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		<title><![CDATA[Senzapelisullatastiera]]></title>
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			<title><![CDATA[Giorgia e gli uomini: una storia complicata ... non solo in politica]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D3"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/ChatGPT-Image-15-apr-2026,-14_07_51.png"  width="312" height="312" /></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">C’è un filo rosso – o forse sarebbe meglio dire rosa shocking – che attraversa la parabola politica e personale di Giorgia Meloni: il rapporto complicato con l’altro sesso.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Non è gossip, sia chiaro. È quasi una categoria interpretativa.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Tutto comincia con la vicenda Andrea Giambruno, archiviata con un congedo rapido e inevitabile dopo una serie di uscite televisive che definire imbarazzanti è un esercizio di diplomazia. Fine della storia privata? Non proprio: più che una parentesi, sembra l’inizio di una tendenza.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Perché da lì in avanti è stato un susseguirsi di “uomini scelti male”. Ministri, sottosegretari, fedelissimi: uno dopo l’altro (Sangiuliano, Pezzollo, Del Mastro, Nordio, Piantedosi) diventano problemi da gestire, casi da spegnere, nomi da sacrificare. Una selezione che più che una squadra di governo ricorda un casting andato storto.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">E poi c’è il capitolo internazionale, dove la faccenda si fa quasi letteraria.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Prima Viktor Orbán, sostenuto con entusiasmo e in maniera mai vista, finito poi politicamente ridimensionato. Poi soprattutto Donald Trump: il modello, il riferimento, quasi il mentore a distanza. Viaggi, endorsement, sintonia ostentata. Una relazione politica costruita con cura… e crollata alla prima vera divergenza.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Perché con Trump funziona così: finché annuisci sei un leader straordinario, al primo sopracciglio alzato diventi “inaccettabile”. E Giorgia Meloni questo lo sapeva benissimo. Per questo ha esitato tanto prima di criticarlo. Per questo ha provato a tenere insieme tutto: fedeltà, prudenza, silenzi strategici. Ma dopo il crollo di due (Patria e Famiglia) dei suo tre mantra ha cercato di difendere l'ultimo rimasto in piedi, Dio appunto.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Ma a un certo punto la realtà presenta il conto.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">E così la leader che voleva stare nel “board della pace” con Trump e Orbán si ritrova improvvisamente sola, costretta a prendere le distanze proprio da quell’uomo a cui aveva legato una parte della sua credibilità internazionale.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">A questo punto la domanda sorge spontanea: è davvero solo sfortuna?</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Oppure c’è qualcosa di più profondo in questa sequenza di relazioni politiche (e non) che iniziano con grandi aspettative e finiscono male?</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Forse il problema non sono “gli uomini”, ma il tipo di rapporto che si costruisce con loro: spesso basato su fedeltà personali più che su autonomia politica. E quando l’equilibrio si rompe, il conto è sempre salato.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Intanto, mentre le relazioni si sfilacciano, resta un dato: la prima donna Presidente del Consiglio italiana si trova a gestire non solo un’opposizione agguerrita, ma anche una lunga serie di alleati – ed ex alleati – che si trasformano in problemi.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Più che una crisi di governo, sembra una crisi di coppia permanente.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">E a questo punto viene da chiedersi se, più che cambiare gli uomini, non serva cambiare metodo.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il paradosso dell'opposizione: alla ricerca di un premier che la Costituzione non richiede]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D2"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/a1a90916-494e-416a-b597-29c854070239.png"  width="384" height="256" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>C’è qualcosa di profondamente contraddittorio – quasi una schizofrenia politica – nel comportamento dell’attuale opposizione in vista delle prossime elezioni politiche.</div><div><br></div>
<div>Da un lato, milioni di italiani hanno appena lanciato un messaggio chiarissimo con la vittoria del No al recente referendum costituzionale: prima di pensare a cambiare la Costituzione, applicatela fino in fondo. Non è la prima volta che accade. È la terza. E ogni volta, passato il sollievo per il pericolo scampato, la politica torna esattamente al punto di partenza, come se nulla fosse successo.</div><div><br></div>
<div>Dall’altro lato, lo stesso centrosinistra – o “campo largo”, come ama definirsi – si sta avvitando in un dibattito sterile, alimentato più dai media che dalla realtà: la spasmodica ricerca di un candidato premier. <span class="fs12lh1-5">Una ricerca inutile. E, soprattutto, fuorviante.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div>
<div>La Costituzione italiana è chiarissima: siamo una Repubblica parlamentare. Questo significa che gli elettori non scelgono né il governo né il suo capo. Le elezioni servono a determinare la composizione del Parlamento. Punto. Sarà poi il Presidente della Repubblica, dopo le consultazioni, a incaricare un Presidente del Consiglio che dovrà ottenere la fiducia delle Camere. <span class="fs12lh1-5">Il governo, quindi, non “esce” direttamente dal voto popolare. Nasce dalle maggioranze parlamentari. </span><span class="fs12lh1-5">E allora perché questa ossessione per il “candidato premier” ?</span></div><div><br></div>
<div>Eppure, nonostante questa consapevolezza costituzionale, il dibattito continua a girare a vuoto sotto la spinta dei mezzi di informazione che, come spesso accade, in questo caso fanno solo disinformazione. C’è chi spinge per le primarie a tutti i costi, chi lancia autocandidature, chi prova a costruire percorsi paralleli. Il risultato? Una coalizione che rischia di discutere per mesi di leadership senza aver ancora definito una visione comune. <span class="fs12lh1-5">È un copione già visto. E pericoloso.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div>
<div><span class="fs12lh1-5">La verità è molto più semplice – e a volte molto più scomoda. </span><span class="fs12lh1-5">Il centrosinistra non ha bisogno di un “capo popolo”. Ha bisogno di idee chiare, di un programma credibile, di una visione del Paese. Ha bisogno di ricostruire un rapporto con gli elettori che vada oltre i nomi e le leadership. E questo rapporto passa prima di tutto dal rispetto della Costituzione.</span></div>
<div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Anche perché la stessa esperienza recente lo dimostra: nel 2022 il centrodestra non si presentò con un candidato premier formalmente designato dagli elettori, ma con un accordo politico. E fu sufficiente. </span><span class="fs12lh1-5">Continuare a inseguire modelli che non appartengono alla nostra architettura costituzionale significa cadere in una trappola. Una trappola mediatica, prima ancora che politica.</span></div>
<div><br></div>
<div>La strada da percorrere dovrebbe essere un’altra: costruire un programma forte, un’alternativa credibile, e presentarsi agli elettori con la massima unità e chiarezza possibile.</div>
<div>E magari, una volta tanto, prendere sul serio il messaggio che i cittadini hanno già mandato.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 15:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dalla campagna elettorale a Palazzo Chigi: il limite di Giorgia Meloni al governo]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D1"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/3cd4e353-e034-4814-b2b5-85e7e235134e.png"  width="336" height="224" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Giorgia Meloni si presenta alla Camera e dopo pochi minuti rivela la sua statura istituzionale: "E' ancora lunga raga". Si potrebbe chiudere qui per capire che la carciofara della Garbatella non ha e non ha mai avuto l'autorevolezza per governare ed i risultati di questi quattro anni ne sono la conferma. Non è solo una questione di stile: è il segno di una distanza mai colmata tra ruolo e interpretazione del ruolo.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il suo intervento è sembrato ancora una volta quello di una leader di partito in campagna elettorale permanente, più che di una presidente del Consiglio chiamata a rendere conto al Parlamento. Un discorso “piccolo così”, fatto di costruzioni retoriche sospese, incapaci di affrontare i nodi reali: dalla sconfitta referendaria alla crescente instabilità internazionale. Per non parlare delle faccette e dei sorrisetti quando replicavano i parlamentari della opposizione. Un atteggiamento irrispettoso e insofferente alle critiche.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Sul piano internazionale poi il silenzio è diventato assordante. Nessuna riflessione seria, nessuna presa di distanza, nessuna assunzione di responsabilità in merito ai due criminali Donald Trump e Netanyahu. Eppure parliamo di uno scenario globale in tensione, con equilibri sempre più fragili e decisioni che pesano anche sulle tasche degli italiani — basti pensare all’aumento del costo dell’energia, citato ma mai spiegato fino in fondo.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Poi c’è la politica interna, dove il copione è ancora più prevedibile. Sicurezza, immigrazione, lavoro: temi evocati come slogan più che affrontati come problemi. Il riferimento al Decreto Caivano diventa emblematico di una narrazione che cambia a seconda della convenienza, mentre il racconto sull’occupazione evita accuratamente di dire che sì, i numeri possono anche crescere, ma il potere d’acquisto delle famiglie continua a erodersi.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">E qui si entra nel territorio più scivoloso: quello delle affermazioni difficili da sostenere. La riduzione dell’immigrazione, la diminuzione delle morti in mare: slogan forti, ma smentiti dai dati ufficiali. Nei primi mesi dell’anno, secondo il Ministero dell’Interno, le vittime nel Mediterraneo sono aumentate in modo drammatico circa il 152%. Una realtà che stride con la narrazione trionfalistica del governo e che pone interrogativi seri sull’efficacia — e sull’umanità — delle politiche adottate.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">In questo contesto, il continuo richiamo ai governi precedenti suona sempre più come un riflesso automatico, un alibi logoro. Dopo quattro anni a Palazzo Chigi, l’argomento del “non è colpa mia” perde qualsiasi credibilità.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il punto, alla fine, non è nemmeno stabilire se Giorgia Meloni sia brava o meno nella comunicazione politica — su quel terreno si muove con abilità. Il problema è un altro: governare non è fare campagna elettorale. Governare significa assumersi il peso delle scelte, affrontare i problemi senza scorciatoie narrative, dire anche ciò che non conviene.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">E oggi la domanda resta sospesa, più attuale che mai: gli italiani continueranno a credere a questo racconto, o inizieranno a guardare oltre le parole, dentro quel vuoto d’aria che sempre più spesso le accompagna ?</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 14:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[In Italia tutto è possibile: il popolo boccia il governo ed il governo resta]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D0"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/ChatGPT-Image-24-mar-2026,-12_20_56.png"  width="361" height="542" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">In Italia succede una cosa curiosa, a dire il vero una delle tante che accadono nella politica italiana.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Nella propaganda a favore della riforma costituzionale sulla giustizia appena bocciata, si sono presi a modello le “grandi democrazie” dove già esiste la separazione delle carriere, salvo poi dimenticarsi di copiarne l'aspetto più importante di quelle democrazia: la responsabilità politica.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">In quei Paesi, un capo di governo che propone una riforma costituzionale addirittura come primo firmatario e poi viene bocciato dal popolo si dimette. Senza se e senza ma.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">In Italia naturalmente no.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Qui Giorgia Meloni firma la riforma (fatto già di per se fuori dalla Costituzione nella quale il potere legislativo non è carico del governo ma del parlamento), la difende prima senza consentire alcuna modifica da parte del parlamento poi lanciandosi in prima persona nella campagna referendaria con una sfilza di falsità, la perde e nonostante questo candidamente "andiamo avanti”.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Avanti verso cosa e con chi, altro aspetto da non sottovalutare ? Con Del Mastro, con Santanché, con Montaruli ? Tutta gente che nelle democrazie portate ad esempio sarebbero stati presi a calci nel sedere proprio dal loro partito.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Quando i cittadini ti smentiscono su un tema così cruciale come la giustizia e su una riforma Costituzionale, non si tratta di una sconfitta tecnica. È una sconfitta politica.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">E ignorarlo non è forza. È arroganza.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Le democrazie che sono state citate come esempio non si reggono sulle riforme, ma sulla credibilità di chi le propone. E quella, una volta persa, si lascia e non si continua a governare come se niente fosse.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Ma siamo in Italia dove .... tutto è possibile</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 21:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le accise: la madre di tutte le prese per i fondelli del governo Meloni]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CF"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/694c3520-9656-4074-80a8-c2100d00472d.png"  width="420" height="280" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>C’è una promessa che più di tutte brucia ancora oggi. Non è solo quella sulla legge Fornero. È quella, semplicissima e potentissima, sulle accise.</div><div><br></div>
<div>Giorgia Meloni vinse le elezioni del 2022 anche grazie a un video diventato virale: 50 euro di carburante, 35 allo Stato, 15 al distributore. Una denuncia chiara. Una promessa altrettanto chiara: eliminare le accise.</div>
<div>Poi arriva al governo. E cosa succede?</div>
<div><br></div><div>Succede che le accise non vengono eliminate. Anzi: aumentano. Vengono cancellate le riduzioni introdotte durante il governo Mario Draghi per affrontare la crisi legata alla guerra in Ucraina.</div>
<div><br></div><div>Non basta. Qualche mese fa arriva un altro intervento: aumento delle accise sul gasolio per “allinearlo” alla benzina. Una scelta che colpisce direttamente milioni di cittadini, lavoratori e imprese.</div>
<div>E arriviamo a oggi.</div>
<div><br></div><div>La nuova crisi internazionale — con il conflitto in Iran dopo le azioni criminali degli Stati Uniti guidati da Donald Trump e di Israele — fa impennare il prezzo del petrolio. L'Iran blocca lo stretto di Hormuz, il mercato reagisce, i carburanti volano.</div>
<div> </div><div>Per settimane il governo resta incerto, silenzioso, quasi paralizzato. <span class="fs12lh1-5">Poi, improvvisamente, arriva la “soluzione”: taglio delle accise di 25 centesimi. Ma solo per 20 giorni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">A prima vista, qualcuno potrebbe pensare: meglio di niente. </span><span class="fs12lh1-5">Ma la domanda vera è un’altra: chi paga? </span><span class="fs12lh1-5">La risposta è semplice, e anche un po’ amara: paghiamo sempre noi.</span></div>
<div><br></div><div>Perché quei centinaia di milioni necessari a finanziare il taglio non arrivano dal nulla. Arrivano da tagli ai ministeri. Sanità, Istruzione, Università, Infrastrutture.</div>
<div>In altre parole: ti tolgo con una mano e ti restituisco con l’altra, ma nel frattempo ti ho già fatto pagare il conto.</div>
<div><br></div><div>È questa la presa in giro: trasformare una promessa di abolizione in un gioco di prestigio contabile.</div>
<div><br></div><div>E allora la domanda finale resta lì, inevitabile:</div>
<div>Possiamo davvero fidarci, su riforme fondamentali come la Costituzione, di chi ha trasformato una promessa così chiara in qualcosa di così diverso che si traduce in: presa per i fondelli ?</div>
<div>Decidere spetta a ciascuno di noi.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 17:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non è una riforma della giustizia: è il controllo della magistratura]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CE"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/2026_03_18_08.28.55_edit.jpg"  width="387" height="281" /><div><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/2026_03_18_08.28.55_edit_1.jpg"  width="378" height="252" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>C’è un punto che sembra una sottigliezza tecnica, quasi un gioco di parole. In realtà è il cuore della questione. <span class="fs12lh1-5">Quella su cui siamo chiamati a votare </span><strong data-start="153" data-end="190" class="fs12lh1-5">non è una riforma della giustizia</strong><span class="fs12lh1-5">. </span><span class="fs12lh1-5">È una riforma dell’</span><strong data-start="213" data-end="240" class="fs12lh1-5">ordinamento giudiziario</strong><span class="fs12lh1-5">.</span></div>
<div><br></div><div>Tradotto: non si interviene su ciò che interessa davvero ai cittadini — tempi dei processi, accesso alla giustizia, efficienza, costi — ma su <strong data-start="385" data-end="432">come la giustizia è organizzata e governata</strong>, cioè sulla magistratura. <span class="fs12lh1-5">Eppure il racconto pubblico insiste nel chiamarla “riforma della giustizia”.</span></div><div>
Non è un errore. È una scelta precisa.</div>
<div><br></div><div>Perché parlare di “giustizia” evoca disservizi reali, frustrazione, attese infinite. Fa leva su un disagio diffuso e legittimo. Ma questa riforma, nei fatti, <strong data-start="737" data-end="772">non interviene su quei problemi</strong>. Agisce altrove. <span class="fs12lh1-5">Agisce sugli equilibri.</span></div>
<div><br></div><div>Quando si modifica l’ordinamento giudiziario, si mettono mano ai rapporti tra i poteri dello Stato. Si ridefinisce il ruolo della magistratura, il suo grado di autonomia, il suo rapporto con il potere politico. Non è un dettaglio: è architettura costituzionale.</div>
<div><br></div><div>Uno dei nodi centrali è il sistema di autogoverno della magistratura. Intervenire su questo terreno significa incidere direttamente sulle garanzie di indipendenza. E quando queste garanzie si riducono, non è la magistratura a perdere qualcosa in astratto: <strong data-start="1335" data-end="1385">sono i cittadini a perdere una tutela concreta</strong>.</div><div><br></div>
<div>Lo stesso vale per altri pilastri della riforma, come la separazione delle carriere. Presentata come un intervento di equilibrio, introduce in realtà una diversa idea di processo: non più ricerca della verità da parte di un soggetto pubblico imparziale, ma confronto tra parti contrapposte. Un cambiamento profondo, non neutrale.</div>
<div>Il punto allora diventa chiaro.</div><div><br></div>
<div>Non siamo di fronte a una riforma che migliora la giustizia. Siamo di fronte a una riforma che <strong data-start="1849" data-end="1893">ridefinisce il potere della magistratura</strong>. <span class="fs12lh1-5">E quando si ridefinisce un potere, qualcuno lo perde e qualcun altro lo guadagna. </span><span class="fs12lh1-5">Per questo è importante chiamare le cose con il loro nome.</span></div><div><br></div><div>
Perché qui non si discute di efficienza dei tribunali, ma di <strong data-start="2101" data-end="2140">equilibrio tra i poteri dello Stato</strong>.</div>
<div><br></div><div>E gli equilibri, una volta alterati, sono difficili da ricostruire.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 18:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'ipocrisia dell'occidente su Hormuz: il piano che ignora i responsabili della guerra]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CD"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/file_00000000d0b47243936e6814e1f55631.png"  width="273" height="410" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">C’è qualcosa di profondamente stonato – quasi teatrale – nella dichiarazione congiunta di Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone sullo Stretto di Hormuz. Una coreografia diplomatica impeccabile, parole pesate, richiami al diritto internazionale… ma con un vuoto al centro: la realtà.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Si parla di “piano per garantire la navigazione”, di “sforzi necessari”, di “minaccia alla sicurezza globale”. Si punta il dito contro l’Iran, colpevole di bloccare lo stretto e destabilizzare i commerci. Tutto corretto, se ci si limita all’ultimo atto della scena. Ma chi ha scritto il copione ?</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Perché la domanda vera è un’altra: come si è arrivati alla chiusura dello Stretto?</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La risposta è scomoda, e proprio per questo assente nei comunicati ufficiali. La crisi è il prodotto diretto di un’escalation militare che ha visto protagonisti Stati Uniti e Israele, sotto la guida di Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Bombardamenti, attacchi mirati, pressione costante su Teheran e sul Libano: è da qui che nasce la reazione iraniana.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">E allora il punto non è più tecnico, ma politico – e, volendo, anche morale.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Si può davvero parlare di “liberare” lo Stretto senza affrontare le cause che lo hanno chiuso ? Si può invocare la sicurezza della navigazione ignorando chi ha incendiato il mare agendo in perfetto stile terrorista ?</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il paradosso è evidente: si costruisce un piano internazionale complesso, si mobilitano flotte, si evocano risoluzioni ONU… quando la soluzione più immediata sarebbe una sola: fermare l’escalation militare. Fermare i bombardamenti. di Usa e Israele </span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">In questo quadro, l’iniziativa dei sei Paesi appare per ciò che è: un’operazione politica e ipocrita che evita accuratamente di chiamare in causa gli alleati occidentali. Si condanna la risposta, ma si tace sull’azione che l’ha provocata. Si stigmatizza il sintomo, ma si protegge la causa.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Condannare chi reagisce. Giustificare – o ignorare – chi attacca.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Un ordine internazionale basato su regole vale solo se le regole valgono per tutti. Altrimenti non è più ordine. È schieramento. E' caos</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 18:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le vere intenzioni dietro la riforma della giustizia]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CC"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2026-03-17-185228.png"  width="266" height="267" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1 ff1">Oltre agli aspetti procedurali, analizzati <a href="https://tastieralibera.it/blog/index.php?id=0000000CB" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'iframe', url: 'https://tastieralibera.it/blog/index.php?id=0000000CB', width: 1920, height: 1080, description: ''}]}, 0, this);" class="imCssLink">in un precedente articolo</a></span><span class="cf1 ff1">, con cui è stata approvata la riforma costituzionale sulla magistratura, c’è un altro elemento che dovrebbe far riflettere e che, da solo, spinge a votare NO: le dichiarazioni dei principali sostenitori della riforma.</span></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Per il cittadino medio non è semplice orientarsi tra norme costituzionali, assetti istituzionali e conseguenze giuridiche delle modifiche proposte. Capire fino in fondo cosa cambierà davvero nella giustizia richiede competenze tecniche che non tutti possiedono. Tuttavia c’è un aspetto che è chiarissimo: le intenzioni politiche espresse da chi quella riforma l’ha voluta.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Si parte dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ancora prima dell’approvazione definitiva della riforma dichiarava con sorprendente franchezza:</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">«Non capisco come la sinistra possa essere contraria alla riforma, non si rendono conto che può tornare utile anche a loro quando si troveranno al potere».</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Un’affermazione che sposta immediatamente il terreno della discussione: non una riforma per i cittadini o per migliorare la giustizia, ma uno strumento utile alla politica, qualunque sia la maggioranza di turno.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Lo stesso ministro ha poi aggiunto:</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">«Nessuno ha detto che questa riforma serva ad accelerare i tempi dei processi».</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tradotto in termini semplici: la riforma non nasce per risolvere il problema principale della giustizia italiana, quello che i cittadini subiscono ogni giorno, cioè i tempi lunghissimi dei processi.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Un concetto ribadito anche dalla senatrice Giulia Bongiorno durante il dibattito parlamentare:</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">«Scusate, ma dove sta scritto che i processi saranno più brevi? Solo un ignorante può pensare questo».</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Se lo dicono gli stessi sostenitori della riforma, allora diventa difficile sostenere che l’obiettivo sia migliorare il funzionamento della giustizia per i cittadini.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Da quel momento in poi il dibattito pubblico si è riempito di dichiarazioni sempre più aggressive e allarmistiche:</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">«Se vincerà il Sì non avremo più casi come quello di Garlasco».</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">«Se vince il No avrete clandestini e stupratori che minacceranno la vostra sicurezza».</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">«Non più casi come la famiglia nel bosco».</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Argomenti emotivi, slogan da campagna elettorale, paure agitate per orientare il voto. Ma nessuna spiegazione concreta su come la riforma migliorerebbe davvero la giustizia.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il punto più inquietante è arrivato però con parole ancora più esplicite. La capo di gabinetto del ministro Nordio ha dichiarato:</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">«Votate Sì e ci libereremo finalmente della magistratura che altro non è che un plotone di esecuzione».</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">E il senatore Francesco Zaffini ha affermato:</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">«Finire davanti alla magistratura è come avere un cancro».</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Se si mettono in fila tutte queste dichiarazioni, il quadro che emerge è difficile da ignorare. Il vero obiettivo della riforma non sembra essere la soluzione dei problemi della giustizia che interessano i cittadini. Sembra piuttosto essere ridimensionare il ruolo della magistratura, metterla sotto tutela della politica, indebolire quel terzo potere autonomo che, in una democrazia, serve proprio a controllare il potere politico.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La domanda finale, a questo punto, è inevitabile.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Davvero si può votare SÌ a una riforma sostenuta da chi parla della magistratura come di un nemico da cui “liberarsi”?</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Costituzione non si piega alla maggioranza: VOTARE NO significa salvare la democrazia]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CB"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/07df9243-089b-4715-a2ce-f53454839a3f.png"  width="234" height="352" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Il primo motivo che dovrebbe spingere a votare <strong data-start="255" data-end="261">NO</strong> nel referendum sulla riforma costituzionale della giustizia non riguarda tanto i contenuti della riforma. Su quelli, tra l’altro, non è facile orientarsi: si tratta di meccanismi complessi, il cui impatto reale sulla macchina della giustizia non è immediatamente comprensibile per la maggior parte dei cittadini. <span class="fs12lh1-5">Il vero problema è </span><strong data-start="610" data-end="649" class="fs12lh1-5">come si è arrivati a questa riforma</strong><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div>
<div>La nostra Costituzione è nata in un momento storico straordinario. Dopo la tragedia della guerra e della dittatura fascista, tutte le forze democratiche del paese si riunirono per scrivere insieme le regole della nuova Repubblica. Naturalmente furono esclusi i fascisti: non era pensabile affidare la costruzione di una democrazia a chi aveva imposto per vent’anni un regime autoritario. <span class="fs12lh1-5">Ma proprio perché la Costituzione sarebbe diventata la </span><strong data-start="1098" data-end="1125" class="fs12lh1-5">madre di tutte le leggi</strong><span class="fs12lh1-5">, il patto fondamentale della convivenza civile, fu considerato essenziale che alla sua stesura partecipassero </span><strong data-start="1236" data-end="1267" class="fs12lh1-5">tutte le forze democratiche</strong><span class="fs12lh1-5">.</span></div>
<div><br></div><div>Per garantire che questo spirito rimanesse anche nel futuro, i padri costituenti introdussero una regola molto chiara: <strong data-start="1389" data-end="1426">l’articolo 138 della Costituzione</strong>. Secondo questa norma, una modifica costituzionale deve essere approvata con una <strong data-start="1510" data-end="1566">maggioranza qualificata dei due terzi del Parlamento</strong>. Se questa larga convergenza non si realizza, la riforma deve essere sottoposta al giudizio dei cittadini attraverso un <strong data-start="1687" data-end="1710">referendum popolare</strong>. <span class="fs12lh1-5">È una regola di equilibrio: le modifiche alla Costituzione non dovrebbero mai essere il risultato della volontà di una sola maggioranza politica, ma il frutto di un consenso il più possibile ampio.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div>
<div>Non è un caso che uno dei padri costituenti più autorevoli, Piero Calamandrei, sostenesse con grande chiarezza che, quando il Parlamento discute di una riforma costituzionale, <strong data-start="2108" data-end="2157">i banchi del governo dovrebbero restare vuoti</strong>. Il senso di questa affermazione era semplice: la Costituzione appartiene al Parlamento e al popolo, non al governo del momento. </div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ed è qui che nasce il problema della riforma attuale.</span></div>
<div><br></div><div>Questa riforma non solo è stata <strong data-start="2377" data-end="2401">proposta dal governo</strong>, ma è stata sostanzialmente <strong data-start="2430" data-end="2453">scritta dal governo</strong>. Durante il passaggio parlamentare sono stati respinti tutti gli emendamenti dell’opposizione, arrivando all’approvazione finale con lo stesso testo predisposto dal governo. Un percorso che appare molto lontano dallo spirito con cui fu scritta la Costituzione.</div>
<div><br></div><div>Ma c’è di più.</div>
<div>Per evitare la raccolta delle firme necessarie a chiedere il referendum, la maggioranza si è affrettata a promuoverlo direttamente, formulando un quesito che molti hanno giudicato <strong data-start="2930" data-end="2958">fuorviante e poco chiaro</strong>. Solo l’iniziativa di cittadini e associazioni, che hanno comunque raccolto le firme previste, ha evitato che il referendum si svolgesse su un quesito di parte.</div><div><br></div>
<div>Ecco perché, prima ancora di discutere nel merito della riforma, <strong data-start="3186" data-end="3234">il metodo utilizzato dovrebbe far riflettere</strong>. <span class="fs12lh1-5">Se il Parlamento non è stato capace – o gli è stato impedito – di trovare un accordo ampio su una modifica della Costituzione, come invece richiede lo spirito dell’articolo 138, perché scaricare sui cittadini la responsabilità di una decisione così complessa ? Cittadini che per la maggioranza non hanno gli strumenti per valutare l'impatto della riforma sulla vita democratica del paese.</span></div><div><br></div>
<div>Il rischio è evidente: <strong data-start="3726" data-end="3811">il Parlamento non trova una sintesi e la decisione viene scaricata sugli elettori</strong>, chiamati a pronunciarsi su un tema tecnico e dalle conseguenze potenzialmente molto profonde. <span class="fs12lh1-5">In passato anche altri governi hanno tentato riforme costituzionali molto ambiziose – basti ricordare quelle promosse da Silvio Berlusconi e da Matteo Renzi. In quei casi, però, il Parlamento riuscì comunque a intervenire sui testi con modifiche e correzioni. E comunque quelle proposte furono bocciate dai rispettivi referendum.</span></div>
<div><br></div><div>Oggi la sensazione è diversa: il Parlamento appare ridotto a ratificare decisioni già prese altrove. <span class="fs12lh1-5">Per questo motivo il referendum diventa anche un giudizio </span><strong data-start="4374" data-end="4388" class="fs12lh1-5">sul metodo</strong><span class="fs12lh1-5"> con cui si cambiano le regole fondamentali della nostra democrazia.</span></div>
<div>Ed è per questo che votare <strong data-start="4485" data-end="4491">NO </strong><span data-start="4485" data-end="4491">non significa solo respingere le modifiche della Costituzione, ma anche dare un segnale netto al governo che la sua politica autoritaria non è in linea con una Costituzione che garantisce la democrazia.</span>.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 15:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Un governo inadeguato nel momento peggiore]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CA"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Cros_Taja_Meloni.png"  width="428" height="359" /></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">C’è qualcosa di profondamente inquietante nel momento storico che stiamo vivendo. Non solo per la gravità della crisi internazionale — forse la più pericolosa dalla fine della Seconda guerra mondiale — ma per il livello di inadeguatezza della classe dirigente italiana chiamata ad affrontarla.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Gli Stati Uniti iniziano a bombardare l'Iran dopo aver ammassato da settimane portaerei e mezzi militari nel Golfo Persico, e quindi ci si aspetta che la diplomazia italiana si muova con prudenza, autonomia e lucidità.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">E invece accade l’incredibile.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il ministro della Difesa Guido Crosetto vola privatamente a Dubai, proprio nel pieno del teatro della crisi, e finisce letteralmente bloccato mentre nella regione piovono bombe americane e missili iraniani. Non un funzionario qualunque: il ministro responsabile delle forze armate di un paese della NATO.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Un episodio che in qualsiasi democrazia matura avrebbe provocato un terremoto politico.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Ma la scena diventa quasi surreale quando interviene il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Intervistato sull’accaduto, dichiara con sorprendente serenità di non sapere nemmeno che il ministro della Difesa si trovasse da quelle parti. Poi conclude dispensando ai cittadini italiani presenti nell’area un consiglio degno di un manuale di banalità: quando vedete arrivare i droni, non state alle finestre. Come dire: quando avete sete, bevete acqua.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il quadro si completa con il silenzio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Dopo giorni di bombardamenti da parte di Stati Uniti e Israele su Iran e Libano, con migliaia di vittime civili, la posizione ufficiale dell’Italia è che non ci sono ancora elementi sufficienti per esprimere un giudizio.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Non si tratta di essere di destra o di sinistra. </span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Qui la questione è molto più semplice — e molto più grave.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Se una democrazia occidentale non ha nemmeno il coraggio di condannare bombardamenti unilaterali che violano apertamente il diritto internazionale, significa che qualcosa di profondo si è spezzato. Significa che stiamo buttando al vento ottant’anni di storia europea costruita proprio per evitare che la legge del più forte tornasse a governare il mondo.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il problema non è solo questo governo. È il meccanismo che lo ha prodotto. Quando il sistema di selezione si indebolisce, i risultati diventano inevitabili: improvvisazione, provincialismo, incapacità di reggere la complessità del mondo.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il cappellino MAGA mostrato con disinvoltura a Washington, il ministro della Difesa che si trova casualmente nel mezzo di un teatro di guerra, il ministro degli Esteri che non sa dove si trovi il collega, la presidente del Consiglio che evita una posizione chiara mentre esplode una crisi internazionale.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Non sono episodi isolati. Sono il sintomo di una crisi più profonda.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Si tratta di una democrazia che ha smesso di selezionare i migliori e quindi non perde solo efficienza: perde credibilità, autorevolezza.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">E alla lunga, perde anche il proprio futuro.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 18:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le bombe giuste e le bombe sbagliate: l'ipocrisia italiana ed europea]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C9"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/646596619_1525373759596879_3064861287244517377_n.jpg"  width="326" height="489" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">C’è una strana elasticità morale nella politica internazionale. Un’elasticità che si allunga o si restringe a seconda di chi lancia le bombe.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Quando Israele bombarda Gaza da mesi riducendo intere città a cumuli di macerie, la parola che rimbalza nei comunicati ufficiali europei è sempre la stessa: “diritto alla difesa”. Quando invece l’Iran risponde a un attacco militare di Stati Uniti e Israele, la parola cambia improvvisamente: “attacchi indiscriminati”.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Ma il diritto internazionale, oltre a valere fino ad un certo punto, è diventato anche un’opinione ?</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">L’Articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite riconosce esplicitamente il diritto di uno Stato alla legittima difesa nel caso di attacco armato. Se dunque Stati Uniti e Israele colpiscono l’Iran – in violazione del diritto internazionale – è evidente che Teheran ha, formalmente, il diritto di reagire.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">E invece qui entrano in gioco le grandi menti: il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola parlano con grande sicurezza degli “attacchi indiscriminati” dell’Iran contro paesi del Golfo o dell’area Nato.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Peccato che molti di questi episodi risultino, nelle stesse ricostruzioni ufficiali, molto meno lineari di quanto raccontato nei comunicati politici e la narrativa ipocrita è già pronta:</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">l’Iran attacca indiscriminatamente.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Curioso.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Perché, se si guardano i dati sui conflitti armati, la prospettiva cambia radicalmente.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Secondo l’organizzazione indipendente Armed Conflict Location and Event Data, nel 2025 Israele ha effettuato oltre 10.600 attacchi militari, colpendo sei paesi diversi: Palestina, Iran, Libano, Siria, Yemen e Qatar, oltre ad azioni contro navi umanitarie nel Mediterraneo.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Sanzioni europee? Nessuna.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Condanne politiche? Quasi inesistenti.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Accordi militari e memorandum di cooperazione? Quelli sì, continuano tranquillamente.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Nel frattempo, mentre si parla di “attacchi indiscriminati” iraniani, esponenti della politica israeliana promettono apertamente di radere al suolo villaggi libanesi come è stato fatto a Gaza.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">E qui il problema diventa evidente: non siamo di fronte a un dibattito sul diritto internazionale.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Siamo di fronte alla sua applicazione selettiva.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Il diritto alla difesa diventa così una formula retorica da usare quando conviene. Una specie di lasciapassare morale che rende alcune bombe “difensive” e altre “criminali”.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Ma se il diritto internazionale smette di essere universale, smette anche di essere diritto.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Diventa soltanto politica di potenza travestita da legalità.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">E allora la domanda non è più chi abbia ragione tra Iran e Israele.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">La domanda è un’altra: il diritto internazionale vale per tutti o solo per gli alleati ?</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Perché se vale solo per alcuni, non si chiama più diritto. Si chiama ipocrisia geopolitica.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">In conclusione il diritto internazionale non è stato cancellato come molti sostengono ma viene evocato a piacimento che forse è anche peggio.</span><br></div></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 18:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'inganno della separazione delle carriere: controllare la magistratura]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C8"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/2.png"  width="327" height="408" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">C’è un modo elegante per modificare l’equilibrio tra i poteri senza dichiararlo. Non si scrive in maniera esplicita che la magistratura perde autonomia: si interviene sull’architettura costituzionale, si ritoccano articoli, si ridisegnano organi, e si presenta il tutto come intervento tecnico. Un disegno ormai smascherato.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">La motivazione ufficiale è impedire il passaggio tra giudici e pubblici ministeri. Ma il fenomeno riguarda ogni anno una quota minima — tra lo 0,2% e lo 0,48% dei magistrati, poche decine su oltre novemila. La sproporzione tra il problema dichiarato e l’ampiezza della revisione costituzionale suggerisce che l’obiettivo possa essere un altro: incidere sull’equilibrio tra poteri dello Stato.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Separando le carriere si spezza l’unità della magistratura e si distingue il pubblico ministero. In molti ordinamenti con carriere separate, il PM finisce nell’orbita dell’esecutivo. Il timore è che, nel tempo, possa essere ricondotto sotto l’influenza del Ministro della Giustizia, trasformando le priorità investigative in scelte politiche. Già nel 1992, Giovanni Falcone avvertiva che la separazione diventa inaccettabile se serve a subordinare l’azione penale al governo.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Alcune dichiarazioni pubbliche alimentano queste preoccupazioni. Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha definito i magistrati “nostri dirigenti, dirigenti del ministero”, espressione che evoca una visione gerarchica più che costituzionale. Il ministro ha poi dichiarato di "non capire perché l'opposizione sia contraria ad una riforma che tornerà utile anche a loro quando saranno al governo". Una visione che colloca la magistratura non come un potere autonomo e indipendente, ma al servizioe della politica.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">La riforma interviene pesantemente sul Consiglio Superiore della Magistratura, che verrebbe diviso in due organi distinti, uno per i giudici e uno per i PM. La frammentazione ne ridurrebbe la compattezza e il peso istituzionale nel confronto con Governo e Parlamento.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Si prevede inoltre un’Alta Corte disciplinare: oggi contro le sanzioni del CSM è possibile ricorrere alle Sezioni Unite della Cassazione; con la riforma, l’appello resterebbe interno alla stessa Alta Corte, in diversa composizione. Nessun controllo esterno, ma un circuito chiuso. Per i critici, un possibile “tribunale speciale” capace di esercitare pressione indiretta sui magistrati, anche per l’aumentato peso della componente laica, in parte nominata o sorteggiata da elenchi votati dal Parlamento.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il sorteggio stesso solleva interrogativi: i membri togati verrebbero estratti tra tutti gli aventi diritto, mentre i laici da un elenco chiuso predisposto e approvato dal Parlamento. Se quell’elenco fosse ristretto o politicamente omogeneo, la casualità diventerebbe solo formale.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Infine, l’Alta Corte includerebbe solo magistrati con almeno vent’anni di anzianità e funzioni di legittimità in Cassazione, creando un’élite che giudica gli altri, in tensione con il principio costituzionale secondo cui i magistrati si distinguono solo per funzioni, non per grado.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Nessuna norma dichiara apertamente la fine dell’autonomia della magistratura. Ma le costituzioni si trasformano anche attraverso ingranaggi, competenze, contrappesi. Quando si interviene insieme su CSM, sistema disciplinare e modalità di nomina, non si compie un semplice riordino tecnico: si sposta il baricentro tra politica e giurisdizione.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">E quando il baricentro si sposta, difficilmente torna indietro da solo.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 17:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il grande inganno: 7 articoli della Costituzione per 40 persone]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C7"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><div><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/sj6stQs-0Fg?si=_PUxujr6gEr-bWzU" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="imTAJustify fs12lh1-5"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="imTAJustify fs12lh1-5">Sono molti i lati oscuri di questa riforma che consigliano di riflettere bene e non fermarsi al testo nudo e crudo dei ben 7 articoli della Costituzione che si andranno a modificare.</span><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Il metodo. Si parte da come si è arrivati all'approvazione del testo. Una procedura inconsueta, già percorsa da Matteo Renzi, che vede protagonista non il parlamento ma il governo. Il testo arriva in parlamento proposto da un ministro ed il parlamento rimane ai margini in quanto impossibilitato ad effettuare qualsiasi correzione o modifica. Le riforme costituzionali sono materia parlamentare e non governativa.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">La separazione delle carriere. <span class="fs12lh1-5 cf1"><span style="text-align: start;">La propaganda governativa insiste sull'urgenza di introdurre la "separazione delle carriere", ma omette di dire ai cittadini che </span><b _ngcontent-ng-c588773052="" data-start-index="588" style="text-align: start;">la separazione è di fatto già attuata. </b><span style="text-align: start;">Oggi, quei pochissimi magistrati che decidono di passare da una carriera all'altra (da pubblico ministero a giudice o viceversa) </span><b _ngcontent-ng-c588773052="" data-start-index="855" style="text-align: start;">possono farlo una sola volta e sono obbligati a cambiare regione. </b><span style="text-align: start;">Basta guardare i numeri: stiamo parlando di una percentuale irrisoria che varia </span><b _ngcontent-ng-c588773052="" data-start-index="1001" style="text-align: start;">tra lo 0,2% e lo 0,48% dell'intera platea</b><span style="text-align: start;">, ovvero appena qualche decina di persone ogni anno su un totale di oltre 9.000 magistrati. Per bloccare questi passaggi si stravolge l'istituzione del CSM: si duplica e si crea un organismo superiore l'Alta Corte. Come sempre si aumenta la burocrazia, proprio quella burocrazia della quale poi i politici si lamentano, oltre ad aumentare i costi oltre che le .. poltrone.</span></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><span style="text-align: start;"><br></span></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><span style="text-align: start;">Il sorteggio. Questo è il colpo di genio: per eliminare le correnti, si dice, si procederà al sorteggio per eleggere i due CSM e l'Alta Corte. Peccato che il sorteggio puro sarà valido solo per i magistrati: i rappresentanti nei tre organi di governo saranno sorteggiati fra tutti gli aventi diritto. E la parte laica ? In questo caso il sorteggio verrà effettuato da un elenco indicato dal parlamento e quindi dalla maggioranza: </span></span><span class="fs12lh1-5 cf1"><span style="text-align: start;">di fatto quindi la maggioranza politica di turno potrà stilare una lista cortissima e blindata, trasformando di fatto il sorteggio in una </span><b _ngcontent-ng-c588773052="" data-start-index="2416" style="text-align: start;">nomina politica mascherata.</b></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><b _ngcontent-ng-c588773052="" data-start-index="2416" style="text-align: start;"><br></b></span></div><div data-text-align="justify" style="text-align: start;"><span style="font-weight: 700;" class="cf2">Il sospetto che con questa riforma si tenti di indebolire il terzo potere indipendente dello Stato, la magistratura, diventa una certezza. Un disegno, che non poteva essere esplicitato con norme ad hoc e palesi, che si evince però da questo meccanismo cervellotico e dalle stesse dichiarazioni del ministro Nordio. Il ministro candidamente dichiara che non capisce la contrarietà dell'opposizione a questa riforma che potrà tornare utile anche a loro quando saranno al governo. Più chiaro di così.</span></div><div data-text-align="justify" style="text-align: start;"><br></div><div data-text-align="justify" style="text-align: start;">Per sconfiggere questo disegno autoritario è necessario votare NO, non tanto per la separazione delle carriere in quanto tale, ma per come verrà attuata indebolendo la magistratura rispetto alla politica.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><span style="text-align: start;"><br></span></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 16:04:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Prima il tifo poi la verità: il corto cicuito di Matteo Salvini]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C6"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><div><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/ASZanKzv4EI?si=6TcHq1Hygfm3t9KT" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><div><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Il caso di Rogoredo non è solo una tragica vicenda di cronaca. È diventato, in poche ore, uno strumento politico.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Subito dopo la morte di Abderrahim Mansouri, il vicepremier Matteo Salvini ha lanciato la campagna “Io sto con il poliziotto”, con gazebo e raccolte firme in tutta Italia. Ancora prima che la magistratura potesse fare il suo lavoro, era già stata emessa una sentenza politica: “senza se e senza ma”.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Il punto non è difendere o accusare un agente. Il punto è un altro. Si è usato un fatto di cronaca, ancora tutto da chiarire, come leva di propaganda contro la magistratura.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">L’iscrizione nel registro degli indagati — un atto tecnico necessario per fare accertamenti — è stata subito presentata come un’ingiustizia ideologica. Addirittura collegata alla campagna per la riforma della giustizia. Il messaggio implicito: i giudici sono il problema.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Ma poi sono emersi elementi molto più complessi:</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">- 23 minuti prima di chiamare i soccorsi;</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">- incongruenze nelle versioni fornite;</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">- dubbi sulla dinamica dei fatti.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Dettagli che dimostrano una cosa semplice: le indagini servono proprio a questo. A chiarire. A verificare. A stabilire responsabilità.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">E infatti, di fronte alle nuove informazioni, la linea del “senza se e senza ma” è diventata improvvisamente più prudente.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">In uno Stato di diritto, un ministro dovrebbe attendere i fatti prima di trasformarli in slogan.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Perché quando la politica corre più veloce della verità, il rischio è grave: si delegittima chi indaga e si alimenta una narrazione utile alla campagna elettorale, non alla giustizia.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">La domanda allora è semplice: vogliamo istituzioni che tifano o istituzioni che rispettano i fatti?</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">La cronaca non dovrebbe essere un palcoscenico. Dovrebbe essere un punto di partenza per cercare la verità.</span></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 17:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Costituzione sotto assedio: il governo che giura ma dimentica]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C5"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Costituzione.jpg"  width="318" height="318" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Ottant’anni fa, in un’Italia devastata dalla guerra e dalla dittatura, un gruppo di uomini e donne di straordinaria levatura morale e politica – da Alcide De Gasperi a Palmiro Togliatti, da Piero Calamandrei a Nilde Iotti – seppe scrivere una Carta costituzionale capace di tenere insieme culture diverse, visioni opposte, ideali talvolta inconciliabili. Ne uscì un capolavoro di equilibrio democratico: la Costituzione italiana.</div><div><br></div>
<div>Oggi quella Carta è formalmente intatta, ma sostanzialmente sotto attacco.</div><div><br></div>
<div>Non solo per la riforma costituzionale della giustizia, che punta a ridimensionare il ruolo della magistratura – il terzo potere dello Stato, pilastro dell’equilibrio democratico – ma per un atteggiamento politico che, giorno dopo giorno, scava sotto le fondamenta dello Stato di diritto.</div><div><br></div>
<div>L’attacco sistematico alla magistratura</div><div><br></div>
<div>Il bersaglio dichiarato è la magistratura. Ogni decisione sgradita diventa pretesto per insinuare complotti, deviazioni ideologiche, perfino sabotaggi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non perde occasione per colpire toghe e tribunali, trasformando il conflitto istituzionale in un permanente scontro politico.</div>
<div>L’ultimo caso riguarda l’algerino Laaleg: 23 condanne, due espulsioni mai eseguite, rimpatrio impossibile per rapporti difficili con l’Algeria e per inefficienze amministrative. Invece di affrontare con serietà il nodo politico-diplomatico, si è scelto un trasferimento in Albania, senza adeguata comunicazione e con modalità che hanno inevitabilmente aperto la strada a un ricorso legale.</div>
<div>Era ovvio che un avvocato chiedesse la revoca del provvedimento e il risarcimento dei danni. È il diritto di difesa, scolpito nella Costituzione. I magistrati hanno fatto ciò che la legge imponeva loro di fare: applicarla.</div>
<div>Eppure, ancora una volta, la colpa diventa dei giudici.</div><div><br></div>
<div>L’oltraggio alle istituzioni</div><div><br></div>
<div>Non meno grave è l’atteggiamento di membri del governo che arrivano ad accusare organismi istituzionali – presieduti addirittura dal Capo dello Stato – di adottare metodi “paramafiosi”. Parole pesanti come macigni. Parole che incrinano il rispetto reciproco tra poteri dello Stato.</div>
<div>Quando si delegittima un’istituzione, non si colpisce un avversario politico: si incrina la fiducia dei cittadini nello Stato.</div><div><br></div>
<div>Il “Board of Peace” e l’articolo 11</div><div><br></div>
<div>Il capitolo più inquietante riguarda la partecipazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani al cosiddetto “Board of Peace”, organismo personale di Donald Trump.</div>
<div>La scena è surreale: Tajani, cappellino MAGA alla mano, unico rappresentante di così alto livello tra i grandi Paesi europei, mentre altri governi mantengono un profilo molto più basso. L’Italia “osservatrice”, ma politicamente esposta.</div>
<div>Il problema non è la diplomazia. È l’articolo 11 della Costituzione, che consente limitazioni di sovranità solo in condizioni di parità e per finalità di pace e giustizia fra le Nazioni. Qui non siamo davanti a un organismo multilaterale riconosciuto, ma a una struttura personale, il cui vertice – unico decisore – è lo stesso Trump, figura profondamente divisiva sul piano internazionale.</div>
<div>Si prova a restare formalmente dentro i limiti costituzionali con lo status di “osservatore”, ma politicamente si compie una scelta netta: legittimare un’iniziativa che non nasce da un consenso internazionale condiviso, bensì dalla volontà di un singolo leader.</div>
<div>Non è un dettaglio tecnico. È una questione di collocazione strategica dell’Italia nel mondo.</div><div><br></div>
<div>Un giuramento tradito</div><div><br></div>
<div>Ogni ministro, ogni parlamentare, ogni membro del governo ha giurato fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione. Eppure, tra attacchi alla magistratura, tensioni con organi di garanzia e forzature diplomatiche, l’impressione è quella di un esecutivo che considera la Carta non come un limite necessario, ma come un ostacolo da aggirare.</div>
<div>La riforma della giustizia non appare come un intervento tecnico per migliorare il sistema, ma come il tassello finale di una strategia: ridurre l’autonomia del potere giudiziario, riequilibrare – in realtà squilibrare – i poteri a favore dell’esecutivo.</div>
<div>Se dovesse prevalere il “Sì”, non sarebbe solo una modifica costituzionale. Sarebbe un cambio di paradigma. Il passaggio da una democrazia fondata sull’equilibrio tra poteri a una democrazia a trazione esecutiva, dove chi governa tende a non riconoscere più contrappesi.</div>
<div>La Costituzione non è un ferrovecchio del Novecento. È la bussola della Repubblica. Smagnetizzarla, pezzo dopo pezzo, significa perdere l’orientamento.</div>
<div>E quando uno Stato perde la propria bussola costituzionale, la discesa può essere rapida. E difficile da invertire.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 16:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Salvini: la solita valanga di falsità un tanto al chilo]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C4"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/639494066_18312049849269266_5027840504845602667_n.jpg"  width="298" height="373" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">La vicenda è quella di Carola Rackete e la recente sentenza che condanna lo Statto italiano a pagare 76.000 euro di risarcimento.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Salvini: “La signorina Rackete sperona una motovedetta della Guardia di Finanza mettendo a rischio la vita di quattro militari”.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Caro Salvini, Carola non ha speronato nessuno. </span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">La Cassazione ha semplicemente visto una motovedetta che si piazza di traverso tra la nave e la banchina per bloccare l’attracco e una nave che la urta durante la manovra di ormeggio. Nessun procedimento per lesioni ma “un semplice urto durante manovra di ormeggio” non fa venire voglia di impugnare il forcone. </span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Salvini: “Rackete viene denunciata e poi da un tribunale archiviata”.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Falso. Prima il GIP non ha convalidato l’arresto. Poi la Cassazione, il massimo grado della giustizia italiana ha confermato che Rackete ha fatto il suo dovere. Ha scritto che il soccorso in mare non finisce quando tiri la gente fuori dall’acqua, finisce quando la porti in un porto sicuro e che 53 persone non possono presentare domanda d’asilo in mezzo al Mediterraneo.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">In seguito la GIP Alessandra Vella ha archiviato le accuse di resistenza e violenza. </span><span class="fs12lh1-5 cf1">Infine la GIP Micaela Raimondo ha archiviato anche il favoreggiamento dell’immigrazione. </span><span class="fs12lh1-5 cf1">In pratica Carola ha fatto quello che doveva fare, qui non c’è niente. </span><span class="fs12lh1-5 cf1">Quindi prosciolta e non archiviata.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Salvini: “Il Tribunale di Palermo decide che dobbiamo risarcire con 76mila euro gli speronatori tedeschi, per l’ormeggio, la benzina, le spese legali”.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Ancora Falso. I 76mila euro non c’entrano niente con l’urto, lo sbarco, e con Rackete. </span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Sea Watch aveva fatto opposizione al prefetto di Agrigento. Il prefetto non ha mai risposto. Per legge, se non rispondi nei termini, scatta il silenzio-assenso e il sequestro decade automaticamente. La nave è rimasta bloccata altri tre mesi lo stesso. I 76mila euro rimborsano le spese di un sequestro che per legge non doveva più esistere.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">ATTENZIONE: il prefetto che non ha risposto a quella lettera, quello il cui silenzio ha reso illegittimo il sequestro e ha prodotto i 76mila euro di risarcimento, dipendeva dal Ministero dell’Interno e cioè da Matteo Salvini. </span><span class="fs12lh1-5 cf1">Quindi lo Stato paga 76mila euro dei nostri soldi perché il suo ministero non è stato capace di rispondere a una lettera nei tempi di legge. E lui fa un video per dare la colpa ai giudici.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Salvini: “Chi non vota Sì al referendum è complice degli speronatori”.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Ora la separazione delle carriere non avrebbe cambiato una virgola di questa storia, perché la Cassazione ha confermato il GIP, i PM hanno chiesto loro l’archiviazione e il risarcimento è una causa civile per un errore amministrativo della prefettura che non ha nulla a che vedere col rapporto tra giudici e pubblici ministeri.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Conclusione: da sette anni Salvini racconta la stessa bugia, chiama &nbsp;speronamento un urto, trasforma una donna che ha salvato 53 persone in mezzo al mare nel nemico pubblico dell’Italia, infine dimentica che quei 76mila euro li paghiamo perché il suo ministero non ha risposto a una lettera.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Eppure Salvini è ancora lì, davanti alla telecamera, col ditino puntato contro i giudici, sperando che nessuno si accorga che il dito dovrebbe puntarlo verso uno specchio.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 18:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Settecento euro di verità: quando la propaganda ignora lo stato di diritto]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C3"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Settecento-euro.jpg"  width="416" height="349" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Negli ultimi giorni, sui profili social di Giorgia Meloni è comparso l’ennesimo video dal tono indignato, costruito attorno a un caso giudiziario trasformato in slogan. Un episodio complesso ridotto a poche frasi ad effetto, con il risultato di alterare – quando non stravolgere – i fatti.</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Prendiamo la vicenda dell’uomo algerino trattenuto nel CPR di Gradisca d’Isonzo. Nel racconto della premier, il Ministero dell’Interno sarebbe stato condannato a risarcire 700 euro “per aver tentato di far rispettare un provvedimento di espulsione”. La solita narrazione che non corrisponda a quanto stabilito dal giudice.</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Il risarcimento non è stato riconosciuto per aver applicato una espulsione, bensì per la violazione di diritti costituzionalmente e convenzionalmente tutelati. Parliamo di garanzie elementari: diritto alla vita privata e familiare, diritto a un provvedimento motivato, diritto a poterlo eventualmente impugnare. L’uomo – presente in Italia da molti anni e padre di due figli minori – è stato trasferito in Albania senza preavviso, senza una motivazione formalizzata e senza comunicazione della nuova destinazione. Non è una sottigliezza burocratica: è la differenza tra uno Stato di diritto e un potere che agisce senza spiegazioni.</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Secondo punto distorto: “i giudici impediscano l’espulsione”. Non risulta affatto che sia stato vietato il rimpatrio. Se non fosse avvenuto il trasferimento irregolare, la procedura sarebbe proseguita nel CPR in attesa di espulsione. Il giudice ha censurato il modo in cui è stato gestito il procedimento, non l’esistenza stessa del provvedimento.</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Infine, la domanda retorica: “Come si può contrastare l’immigrazione illegale se lo Stato viene sanzionato per aver fatto rispettare le regole?”. La risposta è semplice, ma meno utile in un video social: si può farlo rispettando a propria volta le regole. Perché le norme costituzionali e le convenzioni internazionali non sono un fastidio ideologico; sono l’ossatura giuridica che distingue una democrazia da un sistema arbitrario.</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Trasformare una condanna per cattiva amministrazione in un presunto sabotaggio giudiziario significa spostare il piano del dibattito dai fatti alle emozioni. E quando il confronto pubblico si nutre di semplificazioni aggressive, la verità diventa la prima vittima.</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">La questione migratoria è seria, complessa, dolorosa. Meriterebbe precisione, non slogan. Perché uno Stato forte non è quello che ignora le regole per mostrare i muscoli, ma quello che le applica – tutte – anche quando è più scomodo farlo.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 14:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Indipendenza o subordinazione ? Il vero nodo della riforma]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C1"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Testo-del-paragrafo.jpg"  width="389" height="326" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Ci sono parole che, quando vengono pronunciate da un Ministro della Giustizia, non sono semplici opinioni: sono atti istituzionali. E pesano.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Quando si accusa il Consiglio Superiore della Magistratura di operare con metodi “para-mafiosi”, non si colpisce soltanto un organo costituzionale. Si ferisce la memoria delle decine di magistrati uccisi dalla mafia. Si scivola su una linea pericolosa che confonde il dissenso con la delegittimazione. E, cosa ancora più grave, si coinvolge indirettamente anche il Sergio Mattarella, che del CSM è Presidente per mandato costituzionale.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">In una democrazia matura le critiche sono legittime. Ma le parole devono essere proporzionate alla responsabilità del ruolo. Qui non si tratta di un dibattito tecnico: si tratta di rispetto istituzionale.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Non contento, il ministro Carlo Nordio chiede che l’Associazione Nazionale Magistrati renda pubblici i finanziatori del comitato per il No. Una richiesta che sorprende per almeno due ragioni.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Primo: l’ANM non ha alcuna giurisdizione sul comitato referendario.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Secondo: la normativa sulla privacy non consente la diffusione indiscriminata di dati sensibili.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Più che un’istanza di trasparenza, l’impressione è quella di una richiesta che suona come una schedatura preventiva. E se davvero l’obiettivo fosse la trasparenza, perché non chiedere lo stesso livello di pubblicità ai comitati per il Sì? La trasparenza, per essere credibile, deve essere universale, non selettiva.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Ancora più singolare appare il tono della campagna politica. Chi ha scritto e approvato la riforma in Parlamento dovrebbe possedere tutti gli strumenti per spiegarla, difenderla, argomentarla nel merito. E invece si assiste a una comunicazione che spesso non informa, ma polarizza; non chiarisce, ma denigra; non entra nel merito, ma costruisce bersagli.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Quando si insiste sull’idea che la magistratura sia un ostacolo, un corpo “politicizzato”, un freno all’azione di governo, si prepara il terreno a una trasformazione silenziosa: il passaggio dal giudice indipendente al funzionario collaborante. Dalla separazione dei poteri alla loro sovrapposizione.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">E qui il nodo è costituzionale, non ideologico. Nelle democrazie costituzionali la magistratura non “fa politica”: applica le leggi ai casi concreti, anche quando le decisioni risultano sgradite all’esecutivo. L’effetto politico di una sentenza può essere inevitabile, ma non è questo il suo scopo. Ridurre il potere giudiziario a una mera “vidimazione” delle scelte governative significherebbe svuotarlo di senso. Significherebbe alterare l’equilibrio dei poteri che è il cuore dello Stato di diritto.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">C’è poi un aspetto che inquieta più di ogni polemica: la strategia della delegittimazione sistematica. Trasformare la magistratura in un bersaglio permanente, additarla come responsabile di ogni fallimento politico, evocare categorie infamanti. È un gioco pericoloso. Perché non corrode soltanto un’istituzione: logora il tessuto civile, incrina il senso di comunità, alimenta una sfiducia che difficilmente si ricompone.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Il confronto è legittimo. Il dissenso è legittimo. La critica è legittima.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">La delegittimazione no.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Se la riforma è solida, la si difenda con argomenti.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Se è giusta, la si spieghi nel merito.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Se convince, lo farà con la forza delle ragioni, non con l’indebolimento dell’interlocutore.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">La qualità di una democrazia non si misura quando tutto scorre senza attriti. Si misura quando i poteri si controllano a vicenda senza distruggersi. E quando le parole, soprattutto quelle di chi governa, costruiscono istituzioni invece di consumarle.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 18:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non è Gratteri il problema: è la verità che da fastidio]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C0"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2026-02-13-085649.png"  width="265" height="267" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">C’è una differenza sostanziale tra criticare un’idea e distruggere una persona. In questi giorni il centrodestra ha scelto deliberatamente la seconda strada, imboccando una campagna denigratoria che nulla ha a che vedere con il confronto democratico e molto con il panico politico.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Il bersaglio è Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica, uomo dello Stato da oltre quarant’anni, costretto a vivere sotto scorta perché ha osato fare ciò che dovrebbe essere normale: colpire le mafie, i traffici di droga, i centri di potere criminale. Un magistrato che ha coordinato inchieste gigantesche, portato a processo centinaia di trafficanti, lavorato anche in Sud America, e che non ha mai piegato la testa.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Gratteri dice una cosa politicamente scomoda, ma limpida: le mafie e i poteri opachi hanno interesse a votare Sì, mentre chi crede in una giustizia forte, autonoma ed efficiente voterà No. Un’analisi politica e criminale, non un giudizio morale sugli elettori. Ma il centrodestra prende quelle parole, le stravolge, le rovescia come un guanto sporco e le trasforma in una menzogna tossica:</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">“Chi vota Sì è un delinquente, chi vota No è una persona onesta”.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Una falsificazione consapevole, utile solo a creare indignazione artificiale.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Da lì parte il tiro al bersaglio. Il presidente del Senato Ignazio La Russa si dice “basito”, il presidente della Camera Lorenzo Fontana invoca sobrietà mentre alimenta il fuoco, ministri e capigruppo parlano di “offesa a milioni di cittadini”. E come se non bastasse, arriva il colpo più grave: il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che non discute il merito delle critiche, ma scivola in un attacco personale indegno di una democrazia, evocando addirittura una visita psichiatrica per Gratteri. Non un’argomentazione: un insulto istituzionale.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Nel frattempo si muove il CSM, si ipotizzano procedimenti disciplinari, si annunciano denunce. Il messaggio è chiarissimo: chi critica la riforma deve essere isolato, intimidito, delegittimato.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">E allora la domanda vera non è cosa abbia detto Gratteri, ma perché lo abbiano attaccato così. La risposta è semplice: il governo vede crescere il No. Dopo aver tentato di nascondere il significato reale del quesito referendario, ora reagisce come fanno sempre i poteri in difficoltà: alzando il volume, cercando un nemico, colpendo una figura simbolica.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Ma la figura scelta è quella sbagliata. Perché Gratteri non è un opinionista da talk show. È un servitore dello Stato che ha pagato in prima persona la lotta alla criminalità organizzata. E quando dice che questa riforma indebolisce la giustizia e favorisce i delinquenti, non parla per ideologia, ma per esperienza.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Questa non è più una polemica politica. </span><span class="fs12lh1-5 cf1">È un segnale inquietante: chi tocca il potere viene delegittimato, chi difende l’autonomia della magistratura viene trattato come un problema. </span><span class="fs12lh1-5 cf1">Ed è proprio per questo che il No fa paura. Perché non è un voto contro qualcuno, ma contro un’idea di Stato piegato agli interessi dei più forti.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 17:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il ministro Nordio non solo superfluo ma anche falso come tutto il governo]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BF"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/NORDIO_FALSO.jpg"  width="366" height="244" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Subito dopo che il parlamento aveva approvato la riforma Costituzionale della giustizia (o meglio la maggioranza non il parlamento), Fratelli d'Italia e company si sono affrettati a raccogliere le firme per il referendum. Strano che coloro che avevano proposto la riforma costituzionale ora si affaccendassero per fare il referendum il prima possibile. In realtà l'intento era un altro: proporre un quesito che traesse in inganno i cittadini senza dar loro modo di informarsi. Il quesito era il seguente:</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 cf1"><i>"Approvate il testo della legge costituzionale concernente 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare' approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?"</i></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Un quesito fuorviante in quanto non fa nessun riferimento alle norme che sono cancellate e/o modificate dalla Costituzione. Una furbata. E infatti in questo mese e mezzo avete sentito qualcuno della maggioranza spiegare veramente il significato della riforma proposta ? Nessuno, A parte le solite affermazioni false supportate dal niente. "Avremo una giustizia più giusta", "Non più casi Garlasco", "Non più la magistratura che ostacola la politica" e via dicendo, ma nessuna spiegazione oggettiva.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Per fortuna 15 giuristi si sono impegnati a raccogliere 500mila firme dei cittadini. Inutili e superflue come ha dichiarato il Ministro Nordio. Certo: inutili e superflue per lo svolgimento del referendum, ma indispensabili per smascherare la trama messa in atto dal governo. E per fortuna che i cittadini hanno risposto ed ora, grazie alla sentenza della Cassazione, il quesito sarà cambiato e reso più chiaro. Ecco il nuovo quesito:</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 cf1"><i>"Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?"</i></span></div><div class="imTALeft"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">C'è una bella differenza. Ora è chiaro che non si tratta solo di approvare un legge costituzionale, ma bensì di cancellare in un solo colpo di spugna ben 7 articoli della Costituzione. Altro che giustizia più giusta questi vogliono stravolgere la Costituzione e lo volevano fare ingannando e prendendo per i fondelli i cittadini.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Già solo questo comportamento meriterebbe un bel NO al referendum, ma meriterebbe anche altro: le dimissioni di un ministro che imbroglia il paese su una questione così delicata e strategica per la democrazia. </div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">E ora mi raccomando: Votate SI per far passare una riforma costituzionale proposta da chi prende per i fondelli il paese intero.</div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 Feb 2026 17:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Chi era davvero il superfluo ?]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BE"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/PSX_20260207_092907.jpg"  width="368" height="245" /></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">«Superflue». Così il ministro Nordio aveva liquidato le oltre 500.000 firme raccolte contro la riforma della giustizia. Oggi, dopo la sentenza della Cassazione, quella parola torna indietro come un boomerang.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Superflui non erano i cittadini, ma l’arroganza di una politica che ha tentato di forzare le regole democratiche.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">La maggioranza aveva provato a portare il Paese al referendum con un quesito ingannevole: semplice solo in apparenza, perché ometteva di indicare gli articoli della Costituzione che sarebbero stati modificati. Un trucco grave, pensato per chiedere un sì senza spiegare davvero a cosa. Non informare i cittadini non è semplificare: è manipolare.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Proprio quelle firme, considerate inutili, hanno invece smascherato l’inganno. La Cassazione ha ristabilito un principio elementare ma fondamentale: su una revisione costituzionale si vota sapendo esattamente cosa cambia. Senza trasparenza non c’è scelta, senza scelta non c’è democrazia.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">In questa vicenda la magistratura ha fatto ciò che la politica non ha voluto fare: difendere le regole e i diritti dei cittadini. Ed è per questo che l’indipendenza della magistratura dal potere politico non è un dettaglio tecnico, ma una garanzia essenziale per tutti.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Forse non è la giustizia a dover essere riformata con urgenza.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Forse è una politica che considera i cittadini un fastidio e la Costituzione un ostacolo.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 Feb 2026 17:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La saga dei dreceti sicurezza: un continuo attacco alla democrazia ed alla costituzione]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BD"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Sicurezza_1.jpg"  width="291" height="291" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><article data-turn-id="98abd902-db41-4909-98a9-be72356021df" data-testid="conversation-turn-2" data-scroll-anchor="false" data-turn="assistant"><div>La chiamano <strong data-start="12" data-end="25">sicurezza</strong>, ma è un nome di comodo. Un’etichetta rassicurante appiccicata su un pacco che, una volta scartato, rivela tutt’altro contenuto: <strong data-start="155" data-end="231">controllo del dissenso, compressione delle libertà, torsione autoritaria</strong>. Questo governo è molto abile nell'etichettare decreti e riforme in modo da nasconderne il vero significato. La riforma della giustizia che, senza dirlo, intende mettere sotto tutela della politica la magistratura, la daga dei decreti sicurezza (siamo al quarto) che non riguardano la sicurezza ma la repressione.</div><div><br></div><div>
</div><div>Il nuovo “decreto sicurezza” non sfugge a questa logica e non ha nulla a che vedere con l’aumento dei reati registrato negli ultimi due anni, né con la criminalità diffusa che incide davvero sulla vita quotidiana dei cittadini. Non interviene sulle periferie abbandonate, non rafforza la prevenzione, non investe seriamente in politiche sociali, educative o di inclusione. Insomma non fa niente per la sicurezza quella vera.. Il decreto nasce altrove: <strong data-start="612" data-end="643">nelle piazze che protestano</strong>, nelle manifestazioni che disturbano, nel dissenso che non si riesce più a governare politicamente e allora si prova a gestire con il manganello normativo. Quello vero lo usano i poliziotti che massacrano nel silenzio generale giornalisti, anziani, e chiunque altro ad esclusione dei veri responsabili dei disordini.</div><div><br></div><div>
</div><div>Gli scontri di Torino diventano così il pretesto perfetto. Non un problema da comprendere e disinnescare, ma un’occasione da sfruttare. Non per fare sicurezza, ma per <strong data-start="968" data-end="1006">limitare le libertà costituzionali</strong> e mettere un freno alle proteste contro tre anni e mezzo di governo disastroso. Altro che tutela dei cittadini: qui si tutela il potere.</div><div><br></div><div>
</div><div>La narrazione è chiara e inquietante. La premier invoca un “approccio più duro”, accusa una parte della magistratura di doppiopesismo, si indigna per le scarcerazioni dei manifestanti. Traduzione: il problema non sono le leggi, ma chi le applica senza obbedire al clima politico del momento. La magistratura, colpevole di fare il suo mestiere, diventa un intralcio. Le garanzie costituzionali, un fastidio.</div><div><br></div><div>
</div><div>E così si rispolverano pratiche che pensavamo sepolte nei libri di storia. <strong data-start="1628" data-end="1661">Il fermo preventivo di 12 ore</strong>, deciso non da un magistrato ma dalla polizia, sulla base di un “fondato motivo”. Formula vaga, elastica, pericolosa. Cambiano le parole, non la sostanza. È lo stesso meccanismo del periodo prefascista, quando i carabinieri arrestavano “preventivamente” i soggetti ritenuti sospetti prima di una visita del re, per poi liberarli a cerimonia conclusa. Oggi non c’è il re, ma c’è l’ordine pubblico elevato a feticcio.</div><div><br></div><div>
</div><div>Il parallelo con il modello <strong data-start="2107" data-end="2124">ICE trumpiano</strong> non è un’esagerazione retorica: è una traiettoria. Non per niente l'Ice viene in Italia a insaputa del ministro dell'interno. Fermare, schedare, allontanare, intimidire. Non perché si è colpevoli, ma perché si è ritenuti pericolosi. Da chi? Dall’esecutivo, attraverso le sue articolazioni. Un passo dopo l’altro, la soglia dell’accettabile si sposta.</div><div><br></div><div>
</div><div>Il resto del “pacchetto” completa il quadro:<br data-start="2446" data-end="2449">
– sanzioni economiche devastanti per chi organizza manifestazioni;<br data-start="2515" data-end="2518">
– droni a sorvegliare le piazze;<br data-start="2550" data-end="2553">
– zone rosse decise dai prefetti;<br data-start="2586" data-end="2589">
– divieti di manifestare estesi nel tempo;<br data-start="2631" data-end="2634">
– resistenza passiva trasformata in reato penale (addio Gandhi, addio Luther King);<br data-start="2717" data-end="2720">
– uno scudo sempre più largo per chi usa la forza, dentro e fuori la divisa.</div><div><br></div><div>
</div><div>Nel mirino, per ora, c’è solo il dissenso. Gli immigrati arriveranno dopo, puntuali come sempre, in un altro decreto, con un altro nome rassicurante. <span class="fs12lh1-5">La domanda, a questo punto, non è tecnica né giuridica. È </span><strong data-start="3007" data-end="3028" class="fs12lh1-5">politica e morale</strong><span class="fs12lh1-5">: </span><span class="fs12lh1-5">queste norme susciteranno anche in Italia proteste diffuse, come negli Stati Uniti, oppure resteremo anestetizzati, rassegnati, convinti che “tanto non riguarda me”?</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div>
</div><div>Perché la china è evidente. E la storia insegna che <strong data-start="3251" data-end="3335">quando la sicurezza viene usata contro la libertà, non è mai per un tratto breve</strong>. Ancora qualche passo, e tornare indietro non sarà più una questione di volontà, ma di possibilità.</div></article></div><div><form data-type="unified-composer"><div></div><div></div><div></div><div></div></form></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 15:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Separazione delle carriere: il primo colpo di piccone alla democrazia ed allo stato di diritto]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BC"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2026-02-05-153549.png"  width="425" height="292" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>La riforma costituzionale della giustizia, sulla quale saremo chiamati a votare nel referendum del 22 e 23 marzo, viene raccontata dal governo come una battaglia epocale sulla <strong data-start="419" data-end="464">separazione delle carriere dei magistrati</strong>. Ma è una narrazione fuorviante. Perché, nei fatti, questo è l’aspetto meno rilevante — e meno incisivo — dell’intera riforma.</div><div><br></div>
<div>La separazione delle carriere, infatti, <strong data-start="633" data-end="647">esiste già</strong>. Dopo la riforma Cartabia, il passaggio da pubblico ministero a giudice (e viceversa) è consentito una sola volta nella vita professionale e comporta l’obbligo di cambiare regione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: <strong data-start="870" data-end="910">meno di 30 magistrati su circa 9.000</strong> effettuano questo passaggio. Cambiare la Costituzione per incidere su una percentuale statisticamente irrilevante è un’operazione che non reggerebbe nemmeno a un’interrogazione di educazione civica alle medie.</div><div><br></div>
<div>L’idea di pubblici ministeri “collusi” con i giudici appartiene esclusivamente alla mitologia politica della destra italiana, una narrazione che affonda le sue radici nella propaganda berlusconiana e, ancora prima, nella cultura del sospetto alimentata dalla P2. Ma i fatti raccontano tutt’altro. La realtà quotidiana dei tribunali dimostra che <strong data-start="1467" data-end="1548">PM e giudici non solo non sono conniventi, ma spesso si scontrano apertamente</strong>: i primi chiedono, i secondi decidono — e non di rado decidono in senso opposto.</div><div><br></div>
<div>Un esempio lampante è sotto gli occhi di tutti. Il pubblico ministero chiede la condanna di Salvini per il caso Open Arms; il giudice lo assolve. Dov’è la sudditanza? Dov’è la famosa “giustizia a senso unico”?</div>
<div>Lo stesso copione si ripete a Torino. I pubblici ministeri chiedono il carcere per tre arrestati dopo i disordini; il giudice dispone i domiciliari e l’obbligo di firma. Ancora una volta, <strong data-start="2030" data-end="2061">i giudici danno torto ai PM</strong>. Esattamente ciò che, secondo la propaganda governativa, dovrebbe diventare possibile solo dopo la separazione delle carriere. E allora la domanda è inevitabile: <strong data-start="2224" data-end="2252">di cosa stiamo parlando?</strong></div><div><strong data-start="2224" data-end="2252"><br></strong></div>
<div>Qui emerge la contraddizione insanabile della destra. Da un lato chiede la separazione delle carriere perché — a suo dire — i giudici darebbero sempre ragione ai PM. Dall’altro, ogni volta che un giudice smentisce un PM, scatta l’indignazione, l’insulto, la delegittimazione della magistratura. Qualunque cosa accada, il problema resta sempre la magistratura. Un riflesso pavloviano che rasenta il paradosso, se non qualcosa di clinicamente più serio.</div><div><br></div>
<div>Le dichiarazioni dei leader del fronte del Sì lo confermano. Salvini parla di “dovere morale” nel votare Sì perché alcuni arrestati sono tornati in libertà: sentirlo evocare la morale strappa più di un sorriso. Gasparri gli fa eco con toni altrettanto scomposti. Ma nessuno dei due spiega <strong data-start="2996" data-end="3004">come</strong> la separazione delle carriere dovrebbe impedire a un giudice di applicare la legge così com’è. Perché è di questo che si tratta: non di ideologia, ma di norme vigenti.</div><div><br></div>
<div>Ed è proprio qui che il castello narrativo crolla. Se i giudici assolvono, scarcerano o ridimensionano le richieste dei PM <strong data-start="3297" data-end="3309">già oggi</strong>, a carriere unite, allora la riforma non serve a correggere nessuna stortura reale. Serve ad altro.</div>
<div>La verità è che l’obiettivo della riforma non può essere dichiarato apertamente negli articoli della Costituzione che si vogliono modificare, ma è fin troppo chiaro nei suoi effetti: <strong data-start="3594" data-end="3681">indebolire l’autonomia della magistratura e avvicinarla al controllo dell’esecutivo</strong>. È lì che porta questa riforma, se supererà il referendum. Ed è lì che la democrazia comincerà davvero a vacillare.</div><div><br></div>
<div>Non stupisce, allora, che la campagna per il No venga alimentata — spesso inconsapevolmente — proprio da chi dovrebbe sostenere il Sì. È una partita ad armi impari: <strong data-start="3964" data-end="4052">la miglior propaganda contro la riforma la fanno ogni giorno i suoi stessi promotori</strong>. E chi ha ancora un minimo di senso critico non può che accorgersene.</div></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 14:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il linguaggio della clava: se il dissenso diventa un caso di sicurezza nazionale]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BB"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Sicurezza.jpg"  width="394" height="394" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div style="text-align: start;"><div><article data-turn-id="1d7a3a36-3851-41f7-a8ea-d8de1f05c3cc" data-testid="conversation-turn-2" data-scroll-anchor="true" data-turn="assistant"><div><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">C’è un momento, nella vita democratica di un Paese, in cui il linguaggio del potere smette di descrivere la realtà e inizia a costruirne una nuova, funzionale a sé stesso. Le dichiarazioni del ministro dell’Interno Piantedosi alla Camera, dopo i fatti di Torino legati allo sgombero di Askatasuna, stanno tutte lì: non nell’analisi, ma nella narrazione. Una narrazione a colpi d’accetta, che non distingue, non spiega, non previene. Accusa chi non ha colpe.</div><div><br></div><div> </div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Secondo il ministro ventimila manifestanti trasformati in scudi umani, partiti dell’opposizione — AVS in testa — elevati a “complici morali”, e infine gli scontri ricondotti a una fantomatica “strategia terrorista e squadrista”. Una escalation verbale che non serve a capire cosa sia accaduto, ma a preparare il terreno a ciò che verrà dopo. Perché il punto non sono solo i fatti di Torino: il punto è l’uso politico che se ne sta facendo. Un uso che nemmeno ai tempi delle Brigate Rosse si è visto, il paese uscì dal quel nefasto periodo senza legge speciali e soprattutto con il supporto della magistratura. Me in quegli anni avevamo una classe Politica con la P maiuscola seria e intelligente, non gli squadristi incompetenti e inadeguati che ci governano oggi. <span style="text-align: start;" class="fs12lh1-5">Il sospetto viene spontaneo: quella manifestazione, con ciò che sarebbe accaduto, altro non era che &nbsp;l’occasione attesa. Il casus belli perfetto per giustificare una nuova stretta repressiva a suon di decreti, DASPO estesi, cauzioni per manifestare, scudi penali per le forze dell’ordine, e infine il solito attacco scomposto e inadeguato alla magistratura.</span></div><div><br></div><div> </div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Il discorso di Piantedosi non è solo incendiario: è programmatico. Dice chiaramente come Meloni e i suoi intendano gestire la fase finale della legislatura. La clava contro le opposizioni, la riduzione del pluralismo a problema di ordine pubblico, l’idea che manifestare insieme “offra una prospettiva di impunità” e la sottomissione della magistratura qualora al referendum di marzo vincessero i SI.</div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Giorgia Meloni vola a Torino, dove si è assistito ad una processione sconcertante, vergognosa ed ipocrita al letto dei poliziotti feriti, e suggerisce alla Procura quale reato contestare (“tentato omicidio”), il governo che polemizza apertamente con PM e giudici, che li accusa implicitamente di indulgenza o incapacità, che pretende di indicare tempi, qualificazioni giuridiche, persino quando “arrendersi”. È una torsione istituzionale gravissima. Perché in uno Stato di diritto non sono i governi a decidere quali reati perseguire e come, ma i magistrati, soggetti soltanto alla legge.</span></div><div> </div><div><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">L'unico effetto positivo che ha avuto il discorso del ministro dell'interno è stato quello di scongiurare un voto unanime su una risoluzione di condanna ai fatti di Torino. Elly Schlein aveva abboccato all'invito di Giorgia Meloni dimenticando la natura reale di questo governo e dei due partiti di maggioranza FdI e Lega: fascisti nel profondo dell'anima e con i fascisti non si tratta ... i fascisti si combattono. </span><br></div><div> </div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Per questo non basta esprimere solidarietà agli agenti feriti — doverosa e unanime. Bisogna respingere con forza l’equazione tossica tra sinistra e violenza, tra piazza e terrorismo, tra critica e complicità. Bisogna ricordare che la democrazia non si difende restringendo le libertà, ma garantendole. E che ogni volta che un governo usa il caos per chiedere più potere, quel potere difficilmente lo restituisce.</div><div> </div><div>La storia italiana dovrebbe avercelo insegnato. Evidentemente, qualcuno spera che ce ne siamo dimenticati.</div><div><br></div></article></div><div><form data-type="unified-composer"><div></div><div></div><div></div><div></div></form></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 11:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Torino e i disordini annunciati: quando il caso diventa una strategia di governo]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BA"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/giorgia-meloni-molinette.jpg"  width="345" height="194" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5">L’Italia ha una memoria corta. Ma, per fortuna, oggi esiste la rete: un enorme archivio collettivo che riporta a galla fatti, dinamiche, strategie già viste. E quando la storia bussa di nuovo alla porta, fingere di non riconoscerla diventa sempre più difficile.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Con l’ascesa al potere della destra più regressiva che il Paese abbia conosciuto dalla caduta del fascismo, le manifestazioni di protesta si sono moltiplicate. Non è un’anomalia: è una conseguenza quasi automatica delle politiche di qualunque governo di destra, da sempre più attento agli interessi delle imprese che a quelli dei lavoratori. Ma quando la destra al governo è quella reazionaria e identitaria incarnata da Fratelli d’Italia e Lega, lo scontro sociale non può che inasprirsi fino a livelli pericolosi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Da circa tre anni assistiamo a uno schema che si ripete con inquietante regolarità. Ogni manifestazione, qualunque sia la sua natura o le sue rivendicazioni, finisce allo stesso modo: un gruppetto di facinorosi entra in scena sul finale, quando i riflettori dovrebbero restare puntati sui contenuti della protesta. Vetrine infrante, cassonetti in fiamme, auto danneggiate, aggressioni. A Torino, l’ennesimo copione: un poliziotto lasciato solo, circondato e picchiato da un branco di giovani violenti. Un episodio gravissimo, che merita condanna senza se e senza ma. Ma fermarsi all’indignazione è fin troppo comodo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Perché questo schema non è nuovo. Negli anni ’60 e ’70 accadeva esattamente la stessa cosa: proteste legittime, spesso di massa, svuotate di senso da violenze “di contorno” che finivano per delegittimare tutto. Anche allora qualcuno sollevò dubbi. Dubbi che, anni dopo, trovarono una conferma pesantissima nelle parole di Francesco Cossiga. Lo stesso Cossiga che, da ministro dell’Interno, ammise l’uso di agenti provocatori infiltrati nelle manifestazioni con il compito di alimentare scontri e tensioni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La logica era chiara: lasciare che la violenza esplodesse — o addirittura favorirla — per ottenere due risultati politici fondamentali. Primo: rendere l’opinione pubblica più indulgente verso interventi repressivi delle forze dell’ordine. Secondo: creare il clima “giusto” per far passare leggi restrittive delle libertà fondamentali. Una strategia sporca, ma terribilmente efficace.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">E attenzione: nemmeno negli anni più bui, quando il terrorismo delle Brigate Rosse colpiva al cuore lo Stato, si arrivò a ipotizzare provvedimenti liberticidi come quelli che oggi vengono evocati con disarmante leggerezza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Oggi siamo davvero sicuri che tutto ciò sia solo frutto del caso? Possibile che in ogni manifestazione compaia puntualmente lo stesso copione? Possibile che non esistano strumenti di prevenzione? Possibile che un agente venga lasciato isolato, senza protezione, in mezzo a una situazione palesemente fuori controllo? Possibile che ci si “accorga” del problema solo quando il caos è già esploso?</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Pensare che dietro tutto questo non ci sia una strategia politica è, francamente, ingenuo. Questa maggioranza non ha alcun interesse a prevenire i disordini. Al contrario, ha un interesse enorme a lasciarli accadere per poi usarli come clava contro l’opposizione, contro la magistratura e, guarda caso, proprio in un delicato momento referendario.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Giorgia Meloni e i suoi non perdono occasione per trasformare episodi di violenza in propaganda. I responsabili vengono immediatamente etichettati come “comunisti”, “di sinistra”, automaticamente collegati alle opposizioni, nonostante la condanna unanime delle violenze e l’assenza totale di prove di affiliazione politica. Un riflesso pavloviano, utile solo a costruire un nemico.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Ancora più grave è l’interferenza diretta sul lavoro della magistratura. La Presidente del Consiglio si permette di suggerire pubblicamente il capo d’accusa: tentato omicidio. Un gesto ipocrita e indegno, che strumentalizza i poliziotti feriti per indicare ai giudici che cosa dovrebbero fare. Un assaggio inquietante di ciò che potrebbe accadere se passasse la riforma della giustizia: magistratura asservita alla politica, Costituzione svuotata, democrazia ridotta a simulacro.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Salvini completa il quadro chiedendo pene “più che l’ergastolo”. O ignora il diritto penale, o finge di ignorarlo: oltre l’ergastolo esiste solo la pena di morte, che il nostro ordinamento non prevede. Meloni indica i reati, Salvini indica le pene: a questo punto, la magistratura può anche essere abolita per decreto.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">E poi c’è Crosetto, che agita lo spettro di una nuova stagione di Brigate Rosse. O non conosce la storia, o la conosce benissimo e la usa come spauracchio per preparare il terreno ai prossimi provvedimenti repressivi.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Conclusione: davvero c’è ancora qualcuno disposto a credere che questi disordini, puntuali come un orologio svizzero, siano solo frutto del caso? O non è forse più realistico pensare che qualcuno stia lasciando che il fuoco divampi, per poi presentarsi come l’unico pompiere possibile, armato di leggi liberticide e propaganda autoritaria?</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 15:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Si separano le carriere ma non quelle dei politici: il caso dell'avvocato Bongiorno]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B9"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://tastieralibera.it/images/Bongiorno.jpg"  width="354" height="354" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>C’è un punto, nella vita delle istituzioni, in cui la realtà smette di essere semplicemente contraddittoria e diventa grottesca. Il caso della senatrice-avvocata Giulia Bongiorno che assume la difesa del colonnello dei Carabinieri Lorenzo Sabatino nel processo Cucchi-ter appartiene esattamente a questa categoria: non uno scandalo giudiziario in senso stretto, ma uno scandalo istituzionale, culturale e politico. Un corto circuito così clamoroso da far saltare i fusibili della credibilità democratica.</div>
<div>Il fatto, nudo e crudo, è noto. Stefano Cucchi muore nel 2009 dopo il suo arresto. Anni di processi, depistaggi, silenzi, versioni contraddittorie. Alla fine, la giustizia accerta responsabilità gravissime, non solo per le violenze, ma anche per chi ha cercato di sviare le indagini. Tra questi, il colonnello Sabatino, condannato in appello a un anno e tre mesi. In Cassazione, la sua difesa viene assunta da Giulia Bongiorno: avvocata di fama, ma anche senatrice della Repubblica, presidente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama.</div>
<div>Ed è qui che il diritto formale smette di coincidere con la decenza istituzionale.</div>
<div>Nessuna legge vieta alla Bongiorno di farlo. Nessuna norma le impedisce di essere, al mattino, legislatrice e, al pomeriggio, difensora in un processo in cui lo Stato è parte civile. Ma proprio questo è il punto: se una democrazia si accontenta del “non è vietato”, ha già rinunciato a interrogarsi su ciò che è opportuno, giusto, credibile.</div>
<div>Nel processo Cucchi, infatti, sono parte civile la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa e l’Arma dei Carabinieri. Tutti soggetti che chiedono la condanna dell’ufficiale imputato. Dall’altra parte del banco, a difenderlo, siede una senatrice della Repubblica. Una rappresentante dello Stato che, in aula, combatte contro lo Stato. Non come metafora, ma come fatto processuale.</div>
<div>È uno scherzo? No. È peggio: è un cortocircuito istituzionale perfettamente legale.</div>
<div>Il paradosso diventa ancora più inquietante se collocato nel contesto politico attuale. Il governo discute e promuove una riforma costituzionale per separare le carriere dei magistrati, dipingendo come intollerabile la promiscuità tra chi accusa e chi giudica. Si invoca la purezza delle funzioni, la necessità di evitare anche solo il sospetto di condizionamenti. Tutto nobile, almeno in teoria. Poi la pratica è totalmente diversa almeno per quanto riguarda i "nostri" rappresentanti in parlamento.</div><div><br></div><div>Una vergogna istituzionale ed uno dei tanto motivi per i quali è necessario VOTARE NO A QUESTA RIFORMA che ha l'unico obiettivo di mettere in atto una guerra senza quartiere alla magistratura e sottometterla alla politica.</div>
<div><br></div>
<div>Separare le carriere dei magistrati senza separare le “due Bongiorno” – la parlamentare e l’avvocata – non è una riforma: è un’ipocrisia. E il vero scandalo non è che tutto questo sia illegale. È che sia diventato accettabile.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 14:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'ipocrisia delle proteste del governo italiano contro la Svizzera]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B8"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Ita_svizzera.jpg"  width="277" height="277" /><div><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Le proteste del governo italiano contro la decisione della magistratura svizzera di liberare Jacques Moretti dal carcere preventivo hanno il sapore di una parabola politica perfetta: rivelano più di quanto chi governa intendesse mostrare. Sono la finestra su un disegno che da trent’anni aleggia nelle stanze della destra italiana: piegare il potere giudiziario, addomesticarlo, trasformare la separazione dei poteri in una separazione delle carriere utile a riportare i giudici “all’obbedienza”.</div>
<div>La scena è surreale: il governo convoca l’ambasciatore svizzero per lamentarsi di una decisione… della magistratura svizzera. La risposta che Berna è un sonoro schiaffo istituzionale, una lezione di educazione civica impartita col candore di chi è abituato a un ordine costituzionale funzionante: <em data-start="1023" data-end="1144">“In Svizzera vale la separazione dei poteri. La politica non interferisce con la giustizia. Avete sbagliato indirizzo.”</em></div>
<div>Tradotto: se volete protestare, bussate al tribunale, non al governo. Meloni e Tajani, abituati a un’Italia in cui la riforma della giustizia serve (maldestramente) a portare pm e giudici sotto l’ala dell’esecutivo, devono aver pensato che anche oltre confine si usi lo stesso metodo. Non è così. Anzi, il contrasto mette ancora più a nudo le intenzioni nascoste dell’attuale maggioranza: non potendo sottomettere la magistratura apertamente – la Costituzione sarebbe un ostacolo troppo visibile – si tenta lo stesso risultato con strumenti indiretti, come la separazione delle carriere o lo svuotamento del CSM. Una riforma per “modernizzare”, certo. Ma modernizzare cosa? La divisione dei poteri o il modo per aggirarli?</div>
<div>A rendere il quadro ancora più grottesco è il coro degli ex garantisti di destra, quelli che per decenni hanno indicato la custodia cautelare come un’aberrazione liberticida. Oggi però si stracciano le vesti perché Moretti è stato scarcerato proprio sulla base dei principi che loro stessi, in Italia, stanno scolpendo nella legge: niente carcere preventivo. Se la tragedia di Crans-Montana fosse accaduta in Italia Moretti quasi certamente non sarebbe nemmeno finito in cella. Altro che cauzione.</div>
<div>Ma il governo sfrutta l’emotività della tragedia. Trasforma il dolore dei familiari delle vittime in combustibile politico, agitando l’idea che la scarcerazione equivalga a una sorta di assoluzione mascherata. In realtà non è così: la custodia cautelare non è una anticipazione della pena, ma uno strumento eccezionale che nulla toglie alla gravità dei fatti né alla responsabilità degli imputati. Serve solo a garantire il corretto svolgimento del processo. Punto.</div>
<div>La vicenda Moretti è quindi lo specchio di un governo che confonde i poteri dello Stato, che scambia la separazione delle funzioni con la subordinazione degli organi, che grida allo scandalo quando un giudice – fuori dai confini italiani – fa semplicemente il suo lavoro.</div>
<div>La Svizzera ha risposto con una frase asciutta, quasi banale, ma che da noi suona rivoluzionaria: <em data-start="3295" data-end="3349">“La politica non deve interferire con la giustizia.” </em>Chissà se, fra tragedia e farsa, qualcuno a Roma l’avrà annotata.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 14:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Davos: l'Europa prende schiaffi e ringrazia]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B7"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/image_ad21n76r.jpg"  width="237" height="237" /><img src=" " data-selected="false"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Nemmeno a fronte delle minacce di Donald Trump in merito alla Groenlandia, l'Europa riesce a rispondere con fermezza. Se si esclude il presidente francese Macron, gli altri tutti asserviti a partire da Orban e la Polonia che parteciperanno all'associazione criminale per la pace a Gaza per finire a Meloni e Merz che insistono per il Nobel della pace al biondo che sta distruggendo tutte le democrazia occidentali.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>A Davos l’Europa non ha partecipato: ha fatto da comparsa. Sul palco, gli schiaffi (politici) li hanno dati gli altri. </div><div><strong data-start="257" data-end="266" class="fs12lh1-5">Trump</strong><span class="fs12lh1-5">, per cominciare, ha trattato sulla Groenlandia come se fosse una casa vacanze danese in affitto direttamente con la NATO — che nessuno sa a che titolo negoziasse — ed ha annunciato di aver “ottenuto tutto”. Da Copenhagen è arrivato l’unico cenno di realtà: </span><i>ma la sovranità &nbsp;? </i><span class="fs12lh1-5">Domanda rimasta naturalmente senza risposta, perfino dai così detti sovranisti come Giorgia Meloni.</span><span class="ff1"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Poi è arrivato </span><strong data-start="636" data-end="648" class="fs12lh1-5">Zelensky</strong><span class="fs12lh1-5">, che ha rimproverato l’UE per non dargli abbastanza risorse per continuare la guerra. La pace non è nemmeno sul menù. Bruxelles ascolta, annuisce, prende appunti: l’arte del non-decidere è viva e lotta insieme a noi.</span><br></div>
<div>Infine il duo <strong data-start="873" data-end="888">Meloni–Merz</strong>, impegnato a rilanciare l’asse Roma-Berlino in versione atlantista hardcore: meno green, più muri, più confini armati, più tifoseria per Washington. Insomma un programma disastroso per il nostro continente<br data-start="1037" data-end="1040"><br></div><div>
E, per non farsi mancare nulla, l’adesione al <em data-start="1086" data-end="1102">Board of Peace</em>, il nuovo cerchio magico made in USA che scavalca ONU e diritto internazionale come fossero vecchie brochure. Un club che pretende di gestire Gaza come un cantiere privato. In Italia e Germania il problema non è politico: è trovare il cavillo costituzionale giusto per dire sì senza arrossire e senza alcuna dignità.</div>
<div>Nel frattempo <strong data-start="1412" data-end="1422">Macron</strong> prova — unico — a far notare che forse Trump non è esattamente un mediatore neutrale. Risultato: ignorato da tutti, come il violinista al buffet.</div>
<div><strong data-start="1578" data-end="1602"><br></strong></div><div><strong data-start="1578" data-end="1602">La fotografia finale</strong></div>
<div>– Trump decide.<br data-start="1618" data-end="1621">
– Zelensky chiede.<br data-start="1639" data-end="1642">
– Meloni e Merz si allineano.<br data-start="1671" data-end="1674">
– La NATO sostituisce l’UE.<br data-start="1701" data-end="1704">
– Il Canada è l’unico a dire “non scherziamo”.<br data-start="1750" data-end="1753">
– L’Europa? Ripresa di spalle, sfocata, mentre fa da figurante.</div>
<div>Davos 2026: più che un vertice, la prova generale di quanto conti poco il continente che un tempo dettava legge. Oggi prende schiaffi. E dice pure grazie.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 10:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Un’altra riforma costituzionale sbagliata: quando il potere teme la democrazia]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B6"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/referendum.jpg"  width="327" height="327" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">In Italia sembra impossibile affrontare una riforma costituzionale senza trasformarla nell’ennesimo referendum sul governo di turno. È successo nel 2006 con Berlusconi, nel 2016 con Renzi e accade di nuovo nel 2026 con la riforma della giustizia voluta da Giorgia Meloni. Il problema non è solo nel merito, ma soprattutto nel metodo: una Costituzione non si riscrive a colpi di maggioranza, né si impone dall’alto come un atto di forza. Dovrebbe nascere in Parlamento, con un confronto vero e un ampio consenso, perché la Carta è la casa comune, non il trofeo del vincitore.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div>
<div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Invece la riforma del governo Meloni è stata confezionata senza alcuna condivisione con l’opposizione e senza che il Parlamento potesse modificarla. Ne consegue che il referendum di primavera non sarà un dibattito sul sistema giudiziario, ma un giudizio politico sull’esecutivo, come ormai da copione. Una distorsione che si ripete e che svuota il senso dello strumento referendario.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div>
<div data-text-align="justify" class="imTAJustify">A peggiorare il quadro, il blitz della maggioranza che – subito dopo l’approvazione in Aula – ha depositato per prima le firme per indire il referendum. Una mossa mai vista, che appare studiata solo per accelerare i tempi, ridurre lo spazio del confronto e impedire una campagna informativa adeguata. Un gesto che, pur restando nei limiti formali della legge, mostra una certa insofferenza verso il corretto funzionamento democratico.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div>
<div data-text-align="justify" class="imTAJustify">La risposta dei cittadini, tuttavia, c’è stata: 15 promotori hanno raccolto 500 mila firme in venti giorni per chiedere più tempo e difendere il diritto alla conoscenza. Ma il governo ha tirato diritto, fissando la consultazione il 22 e 23 marzo, nel momento meno favorevole alla partecipazione e alla comprensione del tema. Una scelta che tradisce la paura di un dibattito pubblico informato, perché un confronto sincero metterebbe a nudo i limiti di una riforma considerata da molti inutile e potenzialmente pericolosa.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div>
<div data-text-align="justify" class="imTAJustify">E allora, ancora prima di entrare nel merito, basta guardare alla procedura: una riforma nata in solitudine, imposta con arroganza, difesa con furbizie regolamentari. Una riforma che non unisce, non convince, non spiega. Una riforma che rischia di diventare l’ennesimo tentativo di piegare la Costituzione agli interessi di chi governa oggi.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div>
<div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Per questo, come già accaduto nel 2006 e nel 2016, è facile prevedere quale potrebbe essere il destino finale: essere rimandata al mittente. Non per pregiudizio ideologico, ma perché la democrazia – quella vera – non può accettare scorciatoie, forzature e impazienze autoritarie travestite da riformismo.</div></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 15:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Referendum giustizia: il governo parte a testa bassa]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B5"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/ChatGPT-Image-12-gen-2026,-23_48_35.png"  width="227" height="341" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c2022406760="" _nghost-ng-c2528677013=""><div _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="289" data-text-align="justify" class="imTAJustify fs11lh1-5"><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="289" class="cf1">Il governo ha deciso: si voterà il </span><b _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="324"><span class="cf1">22 e 23 marzo</span></b><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="337" class="cf1"> per il referendum sulla separazione delle carriere. Ma questa scelta non è solo una data sul calendario, è l'ennesima </span><b _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="456"><span class="cf1">forzatura di una maggioranza che sembra avere allergia per le regole costituzionali</span></b><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="539" class="cf1">.</span></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c2022406760="" _nghost-ng-c2528677013=""><div _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="540" data-text-align="justify" class="imTAJustify fs11lh1-5"><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="540" class="cf1">Fissando la data ora, l'esecutivo ha scelto deliberatamente di </span><b _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="603"><span class="cf1">non aspettare il termine del 30 gennaio</span></b><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="642" class="cf1">, data entro la quale i cittadini hanno il diritto sacrosanto di raccogliere le 500.000 firme necessarie per richiedere la consultazione</span><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="778" class="cf1">. Secondo autorevoli costituzionalisti, questo "blitz" ignora lo spirito dell'articolo 138 della Costituzione, che prevede un termine di tre mesi proprio per permettere la partecipazione democratica dal basso</span><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="986" class="cf1">. Si tratta di una </span><b _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1005"><span class="cf1">manovra per chiudere il prima possibile la partita politica</span></b><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1064" class="cf1">, forse per timore che una campagna elettorale più lunga possa risvegliare la coscienza critica del Paese</span><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1169" class="cf1">.</span></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c2022406760="" _nghost-ng-c2528677013=""><div _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1170" data-text-align="justify" class="imTAJustify fs11lh1-5"><b _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1170"><span class="cf1">Il referendum inizia male</span></b><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1195" class="cf1">, ma c'era da aspettarselo. Nonostante Giorgia Meloni tenti di derubricare la questione a un mero fatto tecnico, questo voto rappresenta un </span><b _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1335"><span class="cf1">test cruciale per la tenuta del governo</span></b><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1374" class="cf1">. Le fonti ci ricordano che la maggioranza si regge su un delicato equilibrio di "scambi" interni: la Giustizia a Forza Italia, l'Autonomia alla Lega e il </span><b _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1529"><span class="cf1">Premierato</span></b><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1539" class="cf1"> a Fratelli d'Italia</span><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1559" class="cf1">.</span></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c2022406760="" _nghost-ng-c2528677013=""><div _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1560" data-text-align="justify" class="imTAJustify fs11lh1-5"><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1560" class="cf1">Se dovesse vincere il </span><b _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1582"><span class="cf1">NO</span></b><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1584" class="cf1">, non cadrebbe solo una "schiforma" che rischia di mettere il Pubblico Ministero sotto il controllo dell'esecutivo</span><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1698" class="cf1">. </span><b _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1700"><span class="cf1">L'intero castello delle riforme istituzionali, Premierato compreso, rischierebbe di crollare come un domino</span></b><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1807" class="cf1">. Un fallimento su questo fronte certificherebbe che il Paese non è disposto ad accettare una "democrazia del Capo" o una deriva illiberale simile a quella ungherese</span><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1972" class="cf1">.</span></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c2022406760="" _nghost-ng-c2528677013=""><div _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1973" data-text-align="justify" class="imTAJustify fs11lh1-5"><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="1973" class="cf1">La Costituzione appartiene a tutti, non ai vincitori delle elezioni</span><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="2040" class="cf1">. Difendere l'indipendenza della magistratura significa difendere la libertà di ogni cittadino</span><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="2134" class="cf1">.</span></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c2022406760="" _nghost-ng-c2528677013=""><div _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="2135" data-text-align="justify" class="imTAJustify fs11lh1-5"><b _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="2135"><span class="cf1">Non lasciamoci scippare il tempo della democrazia.</span></b><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="2185" class="cf1"> 🇮🇹</span></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c2022406760="" _nghost-ng-c2528677013=""><div _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="2190" data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="2190" class="fs11lh1-5 cf1">#ReferendumGiustizia #Costituzione #SeparazioneCarriere #NoReferendum #Democrazia</span></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c2022406760="" _nghost-ng-c2528677013=""><div _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="2271" data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="2271" class="fs11lh1-5 cf1">
--------------------------------------------------------------------------------
</span></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c2022406760="" _nghost-ng-c2528677013=""><div _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="2353" data-text-align="justify" class="imTAJustify fs11lh1-5"><b _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="2353"><span class="cf1">Analogia:</span></b><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="2362" class="cf1"> Immaginate che questa serie di riforme sia come un </span><b _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="2414"><span class="cf1">castello di carte</span></b><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="2431" class="cf1"> costruito su un tavolo traballante: ogni carta rappresenta una promessa fatta tra i partiti della coalizione; se la carta della giustizia cade con un "No" al referendum, l'intera struttura — compreso il Premierato — rischia inevitabilmente di venire giù</span><span _ngcontent-ng-c2528677013="" data-start-index="2685" class="cf1">.</span></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 06:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lo Show di Pinocchio a Palazzo Chigi - Terzo Atto: i magistrati cattivi]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B4"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Meloni--Magistrati.jpg"  width="301" height="301" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Nella conferenza stampa di Giorgia Meloni nn poteva mancare la solita perla, un classico della sua propaganda: l'attacco alla magistratura. Questa volta ci è andata giù pesante dichiarando che l'Italia sarebbe un paese più sicuro senza i magistrati. Insomma anche l'ennesimo fallimento del suo governo, la sicurezza, non è una sua colpa ma la responsabilità sarebbe dei magistrati che, a suo parere, vanificano e attività delle forze dell'ordine. Peccato che sua maestà Pinocchio di Palazzo Chigi dimentichi un fatto fondamentale: i magistrati non fano che applicare le leggi e le leggi, da quando Meloni è al governo e Nordio è ministro della giustizia, non fanno che agevolare i criminali. Le decine e decine di criminali in libertà, come sottolineato dalla Presidente del Consiglio, sono la conseguenza dea norma che prevede "l'arresto con preavviso". &nbsp;Il Pubblico Ministero che intende procedere con un arresto deve avvisare il soggetto con almeno cinque giorni di anticipo mettendo a disposizione dello stesso tutte le carte. Risultato: il soggetto se la da a gambe e non si trova più. Nordio nella sua relazione sullo stato della Giustizia certifica il crollo delle misure cautelari passate da oltre 94.000 nel 2025 a circa 50.000 nei primi 10 mesi del 2025, un crollo del 41%. Ma nel corso del 2026 la situazione peggiorerà perché da gennaio è entrata in vigore un'altra norma del "sobrio" Nordio: la custodia cautelare sarà deliberata non più da un solo Gip ma bensì da tre Gip. Risultato: diversi tribunali non hanno tre Gip per cui molti provvedimenti rimarranno nel cassetto con buona pace della sicurezza e della prossima riforma beffa.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">E' un classico berlusconiano scaricare sui magistrati le responsabilità della sicurezza e di tutto ciò che ne concerne, ma oltre le narrazioni della destra (toghe rosse, magistrati politicizzati, e via dicendo) i magistrati fanno solo rispettare le leggi, le leggi che emana la politica ed il governo. Punto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 10 Jan 2026 16:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lo Show di Pinocchio a Palazzo Chigi - Secondo Atto]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B3"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Meoni_Pinocchio.jpg"  width="330" height="330" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><strong data-start="226" data-end="309">Atto I – “Il Quirinale? No, Mattarella. No, il Quirinale. Insomma… vedete voi.”</strong><br data-start="309" data-end="312">
La premier apre la serata con un numero di equilibrismo lessicale: prima dice di avere “ottimi rapporti con il Quirinale”, poi si corregge di corsa: “volevo dire con il Presidente della Repubblica”.<br data-start="510" data-end="513">
Un dettaglio? Forse.<br data-start="533" data-end="536">
O forse era semplicemente Mattarella che tossiva educatamente da lontano mentre tutto il resto del Colle faceva <em data-start="648" data-end="658">facepalm</em>. Del resto, tra complotti inventati, sospetti e frecciatine varie, in quei corridoi non si respira proprio aria di abbracci.</div>
<div><strong data-start="787" data-end="858"><br></strong></div><div><strong data-start="787" data-end="858">Atto II – Vannacci appare sul palco (e finalmente qualcuno lo nota)</strong><br data-start="858" data-end="861">
Dopo due anni di silenzio glaciale — praticamente il ghosting politico più lungo della storia repubblicana — Meloni decide che è il momento di parlare di Vannacci. E sceglie la via morbida: lo bastona.<br data-start="1064" data-end="1067">
“Mi stupisce che lo dica un generale…”, riferendosi alle dichiarazioni del generale contrario ad un nuovo invio di armi in Ucraina e via di rampogna, mentre di fianco apre a Salvini sulla Russia, così almeno un alleato lo tiene buono. Insomma: una carezza al capo, uno scappellotto al vice.<br data-start="1268" data-end="1271">
Gestione familiare.</div><div><br></div>
<div><strong data-start="1292" data-end="1351">Atto III – I giornalisti: “Nel 2026 ci vedremo di più?”</strong><br data-start="1351" data-end="1354">
Un cronista osa chiedere più conferenze stampa. Meloni risponde più o meno: “Guarda, anche l’anno scorso lo speravi. Sei un tipo ottimista.” Poi, per ricordare a tutti come la pensi davvero, aleggia la sua frase preferita, detta alla Casa Bianca:<br data-start="1604" data-end="1607">
<em data-start="1607" data-end="1651">“Io non voglio mai parlare con la stampa.”</em><br data-start="1651" data-end="1654">
Ed è probabilmente l’unica promessa mantenuta con una coerenza kirschiana.</div><div><br></div>
<div><strong data-start="1730" data-end="1794">Atto IV – Pomeriggio a sorpresa: le pensioni e… i pannolini?</strong><br data-start="1794" data-end="1797">
Quando le ricordano la promessa di superare la Fornero, Meloni cambia argomento come un prestigiatore che nasconde la colomba: puf! si parla di IVA sui pannolini. Un collegamento logico che nemmeno Aristotele riuscirebbe a spiegare. Alla fine, con un sorriso, racconta che l’età pensionabile non è aumentata. Peccato che nella realtà sia stato solo distribuito meglio il disastro. E le quote flessibili sono sparite come la magia di prima.</div><div><br></div>
<div><strong data-start="2248" data-end="2292">Gran Finale – Gli annunci già annunciati</strong><br data-start="2292" data-end="2295">
Il palco si illumina: arrivano i “nuovi provvedimenti”. Peccato che:<br data-start="2365" data-end="2368">
– il decreto contro i rincari energetici esiste solo nelle profezie da <strong data-start="2439" data-end="2454">luglio 2025</strong>;<br data-start="2455" data-end="2458">
– il Piano Casa è la versione politica della cometa di Halley: se ne parla, ma non lo vede nessuno.</div>
<div>Meloni assicura che <em data-start="2579" data-end="2629">“arriveranno nei prossimi Consigli dei ministri”</em>. &nbsp;Che poi è la versione istituzionale di “domani inizio la dieta”.</div><div><br></div>
<div><strong data-start="2708" data-end="2731">Fine spettacolo.</strong></div>
<div>Applausi registrati. Sipario. <span class="fs12lh1-5">Gli annunci sono sempre gli stessi, cambiano solo i titoli. </span><span class="fs12lh1-5">E mentre il governo sembra fermo al primo teaser, al Paese tocca continuare a vedere la stessa puntata in replica.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 10 Jan 2026 16:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lo Show di Pinocchio a Palazzo Chigi - Prima atto]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B2"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Meoni_Pinocchio.jpg"  width="314" height="314" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Il 2026 inizia come era terminato il 2025: co la Presidente del Consiglio che vive in una realtà parallela. Alle domande o risponde con dati falsati oppure elude le domande ricorrendo ad una pratica nella quale è maestra: il vittimismo. <span style="text-align: start;" class="fs12lh1-5">Giorgia Meloni sceglie la via della maratona mediatica per blindare il racconto del suo operato. Tuttavia, analizzando i dati reali e le relazioni tecniche, emerge un quadro ben diverso da quello trionfalistico dipinto a favore di camera. Dietro le percentuali sbandierate si nascondono omissioni strategiche e promesse elettorali ormai polverizzate.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span style="text-align: start;" class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>1. Il miraggio dell’occupazione</b></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">La Premier celebra con enfasi il "record storico di occupazione" e la discesa della disoccupazione al 5,7%. Un dato che, preso isolatamente, appare un successo. Peccato che la realtà sia fatta di chiaroscuri molto più cupi.
