Vai ai contenuti

L'inganno della separazione delle carriere: controllare la magistratura

Salta menù
Salta menù

L'inganno della separazione delle carriere: controllare la magistratura

Mio sito personale
Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica interna · Giovedì 26 Feb 2026 · Tempo di lettura 2:45


C’è un modo elegante per modificare l’equilibrio tra i poteri senza dichiararlo. Non si scrive in maniera esplicita che la magistratura perde autonomia: si interviene sull’architettura costituzionale, si ritoccano articoli, si ridisegnano organi, e si presenta il tutto come intervento tecnico. Un disegno ormai smascherato.
La motivazione ufficiale è impedire il passaggio tra giudici e pubblici ministeri. Ma il fenomeno riguarda ogni anno una quota minima — tra lo 0,2% e lo 0,48% dei magistrati, poche decine su oltre novemila. La sproporzione tra il problema dichiarato e l’ampiezza della revisione costituzionale suggerisce che l’obiettivo possa essere un altro: incidere sull’equilibrio tra poteri dello Stato.
Separando le carriere si spezza l’unità della magistratura e si distingue il pubblico ministero. In molti ordinamenti con carriere separate, il PM finisce nell’orbita dell’esecutivo. Il timore è che, nel tempo, possa essere ricondotto sotto l’influenza del Ministro della Giustizia, trasformando le priorità investigative in scelte politiche. Già nel 1992, Giovanni Falcone avvertiva che la separazione diventa inaccettabile se serve a subordinare l’azione penale al governo.
Alcune dichiarazioni pubbliche alimentano queste preoccupazioni. Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha definito i magistrati “nostri dirigenti, dirigenti del ministero”, espressione che evoca una visione gerarchica più che costituzionale. Il ministro ha poi dichiarato di "non capire perché l'opposizione sia contraria ad una riforma che tornerà utile anche a loro quando saranno al governo". Una visione che colloca la magistratura non come un potere autonomo e indipendente, ma al servizioe della politica.
La riforma interviene pesantemente sul Consiglio Superiore della Magistratura, che verrebbe diviso in due organi distinti, uno per i giudici e uno per i PM. La frammentazione ne ridurrebbe la compattezza e il peso istituzionale nel confronto con Governo e Parlamento.
Si prevede inoltre un’Alta Corte disciplinare: oggi contro le sanzioni del CSM è possibile ricorrere alle Sezioni Unite della Cassazione; con la riforma, l’appello resterebbe interno alla stessa Alta Corte, in diversa composizione. Nessun controllo esterno, ma un circuito chiuso. Per i critici, un possibile “tribunale speciale” capace di esercitare pressione indiretta sui magistrati, anche per l’aumentato peso della componente laica, in parte nominata o sorteggiata da elenchi votati dal Parlamento.
Il sorteggio stesso solleva interrogativi: i membri togati verrebbero estratti tra tutti gli aventi diritto, mentre i laici da un elenco chiuso predisposto e approvato dal Parlamento. Se quell’elenco fosse ristretto o politicamente omogeneo, la casualità diventerebbe solo formale.
Infine, l’Alta Corte includerebbe solo magistrati con almeno vent’anni di anzianità e funzioni di legittimità in Cassazione, creando un’élite che giudica gli altri, in tensione con il principio costituzionale secondo cui i magistrati si distinguono solo per funzioni, non per grado.
Nessuna norma dichiara apertamente la fine dell’autonomia della magistratura. Ma le costituzioni si trasformano anche attraverso ingranaggi, competenze, contrappesi. Quando si interviene insieme su CSM, sistema disciplinare e modalità di nomina, non si compie un semplice riordino tecnico: si sposta il baricentro tra politica e giurisdizione.
E quando il baricentro si sposta, difficilmente torna indietro da solo.


0 / 5
Non sono presenti ancora recensioni.
Voto:5
Numero di voti:
Percentuale di voti:(0%)
Voto:4
Numero di voti:
Percentuale di voti:(0%)
Voto:3
Numero di voti:
Percentuale di voti:(0%)
Voto:2
Numero di voti:
Percentuale di voti:(0%)
Voto:1
Numero di voti:
Percentuale di voti:(0%)
La tua opinione è importante per noi e ci aiuta a migliorare il servizio.
Scrivi una recensione
Torna ai contenuti