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Israele: il nuovo regime nazista del terzo millennio

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Israele: il nuovo regime nazista del terzo millennio

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Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica internazionale · Giovedì 21 Mag 2026 · Tempo di lettura 2:15

Ci sono immagini che pensavamo appartenessero al Novecento più oscuro. Popolazioni rinchiuse, affamate, private dell’acqua, bombardate senza via di fuga. Civili trasformati in bersagli permanenti. Bambini sepolti sotto le macerie mentre il mondo discute procedure diplomatiche e formule vuote.
E invece quelle immagini sono qui, oggi, sotto i nostri occhi.

Da oltre settantacinque anni il popolo palestinese vive tra occupazioni, espulsioni, guerre, umiliazioni quotidiane e violazioni sistematiche del diritto internazionale. Gaza, trasformata in un campo di concentramento, è diventata il simbolo di una tragedia umana che molti governi occidentali fingono di non vedere da oltre 75 anni: una gigantesca prigione a cielo aperto dove milioni di persone sopravvivono senza libertà, senza sicurezza, senza speranza trasformata in questi ultimi due anno in un cimitero a cielo aperto.

Il governo Netanyahu ha portato tutto questo a un livello ulteriore: la disumanizzazione del nemico, la punizione collettiva, la convinzione che la forza militare possa sostituire il diritto e la morale. Metodi che evocano le peggiori derive autoritarie della storia europea. E il fatto più inquietante è che gran parte dell’Occidente continui a tollerarlo.

Quando centinaia di attivisti internazionali vengono fermati in mare aperto, trattati come criminali e trascinati davanti ai ministri più estremisti del governo israeliano, il mondo si scandalizza per qualche giorno. Poi torna il silenzio. Un silenzio ipocrita che ormai va avanti dal 1948.

Contro la Russia di Putin arrivano sanzioni immediate. Contro Israele quasi nulla. Perché esistono vittime che meritano solidarietà e altre che sembrano non meritare neppure pietà. Trump, Netanyahu e Putin rappresentano oggi tre volti dello stesso disordine mondiale: nazionalismo aggressivo, culto della forza, disprezzo per il diritto internazionale e per la vita umana quando ostacola il potere.

E l’Europa? Dovrebbe essere l’argine democratico. Invece appare paralizzata, impaurita, incapace di difendere davvero quei valori che dice di rappresentare.

La tragedia finale è questa: il mondo sta dimenticando gli orrori del Novecento proprio mentre ne riaffiorano i meccanismi. E vedere un governo israeliano utilizzare pratiche delle quali il suo popolo è stato vittima e che ricordano ai popoli europei le pagine più nere della loro storia è qualcosa che dovrebbe sconvolgere ogni coscienza democratica. Difendere il popolo palestinese non significa odiare gli ebrei. Significa rifiutare l’idea che un popolo possa essere oppresso, affamato o annientato nel silenzio generale.

Perché quando la legge del più forte sostituisce il diritto, nessuno è più al sicuro.


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