Secondo gli ultimi dati, l’occupazione è in realtà scesa di <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="284">34.000 unità</b> rispetto al mese precedente. Il calo colpisce proprio le fasce più fragili: donne, giovani e lavoratori a termine. A preoccupare davvero è il numero degli <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="452">inattivi</b>: 12,4 milioni di italiani (il 33,5% della popolazione attiva) non lavorano e hanno smesso di cercare. Un Paese che si ferma non è un Paese che cresce.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>2. Pensioni: l’eterno rinvio</b></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">"Abbiamo evitato l'aumento dell'età pensionabile", ha dichiarato Meloni. La verità è un semplice gioco di prestigio sulle date. Gli aumenti previsti non sono stati cancellati, ma solo <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="184">spostati</b>: un mese di aumento nel 2027 e gli altri due nel 2028.
Dopo anni di retorica sul "superamento della Fornero", la maggioranza si limita a calciare la palla in avanti, confermando di fatto l'impossibilità (o la mancanza di volontà) di intervenire strutturalmente sul sistema previdenziale come promesso in campagna elettorale.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>3. Immigrazione: la magia delle percentuali</b></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Il dato più distorto riguarda forse la gestione dei flussi migratori. Meloni ha parlato di un calo degli arrivi illegali superiore al 60%. Un numero impressionante, se non fosse che si riferisce al confronto tra 2023 e 2024.
Guardando al <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="238">2025</b>, la realtà è immobile: gli arrivi sono passati da 66.617 a 66.296 unità. Un calo dello <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="330">0,48%</b>. Presentare un successo passato come un risultato attuale è una manovra di distrazione di massa che non risolve l'assenza di una gestione strutturale dei flussi.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>4. Il caso Paragon e lo spettro degli spyware</b></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Sul fronte dei diritti e della libertà di informazione, la risposta della Premier al caso Paragon è stata un esercizio di vittimismo e distorsione. Meloni ha citato una relazione del Copasir vecchia di sei mesi per escludere l’uso dello spyware <i data-path-to-node="13" data-index-in-node="245">Graphite</i> contro i giornalisti.
Tuttavia, analisi forensi recenti hanno confermato il contrario: il software è stato usato per spiare professionisti dell'informazione, tra cui il caporedattore di Fanpage. Invece di chiarire come uno strumento di Stato possa finire puntato contro la stampa, la Premier ha preferito deviare l'attenzione sui propri dati personali, eludendo una questione democratica fondamentale. Di fatto una conferma delle responsabilità del governo che d'altra parte è l'unico che poteva mettere in atto l'attività di spionaggio con quel software.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>5. Coerenza e sicurezza: il caso degli "scintillii"</b></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Persino sui temi apparentemente minori, come la proposta di vietare gli effetti pirotecnici nei locali chiusi dopo la tragedia di Crans-Montana, emerge una doppia morale. Mentre il Governo invoca divieti, si dimentica di menzionare che quegli stessi effetti venivano regolarmente utilizzati in locali legati a membri del governo, come il Twiga della ministra Santanché. Una "omissione comoda" che evidenzia la distanza tra il rigore sbandierato e le pratiche interne alla maggioranza.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Conclusioni</b></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span style="text-align: start;" class="fs12lh1-5">La conferenza stampa di inizio anno non è stata un momento di trasparenza, ma una costruzione artificiosa. Tra numeri selezionati a piacimento, promesse tradite e vittimismo strategico, il governo Meloni sembra più impegnato a gestire la propria immagine che a governare i problemi reali del Paese. L'Italia non ha bisogno di una narrazione creativa, ma di risposte concrete a una crisi che i dati, quelli veri, continuano a confermare.</span> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 18:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Governo Meloni longevo ma sempre antiparlamentare]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B1"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-12-24-115753.png"  width="336" height="238" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><br></div><div>Senza entrare nel merito dei vari provvedimenti della Legge di Bilancio 2026 si può senza ombra di dubbio affermare che da un governo di destra non ci si poteva altro che aspettare una finanziaria punitiva per i ceti medio bassi ed i lavoratori mentre le modalità di approvazione dimostrano ancora una volta l'avversità totale del governo Meloni alla democrazia parlamentare. &nbsp;La legge di Bilancio per il 2026 viene approvata seguendo un copione che ormai conosciamo a memoria. Un copione logoro, ripetitivo, ma proprio per questo sempre più inquietante: il Parlamento, l’organo che la Costituzione indica come cuore della democrazia rappresentativa, resta ai margini se non totalmente escluso della discussione più importante dell’anno.</div>
<div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Formalmente tutto fila. Il governo approva il disegno di legge entro i termini – quest’anno con appena due giorni di ritardo rispetto alla scadenza del 20 ottobre – e lo trasmette alle Camere. Nella sostanza, però, siamo di fronte a una rappresentazione teatrale in cui il Parlamento recita la parte della comparsa. La manovra arriva già “chiusa”, politicamente blindata, e il tempo che intercorre tra la presentazione e il voto finale non si traduce in un reale spazio di confronto, ma in una lunga attesa seguita da una rapida ratifica.<span class="fs10lh1-5 cf1 ff1 cb1"> </span><span class="fs12lh1-5">Il paradosso è evidente: rispetto al passato, le leggi di Bilancio del governo Meloni vengono presentate con maggiore puntualità, ma questo anticipo non rafforza il ruolo dei parlamentari. Al contrario, consolida una prassi distorta: un esame sostanziale concentrato in una sola Camera e una seconda Camera ridotta a votare “a scatola chiusa”, spesso a ridosso delle festività natalizie, senza margini reali di modifica </span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">L’ultima vera legge di Bilancio discussa e modificata da entrambe le Camere risale al 2019. Da allora, il cosiddetto “monocameralismo alternato” è diventato la norma, non l’eccezione.</span></div>
<div>Nel caso della manovra 2026, la situazione è persino peggiorata. Le tensioni interne alla maggioranza – mai così visibili – hanno prodotto un testo iniziale approvato dal Consiglio dei ministri in ottobre e poi profondamente rimaneggiato da una pioggia di emendamenti. Emendamenti non dell’opposizione, ma dei partiti di governo. Il risultato è un testo che cambia pelle più volte, fino ad arrivare in Aula all’ultimo minuto, inevitabilmente blindato da un voto di fiducia che azzera ogni possibilità di dibattito parlamentare.</div>
<div>Qui sta il nodo politico centrale. Il ricorso sistematico alla fiducia non è il segno di un governo forte, ma l’esatto contrario. Oltre cento voti di fiducia richiesti dall’esecutivo Meloni dall’inizio della legislatura raccontano una maggioranza molto meno compatta di quanto la propaganda voglia far credere. La fiducia diventa così uno strumento di disciplina interna prima ancora che un mezzo per contrastare l’opposizione.</div>
<div>Questa logica non si ferma alla legge di Bilancio. Anche sulle riforme costituzionali il governo adotta lo stesso schema: iniziativa, controllo del testo, compressione del dibattito parlamentare. Eppure una riforma della Costituzione dovrebbe essere, per sua natura, un processo parlamentare ampio, condiviso, fondato sul confronto tra forze politiche e culture diverse. Trasformarla in un atto di governo significa snaturarne il senso e indebolire ulteriormente il ruolo delle Camere.</div>
<div>Alla fine, il vero dato politico della legge di Bilancio 2026 non sta tanto nelle singole misure, quanto nel metodo. Un metodo che anno dopo anno normalizza l’eccezione, riduce il Parlamento a un passaggio obbligato ma irrilevante e sposta l’equilibrio dei poteri sempre più verso l’esecutivo. Non è un incidente di percorso, né una necessità tecnica inevitabile: è una scelta politica precisa. Ed è su questa scelta, prima ancora che sui numeri della manovra, che dovrebbe aprirsi una discussione pubblica seria anche perché questo atteggiamento, non esclusivo del governo Meloni, è una delle tante cause che stanno provocando l'allontanamento dei cittadini dalla politica e l'aumento vertiginoso dell'astensione.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 24 Dec 2025 11:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il flipper della legge di bilancio mentre Giorgia Meloni affossa i cittadini italiani ]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B0"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/90983655-44b6-41a0-b6dc-d2e08f8171e5.png"  width="242" height="363" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Alla fine dell’anno, puntuale come l’influenza stagionale, torna la legge di bilancio. Ma quest’anno, più che una manovra finanziaria, abbiamo assistito a una partita di flipper impazzito: pallina che rimbalza tra commissioni, emendamenti che spariscono e riappaiono, numeri che non tornano, e una maggioranza che si muove più per istinto di sopravvivenza che per visione politica. <span class="fs12lh1-5">Il governo Meloni aveva promesso rigore, serietà, fine dell’assalto alla diligenza. E invece eccoci di nuovo lì: nella confusione di fine anno, con il Parlamento ridotto a teatro di un caos organizzato, dove la “centralità” rivendicata a parole coincide, nei fatti, con una legge blindata che dal Senato arriverà alla Camera come un pacco già chiuso, con su scritto “vietato aprire”. </span><span class="fs12lh1-5">Il risultato? Una manovra nata “modesta” e finita caotica, che ha rischiato di sfondare anche il muro simbolico delle pensioni. Quando il governo è stato smascherato, ha fatto marcia indietro. Ma il segno resta: fare cassa sempre sugli stessi: lavoratori, pensionati, consumatori. Il futuro ipotecato delle giovani generazioni non è un effetto collaterale: è una scelta strutturale. </span><span class="fs12lh1-5">Sul piano economico, la narrazione ufficiale parla di credibilità ritrovata, di promozioni delle agenzie di rating, di occupazione che cresce. Ma basta grattare la superficie per vedere la realtà: occupati più vecchi, più poveri, con un potere d’acquisto che si assottiglia mese dopo mese. Liste d’attesa infinite nella sanità, scuola impoverita, casa sempre più irraggiungibile per chi non eredita. Il rigore che piace a Bruxelles si traduce, in Italia, in austerità quotidiana.</span></div>
<div>Ed è qui che emerge la vera contraddizione del governo Meloni. All’estero la premier gioca una partita abile, spesso vincente. Ha saputo ritagliarsi un ruolo europeo più incisivo di molti predecessori, anche grazie alla debolezza altrui. Francia e Germania sono allo sbando nelle loro beghe interne e quindi l'asse tradizionale dell'Europa, Gran Bretagna-Francia-Germania-Italia, non esiste più. Negarlo è un errore politico dell’opposizione, perché significa lasciare a Meloni il monopolio della narrazione. Ma quel ruolo ha un prezzo, e il conto lo paga chi vive in questo Paese.</div>
<div>La credibilità internazionale è costruita su quel rigore interno demonizzato da Giorgia Meloni quando si trovava all'opposizione ed ora perseguito nella migliore tradizione dei governi Monti e Draghi. È un sistema di vasi comunicanti: più si rassicurano i mercati, più si comprimono i diritti sociali. Più si alzano le spese militari, più si tagliano quelle civili. Il nuovo altare europeo del riarmo si affianca a quello dei conti pubblici, e a essere sacrificati sono sempre gli stessi.</div>
<div>Alla fine, questa legge di bilancio racconta meglio di qualsiasi slogan il fallimento della destra al governo. Non perché non sappia stare al mondo, ma perché sa stare solo dalla parte sbagliata della piramide sociale. Mettersi d’accordo sulla guerra o sulla riscrittura delle istituzioni è facile. Decidere chi deve pagare il prezzo delle scelte economiche lo è meno. E quando si decide, la scelta è sempre identica.</div>
<div>Siamo (quasi) tutti più poveri. E lo saremo ancora. Questa è la vera eredità della manovra Meloni: una danza ubriaca attorno a risorse scarse, combattuta proprio perché misera, mentre in alto – come sempre – il Vangelo della destra continua a predicare che i sacrifici valgono solo se li fanno gli altri.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 16:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Terminata la festa Giorgia Meloni presenta i suoi tre clamorosi flop]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AF"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-12-17-093555.png"  width="515" height="198" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Passata la sbornia di <strong data-start="22" data-end="32">Atreju</strong>, archiviati gli applausi autoreferenziali, le luci soffuse, il racconto di un’Italia improvvisamente tornata “bella e vincente” grazie al patriottismo, al cibo e alle foto di rito, il governo Meloni è costretto a tornare dove la propaganda non arriva: <strong data-start="285" data-end="309">la manovra economica</strong>. Ed è lì che, puntuali, emergono i flop. Non sviste marginali, ma <strong data-start="376" data-end="409">fallimenti politici clamorosi</strong>, tre in pochi giorni. Un tris che racconta molto più di mille slogan.</div>
<div><br></div><div>Il Ponte sullo Stretto: la realtà che travolge Salvini</div>
<div>Il primo schianto è fragoroso e porta la firma della <strong data-start="599" data-end="618">Corte dei Conti</strong>. Le motivazioni ufficiali sulla bocciatura del Ponte sullo Stretto sono una vera e propria <strong data-start="710" data-end="753">mazzata tecnica, giuridica ed economica</strong>. Altro che grande opera strategica: criticità sui costi, violazioni delle norme europee, incertezze strutturali e ambientali. Un progetto che, nero su bianco, non regge. <span class="fs12lh1-5">E infatti nemmeno il governo ci crede più. Tanto è vero che, mentre Salvini continua a recitare il copione del “faremo, partiremo, costruiremo”, la manovra </span><strong data-start="1081" data-end="1141" class="fs12lh1-5">dirotta circa 800 milioni di euro su altre voci di spesa</strong><span class="fs12lh1-5">, rinviando i fondi al 2033. Traduzione: </span><strong data-start="1182" data-end="1209" class="fs12lh1-5">il Ponte resta uno spot</strong><span class="fs12lh1-5">, buono per i comizi, ma inadatto a superare il vaglio della realtà. La propaganda corre, i cantieri no come d'altra parte nemmeno i treni.</span></div>
<div><br></div><div>Pensioni: la promessa tradita, ancora una volta</div>
<div>Secondo flop, sempre a carico del leader leghista: <strong data-start="1424" data-end="1439">le pensioni</strong>. Per anni abbiamo sentito ripetere come un mantra: “Cancelleremo la Fornero”. Giuravano. Gridavano. Battevano i pugni. Grida che si sono affiancate a quelle di Giorgia Meloni "Funzioneranno" ma il risultato ? <strong data-start="1572" data-end="1636">La legge Fornero non solo non viene cancellata, ma è peggiorata. </strong><span class="fs12lh1-5">L’età pensionabile continua ad allontanarsi, avvicinandosi per molti lavoratori alla soglia dei </span><strong data-start="1734" data-end="1759" class="fs12lh1-5">43 anni di contributi</strong><span class="fs12lh1-5">. Un traguardo sempre più irraggiungibile, soprattutto per giovani e lavori discontinui. E come se non bastasse, si allungano anche i tempi per il primo assegno di quiescenza: </span><strong data-start="1935" data-end="1964" class="fs12lh1-5">oggi tre mesi, domani sei</strong><span class="fs12lh1-5">. Una beffa nella beffa. Altro che rispetto per chi ha lavorato una vita: qui si governa a colpi di rinvii e silenzi imbarazzati.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div>
<div>Test di Medicina: dal manganello verbale alla retromarcia</div>
<div>Terzo flop, questa volta in versione <strong data-start="2200" data-end="2215">dietrofront</strong>, riguarda l’accesso a Medicina. Solo pochi giorni fa, dal palco di Atreju, la ministra <strong data-start="2303" data-end="2314">Bernini</strong> attaccava in modo scomposto e offensivo gli studenti che protestavano contro il fallimento del nuovo sistema di test. “Inutili”, “strumentalizzati”, "Comunisti" quasi colpevoli di osare criticare.</div>
<div>Oggi, improvvisamente, il tono cambia. Tavoli di confronto, aperture, disponibilità a rivedere tutto. Perché ? Perché le università hanno iniziato a protestare sul serio. Perché il nuovo sistema si è rivelato <strong data-start="2711" data-end="2748">un caos organizzativo e didattico</strong>. Perché, ancora una volta, la propaganda è arrivata prima delle soluzioni. E quando la realtà bussa alla porta, il governo arretra.</div><div><br></div>
<div>Il filo rosso: un governo che funziona solo nei racconti</div>
<div>Tre flop, un’unica costante: <strong data-start="2977" data-end="3025">la distanza abissale tra narrazione e realtà</strong>. Il governo Meloni appare fortissimo sui palchi, nei festival, nei video social, dove riesce anche a vestire i panni di una compagnia di ballo popolare. Quando però si entra nei dossier, nei conti, nelle norme, tutto si sfilaccia. Le promesse diventano rinvii, le certezze si trasformano in marce indietro, le grandi opere restano rendering e non resta che puntare il dito sulla sinistra o sui magistrati. <span class="fs12lh1-5">Insomma, un esecutivo che “funziona” benissimo </span><strong data-start="3344" data-end="3395" class="fs12lh1-5">solo nella testa della presidente del Consiglio</strong><span class="fs12lh1-5"> e nei comunicati stampa. Nel Paese reale, quello fatto di lavoratori, studenti, pensionandi e territori, restano i conti che non tornano e le promesse non mantenute.</span></div>
<div>E la sbornia di Atreju, come tutte le sbornie, prima o poi passa. Poi arriva il mal di testa. E quello, purtroppo, lo pagano sempre gli stessi.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 08:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Giorgia Meloni e la fissazione della "sinistra che rosica"]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AE"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><div><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-12-16-181038.png"  width="256" height="239" /><br></div><div><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Cara Giorgia Meloni, a conclusione della festa del suo partito domenica 14.12.2025, ancora una volta non ha saputo trattenersi dal "fare riferimento" al suo avversario politico identificato come la sinistra. Come al solito però non si è trattato di un normale confronto o di una normale contrapposizione di idee, come la politica sana richiederebbe, ma della solita tiritera sulla sinistra che "rosica" per un presunto successo del suo governo. Presunto perché spesso, come in questo caso, l'azione del suo governo è praticamente nulla. Certo che deve essere molto faticoso per lei preparare un discorso, per una qualsiasi occasione, se deve ogni volta cercare un giro di parole o un motivo per infilarci un attacco sgangherato, fuori luogo, sguaiato oltre che sempre offensivo alla sinistra. Un attacco che non fa parte della dialettica politica ma semplicemente di una sua mania che probabilmente deriva da qualche trauma subito da piccola. Forse è per questo che di discorsi pubblici ne fa veramente pochi e sfugge ai giornalisti. Si rilassi. E' al governo da tre anni ed a sentire la sua narrazione e quella dei suoi camerati sono stati tre anni di successi in tutti i campi della vita pubblica, sociale e culturale. Parli allora di quelli e lasci al suo destino la sinistra. O forse non ha tante frecce all'arco del suo governo da poter mostrare in pubblico ? Nel caso in questione, quello del riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio immateriale dell'umanità, la sinistra non ha rosicato come non rosica mai, caso mai si incazza per come gestisce il paese e per come tenterà di trasformarlo, ma rosicare mai. Se lo lasci dire da un "vecchio comunista", io si lo sono non quei ragazzotti apostrofati dalla ministra Bernini perché la contestavano. Quei ragazzi probabilmente non sanno nemmeno che cosa sia il comunismo come, senza ombra di dubbio, non lo saprà nemmeno la ministra Bernini che può sparare le sue minchiate grazie proprio ai comunisti che insieme a molti altri, esclusi i vostri mentori fascisti, hanno liberato l'Italia dalla dittatura fascista e scritto la Costituzione della Repubblica Italiana.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Tornando a lei Presidente Meloni, discorsi come i suoi non si sono mai sentiti nella storia della Repubblica Italiana. Mai un Presidente del Consiglio di qualsiasi colore ha usato certi termini offesivi da scaricatore di porto, come quelli che usa lei. I suoi atteggiamenti ed il suo linguaggio non fanno certo rosicare ma sicuramente fanno incazzare. Avrei voluto scrivere che lei mi fa pena ma in realtà quelli che mi fanno veramente pena sono altri. Sono coloro che nell'ultima settimana sono saliti sul palco della sua festa, sbeffeggiati dalla padrona di casa che non si è degnata di presentarsi a nessuno di loro. Mi fanno pena coloro che dalla platea ridono alle sue battute sull'avversario politico con quelle facce imbambolate dalle quali si percepisce che non hanno capito niente di quello che lei sta dicendo. Mi fanno pena perché non si rendono conto che sta loro parlando la Presidente del Consiglio che, invece di parlare di politica e degli "obiettivi" raggiunti dal governo, fa la saltimbanco talmente ridicola che non sarebbe scritturata nemmeno nel più infimo circo di periferia. </div></div></div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=2egYZJFCA2U">https://www.youtube.com/watch?v=2egYZJFCA2U</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 17:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Meno male che Schlein c’è… e anche Fratoianni]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AD"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/file_000000008d8471f4b020fcee1f0a6549.png"  width="321" height="214" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Dalla kermesse di Atreju arriva un messaggio desolante per l'opposizione. Il partito di governo fa il partito di governo, occupa il palco, detta l’agenda, seleziona gli ospiti e incassa visibilità pur nella marea di falsità elargite dalla sua leader. Nulla di sorprendente. Il messaggio davvero sconfortante riguarda invece l’opposizione. O meglio: quella che, dopo ieri, somiglia sempre più a una <strong data-start="404" data-end="425">finta opposizione</strong>.</div>
<div>Abbiamo assistito a una sfilata che ha dell’incredibile. Quasi tutti i leader dell’opposizione sono passati dal palco di Atreju come in una visita di cortesia e di sottomissione, dimenticando una frase che non è uno slogan da museo, ma una bussola politica e morale: <em data-start="676" data-end="733">“Con i fascisti non si parla, i fascisti si combattono”</em> (Sandro Pertini). E invece no. Si parla, si sale sul palco, si legittima, si accetta il terreno di gioco dell’avversario con il partito di Fratelli d'Italia figlio ed erede del fascismo del ventennio.</div>
<div>Calenda, Renzi, Bonelli, perfino Conte. Tutti presenti. Tutti ordinatamente dentro la scenografia meloniana. Tutti utili – loro malgrado o meno – a rafforzare l’idea che Giorgia Meloni sia il centro naturale del sistema politico italiano, l’arbitro che concede o nega il confronto, la padrona di casa che distribuisce microfoni.</div>
<div>E mentre loro sfilavano, <strong data-start="1212" data-end="1247">la capa camerata Giorgia Meloni</strong> faceva quello che le riesce meglio: evitare accuratamente ogni vero confronto. Nessun faccia a faccia, nessun rischio, nessuna dialettica reale. Solo monologhi e attacchi dall’alto del palco, al riparo da repliche di qualsiasi genere.</div>
<div>Il momento grottesco non è mancato. Matteo Renzi trascinato via di peso da Crosetto, come in una commedia dell’arte di bassa lega. Una scena che dice tutto: l’ex rottamatore ridotto a comparsa, funzionale al racconto altrui. E poi Giuseppe Conte, protagonista di una performance politicamente ancora più grave: salire su quel palco per rinnegare, di fatto, l’idea stessa di un campo progressista. Un capolavoro di ambiguità che fa solo un favore a chi governa oppure una strizzatina d'occhio per entrare a far parte anche lui dell'ammucchiata di stampo fascista ?</div>
<div>Il risultato è sotto gli occhi di tutti: <strong data-start="1967" data-end="2008">Giorgia Meloni governa e governerà finché vorrà</strong>. E lo farà nonostante tutte le sue falsità e bugie in virtù soprattutto di un’assenza di un’opposizione credibile, compatta, riconoscibile. Un’opposizione che sappia dire “no” senza tentennamenti, senza calcoli di corto respiro, senza personalismi.</div>
<div>In questo quadro sconfortante, una nota stona – per fortuna. <strong data-start="2313" data-end="2329">Elly Schlein</strong> non si è prestata alla celebrazione meloniana. Ha posto una condizione chiara e politicamente limpida: un confronto diretto con Giorgia Meloni. Niente passerelle, niente triangolazioni, niente giochi di prestigio. Un confronto vero, alla pari. <span class="fs12lh1-5">La Presidente del Consiglio ha naturalmente rifiutato. Come suo solito. Ha provato la mossa della “furbetta”: trasformare il confronto in un improbabile triangolo, chiamando in causa anche Giuseppe Conte. Ma Elly Schlein ha rispedito l’invito al mittente. Una scelta netta, coerente, leggibile. E infatti, dal palco, Giorgia Meloni non ha potuto far altro che inveire contro di lei, esibendo le sue consuete capacità denigratorie verso l’avversario assente ma politicamente più presente di tutti.</span></div>
<div>Gli altri leader dell’opposizione hanno perso un’occasione storica: <strong data-start="3133" data-end="3223">mostrarsi uniti nel contrastare questa maggioranza che ha radici culturali chiarissime</strong>. Invece, con Conte a fare da capofila, sono saliti sul carro di Fratelli d’Italia per poi ricevere, uno dopo l’altro, metaforici pesci in faccia. Perché Meloni non si è degnata di incontrarne nemmeno uno. Li ha usati. E poi archiviati.</div>
<div>A questo punto il quadro è chiaro. Toccherebbe al <strong data-start="3511" data-end="3534">Partito Democratico</strong> guidare, senza se e senza ma, l’opposizione al governo. Toccherebbe al PD decidere finalmente cosa vuole essere: un partito di sinistra, come le sue origini reclamano, o un contenitore per equilibri impossibili. <span class="fs12lh1-5">Con Renzi, Calenda, Bonelli e Conte non si va da nessuna parte. Non perché siano “il male assoluto”, ma perché rappresentano linee politiche incompatibili, pronte a dissolversi alla prima difficoltà o ad omaggiare il partito di maggioranza per avere un minimo di spazio su un palco che poi sarà la loro condanna. Meglio allora </span><strong data-start="3964" data-end="4015" class="fs12lh1-5">un’opposizione forte, riconoscibile, anche sola</strong><span class="fs12lh1-5">, piuttosto che una coalizione fragile, confusa e costantemente ricattabile.</span></div>
<div>Meno male che Schlein c’è e che c'è anche Fratoianni, se si libererà del fardello Bonelli. In mezzo a tante comparse, qualcuno che prova ancora a fare politica – quella vera – è rimasto.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 14:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Perché è inutile indicare un candidato premier]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AC"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/unnamed_fx4hpj4k.jpg"  width="362" height="198" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Ogni volta che si avvicina un’elezione nazionale, nel dibattito pubblico torna fuori come un vecchio disco rigato la domanda: <em data-start="337" data-end="395">“Ma l’opposizione, chi presenta come candidato premier?”</em><br data-start="395" data-end="398">
Come se fosse un passaggio obbligato, un rituale scolpito da qualche parte nella pietra della nostra storia istituzionale. In realtà, quella pietra non esiste: è un’invenzione recente, un artificio politico che nulla ha a che vedere con l’architettura costituzionale della Repubblica. Artificio alimentato dalla destra con l'appoggio incondizionato dei media della carta stampata e delle televisioni che su questo falso problema organizzano dibattiti infiniti quanto fuorvianti e inutili.</div>
<div>Partiamo da qui: <strong data-start="701" data-end="757">in Italia, come sancisce la carta Costituzionale, non si elegge il Presidente del Consiglio.</strong><br data-start="757" data-end="760">
Non lo si elegge oggi, non lo si è mai eletto e non lo si eleggerà domani a meno che non sia modificata la Costituzione. L’Italia è una <strong data-start="823" data-end="850">Repubblica parlamentare</strong>, e in un sistema parlamentare la catena di comando è chiara come l’acqua di una sorgente: i cittadini scelgono il Parlamento, il Parlamento trova una maggioranza, quella maggioranza indica una persona, e il Presidente della Repubblica la nomina <em data-start="1096" data-end="1107">solo dopo</em> che quella persona ha ottenuto la fiducia delle Camere. <span class="fs12lh1-5">Stop. Punto. Fine del regolamento.</span></div>
<div>E allora da dove nasce questa ossessione del “premier designato”?<br data-start="1266" data-end="1269">
Semplice: da una brillante trovata di marketing politico. A suo tempo <strong data-start="1339" data-end="1431">Berlusconi capì che personalizzare lo scontro elettorale era un colpo di genio mediatico</strong>, e da lì in poi la destra ha fatto della “designazione preventiva” una sorta di totem identitario, trovando terreno fertile nell'ignoranza costituzionale degli elettori italiani.<br data-start="1530" data-end="1533">
Attenzione: se si mette da parte la narrazione giornalistica, persino l’attuale maggioranza, prima delle ultime elezioni, <strong data-start="1608" data-end="1647">non aveva un vero candidato premier</strong>, ma solo un accordo interno: “Il candidato proposto al Presidente della Repubblica sarà il leader del partito più votato”. Un modo elegante per evitare di litigare prima del voto e rimandare tutto a dopo.</div>
<div>Insomma, il famoso “premier scelto dal popolo” è, più che una prassi costituzionale, <strong data-start="1886" data-end="1910">un gadget elettorale</strong>. Utile per fare campagna, certo. Ma privo di basi giuridiche e normative.</div>
<div>E allora perché si pretende che l’opposizione faccia lo stesso ? Chi lo sostiene dice che “serve chiarezza”. In realtà fa parte della pura propaganda, inutile ai fini pratici ma utilissima per arrivare alla pancia dell'elettore più che alla testa.<br data-start="2083" data-end="2086">
La chiarezza istituzionale non si fa con le figurine dei leader: si fa con programmi, alleanze trasparenti e cultura politica. <strong data-start="2218" data-end="2293">Nessuna forza politica è tenuta a presentare un candidato premier</strong>, né la Costituzione lo chiede, né la stabilità (altra parola magica del kit narrativo della destra) dipende da questo. I governi tecnici, tanto vituperati, sono stati tutti governi che hanno rispettato la Costituzione: sono stati nominati dal Presidente della Repubblica, hanno chiesto la fiducia al Parlamento e soprattutto l’hanno ottenuta. Fine delle leggende.</div>
<div>Quindi, basta con questa storia che l’opposizione debba “mettere il nome sul tavolo”. È una narrazione nata per ragioni puramente propagandistiche, che non ha radici nelle regole della nostra democrazia. L’unica cosa che <strong data-start="2817" data-end="2834">conta davvero</strong> in un sistema parlamentare è che, dopo il voto, ci sia una maggioranza in grado di governare, a questa condizione dipende esclusivamente dalle capacità politiche dei partiti non dalla Costituzione e tanto meno dalla legge elettorale del momento.<br data-start="2928" data-end="2931">Tutto ill resto è scena, trucco, riflettori. <span class="fs12lh1-5">La Costituzione, per fortuna, non ha bisogno di casting. E nemmeno l’opposizione.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 07 Dec 2025 15:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Addio Europa, se non ora quando ?]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AB"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/file_00000000cbcc722fab37b6367ac0d0c9.png"  width="278" height="185" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Da giovedì l'immagine che si aggira per l'Europa è quella &nbsp;i leader europei, sparsi nei loro uffici ovattati di Bruxelles, Parigi, Berlino, Roma, mentre scorrono le due misere paginette che Donald Trump ha dedicato al Vecchio Continente nel suo documento sulla sicurezza nazionale. Due pagine su trentatré, ma sufficienti per stendere un intero continente. E infatti: gelo. Silenzio di marmo. L’unica voce che si alza – ironia della sorte – è quella della presidente del Consiglio italiano, che anziché difendere la dignità dell’Europa, si dice perfino d’accordo con l’uomo che ormai fa coppia fissa con Putin. Il resto dell’Unione ? Muta come una statua etrusca o peggio ancora perseverante nel suo servilismo agli Stati Uniti.</div>
<div>Trump, dal canto suo, non ha bisogno di troppe acrobazie: gli basta il solito repertorio di farneticazioni per demolire un’Europa che non ha più la forza – ma nemmeno il coraggio – di ribattere. Descrive una Ue che erode la sovranità, cancella le identità, censura, indebolisce e/o rinnega le proprie radici culturali. Un continente fragile, flaccido, destinato a diventare irriconoscibile «in vent’anni o forse meno». E mentre lo dice, l’Europa somiglia sempre più a quel ritratto caricato: chiusa, impaurita, priva di slancio, incapace di trovare una voce comune anzi piena di voci per accelerare la sua fine.</div>
<div>Ma il vero problema non sono le sparate di Trump. Sono le conseguenze. Perché il suo non è un comizio da reality show: è un ultimatum. Entro il 2027, dice, l’Europa deve caricarsi sulle spalle la difesa convenzionale della Nato. Altrimenti gli Stati Uniti si sfilano. Il famoso ombrello che ci ha coperti dal dopoguerra rischia di richiudersi, e noi – invece di costruire un tetto nostro – ci ritroviamo con il cielo aperto sopra la testa.</div>
<div>Ed è qui che l’Europa mostra tutta la sua decadenza: invece di approfittare a suo tempo della caduta del Muro di Berlino per costruire un’architettura autonoma, per liberarsi dalla dipendenza militare americana, per ripensare la propria collocazione nel mondo… ha preferito sedersi comoda sul divano della Nato. Ha mantenuto basi a stelle e strisce su tutta la mappa del continente come se fossimo ancora negli anni ’50. E oggi, quando servirebbe un atto di coraggio storico, i nostri leader cosa sanno fare ? Stanziano miliardi per riarmarsi comprando armi proprio dagli Stati Uniti. Un capolavoro di lungimiranza strategica: essere dipendenti e ringraziare.</div>
<div>Siamo arrivati al paradosso: l’Europa, seconda potenza economica al mondo quando parla all’unisono, si sta lasciando frantumare in una costellazione di staterelli senza peso. Troppo divisi per contare, troppo docili per reagire, troppo timorosi per immaginare il futuro o troppo infarciti di ideologia nazionalista, in perfetto stile italiano, tanto da finire schiacciati tra gli Stati Uniti, la Cina e la Russia. Una terra di mezzo senza più identità geopolitica. Una nota a margine della storia.</div>
<div>Oggi Trump morde. Domani altri faranno lo stesso. E noi continueremo a tacere, in attesa che qualcuno ci dica che cosa dobbiamo pensare, chi dobbiamo temere, quali armi dobbiamo comprare, quali alleanze dobbiamo benedire.</div>
<div>Se l’Europa non trova adesso una coesione vera – non cosmetica, non burocratica – allora sì: la fine è già scritta. Addio Europa. Non quella delle istituzioni, ma quella che avremmo potuto essere: un gigante politico, un laboratorio democratico, un modello sociale. Stiamo lasciando che si spenga in silenzio, come una casa antica in cui nessuno vive più.</div>
<div>E quando, fra qualche anno, ci ritroveremo a guardarci allo specchio senza riconoscerci… scopriremo che Trump, alla fine, non aveva predetto nulla. Aveva semplicemente colto al volo la nostra sconfitta già iniziata.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 13:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Atreju, la passerella dell'oblio: Italia paese senza memoria dimentica la lezione di Sandro Pertini]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AA"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/881f4321-8c40-4b67-97e0-b26170f663cd.png"  width="235" height="353" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>C’è una strana aria, quest’anno, attorno alla festa di Atreju, la festa dei fascisti di Fratelli d'Italia: un profumo di normalizzazione, di pacche sulle spalle, di sorrisi istituzionali scambiati come figurine, mentre nessuno sembra accorgersi che si sta celebrando — e in grande stile — la continuità di un partito che affonda le sue radici nella peggior tradizione politica del Novecento italiano, quella appunto della dittatura fascista.</div>
<div>Nove giorni ai Giardini di Castel Sant’Angelo, <strong data-start="653" data-end="738">oltre 400 ospiti, una pista di pattinaggio e un villaggio di Natale</strong>: sembra l’annuncio di un parco tematico, invece è la kermesse della destra al governo. Una festa “più lunga di sempre”, come orgogliosamente rivendica Giovanni Donzelli. E più affollata che mai: ministri, presidenti di Regione, sindaci, leader di opposizione (tutti, tranne Elly Schlein e Fratoianni), e poi una sfilata di personaggi dello spettacolo e dello sport che a vederli lì si resta interdetti.</div>
<div><strong data-start="1118" data-end="1159">Carlo Conti, Mara Venier, Raoul Bova, Luigi Buffon, Julio Velasco e altri</strong> tanto che viene da chiedersi, con una certa dose di incredulità: ma cosa ci fanno ? Cos’è, una nuova forma di promozione personale ? Un omaggio alla premier ? Una passerella necessaria per rimanere “nel giro” ? Il tutto mentre il paese va a rotoli con l'economia ferma, gli stipendi più bassi d'Europa e una serie di riforme in cantiere per prendere a picconate la democrazia. E invece eccoli lì <strong data-start="1385" data-end="1402">tutti in fila</strong>, disciplinati, pronti a rendere omaggio, come se non fosse un festival di partito ma una sorta di cerimonia di corte ma senza la cortigiana perché la Presidente del Consiglio ben conscia del suo fallimento evita accuratamente qualsiasi confronto diretto e manda avanti Donzelli, la sorella Arianna e il giornalista servo Mario Sechi.</div>
<div><span class="fs12lh1-5">E mentre si celebrano premi, medaglie, selfie e patriottismi di circostanza, </span><strong data-start="2052" data-end="2125" class="fs12lh1-5">le radici della formazione politica che organizza la festa restano lì</strong><span class="fs12lh1-5">, intatte e ben salde nel fascismo del ventennio. Non rimosse, non rielaborate. Soltanto rese appena presentabili, come un cimelio scomodo nascosto sotto il tappeto ma che tutti fingono di non vedere.</span><br></div>
<div>Ed è proprio qui che risuonano, più attuali che mai, le parole di <strong data-start="2347" data-end="2365">Sandro Pertini</strong>, uno che la democrazia l’ha difesa nel fango e non sui palchi illuminati:</div>
<blockquote data-start="2441" data-end="2572">
<div><strong data-start="2443" data-end="2510">“Con i fascisti non si discute. Con ogni mezzo li si combatte.”</strong><br data-start="2510" data-end="2513">
“Il fascismo non è un’idea. È la morte di tutte le idee.”</div>
</blockquote>
<div>Parole che oggi disturbano, che graffiano. Perché ricordano che non tutto è spettacolo, non tutto è intrattenimento, non tutto è un talk show ben confezionato. La politica dovrebbe avere una memoria ma soprattutto un dovere morale, ma ormai sembra che molti se non tutti l’abbiano dimenticato: <strong data-start="2855" data-end="2935">il mondo della politica, quello dello spettacolo, persino quello dello sport</strong>, tutti pronti a mettersi in posa, a concedersi un giro di valzer nella festa di un partito che non ha mai reciso il cordone ombelicale col proprio passato.</div>
<div>Uno spettacolo squallido, sì: squallido non per ciò che viene detto sul palco, ma per ciò che viene taciuto. E soprattutto per ciò che si finge di non vedere. <span class="fs12lh1-5">E così, mentre l’Italia scivola sul ghiaccio della pista allestita al centro della festa, scivola anche sul terreno più pericoloso: quello della memoria corta.</span></div>
<div>Ma c’è una voce, quella di Pertini, che continua a gridare da lontano.<br data-start="3592" data-end="3595">
E ci ricorda che, a forza di giocare con l’oblio, la storia prima o poi presenta il conto, un conto che arriverà sicuramente in un paese di smemorati e di sordi.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 14:44:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Quando le fake news arrivano direttamente dalla Presidente del Consiglio]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Attualit%C3%A0"><![CDATA[Attualità]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A9"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/38f7b388-ab53-4800-bf2a-2c975f398ec1.png"  width="278" height="418" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Una volta le fake news arrivavano da qualche imbecille fuori di testa e ignorante che andava sparando cavolate sulle scie chimiche e sulla terra piatta. Oggi questa strategia si è affinità ed è diventata la vera politica del governo attuale a partire dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Quando poi le falsità servono anche ad additare un nemico magari una istituzione che funziona si ottiene un triplice scopo: fomentare l'odio, demonizzare un presunto nemico e foraggiare la platea dei seguaci senza cervello. L’ultima istituzione, in ordine di tempo, è l’Università di Bologna, “colpevole” – secondo la Presidente del Consiglio – di aver detto no a un corso di laurea che comunque non rientrava tra quelli previsti dall’Ateneo. Fine della storia quella reale e vera perché quella raccontata dal Governo è tutt’altra cosa.</div>
<div>Secondo la narrazione ufficiale, l'Alma Mater avrebbe “rifiutato” i giovani ufficiali dell’Esercito. Un atto “incomprensibile”, “gravemente sbagliato” e persino “lesivo dei doveri costituzionali”: così lo ha definito la Presidente del Consiglio, con toni che sembrano usciti da un dramma istituzionale più che da un confronto tecnico su un’offerta formativa. <span class="fs12lh1-5">Eppure basta leggere il comunicato dell’Ateneo per capire quanto questa polemica poggi su una distorsione elementare. L’Università di Bologna non ha negato l’accesso a nessuno. Non ha rifiutato alcuna iscrizione. Non ha chiuso le porte a militari, ufficiali o chiunque altro. Lo scrive chiaramente: </span><strong data-start="1394" data-end="1499" class="fs12lh1-5">chiunque abbia i requisiti può iscriversi ai corsi, comprese le donne e gli uomini delle Forze Armate</strong><span class="fs12lh1-5">. E infatti già collabora con l’Accademia Militare di Modena da anni, riservando persino posti specifici in Medicina Veterinaria. L'Università di Bologna, nella sua autonomia prevista dalla Costituzione, si è solo rifiutata di creare un corso ad hoc</span><span class="fs12lh1-5">, esclusivo, separato dagli altri, con 180 crediti tutti erogati all’interno dell’Accademia, seguendo il regolamento dell’Accademia, con docenti pagati dall’Accademia e un’impostazione totalmente diversa dall’ordinamento didattico dell’Ateneo. Fine della storia. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">E invece i militari che cosa chiedevano ? </span><span class="fs12lh1-5">Un corso cucito su misura e fuori standard. </span><span class="fs12lh1-5">Un percorso triennale in Filosofia ritagliato per soli allievi ufficiali, come se l’università fosse un laboratorio privato dove chiunque può commissionare un corso personalizzato. </span><span class="fs12lh1-5">Il Dipartimento di Filosofia, di fronte a questa richiesta, ha fatto ciò che la legge gli impone: </span><strong data-start="2310" data-end="2322" class="fs12lh1-5">valutare</strong><span class="fs12lh1-5">. E dopo la valutazione ha concluso che, allo stato attuale, non sussistevano le condizioni per attivarlo. Semplice a</span><span class="fs12lh1-5">utonomia accademica: quella cosa che sta nella Costituzione. Quella legge fondamentale </span><span class="fs12lh1-5">che, chi guida il Governo dovrebbe conoscere bene, prima di trasformarla in un’accusa. </span><span class="fs12lh1-5">E invece la vicenda è stata ribaltata come se l’università avesse agito per pregiudizio, per ostilità verso le Forze Armate, o – l'immancabile sottinteso – per ideologia. Una narrazione che alimenta una contrapposizione fasulla: da una parte lo Stato che “chiede formazione”, dall’altra l’accademia che “rifiuta per partito preso”. Una falsità che anche un bambino delle elementari avrebbe capito</span></div>
<div><span class="fs12lh1-5">Forse il vero problema non è cosa ha deciso l’Università di Bologna, ma cosa alcuni vogliono far credere abbia deciso. </span><span class="fs12lh1-5">E se c’è qualcosa che davvero è “gravemente sbagliato”, è che chi guida il Paese preferisca alimentare una falsa polemica piuttosto che spiegare ai cittadini come funziona – davvero – l’autonomia delle istituzioni.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 16:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Quando la propaganda politica diventa criminale: il caso dei bambini nel bosco e il fantasma del lockdown]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Attualit%C3%A0"><![CDATA[Attualità]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A8"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/588750752_1411632963656965_9022609560541264029_n.jpg"  width="325" height="406" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>C’è un’immagine che circola insistentemente sui social: una famiglia sorridente, tre bambini con il volto pixelato, un bosco sullo sfondo, e un titolo roboante che fa balzare sulla sedia chiunque conservi un minimo di memoria storica oltre a della materia grigia ancora attiva..<br data-start="566" data-end="569">
Secondo il messaggio, <strong data-start="591" data-end="706">lo Stato, per mano del governo Conte 2, che durante il Covid “chiudeva in casa i bambini”, oggi li sottrarrebbe ai genitori “per la socialità”</strong>. Una sintesi perfetta della nuova frontiera della propaganda: costruire connessioni dove non ne esistono, creare nemici immaginari e trasformare qualunque decisione giudiziaria in un complotto politico.</div>
<div>La tecnica è semplice: usare una vicenda complessa, dolorosa, e ancora in fase di accertamento, per lanciare segnali emotivi istantanei. Non importa cosa dicono gli atti, non importa cosa abbiano effettivamente riscontrato i servizi sociali o i magistrati. Quel che conta è il frame narrativo: <em data-start="1205" data-end="1231">“ci portano via i figli”</em>. E soprattutto: <span data-start="1248" data-end="1276"><i>“è colpa di qualcun altro”, </i><span class="fs12lh1-5">anche se in questo caso il qualcun altro è un bersaglio completamente falso</span></span></div>
<div><br></div>
<div>L’azzardo comunicativo è evidente. Da una parte il lockdown del 2020, un provvedimento straordinario adottato da quasi tutti i governi mondiali per limitare la diffusione di un virus sconosciuto. Dall’altra, una decisione del tribunale minorile relativa a una situazione familiare ritenuta incompatibile con il benessere dei minori. <span class="fs12lh1-5">Due piani completamente diversi che nella grafica del post diventano magicamente contigui, come se fossero opera di un’unica mano, di un’unica strategia, di un unico “nemico”. </span><span class="fs12lh1-5">E quindi nel messaggio il governo Conte di allora diventa il “rapitore seriale” del 2020 e, per qualche ragione inespressa, anche l’artefice del provvedimento del 2025 anche se ormai quella maggioranza sta all'opposizione. </span><span class="fs12lh1-5">Un’operazione che ha lo stesso valore logico del dire che se piove a novembre e si rompe un rubinetto in cucina a marzo, allora è colpa dell’autunno.</span></div>
<div><br></div>
<div>La propaganda della destra funziona meglio quando trova un simbolo su cui riversare il malcontento: <strong data-start="2746" data-end="2832">un giudice, un servizio sociale, un governo passato, un capro espiatorio qualunque</strong>. Meglio ancora se il bersaglio è appunto un magistrato, perché permette di tirare fuori il cavallo di battaglia preferito: “la riforma della giustizia”, e poco importa se quel magistrato ha agito nell'ambito costituzionale.</div>
<div><span class="fs12lh1-5">Il risultato è desolante: i bambini diventano strumento di lotta politica, i genitori vengono trasformati in martiri o criminali a seconda della convenienza, e la realtà finisce in un angolo. Non si discute più di tutela dei minori, di servizi sociali, di diritti, di doveri. Ci si concentra sul rendere tossico il confronto pubblico, sull’alimentare l’idea di uno Stato persecutore. </span><span class="fs12lh1-5">E così si arriva a mostruosità comunicative come il parallelismo tra lockdown e provvedimento giudiziario. </span><span class="fs12lh1-5">Un cortocircuito non casuale, ma costruito. Perché dove c’è confusione, la propaganda prospera.</span></div>
<div><span class="fs12lh1-5">Mettere sullo stesso piano una pandemia globale e un provvedimento di tutela dei minori non è solo un’operazione illogica: è un tradimento della verità e del rispetto dovuto ai protagonisti reali delle vicende.</span><br></div>
<div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 14:39:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Giorgia Meloni tenta di trasformarsi da coniglio a volpe]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A7"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Meloni_coniglio_volpe_gebmxbck.jpg"  width="359" height="359" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>C’è qualcosa di surreale nella scena politica di questi giorni. La leader del principale partito di opposizione viene invitata alla festa del partito di governo, Fratelli d'Italia, &nbsp;— una di quelle kermesse dove si respira più propaganda che aria — e tutti sembrano stupirsi quando lei, con una calma quasi scolastica, dichiara: <em data-start="567" data-end="616">«Vengo solo se mi confronto con Giorgia Meloni»</em>.<br data-start="617" data-end="620">
Una frase che, in un Paese normale, suonerebbe ovvia come «l’acqua bagna» o «il sole scalda». <span class="fs12lh1-5">E invece no, sembra quasi una richiesta eversiva. Ma davvero si pensa che la segretaria del primo partito d’opposizione debba andare a fare passerella sotto il tendone di FdI per dibattere con un Donzelli, un Bignami o un Delmastro qualunque nonché fascistelli di bassa lega ? È ridicolo persino immaginarlo. </span><span class="fs12lh1-5">O si parla con chi governa, o non se ne fa niente. Altrimenti il confronto — quello vero — lo si fa dove la democrazia, alla quale Giorgia Meloni ed i suoi camerati sono fortemente allergici, lo prevede: in Parlamento. Di certo non davanti allo stand della birra artigianale con sullo sfondo il simbolo della fiamma.</span></div>
<div>Il punto, però, non è questo. È il comportamento di Giorgia Meloni, che davanti alla richiesta legittima di Schlein decide di fare ciò che le riesce meglio: spostare il tavolo, mescolare le carte, ribaltare la domanda. Invece di dire sì o no, rilancia: <em data-start="1455" data-end="1483">«Allora venga anche Conte»</em>. Una manovra da prestigiatrice più che da premier, con l’eleganza di chi dice “Già che ci siamo, decido io con chi deve spartire la scena la vostra opposizione”. Un modo quasi furbo — e molto poco istituzionale — per evitare il confronto diretto senza dichiararlo apertamente. Insomma il coniglio che sfugge da tre anni i confronti con chi non le sia amico, tenta di fare la volpe ma non le riesce proprio, <span class="fs12lh1-5">Elly Schlein non abbocca. Restituisce l’invito al mittente con la cordialità chirurgica di chi ha intuito subito il gioco. Chi invece pare non aver colto l’antifona è Giuseppe Conte, che già lo scorso anno si era prestato a salire sul palco della festa meloniana per fare da bersaglio mobile alle battute di casa. E questa volta rischia di ripetersi.</span></div>
<div>E qui arriviamo al nocciolo della questione: <strong data-start="2160" data-end="2212">la ritrosia di Giorgia Meloni verso il confronto</strong>. Non è un’opinione: sono i fatti a raccontarlo. <span class="fs12lh1-5">Non è un caso che lei stessa, in un fuori onda con Donald Trump, abbia candidamente ammesso: </span><em data-start="2669" data-end="2708" class="fs12lh1-5">«I never want to speak with my press»</em><span class="fs12lh1-5">. Una frase che, per un Presidente del Consiglio, è un po’ come se un chirurgo dicesse: «Preferisco operare al buio». </span><span class="fs12lh1-5">E allora si capisce tutto: non è solo tattica politica, non è solo strategia comunicativa. È una autentica allergia al contraddittorio. </span><span class="fs12lh1-5">E quando non ami il confronto, il modo più efficace per evitarlo è trasformarlo in un gioco delle tre carte. </span><span class="fs12lh1-5">Solo che questa volta il gioco è stato smascherato.</span></div><div>
E l’invito alla festa è tornato indietro, come una lettera “non recapitabile”.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 15:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non solo fascisti ma anche retrogradi e ignoranti]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A6"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-11-21-180919.png"  width="547" height="303" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5">Non solo autoritario, non solo fascista, non solo disastroso dal punto di vista economico, ma anche retrogrado su problematiche sociali e culturali, in sintesi un governo che trascina l'Italia indietro nel tempo cancellando fra l'altro anni di lotte e conquiste sociali.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">C’è qualcosa di profondamente stonato nelle parole ascoltate alla Conferenza internazionale contro il femminicidio. Mentre il Paese si interroga su come fermare una violenza che miete vittime ogni anno, due ministri sembrano voler riportare indietro le lancette dell’orologio.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Da un lato, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che attribuisce la violenza maschile a un presunto “codice genetico” refrattario alla parità. Una sorta di tara ancestrale, una spiegazione pseudo-darwiniana che ricorda più Lombroso che le conoscenze odierne sulla cultura, i ruoli sociali e il potere. Ridurre il femminicidio a un istinto biologico significa togliere responsabilità agli uomini violenti e deresponsabilizzare, di fatto, anche le Istituzioni: se è nei geni, allora si salva chi può.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Dall’altro, la ministra Roccella, che liquida l’educazione sessuale come irrilevante nella prevenzione della violenza di genere e chiede alla sinistra “dati che ne provino l’efficacia”. Eppure ovunque — dall’Unione Europea alle scuole che da anni lavorano su rispetto, consenso, parità — le evidenze indicano esattamente il contrario: prevenire significa educare, formare, costruire relazioni sane prima che accada la violenza. Sminuire questo lavoro significa ignorare decenni di ricerca, esperienze consolidate e indicazioni internazionali.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Il risultato? Un governo che, in un’occasione dedicata a fermare i femminicidi, invece di rafforzare strumenti e percorsi, invita a dubitare della formazione e a comprendere l’“istinto maschile”. Mentre il mondo civile insiste sulla prevenzione culturale, qui si torna a una narrazione ottocentesca fatta di muscoli, destino biologico e sospetti sull’educazione.</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">La violenza contro le donne non è scritta nei cromosomi. La si combatte con cultura, scuola, diritti, protezione, responsabilità politica.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ed è proprio questo che le parole dei due ministri sembrano non voler vedere ma forse non sono nemmeno in grado di capire avendo una visione ideologia di stampo fascista che interpreta il maschio come "essere" dominante e non è in grado di capire il ruolo della cultura e dell'istruzione.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 15:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I fascisti di Fratelli d'Italia alzano il tiro: attacco diretto al Presidente della Repubblica]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A4"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/96acb596-64ef-4b45-8acd-5d26631c19ea.png"  width="359" height="239" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">L’attacco del capogruppo di Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami, quello che ama travestirsi da nazista, al Presidente Mattarella non è un incidente: è l’ennesimo passo di una strategia che da due anni mira da una parte a indebolire ogni contro-potere della democrazia e dall’altra a glissare sui temi della situazione disastrosa del paese totalmente diversa dalla narrazione trionfalistica che Giorgia Meloni illustra durante i suoi comizi elettorali. Quindi mentre non si parla dei dati economici certificati dall’Istat che danno un Pil fermo a 0, o delle stime dell’Europa che ci condannano all’ultimo posto per crescita economica, mentre la presidente del consiglio narra una classifica addirittura ribaltata, ecco che arriva l’attacco al Quirinale dopo quelli alla magistratura, alla Corte dei Conti, alla stampa indipendente e a qualsiasi altro organismo di controllo previsto dalla nostra Costituzione.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Lo spunto sono le parole, scellerate se vere, &nbsp;di un consigliere del Presidente della Repubblica sull'opportunità di liberare il paese da questo governo di incompetenti. Mattarella fino ad ora ha scelto sempre la prudenza—una prudenza attiva, vigile—promulgando leggi pur criticandole, correggendo errori, richiamando il governo quando violava norme europee o principi costituzionali. Ha evitato crisi istituzionali che avrebbero danneggiato il Paese, mantenendo saldo il ruolo di garante visto però da Giorgia Meloni come un ostacolo all’azione di governo invece di garante della democrazia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">La sua cautela non è bastata quindi a frenare l’insofferenza della maggioranza verso la separazione dei poteri. Il premierato che riduce il Presidente a un notaio, la scheda con il nome del “capo del governo”, la continua delegittimazione delle istituzioni fanno parte di un progetto di questa maggioranza chiaro e incontrovertibile: verticalizzare il potere e rendere marginali se non abolire i controlli. Un progetto non ancora passato dal parlamento ma che oggi vede avviati i lavori preparatori per essere approvato e imposto al paese. Di fatto un tentativo di sovvertire l'ordine democratico</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Singolare poi che FdI attacchi il Colle basandosi su un articolo di giornale, quando di solito evita i giornalisti e le domande scomode. Ma se la fonte è “amica”, La Verità in questo caso giornale diretto da Belpietro, allora diventa improvvisamente credibile tanto da portare le sue illazioni scandalistiche addirittura in parlamento.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il vero punto è questo: ogni volta che si colpisce un’istituzione di garanzia, si indebolisce un pezzo della nostra democrazia. E oggi, con lo scontro aperto con il Quirinale, il segnale è più chiaro che mai e uno dei più pericolosi. Ci aspettano due anni veramente terribili ai quali può rispondere solo il voto popolare che per il momento pare pervaso da un letargo senza precedenti.</span></div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 13:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dalla farsa del balletto meloniano alla realtà di un paese in stallo]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A3"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/economia.jpg"  width="323" height="323" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Pochi giorni fa i leaders della maggioranza di governo hanno chiuso la campagna elettorale in Campania ballando al grido di “Chi non salta comunista è” e magnificando i risultati di tre anni di governo. Tutto bello in un paese l’Italia che, secondo il pensiero meloniano, sta sul tetto del mondo. Poi arrivano impietosi i dati ufficiali, quelli reali che certificano il</span><b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"> </span></b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">grande freddo della crescita. L’economia italiana langue, senza mostrare segnali di ripresa significativa, attestandosi in coda persino rispetto ai dati continentali, già poco esaltanti. La politica economica del governo, finora, ha portato l’Italia quasi alla stagnazione, lo "zero virgola" salvandosi dalla recessione solo grazie agli effetti del tanto vituperato Superbonus e dal maltrattato PNRR, due risultati del governo Conte 2.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Le previsioni d’autunno della Commissione Europea hanno messo in chiaro la drammaticità della situazione. Non solo si tratta di una crescita modestissima, ma le stime sono state tagliate ulteriormente:</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">• Per il periodo attuale, la previsione è un lieve soffio di vento dello </span><b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">0,4%</span></b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">, una sforbiciata rispetto allo 0,7% indicato nei mesi scorsi.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">• Anche per il 2026 e il 2027 si è registrato un ritocco al ribasso, con previsioni rispettivamente dello </span><b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">0,8%</span></b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"> (dallo 0,9%) e un ancoraggio allo </span><b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">0,8%</span></b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"> per il 2027.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Questo incremento, fissato allo 0,8% nel 2027, è l'incremento peggiore dell'area euro, senza alcun rimbalzo positivo. Non sorprende che il commissario dell'Unione, Valdis Dombrovskis, abbia definito la nostra crescita come "modesta".</span></div><br><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">A contribuire in maniera determinante a queste stime scoraggianti è una combinazione di fattori che l’esecutivo non è riuscito a mitigare:</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">1. </span><b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Calo dell'Export:</span></b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"> Si registra una vera e propria gelata dell'export, causata dall'esito dei dazi e dalle conseguenze dei conflitti in corso, altra falsità di Giorgia Meloni che pochi giorni fa esultava per l’aumento delle esportazioni</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">2. </span><b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Domanda Interna al Palo:</span></b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"> Lo sfondo di incertezza generalizzata si traduce in un atteggiamento conservativo delle famiglie, che tendono a risparmiare, riducendo gli stimoli per la domanda interna. Secondo le previsioni, solo dal 2027 i consumi potrebbero tornare a essere la leva della crescita.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Nel frattempo però</span><b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"> </span></b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">assistiamo a un incomprensibile accapigliarsi per la manovra, con la consueta raffica di emendamenti. La maggioranza si distrae con scontri interni — la Lega che non arretra su età pensionabile e rottamazione, o lo scontro sulla possibile riapertura della sanatoria edilizia del 2003 in Campania, che si profila come un vero e proprio condono a pochi giorni dalle elezioni Regionali.</span></div><br><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il contrasto tra questo </span><b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">quadro grigio</span></b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"> e i </span><b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">toni trionfalistici della maggioranza</span></b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"> non potrebbe essere più evidente. L’unica nota positiva (il rientro sotto la soglia del 3% del rapporto deficit/Pil, con la possibile revoca della procedura d’infrazione Ue già nella prossima primavera) non può nascondere il fallimento della politica economica nel far progredire un Paese che, a conti fatti, resta fermo. Tanto più poi se si pensa che questo rientro dalla procedura di infrazione sarà utilizzato per accedere ad un prestito europeo non pe la sanità che ormai è allo sbando ma per acquistare armi.</span></div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 10:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Torna la marcia su Roma, in versione terzo millennio]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A2"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/1763283050082.jpg"  width="299" height="299" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Fratelli d'Italia organizza a Roma la nuova marcia in versione terzo millennio: non più truppe di criminali camerati a piedi, ma una parata, sempre di camerati criminali, in auto. Auto rigorosamente con lo scarico aperto e l’acceleratore “appena appena” premuto. Per carità, non per inquinare: per difendere un diritto sacro, ci spiegano. Quale? Quello di lamentarsi del traffico… bloccando il traffico.</span></div><br><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">La delegazione romana di Fratelli d'Italia ha così organizzato la sua “rivoluzione gentile”: </span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">una sfilata in macchina contro Ztl, limiti a 30 km/h e ciclabili “inutili”. </span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Insomma, se negli anni Venti c’era chi marciava verso la Capitale per prendere il potere, oggi c’è chi ci va per rivendicare il diritto di arrivarci a 50 all’ora, anche in strade dove i pedoni rischiano l’estinzione, e soprattutto di inquinare a proprio piacimento.</span></div><br><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il tempismo, poi, è un gioiello d’ironia involontaria: la manifestazione cade giusto giusto nel giorno dedicato alle vittime della strada. Come organizzare una sagra della porchetta il Venerdì Santo: nessuno lo vieta, ma ecco… la finezza non è proprio garantita.</span></div><br><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Nel frattempo, il sindaco Gualtieri propone di portare le Zone 30 al 70% della città per ridurre incidenti e omicidi stradali. Una follia, secondo i manifestanti: meglio una buca sul parabrezza che una pista ciclabile sotto casa.</span></div><br><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">E mentre a Roma ci si scalda per difendere il diritto all’inquinamento, a migliaia di chilometri di distanza il mondo intero discute alla COP30 di come… ridurre l’inquinamento. </span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Sarà forse questa la nostra forma di partecipazione artistica al dibattito globale? Un flashmob post-moderno? Una performance futurista fuori tempo massimo?</span></div><br><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">I social i romani, si sa, naturalmente non perdonano: </span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">«Le sfilate d’auto? Ma ce l’avete già tutti i giorni…», </span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">«Come sfiliamo? Una volta almeno marciavano.»</span></div><br><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Nel frattempo spunta un termine nuovo, bikelash: quell’irritazione profonda che prende alcuni quando vedono una bicicletta avanzare tranquilla, magari senza dover passare mezz’ora a cercare parcheggio. E così i 400 km di nuove ciclabili diventano una minaccia all’identità, un attacco alla civiltà dell’automobile, quasi un colpo di Stato a pedali. &nbsp;</span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">La protesta ricorda anche i ritardi dei bus elettrici e i guasti di metro e tram — critiche sensate. Peccato solo dimenticare che i tagli ai trasporti pubblici arrivano dalla stessa mano che invita ora alla grande adunata dei clacson.</span></div><br><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Alla fine, resta solo una certezza.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Gestire un partito che passa dalle marce alle sfilate d’auto dev’essere un esercizio zen di altissimo livello, ma la sostanza non cambia: Fratelli d’Italia altro non e' che un partito fascista in versione post moderna e come tale va fermato prima che sia troppo tardi.</span></div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 16 Nov 2025 09:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il venerdì giorno di lotta contro il governo fascista]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A1"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/2025_11_08_09.26.39_edit.jpg"  width="313" height="201" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>L’Italia sta attraversando, senza forse rendersene conto, uno dei momenti più bui della sua storia repubblicana e democratica. Non per una crisi economica, non per una guerra, ma per la lenta, costante erosione di quei valori democratici che dovrebbero essere intoccabili.</div>
<div>Mai, dopo la caduta del fascismo, si era visto un presidente del Consiglio che si prende gioco di un sindacato — la CGIL — solo perché osa proclamare uno sciopero contro una manovra di governo. Non un confronto nel merito delle proposte, non un dibattito serio su salario, sanità o diseguaglianze. Solo battutine da talk show, solo sarcasmo sul “venerdì” come giorno di sciopero, come se chi sciopera lo facesse per godersi un weekend lungo e non per difendere, a proprie spese, diritti conquistati con decenni di lotte e sacrifici.</div>
<div>Ma chi sciopera <strong data-start="983" data-end="1013">perde una giornata di paga</strong>, e in tempi come questi — in cui milioni di famiglie arrancano tra mutui, bollette e carrelli della spesa sempre più vuoti — non c’è nulla di “furbo” o “comodo” nel rinunciare al proprio salario. C’è dignità, c’è rabbia, c’è la volontà di dire: <em data-start="1259" data-end="1281">così non va più bene</em>.</div>
<div>Il vero problema è che questo governo non contesta le idee del sindacato, ma la sua stessa esistenza come voce critica. Non sopporta il dissenso, non ammette l’opposizione, e ogni protesta viene ridotta a un fastidio, a un intralcio, a un “attentato alla libertà di chi lavora”. È un linguaggio pericoloso, che affonda le radici in un’anima autoritaria e fascista sempre più evidente. Negare questa evidenza affermando che non c'è pericolo di un nuovo fascismo nel nostro paese, è negare un'evidenza ormai acclarata ed accelerare la deriva autoritaria presente in tutti gli atti di questo governo.</div>
<div>Quando un governo tenta di delegittimare chi rappresenta i lavoratori, quando trasforma un diritto costituzionale — lo sciopero — in un atto da condannare moralmente, quando si offende l'avversario senza entrare nel merito della questione, allora significa che <strong data-start="1851" data-end="1873">il potere ha anche paura</strong>. Paura di un popolo che, nonostante tutto, non ha smesso di pensare.</div>
<div>Dietro le risate, dietro l’ironia sul “venerdì”, si nasconde infatti l’imbarazzo di fronte alla realtà: salari che non crescono, sanità pubblica al collasso, milioni di persone che rinunciano a curarsi. E una legge di bilancio che non redistribuisce, non protegge, non guarda ai più fragili ma porta vantaggi solo a quelle classi sociali che non ne hanno bisogno.</div>
<div>Tutti i governi della Repubblica — anche i più lontani dalle posizioni sindacali — hanno sempre saputo che lo scontro sociale è parte della democrazia. Oggi, invece, si vuole il silenzio. Si preferisce un Paese docile, spettatore, che non sciopera, non disturba, non si informa, un paese da alimentare con tweet e post sui social ma senza affrontare dibattiti con contraddittori qualificati.</div>
<div>Ma un’Italia senza conflitto, senza voce, senza diritto di dire “no” è un’Italia che ha già smesso di essere democratica. <span class="fs12lh1-5">Ecco perché quello del 12 dicembre non è un semplice sciopero. È un segnale d’allarme. È il ricordo, necessario e doloroso, che la libertà non è un privilegio concesso dall’alto, ma un diritto che si difende ogni giorno — anche, e soprattutto, di venerdì.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 13:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Se sei povero ti tirano le pietre .. la vera anima del governo di Giorgia Meloni]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A0"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/121135582-fd52b801-a6fd-4cb1-9663-f9111fa8aa51.jpg"  width="519" height="279" /> <br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Dopo la terza manovra finanziaria del governo di Giorgia Meloni, un elettore di destra non può che sentirsi ingannato, tradito e frustrato. I capisaldi della campagna elettorale meloniana erano sostanzialmente tre: lotta all'immigrazione, diminuzione delle tasse, maggiore sicurezza. Poi altri punti programmatici riguardavano la riforma della giustizia, l'abolizione della legge Fornero, l'autonomia differenziata e l'elezione diretta del Capo dello Stato trasformato poi in premierato. Tutti obiettivi mancati dopo tre anni di governo e che difficilmente potranno essere realizzati nei restanti due. </div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">- La lotta all'immigrazione è fallita, non poteva essere altrimenti considerato che si fondava su un ipotetico e inattuabile blocco navale, ed i centri in Albania sono risultati solo uno spreco di denaro pubblico da togliere all'istruzione ed alla sanità.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">- La Fornero non solo non è stata abolita, ma sostanzialmente peggiorata aumentando l'età pensionabile ma co un effetto propagandistico unico: l'aumento dell'occupazione, dovuta sostanzialmente all'impossibilità di andare in pensione.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">- Sulla sicurezza i dati dell'Istat di pochi giorni fa e della stessa Polizia di Stato certificano un aumento di tutti i reati a partire da quelli a sfondo sessuale. Il governo in questi mesi non fa altro che scagliarsi contro i sindaci delle città governate dal Pd con la solita propaganda falsa e mistificatrice: la sicurezza nelle città dipende dalle forze dell'ordine e dal ministero dell'interno non certo dai sindaci.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">- La riforma della giustizia si è ridotta ad una separazione delle carriere che di fatto riguarda 25 persone ogni anni. Cioà si è modificata la carta costituzione per una platea di qualche decina di persone. Se passerà i referendum sicuramente Meloni si metterà un fiore all'occhiello inutile che non risolve certo i problemi della giustizia.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">- L'autonomia differenziata è stata smontata dalla Corte Costituzionale e il premierato è stato messo in un cassetto per paura di un altro flop.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">E veniamo alle tasse ed alla questione degli stipendi più bassi d'europa che nel giro di qualche anno hanno perso il 9% del loro potere di acquisto. La rimodulazione dell'Irpef sventolata in questa manovra in realtà non è altro che un provvedimento che amplificherà le disuguaglianza. Con un benefico medio di 408 euro per dirigenti e manager e poche decine di euro per lavoratori dipendenti ed operai. Mentre la pressione fiscale è aumentata in due anni di 1,8 punti arrivano a circa 42,8%. Un disastro totale.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">La manovrina per il 2026 però avrà un effetto .... eclatante. Ci farà rientrare dalla procedura d'inflazione per eccesso di deficit e questo risultato positivo per cosa sarà utilizzato ? Per chiedere un prestito di qualche decina di miliardi all'europa da spendere in .... armamenti. Benito Mussolino trascinò l'Italia in una guerra disastrosa, Giorgia Meloni trascinerà il paese in un riarmo inutile e pericoloso a discapito di salute pubblica e istruzione. Cambiano i tempi ma non i risultati.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 17:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dal bacio di Biden, al "Sei bellissima" di Trump, alla figura di cacca con la Libia]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009F"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-11-06-151301.png"  width="350" height="230" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">La narrazione del governo guidato da Giorgia Meloni racconta che l'Italia ha riguadagnato una credibilità internazionale senza precedenti. L'Italia, secondo la carciofara della garbatella, è tornata ad essere protagonista e credibile a livello internazionale. Questi sono i discorsi, che come dice un detto toscano "li porta via il vento", poi ci sono i fatti quelli incontrovertibili che sconfessano la narrazione propagandistica. </div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Giorgia Meloni è passata dai baci in fronte elargiti da Joe Biden, con lei bambina sorridente, ai complimenti fasulli di Donald Trump che l'ha definita "una donna bellissima", un apprezzamento accolto con lo stesso sorriso con il quale Giorgia si prendeva i bacetti del nonno Biden. Queste manifestazioni sono state sufficienti alLA presidente del consiglio per sbandierare ai quattro venti la nuova stagione dell'Italia tornata al centro delle relazioni internazionali. Tutto bellissimo se poi non ci fossero i fatti e la realtà. E questa proprio in questi giorni posiziona l'Italia addirittura dietro la Libia come reputazione a livello internazionale.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Tutto a causa di un torturatore, carceriere, stupratore libico: il generale libico Almasri. "Sfortuna" ha voluto che il generale, dopo la condanna della Corte penale internazionale fosse catturato ed arrestato dalla polizia italiana. Un'operazione degna di encomio, come solitamente fanno esponenti del governo (Salvini in primis) ad ogni operazione simile da parte delle forze dell'ordine italiana, se l'arrestato non fosse uno di quei criminali libici con i quali il governo ha stretto un patto affinché impediscano la fuga verso l'Italia di migranti dalle coste libiche. Alla notizia dell'arresto Meloni, Nordio e Piantedosi se la sono fatta nelle mutande e, disattendendo il diritto internazionale e incapaci di far valere la legge, non solo hanno liberato il criminale Almasri ma addirittura lo hanno rimpatriato con tutti gli onori e riservandogli un volo di Stato. Poi Piantedosi e Nordio sono andati in Parlamento (Giorgia Meloni no perché lei è allergica alla democrazia) il primo a elogiare la Polizia che aveva arrestato il generale libico soggetto pericoloso, il secondo invece a spiegare come, proprio a causa della pericolosità, fosse stato necessario liberarlo e riportarlo in Libia con tutti gli onori del caso. Poi accade che proprio in Libia i magistrati, rispettando il mandato di cattura della Corte penale internazionale, ordino il suo arresto. </div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Insomma in buona sostanza la Libia da una bella lezione di diritto internazionale all'Italia. Si proprio all'Italia quel paese tanto bistrattato che grazie a Giorgia Meloni è tornato ad occupare posizioni di rilievo sullo scenario internazionale. Certo ma sempre un passo dietro la Libia.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Come sempre i fatti surclassano le parole, ma le parole servono per abbindolare le teste vuote dei cittadini che ancora sostengono questo governo. </div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 14:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'ipocrisia di Donzelli e Crosetto sbugiardata dal silenzio di Giorgia Meloni]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009E"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Meloni-28.jpg"  width="355" height="200" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">A Parma nella sede di Fratelli d'Italia un gruppo di giovani criminali fascisti inneggia al duce e si esibisce a cori fascisti. Niente di nuovo sotto il sole: si tratta solo dell'ultimo episodio di una lunga serie che ha preso avvio da quando la maggioranza di destra, guidata dalla camerata Giorgia Meloni, si è insediata al governo del paese. Subito parte la condanna formale da parte di esponenti di FdI, dichiarazioni destinate alla stampa, ma l'assenza di dichiarazioni in merito da parte della leader del partito nonché presidente del consiglio, Giorgia Meloni, sancisce la realtà dei fatti: il fascismo rimane una componente fortemente identitaria del partito, tollerata nella vita interna del partito stesso ed anzi incentivata come dimostrano certi discorsi fatti davanti alla platea dei giovani di Fratelli d'Italia. Un doppio volto che crea le condizioni ideali per episodi come quello di Parma e crea le condizioni ideali per una escalation della violenza fascista. &nbsp;Forse sarebbe i caso che i media e soprattutto l'opposizione si rendessero conto di una fatto ormai inalienabile: Fratelli d'Italia è un partito fascista e Giorgia Meloni non solo è cosciente di questa identità ma la incentiva soprattutto nei suoi discorsi davanti alle frange giovanili del suo partito. </div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Le dichiarazioni dei vari Donzelli e Crosetto che si sbracciano per affermare che in FdI non c'è spazio per i nostalgici si infrangono contro la realtà: Fratelli d'Italia nel suo simbolo ha la fiamma che fu del Movimento Sociale e del fascista Giorgio Almirante, uno degli esponenti più rappresentativi del partito, Ignazio La Russa Presidente del Senato, ogni sera quando torna a casa si inchina davanti ai busti di Benito Mussolini. Oltre a queste manifestazioni di facciata c'è poi l'azione di governo che rafforza l'identità fascista del partito di Giorgia Meloni. I decreti sicurezza, la lotta al dissenso, la disertazione continua dal confronto con il mondo dell'informazione, la riforma della giustizia e la prossima riforma del premierato sono i fatti concreti che dovrebbero preoccupare tutti coloro che tengono alla democrazia. Si tratta di provvedimenti ognuno dei quali smantella un piccolo pezzo di democrazia nel tentativo di instaurare un nuovo regime di stampo fascista. Certo non ci sarà una nuova marcia su Roma ma la direzione intrapresa dall'azione di governo ha le stesse finalità: smantellare la repubblica democratica con picconate ai vari poteri di controllo, primo su tutti la magistratura, per arrivare ad un uomo/donna unico/a al comando senza i laccioli del parlamento, della giustizia, della corte dei conti e via dicendo.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">E' ora di prendere atto di questa triste realtà e di iniziare una nuova resistenza che ostacoli questo nuovo fascismo prima che sia troppo tardi.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 16:59:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Con il governo fascista tornano le bombe per abbattere la democrazia]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009D"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/image_07zip66i.jpg"  width="341" height="341" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Il governo di Giorgia Meloni lo ha dichiarato e sostenuto fin dal primo giorno dopo il suo insediamento: l'obiettivo principale era ed è quello di imporre una propria egemonia culturale. Come se la cultura si potesse accendere o spegnere a proprio piacimento. </div><div>L'azione del governo nel campo culturale è iniziata subito dalla televisione pubblica e i dati parlano da soli. <span class="fs12lh1-5"><b>Fabio</b></span> <strong data-start="934" data-end="963" class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5">Fazio, Corrado Augias, Lucia Annunziata, Bianca Berlinguer</span></strong><span class="fs12lh1-5"> </span><span class="fs12lh1-5">— voci indipendenti, esperte, autorevoli —</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong data-start="1007" data-end="1047" class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5">allontanati o spinti alle dimissioni. </span></strong></div><div><span class="fs12lh1-5">L'operazione è continuata sulla emittente radiofonica Radio 2 cancellando o declassificando trasmissione storiche: via </span><span class="fs12lh1-5"><b>Non è un paese per giovani</b>, via </span><span class="fs12lh1-5"><b>610</b>, via </span><span class="fs12lh1-5"><b>Campioni del mondo</b>, via </span><span class="fs12lh1-5"><b>Caterpillar</b></span><span class="fs12lh1-5"> spostata ad un orario impossibile, per non parlare di Social Club dove Luca Barbarossa è stato affiancato da un insulsa e inascoltabile Eva Stoccolma. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Insomma uno sterminio vero e proprio </span><span class="fs12lh1-5">che ha portato alla sostituzione di trasmissioni intelligenti </span><strong data-start="1302" data-end="1330" class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5">format leggeri e innocui, </span></strong><span class="fs12lh1-5">progettati per non disturbare nessuno.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Poche sono le eccezioni sopravvissute ed una di queste è proprio Report di Sigfrido Ranucci su Rai 3. Una trasmissione di inchiesta unica, indipendente che ha subito in questi ultimi anni una serie incredibile di attacchi dal potere politico governativo. Quasi tutti i ministri del governo Meloni hanno una intentato una querela verso Ranucci ed i suoi collaboratori così come i maggiori esponenti di Fratelli d'Italia, ma non contenti di queste inaccettabili querele Giorgia Meloni si è spesa molto nei suoi comizi elettorali per attaccare e delegittimare Report. Tutto questo odio e questa violenza contro un giornalista della televisione pubblica ha portato alla </span><span class="fs12lh1-5">bomba davanti casa di</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong data-start="497" data-end="517" class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5">Sigfrido Ranucci, </span></strong><span class="fs12lh1-5">proprio nel momento in cui la redazione annuncia le nuove inchieste che partiranno fra poco nella nuova stagione di Report.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5">Un segnale inquietante, che non può essere liquidato come un episodio isolato. </span><span class="fs12lh1-5">Questo è il</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong data-start="1751" data-end="1798" class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5">frutto amaro di un clima costruito con cura</span></strong><span class="fs12lh1-5">, giorno dopo giorno: </span><span class="fs12lh1-5">criminalizzare chi critica, ridicolizzare chi pensa, intimidire chi indaga soprattutto se si tratta di giornalismo di inchiesta. </span><span class="fs12lh1-5">È una strategia vecchia come il potere soprattutto il potere di destra: quando non si riescono a mantenere le promesse, si cercano i nemici. </span><span class="fs12lh1-5">E così, mentre si taglia sul welfare, si aumenta la spesa militare, si strizza l'occhio agli evasori con l'ennesimo condono, si proteggono i grandi profitti di banche e assicurazioni, l'attenzione viene spostata su chi osa raccontare la realtà.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ma ATTENZIONE la</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong data-start="2143" data-end="2184"><span class="fs12lh1-5">libertà d’informazione non è un lusso</span></strong><span class="fs12lh1-5">: è la spina dorsale di ogni democrazia. </span><span class="fs12lh1-5">Difendere Ranucci, oggi, significa difendere il diritto di tutti noi a sapere, a discutere, a non accontentarci delle versioni ufficiali. E fanno ridere, se ci fosse da ridere, le attestazioni di vicinanza a Sigfrido Ranucci di Giorgia Meloni e di tutti i suoi ministri: più che le parole piene di ipocrisia servirebbero i fatti e quindi per esempio cancellare tutte le querele in corso contro lo staff di Report oppure contestare le inchieste della trasmissioni portando fatti e non querele.</span><br data-start="2364" data-end="2367"><span class="fs12lh1-5">Perché</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong data-start="2374" data-end="2404"><span class="fs12lh1-5">la verità non è mai comoda</span></strong><span class="fs12lh1-5">, ma è sempre necessaria.</span></div></div><div><span class="fs12lh1-5">.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 18 Oct 2025 13:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Giorgia Meloni silenziosa con la lingua ma non con i fatti]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009C"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/giorgia-meloni24.jpg"  width="370" height="212" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Oggi 13 Ottobre 2025 con una rappresentazione scenica senza precedenti va in onda la firma del "cessate il fuoco" a Gaza. Intanto mancano gli attori principali come Netanyahu e Hamas, ma intorno al bullo Donald Trump svolazzano vari attori fra i quali la vestale Giorgia Meloni. Che sia una farsa lo dimostra un fatto singolare: il Presidente degli USA, in questo caso Donald Trump ma poteva essere un altro e la sostanza non sarebbe cambiata, colui cioè che ha autorizzato il genocidio del popolo palestinese, oggi viene presentato come l'angelo che sceso dal cielo ha portato la pace. Una schizofrenia tipica dei nostri tempi, quella stessa schizofrenia che vorrebbe far passare Giorgia Meloni come la tessitrice silenziosa di questa "pace". In realtà Giorgia Meloni è stata si silenziosa in questi due anni ma nei fatti ha fatto di tutto per assecondare il Presidente Trump. Ecco la cronologia dei fatti che identificano Giorgia Meloni come complice del genocidio (non l'unica sia chiaro).</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><ul><li aria-level="1"><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><i>19 settembre 2024, Giorgia Meloni si è rifiutata di votare in favore di una risoluzione Onu che chiedeva a Israele di porre fine all’occupazione dei territori palestinesi in solidarietà con Netanyahu che, in quei luoghi, uccide i palestinesi tutti i giorni.</i></span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><i>11 ottobre 2024 Giorgia Meloni, nel MeD9 a Cipro, ha impedito l’inserimento di un brano contro la vendita di armi a Israele, richiesto da Macron e dal premier spagnolo Sanchez, nella nota con cui Francia, Italia e Spagna hanno condannato l’attacco israeliano contro Unifil in Libano.</i></span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><i>15 ottobre 2024 Giorgia Meloni ha dichiarato di avere fornito assistenza militare a Netanyahu durante tutto il bombardamento di Gaza nel suo discorso alla Camera dei deputati, sebbene Israele fronteggiasse un processo per genocidio all’Onu.</i></span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><i>21 novembre 2024, quando la Corte penale internazionale ha spiccato il mandato di cattura contro Netanyahu, Meloni si è affrettata a delegittimare i suoi giudici per bocca di Tajani. Secondo Meloni e Tajani, quel mandato di cattura è l’atto politico fazioso di un gruppo di giudici che vuole attaccare ingiustamente Netanyahu.</i></span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><i>20 dicembre 2024, Netanyahu ha dilaniato con le bombe 12 membri di una famiglia a Jabalia tra cui 7 bambini, nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Due giorni dopo, il 22 dicembre, Giorgia Meloni ha inviato Crosetto a Tel Aviv per rinnovare il sostegno del governo italiano al ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, il responsabile delle stragi.</i></span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><i>6 maggio 2025 gli eurodeputati di Fratelli d'Italia hanno votato contro la richiesta di discutere nel Parlamento europeo la situazione dei palestinesi a Gaza dopo l’annuncio di Netanyahu di bloccare tutti gli aiuti umanitari, inclusi cibo, acqua e medicinali, e di occupare la città permanentemente.</i></span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><i>21 maggio 2025 Kaja Kallas, su impulso dei Paesi Bassi, ha proposto di rivedere l’accordo di associazione con Israele per punire Netanyahu, ma Giorgia Meloni si è opposta per difendere il premier israeliano.</i></span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><i>Da novembre 2023 a marzo 2025, Meloni ha anche fornito a Israele materiali per esplosivi nonché per lo sviluppo di bombe termonucleari classificati come esportazioni di forniture civili e dunque non soggette al controllo dell’Uama (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento) come da legge 185 del 1990 e quindi all’approvazione del Parlamento.</i></span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="cf1"><i><span class="fs10lh1-5">Durante lo sterminio dei palestinesi a Gaza, Meloni ha manifestato il suo sostegno a Netanyahu comprando una quantità sempre maggiore di armi da Israele. Nel 2024, Meloni ha trasformato Israele nel secondo Paese da cui l’Italia acquista più armi. Nel 2023 Israele era il settimo Paese da cui l’Italia acquistava più armi. Nel 2024 Israele è diventato il secondo Paese fornitore di armi per l’Italia. Nel 2024 Meloni ha rilasciato 42 nuove autorizzazioni per importare armi da Israele per un totale di 154 milioni di euro pagati a Netanyahu.</span><br></i></span></div></li></ul><div><i><span class="fs10lh1-5 cf1"><br></span></i></div><div><span class="fs12lh1-5">Tutti fatti che sommati al silenzio assoluto di Giorgia Meloni sia sulla stampa che in parlamento, pongono la Presidente del Consiglio in prima linea nel lisciare il pelo a Trump.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Qualcuno allora si chiederà: ma perché Donald Trump ad un certo punto ha cambiato strada prendendo il telefono e imponendo a Netanyahu di farla finita ?. Non è difficile da capire se ci si informa e si mettono da parte le semplificazioni e le fake news messe in giro dalla destra del governo italiano.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il primo fatto è stato l'accordo fra Arabia Saudita e Pakistan, che rappresenta una potenza nucleare. Dopo il bombardamento in Qatar autorizzato da Trump, gli arabi si sono visti in pericolo ed hanno stretto accordi con una potenza nucleare mettendo in un angolo il loro presunto amico Trump.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il secondo fatto sono state le imponenti manifestazioni di cittadini in tutto il mondo stanchi di assistere inermi al genocidio ed alla sudditanza dei loro governi agli Usa. Ma un fatto in particolare ha smosso Donald Trump, un fatto ignorato dai media che vanno per la maggiore: il blocco dello stoccaggio di armi nella base militare di Camp Derby messo in atto dai portuali livornesi e dagli aeroportuali di Pisa. Un'alleanza inedita ma che ha messo in ginocchio una della principali basi americane in Europa. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Altro che Giorgia Meloni che oggi va a festeggiare una presunta pace, una delle tante di questi ultimi 50 anni che alla fine non hanno funzionato.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 17:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Mentre Giorgia Meloni distrae i cittadini con il suo vittimismo, il paese arranca]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009B"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-10-08-154350.png"  width="234" height="229" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">La sbornia delle manifestazioni pro Palestina e le polemiche sollevate dal governo con Giorgia Meloni in testa, hanno messo in secondo piani alcuni problemi reali del paese come la costante crescita delle disuguaglianze. Ieri la Presidente del Consiglio è andata da Bruno Vespa per mettere in scena l'ennesima farsa del suo vittimismo. Si è lamentata delle continue minacce di morte che riceve accusando come al solito la sinistra che fomenterebbe l'odio verso di lei. La domanda è: ma se riceve tutte queste minacce perché le va a raccontare in una trasmissione televisiva invece di fare un esposto alla magistratura ? Forse perché si tratta delle sue solite paranoie ? Comunque dopo la parentesi internazionale che ha visto il governo del "prima gli italiani" e della "difesa dei confini" sopportare e giustificare l'invasione militare di Israele a barche italiane in acque internazionali, oggi arriva uno dei tanti report dell'Istat che pongono l'accento sulla situazione economica del paese.</div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>L’ultimo report ISTAT sulle spese per consumi delle famiglie italiane infatti racconta una stabilità che, a ben guardare, è tutt’altro che rassicurante. Nel 2024 la spesa media mensile si è fermata a <strong data-start="910" data-end="924">2.755 euro</strong>, praticamente invariata rispetto all’anno precedente. Ma questa apparente quiete nasconde una realtà molto più amara: <strong data-start="1043" data-end="1086">con la stessa cifra oggi si compra meno</strong>. <span class="fs12lh1-5">L’istituto nazionale di statistica lo dice chiaramente: tra il 2019 e il 2024 le spese delle famiglie sono aumentate del </span><strong data-start="1210" data-end="1218" class="fs12lh1-5">7,6%</strong><span class="fs12lh1-5">, mentre i prezzi — misurati dall’indice armonizzato IPCA — sono cresciuti del </span><strong data-start="1297" data-end="1306" class="fs12lh1-5">18,5%</strong><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter">
