La solenne bugia dei Talk Show sul campo largo. E i media continuano a raccontarla
Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica interna · Venerdì 16 Ott 2026 · 3 minuti

Otto e Mezzo, su La7, è ormai una delle trasmissioni nelle quali, qualunque sia l'argomento di partenza, alla fine la conduttrice termina per sparare a zero sul campo largo, raccontando però un sacco di fandonie. Una di queste riguarda le primarie e la tesi è questa: se alle primarie vincesse Elly Schlein, gli elettori del M5S non la voterebbero; se vincesse Giuseppe Conte, gli elettori del PD non voterebbero lui.
Una bugia grossa come una casa. O, quantomeno, una colossale mistificazione. Qualcuno ha spiegato a questi commentatori che cosa si vota davvero alle elezioni politiche italiane?
Le primarie servirebbero a individuare il candidato alla guida della coalizione, NON A ELEGGERE DIRETTAMENTE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. Schlein resterebbe candidata nelle liste del PD, Conte in quelle del M5S. E alle urne gli elettori voterebbero i partiti e le liste, non il cosiddetto candidato premier.
In Italia, infatti, il presidente del Consiglio non viene eletto direttamente dai cittadini. La Costituzione non è stata modificata in questo senso: il Presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio e, su sua proposta, i ministri. Il Governo deve poi ottenere la fiducia delle Camere.
Quindi, chi sostiene che gli elettori del PD non voterebbero una coalizione guidata da Conte, o che quelli del M5S rifiuterebbero una coalizione guidata da Schlein, spaccia per certezza una previsione elettorale che non dimostra nulla. E soprattutto confonde deliberatamente il voto ai partiti con la scelta politica del candidato alla guida della coalizione.
C'è poi un altro dettaglio che i talk show sembrano dimenticare: il cosiddetto candidato premier non è automaticamente destinato a diventare presidente del Consiglio. La decisione costituzionale resta nelle mani del Presidente della Repubblica, nel rispetto delle procedure previste dalla Carta.
Allora, perché insistere ossessivamente sul nome del leader del campo largo, invece di discutere dei programmi, delle alleanze e delle politiche che un eventuale governo di centrosinistra dovrebbe realizzare?
La risposta è semplice: parlare all'infinito di Schlein contro Conte fa audience, alimenta divisioni e permette di evitare il confronto sui contenuti. Ma si può pensare anche male: non è che tutti ormai compresa La7 e la Nove stiano lavorando per far riconfermare il centro destra ?
Il vero problema insomma non è chi guiderà il campo largo. È se il campo largo saprà presentare un programma credibile, condiviso e capace di convincere gli elettori. E su questo, stranamente, molti talk show sembrano avere assai meno voglia di discutere o capacità.
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