La pacchia è finita, Giorgia, la tua risposta alle difficoltà del paese è solo REPRESSIONE
Pubblicato da Edoardo Pisani in Politica interna · Giovedì 22 Ott 2026 · 2 minuti

Per quattro anni Giorgia Meloni ci ha raccontato un’Italia da favola: economia in crescita, Paese al centro del mondo, tasse che non aumentavano. A colpi di video celebrativi, la premier dipingeva un’Italia che esisteva soltanto nella propaganda di Palazzo Chigi.
Poi è arrivata la realtà. E ha presentato il conto.
Il caro gasolio sta mettendo in ginocchio gli autotrasportatori e la crisi energetica rischia di paralizzare interi settori dell’economia. La guerra di Donald Trump in Iran e le tensioni sulle forniture energetiche hanno fatto esplodere tutte le fragilità di un Paese che questo governo non ha saputo proteggere.
La crisi internazionale è il detonatore. L’impreparazione del governo è il problema.
Per anni Meloni e i suoi ministri hanno sprecato risorse in operazioni propagandistiche, dai centri in Albania al sostegno militare senza una credibile strategia di pace, mentre assecondavano le pretese di Trump su spese militari, dazi ed energia. Intanto ignoravano i segnali di una crisi sempre più profonda, convinti che bastasse raccontare una ripresa economica per farla esistere.
Oggi gli autotrasportatori protestano perché lavorare è diventato insostenibile. Gli aiuti arrivano in ritardo, le promesse non offrono certezze e le risorse sembrano insufficienti.
E allora, davanti alla propria incapacità di trovare soluzioni, il governo cosa fa?
Tira fuori l’unica risposta che sembra conoscere: LA REPRESSIONE.
Forze dell’ordine sulle strade, identificazioni, denunce, sospetti di infiltrazioni e persino inviti a indagare sui casellari giudiziari dei rappresentanti della protesta. Si prova a trasformare una crisi economica in un problema di ordine pubblico. Naturalmente, violenze e intimidazioni non sono accettabili. Ma nemmeno possono diventare un pretesto per ignorare le ragioni di chi non riesce più a pagare il carburante necessario per lavorare.
La verità è che la propaganda si è schiantata contro il prezzo del gasolio, ma la vulnerabilità energetica e l’assenza di risposte adeguate erano problemi già evidenti.
Giorgia Meloni ha passato anni a ripetere che la pacchia era finita per gli altri: adesso sta finendo quella della propaganda.
Perché quando le imprese non riescono a lavorare e le famiglie pagano il prezzo degli errori di chi governa, il problema non è chi protesta.
Il problema è chi sta al governo
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