Tradotto: il potere d’acquisto è <strong data-start="1343" data-end="1370">crollato di circa l’11%</strong>.<br data-start="1371" data-end="1374"><br></div><div>
Una famiglia media di fatto spende <strong data-start="1505" data-end="1551">3.400 euro in meno l’anno in termini reali</strong>, di cui <strong data-start="1560" data-end="1590">600 euro solo per alimenti</strong>. <span class="fs12lh1-5">È una perdita che colpisce in silenzio. </span><span class="fs12lh1-5">Quasi </span><strong data-start="1641" data-end="1672" class="fs12lh1-5">una famiglia su tre (31,1%)</strong><span class="fs12lh1-5"> ha dichiarato di aver dovuto </span><strong data-start="1702" data-end="1759" class="fs12lh1-5">limitare la quantità o la qualità del cibo acquistato</strong><span class="fs12lh1-5">; un dato stabile rispetto al 2023, ma che mostra un disagio ormai strutturale. </span><span class="fs12lh1-5">Eppure, mentre l’inflazione rallenta, le cucine restano più vuote.</span></div>
<div>La stabilità, diceva qualcuno, può anche essere quella della morte: immobilità di fronte a un disagio che cresce.<br data-start="2376" data-end="2379">
Se i dati ISTAT mostrano famiglie che tagliano sulla spesa alimentare, sulle scarpe e sui viaggi, significa che il motore dei consumi — e quindi dell’economia — si sta <strong data-start="2547" data-end="2593">fermentando sotto la crosta dell’apparenza</strong>.</div>
<div>Nel dibattito pubblico, però, questa realtà passa in secondo piano perché è di segno totalmente opposto alla narrazione di Giorgia Meloni che illustra un paese florido come non mai.<br data-start="2665" data-end="2668">
Le tensioni internazionali, le polemiche di palazzo, le dichiarazioni di circostanza dominano il discorso politico, mentre <strong data-start="2791" data-end="2837">il potere d’acquisto dei cittadini arretra</strong> e le famiglie italiane fanno i conti, ogni giorno, con la propria microeconomia domestica. <span class="fs12lh1-5">Il rischio è che l’Italia si abitui a questa “stabilità”: un equilibrio fragile, mantenuto solo dalla capacità di adattarsi alla scarsità.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 13:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Difesa dei confini verso i deboli ma non verso chi usa la forza]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009A"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/558751056_1385754486892141_8254781287751311405_n.jpg"  width="489" height="326" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Mentre in questi giorni tutta la politica europea cerca di metterci in guardia verso una possibile </span><span class="cf1"></span><span class="cf1">attacco di Putin all'Europa e all'Italia, Israele entra sul nostro territorio con l'esercito in assetto di guerra ed il nostro governo lo "supplica" di non usare la forza. Il popolo però si ribella e in due giorni riversa in strada tre milioni di persone contro la guerra, contro Israele e contro il governo.</span></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">"Ho attraversato il corteo pensando alla mia gente, alla mia famiglia, ai miei amici. Volevo raccontare loro cosa stavo vedendo, ma è difficile farlo con poche parole. Provo un misto di orgoglio, emozione e dolore. Non è solo una protesta, è un respiro collettivo. Persone di ogni età e provenienza che dicono: vi vediamo, siamo con voi”.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">Così parla Imran, palestinese di Gerusalemme Est, e nelle sue parole si riconoscono oltre tre milioni di persone scese in piazza tra venerdì e sabato in tutta Italia.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">Una marea di voci, bandiere e passi che chiedono la fine del genocidio e la libertà per la Palestina. Una semplice richiesta di pace, di giustizia, di umanità e soprattutto l'ultimo tentativo per tenere fuori l'Italia dall'essere complice di un genocidio..</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">Ma il governo – invece di ascoltare – continua a sbeffeggiare i manifestanti, a ridurre tutto a “disordini”, mentre il ministro Salvini pensa bene di rispolverare l’idea di limitare il diritto di sciopero.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">Non una parola per i milioni che hanno marciato in silenzio o cantando, non un gesto di ascolto verso chi chiede solo di non voltarsi dall’altra parte.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">Lo stesso governo che proclama “difendiamo i confini” ha invece permesso che militari israeliani in assetto di guerra invadessero il territorio italiano rappresentato dalle imbarcazioni italiane della Flotilla per Gaza, senza muovere un dito. Anzi, si è affrettato a pregare Israele “di non usare violenza”, quasi fosse un favore da chiedere a chi ha già fatto della violenza una politica quotidiana.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">Quanta lontananza dagli slogan di difesa dei confini lanciati quando i "presunti invasoi" erano e sono gli immigrati.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">E poi c’è Giorgia Meloni, che ancora una volta dimostra di non essere una leader di governo, ma una capo fazione. Una premier che parla solo alla sua minoranza, dimenticando che la democrazia imporrebbe di rappresentare l’intero Paese.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">Nel fine settimana lungo, invece di pensare a chi in Italia chiede lavoro, giustizia e pace, la Meloni sembra preoccuparsi solo di garantire una vita sempre più corta ai palestinesi, stremati da guerra e fame.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">Ma le piazze, questa volta, hanno parlato più forte dei palazzi.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">Hanno detto che l’Italia non è neutrale di fronte all’ingiustizia.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs10lh1-5 cf1">Che la solidarietà non si arresta, nonostante l’indifferenza e le menzogne. Hanno detto che siamo gocce, sì — ma milioni di gocce possono fare un mare. E quel mare, oggi, si chiama Palestina libera.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 16:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Flotilla, Gaza e Italia: un paese diverso dal governo fascista di Giorgia Meloni]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000099"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-10-03-145414.png"  width="287" height="286" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>La vicenda della <em data-start="203" data-end="226">Global Sumud Flotilla</em> ha lanciato un messaggio forte al popolo di Gaza, vittima di un genocidio sotto gli occhi del mondo. Ma, allo stesso tempo, ha messo a nudo tutte le ombre dell’Italia di oggi: un Paese governato da una classe dirigente incapace non solo di gestire una democrazia, ma anche di rispettare la Costituzione sulla quale ha giurato.</div>
<div>Dalla reazione del governo Meloni emergono due verità amare:</div>
<ol data-start="621" data-end="2008">
<li data-start="621" data-end="1430">
<div><strong data-start="624" data-end="669">L’irrilevanza internazionale dell’Italia.</strong><br data-start="669" data-end="672">
Nonostante le continue dichiarazioni sul ruolo “centrale” del nostro Paese nello scacchiere globale, i fatti raccontano un’altra storia. L’Italia resta marginale, succube delle decisioni dei propri alleati occidentali. La “sponda privilegiata” con Trump si è tradotta in dazi al 15%, presto al 100% per i prodotti farmaceutici, che Confindustria definisce una sciagura mentre esponenti del governo li descrivono come “opportunità”. E intanto Israele, “Paese amico”, assalta in acque internazionali navi battenti bandiera italiana, arresta civili pacifici, e il ministro della Difesa trova persino il modo di ringraziare per la “moderazione” dimostrata. Una vera e propria azione di guerra contro la nostra sovranità, liquidata con parole di circostanza.</div>
</li>
<li data-start="1432" data-end="2008">
<div><strong data-start="1435" data-end="1473">L’inadeguatezza sul piano interno.</strong><br data-start="1473" data-end="1476">
Mentre centinaia di migliaia di cittadini scendono in piazza per protestare contro il genocidio a Gaza e la complicità del governo, la Presidente del Consiglio attacca la Flotilla e insulta chi sciopera, accusandolo di cercare un “weekend lungo”. Una retorica sprezzante, che criminalizza la protesta e deride lavoratrici e lavoratori che pagano di tasca propria il dissenso. È l’ennesima conferma di un governo che si sente rappresentante di una parte, non di tutto il Paese, in aperta violazione dello spirito costituzionale.</div>
</li>
</ol>
<hr data-start="2010" data-end="2013">
<div>Oggi lo sciopero generale, indetto da sindacati e movimenti di base, è la risposta civile e pacifica a questa deriva. Nonostante il tentativo del governo e della Commissione di garanzia di delegittimarlo, la protesta è legittima e sacrosanta. Non è solo un grido contro il genocidio palestinese, ma anche un atto di difesa dell’ordine costituzionale, dopo che navi italiane sono state sequestrate e cittadini italiani arrestati illegalmente.</div>
<div>La verità è che la società civile sta salvando l’onore del nostro Paese.<br data-start="2532" data-end="2535">
Non lo fa il governo, che balbetta e si piega, ma lo fanno i cittadini nelle piazze, i lavoratori in sciopero, i giovani che manifestano.</div>
<div>Di fronte a tutto questo, è inevitabile che cresca lo scontro sociale.<br data-start="2751" data-end="2754">
Se le istituzioni rinunciano al proprio ruolo, la voce della protesta rischia di farsi più dura, più radicale. Perché chi non ha potere, come può essere ascoltato, se non alzando il tono della propria indignazione?</div>
<div>Oggi l’Italia si trova davanti a uno specchio: <strong data-start="3019" data-end="3132">vuole essere un Paese complice dei crimini di guerra o una democrazia che difende la dignità e la vita umana?</strong><br data-start="3132" data-end="3135">
La risposta non la troveremo nelle parole del governo, ma nelle piazze, nelle scuole, nei luoghi di lavoro. È lì che ancora batte il cuore della nostra Costituzione.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 12:55:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[I governi occidentali complici del terrorismo di Israele, ora tocca ai cittadini]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000098"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-10-02-084609.png"  width="506" height="274" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Quello che è accaduto alla <em data-start="321" data-end="344">Global Sumud Flotilla</em> è solo l’ennesimo tassello di una lunga catena di soprusi, abusi e crimini perpetrati da Israele nel silenzio – o meglio, nella complicità – del mondo occidentale.</div>
<div>Un attacco compiuto in acque internazionali, contro ogni norma di diritto internazionale, contro ogni principio di libertà di navigazione sancito dalla Convenzione Onu sul diritto del mare. Le imbarcazioni della Flotilla, cariche di aiuti umanitari per la popolazione di Gaza, non violavano alcuna regola: erano nel pieno rispetto delle norme internazionali. Eppure sono state assaltate, sequestrate, minacciate, i loro equipaggi trattati da criminali.</div>
<div>Sequestrare navi civili in mare aperto equivale a sequestro di persona. Confiscarle o affondarle è una rapina. Ma la comunità internazionale tace. Non solo: governi come quello italiano hanno avuto la possibilità – e il dovere – di difendere cittadini, imbarcazioni e principi di diritto. Avrebbero potuto portare il caso davanti alla Corte Penale Internazionale, alle Nazioni Unite, alle sedi competenti. Non lo hanno fatto. Anzi, hanno preferito voltare lo sguardo altrove, quando non addirittura criminalizzare le vittime, come accaduto con le parole e le azioni del governo Meloni.</div>
<div>Questa non è una vicenda isolata. Dal 2007 Israele impone un blocco navale a Gaza dichiarato <em data-start="1650" data-end="1660">illegale</em> dalla Corte internazionale di giustizia e da numerosi organismi indipendenti. Un blocco che priva più di due milioni di persone di cibo, acqua, cure, prospettive di vita. Un assedio che, unito ai bombardamenti e all’occupazione militare, configura un <em data-start="1912" data-end="1923">genocidio</em>, come denunciato formalmente dal Sudafrica davanti alla Corte dell’Aia.</div>
<div>E non è dal 7 ottobre 2023 che tutto questo è iniziato. È dal 1948 che la progressiva occupazione della Palestina si è trasformata in una politica sistematica di apartheid, segregazione, espulsioni, distruzione di villaggi, negazione di diritti fondamentali. Una violenza strutturale che ha alimentato disperazione e reazioni violente, bollate poi come terrorismo, senza mai riconoscerne la causa originaria.</div>
<div>Oggi, l’ennesimo attacco alle barche pacifiche della Flotilla ci mostra un dato sconvolgente: non è solo Israele a violare la legalità internazionale, ma l’intero mondo occidentale a farsi complice. Con le armi fornite, con la tecnologia acquistata, con il silenzio assordante che legittima l’illegittimo.</div>
<div>La domanda è semplice: <strong data-start="2743" data-end="2925">fino a quando la comunità internazionale continuerà a tollerare – e a sostenere – questa politica criminale, antidemocratica e contraria a ogni principio di diritto e di umanità ? Nel frattempo però i cittadini si ribellano e manifestazioni sono in corso in tutta Italia e non solo: è venuto il momento di dire basta e se non lo fanno i governi lo farà il popolo.</strong></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 Oct 2025 06:47:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Al tavolo dei criminali mancava il quarto: da stasera c'è e possono farsi un bel tresette con i morti]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000097"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/000000024.jpg"  width="415" height="233" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><b class="fs72lh1-5">+</b></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-10-01-211615.png"  width="244" height="170" /><b class="fs72lh1-5"><br></b></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Dopo mesi nei quali i tre principali destabilizzatori del pianeta sono stati impegnati a bombardare e massacrare non solo militari ma anche donne e bambini, è arrivato finalmente il quarto per completare il circolo dei criminali. In realtà è arrivata perché si tratta di una donna, la prima donna del consiglio italiana, prima non solo per il fatto di essere donna ma anche per i disastri che ha combinato in questi tre anni di governo. Oggi ne ha combinata un'altra e per questo è stata accettata nel club dei criminali del pianeta: ha abbandonato al suo destino la F<span style="text-align: start;" class="fs12lh1-5">lotilla Global Sumud. Non contenta del suo comportamento criminale, che per altro gli è valso un posto al tavolo del tresette, ha speso anche parole ignobili e offensive verso persone che, a spese proprie, hanno tentato di dimostrare a tutto l'occidente che cosa si dovesse fare per aiutare il popolo palestinese. Lei, insieme a tutto l'occidente, non ha speso né una parola né un gesto per bloccare l'atto terroristico di pirateria internazionale messo in atto da Israele, anzi ha accusato la Flotilla di mettere in pericolo quel pseudo piano di pace messo in campo da Trump, il principe dei criminali. E' arrivata perfino a dire che quella azione da "irresponsabili" fosse stata organizzata contro il suo governo, sebbene la Flotilla abbia al suo interno rappresentanti di 44 paesi. Che ne sanno in Colombia del governo Meloni ? Niente a parte il fatto che se qualcuno conosce l'italiano sa che i meloni sono ottimi frutti estivi. Naturalmente Meloni prova grande ammirazione per Netanyahu in quanto lui dal 2007 riesce a fare quel blocco navale, illegale perché è organizzato in acque internazionali, che a lei ha permesso di vincere le elezioni ma che poi non ha attuato come tante altre promesse elettorali.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span style="text-align: start;" class="fs12lh1-5">Purtroppo però Giorgia Meloni fa bene a comportarsi così perché gli italiani sbraitano, si incazzano, protestano salvo poi quando c'è da votare ed eventualmente dare una bella botta a questa fascista che fanno: se ne stanno a casa come è accaduto nelle Marche. Brava Meloni continua così ormai sei entrata nel club non mollare più.</span></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 19:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Flotilla: l'Occidente allo sbando complice di Netanyahu]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000096"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/546520621_10237256457407555_6471981960247172237_n.jpg"  width="508" height="236" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>C’è qualcosa di profondamente distorto nel dibattito italiano – ed europeo – sulla <strong data-start="288" data-end="313">Global Sumud Flotilla</strong>. Da giorni, governo e media nostrani sembrano ossessionati da un unico obiettivo: <em data-start="396" data-end="405">fermare</em> le navi umanitarie che tentano di raggiungere Gaza. Tutti pronti a raccomandare prudenza agli attivisti, tutti impegnati a “sondare” le intenzioni di Israele. Ma quanti, tra ministri e opinionisti, hanno alzato la voce per <strong data-start="629" data-end="670">intimare a Israele di non intervenire</strong> con la forza su una missione che trasporta aiuti e parlamentari, e che si muove in acque internazionali?</div>
<div>Nel frattempo, mentre Roma manda ambasciatori a chiedere “moderazione”, <strong data-start="849" data-end="880">Tel Aviv bombarda con droni</strong> e minaccia abbordaggi, ricordando al mondo che il blocco navale imposto dal 2009 non è negoziabile. Tutto ciò “alla faccia del diritto internazionale”, che in teoria dovrebbe proteggere navi civili impegnate in operazioni umanitarie.</div>
<div>C’è chi prova a liquidare la Flotilla come “missione politica”, quasi fosse una colpa. <strong data-start="1203" data-end="1228">Certo che è politica!</strong> È politica nel senso più nobile: <em data-start="1262" data-end="1272">denuncia</em> una realtà che i governi occidentali fingono di non vedere. Con decine di migliaia di morti a Gaza, con un assedio che dura da anni, l’Europa che si vanta di difendere i diritti umani resta immobile, incapace perfino di varare una <strong data-start="1504" data-end="1523">minima sanzione</strong> contro Israele.</div>
<div>Mentre i nostri ministri – Tajani, Crosetto, Meloni – intrecciano “contatti ad altissimo livello” con l’establishment israeliano, la Marina italiana si limita a seguire la Flotilla “pronta solo al soccorso”, già con l’ordine di non reagire a eventuali attacchi. È un copione già visto: <strong data-start="1829" data-end="1851">2010, Mavi Marmara</strong>, nove attivisti uccisi in acque internazionali. Oggi, a distanza di quindici anni, il rischio di una nuova strage è reale e documentato.</div>
<div>Eppure la preoccupazione di Palazzo Chigi sembra tutta rivolta a evitare “provocazioni”, mai a chiedere conto a chi minaccia di sparare. Così l’Occidente, “nell’età del vuoto” di cui parla Cacciari, si ritrova complice silenzioso: pronto a stigmatizzare ogni gesto di solidarietà verso i palestinesi, incapace di dire <strong data-start="2308" data-end="2317">basta</strong> a un’occupazione che molti giuristi definiscono apartheid e che ora sfiora apertamente il genocidio.</div>
<div>La Flotilla, con le sue 42 barche, è un dito puntato contro questa ipocrisia. È la prova che un’altra politica è possibile: quella che mette i corpi in mare per ricordare che i diritti umani non si negoziano, neppure davanti ai carri armati e ai droni.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 07:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Trump il nuovo Hitler, il vero seminatore di odio]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000095"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-09-24-091118.png"  width="458" height="257" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Donald Trump, appena dopo i funerali del senatore Kirk e il suo intervento fiume all’Assemblea generale dell’ONU, ha mostrato il suo volto più autentico: <strong data-start="408" data-end="434">uno spargitore di odio</strong>. Non lo ha neppure nascosto: “<em data-start="465" data-end="491">Io odio i miei avversari</em>”, ha dichiarato senza esitazione. Una frase che, più di qualsiasi analisi, svela chi siano oggi i veri seminatori d’odio a livello mondiale: la destra più estrema, che negli Stati Uniti ha il volto arancione del tycoon e in Italia trova una degna rappresentanza nella presidente del Consiglio Giorgia Meloni, pronta a tradurre in gesti e parole quella stessa retorica dell’avversario come nemico da abbattere.</div> <div>All’ONU Trump ha ignorato la regola dei quindici minuti parlando per quasi un’ora, come se l’assemblea internazionale fosse un comizio elettorale. In quei 57 minuti ha inanellato <strong data-start="1082" data-end="1110">fake news e provocazioni</strong>: ha rivendicato la fine di sette guerre inesistenti, ha negato il cambiamento climatico celebrando un improbabile “CO₂ pulito e bello”, ha rilanciato falsità sull’autismo e attaccato chiunque: ONU, NATO, Europa, ambientalisti, Joe Biden, il sindaco di Londra, i migranti, fino a lodare l’amico Bolsonaro. Nessuno si è alzato per interromperlo. Silenzio. Quello stesso silenzio che negli Stati Uniti accompagna da anni il suo crescendo di menzogne e violenza verbale, come se la società fosse anestetizzata dall’odio trumpiano.</div> <div>Il parallelo con il passato è inquietante. Nel 1946 il filosofo Max Picard, in <em data-start="1718" data-end="1740">Hitler in noi stessi</em>, spiegava come le masse potessero adorare un personaggio repulsivo: <strong data-start="1809" data-end="1884">frammentazione della coscienza, bombardamento mediatico, disconnessione</strong>. Picard descriveva la radio come strumento che “presenta le cose in modo che fin dall’origine non siano collegate tra loro e pertanto si dimentichino una dopo l’altra”. Sostituite “radio” con “social network” e l’analisi resta identica: una società stordita da messaggi continui, incapace di distinguere vero e falso, bene e male.</div> <div>Trump è il perfetto “dittatore del momento”: appare, urla, rilancia. Ogni sua uscita è un colpo di tamburo che sovrasta il pensiero critico. Così come Hitler inscenava gesti di potere per dimostrare di meritare il potere già ottenuto, Trump moltiplica comizi e provocazioni per darsi un’apparenza di inevitabilità. Picard lo aveva previsto: “Il grido che non empie il tempo ma soltanto lo spazio” diventa l’azione stessa.</div> <div>E mentre i media inseguono l’ennesima sparata – dai dazi folli alle deportazioni di massa di migranti e persino palestinesi – ogni scandalo cancella il precedente. Il meccanismo è puramente meccanico: ciò che ieri era inaccettabile oggi è già dimenticato. <strong data-start="2900" data-end="2954">È la banalità del male nella sua versione digitale</strong>.</div> <div>Non è un problema solo americano. La destra radicale europea, Meloni inclusa, si abbevera alla stessa fonte. Le stesse posture, lo stesso linguaggio dell’odio, la stessa teatralità del potere. In un’Europa che sembra aver smarrito la sua anima pacifista, queste voci trovano terreno fertile.</div> <div>Serve una nuova etica politica, capace di sottrarre le persone a questa ipnosi del momento. Perché, come ammoniva Picard, “il mondo è disgregato, gli oggetti passano slegati di fronte all’umanità sconnessa”. Se non vogliamo risvegliarci in un incubo già scritto, dobbiamo riconoscere il <strong data-start="3539" data-end="3562">Trump in noi stessi</strong> e spegnere l’eco di quel grido prima che diventi irreversibile.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 12:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[22 Settembre 2025: l'Italia non tace sulla Palestina]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000093"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-09-23-142827.png"  width="425" height="277" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Ieri l’Italia ha parlato a voce alta. In <strong data-start="216" data-end="228">65 città</strong>, da Genova a Palermo, da Firenze a Napoli, <strong data-start="272" data-end="308">centinaia di migliaia di persone</strong> hanno riempito le piazze contro il massacro di Gaza e la complicità internazionale che lo alimenta. Un’onda che non si vedeva da anni: studenti, famiglie, lavoratori, associazioni, sindacati di base. Blocchi ai porti di Livorno, Ravenna, Genova e Marghera, stazioni e caselli autostradali fermi, cortei ovunque.</div>
<div>L’Usb, promotore della mobilitazione, parla di un vero e proprio <strong data-start="689" data-end="730">“avviso di sfratto al governo Meloni”</strong>. E i numeri confermano che la paura non ha vinto: il decreto sicurezza non ha fermato la volontà popolare di dire basta alla guerra e al genocidio.</div>
<div>Eppure, a guardare i telegiornali di ieri sera, sembrava un’altra storia. Tutti, <strong data-start="963" data-end="979">compreso La7</strong>, hanno aperto non con le immagini dei cortei oceanici, ma con i <strong data-start="1044" data-end="1067">disordini di Milano</strong>, dove poche decine di facinorosi hanno offerto il pretesto perfetto per spostare il focus.<br data-start="1158" data-end="1161">
Il governo, che <strong data-start="1177" data-end="1244">non trova una sola parola per condannare la violenza israeliana</strong>, è invece rapidissimo nel puntare il dito contro qualche scontro di piazza.</div>
<div>Questa scelta mediatica è inquietante. È il segnale di una <strong data-start="1383" data-end="1406">narrazione complice</strong>, che preferisce criminalizzare chi protesta piuttosto che raccontare un Paese che si risveglia e chiede una politica estera degna di questo nome.</div>
<div>Intanto, dai porti e dalle strade, arriva un messaggio limpido:</div>
<blockquote data-start="1622" data-end="1790">
<div>«È tempo di trasformare la solidarietà in disobbedienza. Bisogna bloccare le infrastrutture e le relazioni politiche ed economiche che consentono questo genocidio».</div>
</blockquote>
<div>Un messaggio che non può essere ridotto a poche cariche di polizia.<br data-start="1859" data-end="1862">
L’Italia del 22 settembre ha dimostrato che <strong data-start="1906" data-end="1942">la società civile non è complice</strong> e che la pace si costruisce anche opponendosi al silenzio di chi governa.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 12:29:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Il pranzo, le pastarelle ... e il silenzio su Gaza]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000092"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Giorgia-Meloni-a-Domenica-In.jpg"  width="309" height="174" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/550568615_1356430052519115_6068777044398921338_n.jpg"  width="308" height="232" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-09-22-142536.png"  width="304" height="171" /></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-09-22-142650.png"  width="304" height="171" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>C’è qualcosa di profondamente simbolico — e inquietante — nella scena che si è consumata ieri: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo mesi senza convocare una conferenza stampa, si collega a <em data-start="416" data-end="429">Domenica In</em> per parlare del “Pranzo della domenica”, delle pastarelle dei nonni, dell’Italia che cucina, dei nostri sapori. </div><div>Il tutto mentre oggi <span class="fs12lh1-5">la piazza italiana si accende per Gaza, manifestazioni in tutte le città, lo sciopero generale che segna una mobilitazione civile senza precedenti nelle ultime settimane. Mentre all’ONU si discute del riconoscimento dello Stato palestinese, e il governo italiano decide di non prenderne parte. Mentre le parole “diritti umani”, “genocidio” non sono solo retorica per tanti cittadini, ma urgenza morale e politica. Ecco che un’apparizione sul piccolo schermo diventa gesto politico. Un pasticcino diventa messaggio. </span></div>
<div>E alla fine l’assenza che parla più della presenza <span class="fs12lh1-5">È significativa non tanto la durata (Meloni ha parlato per circa </span><strong data-start="1255" data-end="1269" class="fs12lh1-5">80 secondi</strong><span class="fs12lh1-5">), quanto</span><span class="fs12lh1-5"> il momento, il contesto, il contrasto:</span></div>
<ul data-start="1357" data-end="1875">
<li data-start="1357" data-end="1554">
<div>mentre l’opposizione chiede spiegazioni su cosa farà l’Italia riguardo al riconoscimento della Palestina e sul ruolo nelle politiche estere relative a Gaza</div>
</li>
<li data-start="1555" data-end="1699">
<div>mentre si svolgono manifestazioni diffuse, scioperi per la pace, chiamate forti da parte dei cittadini </div>
</li>
<li data-start="1700" data-end="1875">
<div>mentre il governo evita la tribuna parlamentare (e secondo le opposizioni anche una vera conferenza stampa) su questi temi gravissimi </div>
</li>
</ul>
<div>Parlare del pranzo domenicale, evocare i nonni, i dolci, è un’immagine rassicurante, domestica. È nutrimento dell’anima, della memoria, della cultura. Ma può diventare anche una forma sottile di distacco, un modo per spostare l’attenzione, per offrire comfort simbolico mentre altrove – nel mondo – il dolore non conosce tregua.</div>
<div>Uno sfregio simbolico ?</div>
<div>Non è forse troppo forte usare il termine “sfregio”? Forse no, se guardiamo al linguaggio pubblico, alle attese, al bisogno che una leadership senta il peso del presente e faccia sua la gravità delle crisi internazionali.</div>
<div>Meloni ha accettato il collegamento a Domenica In per “Il pranzo della domenica”, iniziativa per candidare la Cucina italiana come patrimonio immateriale Unesco. <br data-start="2663" data-end="2666">
Le opposizioni leggono quel gesto come uno spot elettorale in televisione pubblica, in prima serata, mentre molte richieste del paese (sulla guerra, sul riconoscimento della Palestina, sul ruolo dell’Italia nel conflitto israelo-palestinese) restano inevase. </div><div><span class="fs12lh1-5">Perché conta</span></div>
<ul data-start="2986" data-end="3911">
<li data-start="2986" data-end="3310">
<div><strong data-start="2988" data-end="3015">Responsabilità politica</strong>: una leader ha il dovere, nei momenti di crisi, di dare spiegazioni, di essere trasparente, di rispondere. Evitare il Parlamento, evitare la conferenza stampa, ma comparire in tv per il “comfort culturale”… manda messaggi che il potere sceglie forme di comunicazione più sicure del confronto.</div>
</li>
<li data-start="3312" data-end="3586">
<div><strong data-start="3314" data-end="3334">Valore simbolico</strong>: ogni parola, ogni presenza ha un peso. Quando la gente manifesta in piazza, quando chiede diritti, riconoscimento, rispetto — il silenzio ufficiale pesa. E il conforto (o l’evasione simbolica) può suonare come ignoranza o addirittura insensibilità.</div>
</li>
<li data-start="3588" data-end="3911">
<div><strong data-start="3590" data-end="3619">Costruzione dell’immagine</strong>: c’è chi guarda queste mosse come parte di una strategia: distrarre, contenere, gestire emozioni più che rispondere alle domande concrete. E l’uso del servizio pubblico radiotelevisivo in queste forme — come denunciano le opposizioni — rischia di minare il senso democratico del dibattito.</div>
</li>
</ul>
<div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Non si tratta quindi di demonizzare il pranzo, le tradizioni, le pastarelle. Anzi: la cultura, la memoria, il senso di comunità sono fondamentali — specie in tempi difficili.</span><br></div>
<div>Ma c’è un confine sottile che non si può ignorare: fra celebrare ciò che siamo e vivere nella negazione di ciò che accade. Fra raccontare l’Italia che cucina e l’Italia che assiste, spesso impotente, a tragedie che chiedono decisioni.</div>
<div>Quando e come la nostra leadership intenderebbe rispondere, non solo con parole rassicuranti, ma con azioni, decisioni, visibilità politica su scala internazionale.</div>
<div>Vi sembra che questo collegamento a Domenica In sia stato solo un momento mediatico neutro, o piuttosto una risposta simbolica — oppure un modo per sottrarsi alle responsabilità che il momento storico richiede ?</div></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 12:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'odio come strumento di governo: il caso Kirk e l'Italia di oggi]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000091"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Schermata-2020-07-30-alle-10.59.30.png"  width="330" height="334" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><br></div><div>L’omicidio dell’attivista americano Charlie Kirk, per quanto tragico, riguarda la cronaca statunitense. Eppure, in Italia, è diventato immediatamente benzina per un incendio politico che brucia da anni: quello dell’odio immancabilmente scatenato dalla destra italiana con la complicità vergognosa della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.</div>
<div>A scatenare le scintille infatti non sono state le opposizioni, come vorrebbe far credere la destra, ma la stessa maggioranza di governo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha addirittura parlato di “clima d’odio insostenibile”, accusando la sinistra di “giustificazionismo” e chiedendo “pene più severe per chi spara a un esponente di destra” lasciando sotto intendere che esistono uccisioni di seria A e uccisioni di serie B. Il ministro Ciriani si è inoltre spinto a paragonare il dibattito parlamentare e le critiche politiche addirittura agli anni di piombo e alle Brigate Rosse, mentre altri esponenti dell’esecutivo – da Crosetto a Tajani – hanno rincarato la dose evocando complotti, cattivi maestri e toni violenti dell’opposizione.</div>
<div>Ma i dati e le analisi dell’intelligence italiana raccontano tutt’altra storia: i reati di piazza sono in calo, le manifestazioni problematiche pure, e la vera minaccia individuata dai servizi è quella dell’estrema destra suprematista e fascista, con preoccupanti legami internazionali e perfino contatti con il jihadismo. Altro che “odio della sinistra”.</div>
<div>Ma questo non è che l'ultimo episodio di trenta anni i storia della repubblica italiana. Dalla “discesa in campo” di Silvio Berlusconi in poi, la politica italiana ha smarrito il senso del confronto civile. Il linguaggio aggressivo – “coglioni” per gli elettori avversari, insulti quotidiani agli avversari politici – è diventato un marchio di fabbrica della destra, oggi portato all’estremo da Meloni, Salvini e Vannacci. Il risultato è un clima avvelenato in cui la premier, pur rappresentando l’intero Paese, parla solo alla propria tifoseria, come se fosse in campagna elettorale permanente e come se non ricoprisse un ruolo istituzionale di rilievo.</div>
<div>Questa escalation non è innocua. Alimentare la paura e il rancore serve a coprire i problemi reali: l’economia stagnante, le difficoltà sociali, l’isolamento europeo. Serve a giustificare misure restrittive, a comprimere gli spazi di dissenso, a trasformare l’opposizione democratica in un nemico da criminalizzare.</div>
<div>Di fronte a tutto questo, la memoria storica dovrebbe farci riflettere. Nemmeno negli anni di piombo, quando il Paese contava i morti del terrorismo, la dialettica politica scese a questi livelli. Oggi, invece, una presidente del Consiglio risponde pubblicamente alle provocazioni di alcuni “cretini” sui social e un ministro paragona i partiti d’opposizione ai brigatisti.</div>
<div>L’odio non nasce a sinistra. L’odio è diventato il carburante di una destra di governo che non si limita a governare, ma cerca un nemico quotidiano per restare al potere. Ed è un gioco pericoloso: perché quando le parole superano ogni limite, la democrazia diventa fragile. Oggi poi la destra trova una sponda di rilievo nella presidenza degli Stati Uniti. Donald Trump impersonifica </div>
<div>Serve un cambio di passo. Servono istituzioni che tornino a parlare per tutti, che non cavalchino la paura ma ricostruiscano fiducia. Perché un Paese diviso dall’odio non è più un Paese libero e se le istituzioni non sono in grado di riportare lo scontro politico ad un livello di civiltà, dovrebbero essere i cittadini a stemperare l'odio ma dopo anni di picconate all'istruzione sembra proprio impossibile uscire da questo circuito di contrapposizione che rischia di portarci ad una guerra civile.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 14 Sep 2025 12:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Italia, retrovia del genocidio: soldati israeliani coccolati nei nostri resort]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000090"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/ac5d7cb8-a092-40be-b750-b98aca03c3b7.png"  width="396" height="264" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Negli ultimi giorni è emerso un fatto tanto grave quanto inaccettabile: soldati israeliani, reduci dalle operazioni militari a Gaza, stanno trascorrendo soggiorni di vacanza in Italia, in particolare nelle <strong data-start="468" data-end="478">Marche</strong> e in <strong data-start="484" data-end="496">Sardegna</strong>.</div>
<div>Parliamo di uomini e donne che hanno preso parte – direttamente o indirettamente – a un conflitto che ha devastato la Striscia di Gaza, causando migliaia di vittime civili palestinesi, tra cui un numero enorme di bambini. Mentre il mondo discute di crimini di guerra e di responsabilità politiche, l’Italia, Repubblica democratica fondata sulla Costituzione antifascista, apre le porte e garantisce ospitalità, sicurezza e protezione a questi soldati.</div><div><br></div>
<div>Resort di lusso e protezione speciale. <span class="fs12lh1-5">Dalle Marche alla Gallura, il copione si ripete: resort a 5 stelle, piscine a sfioro, yoga e massaggi, pacchetti da 400-500 euro a notte. Una cornice di lusso, lontana anni luce dal sangue e dalle macerie di Gaza.</span></div><div>
Secondo fonti giornalistiche e testimonianze interne alle strutture, i nostri apparati di sicurezza – Digos e Carabinieri – hanno sorvegliato gli ingressi per “proteggere” questi militari, definiti addirittura <em data-start="1424" data-end="1447">“obiettivi sensibili”</em>. Ma proteggere da chi? Dai cittadini italiani indignati che non accettano di vedere il nostro Paese trasformato in rifugio di chi partecipa a un genocidio?</div><div><br></div>
<div>Il silenzio del governo. <span class="fs12lh1-5">Tutto questo è avvenuto </span><strong data-start="1657" data-end="1697" class="fs12lh1-5">senza alcuna comunicazione ufficiale</strong><span class="fs12lh1-5">. Il governo non ha informato il Parlamento, non ha chiesto un confronto democratico, non ha spiegato i termini di eventuali accordi con Israele.</span></div><div>
È legittimo allora domandarsi: <strong data-start="1876" data-end="1925">esiste un patto segreto tra Italia e Israele? </strong>Un patto che trasforma il nostro territorio in una retrovia discreta dove i soldati di Netanyahu possono “decomprimere” e curare lo stress post-traumatico della guerra, mentre le vittime palestinesi cercano di sopravvivere sotto le bombe?</div>
<div>Una questione di dignità nazionale. <span class="fs12lh1-5">La questione non è solo diplomatica, ma etica e politica. Ospitando e proteggendo i militari dell’IDF, l’Italia rischia di diventare </span><strong data-start="2340" data-end="2366" class="fs12lh1-5">complice del genocidio</strong><span class="fs12lh1-5"> in corso a Gaza.</span></div><div>
Non è accettabile che una Repubblica democratica garantisca sicurezza e anonimato a chi contribuisce alla sofferenza ed alla distruzione di un intero popolo. Non è accettabile che si mettano a rischio i cittadini italiani, attirando possibili tensioni internazionali, per “coccolare gli aguzzini del boia israeliano”.</div>
<div>Domande inevase</div>
<ul data-start="2736" data-end="2978">
<li data-start="2736" data-end="2769">
<div>Perché il governo ha taciuto?</div>
</li>
<li data-start="2770" data-end="2817">
<div>Perché il Parlamento non è stato coinvolto?</div>
</li>
<li data-start="2818" data-end="2875">
<div>Perché i cittadini italiani non sono stati informati?</div>
</li>
<li data-start="2876" data-end="2978">
<div>Perché si proteggono i soldati israeliani invece di proteggere i valori della nostra Costituzione?</div>
</li>
</ul>
<div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Italia non può e non deve trasformarsi in un “resort militare” per chi porta sulle mani il sangue di Gaza. </span><span class="fs12lh1-5">Il nostro Paese deve scegliere da che parte stare: dalla parte del diritto internazionale, della pace e dei diritti umani, o dalla parte di chi commette atrocità e trova nelle nostre coste un luogo di ristoro.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div>
<div>Continuare a tacere significa essere complici.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 08:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[PIL Italia-Gran Bretagna: solità semplificazione fuorviante del governo]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Economia"><![CDATA[Economia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008F"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/e050a651-0899-4b99-bab0-e85a1553b2cc.jpg"  width="472" height="281" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/faf531ef-6316-4702-a554-d376ea62a1ad.jpg"  width="427" height="254" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>L'ultima "favola" del governo Meloni riguarda il fatto che l’Italia avrebbe superato il Regno Unito nel <strong data-start="234" data-end="252">PIL pro capite</strong>.<br data-start="253" data-end="256">
In realtà, il quadro è più complesso:</div>
<ul data-start="295" data-end="1786">
<li data-start="295" data-end="610">
<div><strong data-start="297" data-end="312">Definizione</strong>: Fratelli d’Italia fa riferimento al PIL pro capite <strong data-start="365" data-end="404">a parità di potere d’acquisto (PPA)</strong>, che tiene conto delle differenze di prezzo tra i Paesi.</div>
<ul data-start="466" data-end="610">
<li data-start="466" data-end="610">
<div>Nel 2024, secondo la <strong data-start="489" data-end="507">Banca Mondiale</strong>, l’Italia ha raggiunto <strong data-start="531" data-end="564">60.847 dollari internazionali</strong>, superando di poco il Regno Unito (60.620).</div>
</li>
</ul>
</li>
<li data-start="612" data-end="982">
<div><strong data-start="614" data-end="633">Limiti del dato</strong>:</div>
<ul data-start="639" data-end="982">
<li data-start="639" data-end="749">
<div>Il sorpasso è minimo e dipende da calcoli statistici che “normalizzano” i prezzi, perdendo però sfumature.</div>
</li>
<li data-start="752" data-end="982">
<div>Con altri indicatori, il Regno Unito resta davanti:</div>
<ul data-start="810" data-end="982">
<li data-start="810" data-end="909">
<div><strong data-start="812" data-end="872">PIL pro capite reale (costante, corretta per inflazione)</strong>: UK ≈ 47.000 $, Italia ≈ 34.000 $.</div>
</li>
<li data-start="914" data-end="982">
<div><strong data-start="916" data-end="943">PIL pro capite nominale</strong>: UK superiore di circa <strong data-start="967" data-end="979">12.000 $</strong>.</div>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
</li>
<li data-start="984" data-end="1408">
<div><strong data-start="986" data-end="1009">Fattori strutturali</strong>:</div>
<ul data-start="1015" data-end="1408">
<li data-start="1015" data-end="1127">
<div>La crescita italiana è dovuta in parte al <strong data-start="1059" data-end="1079">calo demografico</strong> (meno popolazione → PIL pro capite più alto)</div>
</li>
<li data-start="1130" data-end="1259">
<div>Nel periodo 2015–2024, la popolazione italiana è calata di oltre 1 milione, quella britannica è aumentata di quasi 5 milioni.</div>
</li>
<li data-start="1262" data-end="1408">
<div>Il Regno Unito è quindi riuscito a distribuire e accrescere benessere su più persone, mentre l’Italia “divide” la ricchezza tra meno abitanti.</div>
</li>
</ul>
</li>
<li data-start="1410" data-end="1786">
<div><strong data-start="1412" data-end="1427">Conclusione</strong>: parlare di un sorpasso netto è fuorviante.</div>
<ul data-start="1476" data-end="1786">
<li data-start="1476" data-end="1653">
<div>Al massimo, si può dire che l’Italia ha “recuperato terreno” grazie al rimbalzo post-pandemia e a dinamiche demografiche, non per un’accelerazione strutturale dell’economia.</div>
</li>
<li data-start="1656" data-end="1786">
<div>Soprattutto non è corretto attribuire il merito al governo attuale, poiché la crescita si è in realtà rallentata dopo il suo insediamento.</div></li></ul></li></ul></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 06:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il governo di scenziati]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008E"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/94809421-04d1-43de-886d-601817c19e11.png"  width="234" height="351" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Avevamo un governo di luminari della scienza e non lo sapevamo. &nbsp;Il Ministro Schillaci, accortosi che nella commissione NITAG erano stati </span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"></span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">infilati due No-Vax pronti a scambiare le loro illazioni per dati scientifici, ha fatto quello che in gergo accademico si definisce “reset”. Bravo. Peccato che subito dopo sia partita la saga del teatrino della politica.</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Giorgia Meloni, con sorprendente sincerità, ha dichiarato che la decisione non era stata concordata. Tradotto: il Presidente del Consiglio non ha alcun controllo sul Consiglio dei Ministri. Non sorprende, d’altra parte: come potrebbe, se non riesce neppure a far dimettere Santanché, Delmastro e Montarulo, rispettivamente accusata, condannato in primo grado e condannata in via definitva ? Tre cariche istituzionali che resistono più del granito.</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Poi arriva Matteo Salvini, l’altro luminare, che dall’alto del suo laboratorio di Pontida ha diagnosticato: “Al ministero della Salute c’è un problema.” Giusto: il problema è che non ha la minima idea di come si gestisca la sanità, ma questo dettaglio sembra sfuggirgli considerato che non è in grado di gestire nemmeno il suo ministero.</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">E non poteva mancare Francesco Lollobrigida, quello che aveva già rivelato al mondo che “bere troppa acqua può provocare la morte”. Ora ci regala un’altra perla: “La storia insegna che non sempre il pensiero scientifico è quello giusto.” Chissà se vale anche per la gravità di Newton: magari, con un po’ di allenamento, potremmo imparare a volare.</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Infine il sottosegretario Bignami, noto per il suo discutibile guardaroba a tema nazista, spiega che “chi si nasconde dietro la parola scienza per difendere i vaccini in realtà indebolisce la scienza stessa”. Una logica degna di chi sostiene che la medicina rovini la salute e che la cintura di sicurezza riduca la libertà personale.</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il risultato? Un governo che non distingue chi ha vere competenze, certificate da pubblicazioni scientifiche, da chi si improvvisa esperto sulla base di illazioni. Un “dream team” che trasforma la scienza in opinione, e l’opinione in regola.</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Insomma, se questa è la squadra degli scienziati, meglio tornare ai ciarlatani medievali: almeno, quando ti vendevano la polvere miracolosa, avevano la decenza di non chiamarla “commissione scientifica”</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 22:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il mondo ostaggio di tre criminali: Trump, Putin e Netanyahu]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008D"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/535050634_1340658488068408_1311063206110000801_n.jpg"  width="374" height="249" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il mondo contemporaneo sembra vivere sospeso su un filo sottile, minacciato non da un equilibrio di forze </span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"></span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">capace di garantire pace e stabilità, ma dal protagonismo incontrollato di tre leader che hanno fatto della forza, della provocazione e dell’assenza di scrupoli il loro marchio di fabbrica. Donald Trump, Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu rappresentano tre facce diverse di una stessa medaglia: l’idea che il potere non debba piegarsi al dialogo, ma possa imporsi attraverso la violenza, l’arroganza e il disprezzo delle regole internazionali.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Trump: l’egemone mascherato</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Trump non è che l’ultima incarnazione di una lunga tradizione americana: quella di un Paese che si percepisce come il “padrone del mondo”. Cambiano i volti, cambiano i metodi comunicativi, ma la sostanza resta immutata: gli Stati Uniti intervengono, provocano, destabilizzano in nome di valori universali che, troppo spesso, celano interessi geopolitici ed economici. La cosiddetta “guerra al terrorismo” ha lasciato dietro di sé scenari devastati in Afghanistan, Iraq, Siria, Libia, con migliaia di morti civili e Stati ridotti in macerie. Trump, con il suo nazionalismo esasperato e la visione binaria di “America first”, non ha fatto che accentuare questa linea, delegittimando ogni tentativo di multilateralismo.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Putin: la risposta imperiale</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Se l’Occidente, e in particolare gli Stati Uniti, hanno spinto la NATO fino alle porte della Russia, Putin ha risposto con il linguaggio che conosce meglio: quello della forza bruta. L’invasione dell’Ucraina è stata presentata come una reazione all’accerchiamento, una “necessità strategica”. In realtà, si è trasformata in una guerra sanguinosa che, pur colpendo obiettivi militari, ha devastato città, infrastrutture civili e vite innocenti. Putin ha rispolverato la retorica imperiale, riportando l’Europa al cuore della Guerra Fredda, con un conflitto che rischia di trascinarsi per anni e destabilizzare l’intero continente.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Netanyahu: la tragedia di Gaza</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">L’attacco terroristico del 7 ottobre contro Israele è stato il pretesto che Netanyahu attendeva per portare avanti la sua strategia di annientamento del popolo palestinese. Sotto la copertura della lotta al terrorismo, con la complicità silenziosa e spesso attiva degli Stati Uniti, Tel Aviv ha scatenato un’offensiva che ha il sapore del genocidio: migliaia di morti, intere famiglie spazzate via, la popolazione costretta alla deportazione in condizioni disumane. Netanyahu, con la sua politica di espansione e segregazione, ha trasformato un conflitto politico in una catastrofe umanitaria, minando ogni prospettiva di pace.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">L’Europa: spettatrice impotente</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">E in tutto questo, dov’è l’Europa? Nel momento più delicato della storia recente, il vecchio continente si mostra incapace di trovare una voce autonoma. Oscilla tra la fedeltà cieca a Washington, la paura reverenziale verso Mosca e la timidezza cronica di fronte a Israele. L’Unione Europea, nata per dare un senso politico all’integrazione economica, sembra ormai ridotta a una potenza vassalla, succube di logiche che non controlla e di tre leader che incarnano l’assenza di etica nella politica internazionale.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Un mondo in bilico</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Trump, Putin, Netanyahu: tre nomi, tre poteri, tre crisi che si intrecciano. Ognuno di loro ha alimentato la spirale della violenza, della vendetta, della sopraffazione. In mezzo restano i popoli: americani, russi, ucraini, israeliani, palestinesi, europei. Tutti ostaggi di una geopolitica cinica, dove i diritti umani diventano retorica e la pace un miraggio.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Se l’Europa non riuscirà a emanciparsi da questa condizione di subordinazione e se la comunità internazionale non ritroverà un senso di responsabilità collettiva, il rischio è quello di assistere a un futuro dominato da conflitti permanenti e da leader che, pur diversi, condividono la stessa convinzione: il potere non si negozia, si impone.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Aug 2025 07:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Berlusconi non c'è più, ma i danni provocati al paese ed alle istituzioni ci sono tutti]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008C"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/5df7bcf7-ab60-4a46-b346-618003eb161c.png"  width="374" height="249" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>C’era una volta – ma purtroppo c’è ancora – lo scontro epocale tra politica e magistratura, una saga iniziata nei favolosi anni ’90 con il Cavaliere di Arcore e arrivata, stanca ma sempre attiva, fino ai giorni nostri, con un governo che pare convinto che il <span data-start="433" data-end="501"><b>voto popolare sia un “liberi tutti” costituzionalmente garantito </b><b><span class="fs12lh1-5">ed una </span></b><span class="fs12lh1-5">informazione di destra che sostiene incondizionatamente questa che è una delle più grande fake news messe in circolazione</span></span><span class="fs12lh1-5">.</span></div>
<div>L’idea è semplice, quasi infantile: “Siamo stati eletti, quindi possiamo fare quello che ci pare”. Un concetto che starebbe bene in un talk show del pomeriggio, con i soliti giornalisti di Libero, Il Giornale, La Verità e compagnia bella, meno in una democrazia parlamentare dove, piccolo dettaglio, <strong data-start="726" data-end="770">la Costituzione viene prima del consenso popolare</strong>. Ma tant’è: l’esecutivo vorrebbe giocare senza arbitro, possibilmente senza nemmeno il regolamento. E ogni volta che la magistratura fischia un fallo, parte il solito coro: <em data-start="944" data-end="1003">"toghe rosse, golpe giudiziario, accanimento ideologico!" </em><span class="fs12lh1-5">Naturalmente quando le toghe agiscono contro le opposizioni, le toghe non diventano nere ma assurge agli onori il garantismo ideologico. In Italia non c'è bisogno di dichiararsi garantisti per un semplice motivo: la Costituzione è garantista e quindi a cscata tutte le istituzioni lo sono. Nel frattempo, però, </span><strong data-start="1026" data-end="1062" class="fs12lh1-5">i giudici fanno il loro mestiere</strong><span class="fs12lh1-5">: applicano le leggi che la stessa politica scrive (spesso male), controllano che nessuno – neanche chi ha preso il 40% alle urne – calpesti norme e principi basilari. Non entrano nel merito delle scelte politiche, ma pretendono che queste stiano dentro i binari della legalità. Il che, nel nostro paese, è spesso visto come un atto di lesa maestà. I GIUDICI CHE INVADONO IL CAMPO DELLA POLITICA E' UNA FALSITA' SENZA ECCEZIONI: I GIUDICI CONTROLLANO CHE SIA APPLICATA LA LEGGE. Naturalmente anche loro possono sbagliare, è normale, ma mai per intervenire sulle scelte politiche.</span></div>
<div>Ed ecco quindi il paradosso: <strong data-start="1427" data-end="1540">due poteri dello Stato, entrambi legittimati dalla Costituzione, che si fronteggiano come galli in un pollaio</strong>, mentre la democrazia arranca e l’equilibrio istituzionale scricchiola. Uno scontro che non dovrebbe nemmeno esistere, se solo la politica sapesse – e volesse – rispettare i limiti imposti dallo Stato di diritto.</div>
<div>Questa tensione cronica tra politica e magistratura è forse <strong data-start="1815" data-end="1872">il più longevo e pericoloso lascito del berlusconismo</strong>, un virus che ha infettato la cultura politica italiana: l’idea che la legge valga solo per gli altri, e che il potere legittimi tutto. Ma la democrazia non è una tifoseria. È un sistema complesso, fatto di pesi, contrappesi… e freni. Soprattutto freni.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 14:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Caso Almasri: Giorgia Meloni assolta, accusa la giustizia senza capirla ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008B"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/file_0000000009e8620a9d2c1cdf51db3884.png"  width="351" height="351" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Dopo l’archiviazione della sua posizione nel caso Almasri, Giorgia Meloni non perde </span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"></span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">l’occasione per prendersela con la magistratura. Ma lo fa in modo improprio, e forse anche ignorando (o facendo finta di ignorare) una distinzione fondamentale del nostro ordinamento: la giustizia penale non giudica la politica, ma i reati.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">La premier si dice “assurta” a simbolo di un governo compatto, e sostiene che è ridicolo procedere contro i ministri Piantedosi, Nordio e Mantovano se non si procede anche contro di lei. In pratica, chiede coerenza politica a un organo giudiziario che deve valutare fatti e responsabilità personali, non appartenenze o linee di comando.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"> La sua frase chiave è:</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">"È quindi assurdo chiedere che vadano a giudizio Piantedosi, Nordio e Mantovano, e non anche io, prima di loro."</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Ma è esattamente il contrario: il diritto penale non funziona “in solido” come una società di persone. Se Meloni non era informata, come dicono i giudici, non può essere considerata parte del “programma criminoso”.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Anzi: la sua stessa archiviazione conferma che la magistratura ha valutato i fatti, non l'opportunità politica.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">E allora sorge il dubbio: che la premier preferisca lo scontro istituzionale alla chiarezza giuridica? Che usi questa vicenda per rinsaldare il consenso interno, sacrificando la divisione dei poteri?</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Attaccare le “fughe di notizie” e i “ritardi” serve solo a gettare ombra sulla legittimità del lavoro giudiziario.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Ma in una democrazia, i poteri si controllano, non si coprono. E non si rivendicano responsabilità penali solo perché si è politicamente uniti.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 21:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Corte di giustizia UE: Meloni vuole riscrivere la realtà]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008A"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/file_00000000b4386246b3d59c03a1587654--1-.png"  width="341" height="341" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Mentre il governo italiano accusa la magistratura di "invasione di campo", la vera invasione è </span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"></span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">quella della politica e del governo nei confronti del diritto. La sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea è chiara: non può essere un governo, sulla base delle proprie tendenze ideologiche, a decidere in modo unilaterale se un Paese sia “sicuro” o meno.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Seguendo questa logica distorta, un Paese può essere ritenuto sicuro o pericoloso semplicemente cambiando maggioranza politica, ignorando dati oggettivi, fonti verificabili e il rispetto del diritto internazionale.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">La Corte non ha affatto limitato l’autonomia del governo. Ha solo ribadito un principio basilare dello Stato di diritto: la parola finale spetta ai giudici, che devono poter verificare in modo indipendente e trasparente se davvero esistano le condizioni di sicurezza per rimandare indietro una persona che chiede protezione.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Non è quindi la magistratura a oltrepassare i confini, ma un governo che pretende di agire senza controllo, in nome della propaganda. La sicurezza non è una decisione politica: è un fatto che deve essere accertato con rigore, trasparenza e umanità.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 02 Aug 2025 15:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Riconoscimento Stato Palestinese: non solo un atto simbolico]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000089"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/2b4959ff-d0a6-471b-ac99-f1720e0e39ab.png"  width="318" height="318" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><br></div><div>In questi giorni, Francia, Regno Unito e Canada stanno valutando – o hanno già annunciato – il riconoscimento dello Stato di Palestina. Il governo italiano, invece, con Meloni e Tajani in prima linea, si oppone, bollando l’iniziativa come “inutile” o persino “controproducente” e confermandosi un governo al servizio del bullo Donald Trump..</div>
<div>Ma è davvero così? O forse, come afferma Macron, questo riconoscimento ha <strong data-start="643" data-end="674">valore pratico e strategico</strong>, ben oltre il simbolismo?</div>
<div>Un freno all'annessione della Cisgiordania</div>
<div>Israele, sotto la guida di Netanyahu, sta avanzando verso <strong data-start="811" data-end="855">l’annessione de facto della Cisgiordania</strong>, un’azione che violerebbe il diritto internazionale e comprometterebbe definitivamente la soluzione dei due Stati, ammesso che tale soluzione sia ancora praticabile. Riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina significherebbe <strong data-start="1035" data-end="1096">alzare un muro diplomatico contro l'espansione israeliana</strong>: se la Cisgiordania è parte di uno Stato sovrano riconosciuto, la sua annessione non sarà più considerata un semplice “conflitto territoriale”, ma un atto gravissimo: <strong data-start="1264" data-end="1299">l’occupazione di un altro Stato</strong>.</div>
<div>Immaginate i titoli sui giornali e i dibattiti in sede ONU: <em data-start="1362" data-end="1399">"Israele annette uno Stato sovrano"</em>. Questo riconoscimento, quindi, <strong data-start="1432" data-end="1484">rafforza la posizione del diritto internazionale</strong> e isola chi viola sistematicamente le risoluzioni ONU.</div>
<div>Gaza: non solo ostaggi, ma pulizia etnica</div>
<div>Un’altra verità scomoda emerge dalle stesse dichiarazioni del governo israeliano: l’obiettivo dei bombardamenti su Gaza <strong data-start="1711" data-end="1758">non è soltanto la liberazione degli ostaggi</strong>, ma la <strong data-start="1766" data-end="1808">deportazione di 1,5 milioni di persone</strong>. L’idea – parte del piano Netanyahu/Trump – è quella di <strong data-start="1865" data-end="1906">svuotare Gaza e consegnarla ai coloni</strong>.</div>
<div>In questo scenario, <strong data-start="1929" data-end="2021">non ha più senso tenere il riconoscimento dello Stato palestinese come “carta negoziale”</strong>. Netanyahu ha chiarito che <strong data-start="2049" data-end="2064">non negozia</strong>. Continuare a rimandare questo riconoscimento in nome di un’ipotetica “leva diplomatica” equivale a <strong data-start="2165" data-end="2246">dare tempo e spazio a chi persegue la distruzione di ogni prospettiva di pace</strong>.</div>
<div>Meloni sbaglia e diventa complice del genocidio messo in atto da Netanyahu</div>
<div>Meloni e Tajani sbagliano due volte:</div>
<ul data-start="2309" data-end="2570">
<li data-start="2309" data-end="2376">
<div>Sottovalutano la <strong data-start="2328" data-end="2360">valenza diplomatica concreta</strong> di questo atto;</div>
</li>
<li data-start="2377" data-end="2570">
<div>Dimostrano di avere una <strong data-start="2403" data-end="2435">visione passiva e subalterna</strong> della politica estera italiana a quella statunitense, incapace di prendere posizione quando la legalità internazionale e i diritti umani vengono calpestati.</div>
</li>
</ul>
<div><span class="fs12lh1-5">Riconoscere lo Stato palestinese </span><strong data-start="2648" data-end="2680" class="fs12lh1-5">non è un atto contro Israele</strong><span class="fs12lh1-5">, ma </span><strong data-start="2685" data-end="2778" class="fs12lh1-5">una presa di posizione netta per la pace, per il diritto, per l’equilibrio internazionale</strong><span class="fs12lh1-5">. È un messaggio chiaro: </span><strong data-start="2803" data-end="2918" class="fs12lh1-5">non si può continuare a trattare la questione palestinese come un fastidio storico da spazzare via con la forza</strong><span class="fs12lh1-5">.</span><br></div>
<div>In conclusione, non è vero che il riconoscimento dello Stato di Palestina sia inutile. È un passo necessario. È una risposta concreta a chi vuole cancellare un popolo. E, soprattutto, è un segnale che <strong data-start="3122" data-end="3210">l’Europa non intende essere complice silenziosa di un disastro umanitario e politico</strong>.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 31 Jul 2025 13:12:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Dazi, miliardi e sovranismi: l'Europa si genuflette e Giorgia Meloni esulta]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000088"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/f276a380-d193-449e-95fc-edfa7147a73f.jpg"  width="531" height="316" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Dall’idillio del campo da golf scozzese alla dura realtà dei dazi, l’Unione Europea firma un accordo che sa tanto di resa. Altro che “trattativa storica”: l’intesa con Trump sui dazi riflette la debolezza strutturale dell’Europa e l’inadeguatezza di chi, come <strong data-start="529" data-end="562">Giorgia Meloni e Viktor Orbán</strong>, si dichiara sovranista… fino a quando non incontra un sovranista vero.</div>
<div>Ricapitoliamo:</div>
<div><strong data-start="658" data-end="673">- Dazi al 15%</strong> per le esportazioni europee verso gli USA (ricordate quando al 10% gridavano al collasso del Made in Europe?);</div>
<div><strong data-start="789" data-end="809">- Zero reciprocità</strong>: i prodotti americani entrano in Europa quasi indisturbati;</div>
<div><strong data-start="874" data-end="904">- Oltre 700 miliardi di euro</strong> di acquisti obbligati da parte dell’UE in armi e gas liquido made in USA;</div>
<div> E, ciliegina sulla torta, l’impegno a spendere il <strong data-start="1033" data-end="1060">5% del PIL in armamenti</strong>. Altro che green deal, qui siamo al "war deal".</div>
<div>🇪🇺 Un’Europa che si piega, nonostante le dichiarazioni roboanti. Un’Europa che accetta la logica della "reciprocità" secondo Trump, dove “reciprocità” significa: “tu compri, io incasso”.</div>
<div>E Giorgia Meloni? Doveva essere <strong data-start="1332" data-end="1352">l’amica di Trump</strong>, quella che avrebbe “agevolato” i rapporti con Washington. Beh, pensate se fosse stata sua nemica: ci saremmo ritrovati con dazi al 30%, acquisti forzati per mille miliardi e forse una base missilistica a Pomezia.</div>
<div>Le imprese italiane – <strong data-start="1593" data-end="1634">secondo esportatore europeo negli USA</strong> – saranno tra le più penalizzate. Alcune potranno scaricare i costi sugli americani (se hanno abbastanza potere contrattuale), altre dovranno tagliare margini o perdere mercato. Ma tranquilli: festeggiano al governo, perché almeno la stretta di mano scozzese è stata “cordiale”.</div>
<div>Questo accordo non è solo economicamente svantaggioso. È <strong data-start="1975" data-end="2003">politicamente disastroso</strong>. Manda in frantumi ogni illusione di “autonomia strategica” europea. E svela quanto sia fragile, divisa e intimidita l’UE, pronta ad accettare le condizioni dell’egemone di turno in nome della “pace commerciale”.</div>
<div>Il sovranismo di Meloni e Orbán? Roba da ragazzi al campeggio. Davanti al Trump delle grandi occasioni, si rivela per quello che è: <strong data-start="2353" data-end="2410">una postura elettorale, non una strategia geopolitica</strong>.</div>
<div>Nel mondo multipolare che avanza, servono visione, fermezza e alleanze reali. Non selfie con il ciuffo biondo e inchini diplomatici.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 07:43:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il Time su Meloni oltre la propaganda fascista di FdI]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000087"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/68823efa41bcf.jpg"  width="572" height="429" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Il Time pubblica un articolo su Giorgia Meloni con un titolo accattivante: è una leader in Europa. Basta questo per scatenare le pulsioni dei camerati di Fratelli d'Italia ma poi basta leggere l'articolo e tutte le fantasie crollano miseramente. Non poteva essere altrimenti. Purtroppo oggi questa è la tendenza: guardare le figure e non leggere gli articoli. Ecco una review dei punti salienti dell'articolo.</div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><b><span class="fs11lh1-5 cf1">1. Concentrazione del potere politico</span></b></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1">"She has centralized power, attacked the judiciary, and cracked down on dissent."</span><span class="cf1"> </span></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1">Il Time sottolinea come Meloni abbia </span><b><span class="cf1">accentrato il potere</span></b><span class="cf1">, messo sotto pressione la magistratura e limitato il dissenso, con un approccio definito quasi da </span><b><span class="cf1">"fortezza assediata"</span></b><span class="cf1">.In pratica si evidenzia un profilo illiberale del suo esecutivo: la riforma della magistratura, il rafforzamento dell’esecutivo, i tentativi di limitare le proteste pubbliche e di esercitare un controllo più stretto sui tribunali, suscitano timori su una deriva autoritaria all’interno di un quadro democratico</span></span></div><div><b><span class="fs11lh1-5 cf1">2. Influenza sui media statali e censura</span></b></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">"The government’s control over the public broadcaster RAI is seen by critics as a move to shape national narratives in its image."</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1">Il governo viene accusato di voler </span><b><span class="cf1">plasmare la narrazione nazionale</span></b><span class="cf1"> secondo la propria visione ideologica, in un’operazione che va oltre la normale gestione politica e sfocia nel </span><b><span class="cf1">controllo culturale</span></b><span class="cf1"> che si evince dal tentativo di trasformare la RAI in un canale governativo. Giornate di sciopero, dimissioni di dirigenti e presentatori, cancellazioni editoriali (come il monologo antifascista previsto il 25 aprile) testimoniano un controllo soffocante sui mezzi pubblici. Autorità Ue hanno chiesto riforme urgenti sulla legge sulla diffamazione, ritenuta uno strumento per silenziare i critici</span><span class="cf1"> </span></span></div><span class="fs11lh1-5"><br></span><div><b><span class="fs11lh1-5 cf1">3. Riforma della giustizia: rischio politicizzazione</span></b></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1">"Meloni’s proposed judicial reforms raise concerns about weakening judicial independence."</span><br><span class="cf1">Le riforme proposte vengono considerate un </span><b><span class="cf1">attacco all’indipendenza del potere giudiziario</span></b><span class="cf1">, con la possibilità di </span><b><span class="cf1">politicizzare le indagini</span></b><span class="cf1">.La proposta di separare giudici e pubblici ministeri è presentata come un tentativo di ridurre l'influenza politica; ma giudici e magistrati la considerano un attacco all’autonomia del sistema giudiziario, accusando Meloni di attaccare le istituzioni di controllo per fini di potere</span></span></div><div><b><span class="fs11lh1-5 cf1">4. Politiche migratorie costose e inefficaci</span></b></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">"The Albanian deal has been labeled ineffective and symbolic, a costly gesture with little practical impact."</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1">L’accordo con l’Albania è definito un </span><b><span class="cf1">gesto simbolico e costoso</span></b><span class="cf1">, utile più alla propaganda che alla reale gestione dei flussi migratori.La collaborazione con l’Albania per centri di detenzione è stata giudicata un fallimento legale e finanziario: costi sproporzionati (oltre €150 000 per letto letto in Albania contro €21 000 in Sicilia), disaccordi con le corti italiane e UE, pochissimi migranti ospitati realmente. Le misure repressive verso ONG e migranti sono state criticate da organizzazioni umanitarie e opposizione</span></span></div><div><b><span class="fs11lh1-5 cf1">5. Gestione del caso di un presunto criminale di guerra libico</span></b></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Meloni è stata coinvolta nell'inchiesta per aver facilitato il rimpatrio di un militare libico ricercato dalla Corte Penale Internazionale, rilasciato per vizi procedurali nonostante un mandato d’arresto internazionale. L’accusa è di aver sacrificato la cooperazione con la giustizia internazionale in nome della sicurezza interna e della gestione migratoria</span></div><div><b><span class="fs11lh1-5 cf1">6. Restrizioni sulle proteste</span></b></div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1">Un decreto ha introdotto pene fino a sei anni di carcere per manifestazioni non autorizzate o ritenute pericolose: critiche da magistrati, opposizioni e ong denunciano una limitazione della libertà di espressione che ricorda modelli di repressione preventiva</span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">per le sue politiche considerate illiberali e concentrate sull’accentramento del potere</span></span><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 25 Jul 2025 13:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Giustizia: crolla il castello di carta della destra]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000086"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/746f7882-7d70-40e4-aa3f-11fb45cdb786.png"  width="325" height="325" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Per trent'anni, da Berlusconi in poi, la destra ha martellato l’opinione pubblica con un refrain tanto comodo quanto </span><span class="cf1"></span><span class="cf1">infondato e falso: la magistratura è politicizzata, anzi militante, simpatizzante a sinistra. Le famigerate "toghe rosse" descritte come burattinai occulti della vita politica nazionale al servizio della politica di sinistra appunto.</span></span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">E proprio nel giorno in cui il Parlamento approva la separazione delle carriere — venduta come il rimedio alla "giustizia politicizzata" — ecco che la realtà si prende la sua rivincita: arrivano avvisi di garanzia a due amministrazioni di centrosinistra guidate da Sala a Milano e Ricci a Pesaro. Un tempismo perfetto per smentire chi da decenni parla di giustizia "a orologeria".</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">La verità è semplice: la magistratura non agisce né per partito preso né per vendetta politica. Agisce quando ci sono elementi, indizi, fatti. Punto. Poi se questi fatti non portano a condanne di alcun tipo, meglio così ma è sempre preferibile una giustizia che indaga senza ottenere condanne penali o amministrative piuttosto di una giustizia con le maglie larghe che lascia scappare truffatori e corrostti.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">La riforma? Una manovra ideologica e inutile. I magistrati che oggi passano da una funzione all’altrae sono appena lo 0,2%. E devono anche cambiare regione per effettuare questo passaggio. Non esiste quindi un problema reale di confusione tra giudicante e requirente. La lentezza della giustizia, il vero cancro del sistema, resterà intatto. </span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Questa riforma non risolve, ma in realtà mina l'indipendenza di uno dei poteri cardine della Costituzione Italiana. Una riforma eversiva nella sostanza, il cui obiettivo non dichiarato è mettere sotto controllo la magistratura, limitarne l’autonomia, indebolirne l’indipendenza come di fatto avviene in tutti i paesi nei quali esiste la separazione delle carriere.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Perché una giustizia libera fa paura solo a chi ha qualcosa da temere. E la classe politica soprattutto di destra è un esempio eclatante.</span></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 16:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[OMS: il sovranismo del governo Meloni isola l'Italia]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000085"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/432014c1-970e-40ae-a087-f1b717113294.png"  width="249" height="249" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Il governo Meloni ha deciso: niente emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale e astensione sull’Accordo sulle Pandemie dell’OMS. Una doppia scelta che il centrodestra vende come “difesa della sovranità”, ma che in realtà rischia di trasformarsi in un boomerang per l’Italia e per la salute pubblica.</div>
<div>Dietro la retorica roboante di un’Italia “protagonista” che “non si fa comandare da Bruxelles o Ginevra”, si nasconde un provincialismo miope, un sovranismo di maniera che in realtà non difende i cittadini, ma li espone a rischi maggiori in caso di future emergenze sanitarie. E non è un caso che, ancora una volta, il governo italiano si accodi pedissequamente alle posizioni di Donald Trump, il campione globale del "me ne frego", che durante la pandemia ha messo più volte in crisi la risposta internazionale al Covid-19 per puro calcolo elettorale.</div>
<div><strong data-start="1132" data-end="1211">Ma davvero possiamo permetterci di affrontare da soli la prossima pandemia?</strong></div>
<div>Mentre il mondo cerca di costruire strumenti condivisi per prevenire e gestire crisi sanitarie globali — un sistema di regole, risorse e ricerca da attivare rapidamente — l’Italia si tira indietro. Non solo: rischia di restare <strong data-start="1440" data-end="1481">fuori dalla governance internazionale</strong>, di non avere voce nei processi decisionali, di arrivare <strong data-start="1539" data-end="1595">ultima nella distribuzione delle scorte di emergenza</strong> e di perdere importanti canali di cooperazione scientifica e finanziaria.</div>
<div>Siamo di fronte a una scelta <strong data-start="1700" data-end="1728">ideologica e antistorica</strong>, che ignora volutamente le lezioni del Covid. Perché se c’è una verità che la pandemia ci ha sbattuto in faccia è questa: <strong data-start="1851" data-end="1879">nessuno si salva da solo</strong>. Eppure, il governo Meloni, proprio come il suo mentore d’oltreoceano, sceglie di agire <strong data-start="1968" data-end="1989">contro la scienza</strong>, contro il buon senso e contro la logica della cooperazione globale.</div>
<div>E mentre la propaganda parla di “difesa della Costituzione”, chi conosce davvero le dinamiche sanitarie e internazionali sa che la Costituzione non si difende isolandosi, ma partecipando attivamente ai processi democratici sovranazionali che possono salvare vite. La "sovranità" invocata in questo caso è solo una foglia di fico per nascondere <strong data-start="2404" data-end="2433">una sudditanza ideologica</strong> verso modelli politici autoritari e antiscientifici.</div>
<div>In nome di un sovranismo tossico, l’Italia rischia di diventare <strong data-start="2552" data-end="2599">una periferia della comunità internazionale</strong>, un paese che rinuncia a incidere per paura di sedersi al tavolo delle decisioni globali.</div>
<div>La salute pubblica non ha confini. Le pandemie nemmeno.<br data-start="2746" data-end="2749">
Isolarsi oggi vuol dire essere <strong data-start="2780" data-end="2802">più fragili domani</strong>.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 07:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Meloni, la regina del popolo... che odia il popolo]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000084"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/manifetaizone_9bmt9bz4.png"  width="443" height="376" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Per anni è circolata una leggenda metropolitana tra le fila anche dei più insospettabili intellettuali di sinistra: <strong data-start="338" data-end="368">“La Meloni è intelligente”</strong>. Una frase che sbucava puntualmente a ogni discussione, come il prezzemolo nelle minestre della nonna. Ma a ben guardare, di questa presunta intelligenza non s'è mai vista grande traccia, se non in qualche colpo di teatro più adatto a un reality che a Palazzo Chigi.</div>
<div>La Presidente del Consiglio si presenta come una specie di <strong data-start="696" data-end="716">trinità politica</strong>: donna, madre, cristiana. Peccato che la performance sembri più un pastiche malriuscito tra uno spot della Mulino Bianco e un comizio nostalgico da dopolavoro fascista. Il suo stile comunicativo è un mix letale di <strong data-start="931" data-end="1007">grammatica ballerina, toni da sergente e battute da cabaret di periferia</strong>. Quando parla, non si capisce se sia più una leader o una concorrente esclusa da un talent show.</div>
<div>Dietro l’apparente forza da “pasionaria de noantri”, si intravede piuttosto una fragilità malcelata, coperta a colpi di urla, <strong data-start="1232" data-end="1251">occhi spiritati</strong> e monologhi da stand-up comedy in salsa amarcord. Ogni domanda scomoda viene archiviata con una smorfia, una battuta acida o una scrollata di spalle: più che affrontare i problemi del Paese, sembra cercare applausi da uno studio televisivo.</div>
<div>Meloni dice di venire dal popolo, ma intanto <strong data-start="1539" data-end="1560">massacra i poveri</strong>, smonta il Reddito di cittadinanza e sembra convinta che la solidarietà sociale sia un’eresia comunista. Si autodefinisce paladina delle donne, ma si fa scortare da un circolo di machi nostalgici, col curriculum che fa tremare perfino la sedia su cui siedono. Si dichiara madre, ma poi <strong data-start="1847" data-end="1893">flirta pericolosamente con scenari bellici</strong>, in una sorta di Risiko continentale dove chi perde sono sempre i cittadini.</div>
<div>Nel frattempo, l’impalcatura comincia a scricchiolare. Passato l’effetto “faccia nuova”, l’incanto si dissolve e resta una <strong data-start="2095" data-end="2123">leader in crisi di nervi</strong>, che grida sempre più forte per coprire il rumore del crollo. L’aria intorno a lei si fa pesante, e anche tra le fila dei suoi ammiratori più accaniti qualcuno comincia a chiedersi: <strong data-start="2306" data-end="2352">ma non è che ci siamo presi una cantonata?</strong></div>
