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Torna la marcia su Roma, in versione terzo millennio

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Torna la marcia su Roma, in versione terzo millennio

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Pubblicato in Politica interna · Domenica 16 Nov 2025 · Tempo di lettura 2:30


Fratelli d'Italia organizza a Roma la nuova marcia in versione terzo millennio: non più truppe di criminali camerati a piedi, ma una parata, sempre di camerati criminali, in auto. Auto rigorosamente con lo scarico aperto e l’acceleratore “appena appena” premuto. Per carità, non per inquinare: per difendere un diritto sacro, ci spiegano. Quale? Quello di lamentarsi del traffico… bloccando il traffico.

La delegazione romana di Fratelli d'Italia ha così organizzato la sua “rivoluzione gentile”: una sfilata in macchina contro Ztl, limiti a 30 km/h e ciclabili “inutili”. Insomma, se negli anni Venti c’era chi marciava verso la Capitale per prendere il potere, oggi c’è chi ci va per rivendicare il diritto di arrivarci a 50 all’ora, anche in strade dove i pedoni rischiano l’estinzione, e soprattutto di inquinare a proprio piacimento.

Il tempismo, poi, è un gioiello d’ironia involontaria: la manifestazione cade giusto giusto nel giorno dedicato alle vittime della strada. Come organizzare una sagra della porchetta il Venerdì Santo: nessuno lo vieta, ma ecco… la finezza non è proprio garantita.

Nel frattempo, il sindaco Gualtieri propone di portare le Zone 30 al 70% della città per ridurre incidenti e omicidi stradali. Una follia, secondo i manifestanti: meglio una buca sul parabrezza che una pista ciclabile sotto casa.

E mentre a Roma ci si scalda per difendere il diritto all’inquinamento, a migliaia di chilometri di distanza il mondo intero discute alla COP30 di come… ridurre l’inquinamento. Sarà forse questa la nostra forma di partecipazione artistica al dibattito globale? Un flashmob post-moderno? Una performance futurista fuori tempo massimo?

I social i romani, si sa, naturalmente non perdonano: «Le sfilate d’auto? Ma ce l’avete già tutti i giorni…», «Come sfiliamo? Una volta almeno marciavano.»

Nel frattempo spunta un termine nuovo, bikelash: quell’irritazione profonda che prende alcuni quando vedono una bicicletta avanzare tranquilla, magari senza dover passare mezz’ora a cercare parcheggio. E così i 400 km di nuove ciclabili diventano una minaccia all’identità, un attacco alla civiltà dell’automobile, quasi un colpo di Stato a pedali.  La protesta ricorda anche i ritardi dei bus elettrici e i guasti di metro e tram — critiche sensate. Peccato solo dimenticare che i tagli ai trasporti pubblici arrivano dalla stessa mano che invita ora alla grande adunata dei clacson.

Alla fine, resta solo una certezza.
Gestire un partito che passa dalle marce alle sfilate d’auto dev’essere un esercizio zen di altissimo livello, ma la sostanza non cambia: Fratelli d’Italia altro non e' che un partito fascista in versione post moderna e come tale va fermato prima che sia troppo tardi.



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