L'Europa dei muri: governi contro governi, persone contro confini e più morti in mare
Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica internazionale · Mercoledì 12 Ago 2026 · 2 minuti

Ci avevano raccontato che blindare i confini avrebbe reso l’Europa più sicura. Ma quello che sta emergendo è un’altra cosa: un’Europa sempre più divisa, dove i governi nazionali si combattono tra loro e la solidarietà europea viene sacrificata sull’altare della propaganda. E' la consequenza naturale dei nazionalismi.
Il caso di Ceuta è emblematico. Invece di una risposta comune davanti a una situazione drammatica, Roma e Madrid si sono scontrate. E Giorgia Meloni è colei che ha acceso la miccia per dar fuoco alle polveri. L’Italia ha sospeso la libera circolazione di Schengen e il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha accusato il governo italiano di non aver agito con solidarietà, ma secondo interessi politici ed elettorali ed ha fatto altrettanto verso l'Italia.
E mentre i governi litigano, a Ceuta si contano quasi 200 morti e oltre 1.500 minori non accompagnati sono rimasti senza adeguata protezione.
Poi c’è Berlino.
La Germania applica il trattato di Dublino e pretende che l’Italia riprenda i migranti transitati sul nostro territorio. Roma rifiuta. Salvini, da incapace quale è che mette bocca sempre in tutto, rilancia lo scontro attaccando le ONG tedesche.
Così, da un confine all’altro, l’Europa si trasforma in una guerra tra governi nazionali, fatta di veti, ritorsioni e accuse reciproche. Ma c’è un particolare che sembra essere scomparso dal dibattito: stiamo parlando di persone.
Persone come Abdirisaq Warsame, 22 anni, fuggita dalla guerra civile somala e finita al centro delle nuove espulsioni rapide verso l’Italia.
Quando la politica migratoria diventa uno strumento di propaganda elettorale, le persone smettono di essere considerate esseri umani e diventano numeri, problemi da scaricare sul Paese vicino, pedine di una partita diplomatica.
Questa non è l’Europa solidale che avevano immaginato i suoi fondatori e che soprattutto aveva immaginato l'Italia. È l’Europa dei nazionalismi contrapposti. E il paradosso è drammatico: più si parla di costruire una fortezza europea, più rischiamo di costruire muri anche al suo interno.
E mentre i governi si contendono i confini, il prezzo più alto continua a pagarlo chi quei confini cerca semplicemente di attraversare per sopravvivere
Non sono presenti ancora recensioni.
La tua opinione è importante per noi e ci aiuta a migliorare il servizio.