<div>Uscirà di scena? Prima o poi sì. Ma per molti, <strong data-start="2401" data-end="2445">quel giorno arriverà sempre troppo tardi</strong>. Nel frattempo, ci si può solo augurare che il Paese sopravviva a questa tragicommedia dai toni farseschi e dagli effetti collaterali molto reali.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 07:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Israele in Siria: nuovo fronte nel silenzio dell'Occidente]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000083"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/file_000000001320620a909fa344d039638b.png"  width="300" height="450" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c1262193636="" _nghost-ng-c292451761=""><div _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="284" data-text-align="justify" class="imTAJustify fs11lh1-5"><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="284" class="cf1">L'attuale escalation in Siria, caratterizzata da </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="333"><span class="cf1">pesanti raid aerei israeliani su Damasco e da una crescente crisi al confine israelo-siriano</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="425" class="cf1">, sta riaccendendo i riflettori su un disegno più ampio di destabilizzazione del Medio Oriente, con Israele che agisce, a detta di alcuni, non solo con l'implicito assenso ma quasi come un </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="614"><span class="cf1">braccio armato dell'Occidente, nel silenzio assordante di Europa e Stati Uniti</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="692" class="cf1">.</span></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c1262193636="" _nghost-ng-c292451761=""><div _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="693" data-text-align="justify" class="imTAJustify"><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="693"><span class="fs11lh1-5 cf1">Il nuovo fronte in Siria e gli obiettivi di Israele</span></b></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c1262193636="" _nghost-ng-c292451761=""><div _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="744" data-text-align="justify" class="imTAJustify fs11lh1-5"><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="744" class="cf1">Il 15 luglio 2025, Israele ha lanciato raid aerei contro il palazzo presidenziale di Damasco, noto come il "Palazzo del Popolo", sede del presidente siriano Ahmed al-Shara, e il quartier generale militare vicino al Ministero della Difesa. Questi attacchi, che hanno causato morti e feriti, si sono estesi anche alla zona dell'aeroporto militare di Mazzeh e alle campagne di Deraa e Sweida. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che i raid continueranno a meno che le forze siriane non si ritirino dalla città di Sweida, a maggioranza drusa, dove sono in corso violenti scontri. Israele giustifica queste operazioni come una </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="1394"><span class="cf1">difesa della minoranza drusa siriana</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="1430" class="cf1"> contro milizie ostili e per proteggere i propri "alleati".</span></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c1262193636="" _nghost-ng-c292451761=""><div _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="1489" data-text-align="justify" class="imTAJustify fs11lh1-5"><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="1489" class="cf1">Tuttavia, le informazioni disponibili suggeriscono una motivazione ben più profonda: l'intervento israeliano non mira solo alla protezione dei drusi, ma piuttosto al </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="1655"><span class="cf1">consolidamento di obiettivi politici e militari e alla creazione di una vasta zona cuscinetto nel sud della Siria</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="1768" class="cf1">. La costituzione di un </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="1792"><span class="cf1">"staterello druso"</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="1810" class="cf1"> nel sud della Siria, che rappresenterebbe una </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="1857"><span class="cf1">frammentazione del paese arabo in mini-Stati</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="1901" class="cf1">, è descritta come un </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="1923"><span class="cf1">"storico obiettivo di Israele"</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="1953" class="cf1">. Questo si inserisce in un </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="1981"><span class="cf1">"disegno di Israele in Medio Oriente"</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="2018" class="cf1"> che mira a "tenere la pistola puntata contro chiunque" e a "rompere ogni tregua unilateralmente". Il messaggio da parte di Tel Aviv è chiaro: </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="2161"><span class="cf1">lo stato ebraico è pronto a replicare ovunque il destino di Gaza e di Hamas, del Libano e degli Hezbollah</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="2266" class="cf1">. La Siria, dopo la caduta di Assad, è vista come un </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="2319"><span class="cf1">"campo di battaglia nella nuova spartizione del Medio Oriente"</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="2381" class="cf1">.</span></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c1262193636="" _nghost-ng-c292451761=""><div _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="2382" data-text-align="justify" class="imTAJustify"><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="2382"><span class="fs11lh1-5 cf1">Il silenzio e la complicità dell'Occidente</span></b></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c1262193636="" _nghost-ng-c292451761=""><div _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="2424" data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="2424" class="fs11lh1-5 cf1">Di fronte a queste azioni aggressive e a un quadro regionale sempre più instabile, la reazione dell'Occidente è stata oggetto di severe critiche.</span></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c1262193636="" _nghost-ng-c292451761=""><div _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="2569" data-text-align="justify" class="imTAJustify fs11lh1-5"><span _ngcontent-ng-c292451761="" class="cf1">• </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="2569"><span class="cf1">Unione Europea (UE): Il "tradimento crudele e illegale"</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="2624" class="cf1"> </span><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="2625" class="cf1">Amnesty International ha duramente condannato la decisione dell'Unione Europea di non sospendere l'accordo di associazione con Israele. Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International, ha definito questa decisione </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="2853"><span class="cf1">"un tradimento crudele e illegale della visione e del progetto europei"</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="2924" class="cf1">, fondati sul rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani. Nonostante una revisione dell'UE avesse chiaramente rilevato che Israele stava violando i suoi obblighi in materia di diritti umani ai sensi dell'accordo, gli stati membri hanno scelto di mantenere in vigore un accordo commerciale preferenziale anziché rispettare i loro obblighi internazionali e "salvare vite palestinesi". Questa decisione, secondo Amnesty, verrà ricordata come </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="3376"><span class="cf1">"uno dei momenti più vergognosi nella storia dell’Unione Europea"</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="3441" class="cf1">, avendo dato </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="3455"><span class="cf1">"via libera alla continuazione del genocidio nella Striscia di Gaza, dell’occupazione illegale dell’intero Territorio palestinese occupato e del sistema di apartheid contro le persone palestinesi"</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="3651" class="cf1">. L'Alto rappresentante dell'UE per la politica estera, Josep Borrell, ha confermato che l'Europa ha "scelto di non punire i continui crimini di guerra di Israele e permette che il genocidio di Gaza prosegua senza sosta". Amnesty International esorta gli stati membri a intraprendere iniziative proprie, come un </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="3963"><span class="cf1">"embargo completo sull’esportazione di armi, attrezzature e tecnologie di sorveglianza e un divieto totale di commerci e investimenti con gli insediamenti illegali di Israele"</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="4138" class="cf1">. Dieci opzioni erano state presentate ai ministri degli Esteri, inclusa la sospensione completa dell'accordo o l'embargo sulle armi, ma nessuna ha ottenuto il sostegno necessario.</span></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c1262193636="" _nghost-ng-c292451761=""><div _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="4318" data-text-align="justify" class="imTAJustify fs11lh1-5"><span _ngcontent-ng-c292451761="" class="cf1">• </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="4318"><span class="cf1">Stati Uniti (USA): Preoccupazioni flebili e supporto velato</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="4377" class="cf1"> </span><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="4378" class="cf1">Anche la posizione degli Stati Uniti solleva interrogativi. Sebbene il Segretario di Stato americano Marco Rubio abbia espresso "seria preoccupazione" per gli attacchi israeliani in Siria, definendoli una "minaccia agli sforzi per una Siria pacifica e stabile", e abbia sollecitato il ritiro delle truppe siriane da Sweida per favorire la de-escalation, non c'è stata una condanna diretta di Israele. Anzi, l'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ha mostrato pubblicamente il suo </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="4873"><span class="cf1">sostegno al premier Netanyahu</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="4902" class="cf1">, partecipando alla sua udienza in tribunale, gesto che ha sollevato critiche per l'interferenza nella politica interna israeliana. Inoltre, le sanzioni imposte dagli USA a Francesca Albanese, esperta ONU per gli affari palestinesi, a seguito delle sue critiche alla posizione della Casa Bianca su Gaza e le sue accuse di "genocidio", sono state definite una "violazione" della sua immunità e un "pericoloso precedente". Tutto ciò suggerisce una linea di condotta americana che, pur esprimendo a tratti "preoccupazione", di fatto </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="5432"><span class="cf1">non esercita una pressione significativa su Israele</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="5483" class="cf1"> per frenare le sue azioni militari e le sue politiche, anche quando queste contribuiscono a destabilizzare ulteriormente la regione. Persino Donald Trump, pur volendo fermare i raid di Netanyahu in Siria, sembra non essere ascoltato.</span></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c1262193636="" _nghost-ng-c292451761=""><div _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="5717" data-text-align="justify" class="imTAJustify"><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="5717"><span class="fs11lh1-5 cf1">Oltre la Palestina: la "potenza militare coloniale"</span></b></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c1262193636="" _nghost-ng-c292451761=""><div _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="5768" data-text-align="justify" class="imTAJustify fs11lh1-5"><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="5768" class="cf1">Il quadro che emerge è quello di un Israele che, lungi dall'essere "l'unica democrazia del Medio Oriente", viene descritto come una </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="5900"><span class="cf1">"potenza militare coloniale, guidata da estremisti religiosi, senza alcun rispetto per la sovranità delle nazioni e l’esistenza di altri popoli"</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="6044" class="cf1">. La </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="6049"><span class="cf1">"retorica israeliana sull'assistenza ai drusi è strumentale"</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="6109" class="cf1">, servendo a legittimare l'intervento e l'espansione dell'influenza israeliana oltre il Golan.</span></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><labs-tailwind-structural-element-view-v2 _ngcontent-ng-c1262193636="" _nghost-ng-c292451761=""><div _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="6203" data-text-align="justify" class="imTAJustify fs11lh1-5"><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="6203" class="cf1">In questo contesto, il </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="6226"><span class="cf1">continuo "genocidio strisciante di Gaza"</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="6266" class="cf1">, la violazione dei diritti umani e del diritto internazionale in Palestina, e ora l'apertura di un nuovo fronte in Siria, non sono eventi isolati. Essi appaiono come parte integrante di una </span><b _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="6457"><span class="cf1">strategia più ampia di destabilizzazione del Medio Oriente</span></b><span _ngcontent-ng-c292451761="" data-start-index="6515" class="cf1">, un progetto che, nel silenzio o nel velato assenso delle potenze occidentali, permette a Israele di agire liberamente, con conseguenze devastanti per intere popolazioni e la stabilità regionale. Le vittime, nel frattempo, "hanno diritto a ben più che parole vuote".</span></div></labs-tailwind-structural-element-view-v2></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 07:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Clima estremo: il 2024 segna il punto di non ritorno confermato da 2025]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Clima"><![CDATA[Clima]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000082"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/09629fc7-410e-442e-9902-ef57692635a4.png"  width="266" height="400" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Nel 2024 il clima ha lanciato un messaggio chiaro e ineludibile: il riscaldamento globale non è </span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"></span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">più un'ipotesi, ma una realtà che avanza a ritmo accelerato. Il “Rapporto sullo Stato del Clima in Europa 2024” realizzato dal Copernicus Climate Change Service (C3S) in collaborazione con la World Meteorological Organization (WMO), fotografa una situazione allarmante: il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato sia a livello globale che in Europa. E non è tutto: il mese di giugno 2025 in Italia ha infranto ogni record, con picchi di temperatura che hanno messo in ginocchio territori e popolazioni.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Se il mondo intero ha superato per la prima volta la soglia critica di +1,5°C rispetto all’epoca pre-industriale, l’Europa sta vivendo un riscaldamento doppio rispetto alla media globale. In particolare, dagli anni ’80, il Vecchio Continente si è trasformato nella regione con il riscaldamento più rapido del pianeta, a causa di fattori geografici, atmosferici e umani.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Eventi estremi come ondate di calore, siccità, inondazioni e incendi si sono moltiplicati:</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">- Alluvioni devastanti (come quelle causate dalla Tempesta Boris in settembre) hanno coinvolto ben otto paesi, mentre la sola provincia di Valencia ha contato 232 vittime in un solo evento di pioggia estrema;</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">- I ghiacciai europei, soprattutto in Scandinavia e Svalbard, hanno subito la più alta perdita di massa annuale al mondo;</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">- Gli incendi in Portogallo hanno distrutto 110.000 ettari;</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">- I laghi e il Mar Mediterraneo hanno registrato le temperature superficiali più alte mai misurate.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Italia, giugno 2025: un mese di fuoco</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Nel nostro Paese, il giugno 2025 è stato il più caldo dal 1950, con una temperatura media di 22,8°C, ben 3,5°C oltre la norma trentennale. Il 30 giugno si è toccata una media giornaliera di 26,2°C, 5 gradi sopra la media storica.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il caldo ha colpito tutto il territorio nazionale, con effetti più marcati nelle zone montane:</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Valle d’Aosta: +48% rispetto alla media storica;</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Grandi città: +3,2°C a Torino e Napoli, +3,5°C a Milano, +3,6°C a Roma, con Aosta che ha superato i +5°C.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">In risposta all’emergenza, il Ministero della Salute ha attivato una task force con la Protezione Civile per monitorare le ondate di calore e coordinare l’informazione dei rischi, nessun provvedimento o intervento pratico.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il rapporto evidenzia come le città europee stiano diventando i veri laboratori della resilienza climatica. Nel 2024, il 51% dei centri urbani aveva già un piano di adattamento al clima (contro il 26% del 2018). Tuttavia, ostacoli come la mancanza di fondi e l’insufficiente volontà politica rallentano il progresso.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">La transizione energetica segna un risultato positivo: il 45% dell’elettricità europea è stato prodotto da fonti rinnovabili nel 2024, superando il 43% del 2023. Tuttavia, permangono squilibri:</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">- L’energia solare è aumentata a est e diminuita a ovest;</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">- L’Europa nord-occidentale ha vissuto una “siccità di vento”, con la produzione eolica crollata del 75% rispetto alla media;</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">- Il governo italiano ma la stessa Europa stanno tornando indietro sul Green Deal mettendo a repentaglio i pur modesti risultati ottenuti</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Nel 2024, l’Artico ha registrato il suo terzo anno più caldo di sempre. La riduzione dei ghiacci marini e gli incendi artici senza precedenti hanno contribuito in modo significativo alle emissioni di carbonio, amplificando il riscaldamento globale.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Conclusioni: il tempo è scaduto</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">I dati sono inequivocabili. Il cambiamento climatico è in atto, i suoi effetti sono già tangibili e i margini per intervenire si stanno assottigliando. Il rapporto suggerisce cinque azioni urgenti:</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">-Ridurre le emissioni in linea con l’Accordo di Parigi;</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">- Investire nell’adattamento climatico, soprattutto in città e infrastrutture critiche;</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">- Potenziare i sistemi di allerta precoce per salvare vite e ridurre danni economici;</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">- Accelerare la transizione alle energie rinnovabili, garantendo equilibrio tra regioni;</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">- Coinvolgere attivamente i cittadini, con informazione e partecipazione.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il 2024 non dovrebbe essere solo un anno da ricordare, ma un punto di svolta per agire. Perché il clima non aspetta, e il futuro dipende da ciò che facciamo ora, ma i governi di tutto il mondo sembrano ormai ignorare questa emergenza presi come sono dalle guerre che non fanno altro che peggiorare la situazione climatica</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 12 Jul 2025 07:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Migranti e Libia: un altro "successo" del governo Meloni]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000081"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/d63cf02c-72f1-48ed-b0c1-1c0d20a94b57.png"  width="353" height="353" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><span style="font-weight: 700;">I</span>l governo guidato da Giorgia Meloni incassa l’ennesimo smacco sul fronte dell’immigrazione, terreno che doveva essere il fiore all’occhiello del suo mandato e che invece si sta rivelando un campo minato di contraddizioni, promesse mancate e — cosa ben più grave — dichiarazioni istituzionali smentite dai fatti.</div>
<div><br></div>
<div>Tutto inizia con la vicenda grottesca (e inquietante) di Ahmad Almasi, figura centrale della rete libica del traffico di esseri umani. Arrestato sul territorio italiano, Almasi è stato riconsegnato con un volo di Stato alla Libia, in un’operazione che ha sollevato più di un interrogativo sulla legalità e sulla trasparenza dell’azione. A far crollare ogni residuo di fiducia nelle versioni ufficiali è stata la surreale affermazione del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che in aula ha dichiarato di non essere stato informato dell’arresto né della successiva espulsione, ma soprattutto della sua incapacità nel leggere le carte in quanto scritte in lingua inglese. Una tesi che, alla luce dei documenti e delle testimonianze emerse, appare ormai come una bugia maldestramente orchestrata: Nordio sapeva sin da febbraio che stava accadendo.</div>
<div><span class="fs12lh1-5">A chi pensava che la storia non potesse peggiorare, la Libia ha risposto con un gesto tanto simbolico quanto dirompente: il rifiuto di ricevere il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in missione diplomatica. Uno schiaffo in pieno volto al governo italiano, che mette in luce la realtà ormai sotto gli occhi di tutti: non è l’Italia a gestire i flussi migratori, è Tripoli a decidere quando aprire e quando chiudere i rubinetti del Mediterraneo.</span><br></div>
<div>La Libia, paese instabile e dilaniato da faide interne, esercita un ricatto costante sull’Italia. In cambio della “collaborazione” sui migranti, pretende soldi, silenzi e tolleranza diplomatica. Un equilibrio pericoloso e umiliante, che da anni i governi italiani — di ogni colore politico — subiscono, ma che il governo Meloni, in controtendenza rispetto alle sue promesse elettorali, ha addirittura rafforzato raccontando un sacco di frottole ai cittadini ed al parlamento.</div>
<div><span class="fs12lh1-5">Se è vero che anche i governi precedenti hanno avuto rapporti ambigui con la Libia, il tratto distintivo dell’esecutivo Meloni è l’enorme divario tra la propaganda e la realtà. La presidente del Consiglio aveva promesso di “fermare i barconi”, “difendere i confini”, "attuare un blocco navale" e “riprendere il controllo dell’Italia”. E invece, i numeri parlano chiaro: gli sbarchi sono aumentati, la gestione è nel caos e i provvedimenti adottati — dal decreto Cutro ai nuovi regolamenti per i CPR — sono ora sotto la lente della Corte Costituzionale per sospetta violazione dei diritti fondamentali.</span><br></div>
<div>Ma mentre la realtà bussa alla porta, la narrazione resta immutata: Meloni continua a negare il fallimento, come se bastasse la retorica del “governo forte” per arginare il disastro.</div><div><br></div>
<div>Il caso Almasi e la missione fantasma di Piantedosi non sono semplici scivoloni, ma elementi di una crisi istituzionale più profonda. I ministri Nordio e Piantedosi hanno mentito — consapevolmente — di fronte al Parlamento. E questo è un fatto gravissimo. In una democrazia matura, mentire all’aula comporta conseguenze. Ma qui sembra che la verità sia solo un ostacolo da aggirare.</div>
<div><br></div>
<div>Nel frattempo, per spostare il dibattito altrove, il governo Meloni organizza con grande enfasi la “Conferenza internazionale per la ricostruzione dell’Ucraina”, una vetrina diplomatica pensata più per le telecamere che per i risultati concreti. L’assurdità di pianificare la ricostruzione di un Paese ancora sotto le bombe è evidente, tanto quanto il rischio geopolitico: credere che la Russia di Putin rinuncerà all’Ucraina per lasciarla nelle mani dell’Europa e della NATO è, oggi, pura illusione. Ma nel frattempo si fa scena, si fanno dichiarazioni solenni, si costruisce il racconto di un’Italia protagonista.</div>
<div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il fallimento nella gestione dei migranti non è un semplice inciampo: è il nodo che viene al pettine di una politica costruita sulla propaganda, ma incapace di confrontarsi con la complessità del reale. Giorgia Meloni si trova oggi esattamente dove non voleva essere: ricattata dalla Libia, delegittimata in Parlamento, inchiodata ai numeri, e sempre più lontana dalle promesse gridate in campagna elettorale. E a pagare il prezzo più alto di questa pantomima sono, come sempre, i più fragili: i migranti, i cittadini delle periferie e la credibilità delle istituzioni italiane.</span><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 16:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Europa tra Nato, Russia e Futuro: è il momento di cambiare rotta]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000080"><div><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/file_00000000255c624688d5b27145744a28.png"  width="318" height="212" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div><div><strong data-start="305" data-end="366">Sciogliere la NATO: un’utopia o una strada verso la pace?</strong></div> <div data-text-align="justify" class="imTAJustify">L’Europa è da tempo attraversata da una faglia profonda: da un lato il richiamo alla sicurezza collettiva, dall’altro la crescente sensazione che il vecchio continente sia diventato sempre più una pedina, piuttosto che un giocatore, nello scacchiere geopolitico globale al servizio degli Stati Uniti. In questo contesto, l’idea di <strong data-start="652" data-end="674">sciogliere la NATO</strong> – o almeno ripensarne radicalmente la funzione – sta riemergendo, non solo nei circoli accademici o nei movimenti pacifisti, ma anche nei dibattiti politici più coraggiosi. <span style="text-align: start;" class="fs12lh1-5">La domanda è semplice, ma dirompente: </span><strong data-start="887" data-end="975" style="text-align: start;" class="fs12lh1-5">la pace in Europa è davvero compatibile con l’attuale struttura militare della NATO e con gli investimenti che gli Stati Uniti pretendono ?</strong><span style="text-align: start;" class="fs12lh1-5"> O è proprio questa alleanza difensiva, nata in piena Guerra Fredda, a rappresentare oggi un ostacolo alla costruzione di un ordine europeo più stabile e multipolare che accomuni tutti i paesi dall'Oceano Atlantico fino agli Urali per garantire una pace senza armi ?</span></div> <hr data-start="1143" data-end="1146"> <div><strong data-start="1155" data-end="1226">L’occasione mancata: il dopo-Muro e il sogno di un’Europa inclusiva</strong></div> <div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Con la caduta del Muro di Berlino nel 1989, l’Occidente ha avuto un’occasione storica irripetibile: <strong data-start="1328" data-end="1397">ricostruire un’Europa unita, non più divisa da blocchi ideologici</strong>, e includere anche la Russia in un progetto di cooperazione economica, culturale e – perché no – di sicurezza comune. <span style="text-align: start;" class="fs12lh1-5">Quell’occasione è stata colpevolmente </span><strong data-start="1558" data-end="1570" style="text-align: start;" class="fs12lh1-5">sprecata grazie anche alla contrarietà degli Stati Uniti verso i quali ancora una volta l'Europa si è mostrata completamente soggiogata</strong><span style="text-align: start;"><b class="fs12lh1-5">.</b> Invece di sciogliere la NATO o trasformarla in un'alleanza puramente diplomatica, si è scelto di </span><strong data-start="1669" data-end="1712" style="text-align: start;" class="fs12lh1-5">espanderla fino ai confini della Russia</strong><span style="text-align: start;" class="fs12lh1-5">, ignorando i segnali d’allarme provenienti da Mosca e alimentando così una spirale di diffidenza e riarmo. È stato un errore strategico, forse guidato dalla convinzione – tutta americana – che la fine dell’URSS fosse anche la fine della storia. Ma la storia, si sa, ha il brutto vizio di vendicarsi di chi la sottovaluta.</span></div> <hr data-start="2036" data-end="2039"> <div><strong data-start="2048" data-end="2105">Putin e la guerra in Ucraina: reazione o aggressione?</strong></div> <div data-text-align="justify" class="imTAJustify">La narrativa ufficiale dell’Occidente è chiara: <strong data-start="2155" data-end="2215">Putin ha invaso l’Ucraina nel 2022 per mire imperialiste</strong>, per ricostruire una sorta di nuova Unione Sovietica. Ma questa visione, pur fondata su evidenze drammatiche e condannabili, <strong data-start="2341" data-end="2377">ignora le responsabilità a monte</strong>. Già dagli anni Novanta, diversi analisti avevano previsto che l’espansione NATO verso est avrebbe generato reazioni forti da parte della Russia.</div> <div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Il leader del Cremlino ha visto, anno dopo anno, <strong data-start="2574" data-end="2642">un crescendo di basi, missili e manovre militari ai suoi confini</strong>, in paesi che un tempo erano nel suo “giardino di casa”. L’Ucraina, con il suo avvicinamento alla NATO, è diventata il punto di rottura. Questo non giustifica l’invasione, né i crimini di guerra, ma <strong data-start="2842" data-end="2893">permette di comprendere il contesto geopolitico</strong> in cui quella decisione tragica è maturata. E forse, se l’Europa avesse avuto una propria visione autonoma e inclusiva della sicurezza, quel conflitto si sarebbe potuto evitare. Ecco che tutti i paesi europei si sono lasciati trascinare nel folle progetto statunitense di "usare" l'Ucraina per sconfiggere Putin e la Russia, ed ora che Donald Trump invece se la intende tranquillamente con Putin l'Europa rischia di rimanere con il cerino in mano stretta fra la sconfitta nella guerra con la Russia ed il disastro economico per sostenere le spese richieste dal Presidente americano per mantenere in vita la Nato.</div> <hr data-start="3073" data-end="3076"> <div><strong data-start="3085" data-end="3154">Liberarsi dalla sudditanza USA: una sfida per l’Europa del futuro</strong></div> <div data-text-align="justify" class="imTAJustify">Oggi l’Europa si trova in una posizione sempre più accentuata di <strong data-start="3199" data-end="3224">sudditanza strategica</strong> verso gli Stati Uniti. Le decisioni più importanti – dall’allargamento NATO alle sanzioni economiche – vengono spesso prese a Washington e recepite a Bruxelles. Questo <strong data-start="3393" data-end="3410">disequilibrio</strong> indebolisce la sovranità europea, la sua capacità di essere un attore geopolitico indipendente ma soprattutto minaccia la pace come la guerra Russia-Ucraina dimostra.</div> <div>Forse è arrivato il momento di <strong data-start="3540" data-end="3574">ripensare il ruolo dell’Europa</strong>: non più un protettorato militare degli USA, ma una <strong data-start="3627" data-end="3673">potenza economica, diplomatica e culturale</strong>, capace di costruire ponti dove altri vogliono solo muri. Un’Europa non armata fino ai denti, ma <strong data-start="3771" data-end="3797">autorevole e inclusiva</strong>, che possa trattare da pari con Stati Uniti, Cina, Russia e con il Sud globale. Ma per fare questo è necessario prima di tutto liberarsi dalla Nato, rinunciare ad armarsi fino ai denti ed arricchire gli Usa e partendo magari dalla chiusura delle decine di basi militari americane</div> <hr data-start="3879" data-end="3882"> <div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Naturalmente sciogliere la NATO non è un gesto da fare con leggerezza, né una panacea per tutti i mali. Ma </span><strong data-start="4026" data-end="4062" class="fs12lh1-5">iniziare a discuterne seriamente</strong><span class="fs12lh1-5"> – senza tabù e senza paura – è oggi più urgente che mai. Un’Europa autonoma, capace di includere e non solo di escludere, potrebbe essere </span><strong data-start="4201" data-end="4248" class="fs12lh1-5">la chiave per disinnescare futuri conflitti</strong><span class="fs12lh1-5"> e ritrovare la propria vocazione storica: essere culla di civiltà, non campo di battaglia.</span><br></div> <div>Forse non è solo una questione di pace. È una <strong data-start="4387" data-end="4411">questione d’identità</strong>.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 05 Jul 2025 21:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Tre domande scomode alla Presidente del Consiglio: Israele, Gaza e la corsa alle spese militari]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007F"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/512646209_1286244482871006_3310449587398532425_n.jpg"  width="356" height="346" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>In un tempo in cui la politica sembra sempre più dominata da slogan, frasi a effetto e riflessi condizionati sui social, è ancora lecito – e doveroso – rivolgere domande dirette, chiare, prive di ambiguità, ai rappresentanti delle istituzioni. Soprattutto quando si parla di guerra, diritti umani e scelte economiche che influenzeranno la vita dei cittadini per anni.</div>
<div>Alla Presidente del Consiglio, Angelo Bonelli di AVS, ha posto tre domande molto semplici nella forma, ma che, come spesso accade, racchiudono nodi politici e morali complessi, finora elusi o trattati con una certa disinvoltura dialettica. Ecco perché meritano di essere esplicitate e argomentate.</div>
<hr data-start="965" data-end="968">
<div>1. <strong data-start="977" data-end="1031">Perché due pesi e due misure tra Israele e Russia?</strong></div>
<div>Negli ultimi due anni, il governo italiano si è mostrato inflessibile verso Mosca: sanzioni economiche, isolamento diplomatico, sostegno militare all'Ucraina, invocazioni di difesa della democrazia e del diritto internazionale. Tutto giustificato, a detta della Premier, dall’aggressione russa e dalle violazioni dei diritti umani in Ucraina.</div>
<div>Ma allora, perché questa fermezza morale sembra sciogliersi come neve al sole quando si tratta di Israele e della guerra a Gaza?</div>
<div>A oggi, non risulta alcuna iniziativa del governo italiano per imporre sanzioni a Israele, né per sospendere o rivedere gli accordi commerciali e militari. Anzi, Roma ha continuato a dichiarare il proprio "sostegno incondizionato" al governo di Netanyahu, anche di fronte a bombardamenti su civili, ospedali e scuole.</div>
<div><strong data-start="1826" data-end="1852">La domanda è semplice:</strong><br data-start="1852" data-end="1855">
Perché due standard così opposti? Perché la Russia viene punita e isolata mentre Israele, pur essendo sotto accusa da gran parte della comunità internazionale, rimane un interlocutore privilegiato? La coerenza della politica estera italiana è ormai solo una parola da campagna elettorale?</div>
<hr data-start="2145" data-end="2148">
<div>2. <strong data-start="2157" data-end="2255">A Gaza sono stati commessi crimini di guerra e violazioni del diritto internazionale? Sì o no?</strong></div>
<div>La seconda domanda richiede una risposta secca, netta, senza circonlocuzioni: <strong data-start="2335" data-end="2347">sì o no?</strong></div>
<div>L'ONU, Amnesty International, Human Rights Watch e numerose organizzazioni umanitarie hanno già prodotto decine di rapporti dettagliati sui bombardamenti israeliani su obiettivi civili a Gaza. La Corte Internazionale di Giustizia ha parlato apertamente di "rischio di genocidio" e ha chiesto a Israele di fermare le operazioni militari più devastanti. Non si tratta più di mere opinioni da talk show, ma di atti ufficiali e inchieste internazionali.</div>
<div>Eppure, il governo italiano ha evitato sistematicamente di prendere una posizione chiara.<br data-start="2889" data-end="2892">
Si è limitato a esprimere generici auspici di "cessate il fuoco" e "protezione dei civili", senza mai arrivare a una condanna esplicita.</div>
<div><strong data-start="3030" data-end="3053">E allora chiediamo:</strong><br data-start="3053" data-end="3056"><span class="fs12lh1-5"><i>
La Presidente del Consiglio ritiene o no che a Gaza siano stati violati il diritto internazionale umanitario e commessi crimini contro l'umanità?<br data-start="3201" data-end="3204">
Non servono giri di parole. La domanda richiede solo due possibili risposte. E il Paese merita di sapere quale delle due.</i></span></div>
<hr data-start="3327" data-end="3330">
<div>3. <strong data-start="3339" data-end="3440">Dove troverà i soldi per il 5% di spesa militare? E perché non si è fermata come la Spagna al 2%?</strong></div>
<div>Passiamo al tema delle spese militari. La Presidente ha recentemente annunciato con orgoglio l'obiettivo di portare il bilancio della Difesa italiana al 2% del PIL entro il 2028, come richiesto dalla NATO. Non solo: ha lasciato intendere che questo potrebbe essere solo un passo intermedio, aprendo alla possibilità di arrivare addirittura al 5%, come auspicato da alcuni ambienti atlantisti più oltranzisti.</div>
<div>Ma mentre in Spagna il governo Sanchez, pur essendo membro della NATO, ha scelto di fermarsi al 2%, l’Italia sembra lanciarsi in una corsa senza freni verso un riarmo senza precedenti nella sua storia recente.</div>
<div><strong data-start="4063" data-end="4088">La domanda è duplice:</strong></div>
<ul data-start="4091" data-end="4235">
<li data-start="4091" data-end="4130">
<div><span class="fs12lh1-5">Dove verranno trovati questi soldi?</span></div>
</li>
<li data-start="4131" data-end="4235">
<div><span class="fs12lh1-5">Con quali tagli o nuove tasse si intende finanziare questa crescita esponenziale delle spese militari?</span></div>
</li>
</ul>
<div>Nel frattempo, sanità pubblica, scuola, welfare, edilizia popolare e salari restano al palo.<br data-start="4329" data-end="4332">
La Presidente può spiegare ai cittadini perché la priorità assoluta del governo sembra essere la Difesa e non i servizi fondamentali? E soprattutto: quali sono i rischi di una politica che trasforma l'Italia in uno dei maggiori acquirenti di armamenti d’Europa, proprio mentre molti cittadini faticano a pagare bollette e spesa?</div>
<hr data-start="4662" data-end="4665">
<div>Conclusione: Il diritto di chiedere (e pretendere risposte)</div>
<div>Tre domande. Tre temi cruciali: coerenza internazionale, rispetto dei diritti umani, priorità economiche.</div>
<div>Non si tratta di polemica sterile, ma di legittime richieste di chiarezza da parte di cittadini che vivono le conseguenze di queste scelte ogni giorno.<br data-start="4990" data-end="4993">
Ora tocca alla Presidente del Consiglio rispondere, senza slogan, senza retorica, senza scappatoie.</div>
<div><span class="fs12lh1-5"><i>Perché la democrazia si misura anche – e soprattutto – nella capacità di dare risposte serie a domande scomode</i></span>.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 07:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Stati Uniti d’America: il lungo cammino tra potere e violenza]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007E"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/a9b03634-c792-4d5b-8f12-995a82ab4d42.png"  width="272" height="409" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Gli Stati Uniti d’America si sono sempre presentati al mondo come il baluardo della democrazia e della libertà, ma la loro storia, se osservata senza filtri ideologici, è punteggiata da ombre profonde: guerre, colonizzazioni, colpi di stato, ingerenze internazionali. Anche sotto la presidenza di Donald Trump – nonostante le promesse che gli sono valse l'elezione – il Paese ha mantenuto il suo ruolo dominante, a discapito di interi popoli e nazioni, aprendo un nuovo fronte di guerra molto pericoloso come quello con l'Iran. Ma come si è costruita questa supremazia? E a quale prezzo?</div> <div><strong data-start="904" data-end="947">Le origini: una nazione nata nel sangue</strong></div> <div>Gli Stati Uniti affondano le radici nella colonizzazione europea del continente nordamericano, iniziata tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. Inglesi, francesi, olandesi e spagnoli si spartirono le terre sottraendole con la forza ai nativi americani. Il termine “genocidio” può sembrare forte, ma descrive con precisione quanto accadde: un'intera civiltà fu cancellata non solo fisicamente, ma anche culturalmente, privata della loro lingua, delle loro tradizioni, terre e spiritualità. Gli indiani d’America – oggi romanticamente chiamati “nativi” – furono vittime di una sistematica pulizia etnica mascherata da progresso.</div> <div><strong data-start="1578" data-end="1624">La schiavitù: un motore economico disumano</strong></div> <div>Parallelamente, tra il XVII e il XIX secolo, prese forma un altro dei pilastri fondanti della potenza americana: la tratta degli schiavi africani. Milioni di uomini, donne e bambini vennero catturati nei villaggi subsahariani, venduti da mercanti locali e deportati nelle colonie americane. Lavoravano nelle piantagioni di cotone, canna da zucchero e tabacco, trattati come bestie da soma. È il lato oscuro della "terra delle opportunità", una vergogna durata oltre due secoli e formalmente conclusa solo nel 1865 con il XIII emendamento ma ancora nella società statunitense il razzismo è vivo e vegeto.</div> <div><strong data-start="2171" data-end="2203">Il XX secolo: guerre e bombe</strong></div> <div>Durante il Novecento, gli Stati Uniti hanno assunto sempre più il ruolo di "poliziotti del mondo". È vero: nel corso della seconda guerra mondiale, contribuirono in maniera decisiva alla sconfitta del nazifascismo. Ma va anche detto che l’intervento americano fu tardivo, arrivato solo dopo l’attacco a Pearl Harbor nel 1941. Nel frattempo, britannici e sovietici avevano già sostenuto gran parte del peso militare del conflitto.</div> <div>Poi, il 6 e il 9 agosto 1945, due eventi cambiarono per sempre la storia dell’umanità: le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. L’obiettivo dichiarato era quello di costringere il Giappone alla resa. Il risultato fu la morte immediata di oltre 200.000 civili e un’eredità di malattie e deformità genetiche ancora oggi visibili. Un atto che molti storici definiscono, senza mezzi termini, <span data-start="3026" data-end="3083"><b>il più grande crimine contro l’umanità del XX secolo. </b><span class="fs12lh1-5">E' bizzarro che l'unico paese al mondo ad aver di fatto utilizzato la bomba atomica, oggi possa decidere in maniera autonoma chi può dotarsi dell'arma nucleare e chi no.</span><b><span class="fs12lh1-5"> </span></b></span></div> <div><strong data-start="3090" data-end="3140">Guerre per procura e destabilizzazione globale</strong></div> <div>Finita la guerra, iniziò la Guerra Fredda e con essa l’esportazione della "democrazia" a colpi di missili. Il Vietnam, la Corea, il Golfo Persico: innumerevoli guerre in cui gli Stati Uniti hanno spinto intere nazioni in decenni di caos. Dietro il paravento della lotta al comunismo o al terrorismo, spesso si celavano interessi economici, geopolitici e di controllo delle risorse.</div> <div>In America Latina gli Stati Uniti sostennero colpi di stato, come quello del 1973 in Cile contro Salvador Allende, democraticamente eletto ma “colpevole” di voler costruire un modello socialista. In Grecia, in Iran, in Argentina, in Brasile: dove i popoli volevano cambiare rotta, spesso arrivavano le "scuole militari" americane e i regimi fantoccio.</div> <div><strong data-start="3883" data-end="3946">Dall’Afghanistan all’Iraq: un boomerang chiamato terrorismo</strong></div> <div>Negli anni ’80 gli USA finanziarono e armarono i mujaheddin afghani per opporsi all’invasione sovietica. Tra quei combattenti c’erano anche i futuri talebani. La strategia di Washington si rivelò un boomerang: da quegli arsenali e da quell’ideologia sorsero i gruppi jihadisti che poi avrebbero insanguinato il mondo, dagli attentati dell’11 settembre fino all’ISIS.</div> <div>In seguito all’attacco alle Torri Gemelle – evento drammatico ma circondato da interrogativi mai chiariti – l’America trascinò il mondo in due guerre: Afghanistan e Iraq. Nel secondo caso, l’intervento fu giustificato con la menzogna delle “armi di distruzione di massa” mai trovate. Risultato: milioni di morti, instabilità regionale permanente e il ritorno di regimi integralisti.</div> <div><strong data-start="4705" data-end="4757">NATO e Russia: una tensione costruita a tavolino</strong></div> <div>Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, gli Stati Uniti – attraverso la NATO – hanno spinto sempre più verso est, installando basi militari ai confini con la Russia nonostante le promesse fatte a Gorbaciov. Questo accerchiamento ha alimentato le tensioni e contribuito in modo determinante all’attuale conflitto in Ucraina. In questo caso, Washington gioca la sua guerra per procura, armando Kyiv e lasciando che a morire siano gli ucraini.</div> <div><strong data-start="5209" data-end="5261">Israele, Palestina e il doppio standard nucleare</strong></div> <div>La politica estera americana ha poi un capitolo particolarmente controverso: il sostegno incondizionato a Israele. Dopo l’attacco del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas, Israele ha reagito con una campagna militare devastante su Gaza, accusata da numerose organizzazioni umanitarie di crimini di guerra. Eppure, nessuno ha chiesto sanzioni o processi. Perché?</div> <div>Nel frattempo, l’Iran viene demonizzato per i suoi ambiziosi programmi nucleari. Ma perché Israele, che non ha mai firmato il Trattato di non proliferazione nucleare, può mantenere un arsenale atomico senza critiche, mentre Teheran non può neanche sperimentare? Chi decide quali Paesi hanno diritto alla difesa nucleare e quali no? Ancora una volta, sono gli Stati Uniti a stabilire le regole… e poi sistematicamente a infrangerle.</div><div><br></div> <div><span class="fs12lh1-5">In buona sostanza una vera riflessione storica non può ignorare il costo umano e geopolitico di quella che molti chiamano “democrazia americana” che in realtà democrazia reale non lo è mai stata ed oggi non lo è proprio più se si è consentito ad un golpista come Donald Trump di arrivare alla Presidenza. La libertà non si esporta con le bombe, né la pace si costruisce con le invasioni né tanto meno eleggendo personaggi controversi e autoritari come l'attuale presidente. L'attacco all'Iran ed il permessivismo nei confronti di Israele nel portare a termine il genocidio del popolo palestinese dimostrano ancora una volta che la musica e la politica americana non sono cambiate: l'unica politica che conoscono gli Usa è quella delle armi e della forza utilizzata comunque sempre a sproposito.</span><br></div> <div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 15:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I sogni infranti di Giorgia (e il G7 che non c’è)]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007D"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/5a00cb0a-7c08-4960-a66f-910838c4dcae.png"  width="323" height="323" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Doveva essere il G7 della diplomazia, della leadership italiana che "fa ponte" tra il vecchio continente e il nuovo Trumpismo. Doveva essere il palcoscenico in cui Giorgia Meloni, con il suo sorriso da “ragazza della porta accanto” e un'agenda carica di buone intenzioni, avrebbe guidato l’Europa nel difficile dialogo con il tornado arancione d’America. Invece, è andata in scena una farsa internazionale con finale da commedia nera.</div>
<div>Al G7 in Canada, non si riesce nemmeno a partorire un comunicato congiunto che chieda, con un filo di voce, a Israele di chiudere uno dei suoi molteplici fronti di guerra. Nulla. Nemmeno un accenno timido a Gaza, dove la polvere da sparo ha sostituito l’aria, o all’Iran, trattato come lo spauracchio nucleare di un mondo che autorizza solo i “giusti” ad avere l’atomica – dove per “giusti” si intendono quelli approvati da Trump, Macron, o qualche entità ultraterrena.</div>
<div>Meloni si muove, stringe mani, scambia battute notturne al bar con Macron, prova perfino a intercettare Trump in modalità <em data-start="1092" data-end="1119">“confidenza da corridoio”</em>. Si porta dietro la figlia, forse nella speranza che la tenerezza materna sciolga il cuore dell’uomo dalla permanente bionda. Spoiler: non funziona.</div>
<div>Con la guerra Israele-Iran a occupare la scena come un elefante nella sala riunioni, la premier italiana cerca di far approvare almeno una dichiarazione di <em data-start="1426" data-end="1441">de-escalation</em>. Tradotto: "Israele può continuare a difendersi, ma magari con un po’ meno entusiasmo esplosivo". Ma Trump, impassibile come sempre, chiede la resa e rispedisce il documento al mittente. Nessuna firma. Nessuna mediazione. Il re è tornato, e detta le condizioni come fosse ancora il 2018 – con lo stesso disprezzo per i comunicati finali e un certo gusto per lo show autarchico.</div>
<div>Nel frattempo, Giorgia la Mediatrice, “l’amica dell’America rurale”, come l’hanno soprannominata a Bruxelles, scopre che la sua posizione è cambiata: niente più equidistanza, niente più flirt con Washington. La pecorella è tornata all’ovile europeo, ma l’ovile è un coro stonato, in cui ciascuno canta per sé e Trump se ne va con le orecchie tappate.</div>
<div>L’Ucraina, che doveva essere il cuore del vertice, finisce in fondo all’agenda, superata dal dramma mediorientale. Trump butta lì, tanto per gradire, l’idea che forse Putin avrebbe potuto mediare tra Israele e l’Iran. Reazioni tra lo stupito e il disgustato. Macron alza le sopracciglia fino alla stratosfera, gli altri tacciono imbarazzati. E Giorgia? Prova ancora una volta a “fare sintesi”, ma la sintesi non si fa tra universi paralleli.</div>
<div>E così finisce il G7. Con una serie di comunicati spezzettati, firmati solo da chi se la sente. Un G7 senza voce unica, senza visione, senza nemmeno un hashtag degno di nota. L’unico segnale chiaro lo manda Trump: se non siete d’accordo con me, siete fuori.</div>
<div>Meloni torna a casa con una valigia piena di buone intenzioni smarrite, un selfie con Trudeau sfocato, e la consapevolezza che il “ponte” tra l’Europa e il caotico regno trumpiano non si costruisce con la simpatia, i sorrisi, o la figlia al seguito. E che in politica estera, come nei sogni, serve qualcosa di più di una gita scolastica ben documentata su Instagram.</div>
<div>Bentornata alla realtà, premier.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 15:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Netanyahu decide chi può avere il nucleare e chi no con la complicità dell'occidente]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007C"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/5aaca211-657c-4216-934d-5896ff9584f7.png"  width="419" height="279" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>L'attacco aereo condotto da Israele contro obiettivi strategici nei pressi della capitale iraniana ha riaperto interrogativi fondamentali sulla legittimità del potere militare e sulla credibilità dell’ordine internazionale. In una notte di fuoco, l’equilibrio precario del Medio Oriente è stato ulteriormente destabilizzato da un’azione unilaterale che, se condotta da altri, sarebbe probabilmente definita come "aggressione".</div>
<div>Ma qui sorge la prima domanda essenziale: <strong data-start="744" data-end="830">chi ha il diritto di stabilire se un paese possa o meno possedere l’arma nucleare?</strong> Esiste un’autorità neutrale, globale, che possa applicare questa regola in modo equo? In teoria, sarebbe l’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), sotto l’egida dell’ONU. Ma nella pratica, le dinamiche sono molto più sbilanciate. Israele, ad esempio, non ha mai firmato il Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP), ma si ritiene che possieda da decenni un arsenale atomico non dichiarato, protetto da un silenzio internazionale complice. L’Iran, invece, ha firmato il TNP e rivendica il diritto a un programma nucleare civile, mentre viene trattato come un potenziale criminale globale.</div>
<div><strong data-start="1437" data-end="1463">Il diritto alla difesa</strong> è spesso evocato dai governi occidentali per giustificare le azioni militari israeliane. Ma <strong data-start="1556" data-end="1632">bombardare una capitale straniera rientra davvero in questa definizione?</strong> La legittima difesa non dovrebbe essere proporzionata, tempestiva e mirata alla neutralizzazione di un'aggressione imminente. L’attacco a Teheran – seppur in risposta a precedenti atti ostili iraniani – è stato un’azione preventiva, deliberata, e su larga scala. Difendersi, in questo contesto, sembra diventare sinonimo di colpire per primi, con la forza di chi sa di non dover rendere conto a nessuno.</div>
<div>Nel frattempo, <strong data-start="2053" data-end="2163">le cancellerie occidentali, Italia inclusa, si affrettano a dichiararsi estranee all’operazione israeliana</strong>, ma nel contempo continuano a <strong data-start="2194" data-end="2301">fornire armi e supporto tecnologico allo Stato ebraico. Non è questa una forma di complicità indiretta?</strong> Si può davvero essere neutrali quando si alimenta uno dei contendenti con bombe di precisione, sistemi radar e droni?</div>
<div>Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che <strong data-start="2479" data-end="2512">“nessun italiano è coinvolto”</strong>, come se questo bastasse a dormire sonni tranquilli. Ma la <strong data-start="2572" data-end="2620">sicurezza non è solo questione di passaporti</strong>: è una questione di stabilità globale, di coerenza morale e di visione geopolitica. Un attacco come questo, in un’area satura di tensioni e armi, può innescare reazioni a catena che non risparmiano nessuno, italiani inclusi.</div>
<div>E qui arriva un paragone tanto scomodo quanto inevitabile: <strong data-start="2906" data-end="3059">Netanyahu è ancora considerabile un leader responsabile o è diventato, nel silenzio complice del mondo occidentale, più pericoloso di Vladimir Putin?</strong> Il primo bombarda una capitale straniera e viene lodato come “difensore della democrazia”; il secondo viene sanzionato, isolato, demonizzato per azioni simili. Il doppio standard è ormai un vizio sistemico della politica internazionale.</div>
<div>E se un giorno – poniamo il caso – il governo israeliano ritenesse che <strong data-start="3369" data-end="3447">l’Italia non ha diritto ad avere centrali nucleari o tecnologie sensibili?</strong> E se decidesse che per “difendersi” è necessario colpire impianti in Sicilia o in Piemonte? Fantapolitica? Forse. Ma anche l’attacco a Teheran sembrava impensabile solo pochi mesi fa.</div>
<div>In un mondo dove <strong data-start="3650" data-end="3697">la forza sembra aver soppiantato il diritto</strong>, le domande scomode non possono essere archiviate come provocazioni. Sono, al contrario, <strong data-start="3787" data-end="3840">gli strumenti minimi di una coscienza democratica</strong>. Se davvero vogliamo vivere in un ordine internazionale fondato sulla pace, allora è urgente stabilire <strong data-start="3944" data-end="3971">regole valide per tutti</strong>, senza eccezioni, senza favoritismi, senza ipocrisie.</div>
<div>Perché la pace non si costruisce con le bombe, ma con la coerenza.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 16:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Deportazioni, tasse e illusioni fiscali: l’involuzione del governo Meloni tra proclami e realtà]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007B"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/a52f75af-707f-4d03-96b0-5137950ae8c2.png"  width="226" height="339" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Doveva essere il governo del riscatto del “ceto medio”, quello che avrebbe restituito dignità economica a lavoratori e famiglie, che avrebbe finalmente “tagliato le tasse” e “fermato l’immigrazione incontrollata”. Invece, a due anni dall’insediamento, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni appare sempre più come una macchina propagandistica inceppata, che annuncia molto e realizza poco. O, peggio, realizza l’opposto.</div>
<div>Il caso più clamoroso è quello del <strong data-start="582" data-end="621">cosiddetto taglio del cuneo fiscale</strong>, la bandiera economica dell’esecutivo. Doveva alleggerire la pressione sui lavoratori dipendenti, ma – dati alla mano – ha finito per tradursi in un boomerang. L’effetto combinato di decontribuzione parziale, rimodulazione delle detrazioni, accorpamento delle aliquote Irpef e inflazione al 2% ha prodotto una miscela velenosa: <strong data-start="950" data-end="1009">la pressione fiscale sui lavoratori è aumentata del 13%</strong>, neutralizzando gli sparuti aumenti contrattuali e peggiorando il potere d’acquisto. Altro che taglio, è stato un drenaggio silenzioso, ma profondo.</div>
<div>A denunciarlo, nero su bianco, è stato l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), con una lucidità che fa a pugni con la retorica governativa. La presidente Lilia Cavallari ha parlato di un “sistema più stabile”, sì, ma solo per chi incassa. Per chi lavora, invece, la busta paga si è alleggerita, mentre il carico fiscale si è fatto più pesante.</div>
<div>Nel frattempo, il governo ha <strong data-start="1536" data-end="1590">annunciato la deportazione dei migranti in Albania</strong> come grande colpo mediatico. Un’operazione che più che risolvere, sposta il problema altrove, in una zona grigia al confine dell’Unione europea. Non si tratta solo di una misura discutibile sul piano giuridico e umano: è anche l’ennesima distrazione di massa, utile per distogliere l’attenzione dai fallimenti interni.</div>
<div>Fallimenti che si moltiplicano. Il <strong data-start="1946" data-end="1996">Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)</strong> è in grave ritardo: solo il 32,4% dei progetti è nella fase conclusiva, mentre sanità e servizi all’infanzia – due fronti essenziali per la coesione sociale – restano al palo. Eppure, mentre gli asili nido attendono investimenti, il governo accelera sulla <strong data-start="2253" data-end="2271">spesa militare</strong>, promettendo di raggiungere il 2% del PIL in linea con gli obiettivi NATO.</div>
<div>Ma a quale prezzo? L’Upb è chiaro: aumentare la spesa militare <strong data-start="2411" data-end="2499">significherà o tagliare la spesa sociale, già esausta, oppure alzare ancora le tasse</strong>. Con buona pace delle promesse pre-elettorali. E non è tutto: questo slancio bellico rischia di <strong data-start="2596" data-end="2633">rinviare la riduzione del deficit</strong>, peggiorando il debito pubblico e aprendo la porta alle sanzioni europee.</div>
<div>In questo contesto si inserisce il solito Salvini, che rilancia il suo cavallo di battaglia: <strong data-start="2802" data-end="2832">l’ennesimo condono fiscale</strong>, ribattezzato “pace fiscale”, con la pretesa di essere operativo dal 2026. Ma anche qui, le promesse si scontrano con la realtà: <strong data-start="2962" data-end="3025">i condoni sono troppi, troppo frequenti, e ormai inefficaci</strong>. Neppure gli evasori ci credono più. E mentre lo Stato cerca cassa raschiando il fondo dalle tasche dei dipendenti, offre l’ennesima scappatoia a chi evade.</div>
<div>È un progetto politico coerente, ma classista: drenare risorse dai lavoratori per finanziare la tolleranza fiscale verso altre categorie. Una redistribuzione al contrario, che premia chi meno contribuisce e punisce chi regge il sistema.</div>
<div>Il paradosso è che, nonostante tutto questo, il consenso verso l’esecutivo regge. Meloni lo sa, e continua a giocare su due tavoli: mostrare forza verso gli alleati interni e morbidezza verso gli avversari, mentre sullo sfondo si consuma una strategia fatta di proclami, rinvii e regressioni mascherate da riforme.</div>
<div>Tra deportazioni spettacolari, tasse camuffate e condoni ridicoli, l’Italia si trova oggi in un <strong data-start="4151" data-end="4185">vicolo cieco fiscale e sociale</strong>. Il problema non è solo la mancanza di risultati: è la sistematica contraddizione tra parole e fatti. Un governo che dice di voler aiutare i lavoratori, ma li tassa di più; che promette rigore, ma spende senza coperture; che parla di sicurezza, ma semina incertezza.</div>
<div>Alla fine, <strong data-start="4465" data-end="4498">la parabola di Giorgia Meloni</strong> non è quella di una leader che sbaglia. È quella di un progetto che funziona solo finché resta sulla carta. E che, appena si misura con la realtà, mostra tutta la sua fragilità.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 12:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il referendum tradito: la Costituzione usata come scudo, il voto popolare calpestato]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007A"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/6845e7488eb65.jpg"  width="339" height="254" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>È andato in scena l’ennesimo paradosso italiano: una consultazione popolare affossata dall’astensione, salutata con toni trionfali dalla maggioranza di governo. Una sconfitta — innegabile — per i promotori dei referendum, ma anche una sconfitta ben più grave, e pericolosa, per la democrazia. Perché il dato politico più inquietante non è l’affluenza sotto il quorum, ma l’atteggiamento di chi governa: festeggiare il disimpegno civico, incitare alla diserzione delle urne, mentre ci si erge quotidianamente a paladini della volontà popolare.</div> <div>È qui che si manifesta la contraddizione più lacerante e rivelatrice. Questa destra, la stessa che rivendica ogni giorno la propria legittimità in forza del voto ricevuto, che si riempie la bocca del mandato popolare come fosse un sacramento, ha scelto — proprio in occasione di una consultazione popolare come il referendum — di boicottare il voto. Di invitare all’astensione. Di delegittimare uno degli strumenti più nobili della democrazia diretta. È un cortocircuito che grida vendetta: il principio di sovranità popolare diventa un’arma da usare solo quando conviene.</div> <div>A parole, la Costituzione è intoccabile. Ma, come spesso accade, la si tira fuori solo quando fa comodo. Quando serve a giustificare l’inerzia, a mascherare il disprezzo per il dissenso. Si dice: “L’astensione è prevista dalla Costituzione”. Ma è una forzatura bella e buona. La Carta del ’48 prevede un quorum, sì — un meccanismo tecnico per garantire la rappresentatività dell’esito — ma certo non auspica il non-voto. La Costituzione, al contrario, affida al cittadino il diritto-dovere di partecipare. Chi oggi celebra il 70% di astenuti dimentica (anzi: rimuove) che quella stessa Costituzione afferma che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, che ripudia la guerra, che considera il fascismo un crimine e ne vieta la riesumazione. Quanti di questi principi sono oggi rispettati? Nessuno: il lavoro manca o si tratta di lavoro povero, l'Italia partecipa alla guerra in Ucraina come ha partecipato con proprie truppe a quelle scellerate in Iraq e Afghanistan, il partito di maggioranza relativa ha nel suo logo la fiamma fascista mentre la seconda carica dello Stato tutte le sere quando rientra a casa si inginocchia davanti al busto del criminale Mussolini, ogni qualche migliaio di criminali esce in piazza con il braccio teso a inneggiare al duce. In questi casi la Costituzione non viene minimamente nominata anche se calpestata. </div> <div>L’uso strumentale della Costituzione, selettivo e opportunistico, è forse il segno più evidente di una crisi democratica profonda. In questa crisi, il referendum non è stato solo un’occasione persa per modificare leggi ingiuste. È stato il termometro di un distacco sempre più drammatico tra cittadini e istituzioni. Un distacco che qualcuno ha colpevolmente deciso di non colmare, ma di cavalcare. Invitare a non votare non è solo un atto di disimpegno: è un sabotaggio istituzionale.</div> <div>Il contenuto dei referendum, va detto, non era secondario: parlava di lavoro, di appalti, di precarietà, di diritti civili, di cittadinanza. Temi scomodi per chi governa, evidentemente. E allora meglio spingere all’indifferenza, meglio disattivare la partecipazione, piuttosto che rischiare una discussione nel merito. Meglio affondare lo strumento, screditarlo, ridicolizzarlo, per poi presentarsi — come ha fatto qualcuno — con i manifesti dei leader del centrosinistra in lacrime e le battute da stadio.</div> <div>È in questa logica che va letto il boicottaggio. Non come una scelta neutra, ma come un atto deliberato per impedire che si eserciti un diritto. Per evitare che si formi un’opinione pubblica consapevole. Per impedire ai cittadini di decidere, direttamente, su questioni che li riguardano. È l’ennesima conferma: questo governo affonda le sue radici non nel consenso, ma nella passivizzazione del consenso. Nella disattivazione della democrazia.</div> <div>E così, ancora una volta, ci si trova a dover difendere l’ovvio: che un referendum non è un sondaggio; che la partecipazione è un valore; che la sovranità appartiene al popolo anche quando il popolo dissente. Ma l’Italia sembra sempre più lontana da queste certezze. E la sinistra, se vuole davvero contrastare questa deriva, dovrà smettere di balbettare e tornare ad essere forza credibile e unita. Senza i soliti “forse”, “ma” e distinguo di facciata. Perché la strada per battere la destra non passa per l’attendismo né per i calcoli di convenienza. Passa, oggi più che mai, per una ricostruzione profonda della fiducia nel voto e nella partecipazione. Perché l’astensione è stata una vittoria di palazzo, ma una sconfitta del Paese.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 05:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[8 Giugno 2025 - Referendum: più di un voto, una battaglia per la democrazia]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000079"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/PSX_20250604_162114.png"  width="313" height="313" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">C'è una soglia che da settimane aleggia come un fantasma nelle discussioni politiche, nei talk show (quando se ne parla), e nei comizi nelle piazze d’Italia: il quorum. Quel famoso 50% più uno che non solo dà validità al referendum, ma in questo caso rischia di trasformarsi nel vero e proprio cuore politico della consultazione del 8 e 9 giugno.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">In un’epoca segnata da un astensionismo galoppante — spesso favorito attivamente dalla stessa maggioranza di governo — portare al voto la metà +1 degli aventi diritto non è un dato tecnico, è una vittoria culturale e democratica. Un segnale fortissimo che questo Paese non è solo rassegnazione, delega, scrollata di spalle.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Cinque quesiti, cinque occasioni di cambiamento.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Non si tratta di astruse tecnicalità: parliamo di lavoro, sicurezza, precarietà, diritti civili, cittadinanza. Temi concreti, vitali. Che toccano le vite di milioni di persone. Eppure la destra, quella che governa e che dice di rappresentare “il popolo”, non entra nel merito. Non spiega, non discute. Anzi, invita esplicitamente a non votare. Tajani e Salvini sono stati chiari. E Giorgia Meloni, con un gesto che ha fatto discutere, ha rilanciato con ironia: "Andrò al seggio, ma non ritirerò le schede". Tutto legittimo, certo. Ma anche profondamente contraddittorio.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Che democrazia è quella dove chi governa si vanta del mandato popolare e poi, quando il popolo ha la possibilità di dire la sua, viene invitato a starsene a casa?</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"> Nel frattempo, il segretario della CGIL Maurizio Landini ha attraversato l’Italia come un predicatore laico, con una verve più intensa che ideologica. Ha incontrato studenti, lavoratori, parroci e vescovi, ascoltato le voci della periferia, delle fabbriche, delle scuole. Ha raccolto l’urgenza di una generazione che si sente cittadina senza cittadinanza, che vive in Italia, studia, lavora, ma resta senza voce politica.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Intanto, dai giornali di destra piovono insinuazioni: i referendum servono solo per far arricchire Landini e la CGIL. Il solito giochino sporco del sospetto. Si parla di "rimborsi elettorali" che sarebbero destinati a chissà quali tasche personali. È una menzogna. I fondi – vincolati per legge e utilizzabili solo se il quorum viene raggiunto – servono a coprire le spese di una campagna costruita in piazza, tra la gente, senza i riflettori garantiti ai partiti di governo.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Ma la posta in gioco è molto più alta di qualche rimborso. Il referendum è un’occasione per invertire la rotta, per riscrivere una narrazione tossica sul lavoro, per riaffermare il valore della partecipazione.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Se il quorum sarà raggiunto, vorrà dire che una maggioranza certificata del Paese chiede un cambiamento. E chi oggi invita a non votare dovrà confrontarsi con un fatto semplice quanto potente: che i cittadini, quando decidono di alzarsi dal divano e andare alle urne, valgono più di qualsiasi tweet, più di qualsiasi strategia di comunicazione.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">L'8 e 9 giugno si vota. Non per Landini. Non per un partito. Ma per il diritto di contare. Per il diritto di essere presenti. Per la democrazia.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Che inizia sempre con un piccolo gesto: andare a votare.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 Jun 2025 13:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Domani in piazza per Gaza, ma con CHI e CONTRO cosa ?]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000078"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/e4f9b584-6c15-46ff-a910-85d1f98fc681.png"  width="331" height="331" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1">Domani a Roma si terrà una manifestazione </span><span class="cf1">per Gaza</span><span class="cf1">. Una piazza necessaria, tardiva, forse anche confusa. Ma necessaria. Mentre nella Striscia continuano a morire civili a decine ogni giorno sotto le bombe israeliane, la politica italiana si mostra ancora una volta per quello che è: incapace di unire, incapace di contare, incapace persino di chiamare le cose col loro nome.</span></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1">La </span><b><span class="cf1">destra</span></b><span class="cf1"> – coerentemente con la sua linea atlantista e filoisraeliana – </span><span class="cf1">non ci sarà</span><span class="cf1">. E non ci stupisce. Il sostegno a Netanyahu è esplicito, senza sfumature. Nonostante il crescente isolamento internazionale del governo israeliano, nonostante i crimini documentati da organizzazioni umanitarie e da esperti di diritto internazionale, la destra italiana si schiera compatta: con l’occupante, non con gli occupati. Con chi impone fame, assedio, bombardamenti indiscriminati. Con chi sta compiendo – sì, diciamolo – un </span><b><span class="cf1">genocidio</span></b><span class="cf1">.</span></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1">La </span><b><span class="cf1">sinistra riformista</span></b><span class="cf1">, come sempre, fa il gioco delle tre carte. Renzi e Calenda – due habitué della mezza misura e dell’autoreferenzialità – non vogliono mischiare le loro cravatte con i keffiyeh. Così domani </span><span class="cf1">non saranno in piazza</span><span class="cf1">, ma chiusi al caldo in un teatro milanese, il Parenti, per una “contro-manifestazione” piena di distinguo e accessi selettivi. Dentro solo chi non disturba troppo. Nessuna piazza, nessun rischio di dover ascoltare una parola scomoda. Nessun popolo.</span></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1">Il </span><b><span class="cf1">Pd, il M5S e AVS</span></b><span class="cf1">, dal canto loro, </span><span class="cf1">ci saranno</span><span class="cf1">. Ma sarà una presenza tormentata, con il fiato corto e la bocca cucita. Il Pd, diviso come sempre tra il cuore a sinistra e il portafoglio al centro, partecipa ma evita accuratamente di pronunciare la parola “genocidio”. “Sì, Netanyahu va fermato”… “ma ci vuole equilibrio”… “rispettiamo la piattaforma della manifestazione”… “liberiamo gli ostaggi”… “fermiamo l’antisemitismo”. Tutto giusto. Ma </span><span class="cf1">mai</span><span class="cf1">, o quasi mai, un’accusa chiara, frontale, definitiva. Come se l’equilibrio valesse anche di fronte a migliaia di bambini uccisi, ospedali rasi al suolo, carestia indotta e interi quartieri trasformati in polvere.</span></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1">Intanto </span><span class="cf1">in Francia</span><span class="cf1">, i portuali bloccano le navi che trasportano armi verso Israele. Rifiutano di caricare pezzi per fucili mitragliatori: “</span><b><span class="cf1">Non parteciperemo a un genocidio.</span></b><span class="cf1">” È questa la voce della coscienza europea, non certo quella dell’Italia.</span></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1">Da noi, invece, nonostante le promesse del governo Meloni e le dichiarazioni ufficiali di stop alle esportazioni, </span><span class="cf1">continuiamo a vendere droni, radar, software militari e tecnologie di targeting a Israele</span><span class="cf1">. In barba alla legge 185/90. In barba al buon senso. In barba alla nostra umanità.</span></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1">E l’Italia, come sempre, </span><span class="cf1">non conta niente</span><span class="cf1">. Ma non solo per colpa di chi governa oggi. È una responsabilità collettiva, cronica. È l’inconsistenza del nostro dibattito pubblico, la timidezza del nostro pacifismo, l’ipocrisia dei nostri leader. È il nostro eterno bisogno di piacere a tutti, anche quando il sangue gronda sugli schermi delle televisioni.</span></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Domani si scenderà in piazza. Ciascuno con la propria bandiera, la propria idea, il proprio linguaggio. Ma guai a dire che la manifestazione sarà unita. Guai a fingere che la sinistra italiana, oggi, abbia una posizione chiara, coraggiosa, netta. Alcuni ci proveranno. Altri si tureranno il naso. Qualcuno ascolterà Rula Jebreal e proverà disagio. Qualcuno invece sentirà finalmente una verità che nessuno ha il coraggio di dire a microfoni accesi.</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1">Ma domani, almeno domani, bisogna esserci. Perché Gaza sta morendo. E l’Italia – col suo silenzio, le sue armi, le sue ipocrisie – </span><span class="cf1">non può essere complice</span><span class="cf1">.</span></span></div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 17:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dallo Stato di diritto allo Stato di polizia: il Decreto Sicurezza come carta d’identità del nuovo fascismo]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000077"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/file_000000004e94624382bbf624104d1fee.png"  width="392" height="261" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Il Parlamento ha approvato, blindato dalla fiducia, il Decreto Sicurezza. Da oggi è legge. E con esso, il nostro ordinamento giuridico viene riscritto nel segno dell’autoritarismo. Non è una legge come le altre. È un manifesto ideologico. Una torsione del sistema democratico che lascia sgomenti per la sua violenza simbolica e materiale. Non si tratta solo di norme: è una dichiarazione di guerra al dissenso, alla povertà, alla libertà stessa.</div>
<div>Il governo Meloni, incapace di affrontare le disuguaglianze, la stagnazione economica, il declino del welfare e del lavoro, ha scelto la strada più antica e più pericolosa: quella della paura. Ha creato un nemico immaginario — un Paese preda del caos, assediato da madri borseggiatrici, migranti predatori, manifestanti pericolosi — e ha brandito la clava della repressione come unica risposta. Il risultato? Una delle leggi più liberticide della storia repubblicana.</div><div><br></div>
<div><strong data-start="1137" data-end="1232">14 nuovi reati. 9 nuove aggravanti. Un attacco diretto al cuore del diritto costituzionale.</strong></div>
<div>Bloccare una strada? Ora vale il carcere. Protestare simbolicamente? È reato. Occupare una casa perché si è senza tetto? Sgombero immediato e fino a 7 anni. Organizzare un picchetto sindacale, manifestare per il clima, opporsi pacificamente alle grandi opere: tutto assimilato a minacce all’ordine pubblico. È la norma “anti-Gandhi”, così l’hanno ribattezzata — e mai definizione fu più amara.</div>
<div>Ma non basta. Il decreto regala alla polizia un secondo armamento da portare a casa nel tempo libero, un fondo di 10.000 euro per spese legali, e più potere, senza però introdurre i <strong data-start="1817" data-end="1842">codici identificativi</strong> che avrebbero reso riconoscibili gli agenti in servizio. Si premia l’anonimato repressivo, si mortifica la trasparenza.</div>
<div>I dati dicono altro: i reati sono in calo, le carceri esplodono, i migranti servirebbero al tessuto produttivo e invece vengono respinti o criminalizzati. Ma la costruzione dell’emergenza è una tecnica di potere, non un errore di percezione. Serve a distrarre, a dividere, a giustificare misure straordinarie in tempi ordinari.</div>
<div>E mentre si parla di sicurezza, il decreto prevede anche lo <strong data-start="2362" data-end="2397">scudo penale per l’intelligence</strong>: se autorizzati dal Presidente del Consiglio, gli agenti dei servizi segreti non potranno essere perseguiti nemmeno per reati gravi come il terrorismo o l’associazione mafiosa. Si legalizza l’impunità. Si apre una falla nella democrazia da cui è difficile tornare indietro.</div>
<div>Persino le donne incinte o con figli sotto l’anno finiranno in carcere, senza possibilità di rinvio. La compassione diventa debolezza, la protezione sociale viene letta come “scappatoia”.</div>
<div>La <strong data-start="2877" data-end="2895">cannabis light</strong>, settore legale e in crescita, viene spazzata via con un tratto di penna, colpendo migliaia di lavoratori. Non importa che non abbia nulla a che fare con lo spaccio: importa soltanto dare il segnale ideologico che lo “Stato forte” è tornato.</div>
<div><span class="fs12lh1-5">La destra ha disegnato il suo mondo. Non un mondo sicuro, ma un mondo muto. Dove chi alza la voce è un sovversivo, chi si ribella è un criminale, chi resiste è un corpo da neutralizzare. Non è solo repressione: è reazione, preventiva, sistemica, mirata.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div>
<div>Ma sabato scorso, nelle piazze, si è alzato un segnale di speranza. Migliaia di persone hanno dimostrato che si può e si deve reagire. Con lucidità, con coraggio, con determinazione. <span class="fs12lh1-5">Ora tocca alla magistratura, alla Corte costituzionale, alle coscienze libere dentro e fuori il Parlamento. Perché una legge così non può restare. E chi promette di cancellarla alla prossima occasione elettorale ha il dovere di non dimenticare.</span></div>
<div><strong data-start="3829" data-end="3938">La sicurezza non è repressione. La sicurezza vera si chiama giustizia sociale. Il resto è paura di Stato</strong></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 10:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[2 Giugno Festa della Repubblica, ma non per tutti]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000076"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/AA1FVkaX.jpg"  width="407" height="229" /><br></div><div data-text-align="center" class="imTACenter"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div>Il 2 giugno è la festa della Repubblica. Il giorno in cui celebriamo il momento fondativo della nostra democrazia: un referendum. Non un colpo di Stato, non un atto unilaterale del potere, ma un voto. Libero, diretto, universale. Italiani e italiane scelsero di voltare pagina, chiudendo con monarchia e fascismo. Fu una scelta di popolo. E proprio per questo, ogni anno, dovremmo ricordarlo con orgoglio e gratitudine. E con un minimo di coerenza istituzionale.</div>
<div>E invece?</div>
<div>Invece, nel 2025, assistiamo a uno spettacolo che definire paradossale è riduttivo: le più alte cariche dello Stato — il presidente del Senato Ignazio La Russa e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni — scelgono proprio questo giorno per disincentivare la partecipazione al prossimo referendum. Quattro sul lavoro, uno sulla cittadinanza. Temi fondativi di qualsiasi democrazia moderna. Due occasioni di parola e decisione offerte direttamente al popolo. Ma per loro, meglio tacere. O meglio ancora: non presentarsi.</div>
<div>Ignazio La Russa, con il suo consueto stile diretto, invita a disertare le urne senza troppi giri di parole. Almeno è coerente nel suo messaggio. La premier, invece, preferisce il registro della farsa: annuncia che andrà al seggio ma non ritirerà le schede. Il risultato è lo stesso — astensione — ma condito da una pantomima che finisce per offendere non solo l’intelligenza degli elettori, ma anche il senso stesso delle istituzioni.</div>
<div><strong data-start="1499" data-end="1572">Se fosse dipeso da loro nel 1946, la Repubblica non sarebbe mai nata.</strong> E probabilmente saremmo ancora sudditi di una monarchia complice del fascismo, magari in una versione “moderna” ma sempre più allergica alla partecipazione popolare.</div>
<div>Dimenticano — o fingono di dimenticare — che la Costituzione, quella su cui hanno giurato prima di assumere le loro cariche, parla chiaro: <em data-start="1879" data-end="1939">le funzioni pubbliche si esercitano con disciplina e onore</em> (art. 54). E che ogni referendum indetto dallo Stato deve essere garantito, sostenuto e promosso proprio da chi governa, affinché tutti possano esercitare un diritto/dovere che è linfa vitale per la democrazia.</div>
<div>Invece assistiamo a una campagna per l’astensione travestita da gesto di “libera scelta”. Come se il presidente del Consiglio fosse un privato cittadino qualsiasi e non una figura in grado di orientare l’intero sistema mediatico, di condizionare l’opinione pubblica, di pilotare il dibattito.</div>
<div><strong data-start="2446" data-end="2464">Ma c’è di più.</strong> Quando chi detiene il potere si appropria delle forme della protesta — come il rifiuto simbolico della scheda — svuota il significato stesso del dissenso. Perché protestare ha senso se sei escluso dal potere, non quando ne sei il centro. È un paradosso grottesco: chi può legiferare si finge vittima; chi guida il Paese si traveste da opposizione.</div>
<div>Il Viminale, con la sua nota n. 19/2013, chiarisce che chi rifiuta la scheda può anche allegare un documento scritto che motivi la protesta. Bene, sarebbe interessante sapere: <strong data-start="2990" data-end="3029">contro chi protesta Giorgia Meloni?</strong> Contro se stessa? Contro la possibilità che i cittadini esprimano un giudizio diretto su temi fondamentali? Contro il principio stesso della sovranità popolare?</div>
<div>Questo 2 giugno ci lascia con un senso di straniamento. Invece di un messaggio di fiducia nella democrazia, ci arriva un invito all’indifferenza. Anziché celebrare il potere del voto, si legittima il suo svuotamento.</div>
<div><strong data-start="3410" data-end="3466">Ma la Repubblica non è un’idea astratta. È un patto.</strong> E quel patto vive solo se ognuno di noi continua a onorarlo. Anche — e soprattutto — quando ci chiedono di smettere di farlo.</div>
<div>Il prossimo referendum non riguarda solo il lavoro o la cittadinanza. Riguarda noi. Riguarda il diritto di contare. Di esistere politicamente. Di non essere spettatori della democrazia, ma protagonisti.</div>
<div>Chi ha giurato sulla Costituzione dovrebbe ricordarlo. Sempre. Ma soprattutto il 2 giugno.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 13:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Solidarietà selettiva ? No grazie]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000075"><div data-text-align="center" class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/492586176_1272165931584331_474614459527294229_n.jpg"  width="400" height="300" /><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><br></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Quando tutta la politica da destra a sinistra si schiera a difendere o criticare un gesto o un’idea senza che nessuno esponga un parere diverso, c’è qualcosa che non va. Ecco perché diffido e non mi unisco al coro di chi esprime solidarietà a Salvini, Meloni o Piantedosi per le frasi orribili scritte da qualche demente sui social. Chi offende o augura il male a un bambino è da condannare, sempre. Ma ugualmente è da condannare chi utilizza i propri figli e la propria vita privata a scopi propagandistici, quindi non accetto la narrazione vittimista dei potenti che vorrebbero ricondurre il tutto a un’ondata di odio ideologica.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">I figli non dovrebbero mai entrare nel gioco della propaganda politica, e invece è proprio quello che certi politici fanno sistematicamente: li espongono sui social, li mostrano in comizi, li portano in giro per il mondo durante visite ufficiali, ne fanno simboli di presunti valori familiari. Poi però, al primo idiota che scrive un commento irricevibile, scatta il pianto mediatico e il teatrino della solidarietà. No, non funziona così.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Un personaggio pubblico con milioni di followers incapperà sempre in qualche squilibrato che scrive schifezze. È statistica, non cospirazione. Succede a tutti, anche a ai comuni mortali: si ricevono insulti, minacce, provocazioni che normalmente passano sotto silenzio. Quando invece tocca ad un politico, arriva subito l'indignazione a orologeria, gli avvocati, le conferenze stampa, le accuse di odio generalizzato con due obiettivi precisi: il vittimismo e la distrazione dai problemi reali.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">E intanto poi, mentre si fanno scudi umani dei propri figli, questi stessi politici si permettono di offendere intere categorie di persone, regioni, popoli. Lo hanno fatto con il Sud Italia, lo hanno fatto con gli immigrati, con le donne, con i poveri ed in generale con chi ha idee diverse dalle loro seguendo l’esempio del capostipite di questo modo di fare politica: Silvio Berlusconi. E nessuno ha mai chiesto loro conto di questo, se non qualche voce isolata subito zittita.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La solidarietà deve andare altrove. A chi davvero non ha voce. Ai popoli oppressi, come quello palestinese, dove sono morti migliaia di bambini innocenti nel silenzio dei più. Va a chi non ha lavoro, a chi è malato, ai disabili dimenticati, agli anziani umiliati, ai giovani sfruttati.</span></div><div data-text-align="justify" class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Basta con il vittimismo dei potenti. La solidarietà non si compra a colpi di indignazione selettiva né si baratta con l’impunità morale di chi pensa di poter dire tutto e non dover mai ascoltare nulla.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 13:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I nuovi nazisti procedono con lo sterminio del popolo palestinese nell'indifferenza del mondo occidentale]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000074"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-05-26-171946.png"  width="343" height="442" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"><div>In un angolo del Mediterraneo, due milioni di persone a Gaza lottano ogni giorno per sopravvivere, schiacciati dalla fame, dalla sete e dai bombardamenti incessanti di un governo israeliano che ha superato ogni limite di umanità e diritto. Bambini, donne, anziani: nessuno escluso da questa carneficina che si consuma nel silenzio complice o distratto di gran parte del mondo. Ciò che più sconvolge è che che il genocidio in atto nella striscia di Gaza e in CisGiordania &nbsp;nei riguardi del popolo palestinese è condotto proprio da coloro, il popolo ebraico, che ha subito nella seconda guerra mondiale un tentativo di sterminio da parte dei regimi nazifascisti tedesco e italiano. E vero c'è stato il terribile attacco terroristico di Hamas, ma si trattava appunto di un atto terroristico, ora invece uno stato democratico (o presunto tale) per vendicare quell'attacco si è prefissato lo sterminio del popolo palestinese usando gli stessi metodi che utilizzavano i nazisti contro di loro: uccidere senza distinzione uomini, donne e bambini e dove non arrivano le bombe procedere con affamare quel popolo.</div>
<div>Intanto però, qualche centinaio di chilometri più a ovest, un altro mondo va in scena: Montecarlo. Lì, tra champagne, yacht e lustrini, milioni di euro vengono bruciati – letteralmente – in pochi secondi per una corsa automobilistica che, nella sua sfacciata opulenza, sembra provenire da un’altra galassia. Un evento anacronistico, grottesco nella sua indifferenza, dove il rumore dei motori copre quello delle bombe, dove ogni curva percorsa a 300 all’ora è uno schiaffo a chi non può nemmeno camminare in strada senza rischiare la vita. Durante la seconda guerra mondiale l'occidente aveva la scusa di non sapere quello che i nazisti stavano facendo ai danni del popolo ebraico, ora questa scusa non esiste più: gli europei vedono ogni giorno attraverso le televisioni e i social network lo sterminio che Israele sta conducendo in maniera scientifica ai danni del popolo palestinese. Oggi non abbiamo più scuse.</div>
<div>E' innegabile che c'è qualcosa di profondamente guasto nel nostro sistema di valori. Un mondo che piange con un occhio e brinda con l’altro, che invoca la pace ma applaude allo spettacolo della distrazione. E mentre si corre verso un futuro sempre più ingiusto, le vittime aumentano e le coscienze si addormentano, anestetizzate dal rombo di un’auto da corsa o dal luccichio di una serata di gala o dalla finale di una partita di calcio.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 26 May 2025 15:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Meloni tra inchini e assenze: l'Italia si autoesclude dai giochi di pace]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000073"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/PSX_20250517_090944.jpg"  width="305" height="375" /><br></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">In un’epoca in cui l’Europa cerca con fatica di riaprire i canali del dialogo e costruire un percorso verso la pace, l’Italia sceglie l’autoisolamento e l’ambiguità. Le immagini parlano chiaro: da una parte Giorgia Meloni che riceve, sorridente, l’omaggio plateale del premier albanese Edi Rama, inginocchiato sul red carpet come in una scena da commedia di corte. Dall’altra, i grandi leader europei – Emmanuel Macron, il britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il premier polacco Donald Tusk– riuniti attorno a un tavolo per discutere la possibilità concreta di un processo di pace in Ucraina. Un incontro che potrebbe rappresentare un punto di svolta. Ma a quel tavolo, l’Italia non c’è.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Meloni ha giustificato la propria assenza con una dichiarazione alla stampa: “Non condivido l’idea dell’invio di truppe in Ucraina”. Peccato che Emmanuel Macron, direttamente coinvolto nell’incontro, abbia immediatamente smentito: “Non si è parlato di truppe, ma solo di pace.”</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La realtà è più amara di quanto appare. Mentre Meloni dichiara di voler tenere l’Italia lontana da un’escalation militare, il suo governo approva l’ennesimo incremento della spesa militare destinata all’invio di armi a Kiev. Un paradosso che svela il vero volto della politica estera italiana: da una parte si rifiuta il dialogo multilaterale, dall’altra si continua a sostenere la guerra per via indiretta, obbedendo a una logica ideologica che rifiuta qualsiasi apertura alla trattativa.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">L’Italia, una volta attore chiave nel Mediterraneo e ponte tra le diplomazie europee, oggi appare sempre più marginale, più interessata a costruire teatrini identitari che a incidere realmente sulle grandi questioni globali. E intanto, mentre si celebrano le foto simboliche, il nostro Paese resta fuori dalle vere stanze del potere. Non per scelta altrui, ma per deliberata volontà di non esserci.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Rinunciare a un ruolo attivo nei negoziati di pace significa remare contro la storia e contro gli interessi del nostro stesso popolo. E tutto per un calcolo ideologico che scambia la fedeltà cieca per coerenza e l’orgoglio isolazionista per sovranità.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">L’Italia ed i suoi cittadini meriterebbero di più: di contare, di proporre, di influenzare, non certo di accontentarsi di un inchino. Questo è il disastro annunciato di un governo populista e nazionalista che per assurdo porta il proprio paese a sprofondare sia a livello nazionale che internazionale.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 17 May 2025 17:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Faccetta nera e memoria corta: il ritorno inquietante di un passato mai sepolto]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Attualit%C3%A0"><![CDATA[Attualità]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000072"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/11pol2-f01-alpini-ansa.jpg"  width="410" height="273" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"><div>Sempre più spesso, in Italia, ci troviamo ad assistere a episodi che sembrano usciti da un film in bianco e nero. Ma non quelli con De Sica o Totò. No, si parla di un altro genere, molto meno comico e molto più sinistro: quello degli anni Venti, quando il fascismo prese piede nella quotidianità italiana con inni, adunate e revisionismi abilmente spacciati per amor patrio.</div>
<div>L’ultima scena, in ordine di tempo, si è consumata a Biella, dove durante la 96ª adunata degli Alpini un gruppo ha intonato “Faccetta nera”, la canzone-simbolo del colonialismo fascista. Un episodio che non sarebbe solo folclore da bar se non fosse avvenuto a due passi dalla sede di Fratelli d’Italia, partito di maggioranza, con i suoi sottosegretari presenti e silenti. E non sarebbe così inquietante se il sindaco della città – proveniente dal MSI – non avesse recentemente dichiarato che “è tempo di restituire fascismo e antifascismo alla storia”. Una frase che, in un’Italia ancora costituzionalmente antifascista, dovrebbe far scattare più di un campanello d’allarme.</div>
<div>Ma il vero problema non è la nostalgia canora di un gruppetto. È la compiacenza del potere, l'indifferenza istituzionale, l’ammiccamento complice. Ministri e sottosegretari che minimizzano o glissano, come se il rievocare un passato criminale fosse un dettaglio secondario, un folklore da baraccone. Fratelli d’Italia tace. La destra di governo si limita a dissociarsi blandamente – quando lo fa – o si rifugia nella difesa d’ufficio: “Giù le mani dagli Alpini”, dice Salvini, spostando l’attenzione come un abile prestigiatore.</div>
<div>Ma non è questione di Alpini. È questione di memoria, di valori, di democrazia. È questione di quale Paese vogliamo essere. Perché se la memoria antifascista viene trattata come un fastidio da archiviare, e se le adunate diventano il palcoscenico di nostalgie pericolose, allora significa che il terreno su cui poggia la nostra Repubblica si sta sgretolando. E lo sta facendo nell’indifferenza o, peggio, nella tacita approvazione di chi dovrebbe difenderlo.</div>
<div>Oggi “Faccetta nera” suona dagli altoparlanti, domani potrebbe tornare a marciare nei decreti e nelle piazze. La storia insegna, ma solo a chi vuole ascoltarla. E oggi, chi governa sembra più intento a cambiare spartito che a preservare la melodia antifascista su cui è stata scritta la nostra Costituzione.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 11 May 2025 13:23:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[La Russa e Meloni attaccano direttamente la democrazia]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000071"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/PSX_20250510_094137.jpg"  width="395" height="419" /><br></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">In un momento storico in cui la partecipazione elettorale è già drammaticamente bassa, le recenti dichiarazioni </span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"></span><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">del Presidente del Senato, Ignazio Benito Maria La Russa, e l'atteggiamento della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni assumono un peso grave, quasi eversivo. “Farò propaganda affinché la gente se ne stia a casa l’8 e 9 giugno” ha detto La Russa durante un evento di Fratelli d’Italia a Firenze, riferendosi ai referendum. Parole che non possono essere derubricate a semplice provocazione politica. Sono invece un attacco diretto alla democrazia, un invito esplicito a boicottare il più fondamentale dei diritti civili: il diritto di voto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">È doveroso ricordare che La Russa, in qualità di Presidente del Senato, è la seconda carica dello Stato. Il suo ruolo istituzionale prevede una condotta imparziale, rispettosa della Costituzione e del principio di sovranità popolare. Eppure, con una leggerezza sconcertante, invita apertamente i cittadini a disertare le urne. Non si tratta di una semplice opinione personale, ma di un messaggio istituzionale che mina le fondamenta stesse della Repubblica.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Le parole di La Russa sono particolarmente offensive in un Paese come l’Italia, dove la democrazia è stata riconquistata con il sangue di migliaia di uomini e donne. Ogni appello a non votare è un oltraggio alla memoria di chi ha combattuto – e spesso perso la vita – per restituire al popolo italiano il diritto di scegliere.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il comportamento della Meloni, pur meno esplicito, è in linea con la stessa logica: lasciare che il quorum non venga raggiunto, sabotare indirettamente il referendum, evitare un confronto con l’opinione popolare su temi scomodi. Perché questo è, alla fine, l’obiettivo: evitare che i cittadini si esprimano, salvo quando ciò conviene al governo o può essere manipolato per fini di propaganda.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Ma forse, paradossalmente, proprio l’arroganza e la sfacciataggine di questo appello alla passività potrebbe sortire l’effetto opposto. Forse chi era indeciso, chi pensava di non recarsi alle urne, ora si sentirà spinto a farlo. Non per dovere civico astratto, ma per un moto di indignazione concreta. Per dire “Sì” cinque volte, sì contro chi offende la democrazia, sì contro chi invita alla resa della coscienza civica, sì contro chi vorrebbe ridurre il voto a una mera formalità da pilotare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">La democrazia vive solo se i cittadini la praticano. E il voto non è mai inutile: è un’arma legittima, pacifica e potentissima. Chi vi rinuncia su invito di chi dovrebbe difenderla, abdica a se stesso. E lascia spazio a un’idea autoritaria di potere che questo governo, a quanto pare, non disdegna affatto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Andare a votare, dunque, non è solo un diritto. In questo clima, è un dovere morale.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 10 May 2025 13:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Chiesa cattolica ultimo baluardo nella difesa della democrazia]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000070"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/file_00000000e33061f4bb5cbdca81684457.png"  width="471" height="314" /><br></div><div class="imTAJustify"><div><br></div><div>Mentre il mondo occidentale si inginocchia davanti a Donald Trump, applaudendo o subendo in silenzio la follia dei suoi dazi, rincorrendo la corsa al riarmo che lui stesso ha rilanciato con orgoglio bellico, mentre le frontiere diventano muri, i porti chiusi diventano simboli e le deportazioni—che un tempo avremmo definito inaccettabili—diventano modello da imitare… c'è una voce solitaria, inattesa, che dice no.</div>
<div>Non arriva da Bruxelles, né da Parigi, né da Berlino o Roma. Non è la voce di un governo democratico, né di un parlamento sovrano. Viene, paradossalmente, dall’istituzione che per secoli abbiamo accusato di essere la più antica, conservatrice e lenta a cambiare: la Chiesa Cattolica. E oggi, è proprio da lì che arriva l’unica vera opposizione morale a un presidente americano autoritario e despota, di fronte al quale le democrazie occidentali, tutte moribonde, balbettano o tacciono.</div>
<div>Il nuovo Papa, Leone XIV nato a Chicago, non ha scelto la via del compromesso. Parla di <strong data-start="1020" data-end="1028">pace</strong>, chiede <strong data-start="1037" data-end="1048">disarmo</strong>, predica <strong data-start="1058" data-end="1073">accoglienza</strong> verso i popoli più poveri e devastati dalle guerre che gli stessi "grandi della Terra" alimentano. E mentre il vicepresidente Vince maltratta pubblicamente i leader europei senza che nessuno osi rispondere a tono e come meriterebbe, è Leone XIV a prendere idealmente a schiaffi Trump ed tutto il suo entourage, restituendo al mondo un barlume di dignità, un’eco lontana di giustizia.</div>
