed il governo italiano sono andati comunque avanti ben sapendo che il tutto sarebbe stato bloccato dalla magistratura, ma era proprio questo il risultato finale cercato. Ora si punta il dito contro la magistratura che blocca l'azione politica della maggioranza facendo leva su un'ignoranza diffusa del cittadino incapace di capire che il magistrato non fa politica ma semplicemente fa rispettare le leggi e che, anche un politico eletto dal popolo, non ha pieni poteri ma può esercitare il proprio potere solo nell'ambito delle leggi che regolano la vita civile e sociale di un paese come l'Italia.



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