Vai ai contenuti

Dalla legge elettorale alla Commissione Covid: la strategia del governo per restare al potere

Salta menù
Salta menù

Dalla legge elettorale alla Commissione Covid: la strategia del governo per restare al potere

Mio sito personale
Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica interna · Mercoledì 01 Lug 2026 · Tempo di lettura 2 minuti

Gli ultimi colpi di coda del governo Meloni raccontano molto delle sue vere priorità. Non il caro vita, non i salari fermi, non la sanità pubblica in difficoltà, non l'aumento delle disuguaglianze o della pressione fiscale. A pochi mesi dalla fine della legislatura, l'obiettivo sembra essere un altro: creare le condizioni per conservare il potere.

La strategia appare chiara e si muove su due fronti.

Il primo è il tentativo di modificare la legge elettorale introducendo l'indicazione preventiva del candidato premier da parte delle coalizioni. Un modo per realizzare nei fatti quel premierato che il governo non è riuscito a far approvare con una riforma costituzionale e che difficilmente avrebbe superato il giudizio degli elettori in un referendum. Molti costituzionalisti parlano di uno stravolgimento degli equilibri previsti dalla Costituzione e di un indebolimento delle garanzie democratiche amplificato ad un abnorme premio di maggioranza

Il secondo fronte è quello della delegittimazione dell'avversario politico, in particolare di Giuseppe Conte. La commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione del Covid viene utilizzata per riaprire vicende sulle quali la magistratura si è già pronunciata, archiviando o prosciogliendo Conte, Roberto Speranza e gli altri protagonisti coinvolti. Quando non si riesce a battere un avversario sul piano politico, si tenta di processarlo sul piano mediatico, alimentando sospetti già smentiti dai tribunali. Una strategia che sta avendo un certo successo grazie alla complicità dei giornali di destra ma soprattutto del servizio pubblico della Rai che si affianca a quello di Mediaset.

Mentre il Paese quindi affronta problemi reali – stipendi insufficienti, servizi pubblici in affanno, imprese in difficoltà e giovani costretti a guardare all'estero, inflazione e tasse sempre in aumento – la destra sembra concentrata soprattutto su una cosa: modificare le regole del gioco che le consentano di restare al potere e screditare chi potrebbe rappresentare un'alternativa.

È proprio quando una democrazia attraversa momenti difficili che diventa indispensabile difendere la Costituzione, il pluralismo e il rispetto delle istituzioni. Perché le regole democratiche non appartengono a una parte politica: appartengono a tutti i cittadini. E questa difesa dovrebbe coinvolgere appunto gli stessi cittadini per una protesta di massa.


0 / 5
Non sono presenti ancora recensioni.
Voto:5
Numero di voti:
Percentuale di voti:(0%)
Voto:4
Numero di voti:
Percentuale di voti:(0%)
Voto:3
Numero di voti:
Percentuale di voti:(0%)
Voto:2
Numero di voti:
Percentuale di voti:(0%)
Voto:1
Numero di voti:
Percentuale di voti:(0%)
La tua opinione è importante per noi e ci aiuta a migliorare il servizio.
Scrivi una recensione
Torna ai contenuti