<div>In un mondo dove i difensori della democrazia sono ormai diventati gregari, l’unico gesto di coraggio arriva da chi, storicamente, abbiamo accusato di restare indietro. </div><div>Forse è giunto il tempo di rivedere chi davvero è rimasto indietro… e chi sta avendo il coraggio di andare avanti.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 May 2025 13:39:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Difendere la democrazia non significa affossarla ma salvarla]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006F"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/494699106_1246079234193001_9022472143273639181_n.jpg"  width="384" height="216" /><br></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1"> I servizi segreti tedeschi (BfV) hanno compiuto un passo epocale: dopo tre anni di indagini, hanno </span><span class="cf1"></span><span class="cf1">certificato che Alternative für Deutschland (AfD) è un partito di estrema destra che viola la dignità umana e discrimina sistematicamente chi ha origini straniere, ebrei, musulmani e migranti. Una conclusione inequivocabile, messa nero su bianco in oltre mille pagine. Ma per milioni di cittadini tedeschi, scesi in piazza lo scorso gennaio, non è una rivelazione: è la conferma che il rischio per la democrazia è reale e urgente.</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Eppure, da noi in Italia, il ministro Salvini strumentalizza questa notizia per lanciare l’allarme su una presunta "deriva liberticida". Ma è esattamente il contrario.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Quando un partito usa la libertà democratica per distruggere i principi della democrazia stessa, non siamo più nel campo del confronto politico, ma della tutela costituzionale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">La Germania ha vissuto sulla propria pelle la tragica lezione del secolo scorso: i padri della sua Costituzione hanno previsto con lucidità che la democrazia non possa essere lasciata in balia del solo consenso popolare, ma debba essere difesa anche dai nemici interni. Il principio è chiaro: non può esistere libertà per chi vuole abolire la libertà.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Ecco perché il lavoro del BfV è un atto di responsabilità e di salvaguardia dell’ordine democratico. Non è un tentativo di affossare la democrazia, ma di proteggerla da chi la strumentalizza per tornare a un passato che l’Europa intera ha giurato di non rivivere più.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Non è la forza dei numeri nei sondaggi a definire la legittimità politica, ma la fedeltà ai valori costituzionali.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">La messa al bando di un partito è una scelta estrema e difficile, lo sanno bene anche i democratici tedeschi. Ma oggi quella scelta si profila come una necessità, proprio per evitare che il consenso cieco diventi un grimaldello per lo smantellamento dello Stato di diritto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Difendere la democrazia a volte significa prendere decisioni impopolari. Ma necessarie.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">E la Germania, ancora una volta, dimostra di aver imparato dal suo passato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">L'Italia, invece, vuole davvero imparare qualcosa?</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 May 2025 15:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il fascismo non è morto nel 1945 e serve una nuova resistenza]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006E"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/165020175-d183231e-d4dd-405e-a133-4960b6f5e0d4.jpg"  width="363" height="204" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/493842455_10234989420253043_9040884658415021238_n.jpg"  width="360" height="463" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il 25 Aprile 2025 più che la celebrazione degli 80 anni dalla liberazione dalla dittatura fascista in Italia è stata la dimostrazione che il fascismo non è mai morto, che ancora presente nel nostro paese e che servirà prima o poi una nuova Resistenza e Liberazione. Inutile che i vari commentatori e analisti politici sui vari media si affannino a dichiarare che non esiste un reale pericolo di cadere di nuovo sotto una dittatura fascista, il pericolo esiste e, per assurdo, la morte di Papa Francesco ha contribuito ad evidenziare questo pericolo. Certamente non ci sarà una nuova marcia su Roma, non ci saranno le squadracce in camicia nera a bastonare i dissidenti ma sarà una occupazione e distruzione della democrazia a picconate senza che i meno attenti se ne rendano conto. E i fatti lo dimostrano.</div><div class="imTAJustify">Si inizia con il governo che proclama 5 giorni di lutto nazionale per la morte di Papa Francesco invece dei soliti tre giorni in modo da inglobare il 25 Aprile nei giorni di lutto nazionale. In seguito a questa scellerata e autoritaria scelta il ministro Musumeci dichiara: "Le manifestazioni del 25 Aprile saranno "consentite" anche se si raccomanda una certa sobrietà". Il governo consente le celebrazioni per gli 80 anni dalla liberazione del nazifascismo e già questa sarebbe una dichiarazione da condannare per non parlare della sobrietà.</div><div class="imTAJustify">La diretta conseguenza di questa raccomandazione è il divieto delle manifestazioni che alcuni sindaci si affrettano a proibire. Concerti annullati, manifestazioni proibite, canti vietati. Si doveva celebrare la liberazione dal fascismo e invece il fascismo si prende la scena.</div><div class="imTAJustify">Il fatto più emblematico di questa giornata avviene ad Ascoli Piceno. Una fornaia viene identificata per aver appeso uno striscione antifascista. La giustificazione ? La "sobrietà" richiesta da un governo che della Resistenza conosce solo l’imbarazzo trattandosi di un governo le cui radici ideologiche stanno proprio nel fascismo.<br></div><div class="imTAJustify">E non finisce qui. Ieri 27 Aprile 2025 a Dongo un manipolo di nostalgici in camicia nera e braccio teso ricordano l'arresto di Mussolini e dei suoi gerarchi, ma lo fanno protetti dalla polizia di stato che non si preoccupa di identificare i partecipanti alla cerimonia come nel caso della fornaia di Ascoli ma anzi li proteggono dalle proteste dei cittadini.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div>E allora non prendiamoci in giro: il fascismo non è mai stato sconfitto del tutto. È rimasto sotto la cenere, ha atteso, si è camuffato, e adesso detta l’agenda. Governa. Censura la memoria della Liberazione e alza scudi a difesa degli eredi ideologici di una dittatura criminale.</div>
<div>Chi combatte per la libertà viene sorvegliato, schedato, zittito. Chi omaggia i carnefici trova strade aperte. <span class="fs12lh1-5">Questa non è solo una vergogna. È un allarme.</span></div>
<div><strong data-start="1197" data-end="1299">Essere antifascisti oggi non è una nostalgia, è una necessità. È un atto di resistenza quotidiana.</strong></div>
<div>Non c'è spazio per l'indifferenza. Non c'è spazio per il silenzio. <span class="fs12lh1-5">Chi tace, consente.</span></div></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 14:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lutto strategico: il governo chiede un 25 aprile sobrio]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category="><![CDATA[]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006D"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/338033525_219106937392060_6881291082778882495_n_rjad2xqt.jpg"  width="508" height="285" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"><div>Cinque giorni di lutto nazionale. Non tre, come da prassi per la morte di un Papa. Cinque. Un’eccezione che, guarda caso, <strong data-start="555" data-end="597">copre perfettamente anche il 25 aprile. Sta tutta qui la "sobrietà" del governo allergico a questa festa che ricorda la liberazione dell'Italia dal nazifascismo, dai padri cioè di Meloni, La Russa, Del Mastro, e compagnia bella </strong><br data-start="598" data-end="601"> Una coincidenza? Difficile crederlo.</div> <div>In questo 2025 ricorre un anniversario cruciale: <strong data-start="688" data-end="746">80 anni dalla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo</strong>. Un momento fondativo della nostra Repubblica, che andrebbe celebrato con la dovuta solennità, memoria e partecipazione collettiva. E invece ? <span class="fs12lh1-5">Arriva la raccomandazione istituzionale: “</span><strong data-start="932" data-end="963" class="fs12lh1-5">celebrare in maniera sobria</strong><span class="fs12lh1-5">”.</span></div> <div>Ma cosa significa, esattamente, <strong data-start="999" data-end="1045">celebrare la Liberazione in maniera sobria</strong>?<br data-start="1046" data-end="1049"> Non stiamo parlando di una festa frivola, né di un concerto estivo. Il 25 aprile è il giorno in cui l’Italia si ricorda di <strong data-start="1172" data-end="1242">essersi strappata di dosso la dittatura, la guerra, la repressione</strong>, grazie alla Resistenza, ai partigiani, al popolo. È un giorno che richiede <strong data-start="1319" data-end="1327">voce</strong>, <strong data-start="1329" data-end="1345">memoria viva</strong>, <strong data-start="1347" data-end="1364">testimonianza</strong>. Non certo sobrietà e silenzio. Quel silenzio che caratterizzerà l'esecutivo a partire dal suo presidente. Aveva già programmato di scappare dopo la cerimonia, alla quale non avrebbe potuto sottrarsi, presso l'Altare della Patria, in un paese dell'Est e invece la scomparsa di Papa Francesco e la decisione di celebrare i funerali proprio sabato, ha scombinato i piani di Giorgia Meloni. La poverina dovrà "sorbirsi" in Italia questa "funesta" (per lei) giornata. Non ha osato tentare di annullare le manifestazioni in programma, ha potuto solo limitarsi a sospendere le manifestazioni sportive la poverina, ed allora ecco il ridicolo richiamo alla sobrietà. &nbsp;</div> <div>Vale la pena ancora una volta chiedersi <strong data-start="1414" data-end="1489">perché questo governo di destra mostra una tale allergia a questa data. E la risposta non può ancora una volta essere una sola: </strong>per chi ha nel proprio DNA simbolico — e in alcuni casi anche familiare — <strong data-start="1580" data-end="1609">le radici del neofascismo</strong>, il 25 aprile <strong data-start="1624" data-end="1659">non è una festa, ma un fastidio</strong>. Un nodo alla gola. Un promemoria imbarazzante. <span class="fs12lh1-5">Non lo si dice esplicitamente, certo. Ma lo si fa capire: diluendo le celebrazioni, consigliando sobrietà, e ora — novità dell’anno — </span><strong data-start="1843" data-end="1897" class="fs12lh1-5">coprendo l’intera settimana con il lutto nazionale</strong><span class="fs12lh1-5"> per oscurare la Liberazione.</span></div><div> Eppure, il rispetto per un Papa come Francesco poteva essere mantenuto <strong data-start="1993" data-end="2066">senza trasformare il calendario in un’operazione di rimozione storica</strong>. <span class="fs12lh1-5">Ciò che emerge è una strategia culturale di lungo periodo: </span><strong data-start="2128" data-end="2167" class="fs12lh1-5">ridimensionare, diluire, silenziare</strong><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div> Ma la storia non si spegne con un comunicato stampa. La memoria non si addomestica con una raccomandazione. <span class="fs12lh1-5">Il 25 aprile va </span><strong data-start="2296" data-end="2323" class="fs12lh1-5">onorato senza reticenze</strong><span class="fs12lh1-5">, perché </span><strong data-start="2332" data-end="2383" class="fs12lh1-5">è lì che affonda le radici la nostra democrazia</strong><span class="fs12lh1-5">. E se qualcuno fatica ad accettarlo, è solo la conferma che </span><strong data-start="2444" data-end="2514" class="fs12lh1-5">questa ricorrenza continua ad essere necessaria. Oggi più che mai.</strong></div><div><strong data-start="2444" data-end="2514" class="fs12lh1-5"><br></strong></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 22 Apr 2025 22:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'ipocrisia si è scatenata un minuto dopo la morte di Papa Francesco]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Attualit%C3%A0"><![CDATA[Attualità]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006C"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-04-21-234539.png"  width="425" height="337" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Come c'era da aspettarsi pochi minuti dopo l'annuncio della morte di Papa Francesco il mondo politico italiano e internazionale si è scatenato nel lodare la figura del Papa appena scomparso. Un valzer di dichiarazioni ipocrite, false e vergognose che sono culminate ieri con l'annuncio che il Presidente degli Usa, Donald Trump, sarà presente ai funerali del pontefice. Papa Francesco durante il suo pontificato non le ha mandate a dire a tutti coloro che in queste ore lo celebrano puntando il dito contro la gestione disumana dei migranti, contro le guerre in Ucraina, contro il genocidio del popolo palestinese, contro il riarmo, contro la follia negazionista dei cambiamenti climatici. Ed oggi tutti hanno dimenticato e si fanno belli a suon di tweet nel "santificare" Papa Francesco. Ecco alcune delle sue dichiarazioni che contrastano con la politica di tutti i governi e che dovrebbero far vergognare chi oggi ha il coraggio di celebrarlo. Da morto perché da vivo li avrebbe presi a pedate.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">"Amate i vostri nemici"</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">"Stanno abbaiando alle porte della Russia"</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">"Alcuni stati si sono impegnati a spendere il 2% del Pil in armi: sono dei pazzi"</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">"Indagare se a Gaza c'è un genocidio"</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">"Nessuna pace è possibile senza un vero disarmo"</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">"Non serve una politica per i poveri, ma una politica dei poveri"</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">"Ragazzi la carità è una bella cosa, ma serve la politica"</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">"I nostri governi trasformano una via della speranza in una via di morte"</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">"La globalizzazione dell'indifferenza ci ha tolto la capacità di piangere"</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">"Ogni guerra è un fallimento della politica e dell'umanità, un resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male"</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">"Si producono centinaia di milioni di tonnellate di rifiuti l’anno: rifiuti domestici e commerciali, detriti di demolizioni, rifiuti clinici, elettronici o industriali, rifiuti altamente tossici e radioattivi. La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia"</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">"L’economia assume ogni sviluppo tecnologico in funzione del profitto, senza prestare attenzione a conseguenze negative per l’essere umano"</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">"Mai l’umanità ha avuto tanto potere su se stessa e niente garantisce che lo utilizzerà bene"</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">"Uno Stato di diritto autentico si dimostra proprio nel trattamento dignitoso che tutte le persone meritano, specialmente quelle più povere ed emarginate"</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">"Ogni straniero che bussa alla nostra porta è un’occasione per un incontro con Gesù Cristo"</span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">"Non si può tollerare che il Mediterraneo diventi un grande cimitero"</span></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><span class="imTALeft">"Accogliere, proteggere, promuovere, includere"</span> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 22 Apr 2025 07:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[FUNZIONERANNO: le crociere Italia-Albania stanno entrando a regime]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006B"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/8461435_06111538_onecms_1f1ahzg5kss59m1cbum.jpg"  width="562" height="194" /><br></div><div class="imTAJustify">Questa è la nave militare (torpediniera) Libra della Marina Militare Italiana utilizzata dal governo come nave da crociere per traghettare avanti e indietro i migranti dall'Albania. &nbsp;L'11 Aprile viaggio di andata per 40 migranti presi dai Cpr italiani per essere trasferiti nel Cpr albanese. Dopo due giorni altro viaggio di ritorno verso l'Italia per 3 di loro in quanto in condizione di salute precaria (2) ed un per un ricorso pendente e quindi doveva trovarsi in territorio italiano. La nave torna in Italia con i tre "deportati" ed ora deve riprendere il mare per andare a prendere un altro migrante che deve essere rimpatriato in Bangladesh. Il ministro Piantedosi esulta per il primo rimpatrio dall'Albania, ma affinchè la procedura possa essere completata il migrante deve prima tornare in Italia. Quindi ricapitolando la nave Libra effettuate in 10 giorni questi viaggi: Italia-Albania con 40 migranti, Albania-Italia con zero migranti, Italia-Albania con zero migranti, Albania-Italia con 3 migranti, Italia-Albania con zero migranti, Albania-Italia con 1 migrante. Se si trattasse di un agenzia turistica sarebbe già fallita, ma in questo caso tanto paga il cittadino italiano mica il governo che organizza queste crociere allucinanti.</div><div class="imTAJustify">In conclusione un progetto fallimentare che ha l'unico scopo di alimentare lo scontro con la magistratura che non può che applicare quelle leggi, Costituzione compresa, che il governo, rifacendosi al modello Trump, vorrebbe aggirare. Per ora non è andata bene al governo ma quanto può durare questo scontro continuo fra potere esecutivo e potere legislativo ? Uno scontro pericoloso che si inquadra nel progetto governativo di affossare la democrazia e instaurare un regime di stampo orbaniano.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 20 Apr 2025 16:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Itaia-Usa: niente di nuovo sotto il sole, i soliti "baciapile"]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006A"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/492128484_1237793801049408_4104388134560134430_n.jpg"  width="286" height="376" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Per il centro destra tutto quelle che fa Giorgia Meloni è straordinario, pazzesco e naturalmente scrive la storia. Non ci poteva essere un'eccezione per l'incontro della presidente del consiglio con Donald Trump. La realtà è ben diversa e non si discosta da quanto accaduto in questi ultimo 80 anni fra Usa e Italia: più che scrivere la storia, Giorgia Meloni ha copiato la storia. Dopo la famosa affermazione volgare del Presidente degli Stati Uniti sul fatto che c'era la fila per andargli a baciare le chiappe, quale è stato il primo capo di governo ad andare a svolgere questo rito evocato da Donald ? Ma naturalmente Giorgia Meloni, la presidente del consiglio italiano, il paese più servile del pianeta nei confronti degli Stati Uniti. Si è passati dal bacio in fronte con il quale Biden accolse la Meloni, al bacio della Meloni sulle chiappe di Trump, non male per essere la prima presidente del consiglio donna del nostro paese. Risultati concreti ? Nessuno come sempre anzi uno si: nella prossima legge di bilancio italiana i cittadini verranno ancora di più massacrati in settori "strategici" come sanità e istruzione per aumentare la spesa militare al 2% del Pil, come Trump aveva chiesto. In cambio Donald ci darà ... un bel niente a parte premere l'acceleratore per affossare maggiormente la nostra economia già in crisi.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Insomma altro che successo, è una musica che abbiamo già ascoltato ogni volta che un presidente del consiglio italiano è andato a far visitare al padrone presidente degli stati uniti. Niente di nuovo sotto il sole se non che questa volta gli Usa sono guidati da un criminale golpista e l'Italia da una presidente del consiglio che è sulla strada di compiere un colpo di stato già avviato con i decreti sicurezza e che tenterà di completare con il premierato.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Apr 2025 06:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Un decreto (in)sicurezza: tra incostituzionalità, inefficacia e derive autoritarie]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000069"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/2025_04_15_09.35.45_edit.jpg"  width="435" height="320" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Il decreto sicurezza, entrato in vigore da pochi giorni, mostra già tutte le crepe di una norma affrettata, disomogenea e profondamente discutibile tanto sul piano costituzionale quanto su quello dell’efficacia pratica per non parlare della deriva autoritaria messa in atto fin dalla sua approvazione. Il governo trasforma il disegno di legge in decreto, pur non essendo presenti i requisiti dell'urgenza ed il ministro dell'interno Piantedosi non ha alcun ritegno di dichiarare che il governo non poteva aspettare i tempi del Parlamento. Siamo ben oltre le peculiarità del decreto siamo in una piena atmosfera da regime e chi conosce la storia sa benissimo che il Parlamento è un ostacolo per chi ha mire autoritarie come questo governo di stampo fascista. Il decreto fra le altre criticità presenta ampi spazi di incostituzionalità oltre ad essersi dimostrato totalmente inefficace a contrastare quelli che avrebbero dovuto essere le problematiche da affrontare.<br></div><div class="imTAJustify"><div>La prima potenziale bocciatura potrebbe arrivare già il <strong data-start="362" data-end="375">26 maggio</strong>, quando la giudice Ilaria Simi de Burgis dovrà decidere se rinviare alla Corte costituzionale la questione sollevata dagli avvocati Losco e Straini: al centro del caso, un reato di <strong data-start="557" data-end="581">resistenza aggravata</strong> – introdotto dal decreto – contestato a un giovane fermato dopo un alterco con la polizia. Il problema? <strong data-start="686" data-end="760">L’assenza di motivazioni concrete di straordinaria necessità e urgenza</strong>, un requisito essenziale per la legittimità dei decreti-legge ai sensi dell’art. 77 della Costituzione.</div>
<div>Il preambolo del testo, denunciano i legali, <strong data-start="911" data-end="953">non fornisce alcun fondamento fattuale</strong> alla decretazione d’urgenza, limitandosi a enunciare titoli e obiettivi senza giustificare la sottrazione del provvedimento al dibattito parlamentare. È un precedente pericoloso: si sostituisce al lento ma necessario confronto democratico la scorciatoia autoritaria dell’urgenza immotivata. La Corte costituzionale ha già bocciato in passato decreti simili (sentenza n. 171/2007), ribadendo che <strong data-start="1349" data-end="1415">i tempi parlamentari non possono giustificare un decreto-legge</strong>.</div>
<div>Ma non è solo una questione di forma. Il <strong data-start="1459" data-end="1515">contenuto stesso del decreto è un mosaico incoerente</strong>, in cui norme su terrorismo, criminalità organizzata, cannabis light, carceri, forze dell’ordine e usura si accavallano senza coerenza sistemica. Una “giungla normativa” che ha già disorientato questure, imprenditori e operatori del settore legale della canapa, ora esposti a <strong data-start="1792" data-end="1818">danni economici enormi</strong> per via della mancanza di un regime transitorio.</div>
<div>La <strong data-start="1872" data-end="1914">criminalizzazione della cannabis light</strong>, in aperto contrasto con la giurisprudenza della Cassazione e con il diritto europeo, è solo la punta dell’iceberg. Il decreto inasprisce pene, introduce 14 nuove fattispecie incriminatrici e mina ogni logica di proporzionalità. <strong data-start="2144" data-end="2230">Punire la resistenza passiva nei Cpr e nelle carceri come se fosse violenza fisica</strong> è una scelta regressiva che, come denuncia l’Associazione Nazionale Magistrati, “produce effetti criminogeni” e svuota il senso stesso del diritto penale come extrema ratio.</div>
<div>Nel frattempo, l’annuncio di “ulteriori misure” da parte del ministro Piantedosi alimenta un clima di perenne emergenza e di crescente militarizzazione del sociale, mentre le <strong data-start="2581" data-end="2626">condizioni carcerarie restano drammatiche</strong>, senza un solo euro destinato a misure alternative o al rafforzamento della magistratura di sorveglianza.</div>
<div>Il risultato? Una norma repressiva, <strong data-start="2770" data-end="2799">ideologicamente orientata</strong>, che sacrifica i diritti fondamentali sull’altare di un consenso di pancia. Mentre si criminalizzano marginalità e dissenso, si azzerano anni di dibattito parlamentare, si colpiscono attività legali, e si disegnano scenari sempre più autoritari.</div><div><br></div>
<div>La sostanza risiede nel fatto che sia arrivato il tempo, prima che sia troppo tardi, &nbsp;di reagire, anche con <strong data-start="3077" data-end="3160">forme di disobbedienza civile, ricorsi e – perché no – un referendum abrogativo</strong>. Perché la sicurezza non si costruisce a colpi di decreto, ma attraverso la legalità, la giustizia sociale e il rispetto della Costituzione.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 16:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Presidente del consiglio populista va a baciare il culo a Trump]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000068"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/FB_IMG_1744205237510.jpg"  width="285" height="356" /><br></div><div class="imTAJustify">Intendiamoci non è una novità che l'Italia sia da sempre asservita agli Stati Uniti, perfino la populista e patriota Giorgia Meloni è andata dal nonno Biden a farsi dare un bacio in fronte. Ma ora che la stessa Giorgia Meloni si rechi negli Usa ad "omaggiare" il criminale Donald Trump ed addirittura a baciargli il culo non può rappresentare il punto più basso della sottomissione della Repubblica Italiana agli imperialisti statunitensi. Soprattutto se poi si pensa che tutto era già noto almeno da cinque mesi, da quando cioè il criminale col ciuffo biondo Donald Trump ha vinto le elezioni statunitensi. Lo aveva già detto in tutti i modi ma naturalmente nessuno, almeno in Italia, gli aveva dato credito: noi italiani, cittadini e politici, siamo abituati alle cazzate sparate in campagna elettorale dalla politica, cazzate e promesse poi puntualmente disattese. Donald Trump invece ha mantenuto le sue promesse. E che cosa abbiamo fatto in Italia ed in Europa ? Niente assolutamente niente. Ed ora ? Ed ora Giorgia Meloni va da Trump, non sappiamo se baciarli il culo o meno ma questo è un problema suo, a trattare non si sa cosa e non si sa a nome di chi. </div><div class="imTAJustify">Donald Trump è sicuramente un criminale tale e quale a Putin o a Nethanyahu, i secondi stanno portando a termine un genocidio in Ucraina e nella striscia di Gaza, il primo sta portando al disastro il pianeta intero. Con tutti e tre non sono possibili accordi e tutto il resto del pianeta dovrebbe allearsi contro questi tre criminali che stano offuscando perfino Adolf Hitler.</div><div class="imTAJustify">L'Italia poi, come al solito fantasiosa, propone di utilizzare i fondi del PNRR per mettere una pezza ai danni dei dazi trumpiani. Altra storia tutta italiana. In piena emergenza Covid il presidente del consiglio Giuseppe Conte ottiene una bella camionata di soldi, circa 230 miliardi, per recuperare terreno ai danni provocati dalla pandemia. Naturalmente i "poteri forti" hanno fatto cadere il governo Conte 2 quando sono arrivati questi soldi e poi hanno fato cadere anche il governo Draghi per mettere le mani su questi soldi. Oggi, 2025, che non siamo in grado di spendere quei soldi dopo che per anni abbiamo pianto sul nostro debito &nbsp;&nbsp;pubblico e sulla mancanza di soldi per riforme strutturali, quei fondi saranno dirottati o per acquistare armi o per mettere riparo al disastro dei dazi. Nel frattempo sanità e istruzione sono alla canna de gas. Povera Italia.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 13:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Un altro passo verso la fascistizzazione della Repubblica Italiana]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000067"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-04-05-160820.png"  width="286" height="215" /><br></div><div class="imTAJustify"><div><article data-testid="conversation-turn-2" data-scroll-anchor="true"><div>Il governo fascista di Giorgia Meloni e compagnia incapace di rispondere ai problemi del paese, si rifugia nell'unica politica che è in grado di esprimere: quella della repressione. Non sono in grado di dare risposte serie ai problemi del paese ? Allora faccio in modo di impedire le proteste contro questa mia inefficienza con misure repressive. Una strategia fascista, autoritaria, in perfetto stile Orban che lo stesso governo ammette senza alcun ritegno.</div><div>Raramente un ministro dell'Interno ha mostrato una simile trasparenza nel riconoscere che un provvedimento straordinario, come la decretazione d’urgenza, è stato utilizzato non per motivi di "straordinaria necessità", ma con un chiaro fine politico. "Volevamo dare tempi certi a provvedimenti per noi molto importanti", ha dichiarato il ministro Piantedosi, ammettendo che il ritardo delle discussioni parlamentari avrebbe rallentato l’approvazione del ddl Sicurezza, facendo ricorso a un decreto che ora è legge.</div><div>
</div><div>La giustificazione per l’urgenza? "Il Parlamento è il giudice ultimo", ha replicato Piantedosi, ma la realtà è ben diversa. Dietro la fretta c'è la volontà di dare una vittoria alla Lega e alle sue richieste, come il rafforzamento dei poteri delle forze dell'ordine, il trattamento delle borseggiatrici in gravidanza e la norma anti-Salis per liberare più velocemente le case occupate. "Un’altra promessa mantenuta!", ha esultato Matteo Salvini, che ha subito capitalizzato sul risultato, mettendo in evidenza le misure volute dalla sua parte politica.</div><div>
</div><div>Ma cosa nasconde realmente il decreto? Le modifiche al ddl Sicurezza approvato un anno e mezzo fa sono state ridotte a un decreto legge che, nonostante l’assenza di reale emergenza, è stato spinto attraverso il Consiglio dei Ministri con il pretesto di "norme necessarie che non possiamo più rinviare". Una retorica che nasconde ben altri scopi, come il rafforzamento della repressione e l’intensificazione delle pene per chi si oppone alle grandi opere o per chi protesta contro la disuguaglianza climatica. Il pacchetto Sicurezza, che riprende gran parte dei contenuti del ddl, viene presentato come una risposta alle esigenze di ordine pubblico, ma, sotto la superficie, si cela una vera e propria operazione politica.</div><div>
</div><div>Ciò che è interessante è la dinamica interna alla maggioranza di governo. La Lega ha voluto una serie di concessioni per il suo pacchetto di misure e, in cambio, ha accettato alcune correzioni sollevate dal Quirinale. Tuttavia, l’operazione non è priva di ambiguità: i sindacati delle forze dell'ordine ottengono maggiori tutele e poteri, ma non c’è nulla per migliorare le condizioni di vita dei cittadini, in particolare per quelli più vulnerabili. La legge si concentra sulla repressione, anziché sulle cause delle disuguaglianze sociali che alimentano il malcontento e la protesta.</div><div>
</div><div>Anche la premier Giorgia Meloni ha cercato di difendere il decreto come una necessità per "rispettare gli impegni presi con i cittadini", ma la sua posizione appare più un tentativo di consolidare il potere governativo che una reale risposta ai bisogni sociali. La "protesta" che il decreto vuole stroncare non è solo quella degli oppositori alle politiche economiche, ma anche quella di chi si oppone a scelte climatiche irresponsabili o a progetti infrastrutturali che compromettono l’ambiente.</div><div>
</div><div>Il bicchiere, purtroppo, resta mezzo vuoto. Le modifiche al testo non bastano a rendere il provvedimento più equo o giusto. Il decreto, pur se giustificato con l’urgenza, non è altro che una mossa strategica per ottenere un consenso politico immediato, senza affrontare le questioni fondamentali che richiedono un intervento serio. Le forze di polizia hanno maggiori tutele, ma non si vedono miglioramenti nelle politiche di giustizia sociale o nella protezione dei diritti civili.</div><div>
</div><div>In definitiva, ciò che emerge è una legge che rafforza la repressione e ignora le vere necessità del paese. Una legge che, con la scusa dell’emergenza, instaura misure che, lungi dal risolvere i problemi, li peggiorano. Il governo sta cercando di "far passare" un decreto che in realtà è solo un nuovo passo verso il rafforzamento del controllo sociale, mascherato da "sicurezza".</div><div><button aria-label="Copia" data-testid="copy-turn-action-button"><svg width="24" height="24" viewBox="0 0 24 24" fill="none" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path fill-rule="evenodd" clip-rule="evenodd" d="M7 5C7 3.34315 8.34315 2 10 2H19C20.6569 2 22 3.34315 22 5V14C22 15.6569 20.6569 17 19 17H17V19C17 20.6569 15.6569 22 14 22H5C3.34315 22 2 20.6569 2 19V10C2 8.34315 3.34315 7 5 7H7V5ZM9 7H14C15.6569 7 17 8.34315 17 10V15H19C19.5523 15 20 14.5523 20 14V5C20 4.44772 19.5523 4 19 4H10C9.44772 4 9 4.44772 9 5V7ZM5 9C4.44772 9 4 9.44772 4 10V19C4 19.5523 4.44772 20 5 20H14C14.5523 20 15 19.5523 15 19V10C15 9.44772 14.5523 9 14 9H5Z" fill="currentColor"></path></svg></button><button aria-label="Risposta giusta" data-testid="good-response-turn-action-button"><svg width="24" height="24" viewBox="0 0 24 24" fill="none" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path fill-rule="evenodd" clip-rule="evenodd" d="M12.1318 2.50389C12.3321 2.15338 12.7235 1.95768 13.124 2.00775L13.5778 2.06447C16.0449 2.37286 17.636 4.83353 16.9048 7.20993L16.354 8.99999H17.0722C19.7097 8.99999 21.6253 11.5079 20.9313 14.0525L19.5677 19.0525C19.0931 20.7927 17.5124 22 15.7086 22H6C4.34315 22 3 20.6568 3 19V12C3 10.3431 4.34315 8.99999 6 8.99999H8C8.25952 8.99999 8.49914 8.86094 8.6279 8.63561L12.1318 2.50389ZM10 20H15.7086C16.6105 20 17.4008 19.3964 17.6381 18.5262L19.0018 13.5262C19.3488 12.2539 18.391 11 17.0722 11H15C14.6827 11 14.3841 10.8494 14.1956 10.5941C14.0071 10.3388 13.9509 10.0092 14.0442 9.70591L14.9932 6.62175C15.3384 5.49984 14.6484 4.34036 13.5319 4.08468L10.3644 9.62789C10.0522 10.1742 9.56691 10.5859 9 10.8098V19C9 19.5523 9.44772 20 10 20ZM7 11V19C7 19.3506 7.06015 19.6872 7.17071 20H6C5.44772 20 5 19.5523 5 19V12C5 11.4477 5.44772 11 6 11H7Z" fill="currentColor"></path></svg></button><button aria-label="Risposta sbagliata" data-testid="bad-response-turn-action-button"><svg width="24" height="24" viewBox="0 0 24 24" fill="none" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path fill-rule="evenodd" clip-rule="evenodd" d="M11.8727 21.4961C11.6725 21.8466 11.2811 22.0423 10.8805 21.9922L10.4267 21.9355C7.95958 21.6271 6.36855 19.1665 7.09975 16.7901L7.65054 15H6.93226C4.29476 15 2.37923 12.4921 3.0732 9.94753L4.43684 4.94753C4.91145 3.20728 6.49209 2 8.29589 2H18.0045C19.6614 2 21.0045 3.34315 21.0045 5V12C21.0045 13.6569 19.6614 15 18.0045 15H16.0045C15.745 15 15.5054 15.1391 15.3766 15.3644L11.8727 21.4961ZM14.0045 4H8.29589C7.39399 4 6.60367 4.60364 6.36637 5.47376L5.00273 10.4738C4.65574 11.746 5.61351 13 6.93226 13H9.00451C9.32185 13 9.62036 13.1506 9.8089 13.4059C9.99743 13.6612 10.0536 13.9908 9.96028 14.2941L9.01131 17.3782C8.6661 18.5002 9.35608 19.6596 10.4726 19.9153L13.6401 14.3721C13.9523 13.8258 14.4376 13.4141 15.0045 13.1902V5C15.0045 4.44772 14.5568 4 14.0045 4ZM17.0045 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data-state="closed"><div><svg width="24" height="24" viewBox="0 0 24 24" fill="none" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M3.06957 10.8763C3.62331 6.43564 7.40967 3 12 3C14.2824 3 16.4028 3.85067 18.0118 5.25439V4C18.0118 3.44772 18.4595 3 19.0118 3C19.5641 3 20.0118 3.44772 20.0118 4V8C20.0118 8.55228 19.5641 9 19.0118 9H15C14.4477 9 14 8.55228 14 8C14 7.44772 14.4477 7 15 7H16.9571C15.6757 5.76379 13.9101 5 12 5C8.43108 5 5.48466 7.67174 5.0542 11.1237C4.98586 11.6718 4.48619 12.0607 3.93815 11.9923C3.39011 11.924 3.00123 11.4243 3.06957 10.8763ZM20.0618 12.0077C20.6099 12.076 20.9988 12.5757 20.9304 13.1237C20.3767 17.5644 16.5903 21 12 21C9.72322 21 7.60762 20.1535 5.99999 18.7559V20C5.99999 20.5523 5.55228 21 4.99999 21C4.44771 21 3.99999 20.5523 3.99999 20V16C3.99999 15.4477 4.44771 15 4.99999 15H8.99999C9.55228 15 9.99999 15.4477 9.99999 16C9.99999 16.5523 9.55228 17 8.99999 17H7.04285C8.32433 18.2362 10.0899 19 12 19C15.5689 19 18.5153 16.3283 18.9458 12.8763C19.0141 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data-type="unified-composer"><div><textarea placeholder="Fai una domanda" data-virtualkeyboard="true"></textarea></div><div><br></div><div><textcortex-extension-toolbar></textcortex-extension-toolbar></div><div><input multiple="" type="file"><button type="button" aria-haspopup="menu" aria-expanded="false" data-state="closed"></button><button aria-disabled="false" aria-label="Carica file e altro"><svg width="24" height="24" viewBox="0 0 24 24" fill="none" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" aria-label=""><path fill-rule="evenodd" clip-rule="evenodd" d="M12 3C12.5523 3 13 3.44772 13 4L13 11H20C20.5523 11 21 11.4477 21 12C21 12.5523 20.5523 13 20 13L13 13L13 20C13 20.5523 12.5523 21 12 21C11.4477 21 11 20.5523 11 20L11 13L4 13C3.44772 13 3 12.5523 3 12C3 11.4477 3.44772 11 4 11L11 11L11 4C11 3.44772 11.4477 3 12 3Z" fill="currentColor"></path></svg></button></div><div><button aria-pressed="false" aria-label="Avvia il ragionamento"><svg fill="none" viewBox="0 0 24 24" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="m12 3c-3.585 0-6.5 2.9225-6.5 6.5385 0 2.2826 1.162 4.2913 2.9248 5.4615h7.1504c1.7628-1.1702 2.9248-3.1789 2.9248-5.4615 0-3.6159-2.915-6.5385-6.5-6.5385zm2.8653 14h-5.7306v1h5.7306v-1zm-1.1329 3h-3.4648c0.3458 0.5978 0.9921 1 1.7324 1s1.3866-0.4022 1.7324-1zm-5.6064 0c0.44403 1.7252 2.0101 3 3.874 3s3.43-1.2748 3.874-3c0.5483-0.0047 0.9913-0.4506 0.9913-1v-2.4593c2.1969-1.5431 3.6347-4.1045 3.6347-7.0022 0-4.7108-3.8008-8.5385-8.5-8.5385-4.6992 0-8.5 3.8276-8.5 8.5385 0 2.8977 1.4378 5.4591 3.6347 7.0022v2.4593c0 0.5494 0.44301 0.9953 0.99128 1z" clip-rule="evenodd" fill="currentColor" fill-rule="evenodd"></path></svg><div>Avvia il ragionamento</div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div></button></div></form></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 05 Apr 2025 14:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il governo dei ponti vede crollare il primo ponte]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000066"><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://tastieralibera.it/images/Salvini-ponte-stretto-messina-Lapresse.jpg"  width="353" height="199" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/224801683-c9d2fa29-51bc-4f60-aabc-02351744d2a3.jpg"  width="354" height="199" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Fra i progetti del programma del governo FdI, Lega e FI c'era il "sogno" berlusconiano del Ponte sullo Stretto di Messina, progetto accantonato da diversi governi fino a tornare in auge grazie alla "lungimiranza" del ministro Matteo Salvini (incapace di far funzionare le ferrovie ma imbattibile nel costruire ponti ... a parole). In seguito alla elezione alla Presidenza degli USA di Donald Trump ed alle sue scellerate promesse in campagna elettorale di distruggere l'economia mondiale e soprattutto europea, il governo fascista italiano si è inventato un altro ponte: quello che Giorgia Meloni avrebbe dovuto costruire per dare vita ad un accordo Usa-Europa e quindi salvare il vecchio continente dalle politiche protezionistiche e criminali di Trump. In realtà la povera Giorgia avrebbe fatto a meno di questo incarico virtuale in quanto molto distante dai suoi desiderata che, non dimentichiamolo, sono stati da sempre indirizzati verso un unico obiettivo: smembrare l'Unione Europea. Quale migliore occasione per raggiungere il suo scellerato progetto (nonché promessa elettorale) l'elezione di un criminale golpista come Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d'America ? Ed infatti la cara Giorgia non ha mosso foglia ai continui attacchi del biondo e del suo braccio destro Vance contro l'Europa, fino a farsi trovare impreparata (fintamente) ai dazi che Donald ha emanato verso il mondo intero, Europa compresa, senza nessun riguardo verso l'Italia ed il presunto ponte meloniano. Non solo la Giorgia ha fatto finta di niente nei giorni scorsi ignorando gli annunci del presidente dal ciuffo biondo, ma anche oggi, a 48 ore dagli annunci di Donald e con le borse che tracollano (Milano in testa), LA presidente del consiglio minimizza e dichiara che non serve contrastare gli Usa ma andare loro al verso e magari buttare a mare la transazione ecologica e rivedere quel patto di stabilità capestro che lei ha sottoscritto. Ancora qualche ora e dovremo anche ringraziare Trump come del resto ha già quasi paventato il suo viceministro Salvini per il quale i dazi sarebbero un'opportunità. Non lo ha detto in Veneto altrimenti lo avrebbero finalmente. impiccato.</div><div class="imTAJustify">Ed ora aspettiamo il "crollo" del primo ponte, speriamo solo virtuale.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 13:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Calenda: un altro fascista alla corte della camerata Meloni]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000065"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/2025_03_30_10.01.28_edit.jpg"  width="324" height="281" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">"L'unico modo per avere a che fare con il Movimento 5 stelle è cancellarlo" parola di Carlo Calenda, leader di Azione che ieri ha sancito il passaggio del suo movimento dall'opposizione alla maggioranza a guida fascista del centro destra . Una frase del genere vale più di altri mille discorsi e rappresenta la cartina di tornasole del pensiero "democratico" del fu oppositore Calenda. Se con un altro movimento/partito non ci si trova d'accordo non c'è altra strada che CANCELLARLO come i principi democratici e la nostra Costituzione richiedono. Il buon Carlo ha anche ricevuto il plauso nientepopodimeno che della stessa presidente del consiglio e del suo fido scudiero, il pezzo di m...a Donzelli. Almeno si è fatto chiarezza fra le opposizioni e, dopo il buon Matteo Renzi che con il suo voto favorì la nomina del camerata Ignazio La Russa a presidente del senato, anche Carlo Calenda esce allo scoperto e si schiera dalla parte dei vincitori.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Camerata Carlo Calenda: Presente</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 30 Mar 2025 17:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gli ultimi successi di Giorgia Meloni]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000064"><div class="imTAJustify">La sintesi degli ultimi provvedimenti presi dal Governo Meloni mostra il disastro totale di questo governo di incapaci.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Cpr-Albania-lvdp.webp"  width="361" height="189" /><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Albania</b></span>. Varato i fretta e furia l'ennesimo decreto per far FUNZIONARE il centro realizzato in Albania per ospitare i migranti. L'ultima trovata di Giorgia Meloni e soci è stata quella di trasformarlo in un CPR (Centro per il Rimpatrio) dove rinchiudere i migranti in attesa del rimpatrio. Ciò comporta che il migrante arrivato in Italia sarà trasferito in Albania, poi se si riesce a rimpatriarlo prima dovrà essere ritrasferito in Italia, se invece la procedura non va a buon fine dopo 18 mesi di galera il migrante sarà riportato in Italia. Il tutto per circa 40/50 migranti a fronte di qualche migliaio che arrivano sulle nostre coste. Ma almeno il centro albanese FUNZIONERA', FUNZIONERA', FUNZIONERA' ... ma Giorgia non ci ha trascorso nemmeno un'ora in quel centro.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><b><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/primo-piano-pnrr.jpg"  width="343" height="192" /><br></b></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Disastro PNRR</b></span>. Il piano di ripresa e resilienza è al palo. Giorgia Meloni in questi mesi si è vantata di aver incassato le varie rate previste dal piano, peccato poi che i soldi ricevuti non siano stati spesi.</div><div class="imTAJustify">Alla fine del 2024 a fronte di progetti per 174,5 miliardi (di cui 120 già incassati), abbiamo speso solo 64 miliardi. Siamo riusciti quindi a spendere 20 miliardi all'anno mentre da qui al 31 dicembre 2026 ne dovremo spendere oltre 130. Un disastro totale che vede in ordine:</div><div class="imTAJustify">Struttura commissariale per alluvione in Emilia Romagna e Marche 1,2 miliardi assegnati, 0 spesi,</div><div class="imTAJustify">Ministero del Lavoro: 8,4 miliardi assegnati, 562 milioni spesi (6,9%)</div><div class="imTAJustify">Ministero della Salute: 15,6 miliardi assegnati, 2,8 miliardi spesi (18%)</div><div class="imTAJustify">Ministero Agricoltura: 6,5 miliardi assegnati, 627 milioni spesi (10%)</div><div class="imTAJustify">Ministero del Turismo; 2,4 miliardi assegnati, 300 milioni spesi (12%)</div><div class="imTAJustify">Ministero della Cultura: 4,2 miliardi spesi, 600 milioni spesi (14%)</div><div class="imTAJustify">Questi i risultati peggiori, gli altri ministeri viaggiano un pò meglio ma non si va oltre il 30% dei fondi spesi rispetto all'assegnazione. Un disastro totale.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-3" src="https://tastieralibera.it/images/Copia-di-Immagini-Blog-3.png"  width="371" height="232" /><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Numero chiuso a medicina NON E' stato abolito</b></span>. Nonostante gli annunci e nonostante il recente decreto del governo che annuncia l'abolizione del numero chiuso a medicina, il numero chiuso NON E' stato abolito. Si è semplicemente sostituito il cervellotico test di ingresso con sei mesi di corsi da seguire. Alla fine del semestre sarà stilata una graduatoria degli iscritti e coloro che rientreranno nel numero programmato potranno procedere alla iscrizione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, di fatto quindi nessuna abolizione del numero chiuso. Una cavolata che costerà alle Università qualche milione di euro per organizzare il semestre di corsi, alla fine del quale non tutti gli studenti potranno continuare il corso di studi. Altri soldi buttati.</div><div class="imTAJustify"> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 29 Mar 2025 15:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Chi si Loda, si Imbroda. Aridateci la Prima Repubblica]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000063"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/la-premier-giorgia-meloni.webp"  width="492" height="328" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Chi governa non dovrebbe avere bisogno di comunicare urbi et orbi i propri successi, semplicemente perché tali successi dovrebbero essere la naturale conseguenza dei provvedimenti emanati ed approvati. Come dire: i fatti contano molto più delle parole. Nel momento in cui invece il .. ops scusate ... LA presidente del consiglio della repubblica italiana ha la necessità di realizzare un video per autocelebrarsi naturalmente senza contradditorio, il significato è uno solo: il fallimento totale della propria politica sbandierata durante la campagna elettorale. La saggezza popolare in questo caso ci viene in aiuto. "CHI SI LODA SI IMBRODA" cita un antico proverbio toscano a sottolineare che proprio <span class="fs12lh1-5"><i>la saggezza popolare ricorda quanto la persona che si fa i complimenti da sola, vantandosi di fronte agli altri, finisca poi facilmente per danneggiarsi</i></span><span class="fs12lh1-5">.</span></div><div class="imTAJustify">Nell'ultimo video la Giorgia Meloni si è vantata non tanto dei risultati ottenuti dal suo governo, risultati difficili da trovare, ma ha sottolineato la longevità del suo governo. Il problema non è però stare in sella come in un rodeo del far west, ma come stai in sella e con quali compromessi. I tre partiti che governano da due anni e mezzo in realtà non hanno quasi niente in comune salvo l'odio per le opposizioni ma più che altro la volontà di stare incollati a quelle poltrone ed occuparne il più possibile. </div><div class="imTAJustify">Perché specialmente nella prima repubblica i governi cadevano come pere al sole uno dopo l'altro ? Perché non erano guidati dalla ipocrisia attuale e dall'attaccamento al potere come la destra attuale che, divisa su tutto, poi si compatta per mantenere le poltrone salvo poi darsele di santa ragione in ogni occasione. Nella prima repubblica se un componente della maggioranza avesse dichiarato che "Il presidente del consiglio va al consiglio europeo senza alcun mandato da parte della maggioranza", il governo sarebbe caduto seduta stante. Certo poi si sarebbe formato un altro governo con gli stessi partiti e magari con qualche ministro diverso, ma i governi cadevano solo per questi "semplici" motivi. Oggi invece abbiamo un governo che sulla delicata politica estera e soprattutto sulla gestione della guerra in Ucraina vota in maniera totalmente diversa nel parlamento europeo, salvo poi continuare a governare allegramente come se niente fosse accaduto.</div><div class="imTAJustify">La politica estera non è l'unico ambito nel quale la maggioranza si divide, le riforme costituzionali sono un altro terreno di scontro. Fratelli d'Italia è per l'unità nazionale con un unico uomo al comando e per la legalità, la Lega vuole dividere il paese trasformando le regioni in tanti staterelli autonomi che gestiscono settori critici come istruzione, sanità, comunicazioni, oltre a strizzare l'occhio agli evasori, Forza Italia vorrebbe l'assoggettamento della magistratura al potere esecutivo alla faccia della legalità. &nbsp;Un governo con questi tre soggetti così diversi non si sarebbe mai potuto formare nella prima repubblica, ma oggi si è perso tutto: ideali, ideologia, progetto politico e tutto è guidato da un unico santo gral, LA POLTRONA.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 17:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'Europa contro se stessa ed i suoi fondatori]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000062"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-03-22-181704.png"  width="426" height="158" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Dopo l'attacco della camerata Giorgia Meloni al Manifesto di Ventotene, riconosciuto universalmente come le fondamenta dell'Europa unita, un attacco ben più grave e devastante arriva proprio dalle istituzioni europee alla Europa stessa. In fin dei conti che la fascista Meloni ed il suo partito fossero contrari all'Europa era un fatto scontato, hanno scelto il parlamento per affermare una tale ovvietà e qui sta la gravità delle dichiarazioni della presidente del consiglio. Ma le decisioni prese in questo fine settimana dalla commissione europea e dalla Von Der Leyen sono sicuramente più gravi perché tradiscono i principi fondanti dell'Europa stessa. Decisioni che portano l'Europa ad un riarmo generalizzato attraverso il debito che tutti i cittadini europei dovranno pagare. La commissione non ha nemmeno avuto il coraggio di mantenere il nome originale del piano, Rearm Europe adottando un meno invasivo Readiness (Prontezza), ma che nella sostanza prevede sempre una spesa di 800 miliardi di euro per far trovare pronta l'Europa nel 2030 ad una guerra con chi non si sa. Si perché se qualcuno, Putin o Trump (perché no considerato il considerevole numero di basi americane presenti nel territorio europeo), decidesse di fare la guerra all'Europa non ci sarebbe scampo nemmeno con una spesa doppia di quella prevista. Quindi, proprio mentre in Europa soffiano venti di destra ed a volte di stampo nazista come in Germania, l'Europa fa una manovra di karakiri concedendo ai vari paesi di indebitarsi per armarsi. E chi si armerà maggiormente ? Naturalmente proprio a Germania, quella nazione che ha provocato i maggiori disastri nell'Europa stessa.</div><div class="imTAJustify">Attenzione però il riarmo non è l'unico pericolo di questa nuova e disastrosa stagione. La Francia insieme alla Gran Bretagna, che non fa più parte dell'Europa, si adoperano per portare fra Ucraina e Russia truppe di terra alle quali dovrebbero partecipare anche Canadesi, Giapponesi e udite udite .. Cinesi. Siamo al disastro totale, accelerato da Trump ma sicuramente già avviato da una Unione Europea priva di statisti veri.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 22 Mar 2025 17:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il govero Meloni citato per favoreggiamento delle mafie]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000061"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/101104216-66440e75-ed1e-4df7-8c7f-f56f9ca8bdaf.jpg"  width="411" height="231" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Ogni giorno ormai Giorgia Meloni non finisce di stupirci che affermazioni o distorcono la storia (come ha fatto in Parlamento su manifesto di Ventotene) oppure presentano una linea politica smentita dai fatti.</div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><i><span class="cf1">«Le mafie sono un nemico dichiarato della nostra democrazia</span><span class="cf1">, un'offesa alla dignità della Nazione. Per questo, con assoluta determinazione e fermezza, ribadiamo la nostra condanna ad ogni tipo di mafia e ci impegniamo, ogni giorno, a combatterla. Onorare il sacrificio delle vittime significa agire per rafforzare la giustizia, garantire sicurezza, difendere la libertà di tutti i cittadini, rifiutare ed estirpare ogni forma di illegalità, violenza e sopraffazione. La loro memoria è, e sempre deve essere, la nostra guida»</span></i></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><i><span class="cf1"><br></span></i></span></div><div class="imTAJustify">Queste la parole di Giorgia Meloni, naturalmente affidate ad un video messaggio, in occasione della giornata contro le Mafie che si svolgeva oggi a Trapani. Belle parole se ...... se poi non ci fossero gli atti di governo a dimostrare il contrario. Ecco i tre principali provvedimenti che agevolano l'attività delle mafie nel nostro paese.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><i>Abolizione del reato di "Abuso di ufficio"</i></span>. Un reato che coinvolge proprio i colletti bianchi e quegli organi amministrativi locali attraverso i quali le mafie agiscono per entrare e gestire gli affari della pubblica amministrazione. Il funzionario o il politico utilizza il proprio potere dovuto alla carica istituzionale per agevolare l'ingresso delle organizzazioni criminali nella gestione della cosa pubblica. I due partiti, Lega e FdI, che facevano della legalità una loro bandiera hanno ceduto il potere alla criminalità consentendo di entrare nella gestione degli affari pubblici.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><i>Avviso al futuro arrestando</i></span>. Norma veramente incomprensibile che obbliga il giudice ad avvisare con 5 giorni di anticipo colui che sarà arrestato per una inchiesta in corso del provvedimento di arresto appunto. Il giudice avvisa il delinquente che sarà arrestato fra 5 giorni, ed il delinquente se ne sta comodamente a casa sua ad aspettare l'arresto. Rimane difficile spiegare anche ad un bambino della scuola materna la ratio di questa norma.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><i>Intercettazioni limitate a 45 giorni</i></span>. Da oggi rapimenti, sequestri e attività illegali saranno agevolate dalla norma che limita le intercettazioni telefoniche a 45 giorni. Si verifica un sequestro, il giudice dispone di procedere al controllo dei telefoni della famiglia del sequestrato, i sequestratori se ne stanno buoni per 45 giorni, le intercettazioni terminano, ed il sequestratore ha campo libero per agire.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Ora che questo governo sia fascista non ci sono più dubbi, ma anche i gerarchi del ventennio si rivolterebbero nella tomba a leggere questi provvedimenti.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 13:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Giorgia Meloni esce allo scoperto e si fuma Spinelli]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000060"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/manifetaizone.png"  width="320" height="271" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Finalmente Giorgia Meloni getta la maschera ipocrita che ha indossato in questi due anni e mezzo e dichiara apertamente in Parlamento quello che realmente è: &nbsp;antieuropeista, autoritaria, irrispettosa degli avversari politici, antidemocratica, ignorante. In una sola parola UNA FASCISTA fin nel profondo nell'anima. Questo è il succo del suo intervento alla Camera nel quale avrebbe dovuto parlare della proposta folle di riarmo europeo lanciata da Ursula Von Der Leyen, ma non potendo affrontare l'argomento in quanto nel suo governo ognuno dei tre partiti la pensa diversamente, ha preferito scendere sul terreno che più le è congeniale: quello dell'apologia del fascismo. Ha attaccato duramente il manifesto di Ventotene di Spinelli e Rossi per dire apertamente che a lei dell'Europa non importa niente e che il suo obiettivo è di sfasciarla definitivamente (impegno non molto difficile considerata la situazione politica europea attuale). Ha buttato giù la maschera rispolverando le sue promesse elettorali grazie anche alla prepotente entrata in scena di una altro personaggio con animo autoritario e fascista: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ha stracciato quel manifesto riconosciuto da tutti come la premessa e la base per la nascita dell'europa come avrebbe fatto il suo maestro e guida ispiratrice: Benito Mussolini. Naturalmente ha causato una reazione violenta da parte delle opposizioni ed alla fine è fuggita dal dibattito parlamentare come suo solito. Almeno il buon Benito affrontava a muso duro gli avversari lei nemmeno questo riesce a fare. Scappa dai giornalisti, scappa dal parlamento dove si presenta solo quando non può farne a meno ed infine si rifugia nei suoi video deliranti dove può dire ciò che vuole senza essere contraddetta. Anche ieri, dimostrando tutta la sua mancanza di rispetto delle istituzioni, mentre era a pranzo con il Presidente Mattarella, pubblicava un post ribadendo la sua avversità all'Europa, ai suoi valori fondanti mettendo in risalto ancora una volta la sua anima fascista. </div><div class="imTAJustify">Ora speriamo che nessuno abbia più dubbi: Giorgia Meloni è fascista e sta trascinando la Repubblica Italiana in un altro periodo storico di stampo autoritario, soprattutto se passeranno le sue riforme. OPPOSIZIONI SVEGLIATEVI UNA VOLTA PER TUTTE.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 20 Mar 2025 07:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Trump distrugge la democrazia statunitense, ma era vera democrazia ?]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005F"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/1440x810_cmsv2_3d6c4fbe-b7de-5b2d-ba3d-ec259126c691-8989322.jpg"  width="394" height="222" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Dalla fine della seconda guerra mondiale prima e dalla caduta del muro di Berlino poi conla fine della guerra fredda, gli Stati Uniti d’America sono stati sempre indicati come un esempio di democrazia. Oggi, dopo pochi mesi dall’insediamento del presidente Donald Trump, la democrazia americana appare per quello che forse è sempre stata: debole e facilmente riducibile ai minimi termini con un alto rischio di scivolare nell’autoritarismo. D’altra parte come si può indcare come esempio di democrazia uno stato che </span></div><ul><li aria-level="1"><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">non tutela la salute dei propri cittadini lasciandola in mano ai privati, </span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">è incapace di cancellare dal proprio ordinamento la pena di morte, </span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">non è in grado di limitare la diffusione delle armi alle quali può accedere qualsiasi cittadino anche minorenne</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">si è formato grazie ad un vero e proprio genocidio dei popoli originari di quei territori (gli indiani d’America)</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">ha fondato il suo progresso sullo schiavismo e sul razzismo ancora oggi strisciante nella società civile americana</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">ha portato la guerra in ogni angolo del pianeta giustificandola sotto il nome dell’esportazione della democrazia</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">in ultimo ha consentito ad un golpista come Donald Trump di candidarsi alle elezioni presidenziali e soprattutto di vincerle</span></div></li></ul><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Negli ultimi mesi, l’amministrazione Trump non ha fatto altro che prendere a picconate la fragile democrazia statunitense addottando una serie di provvedimenti che hanno messo in discussione la tenuta del fragile sistema democratico americano. Università, ricerca scientifica, sanità, giustizia e informazione &nbsp;sono stati colpiti da misure restrittive che minano la libertà accademica, la trasparenza scientifica, il diritto alla salute pubblica e la libera informazione. Tutti i provvedimenti di Trump, lontani dall’ideale di una democrazia liberale, sembrano piuttosto segnare una deriva autoritaria, in cui il potere politico si impone su settori cruciali per il benessere della società.</span></div><div><b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Attacco alle università e alla libertà accademica</span></b></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Uno dei segnali più evidenti di questa tendenza è stato il ritiro di 400 milioni di dollari di fondi federali alla Columbia University. L’accusa? Non aver affrontato adeguatamente episodi di antisemitismo nel campus. Sebbene la lotta contro ogni forma di discriminazione sia doverosa, il taglio dei finanziamenti a un’istituzione accademica sulla base di una presunta "inazione" rappresenta un pericoloso precedente: il governo federale può punire le università che non si allineano alle sue direttive ideologiche.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Inoltre, le pressioni su progetti di ricerca che menzionano il cambiamento climatico hanno creato un clima di censura e autocensura tra gli accademici. Molti scienziati si sono visti ritirare fondi o sono stati costretti a riformulare i loro studi per evitare termini scomodi agli occhi dell’amministrazione Trump. L’eliminazione di parole chiave come “cambiamento climatico” e “diversità” dai materiali ufficiali del National Disaster Preparedness Training Center e dal programma di scambio Fulbright conferma la volontà di riscrivere la narrativa scientifica in funzione di una visione politica.</span></div><div><b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">La ricerca scientifica sotto assedio</span></b></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Le restrizioni non hanno risparmiato nemmeno la ricerca scientifica finanziata dallo stato. L’amministrazione Trump ha sospeso le revisioni delle sovvenzioni presso il National Institutes of Health (NIH), bloccando finanziamenti cruciali per la ricerca biomedica. Anche i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) hanno subito un giro di vite sulle comunicazioni pubbliche, rendendo più difficile l’accesso ai dati sulla diffusione di malattie. Queste mosse hanno avuto un impatto devastante sulla trasparenza scientifica, ostacolando la capacità degli scienziati di fornire informazioni essenziali per la salute pubblica.</span></div><div><b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Sanità pubblica e deregulation ambientale: un binomio pericoloso</span></b></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Non meno preoccupante è il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), avviato da Trump con l’Ordine Esecutivo 14155. Il ritiro mina la cooperazione internazionale in ambito sanitario e isola gli Stati Uniti dalle strategie globali di prevenzione e gestione delle epidemie. Inoltre, la decisione di eliminare la classificazione della violenza armata come crisi di salute pubblica ha cancellato un importante strumento di monitoraggio e prevenzione, rendendo ancora più difficile affrontare un fenomeno che ogni anno miete migliaia di vittime negli Stati Uniti.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">A queste misure si aggiunge una massiccia deregolamentazione ambientale, che ha eliminato restrizioni sulle emissioni di mercurio e altre sostanze tossiche. Le conseguenze? Un aumento dell’inquinamento con effetti dannosi sulla salute pubblica, specialmente per le comunità più vulnerabili.</span></div><div><b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Attacchi all'indipendenza giudiziaria</span></b></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Un altro degli aspetti più critici riguarda l'indipendenza del potere giudiziario. Il presidente Trump ha attaccato pubblicamente giudici federali che hanno emesso sentenze contrarie alle sue politiche, mettendo in discussione la loro legittimità e indipendenza. In particolare, ha proposto l'impeachment per giudici con cui era in disaccordo, sollevando timori di una potenziale crisi costituzionale. Trump ha l'opportunità di nominare oltre 300 giudici federali nei prossimi quattro anni, potenzialmente alterando l'equilibrio ideologico della magistratura. Questo potrebbe influenzare decisioni su diritti civili, sanità e altre questioni fondamentali, sollevando preoccupazioni su una possibile politicizzazione del sistema giudiziario. </span></div><br><div><b><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Verso un futuro incerto</span></b></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il filo conduttore di queste politiche è chiaro: il controllo della narrazione accademica, la repressione della ricerca scientifica indipendente, la riduzione delle tutele sanitarie, la repressione sistematica del dissenso sono strumenti per consolidare il potere politico di un singolo uomo a discapito della democrazia. Gli Stati Uniti, da sempre considerati a torto ormai il baluardo della libertà e della ricerca scientifica, stanno scivolando in un modello in cui l’interesse politico prevale sul bene comune. Se queste tendenze non verranno fermate (ma da chi ? e come ?), il rischio è quello di un Paese sempre più autoritario alla faccia della democrazia. Ma se questa deriva si è insinuata in maniera così veloce forse la tanto democrazia statunitense è stata esaltata oltre le sue radici e si sta dimostrando debolissima e incapace ad arginare l’autoritarismo trumpiano.</span></div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 17:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Europa: altra occasione persa per liberarsi dagli USA]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005E"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/480299940_10234447339941374_6516377363615064457_n.jpg"  width="345" height="259" /><br></div><div class="imTAJustify"><div><br></div><div>L'Europa perde la seconda occasione per liberarsi definitivamente dal giogo degli Stati Uniti d'America, i veri criminali che da oltre 80 anni provocano disastri nell'intero pianeta. La prima volta è stata dopo la caduta del muro di Berlino. Quella sarebbe stata l'occasione per liberarsi della Nato e del Patto Atlantico per provare a vestire finalmente i panni di una vera e propria potenza mondiale. E invece si è continuato ad andare a rimorchio degli Stati Uniti facendoci trascinare in varie guerra insulse e inutili. L'arrivo per la seconda volta alla Casa Bianca del criminale Donald Trump poteva rappresentare &nbsp;un'altra imperdibile occasione per diventare finalmente grandi. Ed invece ecco ancora una volta l'Europa che si assoggetta ai voleri del Presidente degli Stati Uniti d'America. &nbsp;</div><div>Il Parlamento Europeo infatti ha approvato il piano "ReArm Europe", che prevede lo stanziamento di <strong data-start="203" data-end="227">800 miliardi di euro</strong> per il rafforzamento militare degli Stati membri nei prossimi quattro anni. Il piano impone ai governi nazionali di aumentare la spesa per la difesa fino all’<span data-start="386" data-end="402"><b>1,5% del PIL </b><span class="fs12lh1-5">(come richiesto da Trump)</span></span>, mobilitando <strong data-start="416" data-end="440">650 miliardi di euro</strong>, mentre ulteriori <strong data-start="459" data-end="475">150 miliardi</strong> arriveranno sotto forma di prestiti dell’UE per investimenti congiunti in difesa aerea, sistemi missilistici e droni. <span class="fs12lh1-5">Una decisione che </span><span class="fs12lh1-5">porta alla luce una grande contraddizione dell’Unione Europea:</span><span class="fs12lh1-5"> </span><strong data-start="855" data-end="1017" class="fs12lh1-5"><span class="fs12lh1-5">l’austerità, applicata con rigidità per anni nei settori essenziali come sanità e istruzione, viene rapidamente abbandonata quando si tratta di spese militari.</span></strong></div><div>Contraddizioni che sono amplificate in Italia incapace di prendere una posizione univoca non solo da parte dell'opposizione ma nemmeno da parte della maggioranza che governa il paese mostrando tutte le contraddizioni interne.</div>
<div>La votazione ha infatti reso evidente <strong data-start="1109" data-end="1162">le divergenze interne alla maggioranza di governo </strong>nel Parlamento Europeo:</div>
<ul data-start="1190" data-end="1345">
<li data-start="1190" data-end="1244"><strong data-start="1192" data-end="1208">Forza Italia</strong> ha votato <strong data-start="1219" data-end="1231">a favore</strong> del piano;</li>
<li data-start="1245" data-end="1311"><strong data-start="1247" data-end="1268">Fratelli d’Italia</strong> ha espresso un sostegno <strong data-start="1293" data-end="1308">con riserva</strong>;</li>
<li data-start="1312" data-end="1345"><strong data-start="1314" data-end="1325">La Lega</strong> si è <strong data-start="1331" data-end="1342">opposta</strong>.</li>
</ul>
<div>Se nella coalizione di centrodestra la frammentazione è evidente, la situazione nell’opposizione è <strong data-start="1446" data-end="1468">ancora più caotica</strong>. Il Partito Democratico, con la segretaria <strong data-start="1512" data-end="1528">Elly Schlein</strong>, aveva indicato <strong data-start="1545" data-end="1561">l’astensione</strong> come posizione ufficiale, ma <strong data-start="1591" data-end="1621">solo 11 eurodeputati su 21</strong> hanno seguito la linea. Gli altri <strong data-start="1656" data-end="1681">hanno votato a favore</strong>, dimostrando che le spaccature attraversano anche il principale partito di opposizione. </div>
<div>Quindi anche in Italia così come in Europa, il contrasto è particolarmente evidente. <strong data-start="2140" data-end="2200">Mentre si fatica a trovare fondi per sanità e istruzione</strong>, e i cittadini subiscono <strong data-start="2226" data-end="2257">tagli ai servizi essenziali</strong>, quando si tratta di investire in armamenti le resistenze sembrano scomparire.</div>
<div>Basti pensare che:</div>
<ul data-start="2361" data-end="2825">
<li data-start="2361" data-end="2473">Gli ospedali sono in affanno per <strong data-start="2396" data-end="2431">mancanza di personale e risorse</strong>, con tempi di attesa sempre più lunghi.</li>
<li data-start="2474" data-end="2630"><strong data-start="2476" data-end="2505">Le scuole e le università</strong> affrontano tagli e precarietà, con insegnanti e ricercatori costretti a lavorare con stipendi bassi e contratti instabili.</li>
<li data-start="2631" data-end="2825">L’Italia continua ad avere <strong data-start="2660" data-end="2705">uno dei più alti debiti pubblici d’Europa</strong>, il che viene usato come giustificazione per imporre politiche di austerità in ogni settore… tranne che nella difesa.</li>
</ul>
<div><span class="fs12lh1-5">Le profonde divisioni politiche italiane e la mancanza di una strategia chiara in Europa </span><strong data-start="2965" data-end="3047" class="fs12lh1-5">indeboliscono ulteriormente il peso politico del Paese nelle decisioni dell’UE</strong><span class="fs12lh1-5">. Se a questa mancanza di una strategia comune,</span><span class="fs12lh1-5"> si aggiunge </span><strong data-start="3069" data-end="3104" class="fs12lh1-5">il fardello del debito pubblico</strong><span class="fs12lh1-5">, che limita la capacità di negoziazione dell’Italia, si può facilmente capire quanto il peso politico del nostro paese in Europa, sia ininfluente nonostante le dichiarazioni trionfalistiche sul ruolo delLA presidente del consiglio Giorgia Meloni-</span></div>
<div>Se l’Italia vuole contare davvero nell’UE, deve <strong data-start="3299" data-end="3421">superare le divisioni interne, elaborare una politica più coesa e decidere dove realmente investire le proprie risorse</strong>. Altrimenti, continuerà a subire decisioni prese altrove, senza alcuna possibilità di influenzarle.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 15 Mar 2025 13:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Quando le fake news diventano strategia di governo]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005D"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/PSX_20250309_094632.jpg"  width="271" height="323" /><br></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Parliamoci chiaro la politica in Italia è sempre stata più o meno falsa promettendo in campagna elettorale ciò che poi non avrebbe potuto mantenere una volta vinte le elezioni, ma in questi ultimi anni si sta superando ogni limite. Ci sono giornalisti che addirittura non si scandalizzano più (ammesso che si siano mai scandalizzati) e giustificano le varie sparate con l'affermazione "Ma siamo in campagna elettorale". Il malcostume della bugia è esploso poi con l'avvento di internet, la rete ed in ultimo i social. La possibilità per chiunque di scrivere su qualunque argomento senza alcun controllo ha portato alla proliferazione delle fake news, ma, mentre fino a qualche tempo fa l'utente della rete aveva qualche regola da seguire per smantellare le falsità, oggi è diventato estremamente complicato mettersi al riparo dalla valanga di fake che circolano in rete. Anche le fonti ritenute fino a qualche anno fra le più affidabili (testate giornalistiche, organi istituzionali, etc.) sono oggi spesso coinvolte come fonte di notizie false. Il governo di Giorgia Meloni, e lei in prima persona, ne hanno fatto una vera e propria pratica di governo. La presidente del consiglio non organizza più conferenze stampa, scomodo rispondere alle domande dei giornalisti, non si presenta più in parlamento per rispondere alle opposizioni su eventi importanti che meriterebbero chiarimenti, preferisce affidare i suoi comunicati a video sui social dove può tranquillamente dire ciò che poi le fa comodo. Ultimo caso quello della cassazione che "riconosce un risarcimento agli immigrati trattenuti per 10 giorni sulla nave Diciotti da Matteo Salvini". "Sentenza vergognosa", "Si sottraggono soldi pubblici per risarcire dei clandestini" queste le affermazioni più eclatanti di Meloni e Salvini che si fondano su semplici falsità che i due hanno sparato di proposito per attaccare la magistratura. Impossibile che La presidente del consiglio e il vice non conoscessero come stava la situazione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Intanto diciamo che la Cassazione NON HA EMESSO alcuna sentenza ma ha semplicemente emanato un'ordinanza per la ripetizione del processo di secondo grado. Infatti i 50 immigrati della Diciotti intanto avevano tutti diritto ad essere accolti perché provenienti da un paese in guerra. Dopo essere stati sbarcati i 50 hanno chiesto un risarcimento danni ma è stato negato in primo e in secondo grado. Dei 50 solo un immigrato ha presentato poi ricorso in Cassazione e la Cassazione ha ORDINATO di ripetere il processo di secondo grado. Quindi al momento nessun risarcimento e nessun euro pubblico sarà elargito all'unico ricorrente e nessuna sentenza definitiva della Cassazione. Fra l'altro, qualora il ricorrente vincesse la causa, lo Stato Italiano dovrebbe sborsare circa 1000 euro, una vera e propria voragine nei conti pubblici.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Quindi pur di attaccare la magistratura, che non ha fatto altro che il proprio dovere, Meloni e Company con Salvini in testa, hanno inventato una serie infinite di falsità che alla fine gettano discredito solo al governo, ma per capirlo ci vuole una testa pensante e quante ce ne sono in giro oggi ?</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 09 Mar 2025 14:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Un 8 Marzo "EPOCALE": CONTRO e non PER le donne]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005C"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/image.jpg"  width="284" height="284" /><br></div><div class="imTAJustify"><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Quando due anni e mezzo fa Giorgia Meloni salì a Palazzo Chigi in molto applaudirono anche dall'opposizione in quanto, per la prima volta, una donna in Italia diventava Presidente del Consiglio. Meloni però stroncò subito le aspettative di chiunque con una lettera a tutti i ministeri imponendo di essere chiamata IL PRESIDENTE e non LA PRESIDENTE. Un segnale inequivocabile dell'attenzione che questo governo avrebbe avuto per le donne. E oggi 8 Marzo "Festa della donna" ne abbiamo l'ennesima conferma.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il governo Meloni festeggia questa ricorrenza con un altro provvedimento "EPOCALE" dei suoi ai quali ormai questo governo ci ha abituati: il femminicidio diventa un nuovo reato autonomo per il quale è previsto l'ergastolo. In sostanza Giorgia Meloni mette in campo l'unica politica che conosce grazie alla sua formazione di stampo fascista: repressione, repressione e poi repressione. D'altra parte che cosa aspettarsi da un governo di destra il cui partito di maggioranza affonda le sue radici, rappresentate dalla fiamma tricolore, nel Movimento Sociale Italiano erede designato del fascismo mussoliniano. Si poteva pensare a qualche iniziativa di tipo culturale ? No di certo perché la cultura e l'istruzione non sono nelle corde della destra italiana, soprattutto in quella incarnata da Fratelli d'Italia e dalla Lega. Tutta la politica dell'attuale governo è pervasa dallo spirito guida della repressione e dell'autoritarismo interpretati in ogni suo provvedimento con introduzione di nuovi reati e nuove pene senza affiancare questi provvedimenti con interventi per la prevenzione, la cultura, l'educazione affettiva e sessuale se si parla di femminicidio. Insomma anche per le politiche femminili il governo, guidato per la prima volta da una donna, mette in campo le uniche politiche che conosce: pene, repressione, autoritarismo. Come se, nello specifico, il maschio che si appresta a colpire una donna prima di agire vada a consultare il codice penale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Anche in questa ricorrenza abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione che non conta tanto il genere del Capo del governo ma le sue idee: Giorgia Meloni e' una fascista fino al midollo ed il suo grido di battaglia "Dio, Patria e Famiglia" non lasciava certo ben sperare per le donne.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Buon 8 Marzo.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 08 Mar 2025 08:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cambiano i Presidenti, cambiano i metodi, ma lo schema politico rimane: distruzione, costruzione e infine profitti]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005B"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-02-28-152908.png"  width="309" height="398" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5">Da decenni, la politica estera degli Stati Uniti segue uno schema ben preciso: destabilizzazione, guerra e poi sfruttamento economico. Che sia un presidente democratico o repubblicano a guidare la Casa Bianca, che sia un pregiudicato pazzo come Donald Trump oppure uno più stabile e democratico come Obama la strategia non cambia.</span></div><div><b><span class="fs12lh1-5">Ucraina </span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Prima, Washington ha spinto per l'espansione della NATO a est, nonostante gli accordi informali post-Guerra Fredda che avrebbero dovuto evitare il progressivo accerchiamento della Russia. Poi, ignorando le tensioni crescenti, ha continuato a fornire armi e addestramento all'Ucraina, alimentando lo scontro con Mosca e di fatto sollecitando un altro pazzo, come Putin, prima ad occupare Crimea e Donbass poi ad invadere l’Ucraina. Risultato ? Una guerra devastante che ha portato morte, distruzione oltre a un’Europa sempre più divisa e incapace di sottrarsi al giogo degli USA.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ora, gli stessi Stati Uniti, dopo aver provocato il conflitto, si propongono come mediatori di pace. Ma a quale prezzo? Mentre si proclamano difensori della libertà ucraina, sfruttano il paese economicamente, puntando alle sue immense risorse naturali, in particolare le terre rare, fondamentali per l’industria tecnologica/militare, e naturalmente abbandonano il paese al suo destino.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La storia si ripete: dietro la retorica della difesa della democrazia si nasconde una logica predatoria. Chi paga il prezzo di queste strategie? Sempre gli stessi: i popoli coinvolti nei conflitti e gli alleati obbligati a seguire la linea americana.</span></div><span class="fs12lh1-5"><br></span><div><b><span class="fs12lh1-5">Gaza</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5">Gaza è ancora una volta l’ennesimo esempio di come la geopolitica sia dominata da interessi economici e strategici, nei quali al centro del gioco ci sono sempre loro: gli Stati Uniti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Da decenni, Washington sostiene Israele incondizionatamente, finanziandone l’apparato militare e coprendone le operazioni anche quando queste si traducono in devastazione e sofferenza per il popolo palestinese come gli ultimi 14 mesi trascorsi da Israele a mettere in atto un vero e proprio genocidio. Si c’è stato l’attentato del 7 ottobre, ma il terrorismo non è altro che figlio della scellerata politica israeliana supportata dagli USA nella striscia di Gaza. Ogni tregua è stata sempre temporanea, ogni promessa di pace sempre seguita da nuove violenzeve provocazioni, mentre dietro c’è sempre stato un piano più grande e destabilizzante per il popolo palestinese.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ora emergono voci su progetti per trasformare Gaza in una sorta di hub economico, una "Singapore del Medio Oriente", con resort turistici e infrastrutture di lusso da costruire sopra migliaia di corpi di donne e bambini abbandonati sotto le macerie. E alla fine chi ne beneficerà ? Di certo non i palestinesi, che verrebbero sfrattati, marginalizzati o ridotti a manodopera a basso costo nel loro stesso territorio.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Gli Stati Uniti, con la loro solita retorica di "pace e ricostruzione", sono pronti a sostenere questo piano, garantendo alle multinazionali l’accesso ai nuovi affari, mentre i veri abitanti della Striscia continuerebbero, nella migliore delle ipotesi, a vivere nella precarietà, privati di diritti e autodeterminazione.</span></div><span class="fs12lh1-5"><br></span><div><span class="fs12lh1-5">Il copione quindi si ripete ed è sempre lo stesso: prima il caos, poi il business. Forse sarebbe ora per noi europei di svegliarsi, liberarsi dal giogo statunitense iniziando a smantellare le basi americane sparse per l’Europa soprattutto ora che Donald Trump con i dazi finirà per affossare la debole economia europea.</span></div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 28 Feb 2025 14:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Due sentenze che sbugiardano il governo]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005A"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/c1fdaf4b5da2e1789b65e42a08bb9d8f.jpg"  width="371" height="247" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">La favola della magistratura politicizzata, della magistratura che vorrebbe fare politica, degli avvisi di garanzia ad orologeria e via dicendo inizia quando nel novembre 1994 Silvio Berlusconi riceve un invito a comparire dalla Procura di Milano durante un incontro internazionale a Napoli. Le fake news e le falsità sul rapporto magistratura e politica iniziano proprio da quell'episodio. Si parla di avviso di garanzia mentre in realtà si tratta solo di un invito a comparire, si parla di G7 a Napoli mentre è solo un incontro internazionale in quanto il G7 si è tenuto qualche settimana prima e si parla di una magistratura di sinistra che intende contrastare il governo di destra da poco insediato. Questa è l'arma che Silvio Berlusconi e tutta la destra impugnano per iniziare la guerra contro un potere indipendente dello Stato previsto dalla Costituzione come appunto la magistratura. La destra è da sempre allergica alle regole e vorrebbe governare senza alcun controllo in virtù di un voto popolare che, secondo la loro visione autoritaria e reazionaria, non dovrebbe sottostare a nessun altro potere intermedio. Purtroppo la nostra Costituzione non prevede questa visione dittatoriale di stampo puramente fascista. Giorgia Meloni e la sua maggioranza hanno fatto propria questa visione distorta delle nostre istituzioni e in questi due anni sono andati spesso in contrasto con le norme nazionali ed europee che la magistratura invee ha il dovere di far rispettare. E questo compito viene svolto non per una presa di posizione politica quanto semplicemente nell'ottica di far rispettare quelle leggi alle quali anche il governo deve sottostare. Purtroppo poi ci sono i fatti e le dichiarazioni che contrastano dimostrando quello che dovrebbe ormai essere chiaro: la destra italiana non intende governare ma semplicemente comandare assoggettando tutte le istituzione al Comando del capo.</div><div class="imTAJustify">Dicembre 2024: il pubblico ministero del processo Open Arms a Matteo Salvini chiede la condanna a 6 anni di carcere per il ministro, il giudice assolve il ministro perché il fatto non sussiste.</div><div class="imTAJustify">Febbraio 2025: il pubblico ministero chiede l'assoluzione per il sottosegretario Andrea Del Mastro, il giudice condanna il sottosegretario a 8 mesi di carcere per diffusione di documenti riservati.</div><div class="imTAJustify">Nel caso di Matteo Salvini il giudice viene lodato dalla destra che parla di un processo inutile per il quale il pubblico ministero dovrebbe pagare, nel caso di Del Mastro è il giudice ha cadere sotto gli strali della destra e accusato di essere un magistrato di sinistra che condanna un rappresentante del governo.</div><div class="imTAJustify">Entrambi i casi dimostrano quanto sia inutile e puramente ideologica la riforma della giustizia che il governo tenta di far approvare e che riguarda la separazione delle carriere. Le due sentenze dimostrano ampiamente quanto le carriere siano di fatto già separate e questa commistione fra pubblici ministeri e giudici in realtà non esiste. L'unica riforma dela quale avrebbe bisogno la giustizia italiana sarebbe quella che consenta di accelerare i processi per il resto si tratta solo di propaganda politica e del tentativo della maggioranza di sottrarsi alla giustizia italiana che nei casi sopra citati ha dimostrato ampiamente di funzionare.</div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 17:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gli Stati Uniti di Donald Trump: niente di nuovo sotto il sole]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000059"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/480072386_10161631774989843_5194211246873065354_n.jpg"  width="290" height="452" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Nel palcoscenico globale l'altruismo degli Stati Uniti d'America ha sempre mascherato l'ipocrisia di quella a torto indicata come la più grande democrazia del mondo occidentale. Ora che un delinquente golpista è stato eletto Presidente della più grande potenza dell'occidente, è chiaro che la democrazia americana ha dimostrato tutta la sue debolezza e vulnerabilità. In ambito internazionale poi gli Stati Uniti d'America &nbsp;si rivelano, ancora una volta, come gli artefici di un dramma geopolitico che è la naturale prosecuzione di quanto avvenuto in Vietnam, Iraq e Afghanistan. Dopo aver provocato un conflitto con il solito gesto tanto cinico quanto premeditato, Washington abbandona l’Ucraina per poi ricattarla, offrendo un ulteriore sostegno militare, imprescindibile nella guerra contro la Russia, dietro l'autorizzazione a sfruttare le terre rare dell'Ucraina. È come se, dopo aver promesso la salvezza, gli Stati Uniti si trasformassero in spietati burattinai, utilizzando l’Ucraina non solo come scudo contro i nemici, ma anche come pedina da sfruttare per accaparrarsi quei tesori che solo quel suolo sa offrire.</span><br></div><div class="imTAJustify"><div>Questo nuovo atto di tradimento non è che l’ennesimo capitolo di una saga in cui l’avidità si scontra con la dignità di nazioni intere, tradimento aggravato dal fatto che in questo frangente è coinvolta anche l'Europa. Mentre il mondo osserva con incredulità, gli USA continuano a manipolare maldestramente gli equilibri internazionali, trasformando alleanze e tradimenti in una partita crudele dove la lealtà non è altro che un lusso riservato a chi può permetterselo. E l'Europa purtroppo abbocca a questo tranello di Trump volto a sfasciare quel poco che resta di un'unione ormai ridotta al lumicino. <span class="fs12lh1-5">La politica di dazi e ricatti, ha già seminato i semi di una discordia che già da i suoi frutti e spacca in due un’Europa stanca e ferita. Quella stessa Europa, un tempo baluardo di unità e progresso, rischia di vedersi lacerata da una spinta economica e politica tanto aggressiva da ridisegnarne i confini, lasciando dietro di sé un continente frammentato e indebolito.</span></div><div>In questo scenario anche la presidente del consiglio italiano, che era stata dipinta dai media della destra italiana come il punto di riferimento per Donald e il collante che avrebbe dovuto mantenere saldo il ponte fra Stati Uniti e Europa, oggi è completamente spiazzata dalle sparate trumpiane e si dimostra per quello che è: una leader di pezza incapace di mettere in campo una politica adeguata per difendere l'Europa e con essa l'Italia, una politicante inadeguata anche solo a mantenere quelle squallide promesse propagandistiche tipo prima gli italiani. &nbsp;</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 17:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Caso Paragon: il silenzio del potere un pericolo per la democrazia]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000058"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/480465163_1193279868834135_4225198660219881338_n.jpg"  width="297" height="300" /><br></div><div class="imTAJustify">Il governo non si presenta in parlamento per spiegare la vicenda del software di Paragon utilizzato per spiare alcuni giornalisti e politici, un altro passo verso l'abbattimento della democrazia che Giorgia Meloni e soci perseguono da quando si sono insediati al governo. S tratta del nuovo fascismo che in molti commentatori negano sia possibile. </div><div class="imTAJustify"><div>In realtà su questa vicenda emergono interrogativi che scavano dritti nel tessuto della trasparenza democratica. Francesco Cancellato, direttore di “Fanpage” uno dei giornalisti “spiati”, ha sollevato cinque punti incisivi rivolti direttamente a Giorgia Meloni e, con essi, una serie di domande che sembrano destinare il governo a un silenzio inaccettabile.</div><div><span class="fs12lh1-5"><b>1. Il Mistero del Software Spia</b></span></div><div>Cancellato parte con una domanda che scava nel tessuto stesso della sicurezza: <strong data-start="561" data-end="642">“Qual è la forza di polizia che ha in dotazione il software spia di Paragon?”</strong><br data-start="642" data-end="645">Si parla di un contratto con Israele, interrotto al deflagrare dello scandalo per gravi violazioni. Mentre la maggior parte delle istituzioni (procuratori, polizia, carabinieri, guardia di finanza) insiste sul fatto che quel software non sia in uso, un’unica forza di polizia, quella penitenziaria, si nasconde dietro il velo del “segreto di Stato”. È davvero accettabile che un possibile strumento di spionaggio resti nell’ombra, mentre la trasparenza diventa una merce rara?</div><div><span class="fs12lh1-5"><b>2. Il Paradosso della Polizia Penitenziaria</b></span></div><div>Il secondo punto si concentra sulla polizia penitenziaria, sotto la direzione del sottosegretario Andrea Delmastro, incaricata, tra le altre cose, di presidiare il centro di detenzione dei migranti destinati al rimpatrio in Albania. Se la stessa polizia penitenziaria non usa lo spyware, perché si perpetua un alone di mistero ? La chiarezza mostrata da altre istituzioni si trasforma qui in un enigma di silenzi e omissioni, lasciando spazio a domande scomode: è possibile che dietro a questa reticenza si nasconda una volontà deliberata di oscurare la verità ?</div><div><span class="fs12lh1-5"><b>3. Parlamento o Copasir ?</b></span></div><div>La terza questione pone l’accento sullo spostamento del dibattito dal Parlamento al Copasir, le cui sedute, a porte chiuse, alimentano sospetti e timori. Come può essere giustificato che il monitoraggio dello spionaggio di un giornalista – e di alcuni attivisti considerati ostili – sia relegato a un ambiente così opaco ? La democrazia richiede discussioni aperte e trasparenti, non riunioni che sembrano più adatte a mettere in scena un teatro dell’ombra.</div><div><span class="fs12lh1-5"><b>4. Chi Protegge il Governo ?</b></span></div><div>Il quarto punto interroga sul vero obiettivo del governo: <strong data-start="2294" data-end="2333">cosa (o chi) si intende proteggere?</strong><br data-start="2333" data-end="2336">I giornalisti spiati, che meritano supporto e tutela, ricevono solo silenzi, rimproveri e minacce. Se non sono loro, allora chi sono gli “improvvidi spioni” di cui si vuole custodire il segreto ? È un tentativo di proteggere interessi oscuri o, peggio ancora, di salvaguardare pratiche che dovrebbero essere oggetto di un controllo pubblico rigoroso.</div><div><span class="fs12lh1-5"><b>5. Mezze Verità e Omissioni Sistematiche</b></span></div><div>Infine, l’ultimo punto denuncia una retorica fatta di mezze verità e omissioni deliberate. Perché non ammettere fin da subito l’utilizzo di Paragon, per poi ritirarsi e giustificarsi con discorsi confusi e contraddittori ? La rapidità con cui si passa da un “contratto pienamente funzionante” a una sospensione ufficiale in meno di 24 ore getta un’ombra lunga sul discorso pubblico: è la verità davvero troppo pericolosa, o c’è un tentativo sistematico di mascherarla ?</div><br><div>Il silenzio del governo Meloni, in questo scenario, non è solo un’assenza di risposta, ma un vero e proprio atto politico di occultamento e di attacco alla democrazia. Le domande di Cancellato non sono semplici interrogativi, ma un grido di allarme che invita i cittadini a pretendere chiarezza e trasparenza. In un’Italia che aspira a un dibattito pubblico libero e informato, ogni segreto di Stato diventa un’ombra sul futuro della democrazia. Il fatto assume toni ancora più preoccupanti in quanto solo l'ultimo di una serie infinita di occultamenti di questo governo che mostra una avversione cronica alla libera informazione ed alla democrazia parlamentare.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 19 Feb 2025 16:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Alla caccia dei magistrati su tutto il globo terracqueo]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000057"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/474844162_1151428073001421_7992498741223599797_n.jpg"  width="281" height="378" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Sono ormai oltre trent'anni che si sente parlare da parte della destra di una magistratura politicizzata che però avrebbe come obiettivo solo la destra, soprattutto quando questa si trova al governo. La storiella ha iniziato a raccontarla Berlusconi sebbene poi la magistratura avesse nel mirino le sue innumerevoli truffe, corruzioni e finanziamenti della mafia per un unico scopo: tenersi lontano dalla galera e difendere le proprie aziende. Uscito di scena Berlusconi si pensava che questa incredibile guerra fra poteri dello Stato terminasse e si aprisse una nuova stagione. Purtroppo non si erano fatti i conti con uno dei tanti ricatti ai quali la presidente del consiglio deve sottostare: in questo caso quello di Fratelli d'Italia, partito della famiglia Berlusconi, indispensabile per stare al governo. Ecco allora anche Giorgia Meloni e Matteo Salvini se la prendono con i magistrati che altro non fanno da sempre il loro dovere: far rispettare le leggi anche da parte di chi ha il compito di governare. Berlusconi doveva difendere i propri interessi, Meloni e Salvini invece fondano la loro guerra verso la magistratura sul principio che coloro che governano, in virtù di un voto popolare, dovrebbero avere campo libero in qualsiasi iniziativa senza dover sottostare alle leggi nazionali e internazionali. Una visione autoritaria e di stampo fascista che incarna nel governo e nel presidente del consiglio una sorta di "comandante" al quale tutto è consentito. In democrazia però non funziona così: il governo riceve una investitura popolare che ha i suoi limiti nella Costituzione, nelle norme europee e internazionali che sono al di sopra delle norma nazionali. I magistrati hanno il dovere di controllare che l'azione di governo si muova entro queste norme. E' tutto molto semplice per chi crede nella democrazia, diventa molto complicato per chi invece pensa di avere mano libera su tutto in virtù di una elezione democratica.</div><div class="imTAJustify">Ecco allora che la guerra fra governo fascista di Meloni e magistratura è ormai quotidiana, scoppiata con la vicenda Albania e arrivata al culmine, almeno per ora, con la vicenda Almasri. Giorgia Meloni che aveva promesso la caccia ai trafficanti di esseri umani su tutto il globo terracqueo, in realtà appena ha potuto mettere le mani su uno di questi trafficanti lo ha immediatamente liberato e si è scagliata ancora una volta contro i magistrati che, secondo lei, vogliono impedire al governo di mettere in campo le politiche anti immigrazione. Ma il governo in questa occasione è andato oltre e non si è limitato ad una caccia sul territorio italiano, andando ben oltre. In seguito alle sanzioni contro la Corte Penale Internazionale varate da Donald Trump, circa 80 paesi si sono opposti a questa iniziativa firmando una lettera di protesta e di sostegno alla Corte, la lettera non è stata firmata in Europa da Ungheria, Repubblica Ceca e .... Italia, il paese cioè dove è nata la Corte Penale Internazionale. Un fatto gravissimo che ponte l'Italia al di fuori di ogni regola internazionale senza avere il coraggio poi di revocare il trattato che ha sancito il riconoscimento della Corte. </div><div class="imTAJustify">La caccia al magistrato su tutto il globo terracqueo è iniziata, mentre per i trafficanti di esseri umani ... via libera.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 09 Feb 2025 15:08:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Nuova puntata della finction "La seconda marcia su Roma"]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000056"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/18286f9321b34a7e9ba6ab0ec617f898.jpg"  width="287" height="191" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Mentre il governo sta stravolgendo la storia anche della vicenda Almasri, da responsabile della liberazione di una criminale all'attacco non solo della magistratura italiana ma anche della Corte Penale Internazionale, che subito un altro caso si affaccia sul panorama politico italiano: la vicenda dello spionaggio a carico di alcuni giornalisti scomodi condotto con il software di una società israeliana, il Paragon. Il potente software consente di mettere sotto controllo il cellulare nel quale è introdotto il software stesso. L'applicazione è talmente potente che la società realizzatrice dello stesso lo fornisce in licenza d'uso esclusivamente ai governi che ne fanno richiesta. Chi lo adotta si prende però anche l'impegno di utilizzarlo esclusivamente per intercettare mafiosi e criminali in genere ma non politici e giornalisti. Ieri WhatsApp avvisa qualche decina di persone, fra i quali il giornalista italiano direttore di FanPage e Luca Casarini capo della missione di Mediterranea, &nbsp;che i loro smartphone sono stati violati con quel software. Immediatamente Paragon disdice il contratto per la licenza d'uso di Paragon con il governo italiano. Quindi in pratica il governo italiano ha utilizzato Paragon per mettere sotto controllo i dispositivi mobili di Cancellato e Casarini. Tutto chiaro ? Beh si Giorgia Meloni come suo solito tace e non dice niente, il suo vice, Matteo Salvini il bimbominkia secondo l'alleato Fratelli d'Italia, scarica sui servizi segreti accusandoli di qualche faida interna. </div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Le persone spiate sono circa 90 in 13 diversi paesi però l'Italia è l'unico paese con il quale il contratto è stato rescisso in quanto la società distributrice del software ha rilevato un utilizzo illecito dello stesso da parte dell'Italia. Niente da dire Giorgia Meloni ? Niente a parte l'estranietà del governo italiano nella vicenda. E tutti siamo felici e contenti.</div><div class="imTAJustify">Il fatto è gravissimo e conferma come questo governo ormai abbia intrapreso la strada di una attacco quotidiano alla democrazia sia attraverso le sue riforme (giustizia, autonomia e premierato) sia attraverso continue picconate al parlamento e alle istituzioni democratiche, la giustizia prima di tutto. Purtroppo Giorgia Meloni ed i suoi hanno vita facile considerato che l'opposizione non sa andare oltre qualche sceneggiata urlata in parlamento in faccia al ministro incompetente di turno.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 07 Feb 2025 14:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'opposizione abbaia ma non morde: Meloni si prende gioco del paese intero]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000055"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/da-sinistra-nordio-piantedosi-cartelli-mostrati-dall-opposizione-in-aula-schlein-e-conte.jpg"  width="394" height="222" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Le protesta delle opposizioni contro il governo per la gestione del caso Almasri si è sciolta come neve al sole fra le urla dei leader che sbraitavano contro Giorgia Meloni senza ottenere niente di significativo. Dopo aver disertato il parlamento per una settimana chiedendo che La presidente del consiglio andasse a spiegare i fatti, si sono accontentati di essere presi in giro da due marionette come i ministri Nordio e Piantedosi. I due chiaramente incompetenti e teleguidati da Giorgia Meloni si sono presi gioco del parlamento e del paese intero: il primo giustificando il proprio operato per aver ricevuto atti in lingua inglese (lo ha ripetuto 3/4 volte) e quindi sostanzialmente di non aver capito una mazza conoscendo a malapena lui l'italiano, il secondo ammettendo che un delinquente pericoloso, invece di rimanere in galera, sarebbe stato molto meglio riportarlo, con un volo di stato, a casa sua. Conte, Schlein, Fratoianni e Bonelli si sono scagliati contro le due marionette, che sorridevano alle urla dei suddetti leader dell'opposizione, piuttosto che continuare il blocco del parlamento costringendo Giorgia Meloni a presentarsi in quel luogo che odia tanto: il Parlamento Italiano. Ma Giorgia sapeva benissimo che non sarebbe accaduto nulla e che lasciando decantare le acque fra qualche giorno tutto sarà dimenticato e magari si tornerà a parlare di Santanché, altra vicenda che ha dimostrato ampiamente l'inconcludenza delle forze di opposizione. La maggioranza ha numeri solidi in parlamento e Giorgia Meloni sfrutta questi numeri per umiliare il parlamento e comportarsi da vero e proprio "comandante" piuttosto che da governante. La democrazia è sostanzialmente cancellata dalle istituzioni grazie si alla forza della maggioranza, ma anche grazie alla inefficacia dell'azione della opposizione. In questa situazione drammatica servono iniziative drammatiche e forti come sarebbe stata quella di bloccare il parlamento fino a quando Giorgia Meloni non si fosse presentata per il caso Almasri, oppure fino a quando la ministra Santanché non si fosse dimessa nel caso della Daniela nazionale. Purtroppo i tempi sono molto cupi anche a livello internazionale dove Donald Trump minaccia deportazioni di massa a Gaza e in Groelandia nella incapacità generale di contrastare il biondo presidente anzi con alcun i leader europei, Meloni e Orban su tutti, che gli vanno al verso portando al disastro totale della debole Unione Europea.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 07:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Giorgia Meloni: altro che non ricattabile]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000054"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/F-Pild7WwAASUhV.jpg"  width="231" height="288" /><br></div><div class="imTAJustify">Fra le varie urla che la presidente del consiglio ama sbraitare in ogni occasione che la vede parlare alla Nazione, quello più utilizzato e ripetuto all'ossessione è "IO NON SONO RICATTABILE". La povera Presidente lo svcentola in ogni occasione come a volersi convincere che sia proprio così, in realtà Giorgia Meloni è una dei presidenti del consiglio italiani può sottoposti a diversi tipi di ricatto e di varia natura.</div><div class="imTAJustify">Giorgia Meloni ed il governo italiano (ma anche alcuni precedenti a questo) sono sotto ricatto della Libia come è stato dimostrato dalla vicenda Almasri: il torturatore libico, subito dopo essere stato arrestato, è stato immediatamente scarcerato e portato in Libia per evitare conseguenze disastrose sugli sbarchi di immigrati in Italia.</div><div class="imTAJustify">Giorgia Meloni ed il governo italiano sono stati sotto ricatto da parte dell'Iran a causa dell'arresto sconsiderato di un cittadino iraniano per ordine degli Stati Uniti, arresto che ha causato il rapimento della giornalista Cecilia Sala. Giorgia è dovuta volare da Trump per intercedere e ricevere l'autorizzazione a scarcerare il cittadino iraniano e ottenere la liberazione della Sala.</div><div class="imTAJustify">Giorgia Meloni è sotto ricatto della sua ministra Daniela Santanché che non si dimette dichiarando che se ne frega altamente del suo partito Fratelli d'Italia e sbeffeggiando la stessa presidente del consiglio che non osa chiedere e pretendere le sue dimissioni.</div><div class="imTAJustify">Giorgia Meloni ed il governo sono sotto ricatto dei balneari che costituiscono una bacino non indifferente di voti e per questo rinnovano le concessioni per cifre irrisorie sottoponendo l'Italia ad una procedura di infrazione da parte dell'Europa che pagheranno tutti i cittadini italiani.</div><div class="imTAJustify">Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia se vogliono governare sono sotto ricatto di Forza Italia ed infatti non sono stati in grado di toccare gli extra profitti di banche e assicurazioni salvo far cadere il governo. Inoltre Giorgia, ex sostenitrice e fan del giudice Borsellino, è costretta ad accettare una riforma della giustizia che lo stesso Borsellino avrebbe condannato.</div><div class="imTAJustify">Giorgia Meloni è stata sotto ricatto di Maria Rosaria Boccia che ha costretto il ministro Sangiuliano a dimettersi per evitare una crisi di governo in stile berlusconiano.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Ma soprattutto Giorgia Meloni è sotto ricatto di se stessa e delle sue promesse inattuabili. Soprattutto in materia di immigrazione, dopo aver urlato ai quattro venti quando era all'opposizione, che la soluzione sarebbe stata il blocco navale, si è resa conto che quella soluzione non sarebbe stata attuabile. Per non deludere i suoi elettori si è inventata la storia dei campi di concentramento albanesi, una soluzione inattuabile con la quale ormai si è scontrata per ben tre volte con dispendio di risorse finanziare e umane &nbsp;senza precedenti. Lei sa benissimo che quella strada non è percorribile, ma per non disattendere le promesse folle fatte negli anni scorsi, dilapida soldi pubblici, impegna le forze di polizia, proprio perché la Meloni pregovernativa sta ricattando la Giorgia Meloni Presidente del Consiglio.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 01 Feb 2025 15:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Giorgia Meloni: una vera minaccia ideologica per la democrazia]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000053"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/4c6f85cc-a361-4183-b6dc-ef6cbc97fe2b_r06twpv5.jpg"  width="343" height="193" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Giorgia Meloni ha sfruttato la vicenda Almasri per portare l'ennesimo attacco ad uno dei poteri indipendenti della democrazia italiana, la magistratura. Con grande intelligenza ha spostato il problema rispolverando l'eterno conflitto fra politica e magistratura inventato da Silvio Berlusconi ed molti commentatori si sono cimentati in questo parallelo. La presidente del consiglio è stata investita come la naturale continuazione della politica anti-giustizia di Silvio, in realtà sfugge una differenza fondamentale fra i due leader che rende Giorgia Meloni molto più pericolosa per la democrazia di quanto lo fosse l'ex cavaliere.</div><div class="imTAJustify"><div>Silvio Berlusconi, per quanto abbia rappresentato un’anomalia nel panorama politico italiano, aveva un obiettivo chiaro: proteggere i propri interessi economici e quelli delle sue aziende. Le sue mosse, pur discutibili, erano spesso dettate dalla necessità di mantenere il controllo su Mediaset, sulle sue proprietà, sulla sua influenza economica e sul tentare disperatamente di sfuggire all'inevitabile condanna che poi è arrivata alla fine della sua carriera. In altre parole, Berlusconi utilizzava il potere politico per garantire la sopravvivenza del suo impero mediatico/finanziario e per tenersi lontano dalla galera..</div><div>Giorgia Meloni, invece, rappresenta una minaccia diversa e, sotto molti aspetti, molto più pericolosa. Il suo obiettivo non è la difesa di un patrimonio economico, ma la realizzazione di un progetto ideologico che punta a ridefinire, e soprattutto imbavagliare, l’identità democratica del paese. Non avendo interessi economici diretti da proteggere, può agire con maggiore spregiudicatezza, portando avanti una visione fortemente centralizzata del potere e un’idea di società basata sulla contrapposizione tra "patrioti" e "nemici della nazione", dove in questo momento i nemici della nazione sono identificati nei magistrati.</div><div>Con il suo governo, abbiamo assistito a un progressivo indebolimento delle istituzioni democratiche: attacchi alla libertà di stampa, delegittimazione dell’opposizione, smantellamento dei diritti civili e politiche che mirano a ridurre il ruolo dei corpi intermedi (sindacati e associazioni) e soprattutto dei poteri indipendenti sanciti dalla Costituzione come la magistratura. La riforma del premierato e la separazione delle carriere dei magistrati non rappresentano altro che l’ultimo tassello di una strategia volta a ridurre i meccanismi di controllo democratico.</div><div>A differenza di Berlusconi, che aveva bisogno di mantenere un equilibrio per non danneggiare i suoi affari, Meloni può permettersi di essere radicale, alimentando divisioni sociali e costruendo un sistema sempre più orientato al controllo del dissenso. Questo la rende una figura più pericolosa: non è limitata da interessi economici personali, ma guidata da una visione ideologica che punta a trasformare l’Italia in una democrazia illiberale.</div><div>Se non si alza una resistenza culturale e politica forte, rischiamo di trovarci di fronte a una regressione dei diritti e delle libertà che ancora definiscono il nostro paese come una democrazia moderna. </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 31 Jan 2025 14:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Giogia Meloni prende a picconate l'ultimo spiraglio di democrazia]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000052"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/475328728_10234027126476300_3883678574358564559_n.jpg"  width="230" height="331" /><br></div><div class="imTAJustify">Quanto avvenuto ieri non è un complotto, come falsamente accusa a reti unificate, LA prima Presidente del Consiglio donna della Repubblica Italiana Giorgia Meloni (a proposito aridateci un uomo), ma semplicemente una dimostrazione che ancora una parvenza di democrazia esiste in Italia. Sarà il caso che opposizioni e cittadini si attrezzino per salvare questi piccoli resti di repubblica parlamentare democratica prima che tutto sia spazzato via dalle riforme di questo governo fascista e reazionario. Un avvocato, Luigi Li Gotti (fra l'altro con passato fascista e di destra) invia un esposto alla magistratura contro Meloni, Piantedosi e Nordio in merito alla gestione del caso AlMasri ipotizzando una serie di reati per i tre esponenti del governo. Il procuratore Francesco Lo Voi fa quello che una legge costituzionale, ancora vigente in Italia, gli impone: trasmette gli atti "senza alcuna indagine" (come imposto dalla legge) al tribunale di ministri. Tutto regolare e normale. Ma per LA vittima predestinata Giorgia Meloni non è altro che un ulteriore dimostrazione del complotto contro il suo governo e si presenta in video senza alcun contraddittorio a sparare una serie infinita di cavolate. Naturalmente sul banco degli imputati per lei ci sarebbe la magistratura e le toghe rosse, anche se in questo caso si tratta solo di toghe nere, che gli trasmesso un "avviso di garanzia" per metterla sotto processo. Niente di tutto questo ma semplicemente il foglio che ha ricevuto è una semplice comunicazione dovuta relativa al fatto che un cittadino ha esposto una denuncia contro di lei ed alcuni suoi ministri e quindi lei è stata semplicemente informata che la denuncia è stata trasmessa al tribunale dei ministri che dovrà decidere come procedere. Nessun complotto, nessuna toga rossa, nessun fatto scandaloso ma semplicemente un accadimento che si può verificare in uno stato democratico: un cittadino ravvede un comportamento non legale di un governo e sporge regolare denuncia</div><div class="imTAJustify">Conclusione: LA prima Presidente del Consiglio donna della Repubblica Italiana è allergica alla democrazia, come le sue proposte di riforma dimostrano, e per abbatterla si scaglia contro uno dei poteri indipendenti previsti dalla nostra Costituzione, giustificando il suo attacco con una sfilza incontenibile di falsità. </div><div class="imTAJustify">E' GIORGIA MELONI IL VERO PERICOLO PER QUESTO PAESE</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 07:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La giornata della memoria ormai smarrita]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000051"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/10_Sept_43_Ital_Internierte_treffen_im_Lager_ein.jpg"  width="371" height="266" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/mideast-israel-palestinians-gaza-conflict.jpg"  width="371" height="247" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://tastieralibera.it/images/20250124_205437_fgjufnbj.jpg"  width="374" height="467" /><br></div><div class="imTAJustify">Oggi 27 gennaio 2025 si celebra l'ennesima giornata della memoria per non dimenticare quanto accaduto nella seconda guerra mondiale con la deportazione e l'assassinio di milioni di persone (ebrei, zingari, omosessuali e cchi più ne ha ne metta). Ma a parte le celebrazioni ed i discorsi di facciata che cosa è realmente cambiato dal quello squallido e cupo periodo della storia dell'umanità ? E' cambiata la forma ma non la sostanza. L'umanità e soprattutto il mondo occidentale, Israele compreso, a giudicare dalle sue politiche ha perso totalmente la memoria. Nella prima foto in bianco e nero si vede un'immagine che mostra la deportazione di persone all'interno di un campo di concentramento. La seconda foto è di oggi e mostra centinaia di migliaia di palestinesi che stanno rientrando a Gaza dove troveranno, non più le loro case, ma una distruzione totale, come dire un tipo di deportazione diversa ma sempre di deportazione si tratta. La terza foto è quella postata da Donald Trump, presidente degli Stati Uniti quella considerata la più grande democrazia del pianeta, mostra una decina di immigrati che incatenati sono "deportati" nei loro paesi dove per varie ragioni (fame, guerre, persecuzioni politiche) sono fuggiti. Insomma questa immagini sono una dimostrazione plastica di quanto, oltre alle manifestazioni di facciata, l'umanità ha dimenticato la tragedia della seconda guerra mondiale e della Shoa; purtroppo il primo popolo ad averla dimenticata è proprio il popolo che l'ha patita in prima persona: il popolo israeliano.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 15:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La grande farsa della separazione delle carriere]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000050"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/th.jpg"  width="285" height="285" /><br></div><div class="imTAJustify"><div>Notizie dall'Italia: il governo e la magistratura hanno messo in scena un nuovo capitolo della loro infinita telenovela. Stavolta, al centro del palcoscenico c'è la separazione delle carriere, una riforma che promette di rivoluzionare la giustizia italiana, ma che in realtà è poco più di un cerotto su una gamba di legno. I magistrati si ribellano ed escono durante le cerimonie per l'inaugurazione dell'anno giudiziario, ma senza un reale e fattivo sostegno delle opposizione non si arriverà a nulla.</div><div>Mentre politici e togati si battono a colpi di comunicati stampa, di interviste, di proteste fini a se stesse, lo spettacolo che va in scena è al limite del grottesco ma anche molto pericoloso per la democrazia ormai allo stremo. È come se si stesse svolgendo una partita di calcio in cui le squadre si passano la palla senza mai tentare di segnare. O come se si stesse proiettando un film in cui gli attori recitano la stessa scena all'infinito, senza mai arrivare a un finale.</div><div>La separazione delle carriere, ci viene detto, servirà a rendere la giustizia più efficiente e imparziale. Ma questa è solo una favola per addormentare i più ingenui. In realtà, questa riforma è un tentativo maldestro di mettere le mani sulla giustizia stessa e di piegarla ai propri interessi. Non per niente questa "controriforma" era il pallino di Silvio Berlusconi ed oggi i suoi seguaci, Forza Italia, in maniera ridicola dedicano l'approvazione del primo passaggio parlamentare della riforma proprio a lui, l'ex cavaliere. D'altra parte Forza Italia è l'unico partito che nel suo simbolo inneggia ad un presidente ormai defunto.</div><div>La separazione si limita ad essere una specie di cerotto con il quale un meccanico intende riparare un motore. Certo, il cerotto potrebbe temporaneamente nascondere il problema, ma non lo risolverà di certo. </div><div>Quali sono questi problemi? Ce ne sono tanti, a cominciare dalla lentezza dei processi, dalla carenza di personale e dalla complessità del codice penale. Ma il problema più grave è forse la politicizzazione della giustizia, un fenomeno che la separazione delle carriere, così come è stata concepita, non solo non risolverà, ma potrebbe addirittura aggravare. <span class="fs12lh1-5">Infatti, questa riforma rischia di creare una sorta di "ghetto" per i magistrati, isolandoli dal resto della società e rendendoli più suscettibili alle pressioni politiche. Inoltre, la creazione di due carriere separate potrebbe portare a una maggiore specializzazione, ma anche a una maggiore rigidità del sistema.</span></div><div>In conclusione si tratta dell'ennesima riforma della Costituzione inutile e dannosa, che non farà altro che peggiorare una situazione già precaria. Mentre i nostri politici e i nostri togati continuano a litigare, i cittadini pagano le conseguenze di una giustizia lenta, inefficiente e a volte politicizzata. <span class="fs12lh1-5">Il paese avrebbe bisogno di una riforma seria e profonda, che metta al centro i diritti dei cittadini e non gli interessi di pochi, ma in un momento storico nel quale la maggioranza sforna riforme in memoria di pregiudicato condannato per truffa allo stato per di più ormai scomparso, i magistrati protestano non trovando di meglio che voltare le spalle alle istituzioni &nbsp;in cerimonie ufficiali, l'opposizione latita e non va oltre interrogazioni parlamentari inutili, il futuro del paese non è solo grigio quanto piuttosto nero. Unica speranza potrebbe essere il cittadino se sarà chiamato, speriamo, a votare al probabile referendum, ma con questi chiari di luna con percentuali di astensione oltre il 50% anche il referendum rischia di essere l'ennesimo flop per la democrazia italiana.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 26 Jan 2025 09:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il nazismo del terzo millennio]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004F"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/20250124_205437.jpg"  width="278" height="347" /><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/FB_IMG_1737748994850.jpg"  width="347" height="347" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Sono trascorsi ormai 80 anni dalla fine della seconda guerra mondiale ed ormai di quella generazione rimangono ben pochi personaggi, è quindi naturale che si stia perdendo, o si sia già persa, la memoria di quel tragico periodo storico. Purtroppo le giornate della memoria servono a poco o a niente se non adeguatamente supportate da un continuo e incessante insegnamento della storia. Nel nostro paese questo insegnamento manca totalmente ma, a giudicare da quanto avviene negli altri paesi occidentali così detti democratici, nel resto dell'occidente la situazione non è certo migliore.</div><div class="imTAJustify">Nella più grande democrazia occidentale, gli Stati Uniti d'America, probabilmente definiti a torto come tale, è stato eletto un presidente &nbsp;che quattro anni fa aveva tentato un colpo di stato per sovvertire l'esito del voto democratico che lo aveva visto sconfitto. Nonostante l'episodio eversivo che lui stesso aveva organizzato o incentivato, nonostante i processi nei quali è coinvolto ed anche condannato, gli è stato permesso di ripresentarsi alle elezioni e, fatto ancora più sconvolgente, è stato rieletto. Il suo primo atto è stato quello di un perfetto gerarca nazista: ha fatto caricare su un'aereo dei clandestini incatenati mani e piedi per riportarli nei propri paesi di origine ed ha chiamato, quello che tecnicamente si chiama un rimpatrio, come una vera e propria deportazione. Sul sito della Presidenza dei "democratici" Stati Uniti compare proprio la scritta "I voli della deportazione hanno avuto inizio".</div><div class="imTAJustify">In Italia, l'unico paese europeo che ha avuto il suo capo di governo invitato alla cerimonia d'insediamento del presidente americano, il governo sta emanando leggi liberticide di stampo fascista che proibiscono proteste e manifestazioni anche pacifiche. Nel frattempo il governo italiano va in confusione perché, rispettando un mandato di arresto emanato dalla Corte Penale Internazionale, arresta Najeem Osema Almasri noto trafficante e torturatore delle carceri libiche, il personaggio cioè che impedisce ai migranti di imbarcarsi verso le coste italiane. La Presidente del Consiglio tace, il ministro della giustizia Nordio dice che sta studiando le carte, il ministro dell'interno si affretta ad organizzare con un volo di stato la liberazione del criminale libico per riportarlo a spese nostre direttamente in Libia, naturalmente con il benestare della camerata Giorgia Meloni E così il governo, che avrebbe dovuto dare la caccia ai trafficanti su tutto il globo terracqueo, libera il trafficante semplicemente perché lui è l'aguzzino nazista che, con il nostro benestare e con i nostri soldi, organizza i campi di concentramento dove sono rinchiusi i migranti che tentano di attraversare il mediterraneo. Giorgia Meloni riveste il ruolo di gerarca nazista per procura.</div><div class="imTAJustify">Infine Israele. Il popolo che ha subito il numero maggiore di vittime a causa della follia criminale nazista, oggi veste i panni dei propri persecutori e si comporta, anche se con forme diverse, nei confronti del popolo palestinese esattamente come si comportavano i nazisti tedeschi contro gli ebrei. All'attentato terribile del 7 ottobre 2023 nel quale sono rimasti uccisi oltre due mila israeliani per mano di un commando di terroristi palestinesi, lo stato democratico di Israele non ha saputo rispondere che con il tentativo di genocidio del popolo palestinese. La striscia di Gaza è stata rasa al suolo con oltre 45mila &nbsp;morti la maggior parte dei quali donne e bambini, in CisGiordania per mano dei coloni israeliani i territori dei palestinesi sono stati occupati abusivamente relegando in specie di campi di concentramento i palestinesi stessi. Oggi a Gaza è in vigore una debole tregua, ma la furia israeliana si sta scagliando proprio verso la CisGiordania e ciò che il popolo ebraico ha subito durante la seconda guerra mondiale viene riversato in una sorta di vendetta storica nei confronti del popolo palestinese.</div><div class="imTAJustify">Purtroppo forse il peggio deve ancora venire soprattutto se si deve dare credito ai sondaggi delle prossime elezioni in Germania ed a quelle francesi. Il nazifascismo nato in Germania e Italia rischia nel terzo millennio di prendere piede in tutta europa soprattutto ora che negli Stati Uniti il nuovo presidente Donald Trump rappresenta l'emblema di questa nuova ondata della destra che tenta di sovvertire le democrazie occidentali.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 25 Jan 2025 15:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il vero mondo al contrario (non quello di Vannacci)]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004E"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/473808193_1182292823266705_7361257320122230996_n.jpg"  width="263" height="220" /><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-01-22-171132.png"  width="263" height="147" /><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://tastieralibera.it/images/FB_IMG_1737449180019_1.jpg"  width="317" height="263" /><br></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Sembra evidente che la storia dell'umanità abbia in qualche modo invertito la rotta: dopo secoli attraverso i quali l'umanità ha progredito seguend un'evoluzione inarrestabile, da qualche tempo tutto sembra essersi fermato per poi riprendere a viaggiare ma a ritroso. Il mondo sta ormai navigando al contrario.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Nel mondo al contrario un ex presidente della più garnde democrazia del pianeta (ormai diventata ex-democrazia) tenta un colpo di stato ma dopo 4 anni si presenta ancora come candidato alla presidenza e viene eletto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Nel mondo al contrario il ceto medio-basso con la scusa che la sinistra si è dimenticata di loro, si affida ad un manipolo di ricchi (ricchezza accumulata a spese dei poveri) che promette .... ricchezza per tutti</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Nel mondo al contrario l'uomo più ricco del mondo saluta la folla in delirio (per quale motivo non si sa) con il tipico saluto nazista del dittatore sanguinario Adolf Hitler, e i mezzi di informazione si interrogano sul fatto che il gesto sia stato casuale e un semplice saluto</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Nel mondo al contrario il popolo che ha subito il più cruento e orrendo tentativo di sterminio, a sua volta dopo 80 anni tenta di sterminare un altro popolo utilizzando gli stessi strumenti non nella forma ma nella sostanza</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Nel mondo al contrario alcune formazioni politiche ottengono il consenso rifacendosi al periodo più cupo della nostra storia: il fascismo ed il nazismo.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Nel mondo al contrario il capo di governo di una delle nazioni fondatrici dell'europa va ad omaggiare un presidente degli Stati Uniti il cui obiettivo è quello di sfasciare l'europa e portare al collasso tutti gli stati che ne fanno parte.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Nel mondo al contrario un ministro che sarà processato per frode allo stato, insiste nel non dimettersi dopo che a sua volta ha chiesto le dimissioni a qualunque politico della parte avversa che si fosse macchiato anche di una semplice furto di una banana.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Nel mondo al contrario un ministro che gestisce i trasporti da due anni e mezzo avendoli portato allo sfascio totale con ritardi, cancellazioni e partenze in anticipo per garantire l'arrivo in orario, giustifica i disservizi addossando le colpe a coloro che hanno governato 10 anni prima.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Nel mondo al contrario un capo di governo cerca di consegnare le comunicazioni di ogni tipo, anche quelle militari e dei servizi segreti, del suo paese ad un magnate americano che quindi avrà in mano le sorti di quel paese.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Nel mondo al contrario un ministro dell'istruzione vorrebbe imporre nelle scuole di uno stato laico lo studio della Bibbia, disattendendo la Costituzione di quello stato e protandolo ad avvicinarsi ad un regime simile ad uno stato mussulmano dove la religione è l'unica legge vigente.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs11lh1-5 cf1">Ma quello che è più preoccupante è che nel mondo al contrario i cttadini, che avrebbero il potere di evitare questo ritorno al medioevo, preferiscono ingorare tutto quello che sta avvenendo e, quando è il momento, restarsene a casa piuttosto che recarsi nella cabina elettorale.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 16:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Trump chiama, Meloni obbedisce e corre]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004D"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/IMG_7743.jpg"  width="433" height="297" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">I pettegolezzi dicevano che Giorgia Meloni non fosse tanto felice di volare ancora una volta da Donald Trump per il suo insediamento a causa della presenza della peggior feccia politica del pianeta, ma alla fine Giorgia ha ceduto. Forse anche perché ha così la possibilità di incontrare la sua nuova fiamma: il miliardario Elon Musk. E così Meloni tradisce la sua "amica" Ursula Von Der Leyen, non invitata alla cerimonia, e si troverà affiancata a Eric Zemmour, nazista francese, Nigel Farrange, primo picconatore dell'Europa tramite la Brexit, Tino Chrupalla, nazista doc tedesco. Insomma una bella compagnia nella quale lei è l'unica capo di governo europeo. Che Giorgia Meloni, dopo innumerevoli giravolte e tradimenti delle innumerevoli promesse propinate al popolo in campagna elettorale, abbia intravisto finalmente la possibilità di mantenerne una di quelle promesse ? Grazie a Trump infatti potrebbe essere la volta buona per dare la picconata definitiva all'Europa portando, non a caso il biondo americano non ha invitato Ursula e la nostra Meloni non ha certo declinato l'invito. Trump ha in mente non solo di non riconoscere l'Europa ma soprattutto tenterà di dividerla in quegli statarelli dei quali potrà farsi un sol boccone. La bionda italiana ha deciso quindi di sfruttare l'occasione che gli si presenta e si è subito prestata volentieri al gioco che Trump inizierà a partire da dopodomani. Non per niente il presidente americano eletto si è subito dato da fare per bloccare i genocidio israeliano nei confronti del popolo palestinese, mentre non ha mosso un muscolo per fermare la guerra in Ucraina ben sapendo che quella guerra sta facendo molto male all'europa. La Giorgia poi avrà un'altra occasione per rivedere Elon Musk e stringere quell'accordo attraverso il quale metterà in mano al magnate americano quasi 2 miliardi di euro oltre che tutti i dati sensibili del nostro paese. Insomma i saldi di svendita per l'Italia sono iniziati e non si sa quando termineranno.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 Jan 2025 18:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[ULTIMA ORA. Svelato il sabotatore della linea ferroviaria: Matteo Salvini]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004C"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Salvini-e-caos-treni-a-Ferragosto---X.jpg"  width="437" height="246" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">In seguito al caos sulle rete ferroviaria che si sta verificando da qualche mese a questa parte, le Ferrovie dello Stato hanno presentato un esposto denuncia contro presunti sabotatori responsabili dei guasti che hanno bloccato la rete in queste ultime settimane. Prima ancora della presentazione formale dell'esposto le autorità competenti hanno subito individuato il responsabile di incidenti, guasti, blocchi, che ormai quotidianamente paralizzano il traffico ferroviario. Il responsabile ha un nome e cognome oltre che una carica d estrema responsabilità: si tratta del ministro dei trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini. Lo stesso ministro oggi ha praticamente ammesso la sua colpa non presentandosi al question time della camera che riguardava proprio la situazione drammatica delle rete ferroviaria. Ad ogni episodio di blocco totale o parziale della circolazione ferroviaria il ministro risponde sempre in maniera fantasiosa sulle cause stesse del guasto in oggetto. Clamorosa la sua giustificazione di qualche settimana fa: "E' stato un chiodo che qualcuno ha inavvertitamente piantato su un cavo". In realtà poi si è scoperto che si sarebbe trattato di un normale malfunzionamento purtroppo non segnalato perché i sistemi di allarme avevano tutti le SIM scadute. Oggi il ministro, dopo che da domenica praticamente i treni sono bloccati, si scaglia contro il malgoverno della sinistra dimenticando un piccolo particolare: nelle ultime due legislature lui è sempre stato al governo se si escludono due anni dal 2019 al 2021. Altra prova schiacciante in merito alle responsabilità del ministro: i treni in Italia non hanno mai funzionato in maniera regolare ma &nbsp;dopo l'insediamento del ministro Matteo Salvini la situazione si è andata progressivamente deteriorando fino ad arrivare agli ultimi mesi diciamo a partire da luglio 2024. E' chiara l'attività di sabotaggio messa in atto dal ministro e figlia della sua incompetenza in materia oltre che della sua assenza sostanziale dal ministero. Salvini è impegnato in tutt'altre attività come quella di pubblicare su X qualsiasi fatto di cronaca che veda coinvolto un extracomunitario. La rete ferroviaria è sottoposta a tutta una serie di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria in virtù dei fondi messi a disposizione dal PNRR ma il ministro è totalmente incapace nel gestire l'attuazione di questa serie di interventi. Le sue proposte per risolvere il caos di questi mesi sono sostanzialmente due: far partire i treni in anticipo per garantire l'arrivo in orario e tagliare il numero dei treni per alleggerire la rete ferroviaria. Due genialiate.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 21:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le giravolte di Giorgia Meloni e il premierato che già esiste]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004B"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2025-01-07-164711.png"  width="504" height="207" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">La fine del 2024 e l'inizio del 2025 di fatto sanciscono un cambiamento radicale nell'assetto della nostra repubblica. Un cambiamento attuato dalla presidente del consiglio e dalla maggioranza che la sostiene senza passare per le vie istituzionali che prevederebbero prima una modifica della Costituzione Italiana. Di fatto la repubblica parlamentare non esiste più come ormai è stato dimostrato sia dall'approvazione della legge di bilancio del per il 2025 sia dai fatti che hanno ruotato in questi giorni intorno al rapimento della giornalista Cecilia Sala. Giorgia Meloni, grazie anche alla inconcludenza delle opposizioni, ed alla inadeguatezza di tutti i ministri dei quali si è circondata, di fatto agisce in maniera autonoma e da vera e propria "ducetta" della ex-Repubblica italiana.</div><div class="imTAJustify">La legge di bilancio per il 2025 è stata approvata senza alcuna discussione parlamentare, evitata con la fiducia alla Camera e senza alcun passaggio al Senato. Un pratica in realtà già adottata dai precedenti governi Conte e Draghi. Ma in questa legislatura la sistemazione in un angolo del parlamento è stata ed è una pratica perseguita costantemente. Non esiste più una legge di iniziativa parlamentare ma tutti i provvedimenti arrivano dall'esecutivo che in questo modo occupa quello spazio che sarebbe prerogativa, secondo la Costituzione vigente, di Camera e Senato.</div><div class="imTAJustify">Un atteggiamento che viene esercitato dalla Presidente del Consiglio anche per quanto riguarda le relazioni internazionali e i relativi problemi che si presentano di volta in volta. L'arresto di Cecilia Sala da parte del regime iraniano ne è stata l'ennesima dimostrazione. Giorgia Meloni ha messo in un angolo i servizi segreti ed il ministro degli esteri che non hanno toccato palla nella vicenda Sala, è voltata dal suo "padrone" Trump che le ha concesso di non estradare l'ingegnere iraniano Abedini per riportare a casa Cecilia. Oggi tutti i giornali inneggiano al successo della Meloni ma chi ha creato il problema ubbidendo agli Stati Uniti ed arrestando Abedini ? Chi, in seguito all'arresto, non si è minimamente preoccupato di mettere al sicuro Cecilia Sala ? Ed alla fine senza l'ok di Trump davvero la Sala sarebbe stata liberata ?</div><div class="imTAJustify">Nel frattempo LA Presidente del Consiglio ha sfruttato il suo volo andata e ritorno in 24 ore negli States per assicurare Musk sull'acquisizione del suo sistema Starlink per le comunicazioni satellitari. Naturalmente fregandosene del parlamento e dei suoi ministri (in questo caso forse meglio così perché avrebbe dovuto coinvolgere nientepopòdimenoche Matteo Salvini. Al suo ritorno smentisce alla sua maniera l'accordo definendo ridicoli coloro che ne parlano, poi ci pensa Salvini a smentirla, perché si sa Matteo Salvini è un incontinente e non regge nemmeno il semolino.</div><div class="imTAJustify">La questione Musk fra l'altro conferma uno dei punti di successo del governo Meloni: aver disatteso tutte le promesse e tutti le idee manifestate mentre FdI stava all'opposizione. Nel 2018 Giorgia Meloni sosteneva che la rete di comunicazioni doveva essere nazionalizzata ed annunciava "e' finita la pacchia dei governi asserviti agli interessi stranieri", oggi in realtà la pacchia continua è cambiato solo il "padrone": dai francesi di Telecom a Elon Musk. Addio al sovranismo dei camerati meloniani e salviniani, addio definitivamente al famoso Made in Italy e addio all'Europa che Giorgia Meloni insieme a Trump si appresta a distruggere.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 07:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Finisce la favola sulla difesa dei confini e la magistratura politicizzata]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004A"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/0000000-1050x1037.jpg"  width="239" height="236" /><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5">L’assoluzione nel processo Open Arms di fatto lascia Salvini e tutto il centro destra senza argomenti credibili su due fronti centrali della loro propaganda: la difesa dei confini e la persecuzione da parte della giustizia. Cosa resta alla narrazione della destra al governo ? Solo il vuoto di slogan che non reggono più alla prova dei fatti. Forse sarebbe il tempo </span><span class="fs12lh1-5">per le opposizioni di smascherare le bufale per costruire una politica basata su verità, non su paura e finzione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Matteo Salvini è stato assolto nel processo Open Arms, dove era accusato di sequestro di persona per aver bloccato lo sbarco di migranti. Una vittoria personale per il leader della Lega, ma una sconfitta per la sua narrativa politica e per quella di tutta la destra italiana. </span><span class="fs12lh1-5">Per anni Meloni, Salvini e Forza Italia hanno puntato il dito contro la giustizia "politicizzata", definendosi vittime di un sistema giudiziario usato come arma contro di loro. Ora che i giudici hanno assolto il leader della Lega, cade uno degli argomenti preferiti della propaganda della destra e la giustizia, che secondo sempre la destra questa volta ha funzionato, non può più essere accusata di imparzialità e di essere politicizzata.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Questo verdetto può cambiare il discorso pubblico: se la giustizia è indipendente e garantista, come dimostra questo caso, non è forse tempo di smettere di usarla come arma elettorale?</span></div><div><br>Salvini ha sempre venduto la linea dura sui migranti come un atto eroico a tutela dell’Italia. Ma questo processo, e ora la sua assoluzione, dimostrano che il blocco delle navi non era altro che una scelta politica senza reali benefici per la sicurezza dei confini. Bloccare persone in mare non ha fermato sbarchi, traffici o criminalità. È stato solo uno spot elettorale, pagato però sulla pelle dei più deboli.</div><div><br></div><div>Per anni, Salvini ha accusato i magistrati di essere un ostacolo, un potere "politicizzato" con l'obiettivo di frenare l'azione di governo. Ha persino rilanciato la proposta della separazione delle carriere per indebolire l’indipendenza della magistratura. Ma ora che la giustizia lo ha assolto, questa battaglia ha perso di significato. È la prova lampante che il sistema funziona, e che l’indipendenza dei giudici è una garanzia per tutti, compresi i politici.</div><div>L’assoluzione lascia quindi Salvini senza argomenti credibili su due fronti centrali della sua propaganda. I confini non sono stati difesi. La giustizia non lo ha perseguitato. Cosa gli resta? Solo il vuoto di slogan che non reggono più alla prova dei fatti.</div><div>Riflettiamo: è tempo di smascherare le bufale e costruire una politica basata su verità, non su paura e finzione.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 Dec 2024 14:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Fratelli d'Italia festeggia i suoi flops]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000049"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/IMG_0162.jpg"  width="357" height="370" /><br></div><div class="imTAJustify">Oggi, come ogni anno, inizia la festa del partito fascista di Fratelli d'Italia, una settimana di festeggiamenti al Circo Massimo per celebrare gli innumerevoli flops del governo Meloni. <span class="imTALeft fs12lh1-5">Quando questa legislatura sarà terminata quello che rimarrà nel paese sarà solo un mucchio di macerie delle varie riforme mancate o provvedimenti bocciati per vari motivi. Niente di drammatico se non fosse che alcuni di questi provvedimenti saranno costati al paese sia in termini economici che di funzionamento del sistema paese stesso.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Lavoro</b></span><span class="fs12lh1-5">. Il mantra che guiderà la festa sarà l'occupazione mai così alta come in questo periodo. Sicuramente un dato positivo se considerato isolato e non inquadrato nella situazione economica generale come si può dedurre dalla fotografia del Censis o dai dati Istat. Infatti nonostante l'aumento dell'occupazione il Pil non cresce (la stima del 1% a fine 2024 è stata drasticamente dimezzata) e la produzione industriale cala ancora da quasi due anni. Altro indicatore negativo è il numero delle ore lavorate che diminuisce nonostante l'aumento degli occupati. Questo significa una cosa sola: aumenta il lavoro si ma solo quello povero. Non per niente i salari in Italia sono diminuiti del 7% negli ultimi 10 anni e rimangono i più bassi d'Europa. Insomma c'è poco da festeggiare soprattutto se si celebra il ritorno dell'Orgoglio Italiano, un orgoglio che vede la fuga continua all'estero dei suoi giovani.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Immigrazione</b></span><span class="fs12lh1-5">. Per anni Giorgia Meloni ed i suoi camerati hanno sbandierato ai quattro venti la ricetta infallibile per azzerare l'immigrazione: il fantomatico blocco navale. Secondo il progetto meloniano avremmo dovuto pattugliare il mediterraneo entrando in guerra con tutti i paesi che vi si affacciano per mettere in atto il blocco navale. Naturalmente una volta arrivati al governo i Fratelli ed i cugini d'Italia non hanno potuto attuare il loro folle programma e sono ricorsi al piano B altrettanto folle oltre che costoso. Un miliardo per realizzare un vero e proprio campo di concentramento in Albania dove trasferire gli immigrati provenienti da "paesi sicuri" per avviare le procedure di rimpatrio accelerato. Sarebbe stato sufficienti consultarsi con la magistratura per capire che quel piano sarebbe stato inattuabile come il blocco navale. Il centro è stato realizzato e dopo due tentativi falliti di trasferirci in tutto una ventina di disperati, ora è stato definitivamente abbandonato ed è rimasto un comodo rifugio per .... cani randagi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Autonomia differenziata</b></span><span class="fs12lh1-5">. La triade FdI, Lega e FI si sono spartite le riforme da avviare in questa legislature. Il premierato, l'autonomia differenziata e la giustizia. Quella della Lega è stata la prima ad essere approvata dal parlamento ma dopo poche settimana è stata anche la prima bocciata dalla Corte Costituzionale. La riforma del ministro Calderoli, maestro nella stesura di leggi e riforme anticostituzionali, è stata smontata dalla Corte in quanto palesemente contro i dettami della carta costituzionale. Il tentativo era quello di trasferire alle regioni, dopo la sanità con tutti i danni toccati con mano durante la pandemia, anche materie come l'istruzione, la sicurezza, la politica industriale, l'energia, il commercio con l'estero dando vita a 23 staterelli minando fin dalle fondamenta l'unità nazionale e la coesione del sistema paese. Riforma bocciata senza appello. Ora aspettiamo gli altri flop sulla giustizia e sul premierato.</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Pensioni.</b></span><span class="fs12lh1-5"> Altro cavallo di battaglia di Lega e Forza Italia durante la campagna elettorale è stato il tema pensioni. La Lega annunciando ai quattro venti l'abolizione (per l'ennesima volta) della legge Fornero criminalizzata oltre ogni ragionevole motivo, Forza Italia rispolverando il tema dei 1000 euro per tutti coloro che percepiscono la pensione minima. Naturalmente anche in questo caso promesse al vento: la legge Fornero è stata peggiorata ed ai pensionati che percepiscono la pensione minima sarà elargito un aumento di ben ... 1,80 euro .. si non è un errore di battitura si tratta proprio di 1,80 euro di aumento.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Come si può dedurre c'è molto da festeggiare per Giorgia Meloni ed i suoi camerati neri, verdi e azzurri e infatti quest'anno la festa è stata prolungata da soliti 3 giorni ad un'intera settimana.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 08 Dec 2024 08:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'ultimo baluardo al governo Meloni: Landini con la rivolta sociale]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000048"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-12-01-172949.png"  width="378" height="232" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">L'ultima settimana del mese di Novembre del 2024 ha definitivamente sancito che l'unica vera opposizione al governo Meloni viene dal sindacato di Maurizio Landini. </div><div class="imTAJustify">Giovedì 28 l'opposizione perdeva un'occasione unica per mettere in crisi il governo fascista di Giorgia Meloni. Invece di inserirsi nella frattura della maggioranza in merito al voto sulla Commissione europea (la Lega votava contro), il maggior partito di opposizione italiano, il Partito Democratico, votava insieme a Fratelli d'Italia e Forza Italia a favore di <span class="fs12lh1-5">Ursula Von Der Leyen. Un'opportunità gettata al vento da parte del Partito Democratico che, sfruttando l''asse unico con Il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, avrebbe potuto fare leva sul voto contrario anche della Lega per aprire una crisi di governo e mettere all'angolo il governo Meloni. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Venerdì 29 lo sciopero generale indetto da CGIL e UIL con la parola d'ordine lanciata da segretario Maurizio Landini in merito alla rivolta sociale. Una parola forte che tutti i partiti dell'opposizione non hanno avuto mai il coraggio di lanciare ma che sempre più appare come l'ultima carta da giocare per contrastare l'autoritarismo senza precedenti di questo governo. Le reazioni alle parole di Landini dimostrano quanto in realtà sia temuta la strada intrapresa dal segretario della CGIL che non vede altra possibilità di confronto con un governo di stampo fascista e antidemocratico. Le stesse parole del ministro dei trasporti, Matteo Salvini, dimostrano che non esiste un terreno di dibattito civile e democratico con l'attuale maggioranza che persegue un unico obiettivo nella sua azione: reprimere le voci di dissenso e di protesta da qualsiasi parte provengano (giornali, sindacati, organizzazioni, semplici cittadini). L'unica risposta che il governo riesce a dare in merito agli scioperi dei vari sindacati è: la precettazione.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Unico aspetto negativo della proposta di Landini sta nel fatto che la rivolta sociale difficilmente nasce perché qualcuno la organizza o la chiama. La rivolta in quanto tale nasce spontaneamente direttamente dai cittadini, ma in un paese come l'Italia, nel quale ormai la maggioranza nemmeno si scomoda per andare a votare, figuriamoci se qualcuno possa rispondere ad una chiamata alla rivolta.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Il governo avrebbe tutti gli strumenti per evitare gli scioperi e le proteste da parte delle classi più povere, ma preferisce utilizzare la repressione e alimentare in questo modo lo scontro sociale. Se Landini parla di rivolta non fa altro che usare le stesse armi che utilizza il governo.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 01 Dec 2024 16:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La politica che lavora per favorire l'astensione]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000047"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/MeloniSchlein.jpg"  width="341" height="305" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Le ultime vicende della politica italiana dimostrano ancora una volta quanto siano distanti le promesse elettorali rispetto alle azioni intraprese durante la legislatura. Fino a ieri la più grande protagonista della mancanza di coerenza era proprio la presidente del consiglio, Giorgia Meloni che ha disatteso tutti i suoi programmi pre elettorali, ma da oggi Giorgia si trova in buona compagnia, quella di Ely Schlein. Il più grande inganno da parte delle due leader verso il proprio elettorato si è consumato ieri quando sia FdI che Pd si sono trovati al Parlamento Europeo a votare a favore della nuova Commissione Europea guidata ancora da Ursula Von Der Leyen. </div><div class="imTAJustify">"<span class="fs12lh1-5"><i><span class="imTALeft">Con la sinistra non posso </span><span class="imTALeft">starci né in Italia né in Europa né </span><span class="imTALeft">da nessuna parte. Quando diciamo </span><span class="imTALeft">‘mai con la sinistra’ vale a Roma </span><span class="imTALeft">e vale a Bruxelles. FdI non </span><span class="imTALeft">potrà mai far parte di una maggioranza </span></i></span><span class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><i>con i socialisti e i verdi</i></span>”. Strillava l'indiavolta Giorgia con gli occhi in fuori.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="imTALeft fs12lh1-5">"</span><span class="fs12lh1-5"><i><span class="imTALeft">Con la famiglia </span><span class="imTALeft">socialista europea abbiamo </span><span class="imTALeft">sottoscritto un impegno chiaro: </span><span class="imTALeft">mai alleanze con le destre nazionaliste. </span><span class="imTALeft">I socialisti europei non sono </span><span class="imTALeft">disposti nemmeno a sedersi a </span><span class="imTALeft">un tavolo di trattativa con chi nega </span><span class="imTALeft">i fondamenti dello stare insieme </span><span class="imTALeft">dell’Ue. Vale sia per i conservatori </span><span class="imTALeft">guidati da Meloni che per il </span></i></span><span class="imTALeft"><span class="fs12lh1-5"><i>gruppo di Salvini e Le Pen</i></span>" Dichiarava più pacatamente ma non con meno forza la sorridente Elly.</span></div><div class="imTALeft">Oggi dopo 5 mesi ecco invece che le due leaders si ritrovano a sostenere la Commissione Ursula rinnegando quanto avevano sostenuto con forza a giugno prima delle elezioni europee.</div><div class="imTALeft">Uno schiaffo ai loro elettori che diventa una sonora sberla se si pensa che sia la coalizione di governo (FdI, Lega e FI) che l'opposizione (PD, M5S, AVS) votano in maniera diversa: FdI, FI e Pd a favore della commissione, Lega, M5S, e AVS contro la commissione, un guazzabuglio incredibile.</div><div class="imTALeft">Il caos si ripropone a livello nazionale dove il governo è diviso sul canone Rai e sulla sanità tanto che i tre partiti si votano l'uno contro l'altro sulla pelle dei cittadini. Il canone Rai è emblematico in quanto la Lega aveva nel suo programma la sua abrogazione, giusta o sbagliata che sia, ma gli altri due partiti Fdi e soprattutto Forza Italia si sono opposti rappresentando gli interessi di Mediaset. Di fatto la maggioranza così solida non esiste più, ma, purtroppo, non esiste più nemmeno l'opposizione che va in ordine sparso soprattutto sulle tematiche che potrebbero essere utilizzate come leva per far cadere il governo.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 17:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Violenza governativa]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000046"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/1731258925-aa189cfc-96e6-46b2-a46a-181a48f119ed.jpg"  width="405" height="270" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">"E' stato celebrato il NO Meloni Day all'insegna dell'aggressione alle forze dell'ordine, quando approveremo definitivamente il Ddl sicurezza festeggeremo il Meloni Day" Sttosegretario alla giustizia Del Mastro.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">"Inaccettabili scene di violenza e caos a opera dei soliti facinorosi" Presidente del Consiglio Giorgia Meloni</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">"Furia ceca di orde di vigliacchi con il passamontagna" Senatore di FdI Speranzon</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">"Guerriglia urbana delinquenziale contro il governo Meloni da parte di sedicenti studenti che hanno fatto cose ignobili come urlare slogan che vergognosamente richiamavano quelli delle Brigate Rosse" Edmondo Cirielli direzione nazionale di FdI</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">"E' evidente che i pericoli per la tenuta democratica vengono dall'estremismo di sinistra" Ministro per i rapporti con il parlamento Ciriani.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">"Ecco perché definisco i facinorosi comunisti zecche rosse" Matteo Salvini ministro dei trasporti.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">"Quanto avvenuto ieri è l'apice di un clima d'odio che andava stroncato subito" Bernini ministra dell'Università.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Ecco alcune delle dichiarazioni di una violenza inaudita rilasciate da ministri e parlamentari della maggioranza in merito alle manifestazioni di ieri degli studenti. Va detto che su ben oltre 50 piazze occupate dagli studenti solo a Torino si sono verificati incidenti significativi ma non per un assalto alle forze dell'ordine come si vuole far intendere, ma esclusivamente per impedire agli studenti di raggiungere luoghi significativi. La risposta verbale del governo è una risposta violenza che non può fare altro che chiamare violenza, oltre ad una strumentalizzazione politica che da due anni vuole far apparire il governo come un esecutivo sotto attacco ogni minuto della sua vita. In realtà ai provvedimenti violenti del governo (decreti sicurezza, taglio dei fondi per sanità e istruzione, &nbsp;scontro aperto con la magistratura, attacco alla costituzione con riforme come l'autonomia ed il premierato, etc. etc.) c'era da aspettarsi che prima o poi ci sarebbe stata una reazione, reazione che non sarà certo l'ultima se il governo continua a percorrere la strada autoritaria con l'intento di smontare l'impianto democratico del nostro paese. Oltre tutto i rappresentanti del governo hanno fatto un improbabile parallelo su quanto accaduto ieri con quanto accadeva negli anni di piombo, parallelo che dimostra innanzitutto un'ignoranza storica, già conclamata in altre molteplici occasione, ma che soprattutto si dimostra molto pericoloso davvero per la democrazia già traballante da ormai due anni. La violenza dovrebbe essere sempre da condannare ma alla violenza verbale del governo risulta spesso difficile rispondere in maniera pacifica.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 16 Nov 2024 08:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Calderoli, un ministro da licenziare]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000045"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/calderoli-649455.jpg"  width="374" height="250" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Quale è il compito di un parlamentare della repubblica italiana ? Scrivere le leggi.</div><div class="imTAJustify">A quale requisito deve rispondere una qualsiasi legge o provvedimento del parlamento italiano ? Rispettare i principi sanciti dalla Costituzione.</div><div class="imTAJustify">Se un parlamentare non è in grado di svolgere questo compito, che cosa sta a fare in parlamento ? Oltre a percepire uno stipendio a carico dei contribuenti niente altro.</div><div class="imTAJustify">Bene il ministro Roberto Calderoli è uno di questi parlamentari. La sua carriera politica è legata a due provvedimenti a sua firma: la legge elettorale del 2005 denominata il Porcellum proprio perché lo stesso autore la definì una porcata, e la legge che vorrebbe dividere l'Italia in una serie di circa 20 staterelli denominata Autonomia Differenziata. La legge elettorale "Porcellum" fu bollata anticostituzionale nel 2013 quando ormai due tornate elettorali aveva contribuito alla elezione di un parlamento anticostituzionale e quindi non legittimato a legiferare. Nel caso dell'Autonomia Differenziata approvata in questo anno le cose sono andate meglio, grazie anche al ricorso presentato da Toscana, Emilia Romagna, Puglia e Campania, e la legge è stata dichiarata anticostituzionale nei suoi cardini principali prima della sua entrata in vigore. </div><div class="imTAJustify">E' quindi ormai chiara l'inadeguatezza di Roberto Calderoli non solo a ricoprire il ruolo di ministro ma anche il ruolo di semplice parlamentare in quanto ignora totalmente quanto stabilisce la nostra Costituzione ed è incapace di scrivere una qualsiasi legge che risponda ai dettami della Carta Costituzionale. La sua incapacità è manifesta e poco importa se è stato eletto dal popolo, che poi con la legge elettorale attuale anche questa diceria rimane tale. Se uno studente dopo due bocciature non può più iscriversi allo stesso corso di studi, se un qualsiasi operaio/dirigente/funzionario di qualsiasi azienda dopo due errori così grossolani sarebbe stato licenziato, perché lo Stato ed i cittadini devono mantenere un simile personaggio incapace di svolgere il proprio ruolo dentro le istituzioni ?</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 15 Nov 2024 15:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La rivolta sociale è già in atto: la fuga dei giovani dal nostro paese]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000044"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-11-14-150217.png"  width="371" height="211" /><br></div><div><br></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Tasso di occupazione.</b></span> Mentre ogni giorno il governo Meloni, per bocca della presidente del consiglio stessa o di qualche ministro, elenca i successi dei due anni di governo della destra italiana. Si punta il dito sull'occupazione che puntualmente aumenta da qualche mese pur rimanendo al di sotto della media europea: il tasso di occupazione in Italia è del 62,3% contro il 76% di quello europeo. C'è da che essere soddisfatti anche se il governo tace sul fatto che questo aumento dell'occupazione è il risultato delle politiche attuate prima del governo Meloni che in fatto di lavoro ha semplicemente confermato il taglio del cuneo fiscale introdotto da Draghi. </div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Lavoro povero.</b></span> Poi però arriva il rapporto della Caritas sulla povertà in Italia ed ecco che i numeri diventano impietosi: record storico di persone che vivono in povertà, circa 5,7 milioni di persone. E non è solo un problema del Sud ma anche del "ricco" Nord. La ragione è molto semplice: i salari sono fermi in Italia da oltre un quarto di secolo mentre l'inflazione, anche se rallenta in questi ultimi mesi, ha subito negli ultimi tre anni un'impennata con conseguente impoverimento, anche di coloro che sono occupati, dovuto alla diminuzione drastica del potere di acquisto. Le imprese quindi o fanno più profitto o lavorano con minori margini per cui non sono in grado di alzare i salari.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>La leva fiscale.</b></span> Per contrastare a questa situazione i governi, a partire dal governo Renzi, hanno agito tentando di ridurre la pressione fiscale. Prima con i famosi 80 euro di renziana memoria, poi con la decontribuzione di Draghi confermata poi da Giorgia Meloni, che quindi non ha "messo alcun soldo in più nelle tasche degli italiani", ma solo reso strutturale quelli già messi da Draghi. </div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Debito pubblico.</b></span> Questa riduzione della tassazione ha però un altro effetto collaterale che è quello di ridurre gli introiti dello Stato e quindi, se non si riduce la spesa pubblica, si mette un'ipoteca sul futuro dei giovani causando una crescita inevitabile del debito pubblico. Qualcuno si preoccupa davvero di ridurre la spesa pubblica ? Assolutamente no se si escludono i famosi tagli lineari effettuati anche dal governo attuale che, senza una rigorosa analisi degli eventuali sprechi, causano semplicemente un effetto disastroso: diminuzione dei servizi (sanità, istruzione etc.)</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Produttività.</b></span> Per aumentare realmente i salari servirebbe invece agire su un unico fatto: aumentare la produttività. Ma per aumentare la produttività serve un impegno globale: governo, istituzioni, sindacati, lavoratori. Se la produttività non cresce mentre inevitabilmente crescono i bisogni, la coperta si accorcia ed invece di lavorare per allungarla si preferisce la strada della conflittualità fra i vari attori come dimostrano gli avvenimenti di queste ultime settimane. Al paese servono investimenti "veri" nei settori strategici come la ricerca, l'istruzione, la cultura, la formazione, la sicurezza ma per arrivare ad una politica di investimenti seri servirebbe la collaborazione di tutti. Il PNRR sarebbe stata una grande occasione ma ormai sembra definitivamente persa, sia per la quantità esagerata di progetti che stanno portando ad una polverizzazione dei finanziamenti, sia per un'incapacità della politica italiana nel redarre progetti a lungo respiro che vadano oltre l'obiettivo a breve termine di ogni partito: il voto.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Rivolta sociale</b></span>. La situazione è talmente deteriorata da sembrare impossibile rimetterla in carreggiata. Il governo attuale pensa di portare avanti il cambiamento con riforme estremamente pericolose tendenti ad aumentare esclusivamente il potere della politica ed il controllo sui vari poteri dello Stato, concentrando il potere in mano ad un'unica persona. Landini ha evocato la rivolta sociale, male interpretata naturalmente da una maggioranza figlia di una dittatura violenta ed eversiva, ma purtroppo L'unica rivolta sociale in atto da diversi anni è una rivolta che probabilmente condannerà definitivamente il nostro paese: la fuga dei giovani all'estero. Sicuramente non è quello che intendeva Landini ma è solo quello che i giovani italiani sanno fare, mentre le generazioni più anziane si limitano a non votare come segno pseudo-rivoluzionario.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 07:39:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cade anche l'ultima promessa della destra al governo: il sovranismo]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000043"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/2024_11_13_08.37.48_edit.jpg"  width="351" height="256" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">In soli due anni di governo Meloni e i suoi soci camerati hanno tradito tutte le promesse sbandierate nella campagna elettorale del 2022. A partire dalle tasse (il cuneo fiscale è stato un provvedimento di Draghi confermato dal governo ma senza mettere qualche soldo in più rispetto al governo Draghi), per passare dalle accise, dal canone Tv, dalla legge Fornero, per arrivare a temi più scottanti come l'abbandono dell'Europa (ed ora Meloni si appresta a votare Ursula Von Der Leyen) per la quale la pacchia sarebbe dovuta finire, lo stop all'immigrazione con il blocco navale e la legalità disattesa da ben 20 condoni per coloro che vivono nella illegalità alle spese dei cittadini onesti.</div><div class="imTAJustify">Ieri a conclusione di questo percorso di continue prese per i fondelli a carico dei propri elettori è arrivato l'ultimo "tradimento" del programma elettorale targato Meloni-Salvini: il sovranismo o il prima gli italiani. L'unica vera occasione nella quale il governo avrebbe dovuto ribadire il sovranismo dello stato italiano è stata completamente disattesa. L'opportunità era stata fornita dal miliardario americano Elon Musk che si è permesso, forte della sua amicizia con il nuovo presidente americano appena eletto Donald Trump, di suggerire ai cittadini italiani "di cacciare i giudici". Secondo Musk i giudici sarebbero colpevoli non di far rispettare la legge come in realtà fanno ma di bloccare la politica del governo in materia di immigrazione. Qualcuno da destra ha minimizzato questa affermazione sostenendo che il miliardario ha semplicemente esternato una critica ai magistrati italiani, in realtà l'affermazione di Musk è molto più di una critica ma una vera e propria picconata alla nostra Costituzione che, democraticamente, sancisce l'indipendenza della magistratura dal potere politico. Insomma non una critica ma un vero e proprio atto eversivo, non accettabile nemmeno da un cittadino italiano figuriamoci da un magnate straniero che non si capisce a quale titolo interviene a gamba tesa sull'ordinamento democratico del nostro paese.</div><div class="imTAJustify">Tutti si aspettavano dal duo Meloni-Salvini una presa di posizione contro Elon Musk che è intervenuto davvero mettendo in discussione la sovranità del nostro Stato, quale miglio occasione per due sovranisti conclamati. E invece la Meloni si è chiusa nel suo silenzio-assenso mentre il più buzzurro, ignorante, incapace e inadeguato Salvini si è gettato nella mischia appoggiando l'affermazione di Musk. In questo modo soggiogando lo Stato italiano, la Costituzione ed il governo tutto alle idee strampalate autoritarie ed eversive di un miliardario che, fra l'altro, per la legge italiano dovrebbe essere arrestato.</div><div class="imTAJustify">Oltre ad essere un comportamento vergognoso da parte del governo italiano, si tratta di una dimostrazione plastica che in realtà, al di là delle parole, anche questo governo avrà un atteggiamento servile verso gli Stati Uniti. Chiunque sia il presidente americano, qualunque sia il colore del governo in carica, l'Italia farà sempre da zerbino agli Stati Uniti anche quando, come nel caso di Donald Trump, la sue politiche si rivolteranno contro l'Italia e tutta l'Europa.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 07:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non solo fascisti ma anche eversori]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000042"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-11-12-181118.png"  width="447" height="278" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Dopo le esternazioni del fine settimana in merito ai disordini di Bologna che hanno mostrato l'anima nera e fascista della presidente del consiglio e di alcuni ministri (Salvini in testa), oggi la vicenda albanese mostra un altro lato inquietante di questo governo e della maggioranza che lo sostiene: il lato eversivo che mira a rovesciare il nostro sistema democratico fondato sulla Costituzione antifascista.</div><div class="imTAJustify">Uno dei pilastri della nostra democrazia è la divisione dei poteri e soprattutto l'indipendenza della magistratura. Il governo Meloni vuole abbattere questo pilastro con l'intento di istituire un regime "autoritario" con un solo uomo/donna al comando e sottomettere la magistratura alla politica ed all'unico capo. Le affermazione di un magistrato di qualche settimana fa sulla pericolosità di Giorgia Meloni rispetto a Silvio Berlusconi sono più che confermate. Berlusconi agiva esclusivamente per difendere i propri interessi e le proprie aziende, Meloni e company non hanno niente da difendere e agiscono solo per il loro progetto eversivo.</div><div class="imTAJustify">La gestione della immigrazione è uno dei progetti cardine per raggiungere il suo obiettivo eversivo in quanto prevede la sottomissione della magistratura alla politica. Dopo aver abbandonato il progetto del blocco navale, lo specchietto per le allodole sbandierato in campagna elettorale per ottenere voti ma chiaramente inattuabile, il governo si è inventato la istituzione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio in Albania (di fatto un vero e proprio campo di concentramento). In questo cpr avrebbero dovuto essere "reclusi" gli immigrati irregolari in attesa di essere rimpatriati, ma per poter essere rispediti al mittente questi immigrati avrebbero dovuto provenire da paesi "ritenuti sicuri". &nbsp;E qui sta il problema. Chi decide se un paese è sicuro ? Meloni e i propri camerati pretendono che sia la politica a stabilirlo, purtroppo per loro non è così. Oltre ad una sentenza della Corte Europea che stabilisce quali siano i paesi sicuri, di fatto sta al magistrato stabilire se un paese possa essere ritenuto tale. Ecco che il governo per due volte ha tentato di rinchiudere nel Cpr albanese immigrati provenienti da Egitto e Bangladesh ben sapendo che i due paesi non sono assolutamente sicuri. I magistrati che avrebbero dovuto convalidare il provvedimento di detenzione lo hanno rigettato. Risultato: 24 immigrati trasportati in Albania e poi riportati in Itali per la modica spesa di 800 milioni.</div><div class="imTAJustify">Naturalmente gli squadristi del governo si sono scagliati subito, in entrambe le occasioni, contro i magistrati che si oppongono alle leggi e che, naturalmente, sono comunisti ed hanno addirittura la bandiera rossa sotto la toga (parole di Salvini). Ed ora, dopo aver sprecato un decreto per stabilire quali siano i paesi sicuri, il governo è al lavoro per studiare qualche decreto per far tacere la magistratura e per agire indisturbato al di fuori della Costituzione e delle leggi internazionali che dovremmo rispettare. </div><div class="imTAJustify">Se inquadriamo questo comportamento con la riforma costituzionale del premierato è chiaro il disegno del governo: abbattere la Costituzione antifascista che garantisce la democrazia nel nostro paese, assoggettare i vari poteri indipendenti (primo fra tutti la magistratura) al potere politico per instaurare un regime "democratico" in quanto "legittimato" dal voto popolare. In altre parole si chiama fascismo, diverso dalla dittatura che il nostro paese ha subito nel ventennio, ma simile nella sostanza.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 17:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lo Stato squadrista è servito]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000041"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/unnamed.jpg"  width="575" height="238" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/unnamed--1-.jpg"  width="454" height="107" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://tastieralibera.it/images/unnamed--2-.jpg"  width="442" height="106" /><br></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">La dichiarazione di Maurizio Landini di qualche giorno fa, " Forse c'è bisogno di una nuova rivolta sociale", è stata rilasciata proprio alcuni giorni prima nei quali il governo di questa maggioranza mostrasse più che mai la propria natura squadrista e fascista della peggiore specie.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Si inizia con l'account X di Fratelli d'Italia che se la prende con Roberto Saviano colpevole di aver criticato il famoso decreto Caivano, inutile secondo lo scrittore, alla luce anche delle recenti uccisioni di alcuni ragazzi proprio a Napoli. Saviano, che vive sotto la protezione dello stato, viene definito dal partito di maggioranza relativa uno sciacallo ed uno dei peggiori scrittori del nostro paese, addossando addirittura ai suoi libri la responsabilità dei fatti criminali che stanno accadendo a Napoli.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Si prosegue con il tweet della presidente del consiglio che attacca "la sinistra che foraggia certi facinorosi". I facinorosi sarebbero i ragazzi che sabato 9 novembre hanno tentato di fermare la marcia su Bologna dei fascisti di Casa Pound. Una provocazione bella e buona quella del ministro dell'interno, che alla vigilia delle elezioni in Emilia Romagna, non solo consente una manifestazione squadrista della peggior specie ma addirittura permette che la manifestazione transiti a pochi metri da un luogo simbolo delle stragi fasciste degli anni di piombo: la stazione di Bologna dove il 2 agosto del 1980 una bomba lasciata dai padri della Meloni e del suo partito facendo decine di morti. .</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">La ciliegina sulla torta dello stato squadrista arriva poi dal ministro più ignorante, grezzo, fascista e criminale di questo governo: Matteo Salvini, che si occupa di tutto meno che dei problemi del suo ministero. Salvini si scaglia contro i centri sociali "Occupati da zecche rosse, comunisti, criminali" colpevoli secondo il ministro degli scontri con la polizia che si sono verificati sabato a Bologna. Il ministro dimentica che i disordini sono stati causarti proprio dal governo che ha autorizzato la manifestazione squadrista di Casa Pound oltre ad aver inviato, come dichiarato dal sindaco di Bologna, circa 300 provocatori all'interno dei manifestanti dei centri sociali che volevano opporsi a questa provocazione squadrista. Salvini minaccia la chiusura di tutti i centri sociali, bene allora inizi con chiudere Casa Pound, come richiederebbe la Costituzione, che fra l'altro da decine di anni occupa abusivamente uno stabile proprio a Roma.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Maurizio Landini una settimana fa, quando ancora non erano accaduti questi fatti, ha colto nel segno: siamo sull'orlo di una nuova rivolta sociale sia per opporsi alle politiche disastrose di questo governo in campo economico ma anche e soprattutto per impedire al paese di cadere un'altra volta sotto un regime di stampo fascista. Dovrebbe essere chiar a tutti che il pericolo è reale e ben presente: leggere certe dichiarazioni da parte di chi detiene il potere e si scaglia contro un singolo cittadino oppure contro chi ha idee diverse che cosa rappresenta se non una dimostrazione di fascismo ?Tutti coloro che in questi due anni si sono esercitati nel dichiarare che un nuovo fascismo non e' possibile in Italia dovrebbero iniziare a prestare attenzione ai fatti che stanno accadendo ed alle dichiarazioni di questo governo colpito dalla sindrome dell'autoritarismo: l'aria e' sempre più pesante e brutta, rendetevene conto prima che sia troppo tardi. Il nuovo fascismo è alle porte.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 07:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA["Ho fatto un casino" .... e ne farai anche di peggiori]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000040"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/PSX_20241101_092355.jpg"  width="442" height="308" /><br></div><div class="imTAJustify">L'affermazione di Giorgia Meloni alla "quarta camera" della Repubblica Italiana, la trasmissione Porta a Porta di Bruno Vespa, va oltre il classico lapsus freudiano e mostra quanto LA presidente del consiglio sia confusa in merito alle politiche attuate in questi due anni di governo. In particolare la confusione imperversa sui conti relativi alla sanità: vero il fondo destinato alla sanità è stato aumentato come ha fatto qualsiasi altro governo negli ultimi 30 anni, ma il valore assoluto del fondo va incastonato rispetto al Pil del paese altrimenti non si può avere una misura oggettiva della spesa destinata alla sanità. E qui casca l'asino perché si è tornati indietro ai livelli pre pandemia con un misero 6,3% del Pil destinato alla sanità dopo aver raggiunto il 7% ed oltre.</div><div class="imTAJustify">Però l'affermazione della Meloni "Ho fatto un casino" va oltre il problema della sanità e investe ogni settore della vita socio/culturale del paese. E' vero anche che il "casino" avrebbe anche potuto essere molto più tragico se Giorgia Meloni avesse mantenuto tutte le sue "false" promesse soprattutto riguardo all'economia. Avremmo dovuto abbandonare l'europa, avremmo dovuto forse uscire dall'europa, avremmo dovuto forse entrare in guerra con tutti i paesi che si affacciano sul mediterraneo con il tanto sbandierato blocco navale. Su tutti questi argomenti però la Giorgia presidente del consiglio ha eseguito una rapida inversione di marcia disattendendo (per fortuna) tutte le sue più funeste promesse. In campo economico si è allineata con la politica di Draghi e si è assoggettata ad un nuoco pattò di stabilità europeo, sull'immigrazione ha abbandonato l'idea folle del blocco navale ed in questo modo non ha portato l'Italia al fallimento ed all'isolamento totale. Non per questo ha evitato tutta una serie di casini e soprattutto si appresta a provocarne uno più grave e distruttivo per il nostro paese e la sua democrazia: il premierato. Ecco un rapido elenco dei temi toccati dal governo nei quali i casini combinati ormai non si contano più.</div><div class="imTAJustify">Giustizia. Ormai lo scontro è quotidiano: da una parte la magistratura che svolge il suo ruolo come sancito dalla costituzione dall'altra il governo che interpreta il voto popolare come un lasciapassare per agire al di fuori delle regole costituzionali e internazionali.</div><div class="imTAJustify">Immigrazione. Una volta arrivata al governo, Giorgia Meloni ed i suoi camerati, si sono resi conto (ma forse già lo sapevano) quanto fosse impraticabile la loro soluzione al problema: il blocco navale. Per dimostrare che comunque il governo si &nbsp;dava da fare si è arrivati al campo di concentramento in Albania, miseramente fallito per le regole europee e internazionali.</div><div class="imTAJustify">Sicurezza. Dopo aver visto "fantasmi" da ogni parte tanto che LA presidente del consiglio ha allontanato dal suo ufficio le forze dell'ordine in quanto presunte spie, ecco che arriva lo scandalo dei dossieraggi portati avanti da un suo uomo.</div><div class="imTAJustify">Cultura. Dopo aver sbandierato ai quattro venti la tanto egemonia culturale della sinistra che sarebbe stata smantellata dalla nuova maggioranza, ecco che un ministro della cultura si deve dimettere perché si innamora e va in televisione a chiedere scusa e perdono sia alla moglie che alla presidente del consiglio.</div><div class="imTAJustify">Legalità. La destra di Giorgia Meloni era quella della legalità e del rispetto delle leggi e dopo due anni che accade ? Viene cancellato il reato di abuso d'ufficio e per esempio la Presidente della Regione Umbra, Donatella Tesei, può permettersi di elargire fondi regionali ad un'azienda dove lavora il figlio. Per non parlare del poliziotto che schiaffeggia un automobilista fermato per un semplice controllo o del vigile urbano che toglie una multa al boss locale della 'ndrangheta. Per non parlare degli oltre venti condoni concessi agli evasori fiscali.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Insomma i casini sono tanti ma forse il bello deve ancora arrivare con la famosa riforma del premierato.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Nov 2024 19:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Più che incompetenti sovversivi e autoritari]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003F"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/FB_IMG_1729409047422.jpg"  width="282" height="263" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">La vicenda del Centro di Permanenza per il Rimpatrio, che il governo ha voluto in Albania e che si è trasformato in un clamoroso flop per Giorgia Meloni, viene bollato da diversi analisti come una segnale di "ignoranza" e/o incompetenza Costituzionale da parte della maggioranza di destra che governa il paese. Potrebbe essere e non sarebbe certo la prima volta che un governo o un parlamento dimostra la propria ignoranza costituzionale. L'episodio più clamoroso di questi ultimi anno è stata senz'altro la legge elettorale di Calderoli, definita da lui stesso come un porcellum, e che è stato bollata come anticostituzionale ma dopo che ben tre parlamenti sono stati eletti con quella legge. Di fatto quindi l'Italia ha avuto per quasi 13 anni un parlamento INCOSTITUZIONALE per cui tutte le leggi emanate da quei parlamenti avrebbero dovuto essere annullate. Se quindi anche questo governo avesse emanato un provvedimento anticostituzionale non sarebbe un evento straordinario, sebbene poi questo provvedimento sia costato quasi un miliardo allo Stato italiano in un periodo di ristrettezze nel quale non si trovano soldi a sufficienza per finanziare adeguatamente sanità e scuola.</div><div class="imTAJustify">Purtroppo però il provvedimento Albania si inquadra in un contesto di altri provvedimenti che disegnano un quadro ben preciso ed un progetto molto chiaro di questo governo: picconare la Costituzione italiana, abbattere la democrazia parlamentare che la Costituzione difende e le sue istituzioni di garanzia come la magistratura, instaurare un regime autoritario sotto il paravento del voto popolare. Il progetto Albania si incardina infatti in maniera perfetta con le altre riforme previste dal governo Meloni, Autonomia Differenziata e Premierato, sostenute a tal proposito dal Decreto Sicurezza.</div><div class="imTAJustify">L'autonomia differenziata ha l'obiettivo di smembrare lo Stato Italiano dando vita a 23 staterelli con legislazioni diverse non solo in termini di sanità come è già attuale, ma anche in termini di istruzione, sicurezza, politiche industriali, protezione civile e via dicendo. Di fatto le 23 regioni diventano 23 stati che saranno fagocitate a livello internazionale, un modo meno appariscente per uscire dall'europa.</div><div class="imTAJustify">Il premierato, in nome del voto popolare, cancella sia il Presidente della Repubblica che il Parlamento assegnando al capo di governo eletto dai cittadini quei pieni poteri che Salvini evocava al Papete. Altro che le disastrose riforme di Berlusconi prima e di Renzi poi, in questo caso la democrazia sarà veramente cancellata ed i cittadini avranno voce solo ogni 5 anni a meno che il capo del governo con il parlamento al suo servizio non approvi nel frattempo riforme più stringenti.</div><div class="imTAJustify">Il decreto sicurezza infine è lo strumento tecnico per soffocare tutte le voci di dissenso che potrebbero trovare l'energia per contrapporsi a questo disegno sovversivo e autoritario di Giorgia Meloni e dei suoi camerati.</div><div class="imTAJustify">Il progetto Albania si inquadra perfettamente in questo progetto eversivo, è stato creato appositamente per arrivare allo scontro con la magistratura che non avrebbe potuto non intervenire. Addirittura i magistrati, e non solo loro, avevano già avvisato il governo che quel progetto non avrebbe potuto arrivare a buon fine in quanto sarebbe andato contro la normativa internazionale ed europea. Un ultimo avviso era stato emanato il 4 ottobre in occasione della sentenza della Corte Europea che aveva indicato l'elenco dei paesi non sicuri. Giorgia Meloni ed il governo italiano sono andati comunque avanti ben sapendo che il tutto sarebbe stato bloccato dalla magistratura, ma era proprio questo il risultato finale cercato. Ora si punta il dito contro la magistratura che blocca l'azione politica della maggioranza facendo leva su un'ignoranza diffusa del cittadino incapace di capire che il magistrato non fa politica ma semplicemente fa rispettare le leggi e che, anche un politico eletto dal popolo, non ha pieni poteri ma può esercitare il proprio potere solo nell'ambito delle leggi che regolano la vita civile e sociale di un paese come l'Italia.</div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 20 Oct 2024 12:47:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I veri taxi del mare: le navi militari italiane ]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003E"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/2024_10_19_09.03.29_edit.jpg"  width="377" height="292" /><br></div><div class="imTAJustify">Sono innumerevoli i flop del governo Meloni a partire dalla famosa tassa sugli extraprofitti delle banche risoltasi in un semplice prestito da restituire, alla bufala del record sui finanziamenti alla sanità che in realtà torna ai livelli del 2007, alle accise sui carburanti che dovevano essere cancellati ed invece aumenteranno per finire al più clamoroso degli insuccessi registrati da questo governo: il blocco dell'immigrazione clandestina.</div><div class="imTAJustify">Per anni la Meloni ha avuto la soluzione in tasca mentre stava all'opposizione: il blocco navale per affondare i barconi e le navi dell Ong. Ed invece eccoci qua oggi ad osservare l'ennesima sconfitta di un governo nella gestione della immigrazione. Una sconfitta tanto più cocente rispetto ad altri governi sia per i record (questo si veri e reali) nel numero degli sbarchi del 2023 sia per i soldi letteralmente buttati (circa 1 miliardo se tutto va bene) in un momento nel quale le casse dello Stato sono sempre più vuote. Oggi dopo che sia Giorgia Meloni ed i suoi camerati hanno accusato per anni le navi delle Organizzazione non governative di essere i famosi taxi del mare (tesi sostenuta anche dal M5S non dimentichiamolo), il governo italiano si ritrova ad utilizzare le navi della marina militare italiana come navi da crociera che scorrazzano per il mare Mediterraneo trasportando 16 migranti dalla Sicilia fino in Albania per poi tornare in Italia sulle coste pugliesi. Il tutto per la modesta cifra di 20/25mila euro a migrante con tanto di traffico di giudici, avvocati, personale sanitario, forze di polizia fra Italia e Albania. Se quei 16 migranti fossero stati imbarcati su una nave da crociera lo Stato italiano avrebbe speso meno soldi. E così il modello di gestione dei migranti (trasferimento in un campo di concentramento su territorio straniero, l'Albania appunto) che tutta europa ci invidia, si è trasformato in un gigantesco insuccesso politico ed economico. E naturalmente di chi è la responsabilità del fallimento ? Dei magistrati che "non aiutano il governo". Una frase molto grave ed eversiva che smaschera una volta di più le intenzioni di Giorgia Meloni e dei suoi camerati: imbavagliare definitivamente la giustizia per metterla al servizio della politica.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 19 Oct 2024 07:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Altro che Dio, Patria e Famiglia: Giorgia Meloni seguace di Erode]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003D"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/erode.jpg"  width="391" height="330" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Se il buon Dio avesse deciso di avere un figlio da far nascere sulla terra nel 2024, le conseguenze sarebbero state molto spiacevoli perché non ci sarebbe andato di mezzo solo il povero Gesù, ma anche Dio stesso e la donna prescelta per fare da madre al povero figlio di Dio, Maria detta la Madonna.</div><div class="imTAJustify">Intanto diciamo che il luogo prescelto molto probabilmente non sarebbe stata la città di Nazareth in Israele, se non altro per gli sconvolgimenti e la guerra in atto fra ebrei e palestinesi da ormai oltre 60 anni. Un territorio molto più pericoloso di quello che era circa 2000 anni fa quando i romani dominavano quelle terre e l'unico rischio per la sacra famiglia fu quello di sfuggire al massacro ordinato da Erode. Oggi quei territori sono oggetto di bombardamenti e di massacri messi in atto da una parte dai terroristi palestinesi che non hanno mai sopportato l'imposizione della presenza di uno stato invasore come Israele, dall'altra lo stato democratico appunto di Israele che ha giurato lo sterminio del popolo palestinese ed ora anche libanese. Insomma un posto poco raccomandabile per far nascere il figlio di Dio.</div><div class="imTAJustify">Probabilmente la scelta sarebbe caduta sull'Italia se non altro per la presenza a Roma del "rappresentante" più accreditato del Padreterno e cioè il Papa. Purtroppo però anche l'Italia non sarebbe più stato un luogo sicuro non solo per il figlio Gesù ma anche per Maria, la madre scelta da Dio in persona per dare alla luce il proprio figlio. Da qualche giorno infatti il parlamento italiano, in mano alla destra fascista italiana, ha approvato una legge che stabilisce reato avere figli attraverso la maternità surrogata. Ma non solo, chi si sottopone a quella pratica è perseguibile anche se la stessa è condotta in altri paesi dove è considerata legale. Ora Maria, madre di Gesù, è il primo esempio nella storia di questa pratica, la maternità surrogata. Dio, infatti, notoriamente non ha una moglie/compagna (per questo motivo ai preti cattolici è proibito sposarsi) e quindi, desideroso di un figlio, è dovuto ricorrere alla maternità surrogata. Ha scelto Maria, giovane donna, promessa sposa a Giuseppe incaricando l'Arcangelo Gabriele di portare la notizia alla donna annunciandole che sarebbe stata fecondata dallo Spirito Santo. Chissà perché poi, forse Giuseppe era sterile ? O lo Spirito Santo era amico fedele del Padreterno. Per la legge italiana quindi la donna, Maria appunto, sarebbe stata perseguibile ma perfino Dio stesso risulterebbe punibile per il nuovo reato della legge italiana voluta da Giorgia Meloni. Risultato: Giuseppe (ignaro di tutta la faccenda), Marie e Dio tutti in galera per un minimo di tre mesi fino ad un massimo di due anni e una multa fino a un milione di euro. Ora la domanda è: Gesù sarebbe nato ugualmente ? E dopo nato sarebbe stato affidato ad un orfanotrofio ? Sarebbe finito in croce ugualmente ?</div><div class="imTAJustify">Di certo c'è che lo slogan di Giorgia Meloni, Dio-Patria-Famiglia, sta per essere demolito definitivamente: la famiglia non esiste più, Dio sarebbe finito in galera con questa legge allucinante, rimane per ora la Patria ma visto il numero crescente di poveri anche questa farà una brutta fine.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 13:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il governo Meloni fa la storia .... a suon di falsità su tutto]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003C"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-10-17-141503.png"  width="480" height="292" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">La legge di bilancio di fine anno come sempre è anticipata da dichiarazioni, voci, smentite, annunci che evaporano sistematicamente nel momento in cui la legge viene varata. Il governo Meloni, nonostante le dichiarazioni altisonanti delLA presidente del consiglio (è finita la pacchia per l'europa, stiamo scrivendo la storia, record di stanziamenti per la sanità, niente tasse, etc. etc.), non si sottrae certo a questo malcostume. Come ormai accade da oltre 20 anni anche questo governo vara una legge che non ha niente di diverso dalle precedenti degli altri governo: fra bonus, tasse o presunte tali, mance e mancette, condoni a vari livelli, tagli lineari si tratta della solita finanziaria che non lascia intravedere un progetto di sviluppo, un modello di paese insomma niente che vada al di là del prossimo anno. Però qualcosa di originale Giorgia Meloni lo ha messo sul piatto in questo momento topico per la vita del paese. Da una parte ha messo insieme un notevole repertorio di falsità e dall'altra non si presenta nella conferenza stampa di presentazione dei provvedimenti della manovra lasciando la scena al ministro Giorgetti. Sarebbe stato troppo imbarazzante rispondere alle critiche ed alle domande dei giornalisti ed allora Lei, donna coniglio che ruggisce con gli occhi in fuori solo davanti alla povera gente, preferisce lanciare il solito video di autocelebrazione sui social registrato nel proprio ufficio dove nessuno può contestarle sue falsità.</div><div class="imTAJustify">Partendo dalla considerazione che ogni analisi e critica della prossima legge di bilancio è solo una discussione teorica fatta sul nulla perché non esiste ancora un testo nonostante il consiglio dei ministri di due giorni fa, due sono i cardini principali dell'inganno: la tassa sugli extraprofitti della banche e i finanziamenti alla sanità. </div><div class="imTAJustify">La tassa sugli extraprofitti non esiste nonostante le dichiarazioni roboanti dei mesi scorsi: banche e assicurazioni anticiperanno 3,5 miliardi nei prossimi due anni ma lo stato dovrà restituire quei soldi fra il 2027 ed il 2029. Quindi non si tratta di una tassa ma di un semplice prestito senza interessi. Questi soldi saranno investiti nella sanità ma per ora si tratta solo di circa 800 milioni per il 2025. Meloni annuncia il più grande investimento mai effettuato in Italia parlando in termini assoluti ma dimenticando che l'unità di misura è un'altra: la percentuale rispetto al Pil. Ecco allora che in Italia si resta bloccati al 6% (dopo aver raggiunto il 6,3% nei governi precedenti all'attuale) mentre per esempio Francia, Germania e Spagna viaggiano intorno al 10%. Insomma continua la politica di favorire il privato e distruggere il pubblico.</div><div class="imTAJustify">Oltre a questo scempio si devono registrare i soliti tagli lineari ai vari ministeri di circa il 5/6% che coinvolgono l'istruzione, l'università e la cultura. Di fatto si decreta e si favorisce la morte del nostro paese che in compenso però aumenta gli investimenti nelle armi e sperpera soldi per traghettare una esigua minoranza di immigrati fra Italia e Albania.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 12:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La "dura" risposta italiana a Israele: giochiamoci una partita]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003B"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/2024_10_13_09.13.12_edit.jpg"  width="475" height="274" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Mentre l'esercito israeliano ormai ha preso di mira i militari Unifil della missione Onu in Libano sparando quotidianamente su di loro per costringerli a sgomberare, l'Italia si appresta a giocare una partita di calcio proprio con Israele per la Nationals League. Un'ulteriore riconoscimento del genocidio che Netanyahu sto conducendo sul popolo palestinesi. Non solo nessuno nel mondo occidentale si azzarda a non fornire armi al governo criminale israeliano, non solo nessuno riesce a proporre una minima sanzione a quel paese che si comporta esattamente come il regime nazista del quale è stato vittima durante la seconda guerra mondiale, ma addirittura il nostro paese riconosce ancora lo stato canaglia di Netanyahu giocando una partita di calcio e di fatto certifica il suo assenso alla politica di guerra e di sterminio di quello stato.</div><div class="imTAJustify">L'unica reazione agli spari contro i militari Unifil è stata quella timida dichiarazione del ministro Crosetto che è riuscito a dire "forse Israele sta commettendo un crimine di guerra". Che poi ricordarsi dell'eventuale crimine di guerra per cinque militari feriti e non aver tirato in ballo la questione al cospetto di oltre 42mila civile sterminati dall'esercito israeliano fa veramente sorridere.</div><div class="imTAJustify">Nemmeno la presidente del consiglio si è scomodata in questa occasione a urlare che Israele sta mettendo in atto un genocidio del popolo palestinese con una delle sue solite facce spiritate con tanto di occhi fuori dalle orbite, quelle facce che gli vengono tanto bene ma quando difende quella famiglia che non ha, quella patria che non rispetta e quel Dio che offende ogni giorno.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 13 Oct 2024 07:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Campionato del terrorismo: Israele batte Hamas 41000 a 1200]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003A"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/650cd353-6c13-4397-9bea-41a982c77f5f.jpg"  width="465" height="261" /><br></div><div class="imTAJustify">Ad un anno dall'attacco terrorista di Hamas in Israele si può senz'altro affermare che nel variegato mondo del terrorismo si è aggiudicato una posizione di prestigio lo Stato di Israele. In questo caso la posizione di prestigio è chiaramente e senza ombra di dubbio una posizione criminale. Il terrorista per definizione compie attentati colpendo chi capita nella maggioranza dei casi vittime civili la cui unica colpa è quella di trovarsi nel luogo sbagliato nel momento sbagliato. Il 7 ottobre è accaduto proprio questo. Israele ha preteso di rispondere a questo attentato seguendo lo stesso criterio che ha usato Hamas: si colpiscono scuole, ospedali, palazzi solo perché in quei luoghi si rifugia o nasconde un presunto terrorista. Dove sta la differenza fra i due comportamenti ? Dal punto di vista formale nessuna differenza. Sono due modi di agire perfettamente sovrapponibili e identificabili con un solo termine: terrorismo. Dal punto di vista sostanziale poi sicuramente il terrorismo di Israele è più cruento sia perché va avanti da oltre un anno sia perché ha causato un numero spropositato di vittime: circa 1200 quelle dell'attentato del 7 ottobre da parte di Hamas, oltre 41000 quelle provocate dai bombardamenti nella striscia di Gaza da parte di Israele.</div><div class="imTAJustify">Nessuno contesta il diritto di difesa da parte dello stato ebraico ma in questo caso dalla difesa si è passati all'attacco bombardano e distruggendo la striscia di Gaza per poi passare al Libano, alla Siria. Il tutto naturalmente nel silenzio più totale. Tanti discorsi e sanzioni contro Putin che ha invaso l'Ucraina, ma a Israele è tutto permesso e guai criticare senza passare per sionista. Quando terminerà questa sudditanza di tutto il mondo occidentale verso il popolo ebraico ? Quando avranno sterminato il popolo palestinese ?</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 12:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Incapaci di far andare i treni ma sanno come usare i manganelli]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000039"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-10-06-143410.png"  width="375" height="217" /><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/treni-regionali-cancellati-2.jpg"  width="372" height="209" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Tutti colori che nel settembre 2022 votarono Fratelli d'Italia nella speranza di rinverdire i fasti dell'era fascista (1922-1943) devono pazientare ancora un pò. Hanno creduto in maniera incondizionata alle promesse di Giorgia Meloni, leader del partito erede del fascismo, sottovalutando le difficoltà che avrebbe avuto dopo circa 80 anni di digiuno dal governo del paese. Era comprensibile che, dopo decenni di digiuno dal potere, non fosse facile tornare alla guida del paese, lasciamoli lavorare che qualcosa di "buono" già lo stanno facendo. </div><div class="imTAJustify">Il flop più eclatante di questi ultimi mesi riguarda il traffico ferroviario. Uno dei vanti del fascismo era proprio il famoso detto "Quando c'era Lui i treni arrivavano in orario", oggi purtroppo i treni non solo non arrivano in orario ma spesso non partono nemmeno o, nella peggiore delle ipotesi, si bloccano in tutta Italia. I maligni sostengono che questa debacle totale dipenda sostanzialmente dall'aver assegnato la gestione dei trasporti all'ultimo dei "fascisti" della storia italiana: Matteo Salvini. Un fascista talmente inadeguato e incompetente che ha pensato di scavalcare a destra il partito fascista per eccellenza, Fratelli d'Italia, senza nemmeno vestire la camicia nera ma una ben più anonima camicia verde. E così in Italia è sufficiente un semplice chiodo per mettere a sedere tutto il sistema dei trasporti su ferro della penisola.</div><div class="imTAJustify">Ecco allora che LA presidente del consiglio tenta di recuperare terreno utilizzando uno degli strumenti più rappresentativi della dittatura fascista: la repressione ed il manganello.</div><div class="imTAJustify">In occasione della manifestazione pro-Palestina di ieri, sabato 5 ottobre, il governo fascista ha pensato bene di vietare la manifestazione in barba all'art. 21 della Costituzione Italiana: "Tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero". &nbsp;Nonostante il divieto si prevedeva la partecipazione di oltre 10mila persone e quindi non si poteva farsi sfuggire l'opportunità di usare il manganello come in altri casi da due anni a questa parte. Gli efficienti organi di polizia hanno proceduto ad un rastrellamento preventivo alle stazioni ferroviarie ed ai caselli delle autostrade per bloccare eventuali facinorosi. Ma in questa attività preventiva si sono "lasciati scappare" qualche decina di persone che, guarda caso, alla fine della manifestazioni pacifica hanno tentato di superare i blocchi stradali delle forze dell'ordine. Inevitabile lo scontro e i successivi disordini che ne sono conseguiti per fortuna senza il morto che puntualmente capita in questi casi, ma tutto era stato ben organizzato. Naturalmente un cospicuo numero di feriti fra le forze dell'ordine a fronte di 5 arresti fra i manifestanti a dimostrazione che tutta la messinscena era stata ben orchestrata.</div><div class="imTAJustify">A tutti coloro che hanno votato questa manica di squadristi incompetenti: portate pazienza per ora i manganelli funzionano per il resto .... si vedrà.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 06 Oct 2024 12:35:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[La politica della Meloni: se sei povero TI TIRANO le pietre, se sei ricco PUOI TIRARE le pietre]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000038"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-09-24-153425_3asksww0.png"  width="203" height="259" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Grande risalto sui media il premio, il Global Citizen Award, &nbsp;ricevuto dalLA presidente del consiglio Giorgia Meloni direttamente dalle mani dell'imprenditore americano Elon Musk. Nel suo intervento in occasione del premio la presidente del consiglio ha parlato, a sproposito, di democrazia e difesa della stessa. Come sempre Giorgia Meloni, esponente di spicco del nuovo fascismo nel nostro paese, parla bene ma razzola non tanto male ma in contrapposizione con quello che dice.</div><div class="imTAJustify">Intanto è importante sottolineare che mentre in Italia il governo Meloni è contro la droghe leggere, contro la coltivazione della Cannabis per uso personale, contro la maternità "surrogata" come si suole dire, allo stesso tempo pretende di essere premiata da un drogato (Elon Musk per sua ammissione fa uso di droghe, oltre che aver fumato hashish in diretta televisiva) da uno che ha figli da tre mogli diverse e uno di questi nato con la maternità surrogata. In buona sostanza se Elon Musk dovesse essere sottoposto alle leggi che la destra intende imporre al paese dovrebbe trovarsi in galera a estinguere, come minimo, una pena di tre anni di reclusione. Ma si sa Musk ha i soldi e quindi si può permettere qualsiasi comportamento.</div><div class="imTAJustify">Mentre LA presidente del consiglio italiana si fa premiare da un delinquente, secondo i principi del suo governo, in parlamento è approvato in prima lettura alla camera uno dei tanti decreti sicurezza promosso dalla Lega e sostenuti da Fratelli d'Italia nel nome di un nuovo fascismo. In questo decreto c'è tutto il contrario di quello che la Meloni è andata a dire davanti ad Elon Musk e all'Assemblea delle Nazioni Unite: la democrazia che il governo italiano vuole affossare. Un decreto che vorrebbe risolvere i problemi attraverso l'unica modalità, che una maggioranza di destra ispirata dal ventennio fascista, la repressione del dissenso. </div><div class="imTAJustify">Le carceri sono superaffollate ed i detenuti protestano per le condizioni disumane nelle quali sono costretti a vivere ? Aumento delle pene per coloro che protestano fino a considerare reato la resistenza passiva come per esempio lo sciopero della fame.</div><div class="imTAJustify">C'è un'emergenza abitativa con migliaia di abitazioni abbandonate che qualcuno occupa per avere almeno un tetto sulla testa ? Chi occupa abitazioni abbandonate viene trattato come un terrorista o un omicida.</div><div class="imTAJustify">Manifesti per dissentire rispetto ad alcuni provvedimenti del governo ? Si introducono nuovi reati e pene detentive per chi organizza sit-in di protesta.</div><div class="imTAJustify">Ci sono opere che il governo ritiene "strategiche" ma che i cittadini del territorio interessato non condividono ? Bene si introducono pene e nuovi reati per coloro che protestano contro tali opere,</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Insomma il principio guida del governo presieduto da Giorgia Meloni è semplicemente uno solo: reprimere il dissenso qualunque sia la sua natura e qualunque sia il motivo del dissenso. Se non è fascismo questo che cosa sarebbe ?</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 12:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Anche nei premi l'Italia è inesorabilmente declassata]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000037"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-09-24-153425.png"  width="176" height="225" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Giorgia Meloni riceve il premio Global Citizen Award dalle mani di Elon Musk ed i giornali italiani celebrano l'avvenimento come se fosse un fatto eccezionale.</div><div class="imTAJustify">Lo stesso premio era stato assegnato a Matteo Renzi che lo aveva ricevuto dalle mani del Segretario di Stato americano Kerry, a Draghi che lo aveva ricevuto dalle mani dell'ex Segretario di Stato americano Kissinger. Oggi la Meloni lo riceve nientepopodimeno che da un magnate visionario, drogato ed esaltato come Elon Musk.</div><div class="imTAJustify">Un altro segnale della decadenza italiana su tutti i fronti: politico, sociale e culturale.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 13:37:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Prove generali di autoritarismo]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000036"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/italy-1-800x450-1.jpg"  width="423" height="238" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Digerita la sbornia del caso Sangiuliano-Boccia arrivano i problemi seri che lasciano intravedere il tragico futuro che aspetta l'Italia qualora il progetto del premierato andasse in porto. La solidarietà di Giorgia Meloni, presidente del consiglio, a Matteo Salvini, accusato di un reato grave come il sequestro di persona, rappresenta la cartina di tornasole del pensiero meloniano sul futuro della repubblica democratica italiana. Giorgia Meloni vede un paese incentrato sul potere assoluto di un eletto o una eletta dal popolo mettendo da parte la separazione dei poteri fulcro della democrazia della repubblica. La investitura popolare per la Meloni è una specie di lascia passare non a governare ma a comandare, relegando in un angolo tutti gli altri poteri che dovrebbero essere al servizio del futuro capo assoluto. Una visione che si contrappone alla democrazia dove la maggioranza che ha ricevuto il consenso popolare, governa nel rispetto delle leggi nazionali, internazionali e della Costituzione italiana. D'altra parte la cara Giorgia, nella sua campagna elettorale, parlava di sparare ai barconi, ora ha cambiato rotta ed ha creato dei campi di concentramento in Albania e quindi interpreta la ferocia razzista di Salvini come una semplice anticipazione delle sue future deportazioni. Ora però Giorgia Meloni è Presidente del Consiglio e scagliarsi contro la magistratura, solo perché c'è il rischio che il suo ministro potrebbe essere condannato a 6 anni di carcere, è un atto eversivo senza precedenti ed esemplificativo del suo pensiero sull'assetto da dare alla nuova Repubblica Italiana non più democratica.</div><div class="imTAJustify">Tutte le altre cavolate come la tanto sbandierata difesa dei confini che Matteo Salvini avrebbe garantito al nostro paese, non sono altro che manovre di distrazione di massa che hanno lo scopo di togliere l'attenzione sulla riforma costituzionale del premierato. </div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 15 Sep 2024 17:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il quadrilatero]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category="><![CDATA[]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000035"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/sangiuliano-maria-rosaria-boccia-giorgia-meloni-federica-corsini-2034822.jpg"  width="389" height="240" /><br></div><div class="imTAJustify"><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">E così, il primo governo della Repubblica Italiana guidato da una donna ha mietuto la sua vittima. Chi poteva essere se non un uomo? Il nostro </span><span class="cf1"></span><span class="cf1">eroe di questa tragicommedia è Gennaro Sangiuliano, ministro della cultura, che con un’ingenua audacia ha cercato di mettere in piedi un quadrilatero amoroso, un tentativo assai più ambizioso del semplice triangolo celebrato da Renato Zero.</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Nel ruolo della bionda tentazione troviamo Maria Rosaria Boccia, una stagista che, vedendo in Genny un'opportunità di marketing personale, decide di giocare la sua partita. E così il nostro ministro perde la bussola, dimentica le sue responsabilità istituzionali e si ritrova a fare il Casanova d’ufficio, promettendo alla giovane consigliere un incarico non retribuito perché, si sa, il lavoro per la gloria è sempre il più apprezzato.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Ma come in ogni farsa che si rispetti, la situazione sfugge di mano. Quando la moglie Federica, la seconda protagonista, si accorge del pasticcio, intima al povero Gennaro di sbarazzarsi della stagista. Lui, con la delicatezza di un elefante in una cristalleria, fa ascoltare a Maria Rosaria le minacce della moglie, scavandosi in questo modo una fossa tanto profonda che nemmeno gli architetti delle piramidi avrebbero potuto immaginare.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Nel frattempo, la nostra bionda, tutt’altro che sprovveduta, comincia a far circolare foto, email, contratti e persino audio compromettenti. Genny, stretto fra una moglie furiosa e una stagista con un’agenda, non sa più come uscirne. E qui entra in scena la quarta protagonista: Giorgia Meloni, con l’autorevolezza di una maestrina che scopre i bigliettini durante un compito in classe.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">La Presidente del Consiglio convoca Genny e lo costringe a presentare ogni singolo scontrino delle sue spese “istituzionali” con Maria Rosaria. Dopo aver verificato che non ci sono gli estremi per incriminarlo per peculato, Meloni gli suggerisce, con la dolcezza di una madre che spinge il figlio verso l’abisso, di andare al Tg1 e spiegare la sua posizione. Peccato che Genny, come suo solito, non abbia capito la trappola che gli si stava preparando: quel suggerimento era solo un modo elegante per mandarlo al macello mediatico.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">Quelli che dovevano essere 20 minuti di chiarimento si trasformano nella sua condanna pubblica. Maria Rosaria, non contenta, risponde con un’altra intervista, dipingendo Sangiuliano come un povero diavolo che si è invaghito di una bionda furba e ha perso il controllo, ammesso poi che lo abbia mai avuto.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5 cf1">E così, il nostro ministro si è ritrovato a combattere non contro una, ma ben tre donne, uscendo stritolato in tutti i sensi. Alla fine, è costretto a dimettersi, lasciando una lettera che dimostra solo una cosa: la sua totale inadeguatezza, anche a ricoprire l’incarico di capo boy scout.</span></div></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 07 Sep 2024 16:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Governo Meloni: un esecutivo o una brigata di dilettanti allo sbaraglio ?]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000034"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/images.jpg"  width="408" height="265" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Diciamo la verità: quando scoppiò la storia di Ruby, nipote di Mubarak, si pensava che il paese avesse toccato il fondo con un presidente del consiglio che, prima di pensare a governare il paese, si occupava delle sue attività personali. Purtroppo avevamo trascurato la saggezza popolare che ci avvisava "Il peggio non è mai morto" ed eccoci qua a celebrare nel 2024 il peggio. <span class="fs12lh1-5">Il governo Meloni, più che un esecutivo, sembra ormai essere una strampalata compagnia di commedianti incapaci persino di mettere in scena un telenovela sullo stile della famosa Beautiful.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Tutto inizia con la nomina dei ministri. La povera borgatara non può fare a meno che nominare come ministro del suo governo il cognato Lollobrigida, incapace e incompetente, ma nella migliore tradizione italiana come si fa a dimenticare uno stretto parente proprio nel momento del successo. Naturalmente nemmeno il proprio compagno può essere lasciato indietro. Non gli si può dare un incarico politico ma come negargli la conduzione di una trasmissione che ogni sera dovrebbe celebrare i successi del governo guidato dalla sua compagna ? E così Giambruno ogni sera si presenta su rete 4 a celebrare i successi di Giorgia, ma anche a fare advances esplicite alle conduttrici del programma con tanto di toccate al pacco.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La Presidente del Consiglio ci mette del suo esponendo la figlia adolescente ai riflettori della ribalta internazionale. Alla prima occasione internazionale infatti mamma Giorgia mette da parte gli istinti materni, che dovrebbero sempre essere indirizzati verso la protezione della propria prole, ed espone nei vari consessi internazionali la bambina. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La soap opera prende vigore quando sempre la Presidente del Consiglio, giustamente arrabbiata e indignata per le ennesime esternazioni del proprio compagno Giambruno verso le colleghe giornaliste, in diretta social annuncia di averlo mandato a spigare. A memoria d'uomo della storia repubblicana non si ricorda un presidente del consiglio che mette spudoratamente in piazza le proprie vicende personali. Nemmeno Silvio arrivò a tanto. </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Poteva a quest punto la sorella Arianna Meloni essere da meno ? Assolutamente no e nella migliore tradizione delle telenovela ecco che Arianna emula la sorella e annuncia anche lei via social che la sua relazione con il ministro che ferma i treni, detto Lollo, è finita qui. Insomma la maledizione dei compagni delle sorelle Meloni, le prime donne ad essere arrivate alla guida del paese, prosegue. E ancora una volta pubblico e privato vengono mischiati in un cocktail esplosivo che tutto il paese si deve sorbire nonostante le difficoltà nelle quali versa tutto il paese reale.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Ed ora ecco l'ultimo episodio della telenovella Meloniful. Un ministro, Sangiuliano, si invaghisce di una stagista e la nomina responsabile della organizzazione di eventi come il G7 che si terrà a Pompei. Gira il paese in lungo e in largo con la presunta responsabile. La moglie del ministro si incazza e gli intima di bloccare la nomina. Il coniglio della cultura, impaurito dalle minacce coniugali, revoca la nomina ma non ha fatto i conti con la ragazzotta tutt'altro che sprovveduta. Lui tenta di non riconoscerla e lei pubblica di tutto di più. Quando le dimissioni sembrano inevitabili entra in gioco la Capa Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che lo chiama a rapporto e gli controlla per due ore tutti le spese sostenute in questo periodo di gozzoviglie. Non contenta di questo lo obbliga s sottoporsi ad un "interrogatorio" pilotato al Tg1. Venti minuti nei quali i cittadini che pagano il canone sono tutti coinvolti nel sostenere il ministro pentito. Ecco un altro ministro che piange come la Fornero nel 2011, lei aveva bastonato i pensionati, Sangiuliano si bastona per conto suo. Moglie di Sangiuliano se ci sei batti un colpo visto che LA prima presidente del consiglio donna della Repubblica Italiana, non è nemmeno capace di difendere la dignità proprio delle donne.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">La vicenda è surreale, ma questa è l'Italia che, mentre il mondo è in fiamme, mentre le famiglie italiane hanno perso il 20% del loro potere d'acquisto dal 2008 ad oggi, mentre l'occupazione e gli stipendi sono i più bassi d'Europa, il paese si deve occupare di un imbecille nominato ministro e di una incompetente nominata Presidente del Consiglio.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 Sep 2024 12:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sangiuliano: un puttaniere dilettante]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000033"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/gennaro-sangiuliano-maria-rosaria-boccia.jpg"  width="468" height="263" /><br></div><div class="imTAJustify">La vicenda scoppiata in questi giorni relativa al ministro della cultura Sangiuliano e la sua presunta responsabile degli eventi del G7 a Pompei oltre che ridicola dimostra la totale incompetenza e inadeguatezza di questo governo non solo a svolgere incarichi istituzionali, ma anche e soprattutto a coprire la loro attività di puttanieri sulla scia del maestro Silvio Berlusconi. Il buon Silvio almeno aveva l'intelligenza di gestire le sue "escort", anche minorenni, all'interno della propria dimora ad Arcore e non di portarle in giro per eventi internazionali come se fossero un trofeo da esibire al mondo intero. Soprattutto poi se Silvio prometteva qualcosa questo qualcosa era un posto in parlamento all'interno del suo partito come ha fatto con tante "signorine" (Brambilla, Carfagna, Minetti e compagnia bella) Il buon Sangiuliano invece si è dimostrato incapace, non solo a ricoprire il ruolo di ministro della cultura (le innumerevoli gaffes depongono a suo sfavore), ma anche a gestire una semplice "signorina" come la consigliera Boccia. Prima le ha promesso un fantomatico incarico, poi l'ha spupazzata in giro per l'Italia a "sue" spese, poi non mantenendo la promessa fatta alla signorina Boccia, ha scatenato le ire della stessa che lo sta sputtanando su tutti i social. </div><div class="imTAJustify">Sangiuliano dice che la Boccia non è costata un euro alle casse pubbliche, la Boccia afferma di non aver mai pagato un euro per i suoi soggiorni al segui di Sangiuliano e addirittura pubblica email del ministero che le confermano le prenotazioni dei suoi soggiorni.</div><div class="imTAJustify">Sangiuliano afferma che la signorina no ha avuto accesso a documenti riservati e la Boccia pubblica i documenti di preparazione del G7 a Pompei.</div><div class="imTAJustify">Non solo ora la Boccia, signorina che Sangiuliano pensava di liquidare con una semplice promessa non mantenuta, pubblica video girati nei palazzi istituzionali e conversazioni con il ministro della cultura "indegno" erede di Barlusconi.</div><div class="imTAJustify">Ora questa vicenda veramente da paese sottosviluppato avrebbe meno importanza delle innumerevoli cadute del ministro che ha dichiarato di non aver letto i libri chiamato a giudicare in un concorso letterario, che ha scambiato Londra con New York e che addirittura ha dimostrato di essere a conoscenza che Galileo Galilei è vissuto in epoca successiva a quella di Cristoforo Colombo. Questi sono i fatti per i quali il ministro della cultura si dovrebbe dimettere prima ancora delle sua gestione maldestra del rapporto con la giovane Boccia, la quale ha comunque dimostrato che il ministro Sangiuliano non è solo basso di altezza ma anche e soprattutto di statura culturale. </div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 15:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Caro PD o sei affetto da Alzheimer o sei masochista]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000032"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/hq720.jpg"  width="469" height="264" /><br></div><div class="imTAJustify">A volte ritornano. In questi ultimi giorni si è visto un ritorno alle Feste dell'Unità di un personaggio ambiguo che qualcuno definisce anche intelligente. Il problema è l'uso che il personaggio in questione fa della sua intelligenza. Il personaggio è il funambolico Matteo Renzi che inizia le sue manovre per scomparire dai radar delle tornate elettorali di varia natura. Dopo aver tentato di farsi accettare dalla destra di governo, ma che saggiamente ha rimandato al mittente le sue advances, ora il giovanotto di Rignano ci riprova con il Partito Democratico ed il Pd abbocca all'amo nonostante la storia passata. Ecco un breve riassunto della storia dimenticata come se il partito e la sua segretaria Elly Schlein fossero improvvisamente colpiti dall'Alzheimer.</div><div class="imTAJustify">Matteo Renzi diventa segretario del Partito Democratico nel 2013 dopo aver "costretto" il partito ha modificare le regole delle primarie: chiunque avrebbe potuto votare per il segretario e non solo gli iscritti. Una regola assurda che non è più stata cambiata e che ha permesso anche a Elly Schlein di diventare segretaria del partito. Renzi si battè per questa apertura ben sapendo che avrebbe ottenuti tantissimi voti soprattutto dai militanti di Forza Italia che contavano sulla forza distruttrice di Matteo. </div><div class="imTAJustify">Arrivato alla segreteria del Pd il primo impegno di Matteo Renzi fu quello di sfiduciare il governo guidato dal suo compagno di partito, Enrico Letta, per ottenere l'incarico per la formazione del nuovo governo. Diventato quindi in pochi mesi segretario del partito di maggioranza e capo del governo, Matteo Renzi iniziò la sua opera distruttrice. Come primo colpo fregò nientepopodimenoché Silvio Berlusconi al quale promise il suo appoggiò per l'elezione del Presidente della Repubblica, salvo poi cambiare opinione e lavorare per la riconferma di Giorgio Napolitano. Ma il suo vero capolavoro fu la cancellazione dello statuto dei lavoratori e dell'articolo 18 rendendo di fatto il lavoro nel nostro paese solo un lavoro di tipo precario. Questa sua battaglia provocò la scissione del Partito Democratico dal quale se ne andarono Pippo Civati, Roberto Speranza e soprattutto Pier Luigi Bersani. Una ferita in parte mascherata dal successo alle elezioni europee nelle quali il Pd ottenne il 40% ma solo in virtù di una specie di voto di scambio: i famosi 80 euro che Matteo Renzi fece arrivare nelle buste paga del ceto medio italiano, non dei più poveri ma quelli rappresentavano una minoranza dal punto di vista elettorale.</div><div class="imTAJustify">Forte di questo successo Renzi tentò un ulteriore assalto alla democrazia: cambiare la Costituzione per creare un Senato non più eletto dai cittadini ma dalle singole regioni. Lo sbruffone mise la questione su un piano personale e quindi fu sonoramente bocciato al referendum popolare. Come suo solito non mantenne le promesse fatte in diretta tv nazionale: quella di lasciare la politica, insieme alla sua vestale la Boschi, qualora avesse perso il referendum. Non lasciò la politica anzi si fece eleggere senatore, proprio in quel senato che secondo le sue false promesse, avrebbe voluto cancellare.</div><div class="imTAJustify">Nonostante le sue sconfitte alle elezioni del 2018 fu nuovamente eletto e continuò a fare danni: spinse il M5S fra le braccia della Lega per due anni terribili. Fortunatamente Matteo Salvini si prese una sbornia di mojito nell'estate del 2019 e costrinse Conte a far cadere il governo. Ecco allora il colpo di genio di Matteo Renzi. Non si poteva andare a nuove elezioni perché il buon Matteo avrebbe perso tutti i suoi parlamentari ed allora convinse il segretario del Pd, Zingaretti, a partecipare ad un governo M5S-Pd salvo poi un mese dopo portare via tutti i suoi leccapiedi e dare vita ad un nuovo partito: Italia Viva. La pandemia bloccò l'azione del giovanotto di Rignano che sicuramente avrebbe fatto cadere il governo, ma appena il Covid allentò la presa e Giuseppe Conte riuscì nell'impresa del PNRR, Renzi fece cadere il governo aprendo la strada a Mario Draghi.</div><div class="imTAJustify">Ora dopo tutte queste vicende in un paese normale alle elezioni politiche del 2022 Renzi sarebbe stato relegato dietro la lavagna ed invece in Italia Matteo trovò un altro agnello sacrificale: Carlo Calenda. Lo illuse con il progetto del nuovo centro poi, appena raggiunto il suo obiettivo, avere una poltroncina in senato, mollò anche il povero Carlo.</div><div class="imTAJustify">Ora caro PD e cara Elly davvero sareste disponibili a caricarvi sulle spalle un soggetto come Matteo Renzi che, il giorno dopo le elezioni, sarebbe subito pronto a piantarvi un coltello nelle scapole ? </div><div class="imTAJustify">Renzi è un opportunista, uno sbruffone, un fiancheggiatore della destra berlusconiana, lanciato nella mischia proprio con l'intento di distruggere dall'interno quel poco che ancora è rimasto della sinistra. Liberatevene il prima possibile o davvero Meloni e Salvini governeranno questo paese fino alla sua autodistruzione ed al ritorno del fascismo versione terzo millennio.</div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 31 Aug 2024 14:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il pericoloso governo del vittimismo e delle bufale]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000031"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/455926348_2294312064243024_4192051483549875205_n.jpg"  width="227" height="227" /><br></div><div class="imTAJustify">C'era un tempo nel quale agosto era il mese delle vacanze .. per tutti compresa la politica che abbandonava polemica, dibattiti, confronti e come tutto il paese se ne andava al mare, in montagna oppure rimaneva in città ma in silenzio. Poi arrivarono le vacanze intelligenti e soprattutto i social. Ecco allora che le vacanze degli italiani si sono spalmate da giugno a settembre e la politica in realtà sta sempre sul pezzo e non lascia in pace gli italiani nemmeno per ferragosto. Post su Facebook, Twitter e Instagram dei politici italiani si sprecano ma per trovare temi di discussione gli stessi politici si devono anche inventare argomenti ad arte. E' quello che sta accadendo in questo agosto 2024. Dopo le olimpiadi ed il caso della pugile algerina scambiata per un uomo, si doveva riempire il periodo post ferragosto ed allora il governo fascista della Meloni si è inventata una bella storia. Giorgia Meloni e di suoi hanno incaricato lo pseudo giornalista Sallusti, direttore de Il Giornale, di costruire una bella storia sulla sorella della presidente del consiglio Arianna Meloni e su una presunta indagine della magistratura sulla stessa sorella. Il buon Sallusti si è subito tuffato nel fango ed ha scritto un "bel pezzo" su un argomento ormai sfruttato da 30 anni dal defunto cavaliere Silvio. Le trame della magistratura rossa che, in questo caso, per sovvertire il voto popolare ed far cadere il governo a guida dei camerati di FdI, se la prende con la sorella di Giorgia per un reato ormai quasi cancellato dalla controriforma Nordio: traffico di influenze. Sull'articolo, falso e senza alcuna prova oggettiva, si buttano subito a fittone tutti gli esponenti di Fratelli d'Italia accusando l'ennesimo tentativo di una magistratura politicizzata di rovesciare il governo non gradito di turno. Perfino i magistrati cascano dal pero perché di questa presunta inchiesta non ne sanno nulla loro che dovrebbero essere i primi esecutori dell'inchiesta. Insomma una enorme COLOSSALE BUFALA inventata di sana pianta dalle sorelle Meloni con la complicità di un giornale che nella sua storia mai ha dato una notizia vera. Attenzione però: potrebbe sembrare l'ennesima manovra di distrazione di massa per nascondere tutti i fallimenti del governo ma potrebbe anche essere, e questa sarebbe una mossa più sottile, il preludio ad una nuova riforma "indispensabile" per depoliticizzare la magistratura e cioè di renderla non più indipendente ma al servizio della politica. &nbsp;</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 Aug 2024 14:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Ucraina-Israele: la terza guerra mondiale a macchia di leopardo]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000030"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-08-09-161346.png"  width="600" height="221" /><br></div><div class="imTAJustify">Gli ultimi avvenimenti sul fronte Ucraino-Russo ed in Israele di fatto alimentano una terza guerra mondiale a macchia di leopardo e combattuta per procura. I mandanti di questa guerra sono Stati Uniti ed Europa che continuano a finanziare i due conflitti inviano armi che ormai non sono più di tipo difensivo ma che consentono all'Ucraina di sconfinare in territorio russo e ad Israele di colpire direttamente nelle capitali estere di Iran e Libano oltre che procedere &nbsp;al genocidio palestinese.</div><div class="imTAJustify">L'azione statunitense in Ucraina è iniziata nel 2014 quando furono i principali attori nel rovesciare il presidente Yanukovich per sostituirlo prima con Poroshenko e poi con Zelensky. Da quel momento la Nato ha iniziato ad ammassarsi ai confini russi e si è iniziato a parlare di ingresso nella Nato ed in Europa dell'Ucraina. Putin, che sano di mente non è, alla fine ha reagito prima occupando il Donbass e la Crimea e poi invadendo l'Ucraina. Subito Usa e Europa si sono impegnate a fornire armi difensive a Zelensky per impedire l'avanzata russa forti del fatto che le sanzioni economiche messe in campo avrebbero stroncato le reni a Putin. In realtà le reni se le è spezzate l'Europa, la guerra è andata avanti con un continuo flusso di denaro e di armi verso l'Ucraina che ora non si difende più ma addirittura opera azioni di guerra all'interno del territorio russo. Di fatto quindi Stati Uniti ed Europa ora portano avanti direttamente una guerra contro Mosca.</div><div class="imTAJustify">In Israele si è messa in atto una strategia simile da parte di Netanyahu che di fatto ha ignorato i terroristi di Hamas consentendo l'azione criminale del 7 ottobre. Come per l'Ucraina anche per Israele si è sollevata la voce unanime per sancire il diritto di Israele a difendersi. Peccato che la difesa si è materializzata subito come un vero e proprio attacco verso Gaza e verso la CisGiordania con il chiaro intento di annientare il popolo palestinese. Dopo 10 mesi siamo arrivati a 50mila morti civili nella striscia di Gaza. Nel frattempo il diritto alla difesa si è manifestato anche con azioni militari all'interno di capitali straniere come Teheran e Beirut per uccidere alcuni capi dell'organizzazione palestinese. Il tutto con la protezione americana e con l'assenso dell'Europa.</div><div class="imTAJustify">Di fatto ormai Usa e Europa sono uniti nel portare avanti azioni di guerra verso la Russia, verso l'Iran, verso il Libano e verso qualunque paese arabo sostenga Israele. e in Italia che fine ha fatto l'art. 11 della Costituzione che impedirebbe all'Italia di usare la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli ? Carta straccia nell'ipocrisia generale (proprio oggi il ministro della difesa Crosetto ha dichiarato che le armi italiane non saranno usate dall'Ucraina per azioni sul territorio russo) ma d'altra parte questo governo di stampo autoritario e fascista si appresta a riforme proprie tese e stravolgere la Costituzione e soprattutto la democrazia.</div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 Aug 2024 14:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le radici del postfascismo stragista sono a pieno titolo nel governo italiano]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002F"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/2024_08_03_15.48.13_edit.jpg"  width="497" height="297" /><br></div><div class="imTAJustify">C'è voluta l'ennesima manifestazione a ricordo di quanto questo paese non si sia liberato definitivamente del fascismo per sancire una volta per tutte ciò che è evidente per qualsiasi mente libera: l'Italia è governata da un governo fascista che non fa niente di veramente concreto per sdoganarsi dalle sue radici. Ieri, in occasione della ricorrenza della ennesima strage fascista avvenuta in questo paese (quella della stazione di Bologna del 1984), il Presidente dell'Associazione vittime di quella strage non l'ha certo mandata a dire alla maggioranza che governa il paese: "<span class="imTALeft cf1"><span class="fs12lh1-5"><i>Le radici di quell’attentato affondano nella storia del postfascismo italiano: Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale oggi figurano a pieno titolo nella destra italiana di governo</i></span><span class="fs12lh1-5">"</span></span><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><span class="cf2">Naturalmente la presidente del consiglio non ha perso tempo per fare la vittima di fronte a queste affermazioni portata da chi è vittima vera di quella strage, il solito vittimismo di stato. Peccato che le parole della meloni siano state, come al solito, vanificate dai suoi comportamenti tutti indirizzati a nascondere le proprie radici.</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><span class="cf2">Intanto Giorgia non ha presenziato alla cerimonia di commemorazione di Bologna preferendo andare ad occuparsi della puttanata relativa all'incontro di boxe femminile dell'atleta italiana Carini con l'algerina Khelif. Se questo non è uno schiaffo alle vittime fascista del 2 agosto 1980 non si saprebbe come definirlo.</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><span class="cf2">E che dire del comunicato sempre della Meloni che cita la strage "che le sentenze attribuiscono a esponenti di organizzazioni neofasciste". Un giro di parole, confermate dalla seconda carica dello stato Ignazio La Russa, per affermare che la verità è solo giudiziaria e non storica. Può sembrare una sfumatura ma non è altro che il solito equivoco per non sostenere senza se e senza ma che gli autori della strage sono fascisti e che il partito di maggioranza relativa che è al governo è la diretta emanazione di quelle stragi. </span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><span class="cf2">La Meloni non riesce a dire altro che queste affermazioni è molto pericoloso anche per lei, insomma non riesce a svestire i panni della vittima.</span></span></div><div class="imTAJustify"><span class="cf2">Un partito che non toglie dal suo logo la fiamma tricolore del Movimento Sociale di Almirante, guidato da una leader Presidente del consiglio che non tiene conferenze stampa, che non riesce a condannare senza se e senza ma le aggressioni fasciste di questi mesi .. non può che essere una degna erede del suo mentore Benito Mussolini.</span></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 Aug 2024 13:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non solo ignoranti ma anche ideologicamente cretini]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002E"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-07-28-175237.png"  width="436" height="230" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/453044608_10168775661165585_7434216091282703152_n.jpg"  width="251" height="269" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Quando si parla di cultura e di una presunta egemonia culturale da parte della sinistra non è che si esprime un concetto del tutto &nbsp;a vanvera. Purtroppo (per loro) la cultura non è mai stata un territorio della destra italiana e mondiale, ma non per incapacità o per "ignoranza" strutturale quanto piuttosto per un evidente idiosincrasia fra l'ideologia di destra e la cultura stessa. La cultura è condivisione, è partecipazione, è solidarietà con il prossimo, è soprattutto superamento delle barriere religiose, di razza, di appartenenza territoriale. Tutti principi contrario al pensiero di destra le cui fondamenta sono lo sfruttamento del più debole, il razzismo, la prevaricazione del più forte sul più debole. Di fatto quindi la cultura in senso lato non può e non potrà mai essere un territorio di chi condivide i principi della destra. </div><div class="imTAJustify">Quando Meloni ed i suoi camerati di Fratelli d'Italia e della Lega sono arrivati al governo hanno subito iniziato a sostenere una lotta impari per abbattere quella che loro definiscono l'egemonia culturale della sinistra italiana. Salvo poi cadere in una serie interminabili di gaffe anche da parte del principale esponente della cultura italiana, il ministro Sangiuliano. L'ultimo episodio si è verificato due giorni fa in occasione della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi 2024 di Parigi. Tutti i politici italiani della Lega e di Fratelli d'Italia con i loro amici giornalisti si sono scagliati con quella rappresentazione mostrata nella prima immagine che a detta loro era una "rappresentazione blasfema e squallida dell'ultima cena", interpretando quindi quella scena come un'offesa a tutto il mondo cattolico. Anche molti giornali non di destra si sono accodati al coro di tweet e proteste del mondo politico. Poi qualcuno ha fatto sommessamente notare quella immagine non era una allegoria dell'ultima cena bensì della "Festa degli dei" rappresentata in vari dipinti come quello di Jan Harmensz Van Bijlert con Apollo incoronato al centro della tavola e Dionisio in primo piano. E' intervenuto addirittura il direttore artistico della cerimonia di Parigi 2024 per fornire l'interpretazione autentica di quella scena che si riferiva ad una festa pagana con gli dei dell'Olimpo. D'altra parte che cosa ci azzeccava l'ultima cena con le Olimpiadi. I nostri "ignoranti" di destra nemmeno dopo questa precisazione hanno pensato bene di rettificare i loro commenti osceni, squallidi e fuori luogo. Essere "ignoranti" nel senso di non conoscere argomenti relativi alla cultura ci può stare, quello che non ci può stare è non riconoscere il proprio errore una volta che è stato palesato: questo non solo è sinonimo di non conoscenza ma anche di cretineria vera e propria .... una cretineria di stampo ideologico. Povero paese dove finiremo se questa gentaglia ci governerà ancora per tre anni.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 28 Jul 2024 15:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il camerata La Russa condanna ma ... con distinguo]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002D"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/larussa.jpg"  width="240" height="210" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Quando i giornalisti e commentatori politici si arrenderanno all'evidenza di un governo e di un partito di maggioranza, Fratelli d'Italia, entrambi di stampo fascista sarà sempre troppo tardi. All'ennesimo episodio di violenza squadristica, questa volta ad opera di militanti di Casapound nei confronti di un giornalista che riprendeva una loro manifestazione, arrivano le condanne della politica ed anche della Presidente del Consiglio e del Presidente del Senato. Naturalmente le due cariche istituzionali condannano facendo però seguire le loro condanne con i soliti distinguo. Giorgia Meloni parla genericamente di violenza tralasciando che si tratta di atti squadristici di natura fascista, Ignazio La Russa condanna ma il giornalista non aveva segnalato di essere un giornalista e il Presidente del Senato si pone una domanda: "Come mai si trovava in quel luogo ?". Già perché nemmeno la polizia era presente. Mentre le forze dell'ordine si presentano in assetto di guerra ed in forze quando si tratta di una semplice e innocua manifestazione di protesta di uno sparuto gruppetto di studenti della media superiore, quando scendono in strada gli squadristi di CasaPound le forze dell'ordine marcano visita e non se ne vedono nel raggio di qualche chilometro. A queste dichiarazioni false e ipocrite degli esponenti del governo si alzano indignate le voci dei giornalisti che ancora una volta pretendono l'impossibile: si chiede ancora una condanna citando la violenza fascista e possibilmente si chiede l'ennesima dichiarazione di antifascismo. Cari giornalisti di ogni ordine, grado e schieramento mettetevi l'animo in pace: Meloni e compagnia bella, anzi e camerati belli, non pronunceranno mai una parola contro le manifestazioni fasciste di CasaPound o di qualsiasi organizzazione del loro partito per un semplice motivo, sono fascisti nell'anima, nella mente ed anche nella gestione politica. Dopo l'inchiesta di FanPage nella quale si certifica come Fratelli d'Italia "educhi" i suoi giovani militanti avete ancora dei dubbi che si sia in presenza di un partito fascista ? Beh se avete dubbi o siete ingenui o siete ipocriti oppure avete la mente annebbiata dalla democrazia.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 Jul 2024 21:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il coerente, l'ipocrita e il falso]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002C"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/202421340-03e1cb5a-ed94-4265-9187-45dfcfc63c71.jpg"  width="413" height="232" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">La conferma alla presidenza della Commissione Europea di Ursula Von Der Leyen mette all'angolo l'Italia che, per la prima volta, non vota a favore del candidato alla presidenza. I tre leader della maggioranza di centro destra al governo del paese hanno finalmente svelato la loro profonda divisione che, a livello nazionale, è tenuta nascosta con votazioni unanimi con il solo obiettivo di mantenere le poltrone conquistate dopo tanto tempo. Parafrasando il famoso western all'italiana il bello, il brutto ed il cattivo si potrebbe dire che in questo caso siamo in presenza del coerente, l'ipocrita ed il falso.</div><div class="imTAJustify">Il coerente è sicuramente il leader di Forza Italia, Antonio Taiani. Durante la campagna elettorale delle elezioni europee Taiani ha schierato il suo partito all'interno del gruppo PPE ed a favore della Von Der Leyer. Così è stato oggi nella votazione per la presidente della commissione.</div><div class="imTAJustify">L'ipocrita è la presidente del consiglio Giorgia Meloni che anche in ambito europeo ha compiuto l'ennesima voltafaccia. Il gruppo di Fratelli d'Italia all'interno del gruppo dei conservatori non ha svelato il proprio voto nemmeno prima che la votazione iniziasse. Giorgia avrebbe voluto votare a favore di Ursula ma temeva di perdere consensi, così ha messo in ballo il silenzio dei parlamentari europei per capire se la sua amica ce l'avrebbe fatta anche senza i voti di FdI. Quando è stato chiaro che i voti dei camerati meloniani non sarebbero serviti è partito l'ordine di scuderia per votare contro la riconferma di Ursula. Ed ora la Giorgia nazionale è rimasta con il cerino in mano e difficilmente otterrà qualche nomina di prestigio.</div><div class="imTAJustify">Il falso non può che essere Matteo Salvini. Falso due volte. La prima volta perché ha aderito al gruppo dei Patrioti formato da Orban ma lo ha fatto dopo il risultato delle elezioni. Il risultato deludente della Lega rischiava di mettere ai margini il cazzaro verde che, aderendo al gruppo appena nato, rimane ai margini e per di più che l'esclusione del suo pupillo Vannacci alla vicepresidenza del gruppo nazifascista. Ma Salvini non sarebbe Salvini se non sparasse anche qualche altra cavolata delle sue. Appena è stato chiaro che Ursula avrebbe avuto i numeri per essere rieletta ha cominciato a targare questa rielezione come un inciucio dei parlamentari del PPE, dei Socialisti, dei Liberali e dei Verdi che non avrebbero in questo modo rispettato il voto popolare. Come se i voti ottenuti dai quattro gruppi non fossero voti dei cittadini europei e voti che comunque hanno rappresentato la maggioranza del parlamento europeo. Il Matteo verde pensava di salire agli onori della cronaca scavalcando a destra la Meloni ed invece ha fatto l'ennesimo salto nel nulla. Ma tranquilli a livello nazionale voterà ancora in accordo con FI e FdI, il papete due è lontano anche se con Salvini le sorprese sono dietro l'angolo.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 22:09:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'attentato a Trump scatena e amplifica l'odio politico in Italia]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category="><![CDATA[]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002B"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/GShuNv_XEAAvdjU.jpg"  width="283" height="283" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Leggere i commenti sui social degli esponenti della destra italiana in merito all'attentato a Trump fornisce un quadro desolante della dialettica politica nel nostro paese che ormai è puro scontro frontale. Fortunatamente solo verbale ma forse perché in Italia non è così facile acquistare armi come negli Stati Uniti. Se l'assassinio del Presidente Kennedy e poi di suo fratello Bob fossero avvenuti oggi probabilmente in Italia si sarebbe scatenata una specie di guerra civile. Si perché ormai da Berlusconi in poi il confronto ed il dibattito politico sono stati soppiantati dallo scontro violento nel quale, prima di supportare le proprie idee, si tenta di demonizzare l'avversario anche con offese al limite della decenza. L'avversario politico non è più un avversario con il quale discutere ma un nemico da sconfiggere e mettere alla gogna usando qualsiasi mezzo lecito e a volte anche illecito. Una pratica iniziata da Belusconi, da Forza Italia e dai sui alleati fascisti, che si è andata diffondendo e sempre più acuendo anche grazie all'incapacità da parte della sinistra di combatterla senza scendere sullo stesso piano dell'avversario. Oggi le analisi che arrivano da destra sull'attentato a Trump sono forse più violente di quelle provenienti dagli stessi repubblicani americani. E ancora una volta siamo di fronte ad uno dei tanti episodi che mostrano la vera anima nera di una destra italiana antidemocratica, autoritaria che usa metodi di puro squadrismo. Secondo i presunti "analisti" di destra chi ha armato la mano dell'attentatore a Trump sono i "sinistri" (termine offensivo che la dice lunga sui reali seminatori di odio) che in questi anni hanno demonizzato Donald. Come se Donald Trump non si demonizzasse da solo prima con le sue offese gratuite verso i democratici e verso Biden e poi con il tentato colpo di Stato messo in atto dopo aver perso le elezioni del 2020. Come si fa a schierarsi a favore di un golpista e poi allo stesso tempo dichiararsi dei difensori della democrazia ? Oggi ci dobbiamo sorbire le esternazioni di Salvini e Santanché due campioni nel diffondere odio contro persone del campo avverso spesso anche scrivendo falsità. Nessuno che faccia un'analisi seria e coerente dei comportamenti del biondo Trump, non certo per giustificare l'attentato del quale è stato vittima, ma per capire che il vero seminatore d'odio è lui stesso in prima persona. Purtroppo la classe politica italiana, ma non solo, non ha le capacità per una critica serie e libera da partiti presi senza se e senza ma: sei di destra stai con i repubblicani, sei di sinistra stai con i democratici. Il futuro è nero non solo per la maggioranza che ci governa.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 Jul 2024 21:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Finalmente abbiamo anche l'aeroporto del Bunga Bunga]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category="><![CDATA[]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002A"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/6690f524b6089.jpg"  width="385" height="289" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Puoi anche essere la prima donna Presidente del Consiglio, puoi anche sforzarti di far valere la tua statura politica (non certo quella antropologica anche perché ti vesti da schifo), puoi abbracciare il presidente degli stati uniti o chi vuoi tu .... poi arriva un imbecille del tuo governo che emana una leggina per assegnare ad un aeroporto internazionale come quello di Milano Malpensa nientepopodimenoche il nome di ... Silvio Berlusconi. Ed ecco che in pochi secondi anche quel poco (e presunto) credito internazionale che avresti conquistato va a farsi benedire. Ora ecco un elenco dei principali aeroporti internazionali d'Italia con il nome dei personaggi ai quali sono stati intitolati gli aeroporti stessi.</div><div class="imTAJustify"><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Bergamo - Il Caravaggio</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Bologna - Guglielmo Marconi</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Catania - Vincenzo Bellini</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Falconara: Raffaello Sanzio</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1"></span><span class="cf1">Firenze - Amerigo Vespucci</span></span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Genova - Cristoforo Colombo </span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Milano Linate - Enrico Forlanini</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Napoli - Ugo Niutta</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Palermo - Falcone e Borsellino </span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Parma - Giuseppe Verdi</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Pisa - Galileo Galilei</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Rimini - Federico Fellini</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Roma Fiumicino - Leonardo da Vinci </span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Torino - Sandro Pertini</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Venezia - Marco Polo </span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1">Verona - Catullo</span></div><div style="text-align: start;"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">Trovate forse qualche analogia con l'aeroporto di Milano Malpensa intitolato a Silvio Berlusconi ... ? Se la trovate siete degli analfabeti funzionali oppure degli emeriti ignoranti che non conoscono la nostra storia e la cultura italiana, se la trovate avete ancora qualche speranza di avere una testa funzionante e pensante.</span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5">I nomi di quell'elenco sono relativi a personaggi della cultura, della storia, della società, dell'arte italiana riconosciuti da tutti i cittadini italiani che abbiano una cultura anche semplicemente scolastica. Silvio Berlusconi rappresenta semplicemente un personaggio caro ad una sola parte politica ma a parte questo semplice particolare, si tratta di un condannato per frode fiscale ai danni dello Stato. Lo capirebbe anche un bambino che questa uscita del ministro Salvini è semplicemente il frutto di una testa vuota incapace di capire quale sia il valore di intitolare una struttura come un aeroporto ad un simile personaggio. Uno schiaffo al paese che lo rende ridicolo agli occhi del mondo intero.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 12 Jul 2024 22:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Abuso d'ufficio e intercettazioni: via libera alla corruzione]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category="><![CDATA[]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000029"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/reato-criminale-reo-prigione-carcere-penale.jpg"  width="500" height="344" /><br></div><div class="imTAJustify">Il governo fascista della Meloni continua con la sua opera di smantellamento dello stato italiano. Dopo aver minato l'unità del paese con l'autonomia differenziata, oggi assesta un'altra picconata questa volta alla corruzione soprattutto nella Pubblica Amministrazione. Con il decreto del ministro Nordio oggi è stato abolito il reato di abuso d'ufficio, ha posto una stretta alle intercettazioni ed altre modifiche come quella che prevede la misura cautelare ma solo dopo l'interrogatorio dell'imputato.</div><div class="imTAJustify">L'abuso d'ufficio è quel reato che punisce il pubblico ufficiale quando, consapevolmente, viola leggi e regolamenti, cagiona danni al altri o si procura un vantaggio personale. Piuttosto che intervenire sulle criticità di questo reato, sul quale molti sindaci erano intervenuti, si è preferito la soluzione più semplice, quella di cancellare il reato. Da oggi quindi il carabiniere o poliziotto che fa il gradasso, ne capitano ogni tanto, non potrà essere punito perché non esiste più il reato. Il caso più recente quello del poliziotto Mirko Giovani condannato in primo grado per aver inseguito, ammanettato e picchiato un 17enne perché trovato in giro dopo le 22 nel periodo del Covid. La sua pena sarà sensibilmente ridotta se non cancellata. Decine di condanne già in via definitiva saranno a loro volta cancellate dietro una semplice domanda del condannato. Ma questo non era il governo della legalità ?</div><div class="imTAJustify">Anche sulle intercettazioni si abbatterà la scure del decreto Nordio per limitarne l'uso, e non l'abuso come si sostiene da più parti, e quindi "proteggere" i malcapitati politici che incappano in questo tipo di indagini. Tutti i magistrati a partire da Gratteri si sono schierati contro questa misura facendo presente che le intercettazioni rappresentano uno strumento indispensabile per combattere la criminalità che spesso è meglio attrezzata delle forze di polizia.</div><div class="imTAJustify">La terza misura critica prevede che la custodia cautelare si possa applicare solo dopo che il sospettato sia stato interrogato dal magistrato. Insomma se un sospettato di omicidio viene fermato non può essere portato in cella prima che il magistrato non lo abbia sottoposto a interrogatorio. Nel frattempo il sospettato che fa ? Aspetta il magistrato o tenta di darsi alla fuga ?</div><div class="imTAJustify">Dopo aver accontentato la Lega con l'autonomia differenziata, e Forza Italia con questo decreto che agevola la corruzione e favorisce la criminalità, ora manca la terza riforma, quella sul premierato, dopodiché la Repubblica Italiana sarà definitivamente massacrata.</div><div class="imTAJustify">Non ci rimangono che i referendum.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 21:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Si può fare ? In Italia no ]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category="><![CDATA[]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000028"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/autonomia-differenziata-linkiesta.jpg"  width="374" height="249" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Gli oppositori al governo fascista della Meloni, reduci dalla presentazione del prossimo referendum contro l'autonomia differenziata, esultano per i risultati delle elezioni in Francia. La destra, sebbene abbia nel nuovo parlamento un numero maggiore &nbsp;di seggi, è stata sconfitta grazie proprio ad un risveglio democratico dei cittadini francesi che sono andati a votare piuttosto che rintanarsi nell'astensionismo autolesionista. Altro fattore determinante della sconfitta della destra reazionaria è stata la presa di coscienza di molti candidati sia del centro che della sinistra che hanno declinato la loro candidatura per favorire un voto contro la destra. Sta proprio in questi due elementi la sostanza della vittoria contro i reazionari Le Pen e Bardella, e sta proprio in questi due elementi la non trasferibilità nella situazione italiana. Sistema elettorale a parte ce li vedete voi Renzi e Calenda che rinunciano al loro orticello da prefisso telefonico per favorire una vittoria contro le destre ? La destra in Italia, ma anche in Europa, non è maggioritaria ma lo diventa quando chi non è di destra continua a dividersi per difendere non tanto una scelta progressista di viltà quanto piuttosto qualche proprio privilegio. Se alle elezioni del 2022 in Italia Pd, M5S e compagnia si fossero presentati uniti oggi non avremmo i fascisti al governo e lo dimostrano il numero di voti: FdI, FI e Lega sono una minoranza nel paese ma grazie all'astensione, grazie alla legge elettorale e grazie alle divisioni degli oppositori oggi si trovano a governare il paese con danni che saranno incalcolabili. </div><div class="imTAJustify">Va bene l'entusiasmo per la vittoria delle forze di sinistra in Francia ma è necessaria la consapevolezza che un simile risultato non è replicabile in Italia sia per la legge elettorale profondamente diversa sia per la natura della classe politica italiana.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 Jul 2024 12:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I discorsi e le lettere se li porta via il vento, contano i fatti]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000027"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-07-07-160926.png"  width="377" height="252" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Le parole pronunciate o scritte rimangono semplicemente una dimostrazione di intenti fine a loro stesse se poi non sono seguite dai fatti. E' ciò che sta accadendo in seguito alla inchiesta di Fanpage che ha mostrato che cosa accade all'interno delle organizzazioni giovanili di Fratelli d'Italia, il partito della presidente del consiglio. Quello che più conta però sono i fatti oltre che le parole. E' abbastanza chiaro che i giovani di FDI sono stati "educati" dalla organizzazione del partito alla emulazione del fascismo. Loro, per la maggior parte non maggiorenni, non avrebbero mai potuto inneggiare al Duce o all'antisemitismo se qualcuno non li avesse indottrinati adeguatamente. La scuola non tratta questi argomenti e si limita a parlare della storia romana arrivando forse alla prima guerra mondiale ma mai arriva a trattare quel periodo storico buio della dittatura fascista della quale l'Italia è stata vittima. L'unico modo per entrare in contatto con quel periodo storico è l'indottrinamento di un partito come Fratelli d'Italia che ha nel proprio simbolo la fiamma tricolore del Movimento Sociale Italiano nato dalle ceneri del fascismo. Giorgia Meloni si scandalizza per l'inchiesta di FanPage ma punta il dito contro i giornalisti piuttosto che contro il suo partito ed ora ci vuole far credere che lei non ne sapeva niente. Quindi sei a capo di un partito e non sai che cosa si insegna ai giovani che si iscrivono al tuo partito ? Peggio me la racconti.</div><div class="imTAJustify">Purtroppo poi ci sono i fatti che confermano la deriva autoritaria di Fratelli d'Italia che vorrebbe tentare di imporre una nuova dittatura mascherata dalla elezione diretta del Presidente del Consiglio. Una procedura che non esiste in nessuna parte del mondo in quanto palesemente autoritaria e antidemocratica. Soprattutto poi secondo le modalità che la nuova fascista Meloni vorrebbe imporla al paese. Ammiccando il popolo con la chimera di decidere direttamente chi dovrà governare il paese, la riforma costituzionale proposta dal governo (altro fatto incompatibile con la Costituzione italiana) prevede un premio di maggioranza abnorme per il partito/coalizione del futuro capo di governo. Il presidente del consiglio si troverà infatti un parlamento nel quale la sua coalizione avrà la maggioranza assoluta dopo poi aver tolto al Capo dello Stato la prerogativa di sciogliere le camere, di nominare senatori a vita e di nominare il capo del governo ed i suoi ministri. Una specie di dittatura della durata di cinque anni durante la quale il capo di governo eletto dal popolo avrà pieni poteri. Insomma in buona sostanza una nuova forma di fascismo più "democratico" ma sempre di dittatura si tratta. </div><div class="imTAJustify">Questi sono i fatti che condannano Giorgia Meloni e che la dipingono come la nuova Mussolini del terzo millennio.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 07 Jul 2024 14:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non ce ne libereremo mai]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Attualit%C3%A0"><![CDATA[Attualità]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000026"><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-07-06-190612.png"  width="169" height="237" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">I danni provocati a questo paese da Silvio Berlusconi continuano anche ad un anno dalla sua scomparsa grazie ad un destra che probabilmente senza l'ex cavaliere sarebbe già morta e sepolta già da tempo. Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia non si accontentano di ricordarlo continuamente dopo la sua scomparsa ma obbligano anche il paese intero a rendergli omaggio. Oggi ecco la richiesta della Lega, ormai approvata, di intitolare l'aeroporto di Malpensa proprio ad un pregiudicato condannato per frode fiscale oltre che un grande puttaniere che se la faceva anche con delle minorenni. L'aeroporto di Milano sarà intitolato a Silvio Berlusconi. Ecco allora che l'Italia continuerà ad essere sbeffeggiata in qualsiasi consesso europeo e mondiale come quella nazione che ha avuto come presidente del consiglio un simile personaggio e non contenta ora anche lo onora e lo ricorda intitolandogli addirittura un aeroporto. L'Italia così avrà, oltre all'aeroporto Leonardo da Vinci di Roma o al Galileo Galilei di Pisa , l'aeroporto Silvio Berlusconi di Milano. Un altro passaggio che la dice lunga sul decadimento sociale e culturale del nostro paese non per niente guidato da un ministro della cultura che non legge i libri chiamati a giudicare in un concorso, che sposta Times Square da New York a Londra e che non conosce le date di nascita di due illustri personaggi della storia italiana come Cristoforo Colombo e Galileo Galilei. Questa è la strategia della destra fascioleghista al governo per "cancellare" la così detta egemonia culturale della sinistra in Italia come se una presunta egemonia culturale si potesse cancellare a suon di decreti o peggio ancora a suon di strafalcioni. Sembrerebbe un fatto secondario purtroppo non lo è: un fatto che celebra un frodatore dello Stato agli onori dello Stato stesso. C'è di che vergognarsi e non solo.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Jul 2024 17:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La cultura vista da destra]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Cultura"><![CDATA[Cultura]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000025"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/448948160_10229183722730318_2037723108179939839_n.jpg"  width="249" height="553" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">E' una moda de momento quella di riempire le nostre città d'arte, stracolme di chiese e monumenti storici unici nel loro genere architettonico, con opera d'arte contemporanea che stridono con l'ambiente circostante nel quale sono calate. Sta accadendo in questi giorni a Pisa dove nei luoghi più rappresentativi della storia culturale della città (Chiesa della Spina, Duomo, il Fortilizio con la torre Guelfa, etc.) sono state dislocate opera dello scultore Alexey Morosov, artista asiatico ma residente a Lucca. Il risultato è l'oscenità che si può vedere nella foto nella quale due opere d'arte, la Chiesa della Spina e la scultura dell'uomo urlante, cozzano fra loro facendo perdere al visitatore sia la bellezza della Chiesetta che la bellezza della scultura moderna. Accostamenti improponibili che segnano d'altra parte il tempo nel quale viviamo e che sono proposti anche in altri ambiti meno nobili come quello della scultura. Qualche giorno fa in una della tante trasmissioni televisive dedicate alla cucina un ristoratore sardo proponeva un piatto di selvaggina contornato da ostriche. Due sapori inconciliabili e orripilanti che, nel caso di Pisa, sono stati riproposti con questi accostamenti che rappresentano un vero e proprio sfregio alle bellezze della città. Fra l'altro anche la dislocazione delle opere appare di cattivo gusto come il piedistallo sul quale è stato posto l'uomo urlante e la ferraglia installata in Piazza dei Miracoli fissata su dei ciottoli contenuti in gabbie di ferro (foto alla fine del post). Possibile che non fosse possibile istallare queste sculture in un ambiente più idoneo e meno invasivo nello sfregiare bellezze artistiche come i monumenti di questa città gioiello della Toscana ? Non c'è da meravigliarsi poi se nel nostro paese un ministro della cultura non legge i libri che è chiamato a giudicare o peggio ancora non conosce la storia dell'Italia confondendo i periodi storici nei quali sono vissuti due grandi come Cristoforo Colombo e Galileo Galilei.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/449051907_3044223662387493_5885208449824979541_n.jpg"  width="675" height="413" /><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Jun 2024 14:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le due Italie: quella reale e quella raccontata dalla politica]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000024"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-06-05-231914.png"  width="306" height="252" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Dal primo governo Berlusconi ad oggi il nostro paese mostra sempre due facce: quella raccontata dalla politica che esalta fino al ridicolo i propri provvedimenti e quella reale vissuta dai cittadini che non trova riscontro nella narrazione di coloro che governano il paese. Purtroppo è una situazione che ha visto protagonisti tutti i governi che si sono succeduti alla guida del paese negli ultimi 30 anni fino ad arrivare all'esasperazione di questi ultimi anni.</div><div class="imTAJustify">Berlusconi è stato l'antidesignano di questa strategia politica pubblicizzando le sue presunte riforme, soprattutto quelle della giustizia, delle quali però ha avuto cognizione solo lui stesso tenendosi lontano dalle indagini della magistratura, evitando condanne grazie alle continue prescrizioni, fino ad arrivare all'ultimo atto nel quale finalmente la giustizia ha avuto la meglio. Sinceramente però Berlusconi aveva come fine il suo unico beneficio senza mettere in campo l'intera situazione del paese come bandiera delle presunte riforme mancate.</div><div class="imTAJustify">Poi qualcosa è cambiato con Matteo Renzi. Il buon giovanotto di Rignano tutt'ora porta come esempio dell'attività di governo la sua riforma del lavoro, il famigerato Jobs Act, raccontando che quella riforma ha portato un aumento dell'occupazione senza precedenti. In realtà, come molti lavoratori hanno sperimentato sulla propria pelle, quella riforma ha causato effetti disastrosi che si scontrano con l'entusiasmo renziano. Il primo effetto è stata la cancellazione del lavoro a tempo indeterminato causato dalla cancellazione dello Statuto dei lavoratori e dell'articolo 18 liberalizzando il licenziamento. Quello è stato l'inizio del disastro del mercato del lavoro i cui effetti si possono toccare con mano anche oggi. Il boom dell'occupazione che si registra in questi mesi è dovuto soprattutto la fatto che, grazie alla flessibilità introdotta con il Jobs Act, oggi si conta come occupata anche una persona che lavora per qualche giorno al mese con tanto di contratto. La narrazione renziana, che ancora Matteo Renzi porta come fiore all'occhiello, è completamente diversa e di segno opposto a quanto si registra nel mercato del lavoro.</div><div class="imTAJustify">Ancora più scandaloso è stata poi l'uscita del primo governo giallo-verde quando Di Maio, dal terrazzino di Palazzo Chigi, dopo aver approvato la prima legge finanziaria, si affacciò urlando ai quattro venti di aver abolito la povertà. Purtroppo abbiamo potuto toccare con mano che la povertà non solo non è stata abolita ma anzi ha ripreso vigore e non solo a causa dei mancati effetti del reddito di cittadinanza di grillina memoria. Il reddito di cittadinanza, pur essendo stato un buon provvedimento, non poteva funzionare in quanto si trattava esclusivamente di un bonus senza però creare le uniche condizioni che avrebbero potuto davvero combattere la povertà: il lavoro e soprattutto dei buoni stipendi e salari.</div><div class="imTAJustify">In questi giorni stiamo poi assistendo all'apoteosi di questa narrazione della politica rispetto alle reali condizioni del paese. Il governo Meloni in questa settimana ha provveduto a "risolvere" un altro paio di problemi ormai cronici: la cancellazione delle liste di attesa nella sanità e l'immigrazione clandestina. Naturalmente il racconto del governo è diverso da quella che sarà la realtà. Le liste di attesa saranno cancellate con un altro Cup (Centro Unico Prenotazione) nazionale che provvederà a creare un ulteriore lista di attesa per accedere poi alla lista di attesa finale. Altra soluzione è quella di effettuare esami e visite il sabato e la domenica in modo che, coloro che lavoreranno durante queste due giornate della settimana, avranno poi diritto ai loro giorni di riposo magari il lunedì ed il martedì e quindi saremo punto e a capo. &nbsp;Per l'immigrazione invece il problema sarà risolto mandando gli immigrati che sbarcano in Italia per un mesetto in Albania e dopo saranno ancora cavoli nostri, dopo però aver sborsato ogni anno circa 1 miliardo di euro all'Albania. &nbsp;Tutti provvedimenti ancora una volta sbandierati come risolutivi di altrettanti problemi salvo poi scoprire che i suddetti problemi saranno aggravati e non risolti.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 06 Jun 2024 12:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Elezioni europee: l'ultima occasione]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000023"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-05-26-091158.png"  width="470" height="251" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Con le dichiarazioni del suo segretario generale, Jens Stoltenberg, la Nato è uscita finalmente allo scoperto: Biden vuole la terza guerra mondiale. Dopo mesi di continua escalation negli aiuti all'Ucraina, ciò che era chiaro è diventato limpido come il sole. "E' ora che venga tolto il divieto di colpire la Russia con le armi fornite dai paesi dell'Alleanza Atlantica". Quindi si intende dare il via libera a Zelensky di attaccare direttamente Mosca, anche se in pratica questi attacchi già ci sono stati. Si è iniziato a fornire armi per la difesa (che poi non si capisce come un'arma possa essere considerata solo arma di difesa), poi si è passati dai missili a corta gittata a quelli a lunga gittata, dai carri armati leggeri a quelli pensati fino ad arrivare ai caccia F35. Il penultimo passo è quello richiesto da Stoltenberg per poi procedere all'invio di truppe sul territorio ucraino ed il quadro sarà completo. Le reazioni a queste dichiarazioni sono timide e impacciate senza che nessuno prenda una decisione chiara e definitiva: basta armi e basta guerra. D'altra parte l'europa fino ad ora è stata incapace di frenare l'espansionismo degli Usa per mano della Nato che da sempre hanno un unico obiettivo non dichiarato ma palese: distruggere Putin e Mosca. Si è proceduto a passi lenti ma inesorabili portando l'Alleanza Atlantica da 16 a 32 paesi, fino a paventare l'ingresso della Giorgia e dell'Ucraina inducendo in questo modo Putin a invadere l'Ucraina. Una politica espansionista che non si è mai fermata e che ora, con l'invasione russa verso Kiev, troverebbe il suo naturale sbocco nella terza guerra mondiale.</div><div class="imTAJustify">L'Europa per ora non ha mai avuto la forza di opporsi a questo espansionismo americano seguendo gli Usa come un cagnolino in questa scellerata politica guerrafondaia. Non dimentichiamo che la Merkel aveva in animo di consentire alla Russia di entrare nell'Unione Europea, unico modo per liberarsi una volta per tutte dell'oppressione americana, e che il mese dopo l'invasione dell'Ucraina era già pronto un piano di pace, concordato con Putin e Zelensky, che fu bloccato proprio da americani e inglesi. Ora però l'Europa ha un'altra occasione per bloccare la terza guerra mondiale ormai molto vicina: le elezioni europee del 8 e 9 giugno. &nbsp;Quella sarà l'ultima occasione per bloccare una volta per tutte l'egemonia degli Stati Uniti sul nostro continente e di iniziare un vero e proprio processo di pace. L'ULTIMA COSA DA FARE SARA' NON ANDARE A VOTARE e lasciare via libera alle destre che porteranno allo sfascio dell'Unione Europea lasciando via libera al conflitto Russo/Ucraino per estendersi a tutta l'europa. Mai come in questa occasione il voto europeo è stato importante: andate a votare e se volete la pace scegliete bene fra i partiti/movimenti che si oppongono alla guerra altrimenti sarà la fine perché la terza guerra mondiale segnerà anche la prima guerra atomica, e probabilmente anche l'ultima, della storia dell'umanità</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 26 May 2024 07:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vittimismo, censura, manganelli e ... corruzione]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000022"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-05-11-201246.png"  width="579" height="219" /><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-05-11-201426.png"  width="576" height="356" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Dopo poco più di un anno e mezzo dall'insediamento del governo Meloni, la politica fascista del governo è ormai entrata nel suo pieno regime. Le preoccupazioni, sollevate da molti dopo la vittoria del centro destra alle elezioni di settembre del 2022, si sono materializzate in tutto la loro gravità. </div><div class="imTAJustify">Le linee guida della politica meloniana ricalcano in tutto e per tutto il modello fascista al quale si ispira il partito di maggioranza relativa Fratelli d'Italia. Occupazione degli organi di informazione pubblica ed in pareticolare della Rai con la cacciata di tutti, con una o due eccezione, i conduttori/giornalisti sgraditi al potere. Censura pesante sui telegiornali della televisione pubblica dove ormai i giornalisti sono costretti a sottoporre agli scagnozzi del regime, i dirigenti Rai, i testi e le notizie da mandare in onda. Cancellazione di interventi scomodi come quello dello scrittore Scurati in occasione del 25 Aprile. Alla censura si aggiunge la repressione del dissenso. Da gennaio ad oggi qualsiasi manifestazione di protesta a favore della Palestina viene repressa a suon di manganellate impedendo agli studenti di scendere in piazza contro il genocidio messo in atto da Israele. Gli episodi ormai sono talmente frequenti che appare impossibile non imputarli ad una politica repressiva del governo: Vicenza 20 gennaio, Napoli 13 febbraio, Pisa e Firenze 23 febbraio, Roma 16 aprile, Torino 23 aprile, Roma 10 maggio, Torino 11 maggio. Ogni volta la polizia impedisce lo svolgimento di una manifestazione pacifica e lo fa ricorrendo ad una violenza inaudita sui manifestanti.</div><div class="imTAJustify">A questo cliché consolidato di stampo fascista si aggiungono altri due nuovi elementi della politica del governo Meloni: il vittimismo e la corruzione.</div><div class="imTAJustify">La campionessa incontrastata del vittimismo è sicuramente la ministra Eugenia Roccella. La tecnica della ministra è semplice e ben architettata: si presenta ad un convegno pubblico e subisce la naturale contestazione in quanto promotrice del tentativo di cancellazione della legge 194 sull'aborto, la ministra incapace di argomentare e controbattere le contestazioni dopo pochi secondi abbandona la scena accusa di censura i contestatori che, a suo avviso, le hanno impedito di parlare. Ora si è mai sentito nel mondo intero che un governo accusa di censura chi gli si oppone o chi lo contesta ? La censura è messa in atto dal potente verso il debole e non viceversa, certo per controbattere ai contestatori è necessario avere argomenti e avere la statura culturale per affrontare simili situazioni. Pertini e Berlinguer lo hanno fatto in più occasioni ed i loro contestatori non erano dei giovani studenti come nel caso della Roccella. Ma è più facile abbandonare il palco ed accusare di censura i contestatori che affrontarli a viso aperto e con argomenti solidi, anche perché gli argomenti bisogna averli.</div><div class="imTAJustify">La corruzione è un fatto nuovo per Giorgia Meloni che si ispira, a suo dire, al giudice Borsellino, ma governare con partiti come Forza Italia, fondato da due mafiosi, e la Lega che ha rubato circa 50 milioni al paese, non è facile. Ed infatti ecco che si è arrivati addirittura all'arresto di un Presidente di Regione, Toti presidente della Liguria, ma nonostante l'arresto assistiamo ancora una volta alla diatriba fra garantisti e giustizialisti. Insomma se non si deve dimettere un rappresentante delle istituzioni nemmeno quando viene arrestato, quando si dovrà dimettere ? Domanda che rimarrà senza risposta considerato che abbiamo un partito che si presenta alle elezioni europee con il nome di un morto nel suo simbolo.</div><div class="imTAJustify">Insomma il pericolo di un ritorno del fascismo paventato dopo il 24 settembre 2022 si è puntualmente verificato ... ed ora ?</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 May 2024 18:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La solita sceneggiata della ministra Roccella]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000021"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-05-09-152654.png"  width="364" height="225" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">La ministra Roccella manda in scena l'ennesima rappresentazione di una delle anime di questo governo: il vittimismo. E' brava la ministra a girare la frittata mascherando la sua incapacità a rispondere alle contestazione e rinunciando al suo intervento a causa della contestazioni. Peccato che anche in questo caso i contestatori non siano altro che una cinquantina di studenti delle scuole superiori ai quali la ministra non è in grado né di rispondere né tanto meno di illustrare le sue tesi. Molto più facile rinunciare al suo intervento e poi accusare 50 studenti di censura e "fascismo" avendole impedito di parlare. Fra l'altro la Roccella ha tentato di fare il suo intervento sparando una grandissima cavolata: "Le donne non decidono liberamente di avere un figlio". No cara ministra è proprio il contrario le donne eventualmente non decidono liberamente di NON AVERE UN FIGLIO, per averlo la decisione è libera. Se una donna decide di avere un figlio nessuno andrà a raccontarle quali siano i vantaggi o gli svantaggi ed eventualmente a proporle di abortire. Diverso è quando una donna decide di abortire. Nelle vostre intenzioni c'è l'obiettivo di mettere i bastoni fra le ruote alla legge 194 e, non avendo la forza di abolirla come tutti voi della destra fascista vorreste, tentate in ogni modo di ostacolare l'accesso all'aborto. Ora vi siete inventati di far entrare nei consultori personale delle associazioni pro vita che dovrebbero ostacolare l'autodeterminazione della donna portando indietro le lancette del tempo di almeno 70 anni. Giuste sono le contestazioni dei giovani ad ogni sua apparizione in pubblico, allucinante il suo tentativo di accusare queste contestazioni democratiche come un tentativo di censura. Se non è capace di sostenere le sue tesi davanti a 50 ragazzi adolescenti, prenda un semplice provvedimento ministra: si dimetta per manifesta incapacità.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 May 2024 13:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il genocidio dei palestinsi nel silenzio totale]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000020"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/2024_05_04_09.18.40_edit.jpg"  width="468" height="257" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Se anche negli Stati Uniti, paese democratico per eccellenza, la polizia entra nei campus universitari per soffocare la protesta studentesca significa che sull'intero pianeta c'è un problema democratico di non poco conto. Addirittura i rettori delle università statunitensi interrompono le lezioni in presenza sostituendole con lezioni on line per tenere lontani gli studenti stessi dalle sedi universitarie. E' una situazione senza precedenti quella che si sta svolgendo negli Stati Uniti, in Francia, in Germania e in Italia. Nemmeno nelle epiche giornate della rivoluzione studentesca del 1968 la polizia osò tanto. Ma se non ci fossero queste proteste qualcuno nel mondo alzerebbe la voce contro quello che ormai è chiarimento un genocidio del popolo palestinese condotto da Israele e dal suo capo di governo Netanyahu ? Nessuno. Anzi c'è ancora qualcuno, come il governo italiano, si ostina a perseguire la strada dei due popoli due stati, una soluzione che, dopo quasi 80 anni, si può sicuramente affermare che nessuno vuole seriamente. Non la vogliono i palestinesi che nel corso di questi decenni hanno visto occupare abusivamente i loro territorio costringendoli a vivere o a Gaza o in Libano o in Cisgiordania, tutte situazioni non difficilmente equiparabili a dei campi di concentramento &nbsp;cielo aperto. Una soluzione che nemmeno gli israeliani hanno mai perseguito seriamente mostrando al mondo intero che il loro obiettivo è cacciare definitivamente il popolo palestinese dai territori assegnati ai due popoli dopo il 1948. Purtroppo tutto il mondo occidentale, sentendosi in colpa moralmente verso gli ebrei ma sostanzialmente volendo tenere lontano gli ebrei stessi dai loro territori, difende a spada tratta il governo israeliano anche quando Israele esagera nelle risposte gli attacchi terroristici. Uccidere oltre 40mila persone, soprattutto donne e bambini, non ha giustificazioni se non per un solo obiettivo: cancellare il popolo palestinese dai territori della Palestina. Il terribile attacco terroristico compiuto da Hamas il 7 ottobre è capitato proprio al momento opportuno per il premier israeliano. Senza la guerra che ha scatenato come risposta a questo atto terroristico, Netanyahu forse avrebbe già dovuto abbandonare il potere e andare sotto processo, la guerra è un'ottima scusa per rimanere in sella e non importa se a discapito di decine di migliaia di morti innocenti. E allora ben vengano gli studenti gli unici che ancora sono in grado di alzare la voce in favore dei palestinesi, se anche questa voce sarà soffocata l'umanità ed in particolare il mondo occidentale avrà sulla coscienza un altro eccidio.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 04 May 2024 17:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gli elettori italiani si faranno prendere per il culo fino alla fine ?]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001F"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Vota-Giorgia-Vota-Antonio-min.jpg"  width="308" height="162" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Ieri Fratelli d'Italia ha sciolto l'ultimo nodo sulle candidature alle prossime elezioni europee ed ora il quadro è completo: è in atto una gigantesca presa per i fondelli ai danni dell'Italia e di tutto l'elettorato. Attenzione però sarebbe un gravissimo errore rispondere a questa farsa con l'astensione: chi si astiene alza bandiera bianca senza condizione e si affida a chiunque prenderà il potere. Nonostante il tentativo di tutto il panorama politico italiano, le elezioni europee mettono in mano all'elettore uno strumento democratico importante e come tale da usare con raziocinio: le preferenze. E' il cittadino che decide chi mandare ad occupare una poltrona del Paramento Europeo, non sottovalutiamo questo strumento. Soprattutto nel momento in cui tutti i partiti tentano di raggirare l'elettore.</div><div class="imTAJustify">L'offerta politica sulla quale si dovrà decidere l'8 e il 9 giugno è veramente al limite della decenza fra candidati improponibili e candidati fasulli che mai andranno ad occupare un posto a Bruxelles. Partiamo dai candidati improponibili.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Il generale Vannacci della Lega.</b></span> Il primo in classifica dei candidati improponibili è sicuramente il generale Vannacci che subito dopo la sua candidatura si è subito impegnato per far capire che razza di personaggio sia. Con la sua candidatura la Lega si piazza di diritto a destra di Fratelli d'Italia incarnando con il generale i peggiori ideali razzisti degni del peggior nazista della seconda guerra mondiale. Vannacci infatti teorizza addirittura la suddivisione delle classi nella scuola italiana a seconda delle diversità degli studenti comprese le disabilità. Quindi secondo il generale dovremo avere classi con solo studenti superdotati, classi con ragazzi solo di pelle bianca, e, dulcis in fundus, classi di solo ragazzi disabili. Insomma un nuovo Hitler si affaccia sul panorama politico europeo.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>L'insegnante Ilaria Salis di Verdi e Sinistra.</b></span> La candidatura proposta da Bonelli e Fratoianni pur essendo motivata dalle più nobili intenzioni e non può essere la soluzione al problema del trattamento della Salis da parte dell'Ungheria di Orban. Solitamente l'elettore pensa di votare un candidato per andare a rappresentarlo nelle istituzioni una persona che mostri competenze e che l'elettore stesso giudichi migliore e più adatto a ricoprire quel ruolo. Con tutto il rispetto per la Salis come può un simile personaggio andare a sedere sugli scranni del Parlamento Europeo ? A meno che di non ridurre la politica ad una gara a candidare il peggiore come ormai ci ha abituato la destra.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>La calciatrice Carolina Morace del M5S.</b></span> Analoga valutazione, pur nelle sue differenze, è la candidatura di un ex calciatrice fra le file del M5S. La politica del "uno vale uno" del M5S è risultata fallimentare e questi insistono nei loro errori: rappresentare i cittadini in qualsiasi organismo istituzionale non è cosa da tutti, candidare certi personaggi è semplicemente un segnale di inadeguatezza e di incompetenza.</div><div class="imTAJustify">Oltre a queste candidature inaccettabili poi ci sono le candidature di facciata dove i singolo partiti trattano gli elettori da veri e propri deficienti proponendo personaggi che poi, se eletti, non andranno certo ad occupare le loro poltrone a Bruxelles ma lasceranno il posto ad altri. Anche in questo caso c'è un'atteggiamento trasversale.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Giorgia Meloni.</b></span> La candidatura delLA presidente del consiglio è la più scandalosa in quanto tutti sappiamo che non lascerà mai il suo posto per andare al Parlamento Europeo. Nonostante questo la Meloni invita gli elettori a scrivere sulla scheda elettorale solo il nome Giorgia e questo la dice lunga sulla considerazione che lei ha dell'elettorato: burattini da manovrare a proprio piacimento. Se venisse applicata la legge questi voti con scritto solo Giorgia dovrebbero essere annullati: Giogia chi ? la Meloni o la cantante ?</div><div class="imTAJustify">Ma Giorgia Meloni non è l'unica che ha scelto questa strada a lei si affiancano: Tajani, Schlein e naturalmente Renzi. Tutta gente che imbroglia l'elettorato e che mai siederà in Europa.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Come si diceva in precedenza il cittadino-elettore ha, nel caso delle elezioni europee, uno strumento democratico molto potente: le preferenze. E' molto semplice non farsi prendere per il culo da questi politicanti: andare a votare e scrivere sulla scheda altri nomi rispetto a quelli proposti dai vari partiti come prime scelte. Se così non sarà l'Italia non avrà futuro e sarà condannata al disastro totale ma non a causa della politica ma a causa del popolo stesso.</div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 29 Apr 2024 13:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Astensionimso e qualunquismo nutrimento del nuovo fascismo]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001E"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/338033525_219106937392060_6881291082778882495_n_jly2uvfc.jpg"  width="460" height="258" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il seme del nuovo fascismo fu piantato da Silvio Berlusconi quando portò nel suo primo governo del 1994 quando nominò addirittura 5 ministri appartenenti ad Alleanza Nazionale-MSI, gli eredi naturali del Movimento Sociale Italiano e del fascismo. Quel seme iniziò a germogliare o a soffiare sulle ceneri latenti del fascismo, mai del tutto cancellato dal paese, fino ad arrivare alle ultime elezioni politiche del settembre 2022 con la vittoria del partito erede naturale dei criminali fascisti: Fratelli d'Italia. In molti durante quella campagna elettorale puntavano il dito sul ritorno del fascismo, in molti criticavano quegli avvertimenti affermando che il fascismo era ormai morto e sepolto, un anno e mezzo di governo Meloni ha ormai dimostrato ampiamente che in realtà il pericolo è concreto e lo stiamo vivendo sulla nostra pelle. Certo è un fascismo diverso: </div><div class="imTAJustify"><ul><li>non ci sono camice nere in giro per il paese a manganellare gli oppositori ma ci sono le forze di polizia che sopprimono ogni forma di protesta, </li><li>non c'è una vera e propria marcia su Roma dei camerati ma c'è un'occupazione senza precedenti di tutti i posti di potere e degli organi di informazione come la Rai</li><li>non c'è una censura come nel ventennio in quanto per fortuna esistono giornali e televisioni fuori dal controllo del governo, ma la censura nella televisione pubblica esiste come dimostrano la cancellazione della trasmissione di Saviano già pagata, la estromissione di tutti i conduttori scomodi, la censura di uno scrittura che doveva parlare di antifascismo</li><li>non c'è una vera e propria repressione fisica ma esistono una serie di norme che aumentano pene e si inventano reati inesistenti</li><li>c'è un'occupazione del parlamento ridotto ormai ad un luogo dove non si legiferà più, attività lasciata al governo con Camera e Senato lasciati a semplici organi di approvazione</li><li>infine c'è un tentativo di instaurare un regime autoritario sullo stile ungherese attraverso una riforma della Costituzione che porterà un uomo solo al comando (speriamo non una donna se la donna è in stile meloniano), cancellerà definitivamente il potere del parlamento e annullerà i poteri del Capo dello Stato.</li></ul><div><br></div><div>Come è stato possibile tutto questo ? Grazie soprattutto a chi ha deciso di non andare più a votare alle elezioni di qualsiasi natura. Nel settembre del 2022 il nuovo partito fascista, Fratelli d'Italia, ha ottenuto circa il 27% dei voti ma in un panorama nella quale ha votato solo il 60% degli elettori e quindi di fatto rappresentando una minoranza nel paese. Stessa situazione si è verificata nelle ultime elezioni regionali nelle quali addirittura ha votato meno del 50% degli aventi diritto. E così ancora una volta un partito che è minoranza si ritrova al governare senza una opposizione che abbia la forza necessaria per svolgere il proprio ruolo.</div><div>E' chiaro che nel panorama politico attuale è difficile per un elettore scegliere chi lo possa rappresentare degnamente. Partiti che nascono e muoiono nello spazio di una elezione. Leader che cambiano dislocazione passando allegramente da destra a sinistra e viceversa. Politici che eletti in un partito ne cambiano minimo due per non parlare di tre o quattro nell'arco di una legislatura. Ministri e politici corrotti che vengono mantenuti ai loro posti in attesa in nome di un garantismo che niente ha a che vedere con la giustizia (la Costituzione italiana è garantista quando un qualsiasi cittadino cade sotto le mani della giustizia). Promesse elettorali immancabilmente non solo disattese ma anche stravolte dall'azione di governo una volta arrivati al potere. Insomma le premesse per non andare a votare ci sono tutte ma astenersi significa solo delegare agli altri e poi ritrovarsi ad essere governati da maggioranze, come quella attuale, che riporta il paese indietro di 50 anni, un arretramento che coinvolgerà tutti anche coloro che se ne sono fregati non recandosi al seggio elettorale.</div><div>Oggi ci ritroviamo, grazie a questo qualunquismo strisciante, con una maggioranza di governo che disattende anche i principi antifascisti della Costituzione sulla quale hanno giurato. Di questo passo presto ci sarà bisogno di un NUOVO 25 APRILE.</div><div><br></div><div class="imTACenter">VIVA IL 25 APRILE ANTIFASCISTA</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 25 Apr 2024 07:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il vero campo largo anzi larghissimo: il partito dell'astensione]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001D"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-04-24-155521.png"  width="419" height="287" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Anche nell'ultima tornata elettorale, quella che ha riguardato la Basilicata, il vero campo largo ed il vero vincitore è stato un partito senza simbolo e/o candidati: il partito dell'astensione. Tutto il panorama politico o presunto tale del nostro paese lavora solo ed unicamente per quel partito in modo da aumentarne il consenso. In Basilicata si è arrivata a superare ormai il 50% ma il test generale sarà quello delle elezioni europee.</div><div class="imTAJustify">Le prime elezioni a suffragio universale per il parlamento europeo si tennero nel giugno del 1979 ed i partiti che si presenterono in Italia furono 10. Oltre ai partiti storici, quelli che si trovavano in qualsiasi elezione politica/amministrativa (MSI, PLI, DC, PRI, PSDI, PSI, PCI), si presentaroono il Partito Radicale, il nuovo venuto la Lega Lombarda, ed il Partito Sardo d'Azione. Oggi dopo 40 anni la confusione è totale. Tanto per dire alle prossime elezioni europee le liste che si presenteranno sono ben 42. Molte nate al momento e che spariranno il giorno dopo le elezioni quando non avranno raggiunto la soglia del 4% per entrare nel parlamento europeo. Lo stesso malcostume si verifica nelle elezioni amministrative quando i candidati dovrebbero poi essere coloro che si occupano del territorio, ma che inevitabilmente si presentano in liste nate al momento e quasi sempre legate ad un personaggio e mai ad un'idea o ad un progetto politico serio. Una modalità che scoraggia i cittadini che ormai, sbagliando, scelgono di non andare a votare piuttosto che dare il consenso ad una lista che nella migliore delle ipotesi sparirà o durante il mandato elettorato o alla fine del mandato.</div><div class="imTAJustify">Per quanto riguarda le europee questa proliferazione dei simboli che nasce da esigenze personali, si porta dietro un altro malcostume che rappresenta uno scxhiaffo alla democrazia. Il malcostume consiste nel candidare politici che poi, se eletti, non andranno mai a ricoprire il ruolo di parlamentari europei in quanto già impegnati nelle istituzioni italiane. Un malcostume introdotto da Berlusconi che, per la prima volta quest'anno, è seguito anche dal Partito Democratico. Ely Schlein si candiderà come capo lista nel centro su, ma qualora fosse eletta no andrà al Parlamento Europeo. Un cattivo esempio preso da Tajani di Forza Italia, da Meloni di Fratelli d'Italia, da Renzi di Italia Viva, tutta gente che svolge il ruolo di specchietto per le allodole, che in questo caso sono gli elettori ignoranti e superficiali. Il caso poi di Forza Italia è ancora più ridicolo in quanto hanno nel loro simbolo addirittura il nome di un morto da indicare come Presidente. Follia, squallore e presa per i fondelli per i cittadini considerati dei decerebrati (e che in molti confermeranno di esserlo).</div><div class="imTAJustify">L'astensionismo quindi è frutto da una parte dell'attività fraudolenta e antidemocratica dei partiti, dell'ignoranza dell'elettore che scrive sulla scheda il nome di un candidato ben sapendo che quel candidato non andrà mai a ricoprire il ruolo per cui è stato eletto e, peggio ancora, sarà sostituito da non si sa chi.</div><div class="imTAJustify">Insomma i partiti sono delle organizzazioni truffaldine (non tutte), ma anche l'elettore è un coglione che gode nel farsi truffare.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 24 Apr 2024 14:02:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I fascisti del terzo millennio sono rimasti agli anni 30]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001C"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/4c6f85cc-a361-4183-b6dc-ef6cbc97fe2b.jpg"  width="429" height="241" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">La povera Meloni ed i suoi accoliti per certi versi suscitano tenerezza quando mettono in mostra la loro anima fascista senza rendersi conto che siamo ormai nel terzo millennio mentre loro sono rimasti agli anni del ventennio. D'altra parte la destra, da sempre, è culturalmente arretrata e la smania di imporre una sorta di nuova narrazione storica oltre che di una nuova egemonia "culturale" appunto, la rende ridicola nei suoi interventi di stampo autoritario. Intendiamoci ritrovarsi al governo questa gentaglia è molto pericoloso anche in virtù di una schiacciante maggioranza in parlamento ed di un'opposizione quasi inesistente troppo impegnata a farsi una lotta senza quartiere per raggiungere una ridicola supremazia interna.</div><div class="imTAJustify">L'episodio di questi giorni, la censura del monologo dello scrittore Antonio Scurati, ha dimostrato la totale inadeguatezza anche a mettere in atto politiche fasciste di stampo mussoliniano nell'era di internet, dei social, della informazione on line che ormai surclassa i mezzi di informazione tradizionale. La podestà Giorgia pensava che fosse sufficiente alzare il telefono ed ordinare ai suoi sguatteri dirigenti Rai di non mandare in onda l'intervento dello scrittore. La Rai ha subito obbedito e si pensava in questo modo di silenziare e nascondere le riflessioni di Scurati sull'antifascismo e sul pericolo di un ritorno di questa ideologia in un paese dove il Capo di Governo è fascista e tradisce la Costituzione sulla quale ha giurato. E' bastato questo diktat che in altri tempi, quelli ai quali si ispirano i Fratelli e le Sorelle d'Italia, avrebbe nascosto ai cittadini il testo del monologo, per scatenare un putiferio su tutta la rete e sui social arrivando addirittura alla stampa internazionale. Il monologo non solo è stato letto in diretta televisiva dalla conduttrice della trasmissione, ma è rimbalzato di sito in sito, di giornale in giornale, di televisione in televisione, e così il testo dello scrittore è arrivato non solo ai telespettatori Rai ma a tutti i cittadini, anche a coloro che non guardano la televisione o la Rai. Insomma un flop totale della censura messa in atto da TeleMeloni.</div><div class="imTAJustify">Poveri fascistelli da strapazzo. Pensano ancora di essere nel ventennio quando il regime controllava radio e i pochi giornali di quell'epoca. Oggi per fortuna oltre alla RAI e Mediaset, controllate dal regime, esistono anche altre reti televisive, per non parlare dei giornali alcuni per fortuna indipendenti, per non parlare poi di internet e dei social. Cara Meloni e camerati dovrete aggiornarvi se volete emulare il vostro idolo di riferimento ma non sarà facile controllare tutto e tutti. Vi rimane purtroppo solo la legiferazione parlamentare ed in questo si deve dire che state diventando molto ma molto pericoloso con le vostre riforme di stampo costituzionale ispirate all'autoritarismo ed all'uomo solo al comando. Ma la lotta è appena iniziata e non avrete vita facile.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 22 Apr 2024 07:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Meloni e la sindrome di Calimero]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001B"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/117303608_187174069441738_5305938194545091769_n.png"  width="369" height="309" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">La povera Giorgia Meloni va fuori di testa quando sente parlare di antifascismo, se poi quel qualcuno vorrebbe farlo addirittura su una rete della televisione pubblica allora non trova di meglio che "ordinare" alla Rai di bloccare l'intervento. E' quanto avvenuto ieri sera alla trasmissione di Rai 3 "Che sarà". Dopo aver impedito allo scrittore Antonio Scurati di recitare il suo monologo sul fascismo e sul 25 aprile, LA presidente del consiglio e la RAI si sono subito impegnati per sostenere che il monologo era stato bloccato non per questioni di censura ma per questioni economiche. Tutto falso e documentato dallo scrittore stesso che ha concesso, in maniera gratuita, alla conduttrice della trasmissione di leggere lei stessa il monologo. E così Giorgia ha messo in scena una delle sue tante fake news da quando è presidente del consiglio. Una bugia condita dal solito vittimismo, quella sindrome che è indicata come "Sindrome di Calimero", il famoso pulcino nero di una nota pubblicità, un'espressione utilizzata per descrivere una mentalità vittimistica di una persona che si sente continuamente trattata ingiustamente. Si perché Giorgia ha puntato il dito ancora una volta sulla sinistra che avrebbe scatenato un putiferio sulla scelta della Rai di non mandare in onda Scurati. In realtà la sinistra non ha scatenato un bel niente ma è stata la Rai stessa a diffondere una notizia falsa, seguita dalla conduttrice Serena Bortone che ha parlato per prima di censura perché di censura si tratta.</div><div class="imTAJustify">In conclusione l'episodio di censura della Rai dimostra ancora una volta che: </div><div class="imTAJustify"><ul><li>Giorgia Meloni e il suo partito Fratelli d'Italia sono un branco di fascisti, </li><li>non potranno mai dichiarasi antifascisti e quindi rappresentano un governo illegittimo non in linea con i principi della nostra Costituzione</li><li>se il presidente del consiglio italiano non riesce a dichiararsi semplicemente antifascista, lo spettro del fascismo sarà sempre presente</li><li>Giorgia Meloni inganna il popolo italiano ed è affetta in maniera patologica dalla sindrome di Calimero (che guarda caso è un pulcino nero)</li></ul></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 21 Apr 2024 15:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Meloni finalmente usa il termine ANTI]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001A"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/338033525_219106937392060_6881291082778882495_n.jpg"  width="517" height="290" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Si avvicina il 25 Aprile e LA presidente del consiglio finalmente riesce a pronunciare il termine ANTI. Attenzione però non vi entusiasmate troppo: non si è dichiarata ANTIfascista come richiederebbe la Costituzione sulla quale ha giurato, si è dichiarata semplicemente ANTIaborto e ANTIdemocrazia. E non vi fate raggirare dalle sue parole, dai suoi post su Facebook, dagli emendamenti o dalle riforme Costituzionali fasulle che negano tutte le accuse rivolte a Giorgia Meloni. La ragazza non è scema ma nemmeno i cittadini lo sono.</div><div class="imTAJustify">Giorgia non tocca la legge 194 che regolamenta l'aborto in Italia. Si verissimo però fa approvare un emendamento nel PNRR che prevede l'ingresso delle associazioni antiabortiste nei consultori per "agevolare le donne a non abortire". Quindi di fatto, senza modificare la legge 194, mette in atto dei provvedimenti che limiteranno ulteriormente il diritto all'aborto.</div><div class="imTAJustify">Giorgia nega che in Rai ci sia stato un provvedimento di censura verso lo scrittore Antonio Scurati che doveva fare un monologo sul 25 Aprile. Per dimostrare questa sua affermazione pubblica lei il monologo dopo che la Rai all'ultimo momento non manda in onda con la scusa delle richieste economiche dello scrittore. Perché la Rai si rende conto solo all'ultimo momento del compenso richiesto dallo scrittore ? Non lo sapevano quando hanno contattato Scurati ? La tesi non regge e l'unica spiegazione è la censura relativa alle affermazioni di uno scrittore che, senza peli sulla lingua, dichiara "fino a quando chi ci governa non riesce a dichiararsi antifascista, il pericolo fascista rimane ben presente". Con questa azione la Rai conferma quello che ormai tutti, anche i più scettici, hanno capito: Giorgia Meloni è fascista senza se e senza ma.</div><div class="imTAJustify">Giorgia propone una riforma costituzionale autoritaria nella quale non si toccano e modificano gli articoli che riguardano i poteri del Capo dello Stato. Vero, ma di fatto il Capo dello Stato non nominerà più il presidente del consiglio e non potrà più sciogliere il parlamento, mentre il presidente del consiglio eletto avrà un parlamento con una maggioranza oltre il 50%. Di fatto avremo un capo di governo con pieni poteri, con un parlamento al suo servizio ed un capo dello stato che non potrà intervenire in alcun modo.</div><div class="imTAJustify">Benvenuti nell'era fascista del terzo millennio.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 20 Apr 2024 19:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I nazisti del terzo millennio]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000019"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-04-20-182017.png"  width="596" height="320" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il primo ministro Netanyahu, il ministro della difesa Gallant e Benny Gantz membro del gabinetto di guerra sono tre personaggi che stanno portando avanti il genocidio contro il popolo palestinese in risposta all'attacco terroristico del 7 ottobre 2023. Per somigliare ancora di più ai loro carnefici della seconda guerra mondiale, i nazisti di Hitler, i tre indossano spesso la camicia nera, tragico simbolo della follia nazifascista del 900. Gaza era già un campo di concentramento a cielo aperto prima della furia che si è scatenata sulla striscia, ma ora più che mai l'accostamento ai campi nazisti è sempre più appropriata. Certo non ci sono i forni crematori, ma con la scusa del diritto alla difesa contro i terroristi di Hamas, Netanyahu e compagnia non fanno distinzione. I terroristi si nascondono in un ospedale ? Bene si bombarda l'ospedale senza se e senza ma. I terroristi si rifugiano nei sotterranei di un centro commerciale ? Nessun problema bombardamenti a tappeto sul centro commerciale. Seguendo questa furia omicida e vendicativa lo stato "democratico" di Israele ha già provocato circa 34mila morti fra il popolo palestinese con un alta percentuale di donne e bambini, che como è noto sono fra i più terribili e pericolosi terroristi. La furia omicida del primo ministro israeliano si è scatenata anche in Siria dove ha bombardato l'ambasciata iraniana per fare fuori altri terroristi. Il prossimo passo sarà quello di avviare un'altra carneficina verso i palestinesi di Gaza che prima sono stati "invitati" a trasferirsi da Nord a Sud, ed ora, che si trovano ammassati a Rafah, saranno bombardati sempre con la scusa di annientare Hamas. Per non parlare di quello che avviene in CisGiordania dove i coloni, oltre ad occupare terre palestinesi, negli ultimi mesi hanno ucciso qualche migliaio di palestinesi. Tutto questo avviene con il completo e incondizionato appoggio della comunità internazionale occidentale. Durante l'azione di guerra israeliana verso l'ambasciata in Siria nessuno ha alzato la voce, nessuno ha mandato aerei a difendere lo spazio aereo di uno stato sovrano invaso da Israele, a differenza da quanto avvenuto quando l'Iran ha inviato qualche centinaio di missili e droni giocattolo verso lo stato ebraico. Aerei statunitensi, francesi e inglesi si sono subito alzati in volo per abbattere l'attacco farsa iraniano. Insomma i famosi due pesi e due misure. A Israele è permesso tutto, perfino indossare i panni di quei criminali nazisti che misero a ferro e fuoco l'europa, ora le parti si sono invertiti e le vittime sono diventate i carnefici assetati di sangue palestinese.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 20 Apr 2024 07:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Per la serie tutti i dubbi sul ponte: il progettista dove è ?]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Attualit%C3%A0"><![CDATA[Attualità]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000018"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/Progetto_ponte_messina.png"  width="309" height="437" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Sono molte le riserve sul progetto e sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, riserve e perplessità che vanno oltre gli aspetti tecnici del progetto che non sono gli unici elementi per decidere se procedere &nbsp;o meno alla realizzazione dell'opera. In linea generale, senza entrare in aspetti tecnici impossibile da essere percepiti da persone non esperte, si può solo dire che un ponte del genere a campata unica di oltre 3000metri è unico e mai realizzato in nessuna parte del pianeta. Se poi si pensa che su tale ponte, costruito in un ambiente ad alto rischio sismico e con venti oltre i 150 km/h, dovranno anche viaggiare treni ad alta velocità risulta chiaro che le perplessità anche da parte di persone non esperte sono più che giustificate. Esistono però degli elementi che giustificano tali perplessità a cominiciare da alcuni fatti eclatanti. L'immagine pubblicata in testa a questo post è il frontespizio del progetto definitivo pubblicato ed approvato nel maggio scorso. Sul frontespizio appare la societa COWI come la società che dovrebbe realizzare le opere di attraversamento e quindi in buona sostanza il ponte. Andando a visitare il sito della società stessa, www.cowi.com, e navigando all'interno del sito non si trova alcun riferimento al progetto del Ponte. Possibile che un progetto, così ambizioso che dovrebbe essere il fiore all'occhiello della società realizzatrice dell'opera stessa, non sia adeguatamente pubblicizzato sul sito della stessa società ? Addirittura se si consulta la cartina degli attuali progetti della società COWI non compare il Ponte sullo stretto di Messina. Come dire: se nemmeno la società indicata come la costruttrice del Ponte pubblicizza questa sua attività ... chi effettivamente costruirà questo fantomatico ponte ?</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://tastieralibera.it/images/COWI_project.png"  width="797" height="373" /><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 12 Apr 2024 15:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Superbonus: l'ennesima ipocrisia del governo Meloni]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000017"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/sddefault.jpg"  width="361" height="271" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Non è una novità nella politica italiana anzi piuttosto sta diventando una consuetudine: quando sei all'opposizione appoggi certi provvedimenti che poi combatti nel momento stesso in cui arrivi al governo. Si tratta di una pratica che tutti i politici italiani hanno più o meno utilizzato fino ad arrivare all'eccesso di questo ultimo anno nel quale la destra fascista della Meloni è arrivata al governo. Sono ormai innumerevoli i voltafaccia messi in campo dal governo sconfessando tutte le promesse elettorali: dal blocco navale per contrastare l'immigrazione, a temi più strettamente economici come il taglio delle accise sui carburanti. Forse però il voltafaccia più scandaloso è quello che riguarda il superbonus 110% e cioè quel provvedimento preso dal governo Conte 2 che ha consentito la ristrutturazione di abitazioni quasi totalmente a carico dello Stato. Un provvedimento preso in un momento di crisi particolare, come quello causato dalla pandemia da Covid, che però ha consentito al paese di seguire una ripresa immediata non appena il Covid ha allentato la presa. Un provvedimento sicuramente con molte falle e che avrebbe potuto essere scritto in maniera più adeguata ma sul quale TUTTI sono stati a fasi alterne d'accordo.</div><div class="imTAJustify">Nato nel maggio del 2020 il provvedimento è stato votato da M5S, PD, Italia Viva e Leu. Con la nascita del governo Draghi anche i partiti di destra che erano contrari nel 2020 sono diventati sostenitori del Superbonus nel 2021. In particolare &nbsp;Forza Italia e La Lega si sono schierati a favore alla fine del 2021. Addirittura la Lega si è opposta ad una misura di buon senso del governo Draghi che voleva limitare l'accesso al Superbonus in virtù della ISEE per evitare di dare sussidi a chi in realtà non ne avrebbe avuto bisogno. Ma lo stesso partito della attuale presidente del consiglio Giorgia Meloni si era schierato a difesa del Superbonus chiedendo nel 2021 una proroga addirittura fino al 2025 del provvedimento. Certo in quel periodo Fratelli d'Italia non immaginava di ritrovarsi a capo della coalizione di centro destra che avrebbe governato da lì ad un anno, quindi caldeggiare il Superbonus era semplicemente un atto di propaganda per rastrellare consensi. Significativa la dichiarazione di Fabio Rampelli nel febbraio 2022: "Tra i pochi disonesti che hanno lucrato sul 110, ci sono migliaia di aziende che invece hanno ricominciato a lavorare onestamente grazie al bonus".</div><div class="imTAJustify">Una volta arrivata al governo Giorgia Meloni forse si è resa conto che mantenere quel bonus avrebbe voluto dire impegnarsi a trovare le risorse per finanziarlo e quindi è stato molto più semplice mettere in scena l'ennesimo voltafaccia: bloccare il superbonus e portarlo a giustificazione di una politica economica restrittiva indicandolo come il male dei mali. Naturalmente per tamponare i buchi dovuti al superbonus, ma non solo, saranno necessari provvedimenti impopolari ma che per il momento sono taciuti per non "intaccare" il consenso in vista delle elezioni europee. Insomma cambiano gli attori ma rimane l'ipocrisia e l'inadeguatezza della politica italiana, che purtroppo provoca un unico e disastroso risultato: l'astensionismo.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 10 Apr 2024 14:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[E' nato il francobollo sul quale sputare davanti]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000016"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/francobollo0.gif"  width="250" height="308" /><br></div><div class="imTAJustify">E così l'Italia ha reso possibile che una barzelletta diventasse realtà confermando quanto la politica italiana abbia toccato il fondo diventando lo zimbello del mondo intero. La barzelletta che circolava 10 anni fa recitava:</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTACenter">"<span class="fs12lh1-5"><i>Stavano emettendo un francobollo con la foto di Berlusconi .... poi si sono fermati: le persone avrebbero sputato sul lato sbagliato</i></span>"</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Bene ieri il consiglio dei ministro ci ha regalato la perla che ha fatto ridere il paese intero circa 10 anni fa: è stato approvato un provvedimento che autorizza l'emissione di un francobollo commemorativo di Silvio Berlusconi. Come dire: lo Stato che Silvio Berlusconi ha truffato con tanto di condanna definitiva, ha pensato bene di ricordare il truffatore regalandolo alla memoria storica con l'onore di un francobollo. Si pensava che la politica italiana avesse toccato il fondo con i governi di centro destra guidati da un pregiudicato nonché puttaniere e invece, dopo la sua morte, quel fondo è stato raschiato ulteriormente per andare sempre più giù. Non è l'unico episodio ridicolo ed al limite della decenza nel quale sta cadendo la politica italiana: che dire di Forza Italia che continua a presentare il proprio simbolo riportando la dicitura " Berlusconi Presidente" ? Ciè in Italia esiste ancora un partito che vorrebbe candidare come presidente del consiglio non solo un pregiudicato ma addirittura un personaggio deceduto. Avreste mai pensato che dopo il catastrofico passaggio dai partiti ideologici ai partiti padronali si arrivasse anche al partito del morto ? Fra i tanti disastri del fu Silvio c'è appunto quello di aver dato vita al partito padronale lasciando da parte le idee, i principi, i progetti insomma in una sola parola le ideologie. Quello è stato l'inizio della fine della politica italiana anche perché tutti si sono dati da fare per copiare l'ex cavaliere. E così oggi ci ritroviamo: La Lega di Salvini, Fratelli d'Italia di Meloni, Forza Italia del deceduto Berlusconi, Italia Viva di Renzi, Azione di Calenda, +Europa di Bonino , il M5S prima di Grillo ora di Conte e via dicendo. L'unico partito che in qualche modo ha resistito a questa tentazione è stato il Partito Democratico e di questo va dato atto. L'abbandono delle ideologie ha causato anche un appiattimento sulle varie posizioni per cui oggi si fa fatica a distinguere il progetto politico che ogni partito persegue, con forse una piccola eccezione per Fratelli d'Italia della Meloni che ha come faro guida il fascismo di Mussoliniana memoria. Quello che in tanti negano e quando se ne renderanno conto sarà forse tardi. E i cittadini come hanno reagito a questo cambiamento ? Nel modo peggiore .. con l'astensionismo.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 10 Apr 2024 06:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Berlusconi continua a fare danni anche da morto]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000015"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-03-28-104025.png"  width="286" height="333" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Berlusconi è ormai deceduto ma la sua mano lunga sul governo attuale prosegue soprattutto in tema della giustizia. L'ex cavaliere scese in campo all'inizio degli anni 90 per mettersi al riparo dagli innumerevoli problemi con la giustizia che lui sapeva di avere. Uscito dalla scena politica il suo protettore in pectore, Bettino Craxi, per Silvio non c'era altro modo di evitare la galera che scendere in politica. Una scelta confermata dai suoi governi che più volte sono intervenuti sulla materia giustizia mettendo i bastoni fra le ruote alla magistratura negli innumerevoli processi che si stavano snocciolando. In più occasioni Berlusconi la scampò grazie alla prescrizione evitando di finire in galera. I governi di centro destra accesero lo scontro con uno dei poteri fondanti della democrazia, la magistratura appunto, inventandosi di volta in volta le incriminazioni a orologeria e la presunta persecuzione del cavaliere. Si pensava che con la scomparsa del cavaliere anche la contrapposizione fra magistratura e politica avesse finalmente chiuso la sua stagione, invece Giorgia Meloni, facendo uno dei suoi innumerevoli dietrofront rispetto alle sue politiche da oppositrice ai vari governi Renzi, Gentiloni, Conte, Draghi, ha sguinzagliato il ministro Nordio che ha tirato fuori dal cilindro una delle tante idee berlusconiane: sottoporre i magistrati a test psicologici per verificare la loro sanità mentale. Forse non tutti ricordano ma l'ex cavaliere sosteneva che i magistrati fossero persone antropologicamente diverse e malate. "Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato" era la tesi di Silvio Berlusconi. Oggi il governo di destra torna all'attacco dei magistrati e si inventa dei test psicologici per verificare appunto se i magistrati siano "mentalmente disturbati o meno". Si tratta di una delle tante azioni di stampo fascista per mettere sotto controllo tutto lo Stato nel suo complesso e soprattutto nelle sue istituzioni democratiche. Un vero e proprio atto intimidatorio senza precedenti che mira appunto ad allungare le mani su uno dei poteri indipendenti e fondamentali della nostra democrazia. L'ennesima modalità per tentare di instaurare un regime "democratico" sulla falsa riga di quello ungherese di Orban, questa è la vera strategia del governo Meloni. E' poi incredibile che qualsiasi cittadino possa accedere alla carriera politica senza un percorso di studio e formativo adeguato mentre chi prima consegue una laurea, poi fa un corso di specializzazione infine un concorso per accedere alla carriera di magistrato venga poi sottoposto di un test psicologico per accertarne l'eventuale equilibrio psichico.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Mar 2024 09:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'ultima follia della politica: il ponte sullo stretto]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000014"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/434168371_976032900679188_5120434938589532252_n.jpg"  width="433" height="289" /><br></div><div class="imTACenter">Il panorama attuale</div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/No_ponte.png"  width="436" height="244" /><br></div><div class="imTACenter">Quello che sarà</div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify">Da qualche mese sui social, in particolare Facebook, c'è un grande fiorire di pagine propagandistiche sull'ultima follia della politica italiaa ed in particolare di Matteo Salvini: la realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina. Tutte pagine fuorvianti che oltre a dare notizie sul progetto, pubblicano immagini inesistenti, realizzate con l'ausilio dell'Intelligenza Artificiale, del ponte tanto che si potrebbe credere che l'opea sia già realizzata. Il bello è sotto ogni post di queste pagine ci sono fiori di commenti entusiasti, spesso lasciati da profili fake, che trasmettono un sentimento comune di approvazione di questa opera controversa. Lasciando da parte gli aspetti tecnici ingegneristici sui quali potrebbero dibattere solo gli esperti anche se, trattandosi di un'opera ai costruita in alcuna parte del mondo (ponte con unica campata di oltre 3km), difficile non trovare pareri fortemente contrari, sono gli aspetti pratici, ambientali ed economici che lasciano perplessi e dubbiosi sull'utilità finale di una simile opera faraonica.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Ambiente</b></span>. Dal punto di vista ambientale sarà una catastrofe per un ambiente unico nel suo genere come lo stretto di Messina a partire dall'aera dei laghetti di Ganzirri dalla parte siciliana. Oltre a cacciare dalle proprie abitazioni oltre 2000 persone, che giustamente sono già sul piede di guerra, discutibili saranno gli effetti pro ambiente decantati dal ministro delle infrastrutture. Se davvero il ponte sarà realemente utilizzato in maniera da ammortizzarne i costi, si dovrebbero avere circa 100mila passaggi a giorno mentre attualmente il traffico pendolare si aggira intorno ai 10-15mila se andrà bene. Se tutto il traffico pendolare attuale si spostasse dall'utilizzo dei traghetti all'utilizzo del ponte dal punto di vista ambientale sarebbe un vero disastro proprio nel momento in cui si sta cercando in tutti i modi di disincentivare la circolazione di autoveicoli.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Economia</b></span>. L'intera opera dovrebbe costare circa 15 miliardi per ammortizzare i quali sarebbero necessari circa 30 anni ipotizzando un traffico di 100mila passaggi al giorno con un pedaggio di importi non trascurabili. Ma siamo sicuri poi che sia così vantaggioso per un automibilista che parte anche solo dal centro Italia arrivare a Reggio e, dopo un viaggio di circa 6-8 ore, utilizzare il ponte per risparmiare più o meno circa 30 minuti di attraversata ? Quindici miliardi per un risparmio di 30 minuti sembra un minimo eccessivo. Senza tenere conto del fatto che già prima della sua costruzione sono previsti un numero considerevole di giorni di chiusura nell'arco di un anno a causa delle condizioni atmosferiche avverse, in particolare il vento. Quindi i traghetti non potranno essere dismessi a meno che di creare ingorghi paurosi in presenza di raffiche di vento che potrebbero provocare oscillazioni di qualche metro.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Trasporti</b></span>. Altro punto controverso è il trasporto ferroviario. Non esiste nessun ponte a campata unica come quello previsto sullo stretto che ospiti una linea ferroviaria ad alta velocità. Sia per il vento come detto in precedenza, ma anche per il dissesto ambientale che si provocherà per costruire le necessarie infrastrutture. La linea ferroviaria dovrà infatti innalzarsi au 70 metri del ponte e per consentire ai treni di arrivare ad una simile altezza e poi ridiscendere sarà necessario costruire delle galleria sia dalla parte di Reggio che da quella di Messina devastando appunto il territorio limitrofo. L'imbocco di queste gallerie dovrà essere molto lontano dal ponte stesso. Costruire quelle torri di 400 metri più alte delle colline circostanti muovendo tonnellate di roccia sarà un vero e proprio disastro.</div><div class="imTAJustify"><span class="fs12lh1-5"><b>Progetto</b></span>. Il progetto in se stesso è vecchio di anni mentre alle osservazioni fatte, circa 64 criticità, si vorrebbe rispondere in solo pochi mesi. Qualcosa non torna. Soprattutto perché si sta costruendo un'opera che impatterà sulla vita delle generazioni future. La follia Salviniana prevede di iniziare l'opera addirittura entro l'estate per poterla sbndierare alle prossime elezsioni europee ma nel frattempo nemmeno le disussioni preliminari (conferenza dei servizi, impatto ambientale, espropri, etc.) sono iniziate. Importantee però è fare propaganda come se il ponte fosse pronto domani o magari già realizzato.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Il sospetto, non tanto velato, è che ancora una volta il Ponte sullo stretto venga utilizzato come pura propaganda politica, ma questa volta rispetto alle altre (Berlusconi) si va avanti per il momento senza un reale contrasto da parte delle opposizioni che subiscono passivamente la propaganda della Lega e di tutto il governo. Si parla di sviluppo che sarà agevolato da ponte, ma se l'economia di un paese è legata alla costruzioe di un ponte significa che il paese è proprio messo male: le grandi opere devono assecondare lo sviluppo non possono crearlo.</div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 09:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dalla guerra per procura alla guerra sul campo]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000013"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-03-25-090500.png"  width="386" height="226" /></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Al ritorno del recente consiglio europeo LA presidente del consiglio Giorgia Meloni ha innocentemente dichiarato che "è stato un consiglio europeo come tutti gli altri nel quale si sono presi provvedimenti da protezione civile". Ora ho la Meloni non ha capito niente della risoluzione finale oppure fa, come suo solito, la bugiarda scherzando però con il fuoco.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">"<i><span class="fs12lh1-5">Il sostegno all'Ucraina sarà garantito per tutto il tempo e l'intensità necessari e per farlo l'Unione Europea è impegnata ad </span><span class="fs12lh1-5"><b>aumentare </b></span><span class="fs12lh1-5">la propria preparazione e capacità di difesa complessiva</span></i>"</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">"<span class="fs12lh1-5"><i>Confermando la necessità imperativa di rafforzare e coordinare la preparazione militare e civile nel quadro di un approccio multirischio ed esteso a tutta la società, si punta a rafforzare la base tecnologica e industriale della difesa europea</i></span>"</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Cioè in parole povere ciò che Macron aveva detto pochi giorni prima: prepariamoci a mandare truppe sul campo in Ucraina. D'altra parte con questa dichiarazione il presidente francese aveva &nbsp;semplicemente dimostrato la sua coerenza nell'escalation che l'europa e gli Usa hanno perseguito nell'affrontare l'invasione russa dell'Ucraina. Si è passati tranquillamente da materiale di difesa, ad armi "difensive" (difficile da capire come un arma possa essere solo usata per scopi di difesa), ai missili, ai carri armati, agli aerei. Un escalation che ha portato l'Ucraina non solo a difendersi ma a inviare attacchi sul territorio russo grazie a droni e missili a lungo raggio. L'ultimo passaggio, anzi il penultimo, che rimane è uno solo: inviare truppe di terra dei vari paesi europei. L'ultimo passaggio sarà poi quello più alto dell'escalation: l'uso di armi nucleari.</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Non abbiamo speranza per scongiurare la terza guerra mondiale che sarà poi anche l'ultima guerra prima della distruzione totale del pianeta: gli Usa perseguono l'annientamento di Putin, l'Europa è incapace di assumere una posizione autonoma e indipendente dalla volontà Usa. Forse rimarrebbe un'ultima possibilità: le elezioni europee di giugno. Il popolo ha ancora una volta l'ultima parola: cancellare tutti coloro che perseguono la guerra per arrivare alla pace e dare spazio a coloro che la pace la vogliono sul serio. </div><div class="imTAJustify"><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 08:05:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Giorgia Meloni: più che un capo di governo .. un capo clown]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000012"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-03-22-084347.png"  width="347" height="235" /></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Questa volta l'ennesima sceneggiata messa in mostra delLA Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è finita su tutti i più autorevoli giornali mondiali. Durante il dibattito alla Camera sulle comunicazioni in vista del consiglio europeo, alle esternazioni di Angelo Bonelli leader di Alleanza Verdi e Sinistra che definiva inquietante lo sguardo della Meloni, non trova di meglio che nascondere la testa dentro il suo cappotto. Il tutto mentre si stava parlando della guerra e dei rischi reali non più di una guerra per procura come quella attuale ma di una vera e propria guerra mondiale. LA presidente del consiglio non è nuova a queste sceneggiata in quanto in ogni suo intervento alla Camera o al Senato è solita sbeffeggiare le opposizioni scendendo spesso a delle vere e proprie offese in perfetto stile fascista quale ella è. Purtroppo lei, i suoi camerati di partito ed i suoi alleati non sono proprio all'altezza di rappresentare un paese democratico occidentale come l'Italia. Si comportano ancora come se si trovassero all'opposizione e non hanno alcuna idea delle istituzioni democratiche nelle quali un governo, quando eletto, rappresenta tutto il paese e non solo i propri elettori. Ancora una volta tocca dire che in qualsiasi altra democrazia occidentale la così detta "underdog" sarebbe stata presa a calci nel sedere proprio dai suoi elettori, ma oggi l'Italia è una paese definitivamente alla deriva. Si pensava che con Berlusconi si fosse toccato il fondo dal punto di vista istituzionale, ancora non sapevamo che cosa ci aspettava: Giorgia Meloni la prima donna clown a capo di un governo in Italia.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 24 Mar 2024 13:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La sorte del pianeta nelle mani di tre delinquenti nazifascisti]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000011"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/db75c4b213c07c8831b4577e56254a3c.jpg"  width="364" height="205" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Quando negli anni 70-90 attendevamo con ansia l'anno 2000 mai immaginavamo di ritrovarci sull'orlo della quarta guerra mondiale (di fatto già iniziata da due anni) e soprattutto con il rischio della catastrofe nucleare. La caduta del muro di Berlino aveva fatto sperare tutto il mondo per un terzo millennio finalmente di pace stabile. E invece il terzo millennio ebbe inizio con il terribile attentato delle torri gemelle che ci immise in un tunnel nel quale si vede solo e sempre un buio più profondo. Gli Stati Uniti hanno la maggiore responsabilità nell'aver intrapreso questo viaggio verso le tenebre finali. Prima hanno interpretato l'attacco alle torri gemelle non come un grave atto terroristico ma semplicemente come un atto di guerra, non si sa condotto da quale stato estero, e così hanno preso spunto dall'attentato per andare ad invadere l'Afghanistan e subito dopo l'Iraq con la scusa delle "terribili" armi chimiche di Saddam. Allo stesso tempo, con l'ascesa al poter del dittatore russo Putin, hanno iniziato a spingere la Nato per inglobare più paesi possibili a ridosso dei confini russi con il chiaro intento di mettere alle corde la Russia, Un'attività che si è intensificata soprattutto quando l'Europa aveva ventilato la possibilità di consentire alla Russia l'ingresso nell'Unione Europea. Una mossa che avrebbe messo a repentaglio l'egemonia statunitense sul vecchio continente ancora incapace di camminare da solo e di subire la sudditanza psicologica delle stelle e strisce. Alla fine sappiamo come è andata e il pazzo Putin per scrollarsi di dosso l'assedio americano prima ha invaso la Crimea ed il Donbass e poi due anni fa ha iniziato l'invasione dell'Ucraina. Purtroppo l'Europa ancora una volta si è dimostrata incapace di dare una risposta autonoma e indipendente ma ha ceduto ai guerra fondai americani. Dopo un'iniziale aiuto a Kiev per difendersi dall'invasione russa ora si è passati a fornire armi di offesa e soprattutto a ventilare addirittura l'invio di truppe della Nato. Addirittura gli americani oggi dichiarano che se l'Ucraina dovesse soccombere allora dovrebbe intervenire direttamente la Nato per entrare in guerra contro Putin. Insomma nessuno ha realmente intenzione di ricercare la pace ma anzi si sfida l'avversario sia verbalmente sia con interventi diretti sul territorio russo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">A fianco di questa guerra si è intensificato anche l'eterno conflitto fra israeliani e palestinesi che mai come ora sono entrambi distanti dall'unica folle soluzione cercata dal mondo occidentale: due popoli due stati. L'attentato del 7 ottobre ha avuto lo stesso effetto dell'attentato alle torri gemelle: scatenare una reazione non a difesa di Israele, non contro direttamente i terroristi, ma decisamente contro il popolo palestinese con il chiaro intento di cancellarlo dai territori. Netanyahu si è affiancato a Biden e Putin con la sua furia distruttrice mettendo in atto un vero e proprio genocidio del popolo palestinese nella striscia di Gaza. L'episodio di ieri con l'esercito israeliano che spara sui palestinesi di Gaza mentre tentano di accedere agli aiuti umanitari evoca in qualche modo le stragi messe in atto dai nazisti proprio contro gli ebrei. E' terrificante che un popolo che ha subito la follia nazista oggi metta in atto le stesse strategie, diverse nella forma ma non nella sostanza, contro un popolo con il quale dovrebbe convivere. Gli americani, anche in questo caso mentre tutto l'occidente critica le azioni israeliane, si sono opposti a qualsiasi risoluzione di condanna degli israeliani dimostrando ancora una volta la loro reale intenzione: fare guerre per procura in Ucraina contro la Russia in Palestina contro i palestinesi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">La corda ormai si sta spezzando e la guerra totale è a un passo.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 18:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La carta vincente del centro-sinistra in Sardegna: Matteo Salvini]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000010"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/aee0f3734a4b8e2ad52b5ca412e7ecd1.jpg"  width="344" height="229" /><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="ff1">Quello che è accaduto in Sardegna con le elezioni del 25 febbraio scorso è in qualche modo assimilabile, se pur in modalità diverse, a quanto accaduto a Conte nel 2019 quando Salvini fece cadere il governo per chiedere pieni poteri. La tanto unità del centro destra si è dissolta in una bolla di sapone grazie all'azione devastante del leader della Lega che si dimostra ancora un volta inaffidabile oltre che inadeguato a qualsiasi carica istituzionale. Il buon Salvini, costretto a rinunciare alla ricandidatura dell'ex presidente della regione Sardegna Solinas per fare posto alle manie di grandezza di Giorgia Meloni, ha giocato un brutto tiro alla coalizione di destra. Grazie al voto disgiunto Salvini aveva lanciato l'ordine: votate per la Lega ma poi non votate il candidato della Meloni, l'ex sindaco di Cagliari Truzzu. Missione compiuta. La coalizione FdI, Lega, FI arriva oltre il 49% dei voti ma Truzzu non va oltre il 45% arrivando dietro alla candidata di PD-M5S che raggiunge il 45,3%. LA prima presidente del consiglio donna affamata di poltrone sbaglia tutto e si prende una bella sberla dal suo alleato-amico Matteo Salvini.</span></div><div><span class="ff1">Pd e M5S giustamente festeggiano ma non dovrebbero trascurare questa analisi che nessuno dice apertamente, ma soprattutto dovrebbero tenerne conto chi non ha voluto partecipare a questa coalizione e cioè Calenda e Renzi. I due ex fidanzatini dovrebbero decidere una volta per tutte se stare da una parte o dall'altra pena la scomparsa definitiva dei due giovanotti con i loro partitini personali. Non dimentichiamo anche che i fascisti attualmente al governo sono la minoranza nel paese grazie soprattutto all'astensione imperversante (anche in Sardegna si è registrato un 48% di astensionismo).</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 15:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vi è chiaro ora il progetto di riforma costituzionale dei camerati meloniani ?]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000F"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/2024_02_25_09.02.31_edit.jpg"  width="317" height="364" /><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5">Non è usuale che il Presidente della Repubblica prenda carta e penna per bacchettare nientepopodimenoche il ministro dell'interno dandogli dell'incompetente &nbsp;e, tra le righe, del fascista. Se mai ci fosse ancora bisogno di un segnale di quanto grave e pericolosa sia la situazione del nostro paese con questo governo di destra, eccolo che quel segnale è arrivato. Ed ora è anche chiaro il disegno che sta dietro al progetto di riforma costituzionale di Fratelli d'Italia con l'elezione diretta del presidente del consiglio: eliminare la più alta istituzione della Repubblica italiana, togliendo quei poteri che la Costituzione gli assegna, senza modificare direttamente alcun articolo che riguarda il Presidente della Repubblica. Con l'elezione diretta del premier, con un premio di maggioranza abnorme alla coalizione che sostiene il premier stesso si otterrebbero due risultati: ridurre il parlamento ad un passacarte del potere esecutivo, tagliare al Capo dello Stato le attuali prerogative per non intralciare l'uomo solo al comando, la nomina del capo dell'esecutivo e lo scioglimento delle camere. In pratica si realizzerebbe il disegno di trasformare la repubblica parlamentare in una dittatura democratica di tipo ungherese o peggio ancora di stampo putiniano. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La reazione alle esternazioni del Presidente della Repubblica non sono andate l'eterno vittimismo della maggioranza individuando la responsabilità dei disordini di Pisa nella sinistra fomentatrice della violenza. Per fortuna ci sono le immagini che dimostrano come una schiera di ragazzini delle scuole superiori, a volto scoperto e senza alcun corpo contundente, si stavano pacificamente riversando in Piazza dei Cavalieri con le mani alzate. La polizia si scatenata contro questi minorenni massacrandoli di botte senza alcuna ragione a dimostrazione dell'incapacità di far fronte ad un situazione che era estremamente pacifica. Qualcuno tende a minimizzare l'accaduto ma gli episodi di violenza da parte delle forze dell'ordine sono talmente numerosi che resta difficile non pensare ad una strategia studiata a tavolino dalla destra di governo. Quella destra che affonda le proprie radici proprio in quel periodo buio della storia del nostro paese che si chiama fascismo.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 25 Feb 2024 14:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Un governo frustrato sfoga la sua rabbia fascista sui ragazzi]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000E"><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-02-24-104450.png"  width="424" height="236" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Ormai gli episodi repressivi che questo governo sta mettendo in atto dal momento del suo insediamento rappresentano un marchio di fabbrica per l'esecutivo Meloni: un governo fascista senza se e senza ma. Si è passati dai provvedimenti ad hoc che hanno per istituire nuovi reati e inasprire pene, per passare all'identificazione di liberi cittadini che protestano pacificamente o che inneggiano all'Italia antifascista, fino ad arrivare agli ultimi episodi di ieri nei quali degli energumeni vestiti da poliziotti hanno preso a manganellate dei giovani a Pisa e Firenze che intendevano manifestare contro la guerra e contro il genocidio del popolo palestinese. Soprattutto a Pisa si sono viste scene vergognose di una violenza inaudita contro dei minorenni, episodi che declassano l'Italia da paese democratico a paese governato da una banda di fascisti della peggior specie. D'altra parte la maggioranza di governo, dopo aver fatto promesse inattuabili come la riduzione delle tasse e/o il blocco dell'immigrazione, si trova a distogliere l'attenzione &nbsp;dell'opinione pubblica soprattutto dagli interventi di segno opposto nel settore dell'economia. La frustrazione, derivata dalla presa di coscienza che per esempio in tema di tasse non sarà possibile alcuna diminuzione quanto piuttosto un aumento imprescindibile (già avviato con la cancellazione degli sgravi sulle accise della benzina, l'aumento dell'Iva sul gas, aumento dell'Iva sui prodotti per l'igiene intima e prodotti per l'infanzia), viene sfogata sui manifestanti che per qualunque motivo scendono in piazza. Naturalmente la narrazione del governo e di Giorgia Meloni è lontana dalla realtà e la dimostrazione sono gli interventi da stracciarola che LA presidente del consiglio mette in atto ogni volta che interviene in qualche discorso pubblico. La realtà purtroppo è un'altra: quella di un governo che non può mantenere le promesse in campo economico e interviene in altri settori come l'immigrazione, il presunto ordine pubblico, la giustizia e in ultimo la Costituzione con il preciso intento di uccidere la democrazia e trasformare una repubblica parlamentare in una democratura di stampo putiniano.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 24 Feb 2024 14:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'ultima porcata squadrista della maggioranza: la Commissione Covid]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000D"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-02-16-184918.png"  width="374" height="237" /><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Ieri alla Camera si è consumata l'ennesima porcata di questa maggioranza che una volta di più si è dimostrata vendicativa, fascista e, come ha finalmente detto l'ex ministro Speranza, squadrista. Oltre alle false dichiarazioni sostenute in aula dai deputati di FdI, che hanno additato Giuseppe Conte e Roberto Speranza come dei condannati quando la magistratura ha ormai archiviato le accuse a loro carico, si sono aggiunti vaneggiamenti sui presunti abusi di potere del governo Conte 2 in quei drammatici giorni. Molto facile ora sostenere accuse gratuite quando siamo riusciti a vincere la battaglia contro un virus sconosciuto e aggressivo come non mai, battaglia vinta anche grazie ai vaccini contro i quali la destra di FdI e Lega si è sempre opposta, ma chiunque si fosse trovato a governare in quei giorni avrebbe avuto notevoli difficoltà. Ne siamo usciti anche se pagando un prezzo in termini di decessi superiore agli altri paesi europei grazie anche soprattutto ad un sistema sanitario a pezzi e ingovernabile in quanto di competenza delle regioni. Non ci sarebbero stati problemi se la commissione voluta dalla destra avesse davvero il compito di analizzare quello che è stato fatto per individuare i punti deboli e quindi prepararsi per ulteriori crisi dello stesso tipo, ma se la commissione non andrà ad indagare anche sull'operato delle regioni responsabili della sanità, allora l'obiettivo è sicuramente un altro: condannare politicamente Conte e il governo di quegli anni. L'aspetto più squallido è che a questo plotone di esecuzione virtuale partecipi anche Renzi di Italia Viva, quel Renzi che faceva parte del governo Conte 2. Il solito Renzi: inaffidabile, bugiardo, falso e vendicativo. Questa è il livello della politica italiana e soprattutto della maggioranza di governo: non solo fascista ma anche vendicativa.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 17 Feb 2024 13:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le trappole della tecnologia]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Tecnologia"><![CDATA[Tecnologia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/a169035-ajpg.jpg"  width="411" height="223" /></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"> 	 	 	 &nbsp;<div> <span class="fs12lh1-5 cf1">La pandemia ci ha avvicinato velocemente all’utilizzo delle tecnologie informatiche. Parole come transizione digitale, fibra, banda larga, router, smart working, videoconferenza, zoom, meet sono diventate magicamente molto comuni mentre computer, smartphone e tablet sono diventati strumenti di uso quotidiano per tentare di scongiurare l’isolamento sociale al quale siamo stati sottoposti. E’ stato così semplice e straordinariamente alla portata di tutti ? Nel momento in cui tutto funziona alla perfezione sicuramente si, ma quando qualche dispositivo si prende delle libertà non previste allora si rischia di entrare in un tunnel senza via d’uscita. Ecco la breve storia di una di queste disavventure.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div> <div> <img class="image-1 fleft" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-02-16-092252.png"  width="316" height="191" /><span class="fs12lh1-5 cf1">Tutto ha inizio in un giorno di luglio. Mi trovavo davanti al computer per consultare le solite pagine web di notize, quando sul monitor compare la fatidica scritta che tutti hanno visto almeno una volta:</span></div> <div class="imTACenter"> <span class="fs12lh1-5 cf1">“Nessuna connessione internet”.</span></div> <div> <span class="fs12lh1-5 cf1">Panico. Contemporaneamente sulla barra di stato in basso a destra un altro messaggio minaccioso fa bella mostra di sè:</span></div> <div class="imTACenter"> <span class="fs12lh1-5 cf1">“Connessione internet assente”</span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div> <div> <span class="fs12lh1-5 cf1">Lo sguardo si sposta sul router che non vuole essere da meno: una malefica lucina rossa mi strizza l’occhio certificando anche lei, con un certo orgoglio, l’interruzione del collegamento.</span><img class="image-2 fright" src="https://tastieralibera.it/images/router_rosso.jpg"  width="310" height="163" /><span class="fs12lh1-5 cf1"><br> <br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">“Calma” mi dico “Si tratterà sicuramente di una momentanea caduta della linea, come quando all’improvviso manca la corrente poi magicamente torna”. Faccio altro anche se “l’amico” router sembra una calamita dalla quale il mio sguardo non riesce ad allontanarsi: imperterrito il led di colore rosso continua a fare l’occhiolino mentre le lucette verdi sembrano impazzite. Naturalmente è un venerdì per altro di metà luglio. Quando realizzo questo aspetto temporale non trascurabile, mi decido ad aprire una segnalazione. Tutto avviene molto velocemente. Dallo smartphone accedo al sito del gestore della linea fissa, Fastweb. Clicco su assistenza. “Vuoi essere richiamato ?” è la domanda. Certo che si. Inserisco il numero. Trascorrono due minuti ed il telefono squilla. <br> “Però che efficienza” mai pensiero fu più funesto. Uno scambio veloce di battute con l’operatore che tenta di rassicurarmi. La segnalazione del malfunzionamento è aperta, ho il mio bel numero identificativo della segnalazione stessa, tutto semplice e rapido. Soddisfatto scendo al piano di sotto almeno non ho il router sul quale rivolgere continuamente lo sguardo speranzoso.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div> <div> <img class="image-3 fleft" src="https://tastieralibera.it/images/netshub.jpg"  width="259" height="194" /><span class="fs12lh1-5 cf1">Avevo però dimenticato la situazione della mia casa ormai “connessa”. In soggiorno lo schermo del Nest Hub Google fa bella mostra di sè, ma invece della carrellata di immagini prese in giro per la rete, una scritta, che ricorda la situazione nella quale sono appena precipitato, occupa tutto lo schermo:</span></div> <div class="imTACenter"> <span class="fs12lh1-5 cf1">“Connessione internet Assente. Controlla la tua rete”</span></div> <div> <span class="fs12lh1-5 cf1">Mi scappa detto “Ok Google tranquillo fra poco il Sig. Fastweb risolverà tutto” e lui prontamente risponde “Mi spiace non sono riuscito a collegarmi a internet, controlla la tua connessione”. Calma calma tutto si risolverà presto. Nel frattempo siamo alle 22 del venerdì sera ed avevo in programma la visione di un bel film in streaming appena uscito: il router con l’occhiolino rosso e la latitanza del Sig. Fastweb mi avvisano che per stasera niente film. Sconforto seguito immediatamente dopo da un’improvvisa illuminazione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div> <div><span class="fs12lh1-5 cf1">C’è San Smartphone che può funzionare da router e quindi posso collegare la smart tv ed anche il portatile. </span><img class="image-6 fright" src="https://tastieralibera.it/images/thetering.jpg"  width="175" height="288" /><span class="fs12lh1-5 cf1">Prendo il prezioso oggetto che subito protesta vigorosamente. A quest’ora solitamente lui ha terminato il lavoro e sembra rivolgermi le sue rivendicazioni sindacali: “Sei a casa, hai la linea Fastweb, il computer fisso, il portatile, Google Home, che vuoi da me ? Io ho lavorato tutto il giorno mentre eravamo in giro ed ora è arrivato il momento del mio meritato riposo”.</span></div> <div> <span class="fs12lh1-5 cf1">“Mi spiace caro Smartphone One Plus stasera dovrai fare gli straordinari e poi tu non sei un cellulare qualsiasi: hai 16Mb di Ram, 256GB di Rom, 120Gbyte di traffico dati mensile per non parlare del super processore … e allora usiamola tutta questa potenza e questi Giga invece di tenerli da parte per poi perderli alla fine del mese. Su via fai vedere di che cosa sei capace, sono nelle tue mani e solo tu puoi tirarmi fuori dai guai”.</span></div> <div> <span class="fs12lh1-5 cf1">Colpito dal mio accorato appello, rinfrancato dai miei complimenti (le diavolerie tecnologiche ormai sono fornite di Intelligenza Artificiale, quindi vanno trattate con delicatezza e con un po' di compiacenza per evitare una loro possibile vendetta), il buon smartphone si mette a disposizione e risponde subito ai miei comandi.</span></div> <div> <span class="fs12lh1-5 cf1">Abilitato il collegamento Tethering, lo smartphone diventa Hotspot (sembrano parolacce ma hanno il potere di trasformare il dispositivo in un router), collego la smart tv e mi guardo il film programmato. Terminata la visione, ringrazio adeguatamente il dispositivo per l’ottimo lavoro svolto, disattivo le varie funzioni di Tethering e lo lascio al suo meritato riposo. Prima di andare a dormire un rapido sguardo al router la cui spia rossa sembra di una rosso ancora più acceso. Non se la sarà presa perché l’ho sostituito con lo smartphone ? Gli dico due paroline di conforto per farlo sentire più importante, il rosso diventa meno acceso e vado a dormire.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div> <div> <span class="fs12lh1-5 cf1">Il sabato mattina appena alzato il mio occhio cade subito speranzoso sul router. L’occhiolino rosso è ancora lì. “Va beh” mi dico “in mattinata il Sig. Fastweb risolverà sicuramente”. Troppo ottimista e soprattutto inconsapevole dell’inferno che si sarebbe scatenato di lì a poco. Accendo lo smartphone ed è subito un tripudio di notifiche e allarmi. &nbsp;</span></div> <div> <img class="image-7 fleft" src="https://tastieralibera.it/images/smartoff.jpg"  width="275" height="183" /><span class="fs12lh1-5 cf1">Impianto fotovoltaico produzione zero.</span></div> <div> <span class="fs12lh1-5 cf1">Prese e lampadine smart tutte off line. &nbsp;</span></div> <div> <span class="fs12lh1-5 cf1">La caldaia, che si collega a internet per verificare la temperatura esterna e regolare quella dei termosifoni (per fortuna siamo in estate), lancia il suo grido di allarme. &nbsp;</span></div> <div> <span class="fs12lh1-5 cf1">Le telecamere del sistema anti intrusione strillano anche loro.</span></div> <div> <span class="fs12lh1-5 cf1">Un delirio. Dovrei anche stampare un documento ma la stampante è naturalmente di ultima generazione: niente cavo per la porta Usb (come era facile stampare allora !), si collega al wifi e puoi stampare anche da qualsiasi dispositivo e addirittura anche da internet inviando il documento ad un certo indirizzo email. Tutto magnifico, quando internet funziona, altrimenti un disastro totale. L’unica ancora di salvezza è lo smartphone che continua a fare il suo lavoro ed anche un po' di straordinari per consentire quelle attività ormai normali come leggere la posta, consultare qualche sito di informazione, vedere qualche evento sportivo e film, comunicare utilizzando programmi di messaggistica.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div> <div> <span class="fs12lh1-5 cf1">La disperazione si trasforma ben presto in rabbia soprattutto per l’assoluto silenzio del latitante Sig. Fastweb. Prendo il telefono e provo di nuovo a conttattarlo. </span><img class="image-10 fright" src="https://tastieralibera.it/images/tecnicofastweb.jpg"  width="284" height="178" /><span class="fs12lh1-5 cf1">Fastweb risponde, mi avvisa gentilmente che solleciterà l’intervento e poi di nuovo silenzio assoluto. Sono entrato nel tunnel dell’indifferenza. I giorni seguenti sono costellati dai continui allarmi dei vari dispositivi, dai lamenti del cellulare per il troppo lavoro, dai miei sproloqui telefonici verso i collaboratori del Sig. Fastweb, poi giovedì la svolta. Scopro il canale WhatsApp dell’assistenza Fastweb e inizio a tempestarlo di messaggi fino a che cede e …. finalmente manda un tecnico al mio domicilio.</span></div> <div> <span class="fs12lh1-5 cf1">Il tipo arriva sudato e super agitato, maltratta il mio router tanto che per un attimo temo la sua dipartita prematura, dopo qualche minuto abbandona tutto e si reca presso una fantomatica centrale. </span><span class="fs12lh1-5 cf1">Quando ormai lo avevo dato per disperso, il tecnico torna più sudato di prima e mi avvisa che il problema è serio e ci vorranno almeno altri tre giorni per risolverlo. Dopo questa entusiasmante notizia se ne va senza darmi tempo di replicare. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div><img class="image-14 fleft" src="https://tastieralibera.it/images/tim_1.jpg"  width="167" height="111" /><span class="fs12lh1-5 cf1">Colto da una assoluta disperazione arrivo ad una decisione drastica: dopo 7 anni con Fastweb forse è arrivato il momento della crisi del settimo anno, non c’è dubbio. Prendo il telefono e chiamo una signorina che negli ultmi giorni mi ha spesso tempestato di telefonate: la Sig.na TIM. In meno di 10 minuti concludo il mio passaggio al nuovo operatore. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div><img class="image-15 fright" src="https://tastieralibera.it/images/nesthub.jpg"  width="246" height="205" /><span class="fs12lh1-5 cf1">Chiudo la telefonata soddisfatto e magicamente riparte tutto: la lucetta rossa del router diventa verde, le lampadine e le prese smart di tutta la casa tornano alla vita, Google Nest Hub mi avvisa che è tornato operativo, l’impianto fotovoltaico riprende a scaricare i dati sui consumi, la stampante manda tre bip per avvisarmi che è di nuovo pronta per stampare qualsiasi documento, la caldaia soddisfatta cancella il suo errore, lo smartphone tira un sospiro di sollievo rendendosi conto che il suo lavoro straordinario è finalmente terminato. E ora ? Ancora un attimo di panico prima di rilassarmi sul divano: il dado è ormai tratto non resta che attendere l’arrivo della signorina Tim che forse non ha idea in che guaio si sia cacciata assicurandomi il passaggio sotto la sua protezione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div> <div> <img class="image-16 fleft" src="https://tastieralibera.it/images/router_tim.jpg"  width="252" height="200" /><span class="fs12lh1-5 cf1">Il giorno ormai tanto atteso finalmente arriva. Dopo 7 anni lascio il Sig. Fastweb e passo sotto la tutela della Sig.na Tim, ammesso che la signorina non abbandoni il campo appena si renderà conto con chi avrà a che fare. Alle 10.30 arriva il messo della Tim e iniziano le danze. O meglio non fanno in tempo ad iniziare che subito si interrompono. Anche questo tecnico dopo pochi minuti pianta tutto in asso e si reca alla fantomatica centrale. Per un attimo mi assale un dubbio: ma non sarò io il problema ? Mi metto in modalità attesa e guardo con nostalgia il vecchio router che ora allegramente funziona con le sue lucette verdi lampeggianti. Sarà una mia impressione ma sono certo che si sta prendendo gioco di me: una specie di messaggio in codice “Chi lascia la vecchia strada per la nuova sa quel che lascia ma no sa quel che trova”. Il tempo scorre molto lentamente quando finalmente il tecnico della Sig.na Tim torna portando con se una scatola di una certa dimensione. Dalla scatola esce magicamente il nuovo router. Un signore imponente, quasi il doppio per grandezza del precedente. Elegante, vestito di nero come se dovesse andare ad una serata di gala, il logo della TIM ben visibile in rosso stilizzato. Bella presenza non c’è che dire. Cerco di farmi vedere soddisfatto: al suo cospetto l’altro router sembra un ragazzino scapestrato. Scolleghiamo tutti cavi dal ragazzino e li passiamo al signore ben vestito che li accetta tutti senza battere ciglio. Per ultimo colleghiamo il cavo più importante: l’alimentazione.</span></div> <div> <span class="fs12lh1-5 cf1">Il signore prende vita: prima una lucetta arancione poi di seguito ed in sequenza le altre lucette verdi che però, a differenza del ragazzino precedente, hanno dei simboli che ne indicano la funzione. Altra classe non c’è che dire. Ad uno ad uno i led si accendono tutti ed infine la lucetta arancione prima diventa rossa e poi magicamente verde. Ci siamo. Colleghiamo il computer e … internet funziona. Collego lo smartphone al Wi-Fi e, trascorso un attimo di smarrimento, anche lui si rianima e si avvia. Il tecnico, verificato che il nuovo router funziona, frettolosamente raccoglie tutte le sue cosine e se ne va più in fretta di come sia arrivato. Ed ora ecco il bello. Sorvolo sulla riconfigurazione di tutti i dispositivi collegati tramite Wi-Fi e dico solo che ci sono voluti due giorni per riattivare tutto (lampadine smart, prese smart, impianto fotovoltaico, Google Nest Hub, Caldaia, Stampante) quindi prima di cambiare operatore, se in casa avete qualche diavoleria tecnologica, pensateci bene e poi non fatene di niente.</span></div> <div> <span class="fs12lh1-5 cf1">Dopo tre giorni di funzionamento a pieno regime con efficienza abbastanza migliore rispetto a Fastweb, ecco che all’improvviso anche il Sig. Router elegante mi fa il solito occhiolino con la lucetta rossa, quella che doveva essere verde. E indovinate un po' che giorno è ? Naturalmente venerdì intorno alle 15.30 a ridosso dell’ormai fantomatico weekend. Sarà la maledizione del Sig. Fastweb o quella dei router che si sono messi d’accordo per delle rivendicazioni salariali in merito al lavoro prefestivo e festivo ?</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div> <div> <img class="image-17 fleft" src="https://tastieralibera.it/images/sette.jpg"  width="259" height="194" /><span class="fs12lh1-5 cf1">Si riparte. Questa volta la segnalazione è immediata senza concedermi però una chiamata diretta con un operatore. Forse la Sig.na Tim è meno socievole oppure ha preso informazioni su di me ed evita di parlarmi. Naturalmente i vari allarmi si scatenano di nuovo in un tripudio di notifiche, di beep, di email come a dire “Hai voluto cambiare mentre tutto era tornato funzionante ? Ora sono problemi tuoi”. Faccio un rapido conteggio e scopro che sono solo sette giorni che la Sig.na Tim si occupa delle mie connessioni smart, avrà già abdicato o sarà la maledizione del numero 7 ? Tutto però riparte dopo poche ore, ma rimane la preoccupazione del 7: che accadrà fra sette settimane, fra sette mesi e fra sette anni ?</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 Feb 2024 08:18:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Se non hai il trattore non puoi manifestare]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_interna_"><![CDATA[Politica interna ]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000B"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Screenshot-2024-02-14-084542.png"  width="490" height="280" /><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"><div>Lo stato fascista decide che solo gli agricoltori con i loro trattori possono manifestare, possono bloccare il traffico, possono scendere in piazza con le loro rivendicazioni, a tutti gli altri cittadini non è consentito e se lo fanno sono presi a manganellate. Se poi chi scende in piazza lo fa per accusare il massacro del popolo palestinese &nbsp;messo in atto da Israele, allora la furia fascista e repressiva dello Stato si scatena per difendere il diritto di uno stato democratico di distruggere un intero popolo. Questo è accaduto ieri a Napoli quando circa 200 persone si sono presentate davanti ai cancelli di TeleMeloni, una volta Rai televisione pubblica, per manifestare contro l'atteggiamento della Tv di Stato verso due cantanti di Sanremo. Il primo, Ghali, si è permesso di dichiarare dopo la sua esibizione "Stop al genocidio", il secondo, Dargen D'Amico, ha addirittura osato affermare che gli immigrati potevano rappresentare una risorsa ed è stato bloccato mentre rispondeva ad una domanda di un giornalista. Per difendere il nuovo pensiero unico del governo quindi non sono stati sufficienti i massacri verbali messi in atto contro i due artisti, ma si è passati dalle parole ai fatti riempendo di botte color che, pacificamente, volevano solo appendere uno striscione di protesta contro la Rai e di solidarietà verso il popolo palestinese. Questo è il nuovo corso dello Stato italiano. Mentre Israele sta per essere abbandonato dal suo storico alleato, gli Stati Uniti, in Italia si arriva sempre con ritardo. Si continua a difendere a oltranza la politica criminale di un governo, quello israeliano, che, più volte per bocca del suo leader, ha dichiarato di voler sterminare l'intero popolo palestinese colpevole di essere un intero popolo di terroristi. Da qui l'accusa di genocidio che in tanti provano vergogna a dichiarare. </div><div>E così in Italia mentre da una parte si consente a migliaia di agricoltori di scorrazzare per il paese in lungo e in largo, si manganellano 200 persone pacifiche la cui unica colpa è di pensarla in maniera diversa dal governo. e ancora c'è qualcuno che ritiene non essere iniziato la nuova era fascista della fu Repubblica democratica italiana.</div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 14 Feb 2024 14:18:00 GMT</pubDate>
			<link>https://tastieralibera.it/blog/?se-non-hai-il-trattore-non-puoi-manifestare</link>
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			<title><![CDATA[Dalla transizione ecologica all'accelerazione verso la distruzione del pianeta]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Attualit%C3%A0"><![CDATA[Attualità]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000A"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/ucraina.jpg"  width="542" height="305" /><br></div><div class="imTACenter">Bombardamenti a Kiev</div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://tastieralibera.it/images/193326438-95527fc4-13d2-4e32-8fa3-cd61be971244.jpg"  width="544" height="299" /><br></div><div class="imTACenter">Bombardamenti a Gaza</div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://tastieralibera.it/images/Protesta-Olanda.jpg"  width="540" height="360" /><br></div><div class="imTACenter">Protesta agricoltori</div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Nei terribili anni della pandemia, per fortuna solo due e mezzo, sembrava che si fosse risvegliato nei cittadini ma anche nelle istituzioni un fervore ecologico per iniziare finalmente quella transizione che avrebbe dovuto portare all'abbandono dei combustibili fossili e di tutte quelle pratiche dannose per l'ambiente. Poi appena usciti dall'emergenza il mondo è letteralmente scoppiato e tutti quei buoni propositi sono stati presto dimenticati. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia e la conseguente guerra hanno subito messo in crisi il debole tentativo di passare dalle energie fossili a quelle rinnovabili. Carbone, petrolio e gas sono tornati alla ribalta con tutti i paesi occidentali impegnati nel cercare fonti di approvvigionamento alternative a quelle russe. Contemporaneamente tutti i deboli tentativi di ridurre le emissioni si sono infranti contro l'impiego massiccio di navi ed aerei da guerra, carri armati, bombe e missili di ogni tipo. L'Europa è anche tornata indietro sulle sue decisioni in merito alle auto elettriche, che non rappresenterebbero certo la soluzione finale, ma se non altro avrebbero costituito un altro tassello verso un cambio di rotta in tema ambientale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Subito dopo è arrivato il 7 ottobre e l'invasione di Israele della striscia di Gaza che oltre a provocare un disastro ambientale sta provocando un disastro umanitario con gli ex perseguitati della seconda guerra mondiale che hanno vestito i panni dei loro carnefici. Uno stato, ritenuto democratico, che risponda ad un atto terroristico con una guerra tesa a distruggere un intero popolo è veramente terrificante. Soprattutto se lo stato in questione è sorto dopo una guerra mondiale che ha visto il genocidio perpetrato nei suoi confronti. Bombe e missili stanno mettendo a ferro e fuoco la striscia di Gaza aggiungendo al disastro ambientale un vero e proprio genocidio del popolo palestinese.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">A questi disastri ambientali ma soprattutto umanitari causati dalla politica scellerata della più potente forza mondiale, gli Stati Uniti, con la complicità di un'Europa incapace di ribellarsi alla supremazia criminali americana, si aggiunge in questi giorni un altro tassello: la protesta degli agricoltori. Anche questa protesta ha come obiettivo il profitto a discapito dell'ambiente. Intendiamoci gli agricoltori sono solo l'ultimo e più debole di un anello di una catena, quella alimentare, che fa affari sulla pelle dell'ambiente e dei cittadini. Le rivendicazioni degli agricoltori sono comunque contro l'ambiente infatti le norme contro cui lottano "i trattori" prevedono l’obbligo di destinare almeno il 4% dei terreni coltivabili a funzioni non produttive, l’obbligo di effettuare rotazioni delle colture, ridurre l’uso di fertilizzanti di almeno il 20%, divieto di utilizzare pesticidi nei pressi delle abitazioni. Se si tornerà indietro su queste misure si tratterà di un'altra retromarcia nella famosa transizione ecologica. Che poi gli agricoltori, soprattutto quelli italiani ma non solo, sono fra le prime vittime dei cambiamenti climatici e se alzano bandiera bianca anche loro in nome di un maggior profitto per il nostro pianeta non ci sarà più davvero speranza.Naturalmente guerre e proteste degli agricoltori non sono minimamente confrontabili in quanto a danno non solo ambientali ma entrambi sono un segnale inequivocabile che del clima e dell'ambiente poco importa a tutti.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 11 Feb 2024 13:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Evasione fiscale: il vero orgoglio italiano]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Attualit%C3%A0"><![CDATA[Attualità]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/Sinner-meloni.jpg"  width="493" height="276" /><br></div><div class="imTAJustify"><br></div><div class="imTAJustify">Grandi onori in questi giorno al nuovo astro nascente del tennis mondiale: l'alto atesino Jannik Sinner. Il giovanotto dopo la sua prima vittoria in un torneo del grande slam, gli open d'Austalia, e dopo aver condotto la nazionale italiana a conquistare la coppa Davis dopo ben 48 anni, viene ricevuto con tutti gli onori prima dalLA Presidente del Consiglio e poi dal Presidente della Repubblica. Ecco che dopo queste due imprese il giovanotto dai capelli rossi viene indicato come "il volto migliore del nostro paese", "orgoglio italiano", "il suo esempio aiuta la società", e via discorrendo con questi epiteti pieni di ipocrisia come ormai da tempo soprattutto la politica ci ha abituato. Già la politica ormai caduta in disgrazia fra i cittadini italiani non trova di meglio che aggrapparsi al "eroe" sportivo di turno per salire sul suo carro e farsi bella con epiteti ad effetto. Una politica che se davvero facesse gli interessi dei cittadini prima dei propri interessi, non dovrebbe avere bisogno appunto di questi evvnimenti sportivi per mettersi in mostra e coniare frasi ad effetto ma prive di significato.</div><div class="imTAJustify">Il giovanotto, se mettiamo da parte il suo valore sportivo sicuramente indiscutibile e di alto livello, rappresenta tutt'altro che un buon esempio per i nostri giovani e per qualsiasi cittadino italiano. Il buon Sinner, dopo aver capito quattro anni fa che sarebbe arrivato ai più alti livelli del tennis mondiale, ha pensato subito, diventato maggiorenne, di prendere la residenza a Montecarlo e quindi mettere al riparo i suoi lauti guadagni dal fisco italiano. E questo quindi dovrebbe rappresentare il nostro orgoglio ? o l'esempio per i nostri giovani ? Intendiamoci il rosso non ha fatto niente di illegale ed il problema non è tanto lui ma quanti piuttosto lo portano come un esempio da seguire per tutta la società italiana. Anche qui però non c'è incoerenza: LA Presidente del Consiglio che si permette di indicare le tasse come il pizzo di Stato non può che indicare Sinner come un esempio da seguire. Utilizzando le vostre capacità fate soldi ma poi guardatevi bene da portare fuori dall'Italia i vostri guadagni e quindi contribuire alla decadenza inevitabile del vostro paese.</div><div class="imTAJustify">Il buon Sinner ha fra l'altro dimostrato il suo disprezzo per le istituzioni e soprattutto per la più alta carica dello Stato, Il Presidente della Repubblica, subito dopo la vittoria in Coppa Davis. Mattarella aveva infatti invitato il giovanotto e gli altri cmponenti della squadra al Quirinale il giorno dopo il loro successo nel torneo, ma i ragazzotti guidati da Sinner aevavno declinato l'invito adducendo un impegno improrograbile: dovevano partire per le vacanze. Il Presidente della Repubblica, da brava persona quale è, aveva risposto che le porte del Quirinale sarebbero state sempre aperte invece di chiuderle in faccia al presuntuoso altoatesino e così oggi Mattarella riceve i tennisti.</div><div class="imTAJustify">Ripeto Sinner non ha fatto niente di illegale e non è nemmeno il primo a prendere la residenza fiscale a Montecarlo, altri paesi come la Francia hanno fatto una semplice legge di una riga dove si dice che i cittadini della Repubblica non possono prendere la residenza fiscale nel Principato di Monaco, ma si sa i francesi non gridano Dio, Patria e Famiglia. </div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 Feb 2024 15:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dio, Patria e Famiglia: dopo la Famiglia anche la Patria viene depennata]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/download.jpg"  width="300" height="168" /></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="fs12lh1-5">LA Presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo gli urli e gli slogan di stampo fascista che era avvezza a lanciare prima di arrivare al governo, smantella con i fatti le sue stesse parole d'ordine agevolata in questa attività dal Presidente del Senato, il camerata Ignazio La Russa, e dal suo viceministro Matteo Savini che non perde occasione per manifestare a propria ignoranza non solo ignoranza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Il più famoso degli slogan meloniani è sicuramente quel "Dio, Patria e Famiglia" che a sua detta, ha costituito una specie di faro al quale riferimento nella sua azione politica non solo pre-governativa. LA cara Presidente però dopo aver smantellato la Famiglia, una relazione ed una figlia fuori dal matrimonio terminata con un tweet con il quale ha annunciato al globo terracqueo la fine della sua storia con il ciuffato Giambruno, in queste ore smantella anche la Patria dopo averla già attaccata con l'autonomia differenziata della Lega.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">I fatti riguardano la nostra connazionale Ilaria Salis arrestata un anno fa dal "nostro amico Orban" e tenuta in carcere in condizioni disumane fino a ieri quando è stata condotta nell'aula del tribunale incatenata mani e piedi come un cane randagio. Oltre a non aver presentato alcuna protesta formale al governo ungherese per le condizioni nelle quali è stata tenuta Ilaria, ieri il governo italiano per voce di La Russa e poi del solito Salvini ha sbeffeggiato la ragazza. La Russa ha sottolineato che anche negli Stati Uniti i carcerati sono tenuti in quelle condizioni e nessuno protesta, Salvini invece ha girato la frittata sottolineando che una maestra che si macchina di tali episodi secondo lui non dovrebbe svolgere quella professione. Ma Salvini non si è fermato citando che la maestra è imputata anche in un processo per atti simili anche in Italia, ignorando come sempre che quel processo si è già concluso con l'assoluzione di Ilaria Salis. Insomma la nostra Ilaria, nonostante sia un dipendente pubblico, non ha diritto ad essere considerata una nostra connazionale e quindi il governo fino ad oggi se ne è fregato delle condizioni di detenzioni della ragazza. Si vede che per la Meloni e company i cittadini non sono tutti uguali: da una parte ci sono gli amici fascisti di destra dall'altra tutti gli altri che non simpatizzano per il governo di destra e quindi meritano i trattamenti più orrendi qualora incappino in qualche disavventura.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Come sempre dal dire al fare c'è di mezzo un oceano, ora spettiamo che dopo aver derubricato la Famiglia e la Patria la Meloni se la prenda anche con Dio ed il cerchio si chiuderà.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 31 Jan 2024 18:33:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La giornata della memoria .... ormai perduta]]></title>
			<author><![CDATA[Edoardo Pisani]]></author>
			<category domain="https://tastieralibera.it/blog/index.php?category=Politica_internazionale"><![CDATA[Politica internazionale]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://tastieralibera.it/images/1698548170_534_9ea27dcfd3d2b01d213dc6e7035f0cfb.jpg"  width="354" height="221" /></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTAJustify"><div><span class="ff1">Mai come in questo anno la giornata della memoria, istituita per ricordare le atrocità naziste contro gli ebrei e la shoa, appare fuori luogo e privata del proprio significato. Proprio il popolo che ha subito deportazioni, campi di concentramento e genocidi mostra di aver dimenticato la sua terribile storia mettendo in atto una guerra per la distruzione del popolo palestinese. Tutto l'occidente è palesemente incapace di fermare il genocidio degli israeliani nei confronti del popolo palestinese e in nome del diritto alla difesa dello Stato Israeliano, consentono al Netanyahu lo sterminio di civili, soprattutto donne e bambini, innocenti. L'attacco terrorista di Hamas contro gli israeliani è stato terribile ma uno stato che si ritiene democratico non può rispondere al terrorismo palestinese mettendo in atto un'azione a sua volta di stampo terrorista. Ormai l'azione dell'esercito d'Israele non può più essere considerata un'azione difensiva ma, come lo stesso premier Netanyahu ha dichiarato, si tratta un'azione indirizzata alla cancellazione dei palestinesi sia dalla striscia di Gaza che dalla Cisgiordania. Si tratta di una vera e propria guerra condotta però contro un intero popolo e non contro quelle frange estreme che hanno causato l'attentato del 7 ottobre. Israele ha abbracciato in pratica lo stesso obiettivo che si proponevano i nazisti: la cancellazione di un popolo. Cambiano le motivazioni e le modalità ma non la sostanza.</span></div><div><span class="ff1">Ed il mondo occidentale come risponde a questa azione sconsiderata ? Lanciando qualche timido messaggio per dichiarare che Israele si deve fermare, ma nessuna altra azione concreta ed efficace. Anzi addirittura in Italia il governo fascista della Meloni proibisce per domani le manifestazioni a sostegno del popolo palestinese. In Italia si possono organizzare manifestazioni fasciste nella quali centinaia di persone evocano il duce e alzano il braccio teso, ma non si può manifestare in favore di un popolo che sta per essere sterminato. Se non è fascismo questo.</span></div><div><span class="ff1">Altro elemento a cancellare il significato di questa giornata è il comportamento di Putin e della Russia. L'esercito russo proprio nella giornata del 27 gennaio entro nei campi di concentramento polacchi e scoprì la terrificante verità del genocidio messo in atto verso il popolo ebreo e verso di "diversi". Bene oggi la Russia "ricorda" questa giornata con la guerra che sta conducendo da 2 anni contro l'Ucraina colpevole di voler entrare nella Nato e in Europa.</span></div><div><span class="ff1">I valori quindi della giornata della memoria, il 27 gennaio, sono calpestati dai due popoli che furono protagonisti: il popolo israeliano che oggi mette in atto politiche di distruzione verso il popolo palestinese e il popolo russo che invade l'Ucraina con l'obiettivo di cancellare quello stato. La memoria ormai è definitivamente fottuta.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 27 Jan 2024 15:01:00 GMT</pubDate>
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